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  • simon89
    Annuncio a sorpresa in casa Pallacanestro Varese: la società biancorossa ha “chiuso” il reparto lunghi con l’ingaggio di Nate Renfro, pivot americano che nella scorsa stagione ha giocato in Serie A con la maglia del Banco Sardegna Sassari.
    Originario di Tucson, in Arizona (nato l’11 dicembre del ’96), Renfro è alto 2,03 e prima di approdare in Italia con la formazione sarda ha disputato due stagioni nel massimo campionato di Grecia quando – evidentemente – si è messo in luce davanti agli occhi di Ioannis Kastritis che lo ha affrontato da avversario con il Paok Salonicco e con il Peristeri di Atene. 
    Stagioni buone che ne avevano innalzato il valore sul mercato e che avevano acceso su Renfro l’interesse di Sassari dove, tuttavia, l’annata del pivot non è stata particolarmente scintillante (4,2 punti, 2,7 rimbalzi ma 1,4 stoppate in 15,8 minuti di impiego medio a partita). Il pivot “prodotto” dall’università di San Francisco ha però dovuto fare i conti con un infortunio che lo ha tenuto per tre mesi fuori dal campo.
    Il suo arrivo conferma la vocazione “esterna” della squadra di Kastritis per quanto riguarda l’attacco perché Renfro è giocatore con poche soluzioni offensive, ma in grado – il dato delle stoppate è significativo – di dare solidità e quadratura al reparto difensivo e alla protezione dell’area biancorossa. Anche l’esperienza nel basket europeo è senza dubbio un parametro considerato al momento dell’ingaggio.
    Il nuovo arrivato sarà affiancato dal più talentuoso Olivier Nkamhoua, il cui ingaggio diventerà effettivo tra un paio di giorni al termine della Summer League NBA di Las Vegas alla quale sta partecipando senza particolari risultati. Non va poi dimenticato che Varese ha già incasellato nel ruolo di pivot di riserva l’altoatesino Max Ladurner completando così il gruppo-lunghi.
    IL BENVENUTO DEL CLUB
    Tocca a Zach Sogolow, il gm biancorosso, dare il benvenuto al connazionale: «Siamo davvero entusiasti di avere Nate con noi a Varese. Oltre alla sua esperienza europea porta con sé un mix unico di atletismo, energia e versatilità che si adatta allo stile di coach Kastritis e ai nostri obiettivi di squadra. Non vediamo l’ora di vedere Nate al massimo della forma questa stagione, abbracciato dai nostri fantastici tifosi a Masnago!».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Varese punta su Max Abmas come potenziale bomber per sostituire Jaylen Hands. Offerta sul piatto per il 24enne esterno nativo di Dallas, che ha nel suo pàlmarés un titolo da capocannoniere della NCAA. Un "bombardino" con taglia limitata (180 centimetri per 75 chili) ma grandi doti realizzative, con 3132 punti segnati in 157 gare universitarie: ottavo marcatore di tutti i tempi entrando in un club ristrettissimo (solo 12 giocatori sopra i 3000 punti, solo altri due –uno dei quali è Kee- Kee Clark, visto a Varese nel 2013/14 – sopra 3000 punti e 500 assist).
    Guardia con statura da playmaker, il giocatore del 2001 è un realizzatore provetto che gioca tanto con la palla in mano: l'indole è da guardia pur con la statura del playmaker, in questo ricorda molto un ex biancorosso del passato recente come Marcus Keene, mitragliere sotto i 180 centimetri che fu l'uomo salvezza del primo anno da a.d. di Luis Scola nel 2021/22. Abmas ha disputato 4 stagioni universitarie ad Oral Roberts University, risultando il miglior marcatore a livello nazionale della stagione 2020/21 chiusa a 24,4 punti di media in una squadra capace di arrivare agli ottavi di finale del tabellone nazionale grazie alle sue imprese balistiche. Dopo 4 stagioni da leader all'università cattolica con sede a Tulsa nell'Oklahoma – due volte miglior giocatore della sua Conference e MVP del torneo finale vinto dalla sua squadra - Abmas ha terminato la carriera NCAA tornando a casa in Texas per l'omonima università con sede ad Austin: 20,0 punti e 3,4 assist col 38% da 3 su oltre 8 tentativi a partita dall'arco le cifre finali nel college basket.
    Laureato in matematica, aggiungendo anche una onoreficienza scolastica come l'Academic All-American attribuita ai migliori studenti-atleti (oltre alla laurea in matematica conseguita ad Oral Roberts ha sostenuto anche un Master in comunicazione). Dopo la tappa ad aprile 2024 al Portsmouth Invitational Tournament dove si sono messi in vetrina i 56 migliori laureati della sua classe anagrafica, nell'estate scorsa ha giocato la Summer League di Las Vegas con gli Utah Jazz, firmando un contratto a termine per il camp prestagionale; tagliato l'8 ottobre, ha esordito nel basket senior nella squadra satellite in G-League della franchigia del Nevada, totalizzando 14,1 punti e 4,8 assist di media con un record di 34 punti in una serata da 10/18 da 3.
    Varese ne gradisce le qualità realizzative e la leadership a tutto campo; la sua proposta formale è stata recapitata qualche giorno fa, e la risposta dovrebbe arrivare nel giro di 24-48 ore. Ma Abmas si farà convincere? Il club biancorosso pare confidare in una possibile fumata bianca, ma ci sono tanti fattori da considerare. Il primo è l'opzione Summer League: il 24enne esterno ha ricevuto l'invito dagli Utah Jazz per scendere in campo a Las Vegas. Per il mix di taglia fisica e dinamicità – buon atleta ma i punti arrivano più di tecnica che di gambe - sembra difficile che Abmas possa trovare spazio NBA in tempi rapidi, mentre il suo stile di gioco sembra più adatto al basket europeo. Ma come ogni americano il sogno di giocare tra i professionisti è la priorità assoluta, e non è semplice abbandonarlo per spostarsi sulla "nostra" sponda dell'Oceano Atlantico. Non è da escludere che l'OJM possa giocare nuovamente la carta del contratto con escape in caso di offerta NBA garantita, come già accaduto nel caso Nkamhoua. Al 24enne esterno texano Kastritis offrirebbe il ruolo di terminale principe nel quale ha saputo esaltarsi ai tempi del college; sarebbe poi compito degli uomini-mercato abbinare Abmas con un playmaker dalla taglia fisica importante che possa eventualmente garantire duttilità difensiva rispetto ad una guardia con taglia da regista.

    Di sicuro non fa paura l'eventuale status da debuttante in Europa del mitragliere di classe 2001: il vincolo dell'esperienza rimane sul ruolo di pivot titolare, cercato solo tra chi ha già disputato almeno una stagione nel "Vecchio Continente", come nel caso di Nkamhoua. In casa biancorossa c'è cauto ottimismo con possibilità di fumata bianca superiori al 50%; a breve si attendono riscontri in un senso o nell'altro.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Primo ingresso sul mercato straniero per la Openjobmetis: nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 giugno la società biancorossa ha raggiunto l’accordo con Olivier Nkamhoua, 25enne ala forte di passaporto finlandese che nell’ultima stagione ha giocato in Germania con i Niners Chemnitz.
    Operazione tenuta coperta fino all’ultimo momento quella della Pallacanestro Varese che, però, ha confermato la volontà – indicata da Ioannis Kastritis – di inserire un giocatore con caratteristiche più classiche da “ala forte” rispetto alle ali “adattate” delle ultime stagioni come Jaron Johnson o Gabe Brown. Il suo contratto ha un “asterisco” (confermato dalla società) nel senso che è stata inserita una clausola d’uscita entro il 22 luglio valida solo nel caso che il giocatore trovi un contratto garantito (quindi un annuale) con una squadra NBA. La data è quella di fine Summer League dove l’ala sarà in campo.
    Nkamhoua è infatti giocatore abbastanza stazzato (2,03 per oltre 100 chili), in grado di giocare vicino a canestro e di dare un contributo su entrambi i lati del campo. Nato a Helsinki da padre camerunense e madre finlandese il neo-biancorosso (che ha anche sangue scozzese nelle vene) si è formato sotto canestro negli USA. Prima ha studiato nel Maryland al liceo, poi è andato in NCAA a Tennesee completando poi il percorso alla mitica University of Michigan.
    Prima di esordire in Europa, la scorsa stagione, con Chemnitz Nkamhoua ha disputato anche la Summer League con i Portland Trail Blazers (senza essere stato scelto al draft). Con i tedeschi che due anni fa vinsero la Fiba Europe Cup e affrontarono anche la Itelyum, l’ala finlandese ha fatto segnare buone cifre: 9,9 punti e 4,7 rimbalzi in campionato, 15 punti e 4,7 rimbalzi in Fiba Cup dove è risultato efficace anche nel tiro da 3 punti. Nelle quattro partite disputate durante le qualificazioni agli Europei 2025 con la Finlandia (due contro la Georgia, una con Serbia e Danimarca), Nkamhoua ha segnato 19 punti di media con il 57% da 2, il 41% da 3 e 6,3 rimbalzi.
    Nella scacchiera di Kastritis quindi, Nkamhoua va a posizionarsi tra Alviti e il pivot, occupando così la seconda “casella” del quintetto base, anche se è possibile che il finlandese possa dare anche qualche minuto da centro, in una formazione più leggera. Una “presa” di sicuro interesse perché l’ex Michigan aveva mosso l’interesse anche di squadre che partecipano alle coppe principali; inoltre la sua nazionalità consente a Varese di non spendere alcun visto per extracomunitari, uno dei problemi emersi lo scorso anno quando l’acquisto continuo di “americani veri” aveva poi fatto ristagnare il mercato nel momento più complicato.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    A margine della conferenza stampa di Matteo Librizzi, i due general manager biancorossi Zach Sogolow e Max Horowitz hanno fatto il punto sulla situazione della squadra, quasi al completo per quanto riguarda il parco italiani ma tutta da costruire a livello di stranieri.
    Anche perché – era scontato ma ora diviene ufficiale – i due americani sotto contratto sono stati esclusi dalla rosa futura. Con Jordan Harris l’accordo in uscita è già raggiunto con un piccolo buyout, con Justin Gray è in ballo la trattativa con gli agenti che andrà in porto, si spera, a breve.
    I due dirigenti tracciano l’identikit del quinto italiano, considerando come confermato Davide Alviti che, secondo Horowitz, ha altissime possibilità di rimanere anche se di comune accordo si attenderà il 30 giugno per avere la certezza. «Se terremo Alviti, il quinto italiano sarà un giocatore di prospettiva, un talento a basso costo che può avere la possibilità di crescere».
    Tramontata in via definitiva la possibilità di arrivare a Giordano Bortolani, in procinto di firmare a Cantù (anche Trento non ha affondato il colpo), la Openjobmetis dedicherà risorse e tempo al mercato americano per lo spot di guardia titolare (la scelta – ci permettiamo di dire – migliore ndr).
    Riguardo alla recente polemica dovuta ai cori anti-varesini di Leonardo Okeke, i general manager dribblano le polemiche: «Prima di tutto crediamo che la presenza di Cantù sia una cosa positiva sia perché riaccende una sfida sentita per noi, sia perché rafforza tutta la Lega. Su Okeke non diciamo niente ma, viste le scuse sui social, pensiamo che la loro società sia intervenuta presso il giocatore».
    Per quanto riguarda la FIBA Europe Cup, l’adesione di Sassari complica le possibilità di Varese che sarebbe, comunque, disposta a disputare il girone preliminare in programma nell’ultimo fine settimana di settembre. «Confermiamo di avere inoltrato la documentazione, per ora abbiamo avuto una risposta simile allo scorso anno ma, come sapete, la cosa poi non era andata in porto. Sassari e Reggio Emilia (che farà la Champions ma potrebbe partecipare alla FEC in caso di mancata qualificazione) non ci aiutano ma Luis è in contatto costante. Possiamo solo attendere».

  • simon89
    Sarà Maximilian Ladurner il primo acquisto dell’estate biancorossa. L’Openjobmetis è ai dettagli per ingaggiare il suo pivot di riserva: accordo triennale, sia pure con uscite precedenti alla scadenza finale 2028, con il 24enne centro altoatesino prodotto delle giovanili di Trento.
    L’ESPERIENZA AZZURRA
    Il lungo di 207 centimetri per 98 chili ha vestito la maglia azzurra nelle Nazionali giovanili tra Europei Under 18 ed Under 20: per il giocatore del 2001, che rientra tra gli italiani per la classifica dei minuti Under 26 con relativa premialità, si tratta di un ritorno in serie A dopo due stagioni in A2 tra Cento e Torino (5,2 punti e 3,0 rimbalzi nel 2024/25, allenato nel finale di stagione dall’ex coach biancorosso Paolo Moretti). Meno verticale ma più esperto ed affidabile rispetto all’alternativa Dut Mabor, col quale però i problemi burocratici relativi al visto per il tesseramento non extracomunitario sono risultati insormontabili, Ladurner ricoprirà il ruolo di cambio del pivot straniero, considerando che l’ala forte straniera in fase di individuazione dovrà a sua volta garantire minuti anche da pivot.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    In attesa delle entrate italiane, l’Openjobmetis è pronta ad una uscita. Ethan Esposito è pronto a lasciare le Prealpi per accasarsi in serie A2 a Brindisi: come anticipato nei giorni scorsi dalle colonne di Prealpina, il 26enne lungo italo-americano era offerto dalla sua agenzia in virtù degli spazi limitati nelle rotazioni delal Varese che verrà. Con il sì di Elisèe Assui alla permanenza in biancorosso, e quello probabilissimo – escape al 30 giugno permettendo – di Davide Alviti, il giocatore prelevato da Verona a fine marzo avrebbe avuto minutaggio troppo ridotto rispetto al contratto da giocatore vero stipulato al momento dell’arrivo dall’A2 della Tezenis.
    Ora Esposito ha l’accordo con Brindisi che rileverà il suo contratto 2025/26, e sta discutendo con l’OJM i termini della risoluzione del contratto in funzione dell’escape a favore del club per la stagione 2026/27. Di fatto il ruolo dell’italo-americano nella Varese in costruzione sarebbe stato molto inferiore al suo costo; per questo si è andati nella direzione di un divorzio. Parafrasando il gergo economico per la gestione del magazzino, si può dire “Last in, First out”: Esposito è stato l’ultimo italiano ad arrivare a Varese lo scorso 27 marzo, e il primo ad uscire nella stagione 2025/26.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Dell’Est Europa sì, ma di nascita e formazione americana: un perfetto mix tra la “tradizione recente” che porta a ricercare giocatori di formazione USA e il desiderio di molti tifosi che si augurano un ritorno da parte della Openjobmetis sul mercato continentale.
    L’ala sul taccuino dei dirigenti biancorossi cui avevano accennato nell’articolo su Elisee Assui é infatti Luke Petrasek, 30 anni il prossimo 17 agosto, in forza ai polacchi dell’Anwil Wloclawek con cui ha vinto una Fiba Europe Cup nel 2023.
    Petrasek è giocatore di stazza – 2 metri e 08 – ed è un’ala dotata di tiro ma anche in grado di giocare vicino a canestro. Nato nello Stato di New York – il nonno (Connie Simmons) fu un giocatore dei Knicks negli anni Cinquanta – ha giocato in NCAA a Columbia University ma nel basket “pro” ha calcato i parquet europei. Prima in Germania a Giessen, poi in Russia a Novgorod, infine in Polonia: con la maglia di Wloclavek – una delle società di maggiore tradizione – ha vestito anche la divisa della Nazionale in occasione delle qualificazioni agli Europei 2025.
    Nel campionato polacco Petrasek ha segnato 11,7 punti in 27′ di impiego con 4,9 rimbalzi a partita e un interessate 41,7% da 3 a conferma delle sue qualità balistiche. Nei dati ci sono anche 0,82 stoppate per match: vanno rapportate ovviamente al modo di stare in campo e in difesa ma anche questo numero è positivo. Varese ha intavolato la trattativa da alcuni giorni, vedremo se tra le parti arriverà un accordo che – cosa non indifferente – non andrebbe a incidere sul numero di visti a disposizione del club visto il passaporto comunitario dell’ala.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Elisee Assui è vicinissimo a dire “sì” alla Openjobmetis. L’ala nata proprio a Varese il 3 gennaio 2006 e cresciuta nel settore giovanile biancorosso sembra aver preso la strada… di casa. Quella cioè di dare continuità al percorso in Serie A sotto la guida di Ioannis Kastritis rispetto al salto oltreoceano per giocare in NCAA.
    Una scelta – quella a stelle e strisce – che “Big Eli” potrà magari effettuare l’anno prossimo, dopo aver messo nuova e solida esperienza nel massimo campionato tricolore dove negli ultimi mesi si è ritagliato uno spazio reale all’interno delle rotazioni del tecnico greco. Kastritis non ha avuto remore a mettere Assui in quintetto base, sfruttando le sue qualità tecniche e il suo fisico inconsueto che gli permette di reggere in difesa su diversi ruoli risultando spesso decisivo nel consolidare la retroguardia. Il suo tabellino stagionale parla di 3,8 punti a partita in 13,4 minuti con il 41,3% dall’arco e 1,4 rimbalzi. Con Kastritis però lo score passa a 5 punti in 22,5 minuti a conferma della fiducia riposta in lui (anche da Luis Scola che da anni ha intuito il suo potenziale).
    La certezza di rivedere Elisee in biancorosso non c’è ancora ma le ultime voci provenienti da Masnago parlano di una decisione quasi presa. Tra la Pallacanestro Varese e Assui – ricordiamo – è in essere un contratto quinquennale stipulato nell’estate 2024, il primo da professionista per il ragazzo che proviene dalla zona di viale Europa: la scelta dell’NCAA avrebbe portato denaro fresco nelle casse biancorosse che, però, non è più importante della continuità tecnica.
    E comunque la permanenza del numero 24 (che sta per trascorrere l’estate con la Nazionale Under 20) sarebbe ugualmente un buon investimento anche dal lato finanziario perché i suoi minuti concorrono in modo rilevante alla rincorsa dei premi in denaro stanziati dalla Federazione per le squadre che schierano i giocatori italiani under 23 e under 26.
    Se tutto ciò venisse confermato, lo scacchiere italiano della Openjobmetis sarebbe quasi completo con Librizzi alle spalle delle due guardie titolari con molti minuti a disposizione, con Alviti titolare in ala piccola ed Assui subito dietro e con Esposito pronto a uscire dalla panchina dietro a un’ala che potrebbe provenire dal mercato dell’Est Europa. La quinta “carta azzurra” sarebbe quindi per il pivot di riserva salvo sorprese dalla trattativa con Giordano Bortolani, guardia in uscita da Milano che però ha gli occhi addosso di tre quarti di Serie A.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Varese riprova la carta Andrea Dut Mabor Biar come possibile pivot di riserva dietro a uno straniero esperto di Europa. Un lungagnone grezzo ma dall’intrigante potenziale sul quale investire a medio termine. Il 23enne atleta di 218 centimetri per 110 chili sarebbe in cima alla lista dei papabili per il ruolo di “cambio del 5”, casella da riempire con un italiano. Di formazione tecnica e non di nascita, nel caso specifico, ma il lunghissimo giocatore africano è a tutti gli effetti italiano di scuola cestistica.
    PROFILO DIFENSIVO E MARGINI DI CRESCITA
    Si tratta di un atleta dal profilo spiccatamente difensivo, con esperienza di gioco ancora relativa ma buona mobilità per la stazza. Una specie di “Kao”, meno esplosivo in verticale e più stazzato, che Varese segue da qualche anno perché pallino di Luis Scola secondo le logiche del player development: il “telaio” da sviluppare è notevole, la curiosità di scoprirne i margini potrebbe valere una proposta contrattuale pluriennale. Già nel 2023 Dut Mabor era profilo seguito nell’ipotesi di un “parcheggio” in B Interregionale al Campus allenandosi con la serie A. Poi arrivò Napoli con un contratto pluriennale da professionista; in maglia Ge.Vi. ha vinto la Coppa Italia 2024, ritagliandosi spazi sporadici (165 minuti totali in 41 ingressi in campo). E dopo un 2024/25 con meno minuti della stagione 2023/24, il club campano ha esercitato l’escape per chiudere anzitempo il rapporto. Ora Varese ci pensa seriamente, per un ruolo da quarto lungo che nella migliore delle ipotesi possa garantire 8-10 minuti di media dietro il pivot straniero e un’ala forte (preferibilmente europea: i visti finiti al 6 novembre 2024 hanno fatto scuola?) che possa giocare anche da numero 5.
    Giuseppe Sciascia

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