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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis pianta nuovamente il vessillo biancorosso all'Enerxenia Arena. Regola con autorità Trieste inaugurando con un franco successo il cammino casalingo del 2020 e ritrova l'applauso della sua gente al termine di una prestazione mediamente consistente, con il collettivo determinante nel garantire una produzione balistica sostanziosa (64% da 2 e 40% da 3 con un ultimo quarto da 0/6).
    Varese riempie la gerla con un attacco frizzante a dispetto del fuorigiri degli ultimi 8', ma la spinta decisiva per abbattere un'Allianz ben più competitiva rispetto all'andata arriva quando l'OJM alza il volume in difesa ed esalta i suoi arcieri in transizione. In una gara più scintillante che ruvida la differenza la fa l'energia difensiva prodotta da Jakovics (ancora sopra Mayo per impatto in regia e in retroguardia) e Tambone, micidiale con le sue raffiche dal perimetro ed efficace anche in fase di costruzione del gioco.
    Ma nel sinfonico collettivo biancorosso spicca la concretezza di L J. Peak, più a suo agio del solito anche nel gioco a difesa schierata cavalcando una serata di grazia dal perimetro. Taglio scongiurato per l'ala del 1997, che ieri ha disputato la prova più solida della stagione nel modo di stare in campo? In realtà si naviga ancora a vista, dato che era stato il giocatore a manifestare propositi di cambiare aria in settimana, inducendo il club biancorosso a prenotare il veterano Justin Carter.
    Il Peak di ieri è un giocatore sul quale continuare a lavorare per cercare di limarne l'inesperienza; se però l'atleta ex Georgetown - sul quale ci sarebbe l'interesse di Pistoia e Reggio Emilia - non volesse proseguire la cura Caja, bisognerà prenderne atto. Così come si è preso atto della volontà di Riccardo Cervi di cambiare aria: il freschissimo ex di turno ha fatto correre qualche brivido lungo la schiena dei tifosi con gli 8 punti in 7' del primo tempo (uno in più di quelli totalizzati nei suoi 47 giorni a Varese). Poi però l'OJM lo ha costantemente puntato sui cambi del pick& roll e proprio nel momento migliore di Tambone e Jakovics è nata la fuga mixando triple e layup di un terzo quarto da spellarsi le mani (33 punti con 8/12 da 3).
    Certo il finale è stato rivedibile, con Trieste rientrata da meno 20 a meno 4, fallendo il possibile meno 2 a meno 44" con una giocata di sostanza di Simmons. Tutto sommato, però, i 4.176 presenti all'Enerxenia Arena hanno apprezzato un'OJM sostanziosa e frizzante quanto basta per archiviare definitivamente la pratica salvezza visti gli 8 punti più il 2-0 negli scontri diretti con l'attuale penultima della classe. Ora lo scontro diretto di domenica sul campo della Fortitudo Bologna, dopo il quale la truppa di Caja resterà ai box fino all'1 marzo tra il turno di riposo da calendario e il rinvio della sfida contro la Virtus Bologna (con ogni probabilità non si giocherà né il 2 né il 27 febbraio: il recupero sarà calendarizzato a marzo). Al PalaDozza il roster sarà lo stesso di ieri, poi cinque settimane di stop serviranno a tirare le somme.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Quella che si presenta a Varese è una Pallacanestro Trieste rivoluzionata rispetto a quella incontrata all’andata e che grazie ai suoi nuovi innesti Hickman Washington e Cervi sembra avere un roster più competitivo. Primi 2 quarti in cui prevale l’equilibrio anche se Varese mantiene un piccolo vantaggio e il pallino del gioco. Nella ripresa i padroni di casa tentano e riescono nell’allungo fino a trovare il più 20 ma poi l’orgoglio degli alabardati si fa sentire riuscendo a rientrare avendo in mano anche la palla del meno 2 a pochissimo dalla sirena finale. Un non fischio invece sancisce la palla persa degli ospiti e dopo il consueto giro in lunetta per i falli sistematici Varese la spunta con qualche apprensione di troppo per 91 a 85. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 7,5 : chiamato a dare una risposta alle tante critiche e voci girate negli ultimi giorni L.J batte dei colpi forti e decisi mostrando a tutti che lui vuole continuare a lottare per la causa e che può fare anche la voce grossa, speriamo sappia lavorare sulla continuità. BARITONO
    Clark 7 : continua la striscia positiva di Jason che vuole festeggiare il suo trentesimo compleanno principalmente con una vittoria e poi con una prestazione convincente. Buone le sue percentuali anche se il plus/minus lo penalizzano oltre misura, riesce ad essere efficace anche in difesa. In campo solo 18 minuti perché limitato dai falli. MATURO
    De Vita N.E.
    Jakovics 6,5 : nei momenti di difficoltà in regia è il lettone a prendere le redini del gioco e grazie al suo sangue freddo gestisce tempi meglio del titolare Mayo. Primo tempo in cui fatica a trovare la via del canestro, seconda parte di gara in cui si scioglie e riesce ad essere efficiente trovando il fondo della retina. In coppia con Tambone sembra sia una questione di feeling (cit.). MINA (vedi Tambone)
    Natali N.E
    Vene 7 : finalmente una prova convincente su tutti i fronti per il barbuto estone che riempie le caselle di tutte le statistiche con buoni numeri ma la differenza la fa con il suo punto di forza, le intangibles che stasera hanno nuovamente fatto apprezzare la sua intelligenza cestistica superiore alla media. I.A.
    Seck N.E.
    Simmons 6,5 : sembra leggermente appannato rispetto al centro dominante che abbiamo apprezzato fino a questo punto della stagione, infatti Varese fatica e subisce a rimbalzo. Resta comunque uno dei pilastri e punti di forza della squadra e del sistema Cajano e il suo contributo è fondamentale anche questa sera, forse il mese di pausa che attende la OJM tra poco servirà per fargli ricaricare le batterie. POWER BANK
    Mayo 5 : anche questa sera rimane forse l’unico grande assente ingiustificato. Palle perse non certo da giocatore di grande esperienza quale è lui, playmaking rivedibile e mira che il più delle volte fa cilecca. Partenza shock e qualche segnale di vita nel terzo quarto e nel finale quando è bravo a realizzare i liberi che sanciscono la vittoria. IRRICONOSCIBILE
    Tambone 8 : evidentemente aveva qualcosa in sospeso col destino; dopo la prestazione monstre disputata sul campo della Dinamo Sassari Matteo ha voluto dimostrare che quella non è stata una eccezione e anche stasera è riuscito a mettere in campo una efficacia rara nei momenti più delicati dell’incontro con alcuni acuti che non avrebbero sfigurato nemmeno a San Remo. COCCIANTE (vedi Jacovics)
    Gandini 6,5 : torna ad essere il secondo lungo del roster e seppur non prenda nessuna iniziativa offensiva dimostra la sua grinta tuffandosi sul parquet come un ragazzino di un metro e ottanta per conquistare un possesso e poi è granitico nel portare blocchi per favorire i movimenti dei suoi compagni. TANIA CAGNOTTO
    Ferrero 6 : buttato nella mischia presto visto l’inizio in salita di Vene riesce subito ad avere un buon impatto e aiuta a ricucire lo strappo creato da Trieste ma poi il suo minutaggio resta relativamente basso perché dal rientro in campo del 4 titolare, Sim Sander diventa imprescindibile e il contributo del capitano rimane un pro forma. SARTO

  • simon89
    L'Openjobmetis sfiora soltanto l'impresa sul campo della seconda forza Sassari. Resa in volata per una bella Varese sul parquet del PalaSerradimigni: la truppa di Attilio Caja non corona una rimonta tutta grinta e triple dal-14 del 23'al+2 del 37' subendo un decisivo 2-10 negli ultimi 150 secondi. Ma a fine gara si alza forte la rabbia del clan biancorosso nei confronti della direzione arbitrale: sotto accusa vanno i 18 tiri liberi (a zero ! ) dell'ultimo quarto tirati dal Banco Sardegna, che dal canestro del 79-74 segnato da Bilan a 6'14" dal termine del quarto periodo ha messo punti a tabellone soltanto dalla lunetta. Metro quantomeno squilibrato nella valutazione degli episodi finali (glissata l'ancata di Bilan sulla tripla di Jakovics e fallo ininfluente di Mayo su Spissu, oltre all'antisportivo a Vene sul -2 a 16" dal termine) che ha indotto Andrea Conti a prendere una posizione forte a nome della società nel post-partita.
    Sassari nasconde l'assenza pesante di Evans (problemi al retto femorale) e McLean spremendo energia dall'esordiente Sorokas e cavalcando la duttilità di Pierre; nel secondo tempo però la difesa biancorossa ferma Bilan dopo i 15 di metà gara, e la circolazione di palla esalta le qualità balistiche dei tiratori ospiti fino al rush finale deciso dai ripetuti viaggi in lunetta convertiti da Gentile. A margine dei grandi meriti di una OJM caratterialmente forte nel non crollare sul -14 ci sono però alcuni piccoli demeriti, dall'occasione del k.o. da Vene (tripla apertissima sul +2 e fallo ingenuo per regalare il pari in lunetta) a due prestazioni negative di elementi chiave come L.J. Peak e Josh Mayo.
    L'ala brucia 4 falli in 8' finendo travolto troppo spesso da Pierre, e resta in panchina per tutta la ripresa con Attilio Caja che spreme qualità balistica da vendere (14/36 da 3) con la formula dei 3 piccoli nella quale si esalta il miglior Tambone di sempre (record in carriera in serie A per il romano). Con Jason Clark che conferma gli spunti positivi di Treviso - più- col rammarico del quinto fallo precoce nella bagarre finale - ora il livello di attenzione più elevato è nei confronti dell'ex Pistoia. Mayo invece buca completamente la partita, al tiro (polare 2/13 totale) e non solo; e il fatto che Varese sia andata a un niente - o forse a qualche fischio diverso - dal celebrare la seconda vittoria esterna consecutiva è comunque un segnale di solidità complessiva dell'impianto di gioco.
    L'OJM torna dunque rinfrancata dal doppio viaggio a Treviso e Sassari, e in attesa che si compia l'ormai annunciato divorzio da Riccardo Cervi (ieri 3 falli in 2') prepara il ritorno all'Enerxenia Arena contro l'Allianz che farà debuttare l'ex campione dell'Eurolega Ricky Hickman. Lo sforzo del PalaSerradimigni avrebbe meritato maggior fortuna, ma le prime due gare esterne del 2020 danno la sensazione che il mal di trasferta è ormai debellato. Battere Trieste chiuderebbe la pratica salvezza, poi le sfide con le due bolognesi serviranno a fissare l'asticella delle ambizioni del ritorno.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale.
    E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima.
    L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato.
    Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inizia il 2020 con un brillante raid davanti ai 5.000 del Pala Verde. Colpo esterno a Treviso per la formazione di Caja che torna a festeggiare in trasferta celebrando sotto i 60 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi il secondo acuto esterno del girone d'andata oltre 3 mesi dopo quello inaugurale a Trieste.
    Il mal di trasferta delle ultime 6 sconfitte in fila lo guarisce un Jason Clark strepitoso, che guida Varese col piglio del bomber di razza al termine di una partita in grado di consacrarne le qualità dopo mesi da oggetto misterioso, tanto da non chiudere del tutto la porta a Tortona che qualche giorno fa ne aveva chiesto la disponibilità al club prealpino. La guardia statunitense scaccia invece tutti gli spettri segnando in ogni modo (7/13 da 2, 2/4 da 3, 10/13 ai liberi) e aggiungendo 9 rimbalzi e 4 recuperi ad una prova super sui due lati del campo; così l'attacco OJM trova finalmente un riferimento in grado di creare dal palleggio e punire i cambi difensivi in una serata nella quale l'asse Simmons-Vene riesce pure a graffiare da sotto.
    Il team di Caja gioca una partita sostanziosa sul piano tecnico ma soprattutto caratteriale, sfoggiando quella personalità più volte invocata per riuscire a graffiare lontano da Masnago. Solo così avrebbe potuto nascondere il primo tempo fuori giri della coppia Mayo-Jakovics (zero punti e 0/6 dal campo in due) senza deragliare quando Treviso ha sparato a raffica nel secondo quarto volando a suon di triple a più 11.
    Invece i biancorossi non perdono la calma e si affidano alla difesa, tornata "coperta di Linus" per la Caja's Band: con Peak sentinella su Logan e un sistema di raddoppi per lasciare gli altri a prendersi responsabilità, Varese protegge l'area con efficacia e concede solo 4/14 da 3 alla De' Longhi dopo l'8/20 di metà gara. Nel momento del riaggancio e sorpasso torna protagonista Mayo, ma il finale è tutto di Clark che si prende il proscenio concessogli volentieri dai compagni andandosi a conquistare nel traffico i punti della staffa.
    E dal raid del PalaVerde arrivano appunti preziosi in chiave futura: se Josh può godere di libertà perché le difese si concentrano altrove, e con altri protagonisti offensivi Vene può dedicarsi a quello che sa fare meglio - ossia agevolare il gioco di squadra - l'OJM può sbancare anche un campo difficile come quello di Treviso senza show balistici ("solo" 9/26 da 3 a fronte del 67% da 2).
    Peccato che il colpaccio di Villorba non basti a spalancare ai biancorossi le porte della Coppa Italia, con il raid di Cantù a Milano che fa saltare il banco della combinata di risultati necessari facendo chiudere l'andata al nono posto per peggior quoziente canestri dell'Umana nell'arrivo a tre che coinvolge pure i brianzoli. Ma il dato che guarda Attilio Caja è quello del più 6 mantenuto nei confronti della zona retrocessione grazie a un'andata da 8 vittorie e 8 sconfitte: aver cancellato subito il passo falso di Trento è un segnale fondamentale di solidità mentale per una OJM che si affaccia al 2020 col miglior approccio possibile.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    II fortino dell'Enerxenia Arena salta sotto la pioggia di missili della Dolomiti Energia. Chiusa a quota 6 la serie positiva casalinga dell'Openjobmetis: il record stagionale di triple realizzato da Trento (17/34 totale di cui 12/24 nei primi 20') permette al team di Brienza di sbancare con merito Masnago.
    Varese chiude il 2019 senza l'ultimo acuto interno in una partita che fotografa nitidamente i suoi limiti attuali contro una squadra d'alto rango come l'Aquila, sia pure alla sua prima partita stagionale ai livelli del suo potenziale. Il gruppo di Caja sbatte più volte contro il muro di una difesa assai aggressiva sui portatori di palla: con Mayo e Jakovics pressati dalla velenosa energia di Craft e Filloy ed oscurati più volte dai raddoppi sul perimetro, la circolazione non è fluida e per tre quarti le medie dall'arco sono modeste.
    La palla dentro non arriva mai, complice la serata opaca di Simmons, ma anche la capacità della Dolomiti Energia di chiudere ogni linea di passaggio interna sui giochi a due. Solo negli ultimi 8', quando la difesa graffia sulla spinta della grinta profusa da capitan Ferrero riuscendo ad alzare il ritmo, Varese ritrova il feeling con la retina dall'arco (8/14 da 3 dopo il 5/18 dei primi 20' ) quando migliora la qualità dei passaggi per arrivare ai tiri aperti.
    In precedenza però Trento l'aveva scardinata ripetutamente con un Gentile super nei panni del play occulto (6 assist a metà gara) punendo i raddoppi in post basso con scarichi al bacio sul lato debole per i fucilieri Blackmon e Mian (prova monstre con 21 punti in 14' per l'ex di turno che prima viaggiava a 2,5 punti col 17% dall'arco).
    Nello sviluppo tecnico della gara pesa probabilmente anche un metro arbitrale iperpermissivo che, al di là del macroscopico abbaglio costato il tecnico a Caja (Pascolo aveva già alzato il braccio dopo il fallo commesso su Ferrero: quel non-fischio è costato 5 punti a Varese) non ha mai tutelato Mayo nelle sue (rare) avventure in area o sopratuttto sui ripetuti bumping dei lunghi trentini sui cambi difensivi.
    Ma il totale generale non cambia: la Dolomiti Energia ha punito ciclicamente le scelte difensive dell'OJM e messo a nudo la prevedibilità del suo attacco a metà campo vista la mancanza di un esterno capace di attaccare il ferro creando vantaggi per sé e gli altri. Lo stop deve aprire gli occhi sull'attuale valore di Varese: al di là della classifica cortissima (ci sarebbe ancora uno spiraglio aritmetico perle Final Eight) la truppa di Caja deve guardarsi le spalle e non alzare lo sguardo verso traguardi che non le appartengono per personalità, assortimento, qualità.
    Serve compattarsi in vista del primo mese del 2020, con una sola gara casalinga contro Trieste e tre trasferte a Treviso, Sassari e Bologna sponda Fortitudo. Ma con tutto l'impegno e la dedizione del mondo, chi nasce tondo non diventa quadrato: fattore campo o no, l'attuale versione dell'OJM non può competere contro squadre ben organizzate, aggressive e in serata dall'arco come la Trento di ieri.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    E’ una Trento tenace sporca e cattiva quella che nell’ultima gara del 2019 sbanca Masnago e porta a casa una partita che Varese, messa a nudo di tutti i suoi difetti, cerca di recuperare nel finale del quarto periodo. Purtroppo, delle scelte tanto avventate quanto scriteriate, condannano i padroni di casa al secondo stop casalingo di questa stagione per un finale che segna 81 per Varese e 86 per Trento. Vittoria meritata quella dell’Aquila Basket ma agevolata in maniera imbarazzante da una gestione della terna arbitrale da far venire i brividi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:   Peak 6 : è il solo che a livello fisico sembra reggere l’urto e in difesa sicuramente svolge bene il ruolo di stopper; deficitario, nonostante i 10 punti, il suo apporto offensivo. MONOFASE   Clark 4,5 : sta diventando sempre più un problema conclamato. Non regge l’urto difensivo ne’ sulla guardia ne’ tantomeno sull’ala piccola avversaria; in attacco i suoi sono canestri sporadici.   NON PERVENUTO   De Vita N.E.   Jacovics 5 : non riesce a replicare la serata di grazia di 3 giorni fa in fase offensiva e, forse per questo, non trae nemmeno energia per opporsi ai piccoli di Trento.  SCARICO   Natali N.E   Vene 5 : prova la partenza sprint dell’ultima partita ma questa volta è una partenza falsa, condita da diverse imperfezioni che gli fanno preferire Ferrero. Solo 16 minuti di utilizzo parlano chiaro sulle scelte tecniche di questa sera. ACCANTONATO   Cervi 5,5 : sembra che il lungo emiliano stia lentamente acquisendo condizioni fisiche migliori; esce, blocca, rolla ma serve a poco se poi quando è sotto canestro da solo nessuno lo vede ...  DESAPARECIDO   Simmons 5,5 : insolita prestazione imprecisa per il lungo statunitense che sbaglia appoggini largamente nelle sue possibilità, subisce i contatti sporchi che gli avversari non lesinano, e forse paga un po’ di appannamento.  SBALLOTTATO    Mayo 5 : sembra essersi interrotto il feeling tra lui e i suoi compagni come con coach Caja che non gliene perdona mezza. Prima parte di gara abbastanza anonima, poi cerca di caricarsi di responsabilità e, dopo una fiammata che incendia tutto il palazzetto, sul meno 5 spegne tutto con 2 tiri da 9 metri che non toccano nemmeno il ferro.  GRISU’   Tambone 4,5 : gestione di un contropiede 4 contro 2 che definire fantozziano è poco. Un play o guardia che dir si voglia che non sia mai in grado di attaccare il ferro, tra massima serie e A2, non lo ricordo.  FLOP    Gandini N.E.   Ferrero 6,5 : il capitano è l’unico che in una giornata storta cerca di caricare i suoi; è autore di una buona prestazione ma ha la sola colpa di predicare nel deserto. MOSE'

  • simon89
    L'Openjobmetis impone il marchio di fabbrica della sua versione Enerxenia Arena anche contro Pistoia. Sesta vittoria casalinga consecutiva per la truppa di Attilio Caja, che schianta l'OriOra rifilando il maggior scarto stagionale ai toscani, a digiuno per l'ottava volta in versione viaggiante, e ribadendo l'elevato spessore del suo rendimento casalingo.
    Questione di aggressività, energia e grinta, con la difesa che concede il 30% dal campo ai toscani grazie a una efficace staffetta in grado di tenere a stecchetto il temuto Petteway. Ma anche questione di qualità nelle esecuzioni, col 59% da 2 e il 52% da 3, figlio della solita coralità ma anche di una efficace distribuzione tra soluzioni interne e perimetrali.
    L'efficacia sull'asse interno Vene-Simmons con i giochi a due tra i lunghi che danno volume all'attacco all'inizio di primo e terzo quarti confermano che l'OJM in versione Masnago sa anche incidere dentro l'area (30 punti contro i 22 dei toscani); poi la marcia in più la dà un torrido Ingus Jakovics, la cui fiammata da 10 punti nei 3' finali del primo quarto cambia volto alla partita sui due lati del campo.
    L'esterno lettone non fa bene solo in fase di finalizzazione (6/8 dal campo e 8/9 ai liberi), ma contribuisce a liberare Mayo dai compiti di impostare il gioco in regia: la coppia sul perimetro funziona efficacemente con lo statunitense che trasmette netti segnali di controtendenza (anche 10 rimbalzi oltre ai 5 assist e al 7/14 dal campo) rispetto alla prova opaca di Cremona.
    Insomma Varese ritrova i suoi protagonisti, compreso un Vene da 6/8 dal campo più 7 rimbalzi e 4 assist, e replica il copione in modalità assolo già visto contro Fortitudo Bologna (più 23), Brindisi (più 24) e Roma (più 30). E i 4.358 paganti per il Boxing Day - come sempre affluenza imponente per le festività natalizie in una partita sulla carta poco stimolante - gradiscono l'atteggiamento con cui l'OJM cancella l'immagine poco brillante di Cremona.
    Serviva vincere e convincere, e la squadra di Caja ha eseguito nel modo migliore, ribadendo la sua capacità di schiantare gli avversari con il suo mix di energia e qualità corali. La gente di Masnago applaude e festeggia, col coach pavese che riceve il tributo personale dalla Curva Nord al termine di una prova dal volume di gioco davvero sostanzioso in ogni voce statistica (43-28 a rimbalzo, 19-9 negli assist e 105-63 nella valutazione statistica).
    Domenica si torna nel fortino biancorosso per la chiusura del percorso dell'anno solare 2019 contro Trento: l'obiettivo dell'OJM è replicare il copione decisivo nel match di ieri pur contro un'avversaria dal talento offensivo superiore come la Dolomiti Energia, e regalare un'altra giornata di festa ai suoi tifosi. Per obiettivi di classifica, Final Eight e tabù trasferta da sfatare ci sarà tempo nel 2020 a partire dalla tappa del 5 gennaio a Treviso, per ora godiamoci questa Varese vincente, convincente e divertente (solo) in casa.
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    Non certo una partita scintillante quella andata in scena il giorno di Santo Stefano a Masnago tra Varese e Pistoia che arrivava da un buon periodo e che il suo allenatore Carrea aveva stimolato, chiedendo di fare il salto di qualità cercando l’impresa anche fuori casa. Evidentemente anche i toscani soffrono della stessa sindrome dei varesini cioè il mal di trasferta e dopo i primi 5 minuti equilibrati i padroni di casa allungano progressivamente fino ad arrivare al 91 a 60 finale. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 4,5 : il processo di maturazione è ancora molto indietro, parte bene con una schiacciata tutta voglia ed energia ma finisce tutto lì, per il resto dell’incontro non si fa notare che per i 5 falli spesi in maniera ingenua se non quasi voluta. ABULICO
    Clark 5,5 : Jason riesce ad incidere nonostante resti in campo per 23 minuti praticamente in un concentrato di 3 azioni offensive dove mostra sicuramente qualità tecniche che possono permettergli di giocare nel massimo campionato italiano, ma per il resto della partita non trova ritmo in attacco e in difesa paga pegno spesso e volentieri tanto che piovono cambi punitivi. GRANDINATA
    De Vita N.E.
    Jakovics 8 : migliore in campo per distacco. Il lettone entra in campo e al posto delle mani ha 2 stufe roventi. Il piglio è il solito, aggressivo in difesa dove è sempre un fattore e letale in attacco dove segna con una facilità irrisoria e con percentuali fantascientifiche. ISAAC ASIMOV
    Natali 5,5 : sembra essere rientrato finalmente nelle rotazioni ma evidentemente si deve togliere un po’ di ruggine. OSSIDATO
    Vene 7 : come nella partita di Cremona parte con uno score impressionante, infatti è lui che firma i primi 8 punti della OJM. Ovviamente non può tenere quelle medie per tutta la partita ma a differenza dell’ultimo incontro disputato al Pala Radi non scompare dai radar ma anzi è autore di una partita solida e convincente. SVAMPATO
    Cervi 6,5 : nel primo incontro in cui riesce a giocare con un minutaggio accettabile Riccardo dimostra di poter essere un fattore se sfruttato per le sue caratteristiche. Sicuramente non lo aiuta essere spedito a 10 metri da canestro a fare degli show difensivi ma il servirlo in post basso o sopra il ferro può essere una buona idea. ALTERNATIVA
    Simmons 7 : sfiora nuovamente la doppia doppia e ha vita facile anche per l’assenza di un centro vero e proprio tolto Brandt che non riesce mai ad impensierirlo. E’ ormai la costante più positiva della squadra biancorossa. CERTEZZA
    Mayo 7 : inizio di gara che non fa presagire nulla di buono, sembra la fotocopia della gara disputata contro Cremona. Nella ripresa invece torna a giocare da leader e aggiusta la mira anche se, ad onor del vero, diverse bombe le mette a risultato abbondantemente acquisito. Da evidenziare i 10 rimbalzi che non sono usuali per lui e 5 assist, segno che è tornata anche la regia. OZPETEK
    Tambone 5,5 : sembra continuare il periodo di flessione per Matteo che infatti si vede solo 13 minuti in campo dove si nota più per le 3 palle perse che per altro. INVOLUTO
    Gandini N.E.
    Ferrero 6 : oggi il capitano ha meno occasioni di mettersi in mostra visto che Vene è autore di una buona gara. Mette a referto 2 bombe utili a capitalizzare il vantaggio e in difesa si fa rispettare. ORDINARIO

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