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Mi commuovo leggendo le vostre parole per Daniele....Daniele, uomo dalla profonda umanità, che ho incontrato per un breve tratto della mia vita- quando per qualche anno ho frequentato il forum - Oggi risuono sulla brevità della vita e sul dolore che inevitabilmente segnerà i suoi figli e la sua Sposa. Sì, dolore......

" Ognuno che perdiamo prende una parte di noi;

Uno spicchio alla fine rimane,

Che come la luna, una torbida notte,

E' Chiamato dalle maree."

Emily Dickinson

Un abbraccio a Tutti gli amici del forum.

Luna

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Che brutta notizia, purtroppo non ho mai conosciuto di persona Mangusta ma la notizia mi rattrista, sapere che una persona del nostro forum, un amico tifoso anche se virtuale, non c'è più

è davvero triste. Tutto passa in secondo piano, partite, risultati, squadra.

Condoglianze alla famiglia.

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Roo, a me piace pensare che lui ci vorrebbe come in questa foto...

Hai certamente ragione.

Però non ce la posso fare....

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ciao Mangu, ti ho appena conosciuto ma i pochi ricordi di te li ho impressi qui nella foto del ritrovo al Becero prima di carnevale, la tua simpatia e le battute come nulla fosse, che esempio di VITA per tutti, grazie :bye:

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"Non puoi mollare adesso che c'è la ripresa. A me hanno chiesto di mettere in cassa integrazione i miei dipendenti per aumentare i margini di guadagno dell'azienda. Non solo non l'ho fatto, ma ho addirittura assunto più di cento persone!".

Su una cosa ti sbagliavi. La ripresa non c'è e anzi le cose vanno sempre peggio... Ma sull'altra no: qui non si molla di un centimetro, anche se il morale è basso e le difficoltà enormi. Ti guardavo e riconoscevo una persona come me, un lottatore di ferro! Da Lucaweb al mio becero pub, si è creata una linea di continuità che dal virtuale è diventata realtà, con tutto il bello e il brutto che ciò comporta. Perché volgere lo sguardo su quei tavoli mi ricorda serate deliranti, ma anche due vuoti incolmabili. Sento la responsabilità però di dover continuare, a testa alta, petto in fuori, occhi carichi di energia, per te, per voi e per tutti quello che ritengono questo posto un luogo dove passare gradevolmente un po' di tempo assieme. Ogni santo giorno che apro, penso a quella frase che mi hai detto, la metto insieme agli altri esempi importanti dai quali cerco di trarre la forza di lottare e andar avanti, perché una cosa è certa: la gente come noi, non molla mai! Te l'ho promesso quella sera e non tradiró il patto!

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ciao ...anch'io non entro nel forum da mesi per motivi di salute...Ho visto a capodanno la morte in faccia ( chi mi conosce via fb o di persona ) sa di cosa parlo, ma sono stato piu' fortunato di MANGU...rientrare nel forum per leggere i commenti sulla partita ( non posso ancora andare al palazzetto ) e vedere il post su Mangu e' come se qcuno mi avesse chiuso la porta in faccia..un brutto colpo.....sono d'accordo con chi scrive se possiamo renderci utili o vicini alla famiglia con dei gesti....suggerisco anch'io di richiedere alla societa' di poterlo far diventare tifoso onorario ( non so quale sia la definizione corretta ) o magari organizzare un torneo di basket quest'estate o dedicargli un torneo gia' esistente ...oppure fare dei regalini ai suoi figli a Natale....fatemi sapere....grazie e scusate la lunghezza del messaggio

Stefano

Posted (edited)

Mangusta, e non è mica facile.

Mangusta prima di tutto è uno che le cose le fa, non le dice. Lui non parla di politica, ma la fa.

Lui non parla di basket, ma allena. Lui non parla di gioventù, ma va al concerto di Lady Gaga.

Mangusta non ha le “physique du role” di un Piva, ma gira per l’Italia e coordina qualche mila persone. Mangusta non telefona nei posti, lui ci va. Mangusta va in ferrovia e fa il turno di notte. Mangusta non parla dei sindacati, parla COI sindacati, dopo aver fatto il turno di notte, ovviamente. LUI.

Mangusta fa il tifo per Varese e lo fa sempre. A Mangusta non piace chi critica, anche se lui ciritico lo sa essere. Ma quando si alza la contesa, lui canta e lo fa fino alla sirena.

Ovviamente lui in trasferta poi ci va, ma cosa ve lo dico a fare. Con la sua bella sciarpina non si fa mancare niente, qualche volta fa amicizia, qualche volta meno. Ma esce sempre con la sua bella sciarpetta a scaldargli la gola. Magari ha scaldato anche te, con un paio di “patelle”, il calore è contagioso.

Mangusta ha la guida facile. Tipo che se sei un suo amico che attraversa un momento così così, lui tira su e ti porta fuori a cena. Anche se abiti a cento chilometri e se anche lui avrebbe qualche pensiero per la testa. Ma poi lui si sente meglio per un po’, e tu ti senti meglio per tutta la vita.

Mangusta ha una moglie e tanti figli, bravi ed allegri. Ha una moglie che fa l’insegnante di matematica, che da come ti guarderà tra oggi e domani so già che ti viene subito da pensare che forse il problema ce lo hai tu. Lei ti guarda e già non ti ricordi più le radici quadrate. Solida, una quercia.

I figli di Mangusta sono piccoli ma sanno già le cose importanti. Sanno stare composti al palazzetto, sanno fare tutti i cori e sanno anche che a un certo punto il nido anche se bello va lasciato. Sanno che il loro papà semplicemente...c'è. Per dire...una se ne va un anno in Cina a fare la quarta liceo

Mangusta te lo dice, come se partisse domani. Perché Mangusta sa che il tempo è prezioso ed anche se Agosto è tra un po’, lui sa che ha un’altra situazione da gestire, una che non può più aspettare.

Ora infatti capita che Dio ha bisogno di una mano. Dio si è reso conto che nella sua organizzazione c’è confusione, relativismo, un po’ come la Cimberio, o l’Inter. E del resto tutto il mondo è paese. Dio quindi offre il lavoro a Mangusta. “Mangusta-dice-tu che sei bravo con la gente, che sei duro senza essere un bastardo, che sei un trascinatore, vieni su tu ad organizzarmi “le commesse” Mangusta non è proprio entusiasta e dice a Dio “Guarda, ti chiamo io. Non è che possa lasciare qui mia moglie e i miei tre bambini. Ti sei già preso Mandela”. Dio allora si fa un po’ da parte, però si sa che tipo è...non è uno abituato a farsi dire di no. Sicché dopo un paio d’anni si ripresenta “Daniele, ci siamo. Sei pronto adesso?” Ed ovviamente Mangusta ancora nicchia, ma questa volta non si può dire di no, se lo chiama per nome. Dio avrà tanti pregi, ma non la pazienza. Quando si mette in testa una cosa, generalmente la ottiene. Del resto, è Dio mica per niente.

Quindi Mangusta fa la valigia, come mille volte nella sua vita, e muore.

E ora, caro Daniele che leggi queste mie parole pensando (“ma quante cazzate scrivi”) tutti noi siamo qui, come sopravvissuti ad un incidente aereo. Sì, “Meglio a te che a noi” pensiamo, però ci sentiamo in una colpa infinita. Perchè, dentro, un po’ lo sappiamo che per tantissimi versi tu sei migliore di noi. E che al mondo tu mancherai più di noi. E che Varesefansbasket non sarà più lo stesso. E che saremo un po’ più soli. E che quando vedremo l’Inter ci verrà un magone della madonna. E che non saremo più in grado di gioire per una vittoria della Juve nello stesso modo. E che ogni raduno, ogni trasferta, ogni volta che saremo insieme ci mancherà un pezzo di anima. E che andremo tutti a farci un controllo dal medico a breve pensando “Ti ricordi il Mangusta”, anche se tu il controllo magari te lo eri anche fatto. E che pure i veneziani ti rendono omaggio, tra un "te sboro" e "xito sta dito" e un sacco di altre cose incomprensibili.

E che non so più che cosa scrivere, Daniele, io NON LO SO.

NON LO SO cosa questi qui vorrebbero che scrivessi, forse che mi sento gli occhi esplodere fuori dal cranio perchè quando penso a come mi sentirei io se mi dicessero che devo lasciare i miei figli perdo i sensi, mi salta il salvavita nel cervello. E invece tu, piccolo gigante, eri capace di guardare noi dal tuo letto e di dirci “Siete matti a essere venuti”. Eri capace di vedere i tuoi figli e dire "Scusate chè non mi sono fatto la barba".

Sai, noi sapevamo tutto. Ma quando ti senti sul punto di prendere un pugno in faccia prepari il cervello, il cuore, la mascella, tutti i muscoli del corpo. Poi però il pugno arriva ed in un attimo capisci che anche se l’hai visto partire non ti ha fatto per niente meno male. Così te ne stai lì, con tutta la tua preparazione, a terra. A guardare il cielo con la testa piena di male e gli occhi che bruciano di sale.

Arrivederci Daniele. E' appena finito il primo tempo, va che l’Inter sta vincendo.

Mangusta (03.05.1964-06.04.2014)

Edited by Ponchiaz
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Mangusta, e non è mica facile.

Mangusta prima di tutto è uno che le cose le fa, non le dice. Lui non parla di politica, ma la fa.

Lui non parla di basket, ma allena. Lui non parla di gioventù, ma va al concerto di Lady Gaga.

Mangusta non ha le “physique du role” di un Piva, ma gira per l’Italia e coordina qualche mila persone. Mangusta non telefona nei posti, lui ci va. Mangusta va in ferrovia e fa il turno di notte. Mangusta non parla dei sindacati, parla COI sindacati, dopo aver fatto il turno di notte, ovviamente. LUI.

Mangusta fa il tifo per Varese e lo fa sempre. A Mangusta non piace chi critica, anche se lui ciritico lo sa essere. Ma quando si alza la contesa, lui canta e lo fa fino alla sirena.

Ovviamente lui in trasferta poi ci va, ma cosa ve lo dico a fare. Con la sua bella sciarpina non si fa mancare niente, qualche volta fa amicizia, qualche volta meno. Ma esce sempre con la sua bella sciarpetta a scaldargli la gola. Magari ha scaldato anche te, con un paio di “patelle”, il calore è contagioso.

Mangusta ha la guida facile. Tipo che se sei un suo amico che attraversa un momento così così, lui tira su e ti porta fuori a cena. Anche se abiti a cento chilometri e se anche lui avrebbe qualche pensiero per la testa. Ma poi lui si sente meglio per un po’, e tu ti senti meglio per tutta la vita.

Mangusta ha una moglie e tanti figli, bravi ed allegri. Ha una moglie che fa l’insegnante di matematica, che da come ti guarderà tra oggi e domani so già che ti viene subito da pensare che forse il problema ce lo hai tu. Lei ti guarda e già non ti ricordi più le radici quadrate. Solida, una quercia.

I figli di Mangusta sono piccoli ma sanno già le cose importanti. Sanno stare composti al palazzetto, sanno fare tutti i cori e sanno anche che a un certo punto il nido anche se bello va lasciato. Sanno che il loro papà semplicemente...c'è. Per dire...una se ne va un anno in Cina a fare la quarta liceo

Mangusta te lo dice, come se partisse domani. Perché Mangusta sa che il tempo è prezioso ed anche se Agosto è tra un po’, lui sa che ha un’altra situazione da gestire, una che non può più aspettare.

Ora infatti capita che Dio ha bisogno di una mano. Dio si è reso conto che nella sua organizzazione c’è confusione, relativismo, un po’ come la Cimberio, o l’Inter. E del resto tutto il mondo è paese. Dio quindi offre il lavoro a Mangusta. “Mangusta-dice-tu che sei bravo con la gente, che sei duro senza essere un bastardo, che sei un trascinatore, vieni su tu ad organizzarmi “le commesse” Mangusta non è proprio entusiasta e dice a Dio “Guarda, ti chiamo io. Non è che possa lasciare qui mia moglie e i miei tre bambini. Ti sei già preso Mandela”. Dio allora si fa un po’ da parte, però si sa che tipo è...non è uno abituato a farsi dire di no. Sicché dopo un paio d’anni si ripresenta “Daniele, ci siamo. Sei pronto adesso?” Ed ovviamente Mangusta ancora nicchia, ma questa volta non si può dire di no, se lo chiama per nome. Dio avrà tanti pregi, ma non la pazienza. Quando si mette in testa una cosa, generalmente la ottiene. Del resto, è Dio mica per niente.

Quindi Mangusta fa la valigia, come mille volte nella sua vita, e muore.

E ora, caro Daniele che leggi queste mie parole pensando (“ma quante cazzate scrivi”) tutti noi siamo qui, come sopravvissuti ad un incidente aereo. Sì, “Meglio a te che a noi” pensiamo, però ci sentiamo in una colpa infinita. Perchè, dentro, un po’ lo sappiamo che per tantissimi versi tu sei migliore di noi. E che al mondo tu mancherai più di noi. E che Varesefansbasket non sarà più lo stesso. E che saremo un po’ più soli. E che quando vedremo l’Inter ci verrà un magone della madonna. E che non saremo più in grado di gioire per una vittoria della Juve nello stesso modo. E che ogni raduno, ogni trasferta, ogni volta che saremo insieme ci mancherà un pezzo di anima. E che andremo tutti a farci un controllo dal medico a breve pensando “Ti ricordi il Mangusta”, anche se tu il controllo magari te lo eri anche fatto. E che pure i veneziani ti rendono omaggio, tra un "te sboro" e "xito sta dito" e un sacco di altre cose incomprensibili.

E che non so più che cosa scrivere, Daniele, io NON LO SO.

NON LO SO cosa questi qui vorrebbero che scrivessi, forse che mi sento gli occhi esplodere fuori dal cranio perchè quando penso a come mi sentirei io se mi dicessero che devo lasciare i miei figli perdo i sensi, mi salta il salvavita nel cervello. E invece tu, piccolo gigante, eri capace di guardare noi dal tuo letto e di dirci “Siete matti a essere venuti”. Eri capace di vedere i tuoi figli e dire "Scusate chè non mi sono fatto la barba".

Sai, noi sapevamo tutto. Ma quando ti senti sul punto di prendere un pugno in faccia prepari il cervello, il cuore, la mascella, tutti i muscoli del corpo. Poi però il pugno arriva ed in un attimo capisci che anche se l’hai visto partire non ti ha fatto per niente meno male. Così te ne stai lì, con tutta la tua preparazione, a terra. A guardare il cielo con la testa piena di male e gli occhi che bruciano di sale.

Arrivederci Daniele. E' appena finito il primo tempo, va che l’Inter sta vincendo.

Mangusta (04.05.1964-06.04.2014)

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Mangusta, e non è mica facile.

Mangusta prima di tutto è uno che le cose le fa, non le dice. Lui non parla di politica, ma la fa.

Lui non parla di basket, ma allena. Lui non parla di gioventù, ma va al concerto di Lady Gaga.

Mangusta non ha le physique du role di un Piva, ma gira per lItalia e coordina qualche mila persone. Mangusta non telefona nei posti, lui ci va. Mangusta va in ferrovia e fa il turno di notte. Mangusta non parla dei sindacati, parla COI sindacati, dopo aver fatto il turno di notte, ovviamente. LUI.

Mangusta fa il tifo per Varese e lo fa sempre. A Mangusta non piace chi critica, anche se lui ciritico lo sa essere. Ma quando si alza la contesa, lui canta e lo fa fino alla sirena.

Ovviamente lui in trasferta poi ci va, ma cosa ve lo dico a fare. Con la sua bella sciarpina non si fa mancare niente, qualche volta fa amicizia, qualche volta meno. Ma esce sempre con la sua bella sciarpetta a scaldargli la gola. Magari ha scaldato anche te, con un paio di patelle, il calore è contagioso.

Mangusta ha la guida facile. Tipo che se sei un suo amico che attraversa un momento così così, lui tira su e ti porta fuori a cena. Anche se abiti a cento chilometri e se anche lui avrebbe qualche pensiero per la testa. Ma poi lui si sente meglio per un po, e tu ti senti meglio per tutta la vita.

Mangusta ha una moglie e tanti figli, bravi ed allegri. Ha una moglie che fa linsegnante di matematica, che da come ti guarderà tra oggi e domani so già che ti viene subito da pensare che forse il problema ce lo hai tu. Lei ti guarda e già non ti ricordi più le radici quadrate. Solida, una quercia.

I figli di Mangusta sono piccoli ma sanno già le cose importanti. Sanno stare composti al palazzetto, sanno fare tutti i cori e sanno anche che a un certo punto il nido anche se bello va lasciato. Sanno che il loro papà semplicemente...c'è. Per dire...una se ne va un anno in Cina a fare la quarta liceo

Mangusta te lo dice, come se partisse domani. Perché Mangusta sa che il tempo è prezioso ed anche se Agosto è tra un po, lui sa che ha unaltra situazione da gestire, una che non può più aspettare.

Ora infatti capita che Dio ha bisogno di una mano. Dio si è reso conto che nella sua organizzazione cè confusione, relativismo, un po come la Cimberio, o lInter. E del resto tutto il mondo è paese. Dio quindi offre il lavoro a Mangusta. Mangusta-dice-tu che sei bravo con la gente, che sei duro senza essere un bastardo, che sei un trascinatore, vieni su tu ad organizzarmi le commesse Mangusta non è proprio entusiasta e dice a Dio Guarda, ti chiamo io. Non è che possa lasciare qui mia moglie e i miei tre bambini. Ti sei già preso Mandela. Dio allora si fa un po da parte, però si sa che tipo è...non è uno abituato a farsi dire di no. Sicché dopo un paio danni si ripresenta Daniele, ci siamo. Sei pronto adesso? Ed ovviamente Mangusta ancora nicchia, ma questa volta non si può dire di no, se lo chiama per nome. Dio avrà tanti pregi, ma non la pazienza. Quando si mette in testa una cosa, generalmente la ottiene. Del resto, è Dio mica per niente.

Quindi Mangusta fa la valigia, come mille volte nella sua vita, e muore.

E ora, caro Daniele che leggi queste mie parole pensando (ma quante cazzate scrivi) tutti noi siamo qui, come sopravvissuti ad un incidente aereo. Sì, Meglio a te che a noi pensiamo, però ci sentiamo in una colpa infinita. Perchè, dentro, un po lo sappiamo che per tantissimi versi tu sei migliore di noi. E che al mondo tu mancherai più di noi. E che Varesefansbasket non sarà più lo stesso. E che saremo un po più soli. E che quando vedremo lInter ci verrà un magone della madonna. E che non saremo più in grado di gioire per una vittoria della Juve nello stesso modo. E che ogni raduno, ogni trasferta, ogni volta che saremo insieme ci mancherà un pezzo di anima. E che andremo tutti a farci un controllo dal medico a breve pensando Ti ricordi il Mangusta, anche se tu il controllo magari te lo eri anche fatto. E che pure i veneziani ti rendono omaggio, tra un "te sboro" e "xito sta dito" e un sacco di altre cose incomprensibili.

E che non so più che cosa scrivere, Daniele, io NON LO SO.

NON LO SO cosa questi qui vorrebbero che scrivessi, forse che mi sento gli occhi esplodere fuori dal cranio perchè quando penso a come mi sentirei io se mi dicessero che devo lasciare i miei figli perdo i sensi, mi salta il salvavita nel cervello. E invece tu, piccolo gigante, eri capace di guardare noi dal tuo letto e di dirci Siete matti a essere venuti. Eri capace di vedere i tuoi figli e dire "Scusate chè non mi sono fatto la barba".

Sai, noi sapevamo tutto. Ma quando ti senti sul punto di prendere un pugno in faccia prepari il cervello, il cuore, la mascella, tutti i muscoli del corpo. Poi però il pugno arriva ed in un attimo capisci che anche se lhai visto partire non ti ha fatto per niente meno male. Così te ne stai lì, con tutta la tua preparazione, a terra. A guardare il cielo con la testa piena di male e gli occhi che bruciano di sale.

Arrivederci Daniele. E' appena finito il primo tempo, va che lInter sta vincendo.

Mangusta (03.05.1964-06.04.2014)

Posted (edited)

Solo per farti i compliementi Paolo...

P.s. In questo momento mi sento di dare un grosso abbraccio anche a Tricky, ieri non lo abbiamo potuto farlo dal vivo!!

Edited by maio
Posted

Quindici giorni fa non era stato facile

L'altro ieri sera è stata dura

Ieri durissima.

Oggi quasi impossibile.

Non riesco a pensare a domani.

Che "patella" ci hai dato.............

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Mangusta, e non è mica facile.

Mangusta prima di tutto è uno che le cose le fa, non le dice. Lui non parla di politica, ma la fa.

Lui non parla di basket, ma allena. Lui non parla di gioventù, ma va al concerto di Lady Gaga.

Mangusta non ha le “physique du role” di un Piva, ma gira per l’Italia e coordina qualche mila persone. Mangusta non telefona nei posti, lui ci va. Mangusta va in ferrovia e fa il turno di notte. Mangusta non parla dei sindacati, parla COI sindacati, dopo aver fatto il turno di notte, ovviamente. LUI.

Mangusta fa il tifo per Varese e lo fa sempre. A Mangusta non piace chi critica, anche se lui ciritico lo sa essere. Ma quando si alza la contesa, lui canta e lo fa fino alla sirena.

Ovviamente lui in trasferta poi ci va, ma cosa ve lo dico a fare. Con la sua bella sciarpina non si fa mancare niente, qualche volta fa amicizia, qualche volta meno. Ma esce sempre con la sua bella sciarpetta a scaldargli la gola. Magari ha scaldato anche te, con un paio di “patelle”, il calore è contagioso.

Mangusta ha la guida facile. Tipo che se sei un suo amico che attraversa un momento così così, lui tira su e ti porta fuori a cena. Anche se abiti a cento chilometri e se anche lui avrebbe qualche pensiero per la testa. Ma poi lui si sente meglio per un po’, e tu ti senti meglio per tutta la vita.

Mangusta ha una moglie e tanti figli, bravi ed allegri. Ha una moglie che fa l’insegnante di matematica, che da come ti guarderà tra oggi e domani so già che ti viene subito da pensare che forse il problema ce lo hai tu. Lei ti guarda e già non ti ricordi più le radici quadrate. Solida, una quercia.

I figli di Mangusta sono piccoli ma sanno già le cose importanti. Sanno stare composti al palazzetto, sanno fare tutti i cori e sanno anche che a un certo punto il nido anche se bello va lasciato. Sanno che il loro papà semplicemente...c'è. Per dire...una se ne va un anno in Cina a fare la quarta liceo

Mangusta te lo dice, come se partisse domani. Perché Mangusta sa che il tempo è prezioso ed anche se Agosto è tra un po’, lui sa che ha un’altra situazione da gestire, una che non può più aspettare.

Ora infatti capita che Dio ha bisogno di una mano. Dio si è reso conto che nella sua organizzazione c’è confusione, relativismo, un po’ come la Cimberio, o l’Inter. E del resto tutto il mondo è paese. Dio quindi offre il lavoro a Mangusta. “Mangusta-dice-tu che sei bravo con la gente, che sei duro senza essere un bastardo, che sei un trascinatore, vieni su tu ad organizzarmi “le commesse” Mangusta non è proprio entusiasta e dice a Dio “Guarda, ti chiamo io. Non è che possa lasciare qui mia moglie e i miei tre bambini. Ti sei già preso Mandela”. Dio allora si fa un po’ da parte, però si sa che tipo è...non è uno abituato a farsi dire di no. Sicché dopo un paio d’anni si ripresenta “Daniele, ci siamo. Sei pronto adesso?” Ed ovviamente Mangusta ancora nicchia, ma questa volta non si può dire di no, se lo chiama per nome. Dio avrà tanti pregi, ma non la pazienza. Quando si mette in testa una cosa, generalmente la ottiene. Del resto, è Dio mica per niente.

Quindi Mangusta fa la valigia, come mille volte nella sua vita, e muore.

E ora, caro Daniele che leggi queste mie parole pensando (“ma quante cazzate scrivi”) tutti noi siamo qui, come sopravvissuti ad un incidente aereo. Sì, “Meglio a te che a noi” pensiamo, però ci sentiamo in una colpa infinita. Perchè, dentro, un po’ lo sappiamo che per tantissimi versi tu sei migliore di noi. E che al mondo tu mancherai più di noi. E che Varesefansbasket non sarà più lo stesso. E che saremo un po’ più soli. E che quando vedremo l’Inter ci verrà un magone della madonna. E che non saremo più in grado di gioire per una vittoria della Juve nello stesso modo. E che ogni raduno, ogni trasferta, ogni volta che saremo insieme ci mancherà un pezzo di anima. E che andremo tutti a farci un controllo dal medico a breve pensando “Ti ricordi il Mangusta”, anche se tu il controllo magari te lo eri anche fatto. E che pure i veneziani ti rendono omaggio, tra un "te sboro" e "xito sta dito" e un sacco di altre cose incomprensibili.

E che non so più che cosa scrivere, Daniele, io NON LO SO.

NON LO SO cosa questi qui vorrebbero che scrivessi, forse che mi sento gli occhi esplodere fuori dal cranio perchè quando penso a come mi sentirei io se mi dicessero che devo lasciare i miei figli perdo i sensi, mi salta il salvavita nel cervello. E invece tu, piccolo gigante, eri capace di guardare noi dal tuo letto e di dirci “Siete matti a essere venuti”. Eri capace di vedere i tuoi figli e dire "Scusate chè non mi sono fatto la barba".

Sai, noi sapevamo tutto. Ma quando ti senti sul punto di prendere un pugno in faccia prepari il cervello, il cuore, la mascella, tutti i muscoli del corpo. Poi però il pugno arriva ed in un attimo capisci che anche se l’hai visto partire non ti ha fatto per niente meno male. Così te ne stai lì, con tutta la tua preparazione, a terra. A guardare il cielo con la testa piena di male e gli occhi che bruciano di sale.

Arrivederci Daniele. E' appena finito il primo tempo, va che l’Inter sta vincendo.

Mangusta (03.05.1964-06.04.2014)

Grazie Paolo!

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Piango come un bambino in mezzo a colleghi che non capiscono e non me ne frega un cazzo

Non ti consolerà per un caxxo ma sappi che non sei il solo!

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Non ti consolerà per un caxxo ma sappi che non sei il solo!

Non consola, ma scalda il cuore

Grazie Ale

Posted

Mangusta no, non lo conoscevo, ci ho parlato una volta,giusto il tempo per chiedergli quale fosse il suo vero nome, in modo da poterlo aggiungere su Facebook.

Però ieri sera sono inciampata in questa frase, in un bellissimo libro di Baricco: da quello che leggo dei vostri ricordi e da come me lo immaginavo, al di là dello schermo, credo che possa adattarsi bene a Daniele, quindi la condivido con voi, e con lui:

"Ma lui era uno di quelli che quando non ci sono più, lo senti. Come se il mondo intero diventasse, da un giorno all'altro, un po' più pesante. Capace che questo pianeta, e tutto quanto, resta a galla nell'aria solo perché ce ne sono tanti in giro, che ci pensano loro a tenerlo su. Con quella loro leggerezza. Senza avere la faccia da eroi, ma intanto tengono su la baracca. Sono fatti così."

Ciao Mangu, grazie per essere stato il primo ad avermi fatto gli auguri per il mio diciottesimo compleanno.

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