Ponchiaz Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Per Roberto PG. Faccio iniziare la storia qualche giorno prima, ovvero quando i Roosters batterono la Benetton a Treviso in gara 2. Vivevo con quella che da lì a pochissimo sarebbe diventata mia moglie in un monolocale di 40 mq ed ero già per questo fuori di me dalla contentezza, facevo il lavoro per cui avevo studiato e tutto già mi sembrava perfetto. Però, dopo anni ed anni di DiVarese e Ranger, avevo insieme ai miei amici di sempre maturato un certo scetticismo, soprattutto a fine preventivo. Ma dopo il trionfo al Palaverde cominciò ad essere chiaro a tutti che "la cosa si poteva fare". I giorni prima della partita si era come zombie biancorossi, si pensava H24 solo a quello. Una specie di gara 7 con Siena elevata alla n-esima potenza. La città si stata attrezzando, oggi si parlerebbe di occasionali, ma ai tempi si tifava davvero e certe distinzioni del cazzo non c'erano. Si era tutti per la squadra e basta. Noi avevamo il mitico pezzettini di plastica in mano e lo guardavamo come se fosse il badge per entrare in paradiso. Nelle strade e nelle rivendite c'era una caccia al biglietto che non potete neanche immaginare. Gente che neanche conoscevi ti chiedeva della finale, così da occuparti anche quel 1/1000 di cervello che tenevi per respirare e far circolare il sangue. La sera della partita siamo usciti dal lavoro EXTRA presto, ovvero alle 17.30, e ci siamo trovati con gli amici ed abbonati. Avevamo comprato lo spray per i capelli rosso e ci siamo tutti tinti come il Poz. Il palazzetto era una bolgia, una cosa che non ho mai più rivisto, sicuramente ben al di sotto degli standard di sicurezza minimi, c'era gente stipata in ogni dove. Con questo mio caro amico ci si era messaggiati per settimane durante tutti i playoff e più di tutti gli altri io e lui eravamo sul chi va là per le vecchie delusioni. Poi la partita, che vedete bene nei video dell'epoca. Ad un certo punto, quando il rapporto vantaggio-tempo residuo era compromesso per Treviso ci siamo guardati e ci siamo detti "E' fatta" abbracciandoci poi per un paio di minuti di fila. Poi casino, clacson, tutti in Piazza Montegrappa, gente sull'abete arrampicata, qualsiasi cosa...qualsiasi cosa. Pochi giorni dopo, colsi l'occasione per sposarmi. Gira di noi su di un vecchio "Due Punti" una foto sul sagrato della Kolbe in abito da sposi con una bella bandiera biancorossa a scacchi, nei capelli qualche residuo tossico di vernice rossa. Ci sono pochi giorni della vita di una persona che uno ricorda come se fossero oggi, quelli delle grandi gioie e quelli dei grandi dolori. Io ho già avuto la fortuna di vivere giorni di grandi gioie e quel giorno 11.05.1999 è stato sicuramente uno di loro. Ed è per questo che, prima ancora che per me stesso, spero vivamente e credo che Varese ne vivrà altri cosicché tutti possano provare la sensazione di vedere le stelle cadere dalla volta del palazzetto.
seth Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Uno dei giorni più fantastici della mia vita. Varese tinta di biancorosso. Serie dominata contro Treviso che aveva eliminato la Perditutto: 3 a 0 senza storia (un piccolo sussulto solo con il supplementare di gara 1). Fantastica vittoria in gara 2 a Treviso con Galanda a bombardare da 3 punti. Grara 3 di trionfo puro con De Pol a seminare basket, Nicola che rompe il naso al Poz: al cuore, devi mirare al cuore! Le vuvuzela prima del mondiale il Sudafrica e l'atmosfera sub-sahariana del palazzetto. Caroselli di auto, il bagno nella fontana di Piazza Monte Grappa, l'abbraccio con il mio babbo, l'invasione di campo. Tanti flash eccezionali. Il giorno dopo con la caanotta del Poz e avvolto nella bandiera al Classico. I cartelloni luminosi dei bus che ringraziavano i Roosters per lo scudetto. La Gazzetta e la Prealpina con le immagini della Varese entrata nella storia. La gioia immensa per una stagione dominata e vinta con merito al mio primo abbonamento. Indimenticabile, irripetibile. Chi c'era lo sa e chi non c'era, spero lo possa provare presto: non si dimentica.
Claudio Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Un particolare, tra i tanti: oltre al caldo, il frastuono pazzesco all'interno dell'Oldrini! A circa 3/4 secondi dalla fine della partita, dal mio posto in piccionaia, le mie orecchie hanno avvertito un picco di decibel terrificante, addirittura fastidioso.
ROOSTERS99 Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Per Roberto PG. Faccio iniziare la storia qualche giorno prima, ovvero quando i Roosters batterono la Benetton a Treviso in gara 2. Vivevo con quella che da lì a pochissimo sarebbe diventata mia moglie in un monolocale di 40 mq ed ero già per questo fuori di me dalla contentezza, facevo il lavoro per cui avevo studiato e tutto già mi sembrava perfetto. Però, dopo anni ed anni di DiVarese e Ranger, avevo insieme ai miei amici di sempre maturato un certo scetticismo, soprattutto a fine preventivo. Ma dopo il trionfo al Palaverde cominciò ad essere chiaro a tutti che "la cosa si poteva fare". I giorni prima della partita si era come zombie biancorossi, si pensava H24 solo a quello. Una specie di gara 7 con Siena elevata alla n-esima potenza. La città si stata attrezzando, oggi si parlerebbe di occasionali, ma ai tempi si tifava davvero e certe distinzioni del cazzo non c'erano. Si era tutti per la squadra e basta. Noi avevamo il mitico pezzettini di plastica in mano e lo guardavamo come se fosse il badge per entrare in paradiso. Nelle strade e nelle rivendite c'era una caccia al biglietto che non potete neanche immaginare. Gente che neanche conoscevi ti chiedeva della finale, così da occuparti anche quel 1/1000 di cervello che tenevi per respirare e far circolare il sangue. La sera della partita siamo usciti dal lavoro EXTRA presto, ovvero alle 17.30, e ci siamo trovati con gli amici ed abbonati. Avevamo comprato lo spray per i capelli rosso e ci siamo tutti tinti come il Poz. Il palazzetto era una bolgia, una cosa che non ho mai più rivisto, sicuramente ben al di sotto degli standard di sicurezza minimi, c'era gente stipata in ogni dove. Con questo mio caro amico ci si era messaggiati per settimane durante tutti i playoff e più di tutti gli altri io e lui eravamo sul chi va là per le vecchie delusioni. Poi la partita, che vedete bene nei video dell'epoca. Ad un certo punto, quando il rapporto vantaggio-tempo residuo era compromesso per Treviso ci siamo guardati e ci siamo detti "E' fatta" abbracciandoci poi per un paio di minuti di fila. Poi casino, clacson, tutti in Piazza Montegrappa, gente sull'abete arrampicata, qualsiasi cosa...qualsiasi cosa. Pochi giorni dopo, colsi l'occasione per sposarmi. Gira di noi su di un vecchio "Due Punti" una foto sul sagrato della Kolbe in abito da sposi con una bella bandiera biancorossa a scacchi, nei capelli qualche residuo tossico di vernice rossa. Ci sono pochi giorni della vita di una persona che uno ricorda come se fossero oggi, quelli delle grandi gioie e quelli dei grandi dolori. Io ho già avuto la fortuna di vivere giorni di grandi gioie e quel giorno 11.05.1999 è stato sicuramente uno di loro. Ed è per questo che, prima ancora che per me stesso, spero vivamente e credo che Varese ne vivrà altri cosicché tutti possano provare la sensazione di vedere le stelle cadere dalla volta del palazzetto. Ricordi nitidi, precisissimi, risvegliati dal tuo racconto... Tu pensa se avessimo già avuto "quel gruppo là" già allora cosa sarebbe successo.... :frantics:
Long Leg Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 E il Menego che chiede al pubblico di fare meno casino con le trombette xché l'arbitro non sente un cazzo e tutti giù a suonare ancora più forte ?????
tricky Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 (edited) Il Menego sdraiato per terra nel corridoio dello spogliatoio che abbraccia la coppa e che continua a urla ORTO MIO È fatta, ORTIO MIO È FATTA.... e la baciava Il Poz in mutande e giacca che abbraccia tutti poi si sente toccare la spalla, si gira e vede suo padre e scoppia a piangere come un bambino Edited May 12, 2014 by tricky
Claudio Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Il Menego sdraiato per terra nel corridoio dello spogliatoio che abbraccia la coppa e che continua a urla ORTO MIO È fatta, ORTIO MIO È FATTA.... e la baciava Il Poz in mutande e giacca che abbraccia tutti poi si sente toccare la spalla, si gira e vede suo padre e scoppia a piangere come un bambino Ma vogliamo ricordare il post partita del Poz????
Andrew Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Mamma mia che seratona!! Il palazzo era una bolgia, le stesse sensazioni prepartita le ho avvertite lo scorso anno prima dell'ultima semifinale con siena, purtroppo l'epilogo è stato diverso ma il palazzo mi aveva riportato con la mente al 99. Che annata e che gruppo di pazzi la squadra... E poi la notte in Varese a festeggiare!..... Cazzo che ricordi! voglio un altro scudo a Varese !!!!
edmundo Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 La Prealpina distribuita ai semafori alle 5 del mattino mentre rientravo a Pavia dove allora vivevo da studente universitario ... personalmente custordisco lo "scrigno dello scudetto", una scatola rossa che contiene tutti i numeri di Superbasket di quell'anno, tutti i duepunti della stagione, prealpine e gazzette varie e rilevanti più, ovviamente, le stelle scese dal soffitto ...
sam-8 Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Ricordo che prima di gara 3, a cui ho assistito dal maxischermo al Campus (non avevo trovato i biglietti...), fuori dal palazzetto incrocio il Cecco che stava per entrare...lo saluto e gli faccio: "mi raccomando eh?", lui mi guarda e mi fa l'occhiolino, sapeva già che non avremmo MAI perso...e poi a partita finita la fiumana di persone in via Manin, abbracci a chiunque, follia generale...e il giorno dopo interrogazione con la canotta rossa del Poz e la sciarpa al collo, con la prof che non poteva capire...
hammer70 Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 vela, velaFidati,io,la squadra e i boys eravamo al montello fino alle 4.Poi non so
edmundo Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Fidati,io,la squadra e i boys eravamo al montello fino alle 4. Poi non so naaa ... siete arrivati prima delle 4 al Vela ... al Montello invece la mia fidanzata dell'epoca (pazza del poz come tutte quelle stagioni) è stata letteralmente assordata dallo stesso che le ha sparato 'na trombettata nell'orecchio ... aaah! quanti ricordi
DRIZZY Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 naaa ... siete arrivati prima delle 4 al Vela ... al Montello invece la mia fidanzata dell'epoca (pazza del poz come tutte quelle stagioni) è stata letteralmente assordata dallo stesso che le ha sparato 'na trombettata nell'orecchio ... aaah! quanti ricordi ma il vela dove?
edmundo Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 ma il vela dove? pizzeria sotto il vecchio cinema omonimo di varese ... già masnago credo
Ponchiaz Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 La storia ricorda sovente il Montello dove tutte le persone che io ho mai conosciuto in vita mia sono passati quella sera. Del Vela apprendo ora ed in effetti il Vela è sotto il vecchio cinema, sono piuttosto sicuro sia già masnago, nel senso che fa parte di uno dei rioni che organizza il (perdibilissimo) palio.
Ale Div. Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Non festeggio più la stella ormai da tanti anni. Ma visto che ci sono tanti nuovi amici che vivono fuori zona e quel giorno non c'erano, faccio un'eccezione. L'11 maggio in realtà parte da molto lontano. La 1-3-1 di Peterson, il piede di Cook, il raffreddore di rusconi, il ginocchio di sacchetti e, a stagione in corso, il canestro "in fuorigioco" (cit.) di Abbio e la bomba di Meneghin che si infrange sul ferro.. 18 pullman + 3 della curva e svariate macchine che riempivano casalecchio non sono riusciti neanche stavolta a portare i ragazzi alla vittoria. Sbucano dei virtussino sul parcheggio a prenderci per il culo, fanno bene a scappare a gambe levate, se li pigliamo, ne viene fuori una scorta di Manzottin, tanta è la rabbia dentro... hai voglia a credere che sia l'anno buono.. Eppure, il buon Gastone, che oggi guarda le partite con l'ispettore e Mangusta, il giorno dopo, convinto più che mai, dice: vinciamo il campionato, non c'è storia! Sarà, ma l'autostima è proprio bassa... Però qualcosa dentro mi dice che ha ragione... abbiamo riscattato De Pol da mmilano, ci hanno prestato Galanda (!!!!), ma soprattutto è arrivato Mrsic, uno che ha infilato una lunga serie di scudetti, prima di venire qui. Pigionatti critica l'acquisto, chiedendosi chi rimpiazzerà i punti di Komazec nell'annuale articolo in cui fa la conta dei numeri. Io giro con un sorrisetto ebete da qualche giorno.. Cazzo che squadra che abbiamo messo su! Sono talmente carico che con un amico dell'università faccio un patto: se Varese vince lo scudetto, mi taglio i capelli (allora belli lunghi fin quasi alle spalle, da vero rocker un po' metallaro) a zero! Parte la stagione, si viaggia in prima classe, c'è pure l'euro lega, vediamo lo Zalgiris, l'Efes Pilsen, il Panathinakos di Radja, l'epica battaglia di Varese-Maccabi, una partita da cui non mi sono mai ripreso pienamente, e tanti altri squadroni che ci insegnano a menare pesante in difesa e a non concedere scampo in attacco. Lezioni che vengono riversate in campionato, che dominiamo fin quasi alla fine, la squadra diverte, vince e convince, peccato quel Santiago è veramente improponibile. In curva cantiamo "uno straniero, abbiamo uno straniero!" per svegliare i Bulgheroni e completare una squadra che può andare fino in fondo. Arriva il derby con i canturini, botte da orbi, Boys Varese che entrano nella curva degli Eagles e gli rubano lo striscione, partita rimandata di decine di minuti, partita che viene sospesa a un paio di minuti dalla fine perché loro tirano in campo di tutto, altre botte da orbi. Poi si va a Treviso con Pozzecco ammalato e Treviso che non ha mai perso una volta in casa tra campionato ed eurolega. Partita da incubo, noi non ci siamo per un cazzo. Meno quarantotto punti e un viaggio di ritorno allucinante.. Ok, i sogni muoiono all'alba (dei play off). La domenica dopo ci giochiamo la vetta con la fortitudo, senza Pozzecco che viene celebrato dalla Fossa con lo striscione "Pozzecco, senza di te non è lo stesso". Applausi agli acerrimi nemici di mille scontri. Sconfitta onorevole sul campo, primo posto andato, ci becchiamo la Rimini di Righetti, Gorenc, Scarone con Bucchi in panchina. Facile 1-0, gita a Rimini che c'è anche il mare, quattro sberle sul coppino, 1-1, parchi e orti che volano, fiducia sotto terra, siamo sempre la solita squadra di merda... Rientra Pozzecco, 2-1, ancora a Rimini, facile 3-1. Ora c'è la virtus Bologna. Danilovic, Nesterovic, Abbio, Rigaudeu, che l'anno prima ci aveva vivisezionato in semifinale, Messina, Sconochini e svariati altri. Sono campioni d'Italia e d'Europa in carica e andranno a giocarsi ancora la finale europea con quei mostri dello Zalgiris. La tensione è pazzesca. È come trovarsi sul muro di Kitzbuhel e dover scendere. Sai che sei allenato, sai che sei pronto, ma quello è il muro di Kitz, fa veramente paura ora che è lì sotto agli sci! Gara 1. 1-0. Gara 2. 2-0! Match point a Varese. Bolgia. La gente ci crede. Partita durissima, canestro decisivo di Pozzecco (credo, questo non lo ricordo), è fatta, mancano pochi secondi alla fine, siamo in finale! Abbio con una serpentina comoda ci sbatte giù dal letto e ci scarica una secchiate di acqua gelata in faccia. Dobbiamo tornare a Bologna. È finita. Stavolta non riesco a trovare posto sul pullman dei Boys, ci ritroviamo al Route 66 a Gallarate dove c'è un amico compiacente, benché curvaiolo di mmilano, che ci fa vedere la partita. Siamo il gruppo storico degli amici del week end, tutti tifosi varesini, tutti con il naso all'insù davanti alla tele. Si suda a freddo. Si scolano birre come fosse acqua, tanto con la tensione che ho addosso, la metabolizzo prima ancora di averla bevuta. La partita scorre punto a punto, poi inizia la demolizione dea virtus, la grande virtus, la corazzata imbattibile! Rimbalzo, contropiede, bum, giù un altro pezzo. Palla recuperata, Vescovi che vola in contropiede, bum, giù un altro pezzo e noi che esultiamo, saltiamo, ci abbracciamo, increduli, ma sta succedendo sul serio?? Bum, giù un altro pezzo! Sì, sta succedendo sul serio (giuro, mi stanno venendo ancora i brividi adesso mentre sto scrivendo). Bolgia, siamo in finale! Delirio allo stato puro! L'11 maggio è quel giorno, il giorno che abbiamo scassato la virtus a Bologna. Ora possono mandarci anche il Dream Team di Barcellona 1992 che non riuscirebbero a fermarci. La città è in uno stato di follia brasiliana. Perfino alle fermate degli autobus compaiono gli incitamenti, tra un'indicazione e l'altra. I negozi hanno esposto le bandiere, le sciarpe, le maglie, qualsiasi cosa che ricordi la squadra. Varese è di nuovo al fianco della sua squadra, la più amata del dopo Ignis. Era facile in quegli anni trovare Pozzecco, Meneghin, Zanus e tutti gli altri in qualche bar e scambiarci qualche parola. Per cui il legame con quei ragazzi era di cemento armato, a prova di bomba. Erano loro, eravamo noi, eravamo una cosa sola. Mancava ancora il nome della sfidante, perché fortitudo e Treviso si stavano ancora scannando all'ultimo sangue. Caso vuole che proprio in quel magico 1999, la mia band fu ingaggiata per suonare alla festa del primo maggi ai giardini estensi, prima di Massimo Bubola. E io, come sempre, in pieno Iron Maiden style, prima di iniziare a suonare appoggio la mia sciarpa biancorossa sulla batteria. Boato della folla! Applausi! Sono talmente carico che trascino la band a una prestazione mostruosa, al punto che alla fine del concerto, ci lasciano un numero di telefono della CGD da contattare perché vogliono avere un po' di notizie su di noi! Ci deve essere qualcosa di magico nell'aria.. Si torna al basket, ed è Treviso la sfidante. Arriva gara 1. Entro al palazzo. L'aria è carica. Riscaldamento, presentazione delle squadre. Scenografia. Tutto il palazzetto viene coinvolto, tutto il palazzetto diventa biancorosso. E poi ci sono le bandierine, gentilmente donate da un imprenditore di ... Cantu (!!!!!!!). Mi guardo intorno e ripeto a bassa voce: non ce n'è per nessuno! Sfidante?! Vittima sacrificale. 1-0. Si va a Treviso, campo imbattuto, sia in campionato che in eurolega, un mese prima ci hanno sepolto. 2-0! E arriviamo al giorno dei sigilli notarili. Si parte con mamma e papà senza biglietti, sperano di trovare un buco al campus dove ci sono i maxi schermi, e mia sorella, allora anche lei abbonata. Ci si ferma in cosa all'uscita dell'autostrada, nervoso, unghie masticate. Dall'autoradio parte una canzone della Pausini: "giraaaa che porta sfigaaaaa!!!!". Arriviamo al palazzo, all'esterno un botto di gente senza biglietto, all'interno sventolano le bandiere, starnazzano le trombette, ci saranno almeno 50 gradi. Il bigliettaio mi guarda e mi chiede: ma non hai caldo con quella giacca?! Si certo, è invernale! Ma perché non la togli?! CICCIO, FATTI I CAZZI TUOI! La partita è combattuta per un tempo, poi Treviso si dissolve. Ma ancora non è finita. Si canta, si incita la squadra come se fossimo ai primi secondi di gara uno. Poi un flash. Guardo il tabellone. Guardo il punteggio. Guardo i minuti che mancano. Guardo la gente che inizia ad assieparsi a bordo campo. Esco dalla trance agonistica. Con una strana calma interiore mi giro verso mia sorella e le dico: è fatta, abbiamo vinto lo scudetto, vado a invadere il campo, ci vediamo fuori! Esplode la gioia. Meo, Corny, Cecco, Max, la retrocessione, Komazec, quel pazzo che sparava due palle in tribuna e un assist pazzesco, anzi, pOzzesco, il figlio di Dino, 13 anni di palazzetto e delusioni. Stringo la mano a Dan Peterson, proprio colui che mi fece fare incubi terrificanti nella mia adolescenza con quella maledetta 1-3-1. Abbraccio mille persone che ho conosciuto negli anni, bacio il parquet. Raccolgo le stelle che cadono dal cielo. Quelle scene viste sempre in tivù su altri campi, le sto facendo io, le stiamo facendo noi. Siamo campioni d'Italia! All'esterno vengo travolto da Alberto e finiamo entrambi in un cespuglio. Festeggiamo un po' lì, poi torniamo a Gallarate. C'è un'ultima cosa da fare. Appendere la sciarpa al Garibaldi, come da tradizione calcistica. Ora però, levatevi, perché tocca a noi, i campioni d'Italia!
Ponchiaz Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Che bel racconto. In sintesi è stato come la scena in cui aprono l'arca perduta nel film omonimo.
Guest Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Non ho ben compreso la parte dove dici che hai festeggiato per un po' con Alberto nel cespuglio!
maio Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Non festeggio più la stella ormai da tanti anni. Ma visto che ci sono tanti nuovi amici che vivono fuori zona e quel giorno non c'erano, faccio un'eccezione. L'11 maggio in realtà parte da molto lontano. La 1-3-1 di Peterson, il piede di Cook, il raffreddore di rusconi, il ginocchio di sacchetti e, a stagione in corso, il canestro "in fuorigioco" (cit.) di Abbio e la bomba di Meneghin che si infrange sul ferro.. 18 pullman + 3 della curva e svariate macchine che riempivano casalecchio non sono riusciti neanche stavolta a portare i ragazzi alla vittoria. Sbucano dei virtussino sul parcheggio a prenderci per il culo, fanno bene a scappare a gambe levate, se li pigliamo, ne viene fuori una scorta di Manzottin, tanta è la rabbia dentro... hai voglia a credere che sia l'anno buono.. Eppure, il buon Gastone, che oggi guarda le partite con l'ispettore e Mangusta, il giorno dopo, convinto più che mai, dice: vinciamo il campionato, non c'è storia! Sarà, ma l'autostima è proprio bassa... Però qualcosa dentro mi dice che ha ragione... abbiamo riscattato De Pol da mmilano, ci hanno prestato Galanda (!!!!), ma soprattutto è arrivato Mrsic, uno che ha infilato una lunga serie di scudetti, prima di venire qui. Pigionatti critica l'acquisto, chiedendosi chi rimpiazzerà i punti di Komazec nell'annuale articolo in cui fa la conta dei numeri. Io giro con un sorrisetto ebete da qualche giorno.. Cazzo che squadra che abbiamo messo su! Sono talmente carico che con un amico dell'università faccio un patto: se Varese vince lo scudetto, mi taglio i capelli (allora belli lunghi fin quasi alle spalle, da vero rocker un po' metallaro) a zero! Parte la stagione, si viaggia in prima classe, c'è pure l'euro lega, vediamo lo Zalgiris, l'Efes Pilsen, il Panathinakos di Radja, l'epica battaglia di Varese-Maccabi, una partita da cui non mi sono mai ripreso pienamente, e tanti altri squadroni che ci insegnano a menare pesante in difesa e a non concedere scampo in attacco. Lezioni che vengono riversate in campionato, che dominiamo fin quasi alla fine, la squadra diverte, vince e convince, peccato quel Santiago è veramente improponibile. In curva cantiamo "uno straniero, abbiamo uno straniero!" per svegliare i Bulgheroni e completare una squadra che può andare fino in fondo. Arriva il derby con i canturini, botte da orbi, Boys Varese che entrano nella curva degli Eagles e gli rubano lo striscione, partita rimandata di decine di minuti, partita che viene sospesa a un paio di minuti dalla fine perché loro tirano in campo di tutto, altre botte da orbi. Poi si va a Treviso con Pozzecco ammalato e Treviso che non ha mai perso una volta in casa tra campionato ed eurolega. Partita da incubo, noi non ci siamo per un cazzo. Meno quarantotto punti e un viaggio di ritorno allucinante.. Ok, i sogni muoiono all'alba (dei play off). La domenica dopo ci giochiamo la vetta con la fortitudo, senza Pozzecco che viene celebrato dalla Fossa con lo striscione "Pozzecco, senza di te non è lo stesso". Applausi agli acerrimi nemici di mille scontri. Sconfitta onorevole sul campo, primo posto andato, ci becchiamo la Rimini di Righetti, Gorenc, Scarone con Bucchi in panchina. Facile 1-0, gita a Rimini che c'è anche il mare, quattro sberle sul coppino, 1-1, parchi e orti che volano, fiducia sotto terra, siamo sempre la solita squadra di merda... Rientra Pozzecco, 2-1, ancora a Rimini, facile 3-1. Ora c'è la virtus Bologna. Danilovic, Nesterovic, Abbio, Rigaudeu, che l'anno prima ci aveva vivisezionato in semifinale, Messina, Sconochini e svariati altri. Sono campioni d'Italia e d'Europa in carica e andranno a giocarsi ancora la finale europea con quei mostri dello Zalgiris. La tensione è pazzesca. È come trovarsi sul muro di Kitzbuhel e dover scendere. Sai che sei allenato, sai che sei pronto, ma quello è il muro di Kitz, fa veramente paura ora che è lì sotto agli sci! Gara 1. 1-0. Gara 2. 2-0! Match point a Varese. Bolgia. La gente ci crede. Partita durissima, canestro decisivo di Pozzecco (credo, questo non lo ricordo), è fatta, mancano pochi secondi alla fine, siamo in finale! Abbio con una serpentina comoda ci sbatte giù dal letto e ci scarica una secchiate di acqua gelata in faccia. Dobbiamo tornare a Bologna. È finita. Stavolta non riesco a trovare posto sul pullman dei Boys, ci ritroviamo al Route 66 a Gallarate dove c'è un amico compiacente, benché curvaiolo di mmilano, che ci fa vedere la partita. Siamo il gruppo storico degli amici del week end, tutti tifosi varesini, tutti con il naso all'insù davanti alla tele. Si suda a freddo. Si scolano birre come fosse acqua, tanto con la tensione che ho addosso, la metabolizzo prima ancora di averla bevuta. La partita scorre punto a punto, poi inizia la demolizione dea virtus, la grande virtus, la corazzata imbattibile! Rimbalzo, contropiede, bum, giù un altro pezzo. Palla recuperata, Vescovi che vola in contropiede, bum, giù un altro pezzo e noi che esultiamo, saltiamo, ci abbracciamo, increduli, ma sta succedendo sul serio?? Bum, giù un altro pezzo! Sì, sta succedendo sul serio (giuro, mi stanno venendo ancora i brividi adesso mentre sto scrivendo). Bolgia, siamo in finale! Delirio allo stato puro! L'11 maggio è quel giorno, il giorno che abbiamo scassato la virtus a Bologna. Ora possono mandarci anche il Dream Team di Barcellona 1992 che non riuscirebbero a fermarci. La città è in uno stato di follia brasiliana. Perfino alle fermate degli autobus compaiono gli incitamenti, tra un'indicazione e l'altra. I negozi hanno esposto le bandiere, le sciarpe, le maglie, qualsiasi cosa che ricordi la squadra. Varese è di nuovo al fianco della sua squadra, la più amata del dopo Ignis. Era facile in quegli anni trovare Pozzecco, Meneghin, Zanus e tutti gli altri in qualche bar e scambiarci qualche parola. Per cui il legame con quei ragazzi era di cemento armato, a prova di bomba. Erano loro, eravamo noi, eravamo una cosa sola. Mancava ancora il nome della sfidante, perché fortitudo e Treviso si stavano ancora scannando all'ultimo sangue. Caso vuole che proprio in quel magico 1999, la mia band fu ingaggiata per suonare alla festa del primo maggi ai giardini estensi, prima di Massimo Bubola. E io, come sempre, in pieno Iron Maiden style, prima di iniziare a suonare appoggio la mia sciarpa biancorossa sulla batteria. Boato della folla! Applausi! Sono talmente carico che trascino la band a una prestazione mostruosa, al punto che alla fine del concerto, ci lasciano un numero di telefono della CGD da contattare perché vogliono avere un po' di notizie su di noi! Ci deve essere qualcosa di magico nell'aria.. Si torna al basket, ed è Treviso la sfidante. Arriva gara 1. Entro al palazzo. L'aria è carica. Riscaldamento, presentazione delle squadre. Scenografia. Tutto il palazzetto viene coinvolto, tutto il palazzetto diventa biancorosso. E poi ci sono le bandierine, gentilmente donate da un imprenditore di ... Cantu (!!!!!!!). Mi guardo intorno e ripeto a bassa voce: non ce n'è per nessuno! Sfidante?! Vittima sacrificale. 1-0. Si va a Treviso, campo imbattuto, sia in campionato che in eurolega, un mese prima ci hanno sepolto. 2-0! E arriviamo al giorno dei sigilli notarili. Si parte con mamma e papà senza biglietti, sperano di trovare un buco al campus dove ci sono i maxi schermi, e mia sorella, allora anche lei abbonata. Ci si ferma in cosa all'uscita dell'autostrada, nervoso, unghie masticate. Dall'autoradio parte una canzone della Pausini: "giraaaa che porta sfigaaaaa!!!!". Arriviamo al palazzo, all'esterno un botto di gente senza biglietto, all'interno sventolano le bandiere, starnazzano le trombette, ci saranno almeno 50 gradi. Il bigliettaio mi guarda e mi chiede: ma non hai caldo con quella giacca?! Si certo, è invernale! Ma perché non la togli?! CICCIO, FATTI I CAZZI TUOI! La partita è combattuta per un tempo, poi Treviso si dissolve. Ma ancora non è finita. Si canta, si incita la squadra come se fossimo ai primi secondi di gara uno. Poi un flash. Guardo il tabellone. Guardo il punteggio. Guardo i minuti che mancano. Guardo la gente che inizia ad assieparsi a bordo campo. Esco dalla trance agonistica. Con una strana calma interiore mi giro verso mia sorella e le dico: è fatta, abbiamo vinto lo scudetto, vado a invadere il campo, ci vediamo fuori! Esplode la gioia. Meo, Corny, Cecco, Max, la retrocessione, Komazec, quel pazzo che sparava due palle in tribuna e un assist pazzesco, anzi, pOzzesco, il figlio di Dino, 13 anni di palazzetto e delusioni. Stringo la mano a Dan Peterson, proprio colui che mi fece fare incubi terrificanti nella mia adolescenza con quella maledetta 1-3-1. Abbraccio mille persone che ho conosciuto negli anni, bacio il parquet. Raccolgo le stelle che cadono dal cielo. Quelle scene viste sempre in tivù su altri campi, le sto facendo io, le stiamo facendo noi. Siamo campioni d'Italia! All'esterno vengo travolto da Alberto e finiamo entrambi in un cespuglio. Festeggiamo un po' lì, poi torniamo a Gallarate. C'è un'ultima cosa da fare. Appendere la sciarpa al Garibaldi, come da tradizione calcistica. Ora però, levatevi, perché tocca a noi, i campioni d'Italia! :o
Ponchiaz Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Se vi dico che sono successe cose strane...dovete credermi.
edmundo Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 La storia ricorda sovente il Montello dove tutte le persone che io ho mai conosciuto in vita mia sono passati quella sera. Del Vela apprendo ora ed in effetti il Vela è sotto il vecchio cinema, sono piuttosto sicuro sia già masnago, nel senso che fa parte di uno dei rioni che organizza il (perdibilissimo) palio. al vela si è consumato l'after prima della partenza per il lido ... il che, a pensarci bene, è la riprova del fatto, caro hammer, che siete arrivati ben prima delle 4 al vela
alberto Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 Non ho ben compreso la parte dove dici che hai festeggiato per un po' con Alberto nel cespuglio! meglio così...
hammer70 Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 al vela si è consumato l'after prima della partenza per il lido ... il che, a pensarci bene, è la riprova del fatto, caro hammer, che siete arrivati ben prima delle 4 al vela al vela non sono passato,ti posso assicurare(e quello del piano di sotto me ne è ancora testimone),che alle 4 e mezza ero sotto la doccia
Virgus Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 La storia ricorda sovente il Montello dove tutte le persone che io ho mai conosciuto in vita mia sono passati quella sera. Del Vela apprendo ora ed in effetti il Vela è sotto il vecchio cinema, sono piuttosto sicuro sia già masnago, nel senso che fa parte di uno dei rioni che organizza il (perdibilissimo) palio. La squadra si ritrovò al Montello , poi dopo mezzanotte ( quanto dopo non lo so ) venne al Vela : prima gli stranieri ( lo ricordo perché chiesi a Mrsic se sarebbe rimasto e lui , onesto e un po' stronzo , mi disse di no perché aveva già firmato con milano ) poi gli italiani ( 4 minuti d'orologio abbracciato a Gek Galanda sotto gli occhi attoniti di Franco Lauro ) , infine il Menego e ultimissimo , Il Poz ( abbondantemente fuori di se ) coi Boys al seguito !
walk Posted May 12, 2014 Posted May 12, 2014 La squadra si ritrovò al Montello , poi dopo mezzanotte ( quanto dopo non lo so ) venne al Vela : prima gli stranieri ( lo ricordo perché chiesi a Mrsic se sarebbe rimasto e lui , onesto e un po' stronzo , mi disse di no perché aveva già firmato con milano ) poi gli italiani ( 4 minuti d'orologio abbracciato a Gek Galanda sotto gli occhi attoniti di Franco Lauro ) , infine il Menego e ultimissimo , Il Poz ( abbondantemente fuori di se ) coi Boys al seguito ! anche perchè si era appena fatto ritirare la patente...
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