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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Umido e foschia, tipicamente invernali, hanno accolto Carlos Stewart nel giorno della sua presentazione quasi a continuare quel clima da alta Germania incontrato ad Amburgo, tappa precedente nella carriera del 22enne americano. Spalle larghissime, muscoli in evidenza, braccia lunghe, Carlos appare più prestante di quanto dica il dato centimetrico (1,85) e questo si riflette nelle parole con cui si descrive al momento di spiegare quali siano le sue qualità in campo.
    «Come mi piace giocare? Aggressivo e veloce, sono le mie doti principali: mi piace attaccare il ferro, anche schiacciare se c’è la possibilità, o giocare in transizione magari per alzare la velocità della squadra tra la difesa e l’attacco».
    La difesa, a proposito, è il primo versante che cita il giocatore nato Baton Rouge: «Sono qui anche per difendere sugli esterni più pericolosi della squadra avversaria – spiega Carlos quando gli viene chiesto delle prime chiacchierate con Kastritis – In difesa metto energia e poi, in attacco, cerco di razionalizzare i ritmi della squadra oltre (lo ripete) sfruttare la velocità che mi viene riconosciuta».
    Catapultato da Louisiana e California (college a Santa Clara, come Willy Caruso) ad Amburgo e Varese, Stewart si pone con intelligenza alla situazione. «Ci sono senz’altro differenze tra il mondo del basket college e quello europeo ma io gioco a questo sport da quando ho 3 anni: da allora sono sempre migliorato e la conoscenza del gioco mi ha sempre aiutato quando ho affrontato i cambiamenti. Mentalmente cerco di semplificare le cose e mettermi nella situazione più adatta. Qui in Europa c’è più tattica rispetto alla NCAA ma nei primi allenamenti a Varese ho trovato un sistema di gioco simile a quello del college e questo mi può essere utile».
    Il tutto senza troppo sbilanciarsi (né tanto meno sbruffonare come certi suoi connazionali) rispetto alla nuova avventura. «Di certo non era nei piani cambiare due maglie nei primi mesi da professionista ma semplicemente ad Amburgo c’era una situazione tattica che mi ha portato fuori dal programma tecnico. Non ho niente da rimproverarmi e, anzi, arrivo qui con la motivazione massima. Detto questo sono ancora troppo “fresco” per dare giudizi sul campionato italiano: mi sto informando, ho guardato diverse partite come avevo fatto con la Germania e le coppe ma sono in un periodo di apprendimento».
    Stimoli dunque, che Stewart si dà da solo: «Sono uno di quelli che cerca di arrivare per primo agli allenamenti e di lasciare per ultimo la palestra, soprattutto se devo sistemare qualcosa. Stacco solo quando ci riesco».
    SOGOLOW: “VEDIAMO IL NUOVO ASSETTO”
    Accanto a Stewart e al ds Mario Oioli ha preso posto anche il gm Zach Sogolow, più con parole di circostanza che con notizie. «So di usare sempre la stessa frase ma posso solo dire che teniamo d’occhio il mercato. Ora vogliamo vedere come vanno le cose con l’innesto di Stewart: stavamo crescendo ma purtroppo la partita con Udine ci ha fatto cadere di nuovo. Mercato dei lunghi? No, non c’è niente perché valuteremo come vanno le cose».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Carlos Stewart è pronto per dare il suo contributo all’accensione del motore dell’Openjobmetis. Prima giornata varesina per la 22enne combo-guard della Louisiana, ingaggiata con un contratto 1+1 dalla società del presidente Toto Bulgheroni per rimpiazzare Stefan Moody nell’evoluzione del roster al format con 6 stranieri dopo aver già aggiunto Ike Iroegbu. Il giocatore statunitense è sbarcato ieri sera, lunedì 1 dicembre, in Italia dopo aver ritirato al consolato di Francoforte il visto necessario per il tesseramento.
    VISITE MEDICHE
    Le visite mediche di rito svolte di prima mattina oggi, martedì 2 dicembre, sono propedeutiche alla convalida formale dell’accordo. Stewart raggiungerà poi il centro Campus dove svolgerà il primo allenamento con i nuovi compagni agli ordini di coach Ioannis Kastritis. Il giocatore, che ha scelto la maglia numero 1, debutterà con l’OJM nel posticipo di lunedì 8 dicembre a Cremona.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis è in chiusura del secondo colpo di mercato. Sarà Carlos Stewart il nuovo esterno biancorosso per affiancare Ike Iroegbu con un altro giocatore di spinta. Il 22enne playmaker di 185 centimetri, nativo di Baton Rouge in Louisiana, è appena stato liberato dagli Hamburg Towers, formazione militante in Bundesliga tedesca e in Eurocup, dove in 9 gare aveva prodotto 11,2 punti e 2,1 rimbalzi di media. E’ un rookie per l’Europa dopo la laurea nel 2025 a Santa Clara University, dove nell’ultima stagione NCAA ha prodotto 12,1 punti e 2,9 assist col 39% da 3.
    UOMO DI SOSTANZA
    Giocatore dinamico e fisicamente compatto a dispetto della statura, è un uomo di sostanza con un pizzico di talento, bravo a creare opportunità per i compagni con il suo primo passo, che dovrebbe giostrare in regia e lasciare spazio ad Iroegbu nel ruolo di guardia. Amburgo lo ha tagliato per dare una scossa ad una stagione finora senza vittorie in campionato e in Eurocup. La trattativa sembra in dirittura d’arrivo, se non ci saranno sorprese potrebbe arrivare in città entro il weekend.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Vi ricordate quei servizi di “Mai dire gol”, trionfali in avvio e malinconici alla fine in cui prima si mostravano le dichiarazioni roboanti del “colpo di mercato”, per poi far scorrere le immagini delle “prodezze” sul campo e infine ironizzare sul mezzo di trasporto usato per l’addio? Ecco, lo stesso si potrebbe fare oggi descrivendo la risoluzione contrattuale tra la Pallacanestro Varese e Stefan Moody.
    Il playmaker e la società biancorossa si sono infatti accordati per interrompere un rapporto che ha vissuto momenti davvero difficili sul piano del gioco e dei risultati. Arrivato in estate per sostituire Elijah Mitrou-Long a un costo leggermente inferiore, eroe per una notte nell’amichevole contro Bergamo (squadra però di A2), il Treccia si è dimostrato uno dei peggiori acquisti stranieri dell’ultimo decennio, dove pure la concorrenza è stata parecchia in questo senso.
    Il suo score in biancorosso è deprimente: 3,3 punti a partita in 15,3 minuti di media con il 17,9% al tiro da tre punti, 2,9 falli commessi e l’unico dato minimamente positivo alla voce assist (2,6). Numeri da principiante o da vecchia gloria, impastati anche con una certa difficoltà dal punto di vista mentale ad accettare una situazione poco comprensibile anche al giocatore stesso. Il peggio Moody lo ha toccato nel tris di partite Milano-Reggio-Trento quando ha realizzato un solo punto in 49′ totali tirando con 0 su 17 dal campo. E solo i problemi di salute dei compagni (Librizzi, Freeman) e il passaggio ai sei stranieri gli hanno permesso di restare un altro mese a Varese.
    Ora la risoluzione permetterà alla Openjobmetis di avere un nuovo “slot” per un giocatore straniero da occupare e di conseguenza re-investire lo stipendio di Moody – si parla di circa 20 mila euro netti al mese, non c’è mai precisione in questi casi – nel nuovo acquisto. Non bisogna però credere che l’addio del numero 42 risolva i problemi, soprattutto all’indomani di una partita – quella con Udine – dove non si è salvato nessuno. La scelta di Moody inoltre rimane come una macchia sul mercato estivo e coinvolge sia i general manager – e la loro collezione di acquisti sballati – sia Kastritis che aveva le chiavi delle scelte al pari di Sogolow e Horowitz. Sta a loro riscattarsi: con Iroegbu hanno piazzato un bel colpo, ora ne serve un altro. Almeno.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis crolla in casa contro Udine e scivola nuovamente in piena zona rossa. L’assenza dell’influenzato Alviti toglie completamente pericolosità balistica ad una Varese poverissima di qualità offensiva prima ancora che perimetrale. Il complessivo 3/30 da 3 è un macigno che inchioda i biancorossi come il gap negativo a rimbalzo, con l’ex Spencer (12 e 4 stoppate) insuperabile baluardo difensivo. Per 20 lunghi minuti la squadra di Kastritis colleziona solo ferri – 14 punti dall’8’ al 28’, passando dal 17-14 al 31-50 – contro un’avversaria lucida e ben orchestrata, capace di togliere qualsiasi certezza ai padroni di casa. Con Iroegbu costantemente oscurato dalla marcatura di un avversario più alto, e una perdurante incapacità di accendere il motore del contropiede, l’OJM paga una lunghissima serie di cattive letture, forzature e inadeguatezze. Capitan Librizzi non incide e brucia 5 falli in 14’, mentre Moore ha gambe e non mani (4/17 al tiro) e Freeman né gambe né mani (4/13 dal campo). E arriva alla pausa con una secchiata gelida sull’entusiasmo generato dalla vittoria nel derby contro Cantù: basterà un secondo rinforzo al posto di Moody (anche stavolta inadeguato, ma non l’unico) per lasciare la zona bassa della classifica come auspicato in vista di un ulteriore rafforzamento della compagine societaria?
    LA PARTITA
    Applausi e cori per il messaggio bipartisan “Forza Achi” indirizzato all’ex biancorosso Polonara prima della presentazione per il compleanno del “Pupazzo”. Si riparte col duo Moody-Freeman come contro Cantù; volontà a scapito della precisione ma non si parte ad handicap (8-10 al 5’). Spunto balistico con l’ingresso di Iroegbu e Librizzi, ma la tripla del 17-14 del capitano resterà l’unica dei primi 28’.L’attacco OJM non trova chiavi per accendersi, resta a secco per 7 lunghi minuti e incassa un esiziale 0-15 tra ripartenze e triple (17-29 al 13’). L’impasse biancorosso è perdurante con qualsiasi assetto e rotazione; dopo il 7/11 da 2 del primo quarto non si trovano più le chiavi dell’area, e il ferro continua a dire no (1/13 da 3 sul 27-39 del 20’). Dopo la pausa lunga Varese prova a reagire con energia difensiva, ma la frenesia della rimonta costa un disastro da 2-0 in 4’30”. E quando Udine riattacca la spina se ne va sul 31-50 del 28’.C’è una scintilla quando l’OJM riattiva Nkamhoua nel pitturato (44-55 al 33’); ma due forzaturacce del finlandese, che chiude con 0/7 da 3, rimettono saldamente la partita nelle mani friulane (46-62 al 36’). La più brutta e sterile Varese dell’anno non riesce a giocare la sua partita, ed esce dall’Itelyum Arena tra qualche mugugno dei presenti. Il prossimo appuntamento a Masnago arriverà solo al 21 dicembre, servirà cambiare volto in fretta...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Ioannis Kastritis riceve le chiavi della Pallacanestro Varese fino al 2028. Il club biancorosso ha esteso per altre due stagioni il contratto del tecnico greco arrivato lo scorso febbraio per sostituire Herman Mandole. Un segnale forte di supporto ad un allenatore posto subito al centro del progetto, e seguito con grande fiducia da tutta l’area tecnica che sin da questa estate ha messo nelle sue mani anche le scelte di mercato. Kastritis era arrivato con un accordo 1+1 che prevedeva il rinnovo automatico in caso di permanenza in serie A; il suo contratto era dunque in scadenza al 30 giugno 2026. Ma il feeling tra il club, ad iniziare da Luis Scola e Toto Bulgheroni, e il tecnico ex Aris Salonicco, è talmente forte da aver gettato il seme della conferma nel corso del momento più critico sul piano dei risultati.
    LA CENTRALITA’ DEL RUOLO
    La firma del contratto che estende per altre due stagioni il rapporto tra Varese e Kastritis è arrivata infatti nella settimana precedente alla vittoria scaccia-crisi contro Cantù, proprio mentre la striscia negativa si era allungata a 6 sconfitte in fila. Una ulteriore conferma della centralità del ruolo di Kastritis nella gestione sportiva di una Pallacanestro Varese che dopo aver ruotato 7 allenatori in 3 anni (da gennaio 2022 Vertemati, Roijakkers, Seravalli, Brase, Bialaszewski, Mandole e lo stesso Kastritis) desidera dare continuità con lo stesso allenatore al comando per oltre 3 stagioni.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Il derby numero 150 finisce per premiare i padroni di casa che partono male ma che già alla fine del primo quarto riescono a ricucire il gap che Cantù aveva guadagnato in apertura. Una volta riuscita a mettere la testa avanti Varese non si volta più e seppur con la consapevolezza di aver sprecato qualche punto, il risultato non sarà mai più in discussione segnando così la prima meritata vittoria casalinga per i biancorossi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Alviti 6 : Davide gioca una partita discreta fino a quando sbrocca e lamentandosi forse giustamente per un fallo subito e non fischiato, prende un tecnico (quarto fallo) e subito dopo il quinto che lo fanno sedere definitivamente. NERVOSO 
    Moore 7 : l'esterno americano è forse ad oggi il giocatore più continuo del roster biancorosso, riuscendo al momento anche a limitare quelle intemperanze caratteriali mostrate nella pre season. Anche oggi c'è il suo zampino per portare a casa i 2 punti con una difesa puntuale e qualche accelerazione con decollo verso il canestro. AIR TAZÈ
    Villa S.V. 
    Assui 7,5 : il neo campione d'Europa con l'under 20 italiana sembra essere tornato sugli standard dello scorso anno quando coach K lo aveva promosso a titolare nel quintetto. Fondamentale con la sua difesa questa volta trova anche 12 punti e ben 9 rimbalzi. BALUARDO
    Nkamhoua 6,5 : probabile che non essersi fermato in estate e non aver fatto la preparazione con i suoi compagni si stia facendo sentire. Diverse imprecisioni sia attaccando il canestro che da lontano anche se nel finale mette una bomba fondamentale senza dimenticare il buono fatto nei restanti 32 minuti. IN RISERVA
    Iroegbu 7,5 : anche oggi parte dalla panchina ma è evidente che è lui il capo della banda e da lui passano le fortune di Varese. Ha un impatto esplosivo e con lui in campo i padroni di casa volano. TNT
    Librizzi 6 : lanciato nello starting five aumenta i minuti giocati rispetto alla trasferta di Tortona ma non è troppo incisivo se non nell'incitare la folla con ampi gesti. Non manca però l'impegno sui 2 lati del campo. DIRETTORE D'ORCHESTRA
    Renfro 6,5 : il centro titolare riesce a mettere a referto un buon bottino  offensivo che in aggiunta al gran lavoro difensivo ne fanno una discreta prestazione che alla fine determina il risultato. EQUILIBRATORE
    Bergamin N.E.
    Ladurner S.V.
    Moody 5 : non parte dall'inizio e viene utilizzato solo per qualche minuto nel primo tempo, poi passa il resto dell'incontro inchiodato alla panca. EMARGINATO
    Freeman 5,5 : impatto timido del numero 55 che fatica a dimostrare di valere uno dei 6 posti da straniero in questa squadra. Non sembrano problemi fisici ma più legati alla convinzione dei suoi mezzi. VELLEITARIO

  • simon89
    L’attesa è stata lunghissima, ma è stata premiata. Varese aspettava il derby con Cantù da quasi cinque anni e attendeva una vittoria da un mese e mezzo e si è presa tutto in una sola notte, quella in cui non si poteva sbagliare. La Openjobmetis muove la classifica nella maniera più bella, confermando la tendenza in crescita delle ultime partite e soprattutto andandosi a prendere il match in quei dettagli che fino a oggi l’avevano respinta.
    Solo nove palle perse a fronte di 22 assist, solo sei rimbalzi in meno degli avversari che erano accreditati di essere una superpotenza sotto i cristalli: Varese ha controllato le variabili più preoccupanti grazie a una concentrazione quasi sempre alta (nel primo caso) e a un lavoro collettivo importante (nel secondo) e applicato anche in fase difensiva. Vero che Cantù lontano da Desio paga spesso dazio, ma le continue staffette su giocatori come Sneed e i tanti cambi difensivi senza subire le differenze fisiche hanno fatto la differenza sull’arco dei 40′.
    Poi tutto diventa più facile quando hai un fuoriclasse a gestire la palla, perché tale si sta rivelando Ike Iroegbu autore di 25 punti in 25 minuti nonostante un fastidio alla gamba già accusato con Tortona. Con un giocatore del genere, tutto diventa più facile e a beneficiarne sono anche i compagni non solo per i palloni ricevuti (6 assist) ma anche per gli spazi aperti dentro e fuori area. Se però dobbiamo buttar lì un nome per il migliore in campo, diciamo Elisee Assui, autore di una prova da veterano in una partita in cui gli si chiedeva tanto e che offriva tante pressioni, soprattutto a uno di nemmeno vent’anni.
    La gara si è decisa lontano dal traguardo, con le due ondate biancorosse nel secondo e nel terzo periodo: la prima è servita a cancellare il brutto inizio (la pressione, ma anche il quintetto scelto da Kastritis hanno complicato i piani); la seconda ha sbattuto Cantù a 15 punti di distanza, un margine finalmente di sicurezza che è stato poi intaccato negli ultimi 3-4 minuti senza però mai far suonare l’allarme rosso. Nella gestione c’è ancora tanto da fare, però – ripetiamo – questa volta i biancorossi sono stati bravi ad apparecchiare la tavola per una cena finalmente gustosa e abbondante.
    PALLA A DUE
    Si gioca in un palasport tutto esaurito, salvo i 200 posti non in vendita della galleria G: tanto calore, striscione simpatico degli Arditi (21-25: ben ritrovati, c’eravamo preoccupati) e fischi copiosi per gli ospiti e per Okeke in particolare. In curva spunta anche uno striscione per Polonara a coprire parzialmente la clamorosa assenza della società in questo ambito. Kastritis sceglie un quintetto ancora diverso che non paga dividendi con Librizzi-Freeman-Moore tra gli esterni. Brienza tiene fuori in avvio i due ex (c’è anche De Nicolao) e sceglie Ajayi invece di Basile accanto a Ballo sotto canestro.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio di Varese è pessimo soprattutto in attacco: Freeman è fuori giri e la OJM tenta troppi tiri non costruiti. Ajayi invece parte bene e quando la difesa di casa concede la tripla a Gilyard è tempo di timeout sul 4-14. Si riparte con un quintetto migliore (con Iroegbu e Alviti) da cui sgorga un 7-0 di parziale biancorosso: Varese torna in scia, arriva a -1 con Renfro ma non sorpassa e così Basile segna il 18-21 a 10” dalla prima sirena.
    Q2 – Su per giù si procede alla stessa maniera con Iroegbu che si fa notare: segna e fa segnare Nkamhoua mentre Alviti ritrova la mira da 3. Però manca il colpo del sorpasso almeno per metà periodo, anche se a un certo punto Varese mette a terra tre minuti di fuoco e finalmente forza il punteggio. Assui è un muro in difesa, Librizzi morde, Iroegbu e Moore corrono: 39-32 e timeout Brienza. Negli ultimi 2′ però tornano certe vecchie imprecisioni e De Nicolao firma il 41-40. Pare il risultato di metà gara e invece ancora Ike sulla sirena inventa uno slalom clamoroso: 43-40.
    Q3 – Dopo tanti “terzi quarti” faticosi in questi anni, è in questa frazione che Varese dà la spallata più importante della partita con un parziale di 27-17 che significa due cose: attacco ben oliato e difesa attenta. A sparare uno dei colpi più pesanti è Matteo Librizzi che imbuca una tripla con fallo (e libero segnato), raddoppia il margine da +4 a +8 e poi serve l’assist per la schiacciata di Renfro. Segnale per i compagni e per tutto il palazzetto che si incendia anche perché il capitano passa il testimone all’altro enfant du pays, Elisee Assui: palla rubata e canestro in contropiede (con infrazione di passi non rilevata e tecnico a De Nicolao) e successivo cesto con fallo. Fatte le somme, al 30′ è 70-57.
    IL FINALE
    Una situazione da gestire con la giusta attenzione e la Openjobmetis tutto sommato lo fa nella prima metà del quarto aperto da una pazzesca alzata di Moore per la schiacciata di Renfro. Poi risalgono al comando Iroegbu, che continua ad affettare la difesa in avvicinamento, e Assui con tripla e canestro su rimbalzo offensivo solitario. Varese tocca il massimo vantaggio sul +15 (80-65) e sembra capace di mettere in frigo il risultato. Non è così perché perso per perso, Cantù inizia a trovare qualche punto da lontano e sfrutta il gigantismo di Ballo sotto canestro, anche se uno sfondamento di Bortolani (comunque bravo) dà un po’ di fiato ai biancorossi. La giocata decisiva però è di Nkamhoua a segno da 3 dopo quattro errori, e pazienza se poi il finlandese si becca l’ennesimo tecnico della gara. Dalle tribune si alza forte il “Cata sü” accompagnato dagli sfottò ad Okeke, e Cantù fallisce anche il tiro finale chiesto per levigare il distacco: 91-82.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Niente da fare. Sulla testa della Openjobmetis aleggiano due sortilegi: uno è quello che impedisce ai biancorossi di rimettere due punti in classifica, perché il 90-87 a Tortona costringe a incassare la sesta sconfitta consecutiva e a restare sul fondo umido e malodorante della classifica. L’altro è quello che riguarda le sfide dirette con la Bertram, salvata da Vital in primavera con la tripla che mandò la gara all’overtime, salvata questa volta da una stoppata in extremis di Paul Biligha a 3” dalla fine. La giocata del pivot azzurro ha deciso la contesa proprio quando un eccellente Ike Iroegbu aveva bruciato il diretto marcatore e stava per imbucare quello che sarebbe stato l’88-89 per i biancorossi. Un risultato che, invece, non si è concretizzato, con Vital che poi ha segnato i due liberi successivi quando Varese non aveva più timeout per rimettere palla in attacco.
    Una sconfitta che fa malissimo, molto più di quelle “belle” con Venezia e Bologna, perché se in quei casi Varese aveva tenuto fino quasi alla fine, qui ha letteralmente accarezzato la vittoria che – non pensiamo di dire un’eresia e lo ammette anche Fioretti in sala stampa – sarebbe stata comunque meritata, sul campo di una squadra da “pieni playoff”. Più di Trento e più di Reggio Emilia, sicuramente.
    La partita è corsa via su tanti momenti, buoni e meno buoni. Kastritis ha provato ad allungare il brodo – leggi le rotazioni – trovando qualcosa (qualcosina) di utile da gente come Moody ma talvolta azzardando troppo, come segnalano i quasi 20′ a Freeman (contro i 9′ a Librizzi). Certo, i due falli immediati di Renfro hanno costretto a ridisegnare in parte i piani: Nkamhoua ha giocato quasi sempre da pivot ed è stato ingabbiato dalla coppia Biligha-Olejniczak, faticando più di ogni altra volta. Con questo assetto, per forza di cose, la OJM ha dovuto andare a trazione posteriore e ha avuto un Iroegbu (26 punti) sempre più a capo della banda, con Alviti che ha ritrovato – non del tutto – la mano dall’arco e con il solito Moore a fare pentole, coperchi, manici e pulire la cucina. Al gruppo che ha trainato la squadra si è aggiunto anche Assui, solo 4 punti ma un grande lavoro tra difesa e rimbalzo che ha ricordato l’apporto dato da Big Eli nella stagione scorsa.
    Ma, appunto, non è bastato anche perché Varese ha di nuovo pagato i due problemi principali: i rimbalzi (40-33, 16 concessi all’attacco di Fioretti) e soprattutto le palle perse, ancora ben 17. Quando le partite si decidono nelle pieghe e nei dettagli, come a Tortona, questi sono numeri pesantissimi. A proposito di dettagli: scriviamo senza l’ausilio di un replay, ma quel tiro libero sbagliato da Vital a 1.50 dalla fine e fatto ripetere dagli arbitri grida vendetta. Una sassata immeritata contro Varese, un salvagente inatteso per Tortona. Perché sì: certe volte anche un punticino fa tanta differenza.
    PALLA A DUE
    La Nova Arena, inaugurata da poco, si riempie a fatica per il match tra il Derthona e la Openjobmetis, con la squadra di Kastritis che è sostenuta da un buon numero di tifosi. Nello spicchio biancorosso spunta anche un bello striscione di incoraggiamento per Achille Polonara. In campo Varese è al completo e parte con un quintetto inatteso, con Moody e Freeman subito dentro e Moore da ala piccola. Coach Fioretti invece deve fare a meno di Ezra Manjon, fermato da un problema muscolare ma ritrova l’ex Arturs Strautins, al rientro dopo lungo infortunio.
    LA PARTITA
    Q1 – Freeman scatta bene dai blocchi, segna i primi 5 punti biancorossi (ma non ne farà altri…) e consente di dare alla OJM il primo vantaggino, 5-8. Quando però l’attacco si ferma, Tortona inizia a mancinare canestri e piazza un 10-0 di parziale con Olejniczak e Vital che fa suonare l’allarme dalle parti di Kastritis. Iroegbu è subito tosto (6 punti) anche se poi torna in panchina con una decisione stramba del coach greco: ci pensano però Alviti e Moore con gli ultimi possessi a imbucare le due triple che valgono il 23-23 del 10′.
    Q2 – Varese si fa sorprendere un paio di volte alla ripartenza del gioco e scivola indietro, ma nel secondo periodo trova un protagonista clamoroso in Iroegbu che segna 11 punti nei 6′ trascorsi in campo (17 al 20′). Bravi anche i compagni ad assecondarlo, un po’ meno in retroguardia con qualche palla persa e incertezza di troppo. Strautins ringrazia e punisce da 3 e dalla lunetta, però la OJM è ben viva, con Moore pronto a correre il campo e Assui di granito a rimbalzo. Varese sorpassa, tentenna un po’ ma chiude a tavoletta con un bel cesto sulla sirena di Iroegbu che vale il 40-48 di metà gara.
    Q3 – Al rientro dagli spogliatoi la bilancia è tutta dalla parte di Tortona, anzi di Dominik Olejniczak che si appende per tre volte al ferro schiacciando di prepotenza e trascinando i suoi al ricongiungimento. La partita si accende e diventa spettacolare quando le due squadre si rispondono a suon di triple, quattro consecutive (Assui e Moody, due di Vital). La Bertram sorpassa con Hubb e potrebbe allungare sul fallo antisportivo di Assui con canestro di Biligha ma da quella situazione i Leoni non ricavano altro. E così ancora Iroegbu (braccato da Pecchia) inventa un canestro a 3” dalla sirena per il 71-72 biancorosso.
    IL FINALE
    Si prosegue spalla a spalla, segna anche Moody ma è soprattutto una tripla di Nkamhoua (dopo alcuni pasticci) a spingere avanti la Openjobmetis che tocca il +7 dopo 4′ e rotti nell’ultima frazione (73-80). Fioretti chiama timeout e ottiene una spremuta di energia dai suoi che pareggiano e sorpassano una Varese ora un po’ in tilt. Il finlandese trova canestro da sotto su assist di Iroegbu e quest’ultimo dà il nuovo vantaggio dalla lunetta, 83-84. Liberi anche per Vital a 1’10” dalla fine ma il bianconero li sbaglia entrambi: errori pesanti, ma arriva l’aiutino arbitrale che fa ripetere il secondo (poi segnato) per una invasione dubbissima. Conti alla mano, sarà decisivo (almeno per non mandare la gara all’overtime). Derby azzurro tra Baldasso e Alviti con un canestro per parte, poi fallo a rimbalzo su Assui che va in lunetta dopo il timeout. Elisee sbaglia il primo ma sigla il secondo per l’85-86, quindi è di nuovo Baldasso a punire da centro area. Restano 13”, Varese si affida a Iroegbu che sceglie di attaccare l’area, salta l’avversario ma non vede il ritorno di Biligha che stoppa il play varesino. Fallo immediato ma a 2” dalla fine Vital chiude i conti dalla lunetta, 90-87.
    Damiano Franzetti

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