Jump to content

VareseFansBasketNews


  • banksanity6
    Non certo una partita scintillante quella andata in scena il giorno di Santo Stefano a Masnago tra Varese e Pistoia che arrivava da un buon periodo e che il suo allenatore Carrea aveva stimolato, chiedendo di fare il salto di qualità cercando l’impresa anche fuori casa. Evidentemente anche i toscani soffrono della stessa sindrome dei varesini cioè il mal di trasferta e dopo i primi 5 minuti equilibrati i padroni di casa allungano progressivamente fino ad arrivare al 91 a 60 finale. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 4,5 : il processo di maturazione è ancora molto indietro, parte bene con una schiacciata tutta voglia ed energia ma finisce tutto lì, per il resto dell’incontro non si fa notare che per i 5 falli spesi in maniera ingenua se non quasi voluta. ABULICO
    Clark 5,5 : Jason riesce ad incidere nonostante resti in campo per 23 minuti praticamente in un concentrato di 3 azioni offensive dove mostra sicuramente qualità tecniche che possono permettergli di giocare nel massimo campionato italiano, ma per il resto della partita non trova ritmo in attacco e in difesa paga pegno spesso e volentieri tanto che piovono cambi punitivi. GRANDINATA
    De Vita N.E.
    Jakovics 8 : migliore in campo per distacco. Il lettone entra in campo e al posto delle mani ha 2 stufe roventi. Il piglio è il solito, aggressivo in difesa dove è sempre un fattore e letale in attacco dove segna con una facilità irrisoria e con percentuali fantascientifiche. ISAAC ASIMOV
    Natali 5,5 : sembra essere rientrato finalmente nelle rotazioni ma evidentemente si deve togliere un po’ di ruggine. OSSIDATO
    Vene 7 : come nella partita di Cremona parte con uno score impressionante, infatti è lui che firma i primi 8 punti della OJM. Ovviamente non può tenere quelle medie per tutta la partita ma a differenza dell’ultimo incontro disputato al Pala Radi non scompare dai radar ma anzi è autore di una partita solida e convincente. SVAMPATO
    Cervi 6,5 : nel primo incontro in cui riesce a giocare con un minutaggio accettabile Riccardo dimostra di poter essere un fattore se sfruttato per le sue caratteristiche. Sicuramente non lo aiuta essere spedito a 10 metri da canestro a fare degli show difensivi ma il servirlo in post basso o sopra il ferro può essere una buona idea. ALTERNATIVA
    Simmons 7 : sfiora nuovamente la doppia doppia e ha vita facile anche per l’assenza di un centro vero e proprio tolto Brandt che non riesce mai ad impensierirlo. E’ ormai la costante più positiva della squadra biancorossa. CERTEZZA
    Mayo 7 : inizio di gara che non fa presagire nulla di buono, sembra la fotocopia della gara disputata contro Cremona. Nella ripresa invece torna a giocare da leader e aggiusta la mira anche se, ad onor del vero, diverse bombe le mette a risultato abbondantemente acquisito. Da evidenziare i 10 rimbalzi che non sono usuali per lui e 5 assist, segno che è tornata anche la regia. OZPETEK
    Tambone 5,5 : sembra continuare il periodo di flessione per Matteo che infatti si vede solo 13 minuti in campo dove si nota più per le 3 palle perse che per altro. INVOLUTO
    Gandini N.E.
    Ferrero 6 : oggi il capitano ha meno occasioni di mettersi in mostra visto che Vene è autore di una buona gara. Mette a referto 2 bombe utili a capitalizzare il vantaggio e in difesa si fa rispettare. ORDINARIO

  • simon89
    Openjobmetis fuori asse con la spina dorsale Mayo-Vene sfaldatasi nel derby di Cremona. Preoccupano il calo di rendimento del play e quello di forma dell'ala forte, che hanno toccato il picco più basso al PalaRadi confermando il trend negativo delle ultime settimane. Lo statunitense, nuovamente rivedibile in avvio di gara nell'atteggiamento difensivo e nel dare poca aggressività all'attacco, ha giocato solo 20' finendo subito in panchina come ormai gli capita da diverse partite, soprattutto in trasferta.
    Che Mayo digerisca male i cambi punitivi - certo però quella difesa... - e necessiti di una gestione più votata alla carota che al bastone, con la necessità insomma di concedere qualche licenza come Caja faceva con Maynor? La versione spersonalizzata di sabato sul campo della Vanoli è mutile se non dannosa alla causa biancorossa, ma Andrea Conti amplia il discorso a tutto campo: «Se guardiamo i numeri, Josh sta facendo meglio delle sue ultime cinque stagioni, in cui viaggiava a 14 punti e 4 assist di media - è l'analisi del g.m. biancorosso -. Di fatto il rendimento si sta assestando dopo che ci aveva abituato troppo bene. Il problema è che non si capisce per quale motivo diventi remissivo quando giochiamo in trasferta; in realtà non è l'unico, perché tutta la squadra condivide questo atteggiamento».
    Il problema diffuso è legato alla personalità, sebbene almeno all'inizio Mayo sembrasse averne da vendere (vedi i 32 punti della trasferta di Trieste, unico hurrà esterno della stagione): alla prova dei fatti, colui che doveva essere leader sta dando un'impronta decisamente poco marcata alla squadra nella versione esportazione. «I giocatori non vanno mai fuori dallo spartito e - aggiunge Conti - fuori casa ci spegniamo alla prima difficoltà senza riuscire a trovare quella scintilla che in casa viene generata dalla spinta del pubblico. In realtà, sono più preoccupato da Vene, che mi pare in un momento di difficoltà legato a un calo fisico e mentale. Ma in generale mi preoccupa anche come abbiamo subito a Cremona, concedendo troppo dentro l'area e sulle penetrazioni: fatico a comprendere come una squadra che si alleni tanto e bene come la nostra possa mettere in campo una faccia così diversa come accaduto a Cremona».
    Oggi si torna in palestra per un Natale di lavoro preparando l'impegno casalingo di giovedì contro Pistoia: partita delicatissima nella quale ci si aspetta una risposta caratteriale importante e mettere le basi per una doppietta casalinga (domenica all'Enerxenia Arena arriverà Trento) per chiudere serenamente il 2019. L'OJM di Cremona è stata troppo brutta per esser vera, soprattutto nel modo di interpretare lo spartito dettato da Artiglio quasi per routine più che per convinzione. Aggrapparsi al fattore campo pensando con leggerezza di vincere solo perché si gioca a Masnago è la scorciatoia per farsi risucchiare nella bagarre salvezza.
    Giuseppe Sciascia 
     

  • simon89
    L'Openjobmetis naufraga malamente sul campo di Cremona e vede allontanarsi il sogno Final Eight. Si allunga a quota 6 la serie negativa lontano da Masnago: la peggior Varese della stagione si fa mettere sotto sul piano atletico, fisico e agonistico da una Vanoli più grintosa a dispetto delle assenze di Diener, Mathews e Stojanovic.
    L'effimero più 9 d'inizio secondo quarto finisce presto sommerso dalla marea crescente prodotta dal moto perpetuo della squadra di Sacchetti, che toghe completamente fluidità alla manovra biancorossa e impone una supremazia soverchiarne dentro l'area (38-22 i punti nel pitturato, 73% contro 55% le percentuali da sotto e 42-26 l'esito del duello chiave a rimbalzo).
    Una sconfitta indigesta nelle proporzioni e nel modo in cui è maturata - solare il differenziale in termini di valutazione statistica: 129 contro 64 - che certifica come qualsiasi ambizione di questa OJM, al di là della salvezza tranquilla, sia totalmente mal riposta fino a quando la squadra di Caja produrrà prestazioni esterne così lontane da uno standard accettabile.
    Ricordate le pesanti sconfitte di Milano e Brescia, giustificate anche in funzione dello spessore fisico delle avversarie? Il trittico Reggio Emilia-Cantù-Cremona spazza via ogni alibi: l'Openjobmetis versione trasferta non è neppure lontana parente di quella capace di schiantare rivali d'alto livello con la sua aggressività. E quella del PalaRadi è stata la versione peggiore per inconsistenza fisica e tenuta mentale, schiacciata dall'energia di una Vanoli capace di nascondere tre defezioni importanti con la verve degli italiani Ruzzier, Akele e De Vico. E di banchettare nel pitturato del team di Caja, più volte trafitta dentro l'area dal fiorettista Happ o dalle serpentine dei piccoli quando le rotazioni difensive non funzionano.
    Varese è lasciata a piedi dai suoi uomini più rappresentativi, ossia Mayo e Vene, che giocano una partita di grigiore impiegatizio senza mai dare alcuna impronta emotiva. Gli unici spunti degni di nota arrivano da Jakovics e Ferrero, ossia i due sostituti dell'asse portante che si rivela decisamente sbalestrato alla prova del campo: troppo poco per una OJM in costante affanno contro un'avversaria più grintosa e graffiante, esattamente come accade a parti invertite all'Enerxenia Arena quando la truppa di Caja azzanna e sbrana sulla spinta dei suoi tifosi.
    Che ora avranno due occasioni casalinghe per chiudere il 2019 contro Pistoia e Trento, lasciando l'ultimissima chance per acciuffare il pass per le Final Eight nella prima trasferta del 2020 a Treviso. Ma se la Varese formato esportazione sarà ancora quella del PalaRadi è inutile farsi illusioni. E se Mayo e Vene sono quelli delle ultime due partite è lecito porsi qualche interrogativo, soprattutto sul play del 1987 che sembra spersonalizzato (5 tiri dal campo in 20' impalpabili) rispetto a quello di un mese fa. Di sicuro l'OJM non passerà un Natale sereno...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Giancarlo Ferrero si gode il premio di MVP della tredicesima giornata assegnatogli dalla Lega Basket per la prova dei 3 record in carriera - rimbalzi, falli subiti e valutazione - con la quale ha abbattuto Pesaro. All'indomani dei 27 punti scaricati nella retina della Carpegna Prosciutti, il capitano del-l'Openjobmetis focalizza l'attenzione sull'importanza della vittoria per mantenere il ritmo in chiave Final Eight senza dare eccessivi significati alla sua gara nella quale la sua classe operaia ha spedito Varese in paradiso.
    «Sono contento per la mia prestazione, ma soprattutto per aver vinto una partita che poteva sembrare semplice ma non lo è stata, perché ci siamo trovati di fronte un'avversaria che è venuta all'Enerxenia Arena con grandi motivazioni. Abbiamo disputato un primo tempo non da noi, poi nella ripresa abbiamo rubato qualche pallone in più e grazie alla difesa abbiamo trovato punti facili. Due punti importanti per la classifica e per ripagare il lavoro quotidiano che portiamo avanti con grande impegno. La mia prestazione conta meno rispetto a tutto ciò...».
    Grinta, carica agonistica, difesa ma anche triple e bottino da stella: per una volta l'adrenalina del capitano è andata anche a referto... «Siamo una squadra nella quale tutti possono fare qualcosa di utile: non è solo questione di punti realizzati, a volte è una difesa importante o semplicemente un incoraggiamento quando serve. La nostra identità è basata sul gruppo, a Varese è così da anni e vogliamo portare avanti questo modo di essere perché ci crediamo. Sappiamo che dobbiamo farci trovare pronti perché il momento di essere protagonisti arriva per tutti; quando capita l'occasione bisogna dimostrare di esserci».
    E lei domenica ha dimostrato con i fatti cosa significa farsi trovare pronti, complici i falli di Vene... «A volte la palla entra più facilmente, ma farsi trovare pronti a fare qualcosa di utile per la squadra sta anche nelle piccole cose. L'identità della squadra nasce così: una partita nella quale abbiamo commesso qualche errore più del solito in difesa visto gli 87 punti concessi l'abbiamo comunque vinta facendo qualcosa di diverso con l'attacco sugli scudi».
    Dal 32% da sotto contro Cantù al 61% dentro il pitturato contro Pesaro: cosa cambia tra casa e trasferta? «Riusciamo ad essere più aggressivi a livello di energia ed attaccare il ferro sfruttando il ritmo più elevato che ci arriva dall'intensità della difesa. Per rompere il ghiaccio fuori casa dobbiamo limare qualche dettaglio e ridurre il numero degli errori: davanti al nostro pubblico è più facile nascondere sbavature con la spinta della gente e le buone percentuali. In trasferta è più difficile, vanno curati tutti gli aspetti nei minimi particolari».
    Sabato a Cremona riuscirete a fare quel regalo di Natale chiesto da Andrea Conti a Ville Ponti, sfatando il tabù esterno? «Abbiamo iniziato a lavorarci sopra, ma sono fiducioso perché le motivazioni per questa trasferta sono fortissime. Qui gli stimoli sono a mille per tutti: all'interno del gruppo ognuno di noi ha obiettivi differenti ma condivide lo stessa ambizione di fare il massimo. La stessa spinta è condivisa dallo staff tecnico e dalla società, e questo è il modo giusto per fare le cose...».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis fa cinquina all'Enerxenia Arena e rimane agganciata al treno delle Final Eight. La formazione di Caja allunga la sua striscia vincente casalinga e tiene a quota zero il fanalino di coda Pesaro, domata con un finale all'insegna dell'aggressività e del sacrificio dopo un'inedita versione "sparatoria all'OK Corral" nei primi 28 minuti.
    Varese gioca una partita leggera per lunghi tratti, affidandosi all'attacco (record stagionale i 103 punti a referto) più che alle abituali certezze difensive: il primo tempo chiuso sul 56-54 concedendo il 73% da 2 è totalmente contrario alle abitudini casalinghe biancorosse. Che girano le viti in retroguardia dopo l'intervallo (2/13 da 2 per gli ospiti nella ripresa...) con Simmons dominante sui due lati del campo (5/6 da 2, 5/7 ai liberi, 10 rimbalzi e 2 stoppate) e la coppia Peak-Clark a sfruttare tutta la loro energia nel gioco in campo aperto.
    L'eroe della serata è però Giancarlo Ferrero, mattatore sul fronte offensivo per una OJM che manda sul proscenio il meno atteso dei protagonisti nelle pieghe di un collettivo affidabile (6 in doppia cifra). Il primo tempo da 17 punti in 13' del capitano permette a Varese di non deragliare nella sfida tutta punti e triple contro un'avversaria talentuosa in attesa dell'innesto del nuovo straniero Troy Williams. E alla fine le triple della staffa nella ripresa portano ancora la firma dell' ala mancina, che fa le veci di un inconsistente Vene in una prova di rara sostanza al di là del bottino finale (anche 8 rimbalzi e 7 falli subiti oltre al 7/12 totale dal campo).
    La spinta giusta per l'OJM arriva dalla panchina, un graffiante Jakovics dà ritmo alla manovra ed alla difesa più di Mayo; nella sua versione casalinga la truppa di Caja ribadisce more solito la maggior propensione alla corsa e al gioco interno (42 punti in area contro i 28 di Pesaro). Non solo servendo finalmente qualche pallone giocabile a Simmons, ma anche cercando punti in avvicinamento con le penetrazioni degli esterni (Peak e Clark, ma pure Mayo e Jakovics).
    Oltre al fattore Enerxenia Arena, c'è anche il fattore della difesa della Carpegna Prosciutti, statisticamente la più battuta del campionato; ma il 68% finale nel tiro da sotto fa tutta la differenza del mondo rispetto al 32% nel derby del PalaDesio. Aspettando ancora un Cervi visibilmente in ritardo di condizione nei primi 128 secondi da giocatore dell'OJM, la vittoria oltre quota 100 contro il fanalino di coda ribadisce le distanze ampie tra Ferrero e soci e la bagarre salvezza.
    A quattro partite dal termine del girone d'andata, Varese ha sei lunghezze di margine sul penultimo posto e due di ritardo dalla zona Final Eight: per guardare in alto servirà sfatare il tabù esterno nell'anticipo di sabato a Cremona (con l'esordio di Malachi Richardson per sopperire alle tre assenze di Diener, Matthews e Stojanovic). Ma serve anche recuperare l'asse portante Mayo-Vene, ieri poco incisivi e non soltanto perché al servizio di compagni più brillanti...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    E' una Pesaro ostica quella che scende in campo sotto le volte di Masnago e come evidenziato nelle ultime uscite si dimostra combattiva e anche ispirata offensivamente tant’è che il primo tempo si chiude con un risultato che potrebbe benissimo essere di una partita NBA. Nella ripresa, causa rotazioni ridotte da parte dei viaggianti, l’incisività dei marchigiani cala e così anche la fiducia e Varese riesce a stringere quanto basta le maglie per realizzare un break che alla fine si dilaterà arrivando al 103 a 87 conclusivo per una vittoria meritata da parte dei padroni di casa. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 7,5 : questo ragazzo alterna prestazioni negative ad altre che ne dimostrano tutte le qualità e le doti fisiche che sono sicuramente di ottimo livello. Forse la giovane età e qualche carenza caratteriale ne documenta la crescita non completa dal punto di vista della mentalità ma quando scende in campo convinto dei suoi mezzi e non deraglia Mr. Hyde è solo un miraggio lontano. DOTTOR JEKYLL
    Clark 6,5 : il problema della guardia varesina ad ora è sicuramente la continuità all’interno della gara. Anche oggi nel primo tempo sembra poco ispirato poi nella ripresa riesce a trovare fiducia, si affila le unghie e in penetrazione fa malissimo alla VL. GRAFFIANTE
    De Vita N.E.
    Jakovics 6,5 : prestazione non eclatante ma nemmeno scadente quella di Ingus che contrariamente a quello che ci aveva abituato, trova canestro con incredibile efficacia attaccando il ferro e battendo il suo avversario grazie alla maggiore rapidità, mentre fatica a realizzare da fuori nonostante prenda tiri con buone spaziature. SPEEDY GONZALES
    Natali N.E.
    Vene 5,5 : l’estone è autore di una prestazione quasi anonima, senza mai essere ne carne ne pesce cadendo troppo spesso in errori banali che lo portano a commettere troppi falli che non lo aiutano certo a trovare il ritmo per poter incidere. EVANESCENTE
    Cervi S.V.
    Simmons 7,5 : il suo impatto è come sempre devastante. Fino ad ora non c’è stato nessun diretto avversario che sia stato in grado di metterlo sotto. Anche stasera 36 minuti di utilizzo e doppia doppia portata a casa e da segnare sugli almanacchi. E quando decide che sotto il suo tabellone non si passa la “stura” è lì ad attenderti. NOT IN MY HOUSE
    Seck N.E.
    Mayo 6,5 : il folletto nativo dell’Indiana non sembra essere particolarmente ispirato offensivamente parlando, infatti fatica più del solito a trovare la via del canestro soprattutto con la specialità della casa. Come sempre dimostra però di avere un’ottima lettura della situazione e nella ripresa si dedica ad attivare i suo compagni limitando le iniziative personali. MATURO
    Tambone 5 : partita con le polveri bagnate quella di Matteo che fatica oltre ogni modo a trovare la via del canestro e chiude con una brutta virgola la sua serata e una prestazione poco convincente soprattutto visto le sue ultime prestazioni. MICCETTA
    Gandini N.E.
    Ferrero 8,5 : il capitano sfiora il career high fatto registrare un anno fa a Trieste con 27 punti ma la sua partita è ricca di tanti altri dati positivi come gli 8 rimbalzi e le ottime percentuali al tiro con un 35 di valutazione complessiva. In una serata in cui Vene non riesce ad esprimersi con continuità Giancarlo lo sostituisce alla grande con una prestazione monstre. IL BARBA DI BRA

  • simon89

    Derby amaro per Varese

    By simon89, in News,

    Il clima del derby contro Cantù non guarisce il mal di trasferta dell'Openjobmetis. La truppa di Caja allunga a quota 5 la sua serie negativa lontano da Masnago, subendo la maggior freschezza atletica dell'Acqua San Bernardo che in attesa del talento di Joe Ragland (regalo extra di uno sponsor che impiegherà l'ex Milano come testimonial) abbatte una Varese opaca e poco reattiva in ogni aspetto del gioco. Ossia una squadra diametralmente opposta a quella che aveva schiantato Roma sul piano dell'intensità e dell'energia, mentre ieri si è fatta mettere sotto in ogni situazione legata a vigore e fisicità.
    Eloquente il dato delle percentuali nel pitturato, dove Cantù ha prodotto il 61 % su 31 tiri dentro l'area conquistando ripetutamente punti sudati con l'accelerazione dei suoi esterni, mentre l'OJM ha totalizzato un più che modesto 32% su 22 tentativi, andando più volte a sbattere in penetrazione e servendo solo una volta dentro l'area Jeremy Simmons. In attesa di Riccardo Cervi, fermato in extremis da un problema alla pianta del piede, i biancorossi hanno ribadito la totale latitanza di risorse interne ripetendo l'ormai abituale tiro al bersaglio obbligato dall'arco.
    E la squadra reattiva e graffiante che aveva dato spettacolo domenica scorsa all'Enerxenia Arena? Dispersa nel tragitto tra il piazzale di Masnago e Desio, così come già altre volte - ma mai raggiungendo i picchi negativi di ieri - è accaduto quando Ferrerò e soci mettono il naso fuori da Varese. In un derby dal volume di gioco oggettivamente modestissimo sarebbe bastato poco per provare a invertire il trend negativo in trasferta alzando l'asticella delle ambizioni. La sconfitta di ieri, nitida e indiscutibile per i meriti dell'Acqua San Bernardo più assetata di punti in ogni aspetto del gioco, dimostra con i fatti che le ultime esibizioni esterne non dipendevano solo dal valore degli avversari, ma anche e soprattutto dal (dis)valore espresso dall'OJM in formato esportazione.
    La Varese in versione Masnago aggredisce le partite con un atteggiamento grafitante che ne esalta le qualità difensive e le permette di spingere sull'acceleratore per sfruttare al meglio i suoi atleti e nascondere la taglia limitata in quasi tutti i ruoli. Invece in trasferta l'atteggiamento è di base guardingo, se non remissivo, come apparso nel 9-2 iniziale che ha evidenziato un impatto con la partita molto diverso da quello che sarebbe servito per incatenarla sui binari giusti per la truppa di Caja.
    Senza la spinta garantita dalla difesa, i biancorossi si sono incartati in un prevedibile "rimescolo" sul perimetro che, col Mayo fuori fase del primo tempo e il Vene giù di corda della ripresa, ha avuto pochi interpreti efficaci. Da salvare solo l'anima italiana di Tambone e Ferrero, che hanno provato a dare un po' di garra a un'OJM decisamente inespressiva. Ma con questo atteggiamento in trasferta non si va da nessuna parte, men che mai alle Final Eight...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis banchetta a suon di triple contro Roma nel lunch match che ribadisce la legge dell'Enerxenia Arena. Quarta vittoria casalinga consecutiva per la compagine di Attilio Caja, che spazza via una inconsistente Virtus grazie alla fiammata iniziale (10/12 da 3 nei primi 13 minuti ! ) e dilaga fino al più 30 finale, quarto scarto oceanico della stagione dopo quelli rifilati a Trieste, Fortitudo Bologna e Brindisi.
    Match a senso unico dominato per 40 minuti filati da una Varese concentratissima nell'imporre il suo ritmo indiavolato agli avversari. Il marchio di fabbrica è quello abituale della difesa, con Simmons e Vene perfetti nella morsa per disinnescare la produzione interna di Jefferson e la staffetta su Dyson a limitare il bomber ospite dopo gli 8 punti dei primi 6'. E quello della coralità, con cinque uomini in doppia cifra guidati da un ritrovato Peak (8/12 al tiro più 4 rimbalzi e 3 recuperi) a sfiorare i 100 punti con un sinfonico 56% dal campo frutto dell'eccellente 75% finale nel tiro da 2.
    Dunque stavolta l'OJM non ha vissuto solo di triple, con la grandinata iniziale che ha ridotto la sua frequenza (14/33 finale di cui 4/16 nella ripresa dopo il 10/17 di metà gara) senza veder calare il fatturato offensivo grazie alla capacità di esaltare le doti acrobatiche di Simmons (4 schiacciate su alley-hoop o mis-match sfruttati) e la bravura di Clark e Peak di attaccare il canestro sui ribaltamenti della manovra. Menzione particolare per la panchina, col primo impatto di Jakovics e Ferrero fondamentale per propiziare il 14-0 di fine primo quarto e la costanza ad alto livello di Tambone a dare sostanza sui due lati. I 37 punti prodotti dal secondo quintetto - 18 dei quali dal lettone, graffiante anche nel secondo tempo dal perimetro - hanno fatto la differenza rispetto ai 9 fatturati da Roma, garantendo all'OJM quella capacità di mantenere l'intensità ad alto livello che rappresenta la differenza primaria tra rendimento casalingo ed esterno.
    La truppa di Caja regala dunque una domenica festosa ai 3.911 presenti (in parterre è spuntato anche l'ex patron di Cantù Dmitry Gerasimenko, che ha avuto parole di apprezzamento per il tecnico pavese) che hanno rinviato il pranzo per dare fiducia alla voglia di riscatto dei biancorossi. Che col solito approccio graffiante e grintoso versione Masnago, hanno mandato fuori partita una Virtus remissiva, con le giocate spettacolari di Peak e Simmons e le sventagliate dall'arco di Mayo e Jakovics ad accompagnare una costante applicazione sui due lati del campo.
    Così l'OJM inaugura nel modo migliore il cammino di dicembre, riaggancia il gruppone a quota 10 a ridosso della zona Final Eight e attende l'aggiunta di Riccardo Cervi in vista del derby di domenica a Cantù. Ossia il primo punto di svolta - cercando la continuità tanto bramata da Caja - per capire se dovrà accontentarsi delle vittorie da copertina a Masnago, oppure potrà scalare le gerarchie della classifica imparando a graffiare anche in trasferta.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Primo match giocato in casa alle 12.00 della domenica per Varese che, viste le percentuali, sembra aver gradito. Incontro quello disputato contro Roma che rimane equilibrato per i soli 5 minuti iniziali e che poi resta in assoluto controllo della Openjobmetis che mette a ferro e fuoco la compagine capitolina fino a raggiungere alla sirena finale ben 30 punti di vantaggio. Bucchi e i suoi non riescono mai a trovare le contromisure necessarie per arginare i padroni di casa che iniziano questo mese di dicembre con il piede giusto. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 8 : per ora non ha certo brillato per la sua continuità di rendimento ma come nella partita contro Brindisi, quando L.J. è in giornata, grazie al suo fisico ed alle sue qualità cestistiche diventa inarrestabile quasi per chiunque e sa essere un fattore sui 2 lati del campo. TITANO
    Clark 6,5 : una partita meno incisiva rispetto alla sua ultima uscita a Reggio Emilia dal punto di vista offensivo ma riesce a migliorare sensibilmente come gestione del gioco e sulle palle perse. Nel complesso una prestazione discreta. DILIGENTE
    De Vita S.V.
    Jakovics 7,5 : primo tempo in cui rasenta la perfezione al tiro dalla lunga e solita difesa asfissiante nei confronti di Dyson che lo soffre ed infatti va fuori giri. Nella ripresa calano le percentuali ma si guadagna diversi liberi che mette poi a referto con la consueta freddezza che va in contrapposizione con la sua mano bollente. LAVA
    Natali S.V.
    Vene 7 : parte forte in attacco ma poi deve mordere il freno perché sia Alibegovic che Jefferson sono ossi duri da contrastare. Ma Siim non è certo uno di quei giocatori che si fa intimidire facilmente e dopo essersi adeguato agli avversari riesce a mettergli la museruola anche grazie all’intesa con Simmons che cresce gara dopo gara. PUROSANGUE
    Simmons 7,5 : pur non facendo registrare statistiche clamorose dimostra ancora una volta di essere fondamentale per il rendimento di Varese. Alla prima azione piazza una “pera” clamorosa condizionando poi tutti gli attacchi portati al ferro dai romani. Svelto e sveglio, prontissimo a raddoppiare e non appena possibile a decollare per inchiodare il pallone nel canestro. AIR JEREMY
    Seck N.E.
    Mayo 7 : dopo la pessima prestazione al tiro offerta la scorsa settimana e che probabilmente è valsa la sconfitta dei suoi, il piccolo folletto a stelle e strisce è autore di una buona prestazione in cui non eccede nelle conclusioni. Si prende solo quelle necessarie a far capire al suo diretto avversario, Dyson, che non teme ne il confronto fisico che sulla carta lo vede nettamente inferiore, ne il confronto balistico. In entrambi i casi risponde colpo su colpo e da vero leader si dedica alla squadra invece che al suo bottino personale e la scelta risulta vincente. ERCOLINO SEMPRE IN PIEDI
    Tambone 7 : Matteo nato e cresciuto cestisticamente nella Virtus giallorossa non sente l’emozione della partita dell’ex ed è protagonista di una prestazione concreta e molto positiva, facendo intravedere quella continuità e crescita di rendimento che potrebbero consacrarlo al definitivo upgrade. CUORE DI PIETRA
    Gandini S.V.
    Ferrero 7 : nel momento di black out dei suoi lui era in campo e ha anche commesso qualche ingenuità di troppo ma poi si è fatto perdonare alla grande infilando una striscia importante da 3 e combattendo con la solita energia contro avversari ben più grossi di lui, riuscendo a mettere diversi granelli di sabbia negli ingranaggi dell’attacco romano. SAHARA

×
×
  • Create New...