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La Chiesa ha le sue leggi, in primis.

In secundis, affinchè una possibile sensibilità in tal senso arrivi in conclave serve che cardinali che oggi possono avere diciamo circa quaranta anni siano papabili. Ad occhio e croce, parliamo di circa altri venticinque anni.

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E questa ?? :o

Pedofilia, il Papa allontana il cardinale Law

L'incontro durante la visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Il Pontefice avrebbe espresso la volontà di non voler più vedere l'alto prelato, al centro dello scandalo pedofilia

Incontro imbarazzante, ieri, per papa Francesco durante la visita a Santa Maria Maggiore. Il nuovo pontefice ha incrociato il cardinale Bernard Law, in pensione, accusato di aver coperto i preti pedofili nella diocesi di Boston, non prendendo le adeguate misure. "Non voglio che frequenti questa basilica", avrebbe detto il Papa. Il portavoce della Santa Sede ha cercato di minimizzare l'accaduto.

Secondo quanto racconta Il Fatto quotidiano, infatti, la presenza del cardinale 82enne è stata discreta e sarebbe stata una sua volontà incontrare il nuovo Pontefice. Che però non avrebbe gradito più di tanto. Papa Francesco avrebbe intenzione di allontanare l'alto prelato, coinvolto nello scandalo pedofilia in Nord America, costringendolo a una vita di clausura.

Bernard Law divenne arciprete della basilica romana, nonostante accuse pesanti. Il porporato, infatti, pur essendo venuto a conoscenza di preti pedofili, avrebbe trasferiti quest'ultimi in altre parrocchie e sempre a contatto con altri ragazzi. Una posizione "morbida" che non è mai piaciuta molto in Vaticano. A Law fu prospettata una vita in clausura, cosa mai avvenuta ma che potrebbe realizzarsi proprio con papa Francesco.

Edited by ROOSTERS99
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era da anni che non mi emozionavo più ascoltando le parole di un Papa...il suo miracolo, con me, l'ha già fatto...

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esatto, infatti da anni evito di andare a Messa, perché non mi sento a mio agio, ma vivo la Fede "in solitudine", a modo mio.

Questo è un errore.

La questione comunione ai separati/divorziati conviventi è una questione aperta decisamnete in divenire e dalle molte interpretazioni.

Ma la rinuncia alla Messa è un errore. Sempre che sivoglia essere cristiani ovviamente.

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era da anni che non mi emozionavo più ascoltando le parole di un Papa...il suo miracolo, con me, l'ha già fatto...

LL, sentivo alla radio stamane delle posizioni del Cardinal Bergoglio sulla accoglienza della Chiesa verso chiunque, con particolare riferimento ai separati...

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Ha parlato proprio dei battezzandi figli di non sposati in chiesa se non erro.

Il cosidetto "Lodo Lollo"

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Ma il tossico che ha fatto l'annuncio? Dove l'han pescato?

A chi ha seguito l’Habemus Papam non sarà sfuggito un “sofferto” modus nel parlare del Cardinale protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran che dalla finestra su Piazza San Pietro ha annunciato il nome di Jorge Mario Bergoglio come il nuovo vescovo di Roma.

Poco dopo su Facebook sono comparse alcune pagine che ironizzano pesantemente sul modus di parlare e sulle “movenze” del cardinale.

Il titolo, “Il Tossico Che Ha Annunciato Il Papa”.

La descrizione, “L’uomo che si è fatto la fumata bianca”.

Le pagine, al momento, hanno rispettivamente 46.000 e 10.000 like e registrano un trend in continua crescita.

A prescindere dalla mancanza di buon gusto si passerebbe su tale imbecillità senza null’altro aggiungere… se non fosse per la triste circostanza che il cardinale Turan è affetto dal morbo di Parkinson.

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A chi ha seguito l’Habemus Papam non sarà sfuggito un “sofferto” modus nel parlare del Cardinale protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran che dalla finestra su Piazza San Pietro ha annunciato il nome di Jorge Mario Bergoglio come il nuovo vescovo di Roma.

Poco dopo su Facebook sono comparse alcune pagine che ironizzano pesantemente sul modus di parlare e sulle “movenze” del cardinale.

Il titolo, “Il Tossico Che Ha Annunciato Il Papa”.

La descrizione, “L’uomo che si è fatto la fumata bianca”.

Le pagine, al momento, hanno rispettivamente 46.000 e 10.000 like e registrano un trend in continua crescita.

A prescindere dalla mancanza di buon gusto si passerebbe su tale imbecillità senza null’altro aggiungere… se non fosse per la triste circostanza che il cardinale Turan è affetto dal morbo di Parkinson.

Mi sembrava fosse chiaro che, al momento, non avessi capito (mio errore) che fosse affetto da malattia (si tratta di un posto scritto pochi minuti dopo l'evento).

Mi cospargo il capo di cenere comunque.

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22 marzo 2013 - ore 06:59

Cardinale a metà

L’innovatore Bergoglio ripristina un’antica tradizione e pone la porpora sul capo di Lorenzo Baldisseri, segretario del Conclave, potente ex nunzio in India e Sudamerica e appassionato pianista

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Erano da poco passate le 19,00, quel 13 marzo, quando Francesco entrò nella Cappella Sistina vestito con la candida talare bianca. Nella Stanza delle Lacrime, restaurata da poco, Jorge Mario Bergoglio aveva smesso gli abiti porpora, lasciati alle cure del Maestro delle cerimonie liturgiche, Guido Marini. La prassi voleva che dopo l’accettazione tutti i cardinali elettori, l’uno dopo l’altro, sfilassero davanti al trono posto sotto il “Giudizio universale” di Michelangelo per l’antico rito dell’omaggio e dell’obbedienza. Francesco decise di rimanere in piedi e di abbracciare i “fratelli cardinali”, mostrando già insofferenza per i cerimoniali troppo rigidi. Poco prima che il facente funzioni di decano, Giovanni Battista Re, stringesse la mano al Pontefice, accadde però qualcosa che non tutti capirono. Il Papa neoeletto pose sul capo del segretario del Conclave, Lorenzo Baldisseri, il proprio zucchetto rosso, a lui ormai inutile. Tra lo stupore generale, Francesco ripristinava l’antica tradizione caduta in disuso da ormai cinquant’anni che prevedeva la creazione a cardinale del segretario del Conclave.

Una “creazione a metà”, come lo stesso Bergoglio avrebbe detto a uno stupito Baldisseri, visto che un uomo può diventare cardinale di Santa romana chiesa solo in occasione di un concistoro. Lo stesso padre Federico Lombardi, il giorno dopo l’elezione del Pontefice, aveva smentito a una giornalista latinoamericana che Baldisseri fosse già stato creato cardinale: “Non risulta che il numero degli elettori sia variato”, aveva detto.

Intanto, però, il segretario del Conclave usciva la sera stessa sulla Loggia delle Benedizioni con lo zucchetto purpureo su abito violaceo e il giorno dopo, ancora, partecipava alla celebrazione eucaristica “Pro ecclesia” in Sistina. D’altronde, Baldisseri è sicuro che prima o poi la creazione avverrà: Francesco ha fatto come Giovanni XXIII, che pose la porpora sul capo di Alberto di Jorio, poi effettivamente entrato a far parte del Sacro Collegio nel primo concistoro tenuto da Roncalli nel dicembre del 1958. E poi, Lorenzo Baldisseri è anche segretario della Congregazione per i Vescovi, incarico che nel passato ha sempre assicurato la nomina cardinalizia. I precedenti più immediati, infatti, vanno in questa direzione, e anche se Joseph Ratzinger il 19 aprile 2005 non pose lo zucchetto sulla testa di Francesco Monterisi (allora segretario del Conclave), qualche anno dopo lo creò ugualmente cardinale mandandolo a San Paolo Fuori le Mura in qualità di arciprete.

Lorenzo Baldisseri, 73 anni il prossimo settembre, potrebbe aspirare anche a un ruolo di primo piano nel governo che tra qualche settimana, “dopo un periodo di riflessione e preghiera”, Papa Francesco inizierà a comporre.

Diplomatico di esperienza, Baldisseri è stato per dieci anni nunzio in Brasile, ed è per questo molto ben visto dal cardinale Cláudio Hummes, vicino di Bergoglio in Sistina e da lui voluto al suo fianco sulla Loggia delle Benedizioni. Prima dell’esperienza brasiliana, il segretario del Conclave era stato in India, Nepal, Paraguay, Haiti. Consacrato vescovo nel 1992 da Angelo Sodano, Baldisseri è un appassionato pianista tanto che Benedetto XVI gli chiese di suonare per lui a Castel Gandolfo nel 2007: “Non ebbi neppure il tempo di provare il pianoforte Steinway, che era appena stato regalato al Papa. Ero emozionato, ma tutto è andato per il meglio”, ha raccontato di recente. Tra i compositori prediletti, c’è Villa-Lobos, “scoperto durante gli anni da nunzio in Brasile”. La musica, diceva Baldisseri, si coniuga benissimo con la diplomazia. Dopotutto, “si parla pur sempre di concerto delle nazioni”.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Matteo Matzuzzi@matteomatzuzzi

Edited by ROOSTERS99
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Questo è un errore.

La questione comunione ai separati/divorziati conviventi è una questione aperta decisamnete in divenire e dalle molte interpretazioni.

Ma la rinuncia alla Messa è un errore. Sempre che sivoglia essere cristiani ovviamente.

è un errore dal tuo punto di vista. Ma se tu fossi nella mia posizione, forse capiresti il disagio che, senza volere, provo ogni volta che vado a Messa.

Per una come me, che è cresciuta in oratorio, fatto parte del coro per più di 20 anni, pure organista all'occorrenza, animatrice, allenatrice PGS...una vita spesa in un certo ambiente, non è facile accettare di non essere ammessa alla Comunione...cosa ti devo dire, magari son solo seghe mentali mie, ma per me poter vivere la Messa in maniera completa è un aspetto importante e sapere di essere considerata una peccatrice mortale mi fa fortemente incazzare!

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26/03/2013

Il Papa resta a Santa Marta

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La Domus Santa Marta

Francesco per il momento non si trasferisce nell'appartamento papale: «Vuole vivere normalmente»

Alessandro Speciale- ANdrea Tornielli

Città del Vaticano

L'appartamento papale al terzo piano del Palazzo Apostolico è pronto, dopo i rapidi lavori di manutenzione necessari per rimetterlo a nuovo dopo gli otto anni di pontificato di Benedetto XVI. Ma papa Francesco non ci si trasferirà, almeno per ora e per il prossimo futuro, come anticipato questa mattina dal quotidiano argentino La Nacion.

“Fino a nuovo ordine”, ha annunciato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, il pontefice argentino rimarrà invece nella Domus Sancta Marthae, la residenza vaticana dove hanno alloggiato i cardinali durante il conclave e dove normalmente abitano qualche dozzina di preti e vescovi in servizio all'interno del Vaticano. Un'altra metà delle stanze è invece a disposizione dei vescovi e dei cardinali di passaggio a Roma per udienze e riunioni.

Il papa ha scelto una “forma di abitazione semplice e in convivenza con altri sacerdoti e vescovi”, ha spiegato padre Lombardi, “pensa di vivere in modo normale e molto semplice”. Rimanendo a Santa Marta, ha aggiunto il portavoce, Francesco potrà vivere “insieme ad altri membri del clero”, rifiutando invece il lussuoso isolamento dell'appartamento pontificio.

Come ogni mattina, papa Bergoglio ha celebrato messa alle 7 di mattina nella cappella della Domus, questa volta insieme agli ospiti fissi della residenza che sono potuti rientrare in possesso delle loro stanze dopo il conclave. Durante l'omelia, ha riferito Lombardi, Francesco ha “lasciato capire che intende rimanere con loro almeno per qualche tempo”.

Il pontefice si è trasferito da qualche giorno nella suite numero 201 della Domus, dotata di un salotto di ricevimento, pensata per ospitare il nuovo pontefice nei giorni immediatamente successivi all'elezione. In precedenza, Francesco era alloggiato nella stanza 207, dove aveva scelto di rimanere anche nei primissimi giorni dopo il conclave.

Lombardi ha comunque sottolineato che Bergoglio ha cominciato ad usare regolarmente l'appartamento 'papale' di rappresentanza, al secondo piano del Palazzo Apostolico, dove riceve i capi di Stato e le altre autorità nella biblioteca privata, come da tradizione. Il portavoce ha spiegato anche che Francesco continuerà ad affacciarsi ogni domenica per recitare l'Angelus dalla finestra dell'appartamento privato al terzo piano.

Che la vita comunitaria della Domus Santa Marta in Vaticano piacesse a Papa Bergoglio se n'erano accorti tutti. La possibilità di incontrare le persone, di fermarsi a tavola con loro, di condividere qualche momento della giornata, di celebrare messa in una cappella capace di contenere un buon numero di persone: tutti elementi che hanno giocato in favore della decisione che Francesco ha fatto capire stamane agli ospiti di Santa Marta, in primis quei cinquanta sacerdoti e monsignori che lavorano nella Curia romana e che sono rientrati nelle loro stanze dopo il conclave.

Il Papa, almeno per il momento, non vivrà più isolato nell'appartamento. E pur usando quello di rappresentanza, come pure quello della residenza usuale dei Papi per l'Angelus domenicale, con Francesco si potrà dire che non esiste più «l'Appartamento», espressione curiale e giornalistica con la quale si definisce lo strettissimo entourage che abita insieme al Pontefice.

Quella di Bergoglio è dunque una scelta di normalità. Quella normalità e affabilità che ha molto colpito nei giorni scorsi i delegati delle altre confessioni cristiane, in particolare le delegazioni ortodosse dei patriarcati di Costantinopoli e di Mosca, rimaste molto contente per aver potuto condividere la tavola con il Papa.

Secondo quanto apprende Vatican Insider, al Pontefice era stata fatta l'obiezione sul fatto che a Santa Marta dovevano rientrare i sacerdoti che lavorano in Curia e che rimanendo lì, Francesco si sarebbe trovato a contatto con loro. La risposta di Bergoglio sarebbe stata: «Sono abituato a stare con i miei preti». La decisione papale del resto non deve stupire: anche nell'arcivescovado di Buenos Aires, Bergoglio era abituato a vivere in una sola stanza dedicata a lui.

Edited by ROOSTERS99

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