Jump to content

VareseFansBasketNews


  • simon89
    Il ruggito della Leonessa manda ancora al tappeto l'Openjobmetis. Terzo stop in fila per la formazione di Attilio Caja, che si arrende di fronte ad una Germani reattiva e graffiarne pur senza Luca Vitali. Varese gioca una gara dai due volti, pagando a caro prezzo un secondo quarto povero di lucidità prima ancora che di qualità balistiche.
    L'abbrivio positivo frustrato dal clangore dei ferri del PalaLeonessa impedisce ai biancorossi di raccogliere i frutti di un approccio efficace. E a suon di errori su errori dall'arco (terribile 6/25 al tiro a metà gara), l'OJM deraglia dai binari del control-game obbligatorio per non esaltare un'avversaria priva di un play di ruolo ma grondante vigore atletico nei moli perimetrali.
    Varese va sotto di brutto subendo la fisicità degli esterni della Germani, con Moss regista occulto e Abass stoccatore di forza: con Cain messo k.o. dai falli (4 a fine secondo quarto; arbitraggio spesso fuori controllo, e Caj a a fine gara non le manda a due...) l'attacco ospite non capitalizza mai i vantaggi fisici contro l'esperienza dei vari Zerini e Sacchetti (36% da 2 contro il 62% dei padroni di casa e 30 tiri da 2 contro 39 triple).
    Solo dopo il meno 20 del 24' la formazione biancorossa adegua il livello di fisicità al clima agonistico in campo, e macinando le sue geometrie a ritmi più adatti alle sue abitudini riapre clamorosamente il match grazie allo scatenato Tommy Scrubb (11/18 al tiro e 8 rimbalzi). Ma il canadese è una voce nel deserto di un attacco che come contro Pistoia e Bologna costruisce tanto ma converte poco: l'unico a dar manforte al mancino del 1991 è Nicola Natali, anima della rimonta della ripresa.
    Ma per la terza volta di fila alla manovra OJM manca all'appello il fatturato di Moore e Avramovic: il play tesse trame efficaci (8 assist) ma colleziona ferri e nel finale non convince, il mancino serbo gira nuovamente a vuoto finendo troppe volte irretito nei viluppi a centroarea. E ad acuire il problema della produzione delle guardie, anche Salumu si unisce alla collezione di errori dal perimetro (7/28 complessivo per il pacchetto esterni).
    Il momento di flessione dei due titolari e le difficoltà di adattarsi al doppio salto (prima volta da straniero e prima volta dalla panchina) da parte del belga è il fattore chiave delle difficoltà di Varese in un campionato nel quale però molte squadre in affanno o in ritardo nel girone d'andata hanno modificato l'organico o trovato in corsa equilibri migliori. Ora le avversarie stanno crescendo, e Brescia ne è un esempio eloquente, mentre il team di Caja sta segnando il passo per un mix di calo fisico e mentale.
    La rimonta finale dimostra che i biancorossi hanno ancora piena fiducia nel sistema, e i 4 punti di vantaggio sul nono posto rimangono un tesoretto sul quale fare affidamento. Ora tappa mercoledì a Larnaca, ma la doppietta casalinga campionato-FIBA Cup contro Sassari diventa un test importante...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja non si preoccupa in vista di un girone di ritorno in salita per la sua Openjobmetis, con 7 gare casalinghe e 8 trasferte delle quali 3 - Brescia,
    Trento e Trieste - nelle prime 4 partite. Il tesoretto accumulato nella prima metà della stagione dà fiducia al coach pavese: «I punti conquistati nel girone d'andata non ce li porterà via nessuno, e dall'alto della sicurezza garantita dai 18 punti acquisiti continueremo a lavorare per migliorare. C'è la consapevolezza che nell'arco di una stagione possono esserci periodi di forma migliore o leggermente meno brillante; nelle ultime due gare non abbiamo segnato da fuori, ma abbiamo perso solo per canestri incredibili di Dominique Johnson e il 65% da 3 di Bologna».
    Partendo dalla parte destra della classifica, chiudere quinti al giro di boa è un gran risultato? 
    «Essere davanti a tante squadre, come la stessa Virtus, che partivano sulla carta davanti a noi ci rende contenti. Il nostro obiettivo di partenza era la salvezza tranquilla, il quinto posto con la Coppa Italia significa che abbiamo fatto più del previsto. Dunque per definizione, anche se dovessimo rientrare nei ranghi, sarebbe la normalità. Restiamo una buona squadra con pregi e qualche lacuna, lavoriamo sempre per esaltare i primi e nascondere le seconde». 
    Quali spunti positivi le ha dato la gara contro Bologna?
    «La solidità di un gruppo si misura nelle difficoltà, e in questo senso la sconfitta di domenica ha dato indicazioni positive. Potevamo crollare a meno 20 e invece abbiamo giocato fino alla fine, dimostrando la scorza dura della squadra che non si è disunita continuando a macinare il suo sistema. Giocare contro chi ha più qualità di te obbliga a ridurre al minimo il numero degli errori per avere chances; poi se gli avversari danno il 100 per cento diventa difficile vincere anche se fai il massimo»
    Quali margini di crescita può avere la sua OJM?
    Le risposte di Salumu, Tambone e Natali contro Bologna sono state molto soddisfacenti; per il belga è stata la miglior prova stagionale, Matteo e Nicola
    hanno dato conferme importanti. Iannuzzi lo vedo lavorare e so che può dare molto; il suo è un ruolo difficile perchè dietro Cain è complicato trovare minuti, ma è cresciuto tanto mettendoci tanta applicazione per entrare nel nostro sistema di gioco. Aggiungendo anche un Ferrero da recuperare, i nostri margini di crescita sono legati alla conferma della panchina sui livelli di domenica, perchè il quintetto all'andata ha fatto davvero benissimo».
    Nelle prossime 4 settimane l'OJM è attesa da un ciclo di impegni decisivi su tutti e 3 i fronti... 
    «Giocheremo 8 volte tra campionato, FIBA Cup e Coppa Italia; sono certo che ci faremo trovare pronti per giocare al meglio delle nostre possibilità. E' una colpa perdere se non sei pronto o non giochi al 100 per cento; noi combatteremo come abbiamo sempre fatto, dicendo bravi agli avversari qualora faranno ancora meglio di noi come accaduto domenica contro Bologna».

    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Andrea Conti fa eco ad Attilio Caja nel tributare complimenti ed applausi all’Openjobmetis nel consuntivo finale del girone di andata. Le ultime due sconfitte con Pistoia e Bologna non offuscano il giudizio altamente positivo del g.m. biancorosso per il ritorno alle Final Eight dopo 6 anni: «Abbiamo disputato un girone di andata veramente egregio: tenendo conto del potenziale tecnico ed economico abbiamo espresso un’ottima pallacanestro con la forte identità impostata dal nostro coach. I 18 punti raccolti testimoniano della qualità del lavoro svolto e la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia rappresentano il meritato premio per i ragazzi e il club».
    Una Varese operaia capace di fare meglio finora di tante avversarie più quotate.
    «Il marchio di fabbrica della solidità difensiva e della coralità in attacco proviene dalla chimica tra i giocatori: tra loro si percepisce molta armonia, questo stile di gioco che ci portiamo appresso da inizio stagione sarà la nostra certezza anche nel girone di ritorno. Che sarà certamente molto complicato: ognuno giocherà alla morte per un obiettivo ben delineato, tante squadre si stanno rinforzando e gli equilibri del campionato possono cambiare. Ne è l’esempio Bologna: se saranno sempre quelli di domenica potrebbero mettere i bastoni tra le ruote alla stessa Milano».
    Il quinto posto a metà del cammino modifica gli obiettivi stagionali?
    «L’obiettivo iniziale era la salvezza tranquilla, e per quello siamo ampiamente in linea. È chiaro che, guardando la classifica, l’appetito vien mangiando, e l’impianto di gioco sostanzioso costruito da Attilio Caja resta il punto di riferimento col quale proseguire il cammino. Però è necessario mantenere l’attuale forma fisica e mentale e in ogni caso dipenderà molto dalle condizioni delle avversarie: la stessa Bologna due settimane fa con Martin infortunato e senza Moreira era un’altra squadra».
    Difesa, coralità e impegno sono certezze. L’unica variabile dipendente sono le percentuali di tiro?
    «Il sistema dà garanzie di rendimento in termini di solidità, poi sul piano offensivo sei legato alle medie al tiro. Nelle ultime uscite Avramovic è stato sottotono e lo stesso Moore ha segnato poco da fuori; capitano momenti di flessione e sono certo che torneranno ad alto livello. Di certo i giocatori della rosa sono perfetti per la filosofia di questa squadra e interpretano al meglio le idee del coach; questo ci dà tranquillità e consapevolezza di avere un’identità forte».
    La seconda metà del campionato partirà domenica a Brescia, come vede il match?
    «Partita difficile contro una squadra che ha aggiunto un elemento di alto livello come Cunningham. Lui e Hamilton sono giocatori dal grandissimo talento offensivo, supportati da una batteria di italiani importanti anche senza l’infortunato Vitali. Nelle prime 4 gare del ritorno avremo un avvio complicato con tre trasferte dure tra Brescia, Trento e Trieste più il match casalingo contro una big come Sassari».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis s'inchina allo show balistico di Bologna. Colpo esterno a suon di triple per la Segafredo che sbanca Masnago con un clamoroso 11/17 da 3, compreso un micidiale poker a cavallo fra terzo e quarto periodo per cancellare l'unico sorpasso biancorosso. Niente ciliegina sulla torta per il girone d'andata da grande della truppa di Attilio Caja, piegata da una Virtus tonificata dal rientro di Martin e dal debutto di Moreira che ha mostrato ben altro spessore rispetto ai due mesi precedenti con l'ala ex Cremona ai box e in attesa del pivot angolano.
    Varese ha subito solo in avvio la fiammata iniziale di M'Baye (15 nel primo quarto), poi ha giocato la solita partita casalinga ricca di ardore agonistico ed energia. Ma il maggior volume di gioco raggranellato dai biancorossi (37-32 a rimbalzo, solo 8 perse e 12 tiri in più dal campo) non è stato monetizzato a tabellone da una serata povera di qualità balistica. Il 27% finale da 3 stride ancor di più se paragonato all'irreale 65% degli ospiti: l'OJM non ha raccolto in termini di bottino tutti gli encomiabili sforzi prodotti per cancellare la partenza ad handicap, mentre Bologna ha avuto il merito di ricacciare ripetutamente indietro Varese con dardi velenosi nei momenti chiave.
    La compagine di Caja ce l'ha messa tutta, ma la qualità della prova della Segafredo è stata superiore; perciò il tecnico pavese ha comunque plaudito agli sforzi profusi dai suoi in una serata nella quale i padroni di casa hanno commesso errori di misura e non di concetto. Certo, sono mancate anche stavolta le conclusioni dal perimetro di Moore e le incursioni al ferro di Avramovic (4/21 in due), sia pur parzialmente sopperite dalle fiammate dalla panchina di Tambone e Salumu (24 punti dal secondo quintetto per i biancorossi).
    Ma i 28 minuti col coltello tra i denti disputati da Varese per cancellare il meno 12 dei primi 12', figli dei 34 punti subiti in avvio, meritano comunque il plauso dell'Enerxenia Arena. La Virtus di ieri è squadra da finale scudetto, Cain e soci hanno lottato sino in fondo per contenderle due punti e hanno dovuto alzare bandiera bianca solo di fronte ad una serie di magie dall'arco. Più di così non si poteva fare se i meccanismi corali dell'attacco di casa non sono stati finalizzati in maniera efficace dall'arco: il sistema Caja garantisce solidità, impegno e continuità nell'azione sui due lati del campo. Ed i complimenti a fine gara del tecnico pavese dimostrano che la sconfitta non è un dramma se si dà tutto contro avversari fatati dal perimetro, mentre all'appello mancano quelle triple costruite dal sistema che rappresentano la variabile dipendente di ogni partita per far quadrare i conti.
    Così l'OJM, anziché chiudere terza e vivere un nuovo capitolo della sfida infinita con Sassari, termina quinta l'andata incrociando Cremona in Coppa Italia. Ora una settimana di lavoro per rifare la "convergenza" al mirino e reinserire Ferrero. Poi le sfide contro Brescia e Sassari per provare a ripartire di slancio.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Partita, quella giocata questa sera per chiudere il girone d’andata a Masnago, che vede uscire vincitrice la squadra che ha meritato nettamente i 2 punti grazie ad una prestazione altisonante avvalorata da percentuali al tiro mirabolanti e che per i padroni di casa risulta come uno scontro frontale. Varese, pur lottando e cercando di rientrare dopo il massimo vantaggio felsineo che aveva raggiunto anche i 14 punti, riesce anche a mettere la testa avanti di 2 ma poi paga lo sforzo profuso e alla lunga Bologna riallunga e chiude i giochi portando a casa la vittoria e la consapevolezza di poter ambire a qualcosa di importante. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6 : come ormai ci ha abituato, rimane gravato molto presto di 3 falli anche perché uno scatenato M’Baye lo attacca e spesso lo sovrasta. Pian piano però entra in partita e inizia a carburare. Nonostante la spada di Damocle sulla testa delle 3 penalità diventa estremamente efficace sia in attacco che difensivamente dove rifila anche 3 stoppate ma alla lunga si deve arrendere. INTIMIDATORE
    Avramovic 5,5 : è entrato in un loop negativo dal quale non sembra riuscire a trovare l’uscita; forse stasera ulteriormente sotto pressione vista la presenza del coach della sua nazionale Sasha Djordjevic. In una sera dove non sparacchia dalla lunga sono le percentuali da 2 che descrivono la sua prestazione poco felice, con 2 su 10 con tiri relativamente comodi difficilmente porti a casa partite tirate come questa. UNDER PRESSURE
    Gatto N.E.
    Iannuzzi S.V.
    Natali 6,5 : altra buona prestazione per il toscano di Montecatini che anche lui come Archie viene subito penalizzato da 3 falli ma poi sembra sciogliersi trovando ottime soluzioni di tiro e difendendo sempre col coltello tra i denti. Testimoniano la sua prova positiva il +9 di plus/minus. PUNGENTE
    Salumu 6,5 : prestazione sicuramente positiva quella del belga che lentamente, grazie alla sua stazza, riesce a far valere le sue qualità fisiche anche contro avversari tosti e una volta trovato ritmo sa rendersi pericoloso ed efficace anche in attacco. WORK IN PROGRESS
    Scrubb 7 : sempre pronto a graffiare e a partire in contropiede sul pezzo forte, l’anticipo chiuso dalla schiacciata, scena vista a più riprese anche stasera e che ha cercato di donare energia ed entusiasmo a compagni e tifosi. Qualche conclusione da fuori presa con ampio spazio però doveva essere messa a segno e anche in post meno preciso del solito. TENTACOLARE
    Verri N.E.
    Tambone 7 : è proprio Matteo che da il la al tentativo di recupero dei padroni di casa dopo un primo ingresso in campo abbastanza anonimo; nel secondo tempo ha tutto un altro piglio e riesce sia a dettare i tempi in maniera ottimale che a rendersi efficace in fase realizzativa e la sua stazza lo aiutano anche nel contenere le incursioni di Taylor. Forse andava premiato concedendogli più minuti in campo. SACRIFICATO
    Cain 6,5 : le garanzie di Tyler non vengono meno nemmeno questa sera anche se l’arrivo all’ultimo secondo di Moreira nelle file delle V nere gli rendono la vita particolarmente complicata. Chiude con l’ennesima doppia doppia ma la concessione di qualche rimbalzo offensivo agli avversari alla fine fa la differenza. Ma con un utilizzo di 38 minuti ci sta che abbia avuto un calo fisico nell’arco dell’incontro. STACANOVISTA
    Ferrero N.E.
     
    Moore 4,5 : questa sera Ronny purtroppo porta a casa la palma del peggiore in campo; non riesce mai a contenere le incursioni dei piccoli avversari, al tiro è particolarmente impreciso, in regia fatica ad innescare i suoi compagni, insomma una serata no su tutti i fronti. CALIMERO
     

  • simon89
    L'Openjobmetis riprende la corsa in Europa. La compagine di Attilio Caja espugna il campo del Groningen sfoggiando nuovamente la sua difesa di granito e ipoteca virtualmente la qualificazione al terzo turno di FIBA Europe Cup: i biancorossi potrebbero già accedere aritmeticamente al tabellone degli ottavi battendo Larnaca fra due settimane.
    Vittoria costruita col solito mix di applicazione in retroguardia e coralità offensiva, controllando il ritmo per non esaltare le folate degli olandesi e togliere fluidità nei momenti chiave (15 perse per il Donar), nascondendo una prova alterna in fase offensiva a dispetto del positivo 12/30 da 3. Varese viaggia a strappi in un'altra serata opaca di Avramovic (3/11 in 23'),incartandosi spesso nel tentativo di sfruttare i mis match interni dopo l'espulsione per doppio antisportivo al 16' del pivot di casa Koenis. Nell'andamento sinusoidale di una gaia ricca di alti e bassi, l'OJM sfrutta però i momenti di grazia di diversi singoli.
    Il primo break lo firmano due dardi di Nicola Natali (15-22 al 13' dopo il 13-10 del 9'), poi quando Varese va in panne da fuori pagando la virgola a metà gara di Avramovic ci pensa Ronnie Moore a rompere il digiuno dal perimetro con 3 triple negli ultimi 3' del primo tempo che ricuciono dal 31-25 del 16' al 35 pari di metà gara. Il momento migliore dei biancorossi arriva in avvio di ripresa, con una fiammata di Archie che propizia un 3-14 iniziale apparentemente risolutivo. Massimo vantaggio ospite il 40-52 del 25', poi tre minuti di follia costano un 12-0 Donar firmato da Sitton, ma nel finale di tempo un guizzo di Salumu rida l'abbrivio all'OJM (52-57 al 30').
    Nuovo passaggio a vuoto in avvio di quarto periodo e ultimo vantaggio olandese sul 60-59 del 35'; provvidenziali una tripla di Archie e due giocate di rapina di Scrubb per il decisivo 0-7 che vale il 60-66 del 36'. Nel finale la difesa di Varese non lascia più spazi a Groningen e il 62-70 del 38' filmato da un prezioso Tambone archivia la pratica; una prova non brillante ma sostanziosa che garantisce alla truppa di Caja il miglior abbrivio verso il big match di domenica contro la Virtus Bologna.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis cerca riscatto immediato in Olanda dopo il passo falso di Pistoia. Stasera a Groningen (palla a due alle ore 19.30; diretta sul canale Youtube della FIBA) la compagine di Attilio Caja proverà a chiudere il discorso qualificazione agli ottavi di finale della FIBA Europe Cup sul campo del combattivo Donar.
    POSTA PESANTE IN PALIO - Gli olandesi, semifinalisti dell'edizione passata, si giocano tantissimo dopo aver perso in casa all'esordio contro Sassari; Varese ha margine di errore dopo il raid prenatalizio al PalaSerradimigni, ma un eventuale colpo biancorosso alla MartiniPlaza (l'arena da 4.350 posti per la quale è annunciato il tutto esaurito, compresi i 15 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi) archivierebbe virtualmente il passaggio al turno successivo della competizione per i biancorossi.
    IL SENSO DEL MATCH - Per Andrea Conti si tratta di una verifica importante dopo la sconfitta di Pistoia: la terza trasferta consecutiva dopo quella brillante di Pesaro e la tappa infausta in Toscana rappresenterà un bel banco di prova in vista del ritorno all'Enerxenia Arena per la sfida di domenica contro la Virtus Bologna. «Ci aspetta una partita importante, l'obiettivo è mettere in ghiaccio la qualificazione su un campo comunque difficile che si annuncia caldo - afferma il d.g. di Varese -. Un test interessante dopo la partita di domenica contro una squadra competitiva concentrata sull'impegno europeo; dovremo ritrovare l'intensità della nostra difesa, contenendo l'atletismo che il Donar sa esprimere in casa».
    TORNA FERRERO? - Il match di stasera dovrebbe essere l'occasione per rivedere in campo Giancarlo Ferrero, assente dal 26 novembre per un problema ai flessori della gamba destra. Il capitano biancorosso è ormai rientrato in gruppo da qualche giorno, ieri si è allenato regolarmente nella seduta serale svolta a Groningen e coach Caja potrebbe metterlo alla prova per reinserirlo nelle rotazioni. Occasione importante anche per Jean Salumu, che ha bisogno di guadagnarsi la fiducia di Artiglio, e Matteo Tambone, da rilanciare dopo un periodo non brillante in campionato.
    GRONINGEN, VETERANI RAZZENTI - Gli olandesi di coach Braal hanno vinto gli ultimi 4 scudetti ma attualmente sono solo terzi in campionato. Rispetto alla prima fase hanno aggiunto il play Jeter (19,5 punti) e il centro Dendy su un telaio ricco di veterani di lunghissimo corso, tra cui due americani naturalizzati. Rotazione a dieci uomini con i nazionali Hammink e Koenis a supporto dei 7 stranieri, massima attenzione al dinamismo dei lunghi atipici e alle doti balistiche del 38enne tiratore Gipson (41% da 3). Per provare a spuntarla, l'OJM dovrà puntare sulle sue armi preferite: difesa forte per limitare il talento perimetrale del Donar e controllo della sfida sotto i tabelloni per impostare una partita su cadenze sincopate senza esaltare le folate in campo aperto degli olandesi. Se Varese vuole cancellare il ricordo di Pistoia e ripartire di slancio, la strada da seguire è quella che la squadra di Caja conosce meglio.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inaugura col piede sbagliato il 2019. La truppa di Attilio Caja segna il passo sul campo di Pistoia, con l'ex di turno Dominique Johnson protagonista assoluto di un match poverissimo di qualità balistica per i biancorossi. Dopo due scorpacciate offensive contro difese arrendevoli come quelle di Cantù e Pesaro, Varese fatica a trovare il bandolo della matassa contro un'OriOra più determinata per cancellare la partitaccia di domenica scorsa a Cantù.
    Cain e soci macinano un volume di gioco non disprezzabile (prova ne siano i 20 assist), ma lasciano sul ferro del PalaCarrara una quantità industriale di tiri aperti, non solo dall'arco ma anche in penetrazione. All'appello mancali fatturato degli esterni, con il 3/21 complessivo di Moore e Avramovic che rende inefficace la sostanza profusa da Archie, mentre Salumu brucia subito 3 falli e non riesce mai ad entrare in partita. Di fatto Varese ha giocato una partita normale contro un' avversaria tarantolata sul piano dell'energia difensiva (vedi i 25' di pressione costante di Della Rosa sull'ex compagno Moore): così l'attacco è tornato a girare su livelli di produttività non sufficienti, tra l'altro con diversi errori banali in termini di palle perse e contropiedi regalati agli avversari nei momenti topici del match.
    Era stato buon profeta Attilio Caja a temere la forza caratteriale dei toscani a dispetto dell'assenza di Gladness e delle condizioni non ottimali di Martini, tant'è che per una volta l'OJM è stata superata sul piano agonistico da un'avversaria che ha giocato col sangue agli occhi. Una sconfitta figlia di un mix di poca efficacia negli assalti al ferro nel cuore di un'area sempre rovente, una lunga serie di triple sul ferro (specie a inizio partita) e un Dominique Johnson deciso a dimostrare ai tifosi di Pistoia tutto il suo valore. Di sicuro il bomber di Detroit ha vinto a mani basse il duello con la sua ex riserva Aleksa Avramovic. E chissà che il partitone di ieri sera induca l'atleta del 1987 e l'OriOra a proseguire il rapporto (per Varese la finestra di opportunità si è chiusa a metà novembre, eventualmente era prendibile dopo lo stop con Avellino...).
    Un passo falso inatteso che costa due punti e due posizioni in classifica, con l'obiettivo di far tesoro della lezione del PalaCarrara in vista della ripresa del doppio impegno (domani squadra in partenza per Groningen in vista del match di mercoledì che chiuderà l'andata delle Top16 di FIBACup). Con gli obiettivi di classifica delineati per tutti, ogni partita in trasferta sarà durissima sotto l'aspetto agonistico; Varese deve farsi trovar pronta anche quando si troverà di fronte un'altra squadra in missione come nel caso dell'OriOra di ieri sera. Ora in missione sarà l'Openjobmetis in vista della chiusura casalinga dell'andata di domenica contro Bologna, nella quale si delineerà la griglia di partenza della Coppa Italia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    È Varese la regina del basket italiano dell’anno solare 2018. La truppa di Attilio Caja è stata la squadra italiana con la maggior percentuale di vittorie sul totale delle partite disputate in ogni competizione (campionato, Coppa Italia, Supercoppa e coppe europee). 
    Su 41 partite disputate tra la seconda parte del 2017/18 e la prima metà del 2018/19, il team biancorosso ne ha vinte 29, pari al 70,7%. Un record superiore anche a quello della Milano tricolore, che ha vinto 49 partite su 76 conquistando scudetto e Supercoppa 2018, chiudendo col 64,4% di vittorie. Anche Venezia, unica italiana a vincere a livello internazionale conquistando la FIBA Europe Cup, ha completato il percorso dell’anno solare appena terminato con 39 vittorie su 60 gare, pari al 65,0%, seconda forza dietro all’OJM.
    Europa decisiva
    La marcia in più di Varese è stata garantita dalla FIBA Europe Cup (5-1 nella prima fase, più le due vittorie contro Larnaca e Sassari nelle Top 16): in totale 7 vittorie su 8 gare in un torneo chiaramente meno competitivo rispetto agli impegni delle altre big che in Italia hanno raccolto di più. Basti pensare che Milano in Eurolega ha totalizzato 13 vittorie totali su 30 gare a cavallo tra il 2017/18 e il 2018/19, e Venezia ha fatturato 13 vittorie su 21 gare internazionali tra Champions League e FIBA Cup. In serie A, invece, l’OJM ha totalizzato 22 vittorie in 33 partite, rispetto alle 32 su 46 dell’Ax Exchange e alle 26 su 39 di Venezia.
    Bene la prima metà, meglio la seconda
    L’OJM esce promossa a pieni voti dal tour de force dei primi 3 mesi della stagione agonistica: Ferrero e soci hanno vinto 16 delle 21 partite ufficiali disputate dal 7 ottobre al 30 dicembre, dimostrando che il doppio impegno settimanale può addirittura diventare un vantaggio. L’attuale record tra campionato e coppa migliora ulteriormente il percorso della seconda metà del 2017/18: lo strepitoso girone di ritorno da 13 vittorie su 15 partite che aveva permesso a Varese di rimontare 9 posizioni (dal 15° al 6° posto finale) era stato preceduto da due sconfitte nella fase finale dell’andata e seguito dallo 0-3 nei quarti dei playoff con Brescia che avevano chiuso il percorso della prima metà dell’anno solare appena archiviato con un record di 13 vittorie e 7 sconfitte.
    Il segreto della continuità
    Il trait d’union tra le due metà di un anno solare comunque memorabile è la continuità tecnica tra campo e panchina che ha permesso all’Openjobmetis di costruire un vero e proprio marchio di fabbrica basato su organizzazione difensiva e offensiva.
    Nella stagione passata il girone di andata era servito a mettere a punto le gerarchie di un gruppo nuovissimo, che aveva perso tante volte in volata prima di imparare dai propri errori, e grazie alle addizioni Vene e Larson per Hollis e Waller aveva trovato in corsa i giusti equilibri.
    Nell’estate 2018 Caja è ripartito dal blocco dei 5 confermati e - assieme a Claudio Coldebella prima e Andrea Conti poi - ha scelto con estrema attenzione le pedine giuste per costruire una squadra a immagine e somiglianza del suo credo cestistico. L’unico ritocco effettuato finora - ossia il cambio Salumu per Bertone - è stato figlio del desiderio di cercare un potenziale upgrade anziché una necessità per risolvere problemi di rendimento.
    Auspici per il nuovo anno
    L’OJM plasmata da Artiglio gioca a memoria; le avversarie ne conoscono vizi e virtù ma dalla sconfitta casalinga di Avellino in poi i biancorossi hanno imposto la loro coralità contro qualsiasi avversaria - compresa la corazzata Milano, che l’ha spuntata soltanto grazie alle magie dell’asso Mike James - e vinto 10 delle ultime 11 gare del 2018.
    Il coach pavese vola basso e si guarda alle spalle visti i numerosi club - che hanno speso di più ma costruito peggio - che hanno comunque chances di migliorare sul mercato di riparazione. Ma questa Varese ha un’identità fortemente radicata e riconoscibile che vale più dei bei nomi delle sue avversarie: provare a farla valere il più a lungo possibile su tutti e tre i fronti - campionato, Coppa Italia e FIBA Cup, quest’ultima la meno irraggiungibile senza il moloch Milano - è il target per un 2019 ricco di nuove soddisfazioni.
    Giuseppe Sciascia

×
×
  • Create New...