sertar Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 io faccio meno elucubrazioni e ritengo questa mossa puramente "elettorale". Non vedo più intenti nobili all'interno della classe politica in generale (da ambo le parti), quindi chi ha preso questa decisione avrà fatto bene i suoi calcoli x avere un buon tornaconto, tutto qua. La domanda è: la trovo giusta? Onestamente no, perchè il diritto di voto è una questione delicata e 5 anni troppo pochi x assimilare l'ondata di nuovi italiani che ci tireremo in casa. Prepariamoci a vedere nel panorama politico italiano, entro al massimo 10 anni, nuove formazioni politiche che rivendicheranno usi e costumi a noi estranei, e avranno un elettorato di più di un milione di cittadini, mica briciole. Qualcuno dirà "ben vengano", io con la mia mentalità un poì ottusa e becera dico "mi preparo a traslocare al Gaggiolo"... Scusami Silvia sarà proprio che nn amo subire le decisioni degli altri ma certi discorsi nn li capisco e vorrei capirli invece perchè nn vorrei diventare come Les Claypool ...famo un discorso terra terra. Domani decido di trasferirmi e compro casa nel tuo stesso condominio; alla prima assemblea condominiale faccio notare, difendendo il mio investimento, tutto quanto nn mi aggrada e te cosa mi dici: "Sta zitto tu che sei appena arrivato". Tralascio la mia risposta... Gruppo casa uguale gruppo di appartenenza (nazione)....perchè, poi, al voto voi date una accezione piena: in realtà il voto nn è altro che determinare una politica economica sanitaria interna etc etc , degli anni a venire di un paese. Nn credi che chi lavora, guadagna certo e paga regolarmente le tasse debba poter partecipare alle strategie future di un paese indipendentemente dal certificato di nascita?
Ponchiaz Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 nn vorrei diventare come Les Claypool Come non quotarti... "Sta zitto tu che sei appena arrivato, TERRONE". Scusami, ho pensato di aggiungere un tocco di realismo...parlando di Ponziano
Guinness Posted August 7, 2006 Author Posted August 7, 2006 (edited) Purtroppo in Italia si è orgogliosi di essere italiani quando si giocano i Mondiali o gli Europei di calcio.. Quando si tratta di difendere la propria storia, le proprie tradizioni, la propria cultura rimane solo uno sparuto gruppetto di persone bollate come razzisti/beceripuzzoni etc etc Nell'ultimo decennio si è dovuto assistere a uno schifoso vilipedio della bandiera italiana (e non solo della bandiera es. i morti di Nassyria) da parte di leghisti/comunisti, una cosa mostruosa, roba da far girare nella tomba centianai di migliaia di morti in guerra, di chi credeva nella propria bandiera, nel proprio paese.. Io mi sento orgoglioso di essere italiano, per me è un valore di enorme importanza, è un privilegio.. Son stato cresciuto da una famiglia che ha combattuto e versato sangue (nonni, prozii) per quel tricolore e sono orgoglioso di essere loro discendente.. Ma chi mi rappresenta un albanese (prendo esempio l'albanese) che è qui da 5 anni? Sarebbe italiano come me? Magari sulla carta d'identità o sul passaporto perchè ce l'hai scritto.. ma per me rimarrà sempre un albanese.. e lui rimarrà comunque un albanese con le sue tradizioni e la sua cultura.. perchè è inutile continuare a parlare di integrazione quando la maggior parte non vuole integrarsi.. Perchè il genitore che protesta contro la recita di Natale non è integrarsi.. perchè chiedere una moschera quando abbatti le chiese al tuo paese non è integrarsi.. Ci sono altre centinaia di esempi, in Europa l'ondata da oriente (e non solo) ha creato sempre problemi (Inghilterra, Germania, Francia le situazioni che conosco) ben visibili agli occhi di tutti.. Perchè una persona che è in Italia da 5 anni deve avere gli stessi miei diritti? Perchè possa votare per il partito che gli ha permesso tutto questo? Mi sembra chiara la manovra di questo pseudo-governo di pagliacci.. Si sta svendendo la nostra nazionalità per poche briciole.. E' italiana una persona che va in giro con il velo in volto? Ma fatemi il piacere!!! E a mio parere se una persona non dà molta importanza o valore alla propria nazionalità, ma che vada in un altro paese!! Tanto cosa gli cambia.. vada a rovinare un altro paese, non l'Italia, perchè son proprio queste persone che lo stanno rovinando! Edited August 7, 2006 by Guinness
Long Leg Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Scusami Silvia sarà proprio che nn amo subire le decisioni degli altri ma certi discorsi nn li capisco e vorrei capirli invece perchè nn vorrei diventare come Les Claypool ...famo un discorso terra terra. Domani decido di trasferirmi e compro casa nel tuo stesso condominio; alla prima assemblea condominiale faccio notare, difendendo il mio investimento, tutto quanto nn mi aggrada e te cosa mi dici: "Sta zitto tu che sei appena arrivato". Tralascio la mia risposta... Gruppo casa uguale gruppo di appartenenza (nazione)....perchè, poi, al voto voi date una accezione piena: in realtà il voto nn è altro che determinare una politica economica sanitaria interna etc etc , degli anni a venire di un paese. Nn credi che chi lavora, guadagna certo e paga regolarmente le tasse debba poter partecipare alle strategie future di un paese indipendentemente dal certificato di nascita? rispondo a te x rispondere a tutti: vi sembrerà strano ma sono meno intollerante di quanto sembri e a casa mia è sempre passata gente di 1000 culture diverse. Qui non si vuole insultare nè ghettizzare nessuno!Quoto la tua ultima frase in toto, e mi riallaccio ad altri thread in cui ho esposto chiaramente i dubbi sulla multiculturalità e l'integrazione, secondo me concetti utopistici. Al di là delle dovute eccezioni, non mi sembra che ci stiamo tirando in casa la "creme" delle "creme"...non è un discorso da "ultimo arrivato" (anche se io, da ultima arrivata nel mio condominio, ho dovuto subire le regole degli altri e silenzio...esempio: dove e come parcheggiare nel cortile interno) bensì un ragionamento concreto su come sarà il nostro paese tra 10 anni. Ho smesso di credere che si possa convivere pacificamente quando si proviene da culture tanto diverse, ma non è una questione razziale. Un conto è emigrare dall'Italia alla Spagna, un conto dall'Italia all'India, spero siate tutti d'accordo. Quello che mi spaventa è che il nostro già precario equilibrio interno crolli e si disperda in questo clima di buonismo e "lasciafare"...non abbiamo un'identità nazionale già così, figuriamoci poi! Vorrei proprio vedere quanti di noi morirebbero per la patria come facevano i nostri nonni.... Il voto non è solo determinare una politica economica sanitaria interna etc etc , degli anni a venire di un paese, ma è anche Riforme, cambiamenti di costume...basti vedere la baraonda nata dal togliere i crocificci dalle aule, piccolo assaggio delle richieste che avanzeranno i nuovi arrivati. Magari sono solo disfattista io, ma prevedo anni di tensione...la Francia insegna...
Les Claypool Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Scusami Silvia sarà proprio che nn amo subire le decisioni degli altri ma certi discorsi nn li capisco e vorrei capirli invece perchè nn vorrei diventare come Les Claypool ...famo un discorso terra terra. Domani decido di trasferirmi e compro casa nel tuo stesso condominio; alla prima assemblea condominiale faccio notare, difendendo il mio investimento, tutto quanto nn mi aggrada e te cosa mi dici: "Sta zitto tu che sei appena arrivato". Tralascio la mia risposta... Gruppo casa uguale gruppo di appartenenza (nazione)....perchè, poi, al voto voi date una accezione piena: in realtà il voto nn è altro che determinare una politica economica sanitaria interna etc etc , degli anni a venire di un paese. Nn credi che chi lavora, guadagna certo e paga regolarmente le tasse debba poter partecipare alle strategie future di un paese indipendentemente dal certificato di nascita? Seeeee, daresti un braccio per suonare il basso come me... Per una volta che me ne sto fuori lasciatemi in pace, teppisti!
Virgus Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Mi spieghi qual è il problema? Non ci sarebbe alcun problema , non fosse solo una manovra per raccattare voti alle prossime elezioni . Comunque , se dovessero concedere la cittadinanza al mio buonissimo amico Zhou Guang Sang , detto Luca , che da anni lavora onestamente , paga tasse e si è pure comprato casa a Cassano a me onestamente non cambierebbe granchè : invece di " cinese " lo chiamerò " terun " !
sertar Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 rispondo a te x rispondere a tutti: vi sembrerà strano ma sono meno intollerante di quanto sembri e a casa mia è sempre passata gente di 1000 culture diverse. Qui non si vuole insultare nè ghettizzare nessuno!Quoto la tua ultima frase in toto, e mi riallaccio ad altri thread in cui ho esposto chiaramente i dubbi sulla multiculturalità e l'integrazione, secondo me concetti utopistici. Al di là delle dovute eccezioni, non mi sembra che ci stiamo tirando in casa la "creme" delle "creme"...non è un discorso da "ultimo arrivato" (anche se io, da ultima arrivata nel mio condominio, ho dovuto subire le regole degli altri e silenzio...esempio: dove e come parcheggiare nel cortile interno) bensì un ragionamento concreto su come sarà il nostro paese tra 10 anni. Ho smesso di credere che si possa convivere pacificamente quando si proviene da culture tanto diverse, ma non è una questione razziale. Un conto è emigrare dall'Italia alla Spagna, un conto dall'Italia all'India, spero siate tutti d'accordo. Quello che mi spaventa è che il nostro già precario equilibrio interno crolli e si disperda in questo clima di buonismo e "lasciafare"...non abbiamo un'identità nazionale già così, figuriamoci poi! Vorrei proprio vedere quanti di noi morirebbero per la patria come facevano i nostri nonni.... Il voto non è solo determinare una politica economica sanitaria interna etc etc , degli anni a venire di un paese, ma è anche Riforme, cambiamenti di costume...basti vedere la baraonda nata dal togliere i crocificci dalle aule, piccolo assaggio delle richieste che avanzeranno i nuovi arrivati. Magari sono solo disfattista io, ma prevedo anni di tensione...la Francia insegna... Ah se la domanda è: credi in una società multirazziale, la risposta è certamente no; oppure questo stato garantisce l'identità nazionale, la risposta è ugualmente no...ritengo soltanto corretto che coloro che rispondono a dei doveri, pagamento tasse ad esempio, debbano avere uguali diritti di tutti quanti gli altri. Tutto qui! Seeeee, daresti un braccio per suonare il basso come me... ...io il "basso" me lo faccio suonà!
Long Leg Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Ah se la domanda è: credi in una società multirazziale, la risposta è certamente no; oppure questo stato garantisce l'identità nazionale, la risposta è ugualmente no...ritengo soltanto corretto che coloro che rispondono a dei doveri, pagamento tasse ad esempio, debbano avere uguali diritti di tutti quanti gli altri. Tutto qui! su questo siamo d'accordissimo!!!!! Il problema è che ci sono troppi furbacchioni!!! Ne ho viste davvero troppe x avere ancora ottimismo nella società che verrà....
Dragonheart Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 (edited) Nn credi che chi lavora, guadagna certo e paga regolarmente le tasse debba poter partecipare alle strategie future di un paese indipendentemente dal certificato di nascita? Intanto, 5 anni, nell'arco di una vita, cosa rappresentano? A mio modesto avviso, una goccia nel mare. Comprare una casa è invece un investimento di lungo (o lunghissimo) periodo. La permanenza dello straniero in Italia per 5 anni non testimonia di una scelta definitiva, ma è il frutto di un'esigenza comprensibile (trovare un lavoro e vivere una vita dignitosa) che non può coincidere (e secondo me non coincide) con il desiderio del singolo individuo di vedersi riconoscere, in Italia, dei diritti anche politici. Lo dico con un senso di rammarico: quanti di noi, una volta all'estero, cambierebbero la propria nazionalità per una scelta convinta e quanti, invece, lo farebbero per mera opportunità? E' possibile, in età adulta, sentirsi altro da quel che si è sempre stati? Io non lo credo. Resterei italiano dovunque fossi, e sotto qualsiasi bandiera: ma allora, lo straniero cittadinizzato per decreto ha un senso? O ha più senso una politica dell'accoglienza che sburocratizzi la permanenza dell'immigrato? Sul Corriere della Sera di ieri, domenica 6 agosto, si poteva leggere una sorta di "lettera aperta" del Ministro Ferrero nella quale, con una desolante sincerità di stampo probabilmente marxista, lo stesso Ministro (che dev'essere stipendiato anche da noi) affermava di guardare al voto agli immigrati come strumento per cambiare la dialettica politica nelle Province come Brescia, Treviso, eccetera, in cui la propaganda leghista assume toni spesso xenofobi e razzisti. Sertar dice "strategie future di un paese": magari! Il voto agli immigrati è, nelle parole di chi lo propone, un mezzuccio per vincere le prossime elezioni "facendo fuori" un partito legittimamente costituito, criticabile sotto tanti profili ma (diciamolo!) rappresentativo di un sentire che al Nord è comune, diffuso, radicato: il Ministro Ferrero ci fa sapere, dalle colonne del primo quotidiano d'Italia, che a lui il modo di pensare di centinaia di migliaia di elettori lombardo-veneti non piace e che dunque, non potendogli cambiare la testa, ha pensato di provare a metterli in minoranza. Le cifre: perchè la Caritas parla di un milione di immigrati interessati dal provvedimento (la Caritas su queste cose è informatissima) e il Ministro degli Interni (anche lui stipendiato dalla collettività da tempo immemore) sostiene che le domande sarebbero circa 18.000 all'anno? A volte mi sembra che resistere al cambiamento sia uno sforzo inutile, nel mondo che si globalizza caoticamente: ma anche adeguarsi a casaccio e fare scelte così importanti sulla spinta del momento elettorale sarebbe profondamente sbagliato. Mentre all'orizzonte non s'intravede alcuna seria politica dell'immigrazione, le affermazioni del Ministro Ferrero non mi lasciano dubbi: dare la cittadinanza non significa integrare lo straniero, ma trasformarlo in un elettore, che non conosce la nostra lingua, magari, nè la nostra storia, e che non vede l'ora di tornarsene a casa, quella "vera", appena possibile. Ma non vota Lega. Dopo le leggi ad personam, questa cos'è? (ah, se qualcuno ha dichiarazioni di Prodi che smentiscano Ferrero...) Edited August 7, 2006 by Dragonheart
tatanka Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Purtroppo in Italia si è orgogliosi di essere italiani quando si giocano i Mondiali o gli Europei di calcio.. Quando si tratta di difendere la propria storia, le proprie tradizioni, la propria cultura rimane solo uno sparuto gruppetto di persone bollate come razzisti/beceripuzzoni etc etc Nell'ultimo decennio si è dovuto assistere a uno schifoso vilipedio della bandiera italiana (e non solo della bandiera es. i morti di Nassyria) da parte di leghisti/comunisti, una cosa mostruosa, roba da far girare nella tomba centianai di migliaia di morti in guerra, di chi credeva nella propria bandiera, nel proprio paese.. Io mi sento orgoglioso di essere italiano, per me è un valore di enorme importanza, è un privilegio.. Son stato cresciuto da una famiglia che ha combattuto e versato sangue (nonni, prozii) per quel tricolore e sono orgoglioso di essere loro discendente.. Ineccepibile il tuo inizio. E proprio perchè anche la mia famiglia ha versato sangue nelle varie guerre rifiuto di pensare all'italianità solo in occasione dei Mondiali di calcio. Ma chi mi rappresenta un albanese (prendo esempio l'albanese) che è qui da 5 anni? Sarebbe italiano come me? Magari sulla carta d'identità o sul passaporto perchè ce l'hai scritto.. ma per me rimarrà sempre un albanese.. e lui rimarrà comunque un albanese con le sue tradizioni e la sua cultura.. perchè è inutile continuare a parlare di integrazione quando la maggior parte non vuole integrarsi.. Per me la concessione della cittadinanza non cambia minimamente questa situazione. Perchè il genitore che protesta contro la recita di Natale non è integrarsi.. Verissimo ma dobbiamo essere capaci di difendere la nostra cultura puntando sulle nostre radici perchè le sentiamo, non perchè gli altri ce le toccano. perchè chiedere una moschera quando abbatti le chiese al tuo paese non è integrarsi.. questo è un discorso diverso, ma la soluzione è non far abbattere le chiese là, non diventare integralisti anche noi. Ma non possiamo farlo, perchè lederemmo gli interessi economici di qualche riccone italiano di nascita e cultura Ci sono altre centinaia di esempi, in Europa l'ondata da oriente (e non solo) ha creato sempre problemi (Inghilterra, Germania, Francia le situazioni che conosco) ben visibili agli occhi di tutti.. Quali sono gli esempi di nazioni che invece si chiudono a riccio e così salvaguardano la loro cultura? NOn per polemica, sono veramente interessato a soluzioni diverse. Perchè una persona che è in Italia da 5 anni deve avere gli stessi miei diritti? Perchè possa votare per il partito che gli ha permesso tutto questo? Mi sembra chiara la manovra di questo pseudo-governo di pagliacci.. Si sta svendendo la nostra nazionalità per poche briciole.. E' italiana una persona che va in giro con il velo in volto? Ma fatemi il piacere!!! E a mio parere se una persona non dà molta importanza o valore alla propria nazionalità, ma che vada in un altro paese!! Tanto cosa gli cambia.. vada a rovinare un altro paese, non l'Italia, perchè son proprio queste persone che lo stanno rovinando! Deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri perchè è giusto così. Dobbimo essere inflessibili sull'avere gli stessi doveri, non cercare di dimostrare che non debbano avere gli stessi diritti. Facendo un confronto forzato con i dazi doganali, io non devo mettere un dazio ad una cosa perchè è cinese, devo impedire per quanto possibile il commercio di prodotti fabbricati con regole contrarie a leggi italiane (lavoro minorile, sfruttamento di manodopera, uso di prodotti vietati etc). E' più difficile ma è l'unica soluzione. Ah ma poi c'è sempre quello che ci rimette perchè fa l'importatore o perchè poi non può delocalizzare la produzione........
Virgus Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Ineccepibile il tuo inizio. E proprio perchè anche la mia famiglia ha versato sangue nelle varie guerre rifiuto di pensare all'italianità solo in occasione dei Mondiali di calcio. Per me la concessione della cittadinanza non cambia minimamente questa situazione. Verissimo ma dobbiamo essere capaci di difendere la nostra cultura puntando sulle nostre radici perchè le sentiamo, non perchè gli altri ce le toccano. questo è un discorso diverso, ma la soluzione è non far abbattere le chiese là, non diventare integralisti anche noi. Ma non possiamo farlo, perchè lederemmo gli interessi economici di qualche riccone italiano di nascita e cultura Quali sono gli esempi di nazioni che invece si chiudono a riccio e così salvaguardano la loro cultura? NOn per polemica, sono veramente interessato a soluzioni diverse. Deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri perchè è giusto così. Dobbimo essere inflessibili sull'avere gli stessi doveri, non cercare di dimostrare che non debbano avere gli stessi diritti. Facendo un confronto forzato con i dazi doganali, io non devo mettere un dazio ad una cosa perchè è cinese, devo impedire per quanto possibile il commercio di prodotti fabbricati con regole contrarie a leggi italiane (lavoro minorile, sfruttamento di manodopera, uso di prodotti vietati etc). E' più difficile ma è l'unica soluzione. Ah ma poi c'è sempre quello che ci rimette perchè fa l'importatore o perchè poi non può delocalizzare la produzione........ E come lo impedisci ?
sertar Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 (edited) su questo siamo d'accordissimo!!!!! Il problema è che ci sono troppi furbacchioni!!! Ne ho viste davvero troppe x avere ancora ottimismo nella società che verrà.... Ferrrmaatiiii sennò arriva Les e attacca la "pippa" che pure gli italiani sò furbi e stamo fino a domani mattina qui a discutere se è più furbo uno di Posillipo o uno di Casablanca... Ma sai purtroppo in Italia, e nn solo, sto vedendo tante cose che mi stanno facendo venire la nausea che il mio antico sogno di trasferirmi a Saint Barthelemy si dovrà presto concretizzare... Edited August 7, 2006 by sertar
Virgus Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 (edited) Intanto, 5 anni, nell'arco di una vita, cosa rappresentano? A mio modesto avviso, una goccia nel mare. Comprare una casa è invece un investimento di lungo (o lunghissimo) periodo. La permanenza dello straniero in Italia per 5 anni non testimonia di una scelta definitiva, ma è il frutto di un'esigenza comprensibile (trovare un lavoro e vivere una vita dignitosa) che non può coincidere (e secondo me non coincide) con il desiderio del singolo individuo di vedersi riconoscere, in Italia, dei diritti anche politici. Lo dico con un senso di rammarico: quanti di noi, una volta all'estero, cambierebbero la propria nazionalità per una scelta convinta e quanti, invece, lo farebbero per mera opportunità? E' possibile, in età adulta, sentirsi altro da quel che si è sempre stati? Io non lo credo. Resterei italiano dovunque fossi, e sotto qualsiasi bandiera: ma allora, lo straniero cittadinizzato per decreto ha un senso? O ha più senso una politica dell'accoglienza che sburocratizzi la permanenza dell'immigrato? Sul Corriere della Sera di ieri, domenica 6 agosto, si poteva leggere una sorta di "lettera aperta" del Ministro Ferrero nella quale, con una desolante sincerità di stampo probabilmente marxista, lo stesso Ministro (che dev'essere stipendiato anche da noi) affermava di guardare al voto agli immigrati come strumento per cambiare la dialettica politica nelle Province come Brescia, Treviso, eccetera, in cui la propaganda leghista assume toni spesso xenofobi e razzisti. Sertar dice "strategie future di un paese": magari! Il voto agli immigrati è, nelle parole di chi lo propone, un mezzuccio per vincere le prossime elezioni "facendo fuori" un partito legittimamente costituito, criticabile sotto tanti profili ma (diciamolo!) rappresentativo di un sentire che al Nord è comune, diffuso, radicato: il Ministro Ferrero ci fa sapere, dalle colonne del primo quotidiano d'Italia, che a lui il modo di pensare di centinaia di migliaia di elettori lombardo-veneti non piace e che dunque, non potendogli cambiare la testa, ha pensato di provare a metterli in minoranza. Le cifre: perchè la Caritas parla di un milione di immigrati interessati dal provvedimento (la Caritas su queste cose è informatissima) e il Ministro degli Interni (anche lui stipendiato dalla collettività da tempo immemore) sostiene che le domande sarebbero circa 18.000 all'anno? A volte mi sembra che resistere al cambiamento sia uno sforzo inutile, nel mondo che si globalizza caoticamente: ma anche adeguarsi a casaccio e fare scelte così importanti sulla spinta del momento elettorale sarebbe profondamente sbagliato. Mentre all'orizzonte non s'intravede alcuna seria politica dell'immigrazione, le affermazioni del Ministro Ferrero non mi lasciano dubbi: dare la cittadinanza non significa integrare lo straniero, ma trasformarlo in un elettore, che non conosce la nostra lingua, magari, nè la nostra storia, e che non vede l'ora di tornarsene a casa, quella "vera", appena possibile. Ma non vota Lega. ]Dopo le leggi ad personam, questa cos'è?[/[/color]size] (ah, se qualcuno ha dichiarazioni di Prodi che smentiscano Ferrero...) Avvisaglie di regime . Edited August 7, 2006 by Virgus
Long Leg Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 questo è un discorso diverso, ma la soluzione è non far abbattere le chiese là, non diventare integralisti anche noi. sai cosa ti rispondono "là"? MARAMEO!!!!! Loro se ne sbattono delle tue chiese, della tua cultura, della tua mentalità. O sei come loro, o levati dalle balle. Noi, invece, apriamo le porte a tutti, non ci identifichiamo più in nulla, anzi litighiamo tra di noi mentre gli altri si accomodano in casa nostra. Che Italia stiamo lasciando alle prossime generazioni? Ai nostri figli, ai nostro nipoti, che futuro stiamo garantendo? Mai sentito parlare di corsi e ricorsi storici? Credete davvero che non si arriverà mai a uno scontro? Pensate che non si arriverà mai all'esasperazione? Non metto la risposta xchè non ce l'ho, ma permettetemi di aver paura per l'Italia che verrà...
Long Leg Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Ferrrmaatiiii sennò arriva Les e attacca la "pippa" che pure gli italiani sò furbi e stamo fino a domani mattina qui a discutere se è più furbo uno di Posillipo o uno di Casablanca... Ma sai purtroppo in Italia, e nn solo, sto vedendo tante cose che mi stanno facendo venire la nausea che il mio antico sogno di trasferirmi a Saint Barthelemy si dovrà presto concretizzare... sicuramente meglio di Mendrisio!
tatanka Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Intanto, 5 anni, nell'arco di una vita, cosa rappresentano? A mio modesto avviso, una goccia nel mare. Comprare una casa è invece un investimento di lungo (o lunghissimo) periodo. La permanenza dello straniero in Italia per 5 anni non testimonia di una scelta definitiva, ma è il frutto di un'esigenza comprensibile (trovare un lavoro e vivere una vita dignitosa) che non può coincidere (e secondo me non coincide) con il desiderio del singolo individuo di vedersi riconoscere, in Italia, dei diritti anche politici. Lo dico con un senso di rammarico: quanti di noi, una volta all'estero, cambierebbero la propria nazionalità per una scelta convinta e quanti, invece, lo farebbero per mera opportunità? E' possibile, in età adulta, sentirsi altro da quel che si è sempre stati? Io non lo credo. Resterei italiano dovunque fossi, e sotto qualsiasi bandiera: ma allora, lo straniero cittadinizzato per decreto ha un senso? O ha più senso una politica dell'accoglienza che sburocratizzi la permanenza dell'immigrato? Sul Corriere della Sera di ieri, domenica 6 agosto, si poteva leggere una sorta di "lettera aperta" del Ministro Ferrero nella quale, con una desolante sincerità di stampo probabilmente marxista, lo stesso Ministro (che dev'essere stipendiato anche da noi) affermava di guardare al voto agli immigrati come strumento per cambiare la dialettica politica nelle Province come Brescia, Treviso, eccetera, in cui la propaganda leghista assume toni spesso xenofobi e razzisti. Sertar dice "strategie future di un paese": magari! Il voto agli immigrati è, nelle parole di chi lo propone, un mezzuccio per vincere le prossime elezioni "facendo fuori" un partito legittimamente costituito, criticabile sotto tanti profili ma (diciamolo!) rappresentativo di un sentire che al Nord è comune, diffuso, radicato: il Ministro Ferrero ci fa sapere, dalle colonne del primo quotidiano d'Italia, che a lui il modo di pensare di centinaia di migliaia di elettori lombardo-veneti non piace e che dunque, non potendogli cambiare la testa, ha pensato di provare a metterli in minoranza. Le cifre: perchè la Caritas parla di un milione di immigrati interessati dal provvedimento (la Caritas su queste cose è informatissima) e il Ministro degli Interni (anche lui stipendiato dalla collettività da tempo immemore) sostiene che le domande sarebbero circa 18.000 all'anno? A volte mi sembra che resistere al cambiamento sia uno sforzo inutile, nel mondo che si globalizza caoticamente: ma anche adeguarsi a casaccio e fare scelte così importanti sulla spinta del momento elettorale sarebbe profondamente sbagliato. Mentre all'orizzonte non s'intravede alcuna seria politica dell'immigrazione, le affermazioni del Ministro Ferrero non mi lasciano dubbi: dare la cittadinanza non significa integrare lo straniero, ma trasformarlo in un elettore, che non conosce la nostra lingua, magari, nè la nostra storia, e che non vede l'ora di tornarsene a casa, quella "vera", appena possibile. Ma non vota Lega. Dopo le leggi ad personam, questa cos'è? (ah, se qualcuno ha dichiarazioni di Prodi che smentiscano Ferrero...) Mi segno che esistono ottimi e validi motivi per ritenere sbagliata questa legge. Lo sapevo che c'erano, l'ho detto, aspettavo solo che qualcuno me li dicesse. Un limite sulla conoscenza della lingua (magari anche qualche corso obbligatorio per chi vuole la cittadinanza) sicuramente ci vuole.
Long Leg Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Mi segno che esistono ottimi e validi motivi per ritenere sbagliata questa legge. Lo sapevo che c'erano, l'ho detto, aspettavo solo che qualcuno me li dicesse. Un limite sulla conoscenza della lingua (magari anche qualche corso obbligatorio per chi vuole la cittadinanza) sicuramente ci vuole. Bene, visto che hai trovato chi dice cose giuste e "valide" mi tiro fuori dal discorso, dato che le mie motivazioni più caserecce cadono nel vuoto. Amen.
tatanka Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 E come lo impedisci ? Con i marchi di certificazione. Con gli enti di controllo. Con qualcosa che si deve ancora inventare.
uzzo Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 il tema è scottante e si può ovviamente sostenere tutto e il contrario di tutto. Io partirei però da una domanda. Qual è l'obiettivo che si vuole raggiungere con la riforma della legge sulla cittadinanza? Qualcuno dice che si tratta di una manovra delle sinistre , neanche troppo mascherata, per crearsi un ampio bacino elettorale. Non credo; e se così fosse l'operazione - oltre che stupida - rischierebbe anche di rivelarsi un boomerang...dubito che chi provenga dal vecchio blocco sovietico (rumeni e ucraini in testa, per esempio) voteranno RC e dintorni. Io credo invece che il segnale che si vuole mandare e lo scopo che si vuole raggiungere sia quello di una maggiore integrazione che si rifletta, a sua volta, in una forma di contrasto dell'immigrazione clandestina. I segnali ci sono tutti nella proposta di legge, e di segno positivo. Premesso che il passaporto italiano rimarrà un'utopia per pregiudicati e indagati, l'ottenimento della cittadinanza italiana per migliaia di immigrati potrà fare da volano per quel processo di promozione dell'unità familiare (leggasi ricongiungimenti) che da tempo l'Europa ci invita a sostenere; bella anche l'idea dell'esame di cittadinanza e della cerimonia di riconoscimento, una sorta di "battesimo laico". Opportuno anche il riconoscimento della cittadinanza "ius soli" e non soltanto "ius sanguinis". E oltremodo azzeccata l'iniziativa di estendere a due anni il periodo necessario a ottenere la cittadinanza a seguito di matrimonio...abbasso i furbetti! Insomma, è una riforma che mi piace. Sostengo da tempo che non è con norme draconiane che si contrasta il fenomeno della clandestinità. Questo governo sembra averlo capito. Lasciamoli lavorare . IMHO
Les Claypool Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Ferrrmaatiiii sennò arriva Les e attacca la "pippa" che pure gli italiani sò furbi e stamo fino a domani mattina qui a discutere se è più furbo uno di Posillipo o uno di Casablanca... Ma sai purtroppo in Italia, e nn solo, sto vedendo tante cose che mi stanno facendo venire la nausea che il mio antico sogno di trasferirmi a Saint Barthelemy si dovrà presto concretizzare... Hai finito? L'ho già detto, io ormai sono al cazzeggio, sto pensando solo all'Olanda e a come riuscirò ad integrarmi nella comunità di olandesine volanti del Lowlands. Di solito ci vogliono una decina di ore prima di farsi accettare ma quest'anno conto di dimezzare i tempi....
tatanka Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Bene, visto che hai trovato chi dice cose giuste e "valide" mi tiro fuori dal discorso, dato che le mie motivazioni più caserecce cadono nel vuoto. Amen. Sei offesa perchè le tue motivazioni non mi avevano convinto? Guarda che non volevo sminuire le tue idee (anch'io credo poco nella multirazzialità per inciso), adesso oltre che acida sei pure gelosa perchè Giulio è più convincente di te Comunque volevo rimarcare la differenza fra un discorso pertinente come quello di Giulio e un discorso del tipo "E' una vergogna, avremo Mohammed a centrocampo". Fra l'altro, Sefolosha di che nazionalità è?
sertar Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Hai finito? L'ho già detto, io ormai sono al cazzeggio, sto pensando solo all'Olanda e a come riuscirò ad integrarmi nella comunità di olandesine volanti del Lowlands. Di solito ci vogliono una decina di ore prima di farsi accettare ma quest'anno conto di dimezzare i tempi.... Sta bbono devo sfottere qualcuno, soprattutto quelli in partenza, perchè fino al 31 nada de nada vacanze e me devo sfogà...poi dal 1 settembre paese mio nun te conosco più.
Virgus Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Con i marchi di certificazione. Che nulla valgono... mai sentito parlare di contraffazione ? Con gli enti di controllo. Che non controllano ... mai stato in una dogana ??? magari a napoli ??? Con qualcosa che si deve ancora inventare. Un po' di caro vecchio e sano protezionismo ??? Che magari valga anche per immigrazione e quant'altro ??? Sarò forse un po' retrò ed aborro il termine "globalizzazione ", ma onestamente finchè non si trova quel " qualcosa che si deve ancora inventare" non vedo moltissime altre soluzioni ...
tatanka Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 (edited) sai cosa ti rispondono "là"? MARAMEO!!!!! Loro se ne sbattono delle tue chiese, della tua cultura, della tua mentalità. O sei come loro, o levati dalle balle. Noi, invece, apriamo le porte a tutti, non ci identifichiamo più in nulla, anzi litighiamo tra di noi mentre gli altri si accomodano in casa nostra. Che Italia stiamo lasciando alle prossime generazioni? Ai nostri figli, ai nostro nipoti, che futuro stiamo garantendo? Mai sentito parlare di corsi e ricorsi storici? Credete davvero che non si arriverà mai a uno scontro? Pensate che non si arriverà mai all'esasperazione? Non metto la risposta xchè non ce l'ho, ma permettetemi di aver paura per l'Italia che verrà... Se siamo io e te a chiederlo si. Se lo poni come vincolo fondamentale per il mantenimento di certi accordi economici tra stati la cosa diventa diversa. Sai cosa dovrebbe farci riflettere anche: quanti figli fanno gli italiani e quanti gli stranieri che vengono da noi? Chiramente non voglio fare discorsi personali, è una semplice costatazione. Edited August 7, 2006 by tatanka
Long Leg Posted August 7, 2006 Posted August 7, 2006 Sei offesa perchè le tue motivazioni non mi avevano convinto? Guarda che non volevo sminuire le tue idee (anch'io credo poco nella multirazzialità per inciso), adesso oltre che acida sei pure gelosa perchè Giulio è più convincente di te Comunque volevo rimarcare la differenza fra un discorso pertinente come quello di Giulio e un discorso del tipo "E' una vergogna, avremo Mohammed a centrocampo". Fra l'altro, Sefolosha di che nazionalità è? non sono gelosa, xò non trovo molto fine dire "ecco finalmente una risposta valida"...e non mi sembra di aver messo il discorso su "E' una vergogna, avremo Mohammed a centrocampo", ecco xchè mi offendo. Allora evito di perder tempo a cercare di argomentare le mie risposte, visto che poi si capisce ciò che si vuole.
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