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Ancora con sta storia del mercenario Franz?! Un professionista sceglie ciò che in quel momento ritiene il meglio per la sua carriera; allora Meneghin e Vescovi - che sono varesini doc - alla Fortitudo come li giudichiamo? Io quando Arijan firmò per la Virtus piansi come non mi è mai capitato per una vicenda sportiva, e quando venne da avversario andai la prima e unica volta in parterre apposta per insultarlo. Ma avevo 12 anni...

:ike::ike::ike:

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Incazzatura all'ennesima potenza.

Ma visto che stiamo parlando del basket che fu con grande sportività (nonchè passione per l'allora Varese)... quanto era forte Darren Daye?

Stiamo parlando del tizio che dava il cambio a Larry Bird ragazzi... mica pizza e fichi....

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Stiamo parlando del tizio che dava il cambio a Larry Bird ragazzi... mica pizza e fichi....

Già... A dimostrazione ancora una volta che era un altro basket e che se di stranieri devi averne solo due, fai scelte importanti, non come ora che ti riempi di una vagpnata di omini a stelle e strisce che in nba pagherebbero il biglietto per sedersi sugli spalti

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Già... A dimostrazione ancora una volta che era un altro basket e che se di stranieri devi averne solo due, fai scelte importanti, non come ora che ti riempi di una vagpnata di omini a stelle e strisce che in nba pagherebbero il biglietto per sedersi sugli spalti

Oggi chi esce dalla NBA? A parte Josh Childress (comunque strapagato) e qualche europeo di ritorno, si tratta spesso di giocatori scartati dopo 1-2 anni (Hodge, tanto per fare un nome) o di vecchietti a fine carriera (Boykins, che comunque fa la sua porca figura).

Le riserve di quelli davvero forti di solito riescono a piazzarsi altrove in NBA. Ai tempi potevano solo fare la muffa in panca e preferivano cambiare aria (Daye, Thompson, Mattews etc.).

Non credo sia un discorso collegato al numero di stranieri o, meglio, lo è considerando anche quanto valgono e costano oggi gli italiani.

Ai tempi Ario Costa (e non termino il coretto :rolleyes: ), Walter Magnifico costavano probabilmente comeo meno Daye e non valevano tanto meno di un USA.

Oggi Gigli (e dico Gigli!) costa il tripo di un pivot USA più scarso di quelli che arrivavano anni fa, ma più bravo di Angelone nostro...

Le società devono spendere molto per degli italiani da panca e questo limita la loro competitività.

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Oggi chi esce dalla NBA? A parte Josh Childress (comunque strapagato) e qualche europeo di ritorno, si tratta spesso di giocatori scartati dopo 1-2 anni (Hodge, tanto per fare un nome) o di vecchietti a fine carriera (Boykins, che comunque fa la sua porca figura).

Le riserve di quelli davvero forti di solito riescono a piazzarsi altrove in NBA. Ai tempi potevano solo fare la muffa in panca e preferivano cambiare aria (Daye, Thompson, Mattews etc.).

Non credo sia un discorso collegato al numero di stranieri o, meglio, lo è considerando anche quanto valgono e costano oggi gli italiani.

Ai tempi Ario Costa (e non termino il coretto :whistle: ), Walter Magnifico costavano probabilmente comeo meno Daye e non valevano tanto meno di un USA.

Oggi Gigli (e dico Gigli!) costa il tripo di un pivot USA più scarso di quelli che arrivavano anni fa, ma più bravo di Angelone nostro...

Le società devono spendere molto per degli italiani da panca e questo limita la loro competitività.

A mio avviso con il numero di europei che sono migrati negli States ci sarebbero un bel po' di talentini a stelle strisce disposti a venire in Europa se solo fossero inseriti in squadre stile anni Ottanta e Novanta. non parlo di Garnett o Mc Grady o Iverson. Quelli non arrivavano neppure allora (Mc Adoo, Gershwin e Wilkins arrivarono ad una certa età). Se lo spazio per gli italiani fosse di otto per squadra credo che i costi si abbasserebbero. Di contro se ho solo due scelte americane, il budget per investire su di loro si alzerebbe.

Esempio: ho 10 da diluire su quattro Usa. Se ne prendo uno da 5 sono finito

ho 10 da diluire su due Usa. Ne prendo due da 5 o uno da 4 e uno da 6. E trovo qualità

Madonnina ...mi sono perso anche io in questi discorsi... figurarsi chi mi leggerà :rolleyes:

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Però Matthews giocava...il Suo problema non era quello di stare troppo in panca, ma di essere troppo in striscia... :rolleyes::angel::angel:

:queen:

A mio avviso con il numero di europei che sono migrati negli States ci sarebbero un bel po' di talentini a stelle strisce disposti a venire in Europa se solo fossero inseriti in squadre stile anni Ottanta e Novanta. non parlo di Garnett o Mc Grady o Iverson. Quelli non arrivavano neppure allora (Mc Adoo, Gershwin e Wilkins arrivarono ad una certa età). Se lo spazio per gli italiani fosse di otto per squadra credo che i costi si abbasserebbero. Di contro se ho solo due scelte americane, il budget per investire su di loro si alzerebbe.

Esempio: ho 10 da diluire su quattro Usa. Se ne prendo uno da 5 sono finito

ho 10 da diluire su due Usa. Ne prendo due da 5 o uno da 4 e uno da 6. E trovo qualità

Madonnina ...mi sono perso anche io in questi discorsi... figurarsi chi mi leggerà :whistle:

La realtà è anche un'altra: l'aumento delle squadre NBA ha assorbito parecchi giocatori in più sia tra quelli che vanno a referto, sia tra quelli che, sperando in una chiamata, vivacchiano nelle leghe satelliti; vent'anni fa forse la situazione lasciava liberi più giocatori di discreto livello. Inoltre il numero di partite ha imposto una maggior rotazione in campo dei comprimari e, quindi, riescono ad avere un buon numero di minuti anche giocatori poco presentabili. Nei Lakers dello showtime, per fare un esempio, quanti panchinari avevano veramente un ruolo che andasse oltre lo sventolar di asciugamani?

E poi c'è un altro aspetto: il livello tecnico medio dei prodotti universitari NCAA è forse calato, complice la proliferazione di giocatori che saltano l'università (negli ultimi dieci anni quante scelte "alte" erano reduci dal quadriennio universitario?), con la conseguente difficoltà quindi di formare tecnicamente in modo completo il giocatore.

Facciamo un caso: Adam Morrison, per dirne uno, o J.J. Redick, vent'anni fa sarebbero stati ottimi giocatori "europei"; oggi vanno nelle prime dieci chiamate del draft. Per un ruolo tutto sommato marginale o quasi. Fare il paragone con Morse o D'Antoni sarebbe persino inglorioso...

Da ultimo, invito a riflettere sulle regole pensionistiche introdotte dall'NBA circa dieci anni fa (se non sbaglio), per le quali - se ben ricordo - la permanenza nella lega pro anche a scaldar panchine assume un significato rilevante per la continuità della presenza e la maturazione delle indennità una volta terminata la carriera. Motivo che può indurre molti a preferire dieci minuti scarsi a gara di là, piuttosto che una carriera da protagonista assoluto di qua.

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:rolleyes:

La realtà è anche un'altra: l'aumento delle squadre NBA ha assorbito parecchi giocatori in più sia tra quelli che vanno a referto, sia tra quelli che, sperando in una chiamata, vivacchiano nelle leghe satelliti; vent'anni fa forse la situazione lasciava liberi più giocatori di discreto livello. Inoltre il numero di partite ha imposto una maggior rotazione in campo dei comprimari e, quindi, riescono ad avere un buon numero di minuti anche giocatori poco presentabili. Nei Lakers dello showtime, per fare un esempio, quanti panchinari avevano veramente un ruolo che andasse oltre lo sventolar di asciugamani?

E poi c'è un altro aspetto: il livello tecnico medio dei prodotti universitari NCAA è forse calato, complice la proliferazione di giocatori che saltano l'università (negli ultimi dieci anni quante scelte "alte" erano reduci dal quadriennio universitario?), con la conseguente difficoltà quindi di formare tecnicamente in modo completo il giocatore.

Facciamo un caso: Adam Morrison, per dirne uno, o J.J. Redick, vent'anni fa sarebbero stati ottimi giocatori "europei"; oggi vanno nelle prime dieci chiamate del draft. Per un ruolo tutto sommato marginale o quasi. Fare il paragone con Morse o D'Antoni sarebbe persino inglorioso...

Da ultimo, invito a riflettere sulle regole pensionistiche introdotte dall'NBA circa dieci anni fa (se non sbaglio), per le quali - se ben ricordo - la permanenza nella lega pro anche a scaldar panchine assume un significato rilevante per la continuità della presenza e la maturazione delle indennità una volta terminata la carriera. Motivo che può indurre molti a preferire dieci minuti scarsi a gara di là, piuttosto che una carriera da protagonista assoluto di qua.

Osservazioni interessanti. Però è anche vero che negli anni di cui stiamo parlando, se c'erano, ad esempio,100 posti in Nba erano tutti occupati da americani.

Oggi se fossero 150 posti, 110 sarebbero americani e 40 stranieri.

Insomma, io non sono così convinto che qualche signor atleta a stelle e strisce non sarebbe disposto a provare l'esperienza italiana. Certo per fare comunella con 4 connazionali ci penso dieci volte. E' come rimanere oltreoceano. Se è per fare il protagonista in una squadra dove insieme a me c'è solo un altro yankee allora forse ho più motivazioni

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Però Matthews giocava...il Suo problema non era quello di stare troppo in panca, ma di essere troppo in striscia... :rolleyes::angel::whistle:

Parole sante :queen::angel:

Matthews non sarebbe mai andato via da lì, se non fosse stato una testa completamente disabitata.

Su tutto il resto, quoto quanto detto da suo "cuggino" tiratore di striscia. Il mondo della pallacanestro è profondamente cambiato, sia qui che lì.

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A mio avviso con il numero di europei che sono migrati negli States ci sarebbero un bel po' di talentini a stelle strisce disposti a venire in Europa se solo fossero inseriti in squadre stile anni Ottanta e Novanta. non parlo di Garnett o Mc Grady o Iverson. Quelli non arrivavano neppure allora (Mc Adoo, Gershwin e Wilkins arrivarono ad una certa età). Se lo spazio per gli italiani fosse di otto per squadra credo che i costi si abbasserebbero. Di contro se ho solo due scelte americane, il budget per investire su di loro si alzerebbe.

Esempio: ho 10 da diluire su quattro Usa. Se ne prendo uno da 5 sono finito

ho 10 da diluire su due Usa. Ne prendo due da 5 o uno da 4 e uno da 6. E trovo qualità

Madonnina ...mi sono perso anche io in questi discorsi... figurarsi chi mi leggerà :rolleyes:

Il problema non è, secondo me, in questi termini.

Il budget lo si calcola su tutti gli effettivi (facciamo 10 giocatori).

All'epoca di Daye ogni giocatore costava in proporzione al suo valore, sia che fosse USA, sia fosse italiano.

Daye probabilmente costava più degli italiani, ma valeva anche di più.

Oggi ad eccezione di pochissimi giocatori (McIntyre, Boykins) gli USA prendono meno degli italiani. Un buon USA prende quanto Boscagin o Passera.

Se puoi prendere solo due USA dovrai prendere anche due italiani in più, pagandoli più degli americani.

Non a caso la squadra italiana che ha il budget più alto si permette di tenere un USA a far la riserva del play.

Forse aumentando il numero di italiani (e quindi la richiesta) questi abbasseranno le loro pretese economiche?

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Forse aumentando il numero di italiani (e quindi la richiesta) questi abbasseranno le loro pretese economiche?

Credo che questo sia il concetto che farebbe la differenza

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Forse aumentando il numero di italiani (e quindi la richiesta) questi abbasseranno le loro pretese economiche?

Io sono convinto di sì.

Anche perchè i 2 0 3, comunitari o extra, se veramente buoni potrebbero spuntare ingaggi di un cero livello.

Della caterva di stranieri oggi in A1 quanti sono veramente di livello?

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Dico anche la mia.

Secondo me potrebbe accadere il contrario.

Con l'aumento della quota italiani gli italiani "non buoni, non scarsi" (Michelori, Di Bella, Amoroso, Di Giuliomaria, Giachetti, Garri...) diventano giocatori sempre più importanti. Quindi avranno maggiori richieste, quindi potranno chiedere ancora di più.

Inoltre potrebbe esserci un travaso di giocatori da B1/L2 alla A (perché ci si dovrà cautelare con gente che sa giocare invece che 3-4 ventenni) ed è tutta gente che chiama buoni soldi, perché in B1 c'è chi i soldi li prende per davvero.

Di contro potrebbe esserci una radicale diminuzione degli elementi di una squadra che realmente fanno parte delle rotazioni, soprattutto nelle squadre con pochi liquide, cioè se non tutte quasi.

Piuttosto, un primo passo importante da fare sarebbe, come incentivo, detassare i contratti degli italiani invogliando le stesse societa' ad contrattarli.

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Dico anche la mia.

Secondo me potrebbe accadere il contrario.

Con l'aumento della quota italiani gli italiani "non buoni, non scarsi" (Michelori, Di Bella, Amoroso, Di Giuliomaria, Giachetti, Garri...) diventano giocatori sempre più importanti. Quindi avranno maggiori richieste, quindi potranno chiedere ancora di più.

.................

Beh, è sempre stato così: era scontato che Magnifico prendesse più di Zampolini, o Sacchetti più di Tombolato....

Edited by ROOSTERS99
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Beh, è sempre stato così: era scontato che Magnifico prendesse più di Zampolini, o Sacchetti più di Tombolato....

Tra l'altro mi sono sempre chiesto come ..zzo facesse Zampolini a trovare sempre una bomba che mi faceva smadonnare...

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Tra l'altro mi sono sempre chiesto come ..zzo facesse Zampolini a trovare sempre una bomba che mi faceva smadonnare...

Era lo Sven Shultz di quel periodo...

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Senza il collo, però..... :P ...urrendoo !! :lol:

Una volta ho incrociato in una pizzeria Premier, Zampolini e Pessina.... cazzo in tre facevano un collo....

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Una volta ho incrociato in una pizzeria Premier, Zampolini e Pessina.... cazzo in tre facevano un collo....

:lol::lol::lol: ...che tre soggetti !

che cazz' di pizzeria era ??? :o:o:P:lol::lol::lol:

Edited by ROOSTERS99
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:lol::lol::lol: ...che tre soggetti !

che cazz' di pizzeria era ??? :o:o:lol::lol::lol::o

Number One a Sesto San Giovanni, ma io non te l'ho detto

E con loro c'era anche un soggetto che vedevo sempre in panchina con Milano. Aveva un asciugamano la dava ai giocatori che venivano sostituiti ed esultava a ogni canestro. Tutto sommato credo che avesse più voce in capitolo di Governa (e chi si ricorda il basket che stiamo raccontando, ricorderà anche di chi sto parlando :P )

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Number One a Sesto San Giovanni, ma io non te l'ho detto

E con loro c'era anche un soggetto che vedevo sempre in panchina con Milano. Aveva un asciugamano la dava ai giocatori che venivano sostituiti ed esultava a ogni canestro. Tutto sommato credo che avesse più voce in capitolo di Governa (e chi si ricorda il basket che stiamo raccontando, ricorderà anche di chi sto parlando :P )

... baldi? :lol:

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... baldi? :P

No era uno che se ne stava in borghese. Forse il massaggiatore o qualcosa di simile

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Nessuno si ricorda sempre della Scavolini un certo Ron Lee, giocatore dalla velocità straordinaria ma che non la metteva neppure in una vasca da bagno?

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