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Perde anche Veroli e adesso da 5 son diventate 2 quelle subito dietro. Bisogna vincere a Rimini!!!!

Sperando che Livorno rompa i maroni anche a Casale :whistle:

Edited by Giobbo
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i risultati delle avversarie ci sono venuti incontro, ora meno falliamo nelle prossime 3 partite e meglio è!!

però a Rimini sarà dura visti gli ultimi risultati!!

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Il pagellone della diciottesima

Otis George “giustifica” l’ingaggio, Darby e Bryan naufragano a Varese

- La Voce di Romagna -

04/02/2009 09:11 - Matteo Peppucci

VOTO 10 a German Scarone, come la speranza nella nebbia. Le sue magie stordiscono, sorprendono, commuovono. L’ultima bomba splendente, quella del PalaRavizza, va dritta al cuore di Corrado Sberlati, perché passando da lui e da German non ci si dimentichi mai di chi ha reso grande il Basket Rimini. “Tu dici non ho niente, ti sembra niente il sole, la vita, l’amore…” Meraviglioso.

VOTO 9 a Niccolò Martinoni (27, 11/14, 8 rimbalzi, 8 recuperi), perché qui non parliamo di uno che segna 2 punti da un centimetro contro i defunti, ma di un 19enne che fa l’amatriciana in testa a due come Tyler e Bryan, non proprio le suore del convento di fianco. Qualcuno farebbe meglio a prenderlo sul serio, sto ragazzo qua. Perché altrimenti ti lascia serio lui, ma per una settimana intera. Baby gang.

VOTO 8 a Mykal Riley (30, 9/15, 11/11 in lunetta), col piacere di rimangiarsi tutto quello detto 7 giorni fa inginocchiandosi anche sui ceci del PalaMokador, se serve. Ma Bianchi cosa gli ha dato da mangiare il giorno prima? Nafta e blu diesel per caso? Incendiario.

VOTO 7 a Jason Rowe (16, 5 assist) e a Philip Martin (17, 5/5), altro che Trinka Boys. Mentre Ezugwu spiega a Hines che basso è bello, ma grosso piace di più, i due si mettono li e fanno i postini, che dati i tempi che corrono è meglio portarle di corsa, le raccomandate con ricevuta di rimorchio. Prioritari.

VOTO 6 a Otis George (17 +17, e poi dicono che porta sfiga), perché era anche ora, di giustificare i guadagni del Casinò sudando e lottando invece che standosene sul Ponte dei Sospiri a far le foto coi piccioni. Siccome il mangime era finito, meglio dare le tagliatelle a Davison no? Laguna giù.

OTO 5 a Michael Cuffee (11, ma 5 falli in 23’) e ai batti e ribatti jesini, storie intricate di spogliatoi spaccati da 4 partite andate male quando 1 mese fa sembravano i 4 moschettieri, tutti per uno e uno per tutti. Adesso sono tutti per terra, e nessuno per Zanchi. Evirarne uno, per educarne 10? L’ombelico del mondo.

VOTO 4 a Robert Fulzt (1/6, 6 perse, -2), che poi qui qualcuno si è montato la testa e preferisce prendersela con chi scherza mentre loro cacciano gli allenatori coi messaggi, roba che non si fa neanche con la morosina a 12 anni. Fate una cosa, aspettate la cometa che magari prima o poi passa anche quella li a Reggio Emilia. Astrologi.

VOTO 3 ad Andrea Trinchieri e alla Veroli perduta, perché lui l’aveva detto che c’era il rischio di credersi invincibili per poi riscoprirsi normodotati. Era meglio se non lo diceva, almeno avrebbe avuto il beneficio del dubbio. Generazione di (pseudo) fenomeni.

VOTO 2 alla coppia Darby (2/7, 7 perse) – Silvere Bryan (0/5, 2 perse, -3), perché se questa è l’asse play pivot della speranza, allora facciamo prima a passare da Lourdes senza nemmeno fermarci a Pescia. Si risparmiano tempo, figurette, gente di 11 anni che ti salta in testa…Pellegrinaggio.

VOTO 1 al trio della settimana, Boyette (3/6, 4 perse, -2) – Rossetti (2/6 ai liberi, 4 perse, -2) – Simeoli (2 perse, -2), quelli che sarebbe stato il caso di far qualcos’altro, la domenica pomeriggio. Un cinema, un Iper, che so un giro contromano in autostrada. Tutto fuorché il basket, comunque. Percorsi alternativi.

VOTO 0 a Bennet Davison, perché in 11 minuti si possono fare tante cose, ma lui ha battuto ogni record. Quattro mattonate, 4 falli, 2 perse. Fa meno 7, col plus minus tendente a meno infinito e l’umore di Boo Davis tendente all’incazzato. Occhio che quello li come prende e tira prende e “ti” tira. Nel futuro però. Bimbo Mix.

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Jesi-Soresina al 20' vede i padroni di casa in vantaggio per 58 a 52

vedo che oggi le difese lavorano bene, però c'è da contare che è la terza partita in 7 giorni!

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bene, bene! la scossa c'è stata, ora nelle prossime 2 partite a mio avviso ci giochiamo il 20% di promozione...speriamo torni nei ranghi Nika per affrontare al meglio Venezia e Jesi

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Reggio Emilia perde a Casale ma Boscagin fà:

5 su 5 da DUE

2 su 2 da TRE

4 su 5 ai liberi

incredibile...

Venti punti da noi li metteva assieme in tre partite. E con dieci tiri a partita!

Buon per lui, d'altra parte ha detto che venire a Varese è stato il più grosso errore della sua vita...

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Venti punti da noi li metteva assieme in tre partite. E con dieci tiri a partita!

Buon per lui, d'altra parte ha detto che venire a Varese è stato il più grosso errore della sua vita...

Soffriva la piazza. Doveva azzeccare le prime partite e forse la sua storia qui sarebbe stata diversa.

Se va via e la partita dopo fa 20 punti, non è questione di capacità o forma fisica, ma solamente di fiducia.

Fiducia che qui non aveva ne da Varese ne da se stesso.

Edited by Giobbo
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Soffriva la piazza. Doveva azzeccare le prime partite e forse la sua storia qui sarebbe stata diversa.

Se va via e la partita dopo fa 20 punti, non è questione di capacità o forma fisica, ma solamente di fiducia.

Fiducia che qui non aveva ne da Varese ne da se stesso.

Vero, ma come dice, secondo me giustamente, il Pilla nell'intervista dopopartita, la fiducia uno deve provare a conquistarla indipendentemente dai minuti che gli sono concessi.

Con Martinoni, Gergati, Antonelli e pure Genovese questa filosofia sembra funzionare. Con Boscagin evidentemente no.

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Vero, ma come dice, secondo me giustamente, il Pilla nell'intervista dopopartita, la fiducia uno deve provare a conquistarla indipendentemente dai minuti che gli sono concessi.

Con Martinoni, Gergati, Antonelli e pure Genovese questa filosofia sembra funzionare. Con Boscagin evidentemente no.

Più che dalla società e dallo staff, Bosca non hai mai conquistato i tifosi. Avevo già detto come era palese il fatto che giocasse meglio fuori casa che tra le mura amiche. Un motivo ci sarà stato.

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Più che dalla società e dallo staff, Bosca non hai mai conquistato i tifosi. Avevo già detto come era palese il fatto che giocasse meglio fuori casa che tra le mura amiche. Un motivo ci sarà stato.

Quoto. E' evidente come Boscagin si sia "allegretizzato" fin dall'inizio della sua avventura varesina.

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e Montegranaro ha deciso di presentare ricorso per il convulso finale d Bologna...

E a parer mio hanno ragione, visto che il cronometro si è mangiato 1 un secondo. Ma non accoglieranno il ricorso.

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e Montegranaro ha deciso di presentare ricorso per il convulso finale d Bologna...

Più che convulso è stato ridicolo, con decisioni al limite dell'assurdo e, ancora più assurdo, senza un cavolo di cronometro programmabile!

Hanno concesso un timeout che forse era stato chiesto in ritardo (primo errore) fermando il gioco con la palla in aria (secondo errore).

Inoltre hanno fatto giocare solo 13 centesimi e non 1'17 e la Fortitudo, di conseguenza, ha difeso solo un possible tap-in e non il tiro (motivo per cui loro potrebbero giustamente recriminare se si assegnasse a tavolino la vittoria a Montegranaro).

Ma tre arbitri di serie A1 e quelli seduti al tavolo non hanno pensato che fosse ovvio per i marchigiani chiamare timeout in caso di canestro segnato dalla fortitudo?

E noi siamo una categoria sotto a questa gente qui! :D

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Più che convulso è stato ridicolo, con decisioni al limite dell'assurdo e, ancora più assurdo, senza un cavolo di cronometro programmabile!

Hanno concesso un timeout che forse era stato chiesto in ritardo (primo errore) fermando il gioco con la palla in aria (secondo errore).

Inoltre hanno fatto giocare solo 13 centesimi e non 1'17 e la Fortitudo, di conseguenza, ha difeso solo un possible tap-in e non il tiro (motivo per cui loro potrebbero giustamente recriminare se si assegnasse a tavolino la vittoria a Montegranaro).

Ma tre arbitri di serie A1 e quelli seduti al tavolo non hanno pensato che fosse ovvio per i marchigiani chiamare timeout in caso di canestro segnato dalla fortitudo?

E noi siamo una categoria sotto a questa gente qui! :D

A livello arbitrale direi anche due o tre categorie sotto. Pensa te :D-_- -_-

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grandissimo hannibal zare markovski nel suo doppio sfogo

Stavolta Markovski non fa sconti, non cerca attenuanti e non risparmia accuse (anche molto dure) alla sua squadra. Tutta la sua analisi del dopo-partita è improntata a critiche aspre ai giocatori. Ma la requisitoria si fa particolarmente velenosa e sorprendente proprio alla fine, quando sembra che la conferenza stampa sia ormai chiusa. «Non mi fate altre domande? - chiede il coach -. E allora parlo io, perchè ho qualcosa di importante da dire. In questo gruoppo ci sono giocatori tra cui non corre buon sangue e che addirittura non si rivolgono la parola per questioni di invidie personali. E quando poi ci si mettono di mezzo le mogli e qualche vicino di casa, la situazione diventa ancora più sgradevole e complicata perchè si pensa a tutt’altro anzichè agli interessi e agli obiettivi della squadra». Un pesante “j’accuse”, che comunque non giunge come un fulmine a ciel sereno perchè già in precedenza Markovski aveva usato toni forti: «È stata una pessima gara da parte di entrambe le squadre, ma l’Air ha giocato ancora peggio degli ospiti, restituendo in pratica i due punti che avevamo conquistato a Cantù nel match di andata. I nostri avversari hanno giocato con maggiore intensità e freschezza. Un problema serio, per noi, è rappresentato dal fatto che ci stiamo allenando male a causa delle assenze. Ma questo non basta a spiegare tutto. Dopo la dignitosa partecipazione all’Eurolega e la conquista delle Final Eight, si pensa più a parlare di basket che a giocarlo. Questo l’avevo già detto domenica scorsa, subito dopo la sconfitta, ai giocatori: stiamo rovinando il nostro campionato. È un problema di mentalià. Non riusciremo a difendere decentemente la Coppa Italia conquistata l’anno scorso, se ci presentiamo a Bologna in queste condizioni». Il coach macedone è un fiume in piena: «Invece di attaccare, ci siamo fatti attaccare. È inconcepibile commettere solo nove falli in trenta minuti in una partita davanti al nostro pubblico che ci spinge col tifo e col calore». E non manca una sonora bacchettata a Tusek: «È inutile che mi dica di essere pronto a sacrificarsi e a scendere in campo, se poi gioca zoppicando e comettendo errori su errori». Dal presidente Ercolino solo un silenzio assordante. Se ne va scuro in volto senza presentarsi in sala stampa. L’unico a sorridere, ovviamente, è l’ex coach biancoverde Luca Dalmonte: «Gli infortuni di Tusek e Cinciarini ci offrivano un’occasione in più. E noi l’abbiamo sfruttata, giocando bene in difesa e con serenità in attacco. Non è stata una bella partita, ma devo elogiare la mentalità dei miei ragazzi».

Nella mia carriera non mi era mai capitato uno spogliatoio così». Zare Markovski (nella foto) ribadisce le accuse ai giocatori dopo il nuovo ko interno contro Cantù. Una conferenza stampa dai toni forti per annunciare che «il tempo del vogliamoci bene è finito» e che «ho chiesto alla società di farsi sentire». Zare conferma uno spogliatoio spaccato e racconta: «Due giocatori non parlano tra loro perchè concorrenti. Ognuno si sente penalizzato grazie all’ambiente che lo circonda e gli offre la spalla per piangere. Altri puntano solo a campare fino al prossimo stipendio».

Il tecnico parla senza peli sulla lingua: «La falsità non mi è mai piaciuta come quella della squadra che domenica si è raccolta a fine gara in mezzo al campo per salutare il pubblico». Nel mirino del coach anche le mogli dei giocatori: «Dovrebbero avere il compito di lavare i panni. Invece si trattengono a parlare con i tifosi mentre i mariti debbono aspettare in macchina. Ma chi sono le mogli? Debbono capire che non sono venute qui per dare la spalla per piangere o per farsi fotografare».

Markovski sottolinea: «Rifarei tutte le scelte di mercato che ho fatto».

Ma chiede con vigore il rispetto di ruoli e compiti. «Da sei mesi dico che Williams deve dimagrire e invece niente! Quali crediti vanta Crosariol che sta avendo atteggiamenti da schiaffi? Oppure di quel giocatore che fuma due pacchetti di sigarette al giorno e poi fa pressione per giocare. Abbiamo giocatori trentasettenni che si credono salvatori della patria e quindi intoccabili. Non posso dormire a casa di ognuno. Bisogna rigare dritto. Da oggi non farò sconti a nessuno. Sono il primo che non chiede credito e perciò anche il primo che non permette che ci siano creditori». Due gli episodi emblematici che il coach racconta ai giornalisti per evidenziare la poca compattezza nello spogliatoio: «Non posso sopportare che nell’intervallo un 37enne richiami un 26enne per un errore in campo e che poi il giovane per il nervosismo ha rotto l’armadietto». E ancora svela: «Due mesi fa durante l’allenamento ho rischiato lo scontro fisico con un giocatore e solo l’intervento di altri due atleti ha evitato il peggio». Un duro j’accuse, quello di Zare. Chiare le finalità: «Risanare l’ambiente ed isolare la squadra. L’intento è quello di far conoscere all’opinione pubblica cosa succede in un ambiente che dà troppo amore alla squadra ma alla fine potrebbe soffocarla. Un bailamme in cui ci sono tanti tumori benigni nel gioco di parole intorno alla squadra». Markovski sottolinea più volte, nei circa cinquanta minuti di sfogo di essere tornato ad Avellino dopo tre anni «per rispondere all’affetto che sentivo sulla mia pelle da parte della piazza e fra 20 anni dovrò avere la coscienza a posto quando penserò ad Avellino».

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Dowdell strepitoso, Rombaldoni scatenato. Pinton e Valters, bombe inesplose.

- La Voce di Romagna -

11/02/2009 09:08 - Matteo Peppucci

VOTO 10 a Zabian Dowdell, semplicemente un fenomeno (33, 4/4 da tre, 15/16 ai liberi, 7 assist, 50 di valutazione). Si consiglia vivamente di non insegnarli nemmeno una mezza parola di italiano, perché visti i risultati ottenuti con Mathis, che adesso somatizza tutte le ansie da braccio della morte di mastro Crespi, è meglio lasciarlo nella sua beata ignoranza. Non guardarmi, non ti sento.

VOTO 9 a Gek Galanda, pick & roll di olimpica memoria (30, 12 rimbalzi, 43 di valutazione). Se a Scafati pensavano di metterlo in crisi col ‘corri e tira’ (ma cos è, la podistica?), lui li ha vivisezionati col ‘guarda e impara’. E chissenefrega se Dickens ha il giradito e a Childress gli gira qualcos’altro per contratto fino a 1 maggio. Noblesse oblige.

VOTO 8 a Rodolfo Rombaldoni, una serata tipo Pablo Escobar all’aeroporto di Caracas (28, 11/15, 7 rimbalzi, 6 assist, ma chi è Rombaldoni o Steve Nash??). Del resto, se i cani da guardia sono Ferri, Valentini e Riley, puoi portarti dietro anche tutta la piantagione, che quelli non si accorgono neanche se gli grandina in testa. Traffic.

VOTO 7 al Maggiolone Cabriolet (25, 14 rimbalzi, la contropermanente a Cusin) e al soldato Ryan, non quello che doveva tornare a casa ma quello che si divertiva la faccia a sparare granate (31, 9/12 da tre). A Jesi comunque sono fuori di testa: o non segnano nemmeno nel Mar dei Caraibi, o fanno come quello del Grande Fratello, vedono le “boe” col buio pesto. Laserterapia.

VOTO 6 ad Antony Binetti (9, 3/9), perché non sarà un caso se da quando è arrivato lui lo Sceriffo ha messo a posto la contea dei dispersi. Hatten e Killy sono sempre in trincea, ma Parente e Virgilio, per fortuna, adesso dirigono il traffico, quello del centro storico però. E la differenza si vede. Urban legend.

VOTO 5 a Mauro Pinton (1/6, 1 persa, -1), che sarebbe pure ora di andare a “vivere da soli” senza che Babbo German ti rimbocchi le coperte. Dura la vita, senza il capitano messo ko da una carezza di Pectoral Machine Ezugwu: ma del resto Peterone, di bottarelle innocenti, se ne intende a pacchi…Lo specialista.

VOTO 4 a Brian Smith, come sparare sulla Croce Rossa (1/2, 2 perse, più che un Usa un Usa e getta). La scossa, invece che la squadra, l’ha presa direttamente Ramagli: adesso arriva Erik Daniels, l’illegale numero due. Il numero uno, quello bulgaro, è ancora alla pesa pubblica che c’è la fila delle autobotti. Rottamazione.

VOTO 3 a Marco Giuri (1/2, 2 perse, -1), non tutti i play riescono come Lollo D’Ercole. Mentre Bagnoli tiene il piatto delle tartine a Hines, lui offre gli aperitivi a Migliori: che bella coppia, neanche Cappuccetto Rosso e la Nonna avrebbero fatto meglio. Attenti al Lupo.

VOTO 2 a Sandis Valters, che già si fa fatica a capire quale sia il nome e il cognome. Passato quello step li, c’è da capire chi l’abbia presentato come un triplaiolo mortifero (0/3, 2/9, meglio giocare a mosca cieca). Tiratore scelto? Si, scelto a caso la domenica sera. Zara Uomo.

VOTO 1 al mal di trasferta della petroliera Vanoli, 9 schiaffoni su 10 quando apre il portone di casa. Va bene che a Soresina si sta “vicini vicini” (te credo, sono 3 vie in tutto), però ragazzi è ora di allargare le vedute, se no finisce che nell’orticello prima o poi qualcuno ci lascia il ricordino…Fuori fase.

VOTO 0 a Fulvio Chantia de Assis, sta a vedere che adesso bisogna andare fino a San Paolo do Brasil per comprare uno con la saudade nel cuore e il ghiaccio fuso nelle mani (1/7, 4 perse, -6). Bastava andare a Pescara, magari trovavi anche il pesce fresco…Schiantato.

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grandissimo hannibal zare markovski nel suo doppio sfogo

Stavolta Markovski non fa sconti, non cerca attenuanti e non risparmia accuse (anche molto dure) alla sua squadra. Tutta la sua analisi del dopo-partita è improntata a critiche aspre ai giocatori. Ma la requisitoria si fa particolarmente velenosa e sorprendente proprio alla fine, quando sembra che la conferenza stampa sia ormai chiusa. «Non mi fate altre domande? - chiede il coach -. E allora parlo io, perchè ho qualcosa di importante da dire. In questo gruoppo ci sono giocatori tra cui non corre buon sangue e che addirittura non si rivolgono la parola per questioni di invidie personali. E quando poi ci si mettono di mezzo le mogli e qualche vicino di casa, la situazione diventa ancora più sgradevole e complicata perchè si pensa a tutt’altro anzichè agli interessi e agli obiettivi della squadra». Un pesante “j’accuse”, che comunque non giunge come un fulmine a ciel sereno perchè già in precedenza Markovski aveva usato toni forti: «È stata una pessima gara da parte di entrambe le squadre, ma l’Air ha giocato ancora peggio degli ospiti, restituendo in pratica i due punti che avevamo conquistato a Cantù nel match di andata. I nostri avversari hanno giocato con maggiore intensità e freschezza. Un problema serio, per noi, è rappresentato dal fatto che ci stiamo allenando male a causa delle assenze. Ma questo non basta a spiegare tutto. Dopo la dignitosa partecipazione all’Eurolega e la conquista delle Final Eight, si pensa più a parlare di basket che a giocarlo. Questo l’avevo già detto domenica scorsa, subito dopo la sconfitta, ai giocatori: stiamo rovinando il nostro campionato. È un problema di mentalià. Non riusciremo a difendere decentemente la Coppa Italia conquistata l’anno scorso, se ci presentiamo a Bologna in queste condizioni». Il coach macedone è un fiume in piena: «Invece di attaccare, ci siamo fatti attaccare. È inconcepibile commettere solo nove falli in trenta minuti in una partita davanti al nostro pubblico che ci spinge col tifo e col calore». E non manca una sonora bacchettata a Tusek: «È inutile che mi dica di essere pronto a sacrificarsi e a scendere in campo, se poi gioca zoppicando e comettendo errori su errori». Dal presidente Ercolino solo un silenzio assordante. Se ne va scuro in volto senza presentarsi in sala stampa. L’unico a sorridere, ovviamente, è l’ex coach biancoverde Luca Dalmonte: «Gli infortuni di Tusek e Cinciarini ci offrivano un’occasione in più. E noi l’abbiamo sfruttata, giocando bene in difesa e con serenità in attacco. Non è stata una bella partita, ma devo elogiare la mentalità dei miei ragazzi».

Nella mia carriera non mi era mai capitato uno spogliatoio così». Zare Markovski (nella foto) ribadisce le accuse ai giocatori dopo il nuovo ko interno contro Cantù. Una conferenza stampa dai toni forti per annunciare che «il tempo del vogliamoci bene è finito» e che «ho chiesto alla società di farsi sentire». Zare conferma uno spogliatoio spaccato e racconta: «Due giocatori non parlano tra loro perchè concorrenti. Ognuno si sente penalizzato grazie all’ambiente che lo circonda e gli offre la spalla per piangere. Altri puntano solo a campare fino al prossimo stipendio».

Il tecnico parla senza peli sulla lingua: «La falsità non mi è mai piaciuta come quella della squadra che domenica si è raccolta a fine gara in mezzo al campo per salutare il pubblico». Nel mirino del coach anche le mogli dei giocatori: «Dovrebbero avere il compito di lavare i panni. Invece si trattengono a parlare con i tifosi mentre i mariti debbono aspettare in macchina. Ma chi sono le mogli? Debbono capire che non sono venute qui per dare la spalla per piangere o per farsi fotografare».

Markovski sottolinea: «Rifarei tutte le scelte di mercato che ho fatto».

Ma chiede con vigore il rispetto di ruoli e compiti. «Da sei mesi dico che Williams deve dimagrire e invece niente! Quali crediti vanta Crosariol che sta avendo atteggiamenti da schiaffi? Oppure di quel giocatore che fuma due pacchetti di sigarette al giorno e poi fa pressione per giocare. Abbiamo giocatori trentasettenni che si credono salvatori della patria e quindi intoccabili. Non posso dormire a casa di ognuno. Bisogna rigare dritto. Da oggi non farò sconti a nessuno. Sono il primo che non chiede credito e perciò anche il primo che non permette che ci siano creditori». Due gli episodi emblematici che il coach racconta ai giornalisti per evidenziare la poca compattezza nello spogliatoio: «Non posso sopportare che nell’intervallo un 37enne richiami un 26enne per un errore in campo e che poi il giovane per il nervosismo ha rotto l’armadietto». E ancora svela: «Due mesi fa durante l’allenamento ho rischiato lo scontro fisico con un giocatore e solo l’intervento di altri due atleti ha evitato il peggio». Un duro j’accuse, quello di Zare. Chiare le finalità: «Risanare l’ambiente ed isolare la squadra. L’intento è quello di far conoscere all’opinione pubblica cosa succede in un ambiente che dà troppo amore alla squadra ma alla fine potrebbe soffocarla. Un bailamme in cui ci sono tanti tumori benigni nel gioco di parole intorno alla squadra». Markovski sottolinea più volte, nei circa cinquanta minuti di sfogo di essere tornato ad Avellino dopo tre anni «per rispondere all’affetto che sentivo sulla mia pelle da parte della piazza e fra 20 anni dovrò avere la coscienza a posto quando penserò ad Avellino».

Intervento da "o la va o la spacca".

Tanti auguri adesso, Zare :huh:

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graaaaaaaande Zare!!!

cmq dalla peralpa di oggi il risultato di Bologna-Montegranaro non è stato omologato giusto?

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