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Facciamoci del male


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visto tutto lo scalpore creato, riporto l'articolo che è a corredo del sondaggio "magnano si magnano no"

Che si vinca o si perda, che nevichi o ci sia il sole, è sempre colpa di Ruben.

di

Andrea Confalonieri

Che nevichi o ci sia il sole, che vinca o perda, che sia settima o quindicesima, che la curva applauda o contesti, il lunedì della Pallacanestro Varese - da quattordici mesi - ruota attorno allo stesso interrogativo: Magnano è o non è adatto a sedersi sulla panchina che fu sì di Nikolic, Gamba e Recalcati, ma ultimamente di Danna, Galli, Beugnot e Cadeo? Il mondo va avanti, arrivano le finali di Coppa Italia, ma Varese è sempre ferma allo stesso punto interrogativo, alla stessa piatta e trita domanda di un anno e mezzo fa. Complimenti. Non c’è risultato o notizia che reggano: el problema de los problemas es uno solamente, Ruben Magnano. Olè.

Tra sorrisetti e provocazioni, tutto questo accanimento terapeutico sull’argentino, sostenuto da ingenuità dirigenziali, viene letto al mercato popolare più o meno così: preparare il terreno per un cambio di panchina a fine stagione, tanto meglio se la situazione precipita, com’era accaduto dopo Milano o come potrebbe avvenire dopo un rovescio in Coppa Italia. Noi ci siamo rotti le scatole. Non ne possiamo più. Siamo o non siamo alle finali di Coppa Italia contro una Siena tormentata e francamente battibile? Abbiamo o non abbiamo sbancato Cantù dopo troppe legnate? Abbiamo o non abbiamo battuto tutte le grandi al PalaWhirlpool ritornato quel fortino inespugnabile come non accadeva dai tempi di Recalcati? Abbiamo o non abbiamo dato la sensazione di avere un allenatore che in una partite secca può perdere contro Roseto, ma può battere tranquillamente i campioni d’Italia in carica della Fortitudo e quelli uscenti della Montepaschi? Abbiamo o non abbiamo una delle migliori difese del campionato, tradizionalmente marchio di fabbrica dei grandi allenatori? Abbiamo o non abbiamo un progetto di squadra e una guida sicura su cui lavorare stabilmente per tre o quattro anni senza smontare sempre tutto a partire dalla testa? Abbiamo o non abbiamo un allenatore che non ha figli e figliastri, che mette la squadra davanti a tutto (anche ad Allegretti e Bolzonella), capace di ottenere quasi sempre il massimo risultato, fatta eccezione per qualche inopinato incidente di percorso? Abbiamo o non abbiamo un tecnico che ha vinto le Olimpiadi, che è già stato adocchiato da altre nazionali prestigiose, che dalla Spagna e dalla Russia stanno tentando attraverso ponti d’oro? Abbiamo o non abbiamo centrato i primi due obiettivi dichiarati (vincere sempre a Masnago e andare a Forlì) e siamo in corsa per acciuffare il terzo? Abbiamo o non abbiamo un popolo di tifosi che sa capire e decidere se schierarsi a favore o contro Magnano, senza bisogno di essere portato al guinzaglio? Noi crediamo che la risposta a tutte queste domande sia limpida e quindi ci permettiamo di chiedere al pubblico, giudice supremo e vera fonte di vita della Pallacanestro Varese: Magnano sì o Magnano no?

Volete davvero un altro allenatore? Chi, di grazia: Dodo Rusconi, tanto per cambiare? Oppure Cadeo, Cedro Galli, Beugnot, Danna? O il vecchio "pallino" Lardo? Lo mandiamo a casa, Magnano, perché chiude le porte degli allenamenti e antepone gli interessi del gruppo a quelli dei singoli e persino dell’ambiente?

È caduto il sindaco ed è caduto mezzo metro di neve: facciamo tris e poi magari passiamo a Sogliano e al nuovo stadio per tentare il poker. Massì, ricordiamoci e ricordiamo a tutti quanto bravi siamo a distruggere quello di buono che abbiamo in casa, che abbiamo fatto con le nostre mani o che potremmo fare. Siamo davvero così provinciali da crederci i migliori del mondo, tutti allenatori olimpici? Andiamo avanti così, che va bene, in questo mondo alla rovescia: distruggiamo il futuro per costruire il passato.

Edited by fachiro
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La provocazione mi piace, lo stile è diretto e senza mezze parole, condivisibile o no è così che si scrive, senza guardare in faccia a nessuno e il sondaggio mi appare come un'altra provocazione e francamente retorico!!! la risposta è già nell'articolo, il Ruben deve restare, per noi, per arrivare nel posto che la storia ci ha lasciato, per arrivarci a più presto. Ruben portaci là... fiducia sempre, ma non incondizionata, siamo tutti allenatori o no? :lol:

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visto tutto lo scalpore creato, riporto l'articolo che è a corredo del sondaggio "magnano si magnano no"

Che si vinca o si perda, che nevichi o ci sia il sole, è sempre colpa di Ruben.

di

Andrea Confalonieri

Che nevichi o ci sia il sole, che vinca o perda, che sia settima o quindicesima, che la curva applauda o contesti, il lunedì della Pallacanestro Varese - da quattordici mesi - ruota attorno allo stesso interrogativo: Magnano è o non è adatto a sedersi sulla panchina che fu sì di Nikolic, Gamba e Recalcati, ma ultimamente di Danna, Galli, Beugnot e Cadeo? Il mondo va avanti, arrivano le finali di Coppa Italia, ma Varese è sempre ferma allo stesso punto interrogativo, alla stessa piatta e trita domanda di un anno e mezzo fa. Complimenti. Non c’è risultato o notizia che reggano: el problema de los problemas es uno solamente, Ruben Magnano. Olè.

Tra sorrisetti e provocazioni, tutto questo accanimento terapeutico sull’argentino, sostenuto da ingenuità dirigenziali, viene letto al mercato popolare più o meno così: preparare il terreno per un cambio di panchina a fine stagione, tanto meglio se la situazione precipita, com’era accaduto dopo Milano o come potrebbe avvenire dopo un rovescio in Coppa Italia. Noi ci siamo rotti le scatole. Non ne possiamo più. Siamo o non siamo alle finali di Coppa Italia contro una Siena tormentata e francamente battibile? Abbiamo o non abbiamo sbancato Cantù dopo troppe legnate? Abbiamo o non abbiamo battuto tutte le grandi al PalaWhirlpool ritornato quel fortino inespugnabile come non accadeva dai tempi di Recalcati? Abbiamo o non abbiamo dato la sensazione di avere un allenatore che in una partite secca può perdere contro Roseto, ma può battere tranquillamente i campioni d’Italia in carica della Fortitudo e quelli uscenti della Montepaschi? Abbiamo o non abbiamo una delle migliori difese del campionato, tradizionalmente marchio di fabbrica dei grandi allenatori? Abbiamo o non abbiamo un progetto di squadra e una guida sicura su cui lavorare stabilmente per tre o quattro anni senza smontare sempre tutto a partire dalla testa? Abbiamo o non abbiamo un allenatore che non ha figli e figliastri, che mette la squadra davanti a tutto (anche ad Allegretti e Bolzonella), capace di ottenere quasi sempre il massimo risultato, fatta eccezione per qualche inopinato incidente di percorso? Abbiamo o non abbiamo un tecnico che ha vinto le Olimpiadi, che è già stato adocchiato da altre nazionali prestigiose, che dalla Spagna e dalla Russia stanno tentando attraverso ponti d’oro? Abbiamo o non abbiamo centrato i primi due obiettivi dichiarati (vincere sempre a Masnago e andare a Forlì) e siamo in corsa per acciuffare il terzo? Abbiamo o non abbiamo un popolo di tifosi che sa capire e decidere se schierarsi a favore o contro Magnano, senza bisogno di essere portato al guinzaglio? Noi crediamo che la risposta a tutte queste domande sia limpida e quindi ci permettiamo di chiedere al pubblico, giudice supremo e vera fonte di vita della Pallacanestro Varese: Magnano sì o Magnano no?

Volete davvero un altro allenatore? Chi, di grazia: Dodo Rusconi, tanto per cambiare? Oppure Cadeo, Cedro Galli, Beugnot, Danna? O il vecchio "pallino" Lardo? Lo mandiamo a casa, Magnano, perché chiude le porte degli allenamenti e antepone gli interessi del gruppo a quelli dei singoli e persino dell’ambiente?

È caduto il sindaco ed è caduto mezzo metro di neve: facciamo tris e poi magari passiamo a Sogliano e al nuovo stadio per tentare il poker. Massì, ricordiamoci e ricordiamo a tutti quanto bravi siamo a distruggere quello di buono che abbiamo in casa, che abbiamo fatto con le nostre mani o che potremmo fare. Siamo davvero così provinciali da crederci i migliori del mondo, tutti allenatori olimpici? Andiamo avanti così, che va bene, in questo mondo alla rovescia: distruggiamo il futuro per costruire il passato.

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io manderei a casa i giornalisti come pigionatti che non sanno fare il loro lavoro e anzi si sopravvalutano,manderei a casa gli incompetenti che per una partita storta attaccano il nostro allenatore e la partita dopo sono lì a lodarlo e si iscrivono al club "LO DICEVO IO...".Lo ripeto questi sono e rimarranno INCOMPETENTI CHE DOVREBBERO TACERE!!!

Sono anni che non ci trovavamo 11-7 in campionato,sono anni che non vedevo una squadra difendere così e sono anni che non vedevo un fruppo così unito!!

Alle finali ci siamo arrivati meritatamente e spero tanto di battere siena così tutti i fini intenditori-voltagabbana appena citati STARANNO ZITTI e magari anche pigionatti( ho la fortuna di non leggerlo nei quotidiani dell'emila romagna)per qualche mese non scriverà aria come fa quando parla di magnano....

Edited by RIKO
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Aggiungiamoci anche l'intervista del Pigio di ieri per il giusto contraddittorio:

"La coppa Italia ci dirà quanto vale Varese" 17:39 - 31 Gennaio 2006

Scritto da La Prealpina

Gianfranco Castiglioni aspetta Forlì per capire la forza i tecnico e giocatori

Con ventidue aziende da mandare avanti, e in un giorno di lavoro, la pallacanestro trova un suo spazio speciale nelle attenzioni ma, soprattutto, nel cuore. Chiamalo, se vuoi, processo del lunedì, per dibattere sui temi di una gara attraverso stati d'animo e giudizi: così padre e figlio Castiglioni, come tanti tifosi legati alla squadra, dicono quel che pensano senza peli sulla lingua.

Gianfranco Castiglioni, grande patron della continuità di Varese, non sta a nascondere la sua insoddisfazione per una prova non affatto scintillante, pure contro un'avversaria modesta qual è Avellino.

«E' stata una brutta partita - spiega - o comunque diversa da come la si immaginava dopo lo spettacolo offerto a Teramo, laddove anche un presidente, he ha mille altri problemi e pensieri, può sentirsi fiero. Contro Avellino, nonostante tanta gente e molti ragazzi sugli spalti, e questo è un piacere che ci ricompensa oltre ogni sacrificio, non abbiamo provato le stesse sensazioni».

«Voglio dire che la squadra - prosegue Gianfranco Castiglioni - ha tirato a campare alla meno peggio, fortunatamente il signor Farabello, che non è tipo da tran tran, ha messo un po' di gusto al match».

A tanto padre fa eco, in un momento diverso della giornata, mentre in auto sta raggiungendo lo stabilimento di Spoleto, il vicepresidente il quale, già durante la partita aveva di che dire. Probabilmente s'aspettava una... "goleada", in altri termini un successo crepitante e non stiracchiato...

«Più che una valanga di canestri, mi attendevo un'esibizione autoritaria o meno stentata, anche se devo riconoscere che mai s'è temuto il peggio. Tuttavia gare, come quelle contro Udine o Roseto evocano sempre un certo timore, essendo stati tutti noi, e spesso, scottati in passato. Avellino, per trentacinque o più minuti, ci ha trattenuto l'urlo in gola e, in questo senso, non posso dire d'essere compiaciuto. Giocando con questo atteggiamento le buscheremmo a Reggio Calabria, anche se ogni gara, fortunatamente, fa storia a sé».

Il vicepresidente insiste sulla pretesa di maggior godibililà dello spettacolo, nell'annotare quasi 4000 spettatori per una partita non proprio stimolante per cartello: «Vorrei approfittare per ringraziare i varesini, in particolare i giovani che ci seguono con affetto».

Gianfranco Castiglioni, sempre molto concreto nelle sue rare osservazioni tecniche, non senza il dono di penetrare efficacemente nella realtà, non disdegna frecciatine al signor Magnano, il che, per un estimatore com'è il presidente nei suoi confronti, è tutto dire... «Ho visto un De Pol cotto e un Allegretti, che ha molti anni in meno, in panchina. Mi chiedo se bisogna essere dei fini intenditori per capire la ragione di queste mosse».

Polemica utile, indirizzo giusto. Ma il tecnico, lo si è osservalo sin dagli inizi, non esce mai dai suoi rigidi sistemi, ancorché Allegretti, meritevole di maggior credito, dopo la sua determinante presenza a Teramo, poteva essere anche utilizzato come "quattro", cercando nel ruolo un po' tutti - club e tecnico - quel valore in più che, ora come ora, non è rintracciabile fuori della squadra, cioè su un mercato che non offre occasioni reali di potenziamento. Tanto vale provarle tutte con quel che offre l'attuale campionario, anche per quel progetto che, partito con buone premesse, va sperimentato alla distanza nelle sue componenti, affinchè in futuro vi si possa mettere mano con scelte giuste e mirate. Allegretti, per il suo potenziale offensivo, di impatto sotto i tabelloni e di tiro, può essere sperimentato alla bisogna, giust'appunto per capire quale sia il suo apporto di continuità, ben sapendo del suo carattere, emotivamente, condizionabile.

E, in due parole, Gianfranco Castiglioni, restando in argomento, sibila: «Chi mi dice che Allegretti non sia un giocatore di grande avvenire? Se lo è, l'abbiamo in casa ma come facciamo a saperlo?»

Il giovane Castiglioni, fautore di questa squadra, già avanti con i pensieri, si sofferma su questo ma anche su altri temi, parlando per esempio di Garnett i cui colpi restano in canna o finiscono fuori bersaglio...

«Marlon, siamo d'accordo, non si discute, basterebbe contabilizzare la sua presenza, in termini di difesa e di squadra. Mi Viene allora da dire che per "bruciacchiare" la retina dal perimetro, deve prendersi molti più tiri, come gli accadeva a Messina, mentre da noi, con ben altra presenza nei nostri giochi, si adegua al servizio del collettivo. Tuttavia, domenica, ha tirato sette volte senza forzature con due sole triple. Vallo a capire».

Ora come ora non è un problema nemmeno Magnano che, spesso, abbiamo pizzicato come allenatore di sistema, nel senso che adegua i giocatori ai suo criteri e mai viceversa, non dovendo dimenticare che Varese è considerata da molti avversari una squadra "rognosa".

Claudio Castiglioni conclude con un attestato di stima per Farabello "un giocatore fatto per Varese, conoscendoci bene, come società e persone, anche al di fuori del campo" e per la squadra che egli s'aspetta puntuale all'appuntamento di Reggio Calabria: «Otto punti in cinque giornate -osserva guardando il calendario - sono possibilissimi, probabilmente li pretendiamo, restando entro i nostri valori reali».

Un po' più spiccio ed emblematico è suo papa Gianfranco il quale chiude ponendo una riflessione per l'immediato futuro: «A Forlì conosceremo la vera forza di questa Varese, proprio a confronto con le grandi, per un trofeo che pretende enormi motivazioni. L'obiettivo all'esordio è vincere o provare a vincere ma, se si perderà, vedremo in quale modo e con quali proporzioni. A quel punto avremo un'idea molto seria di ciascun giocatore e del collettivo, proprio per capire in chi credere e cosa fare per un futuro migliore».

Giancarlo Pigionatti

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CONFALONIERI VS PIGIONATTI

Scontro fra TITANI del giornalismo sportivo lombardo!

Giuro che da oggi non mi lamenterò più dei nostri (ticinesi) giornalisti sportivi.

GUAI A CHI MI TOCCA MAGNANO!!!!!!!!! :lol::lol:;)

RICONFERMATELO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :lol::P;)

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Concordo abbastanza col primo articolo, gli obiettivi fino ad ora vengono mantenuti, e se penso agli ultimi allenatori di Varese mi viene la pella d'oca...

Magnano è un'ottimo allenatore, avanti con lui...

Nell'intervista di Pigionatti a Castiglioni Jr trovo di nuovo un'errore che il nostro giovane vice-presidente continua a commettere: le eventuali riserve tecnico-tattiche che riscontra nel gestione della squadra non dovrebbe andare a dirle ai quattro venti (ed in particolare ad un giornalista che palesemente non sopporta Magnano e che è pronto ad attaccarlo appena possibile) ma tenerle per sè e parlarne con il diretto interessato.

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Concordo abbastanza col primo articolo, gli obiettivi fino ad ora vengono mantenuti, e se penso agli ultimi allenatori di Varese mi viene la pella d'oca...

Magnano è un'ottimo allenatore, avanti con lui...

Nell'intervista di Pigionatti a Castiglioni Jr trovo di nuovo un'errore che il nostro giovane vice-presidente continua a commettere: le eventuali riserve tecnico-tattiche che riscontra nel gestione della squadra non dovrebbe andare a dirle ai quattro venti (ed in particolare ad un giornalista che palesemente non sopporta Magnano e che è pronto ad attaccarlo appena possibile) ma tenerle per sè e parlarne con il diretto interessato.

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sarà ma per me è piogionatti che magari percepisce uno spiffero e lo trasforma in corrente a getto pur di perseguire il suo scopo.

Edited by fachiro
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(...)

Sono anni che non ci trovavamo 11-7 in campionato,sono anni che non vedevo una squadra difendere così e sono anni che non vedevo un fruppo così unito!!

(...)

57735[/snapback]

... RIKO... a dirti la verità... io un FRUPPO non l'ho mai visto... potresti descrivermelo, così, a grandi linee, giusto per farmi un'idea... :rolleyes:

:rolleyes:

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Che palle 'sti giornalisti............. meno parole e più Pallacanestro !!!

57755[/snapback]

per quello è stato creato giganti del basket.

per quello che posso dire io da lettore assonnato della provincia al mattino e superficila e al massimo e quando capita della prealpina nella pausa cena, in ogni caso, percepisco spesso un certo solco editoriale tra le due testate. C'è ci imbratta un monumento e chi lo spolvera e lo lucida o meglio, chi usa la penna per tagliuzzare i prorpi nemici ed autoincensarsi e chi per raccontare qualcosa di interessante. Saranno anche scelte commerciali (dubito visto che il pigio sta attaccando da tempo immemore magnano) ma mi sento di stare dalla parte di chi cerca di proteggere il nostro patrimonio.

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visto tutto lo scalpore creato, riporto l'articolo che è a corredo del sondaggio "magnano si magnano no"

Che si vinca o si perda, che nevichi o ci sia il sole, è sempre colpa di Ruben.

di

Andrea Confalonieri

Che nevichi o ci sia il sole, che vinca o perda, che sia settima o quindicesima, che la curva applauda o contesti, il lunedì della Pallacanestro Varese - da quattordici mesi - ruota attorno allo stesso interrogativo: Magnano è o non è adatto a sedersi sulla panchina che fu sì di Nikolic, Gamba e Recalcati, ma ultimamente di Danna, Galli, Beugnot e Cadeo? Il mondo va avanti, arrivano le finali di Coppa Italia, ma Varese è sempre ferma allo stesso punto interrogativo, alla stessa piatta e trita domanda di un anno e mezzo fa. Complimenti. Non c’è risultato o notizia che reggano: el problema de los problemas es uno solamente, Ruben Magnano. Olè.

Tra sorrisetti e provocazioni, tutto questo accanimento terapeutico sull’argentino, sostenuto da ingenuità dirigenziali, viene letto al mercato popolare più o meno così: preparare il terreno per un cambio di panchina a fine stagione, tanto meglio se la situazione precipita, com’era accaduto dopo Milano o come potrebbe avvenire dopo un rovescio in Coppa Italia. Noi ci siamo rotti le scatole. Non ne possiamo più. Siamo o non siamo alle finali di Coppa Italia contro una Siena tormentata e francamente battibile? Abbiamo o non abbiamo sbancato Cantù dopo troppe legnate? Abbiamo o non abbiamo battuto tutte le grandi al PalaWhirlpool ritornato quel fortino inespugnabile come non accadeva dai tempi di Recalcati? Abbiamo o non abbiamo dato la sensazione di avere un allenatore che in una partite secca può perdere contro Roseto, ma può battere tranquillamente i campioni d’Italia in carica della Fortitudo e quelli uscenti della Montepaschi? Abbiamo o non abbiamo una delle migliori difese del campionato, tradizionalmente marchio di fabbrica dei grandi allenatori? Abbiamo o non abbiamo un progetto di squadra e una guida sicura su cui lavorare stabilmente per tre o quattro anni senza smontare sempre tutto a partire dalla testa? Abbiamo o non abbiamo un allenatore che non ha figli e figliastri, che mette la squadra davanti a tutto (anche ad Allegretti e Bolzonella), capace di ottenere quasi sempre il massimo risultato, fatta eccezione per qualche inopinato incidente di percorso? Abbiamo o non abbiamo un tecnico che ha vinto le Olimpiadi, che è già stato adocchiato da altre nazionali prestigiose, che dalla Spagna e dalla Russia stanno tentando attraverso ponti d’oro? Abbiamo o non abbiamo centrato i primi due obiettivi dichiarati (vincere sempre a Masnago e andare a Forlì) e siamo in corsa per acciuffare il terzo? Abbiamo o non abbiamo un popolo di tifosi che sa capire e decidere se schierarsi a favore o contro Magnano, senza bisogno di essere portato al guinzaglio? Noi crediamo che la risposta a tutte queste domande sia limpida e quindi ci permettiamo di chiedere al pubblico, giudice supremo e vera fonte di vita della Pallacanestro Varese: Magnano sì o Magnano no?

Volete davvero un altro allenatore? Chi, di grazia: Dodo Rusconi, tanto per cambiare? Oppure Cadeo, Cedro Galli, Beugnot, Danna? O il vecchio "pallino" Lardo? Lo mandiamo a casa, Magnano, perché chiude le porte degli allenamenti e antepone gli interessi del gruppo a quelli dei singoli e persino dell’ambiente?

È caduto il sindaco ed è caduto mezzo metro di neve: facciamo tris e poi magari passiamo a Sogliano e al nuovo stadio per tentare il poker. Massì, ricordiamoci e ricordiamo a tutti quanto bravi siamo a distruggere quello di buono che abbiamo in casa, che abbiamo fatto con le nostre mani o che potremmo fare. Siamo davvero così provinciali da crederci i migliori del mondo, tutti allenatori olimpici? Andiamo avanti così, che va bene, in questo mondo alla rovescia: distruggiamo il futuro per costruire il passato.

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Qui c'è da capire solo una cosa ... Perchè "La Provincia" se ne è uscita con un sondaggio popolare del genere ? Sono malizioso, non è che qualcuno in società da una parte difende Ruben e dall'altra invece lo vorrebbe silurare ? Anche perchè, dalle loro ultime esternazioni sulla stampa, non mi sembra che i Castiglioni stiano difendendo a tutti i costi la loro scelta "argentina". I panni sporchi è meglio lavarli in casa, come già anticipato saggiamente da qualcuno all'interno del Forum ...

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L'articolo della Provincia contestualizza bene il sondaggio, mi sembra giá piú comprensibile pur rimanendo in un clima un tantino Biscardiano.

Il delirio del super Picio invece dovrebbe far riflettere i nostri Castiglioni sulla opportunitá di rilasciare interviste a quell'uomo.

Perché delle due l'una: se hanno detto quelle parole hanno dimostrato di non capire una fava di comunicazione aziendale, se non le hanno dette a maggior ragione nasce la necessitá di dosare le parole.

Quel testo raccogliticcio infatti NON informa, NON motiva, NON serve a nessun scopo. Alimenta dubbi e perplessitá non su Magnano ma sul QI della dirigenza.

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L'articolo della Provincia contestualizza bene il sondaggio, mi sembra giá piú comprensibile pur rimanendo in un clima un tantino Biscardiano.

Il delirio del super Picio invece dovrebbe far riflettere i nostri Castiglioni sulla opportunitá di rilasciare interviste a quell'uomo.

Perché delle due l'una: se hanno detto quelle parole hanno dimostrato di non capire una fava di comunicazione aziendale, se non le hanno dette a maggior ragione nasce la necessitá di dosare le parole.

Quel testo raccogliticcio infatti NON informa, NON motiva, NON serve a nessun scopo. Alimenta dubbi e perplessitá non su Magnano ma sul QI della dirigenza.

57793[/snapback]

BRAVO !

BENE !

BIS !

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La provocazione mi piace, lo stile è diretto e senza mezze parole, condivisibile o no è così che si scrive, senza guardare in faccia a nessuno e il sondaggio mi appare come un'altra provocazione e francamente retorico!!! la risposta è già nell'articolo, il Ruben deve restare, per noi, per arrivare nel posto che la storia ci ha lasciato, per arrivarci a più presto. Ruben portaci là... fiducia sempre, ma non incondizionata, siamo tutti allenatori o no?  <_<

57734[/snapback]

Quoto in totale accordo.

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per quello è stato creato giganti del basket.

per quello che posso dire io da lettore assonnato della provincia al mattino e superficila e al massimo e quando capita della prealpina nella pausa cena, in ogni caso, percepisco spesso un certo solco editoriale tra le due testate. C'è ci imbratta un monumento e chi lo spolvera e lo lucida o meglio, chi usa la penna per tagliuzzare i prorpi nemici ed autoincensarsi e chi per raccontare qualcosa di interessante. Saranno anche scelte commerciali (dubito visto che il pigio sta attaccando da tempo immemore magnano) ma mi sento di stare dalla parte di chi cerca di proteggere il nostro patrimonio.

57766[/snapback]

Quoto in totale accordo.

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