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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Varese resta in attesa di risposte dalle sue prime scelte nei ruoli di playmaker ed ala forte. Ancora nessuna certezza sul fronte Josh Mayo per il club di piazza Monte Grappa: il regista statunitense avrebbe dovuto comunicare entro giovedì la sua decisione relativa all'offerta della società biancorossa. Ma nessun feedback è giunto dagli Stati Uniti, pur contando il fuso orario tra l'Italia e il Texas dove risiede l'oggetto del desiderio di Attilio Caja e dell'area tecnica bianco-rossa. Probabilmente la decisione slitterà in attesa della conclusione della finale della Bundesliga tedesca, dove il nuovo allenatore di Bonn Thomas Poch è impegnato come assistente dell'Alba Berlino.
    Varese attenderà ancora qualche giorno la scelta di Mayo, che prima di impegnarsi con altri club vuole capire le intenzioni del club germanico dove ha militato nelle ultime tre stagioni, oppure virerà altrove cambiando orientamento anche nell'assemblaggio del roster? L'eventuale no di Mayo potrebbe indurre l'OJM a puntare su uno scorer di alto livello nello spot di guardia - escluso però il sogno proibito Jason Rich, che tornerebbe volentieri a giocare per Caja dopo l'esperienza nel 2010 a Cremona ma batte almeno 300mila dollari - e puntare su un playmaker di complemento. In tale configurazione avrebbe chances Tyler Larson: il regista di Las Vegas, già in biancorosso nella seconda metà del 2017/18 contribuendo alla rimonta dall'ultimo al sesto posto, ha disputato una stagione di alto livello a Francoforte (15,7 punti e 5,4 assist dopo aver iniziato in VTB League al Parma Basket Perm).
    Ma quella di Mayo non è l'unica risposta che Varese sta aspettando dai big che ha sondato: la nuova offerta al rialzo rispetto al primo tentativo della settimana scorsa è nelle mani di Siim San-der Vene, che entro il weekend dovrà decidere se accettare la proposta dell'OJM anche senza visibilità internazionale, oppure declinare definitivamente la possibilità del ritorno sotto le Prealpi attendendo eventuali alternative da Spagna e Russia. Anche questo è uno snodo fondamentale, sia a livello economico - l'eventuale ritorno del nazionale estone avrebbe un costo sostanzioso nell'economia del budget residuo da allocare - che nell'indirizzo da dare nella scelta dell'erede di Tyler Cain. Vene è un giocatore con qualità tecniche importanti tra tiro perimetrale, visione di gioco e intelligenza cestistica; però non è un fattore a rimbalzo (3,2 nella sua esperienza in biancorosso) e andrebbe dunque affiancato con un giocatore in grado di garantire un volume importante sotto i cristalli come appunto lo stesso Cain (lo scorso anno secondo rimbalzista della serie A a 10,8 di media).
    Il principio è lo stesso per qualsiasi giocatore che riempirà una delle sei caselle mancanti al roster; ogni firma con relativo budget allocato condizionerà le scelte successive a livello tecnico ed economico. Per questo le risposte di Mayo e Vene sono così importanti nell'ottica di costruire l'asse portante della squadra: inserire i veterani richiesti da Caja nell'ossatura portante darebbe eventualmente una direzione ben precisa alle scelte successive. In ogni caso entro il weekend il mercato dell'OJM prenderà una rotta più delineata rispetto al ventaglio delle molteplici ipotesi attuali.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Cambia l'insieme dei ruoli ma non il concetto di fondo nella strategia di mercato dell'Openjobmetis. La partenza di Tyler Cain - ieri ufficializzato da Brescia con un accordo 1 + 1 - porterà il club biancorosso ad investire diversamente il budget di mercato mantenendo però il mix tra veterani e giovani emergenti che resta la priorità assoluta dell'area tecnica biancorossa.
    Un'ossatura con almeno due - se non tre giocatori rodati e dal rendimento garantito al fianco dei quali abbinare elementi da provare a lanciare come L.J.Peak; il primo elemento dall'elevato livello di affidabilità è stato individuato in Josh Mayo, che darà risposta in tempi rapidi alla proposta di Varese avendo comunque già espresso interesse con un deciso cambio di orizzonti rispetto al tentativo a vuoto di 12 mesi fa. L'altro veterano di garanzia potrebbe essere Josh Bostic, nome già considerato la scorsa estate che poi trovò proposte più lucrose rispetto all'accordo proposto dall'OJM.
    La 32enne guardia-ala già vista a Caserta e Sassari (13,7 punti di media col 36% da 3 nella seconda metà del 2017/18 dopo essere stato per 5 mesi il top scorer della Lega Adriatica a Zara) scelse i 170mila dollari del Prokom Gdynia in Polonia per giocare l'Eurocup, e Varese ripiegò così su Tommy Scrubb. Dopo i 17,5 punti più 4,2 rimbalzi e 3,1 assist fatturati nella lega polacca, il giocatore del 1987 avrebbe espresso interesse per il ritorno in Italia - destinazione gradita alla moglie - e il club di piazza Monte Grappa avrebbe riaperto il canale ricevendo segnali di apertura anche senza la vetrina delle coppe europee. Si tratta solo di abboccamenti iniziali, ma le parti si erano già piaciute e avvicinate nel luglio 2018, dunque pare possa esserci margine per aprire un dialogo concreto.
    Bostic è più ala piccola che guardia pura vista la taglia fisica (196 centimetri per 100 chili) e la propensione a finalizzare il gioco (5,5 liberi di media in Polonia), ma la duttilità di Peak - che nasce ala piccola ma ha trattamento di palla anche per giocare dei minuti da guardia - potrebbe consentire di varare una coppia di esterni con stazza e capacità di attaccare il ferro. E con un playmaker dalle eccellenti doti balistiche ma non grandi doti da penetratore come Mayo (49% da 3 su oltre 6 triple tentate a partita, più di 2 volte e mezzo il totale dei tiri da dentro l'arco dei sogni...) potrebbe essere il mix più adatto sul piano tecnico, cercando poi un sesto uomo straniero nel ruolo di playmaker-guardia anziché una guardia pura in grado di dare minuti anche da ala piccola come Jean Salumu.
    Tutte idee da sviluppare in funzione degli incastri progressivi - la prima firma indirizzerà quella successive -che spingerebbero comunque verso una OJM a trazione posteriore con un centro dalla spiccata propensione difensiva come Tyler Cain. Ma l'opzione Mosley sarà difficilmente praticabile: l'ex centro di Legnano ha autonomia non superiore ai 25 minuti, e l'accoppiata con un lungo italiano di esperienza in grado di garantirne altri 15 come Cusin costerebbe ben più dell'ipotesi Cain più un cambio italiano da 10 minuti (esclusa però la pista Davide Bruttini che ha contratto garantito anche per il prossimo anno a Capo d'Orlando).
    Nel ruolo di centro arriverà probabilmente un'altra scommessa ragionata alla Peak, riservando qualche risorsa in più per lo spot di ala forte: confermato il no di Vene senza coppa si guarderà altrove, non escludendo che l'investimento importante su un veterano con punti nelle mani possa essere dirottato in questa casella se l'abboccamento con Bostic non genererà sviluppi concreti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La notizia che nessuno voleva è arrivata: l’Openjobmetis saluta Tyler Cain. Il lungo statunitense ha comunicato la sua scelta nella serata di ieri, domenica 16 giugno: la prossima destinazione del centro del 1988 sarà Brescia.
    A parità di offerta economica, il lungo del Minnesota ha preferito i nuovi stimoli proposti dalla Germani. «A Varese ho già fatto il massimo, cerco una situazione diversa» è il succo del discorso con cui l’atleta ha spiegato la sua decisione per la quale verserà i 10mila dollari di clausola rescissoria previsti dal contratto firmato 12 mesi fa. Chissà se nella scelta del giocatore avrà inciso anche la prospettiva della wild card di Eurocup che la Leonessa ha richiesto ma rischia concretamente di non ottenere dopo il jolly giocato dalla Virtus Bologna. Ma questo ormai importa poco: Cain massimizzerà l’ottima stagione 2018/’19 disputata sotto le Prealpi (9,7 punti e 10,8 rimbalzi, secondo nell’ l’intera serie A) con un balzo importante dell’ingaggio (da circa 110mila a circa 170mila dollari il contratto firmato con il club di Graziella Bragaglio).
    L’OJM aveva fatto il massimo per provare a trattenerlo con uno sforzo economico che avrebbe previsto economie di scala ridotte negli altri ruoli; chiaro che perdere una certezza difensiva come Cain costringerà a rivedere tanti piani di battaglia, e soprattutto obbligherà Attilio Caja ad impiegare più tempo nella costruzione del nuovo sistema di gioco rispetto all’alternativa della possibile permanenza della sua architrave difensiva. Ma Varese guarda avanti, e oggi affronterà concretamente il discorso Champions League per sbloccare gli altri obiettivi di mercato: a meno di clamorosi colpi di scena giovedì la FIBA comunicherà al club prealpino che la sua preiscrizione vale la partenza dalla fase di qualificazione alla competizione.
    Andrea Conti, Attilio Caja e Toto Bulgheroni discuteranno dell’opportunità di confermare la partecipazione: se come tre anni fa l’OJM dovesse disputare soltanto un turno preliminare - il calendario li prevede il 26 e 30 settembre, il giorno successivo del via del campionato italiano che verrà - potrebbe essere rivista la posizione iniziale della società di concentrarsi solo sul campionato. Anche perché se la disputa della prima competizione FIBA potrà essere la chiave per convincere Siim Sander Vene e infine auspicabilmente anche Josh Mayo ad accettare le proposte dell’OJM, sarebbe un piccolo prezzo da pagare - non in termini economici, visti i bonus previsti dall’organizzazione - per costruire la Varese dei sogni di Attilio Caja. Che però dovrà trovare un altro centrone per rimpiazzare Cain: il primo sondaggio col lituano Egidijus Mockevicius - reduce dalla stagione passata a Pesaro - avrà difficilmente esito positivo vista la proposta più elevata dagli spagnoli di Fuenlabrada.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il mercato dell'Openjobmetis è pronto ad entrare nel vivo. Risposte decisive attese a stretto giro di posta in piazza Monte Grappa con una settimana che potrebbe dare un indirizzo determinante relativamente all'asse principale tra playmaker e pivot. La volata a due tra Varese e Brescia per assicurarsi le prestazioni di Tyler Cain ha vissuto una giornata interlocutoria: imminente la nascita del secondogenito dell'atleta statunitense, la moglie è in ospedale in attesa del parto previsto per le prossime ore e dunque la risposta del centro è slittata dopo il lieto evento.
    Nel frattempo però c'è un'altra risposta importante che tiene sulle spine il club biancorosso: l'obiettivo primario nel ruolo di playmaker risponde al nome di Josh Mayo, 32enne veterano di lungo corso del basket europeo con trascorsi in Italia (2013/14 in A tra Montegranaro e Roma, 2015/16 in A2 a Scafati). L'atleta del 1987 ha militato nelle ultime tre stagioni nelle file del Telekom Bonn, conquistando sempre i playoff della Bundesliga tedesca. Si tratta di un giocatore dalle ottime doti balistiche (49% da 3 su 6,6 triple tentate nell'ultima stagione) che ha le stimmate del leader al di là delle caratteristiche tecniche da buon realizzatore e facilitatore offensivo (14,5 punti e 3,4 assist di media). U
    n giocatore esperto e rodato, diventato capitano della formazione tedesca nel suo percorso triennale, che Attilio Caja seguiva già 12 mesi fa, quando il suo ingaggio era ancora fuori portata per Varese. Ora con un anno di più e qualche risorsa in più stanziata dall'OJM per quello che sarebbe l'uomo cardine del sistema offensivo parrebbero esserci margini di riuscita: l'atleta statunitense non avrebbe chiuso le porte al ritorno in Italia, destinazione gradita al giocatore ed alla sua famiglia al pari della permanenza in Germania. L'atleta del 1987 avrebbe dovuto comunicare la sua decisione entro questo weekend, ma ha preso tempo per un'altra settimana: Bonn ha appena cambiato allenatore (dopo quattro anni lo statunitense Tim O'Shea ha lasciato il posto a Thomas Pach), e Mayo vuole attendere l'insediamento del nuovo coach - assistant coach dell'Alba Berlino, impegnata da oggi nella finale scudetto col Bayern Monaco - per capire se potrà eventualmente ancora rientrare dei piani del club tedesco. Ma nel caso di mancata riconferma l'OJM sembra avere buone carte da giocare per assecondare le richieste di Caja.
    In attesa delle decisioni di Cain e Mayo, Varese prepara strategie alternative per farsi trovare pronta ad ogni evenienza. Chiaro però che un asse portante d'esperienza potrebbe consentire al club di piazza Monte Grappa di piazzare altre scommesse ragionate su giocatori freschi sul pia- no atletico ed anagrafico nei ruoli mancanti per completare il parco esterni dopo quella già messa in cassaforte con L.J. Peak. Ogni tessera del puzzle inserita nel mosaico restringe inevitabilmente il campo delle scelte nell'individuazione di quella successiva; se ne arrivassero due importanti entro la fine della setti- mana entrante, la nuova Varese inizierebbe a delineare il suo volto in maniera decisa...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Spunta un posto per l'Openjobmetis nel quadro delle partecipanti alle coppe europee del prossimo anno? La chiusura delle iscrizioni fa registrare un quadro che potrebbe aprire scenari diversi dal previsto per il club di piazza Monte Grappa. Wild card e licenze pluriennali a parte, i diritti acquisiti attraverso i risultati del campo dell'annata ancora in corso assegnano accessi in Eurocup a Venezia e Trento ed in Champions League a Sassari e Brindisi. Ma Cremona e Trieste, partecipanti ai playoff e dunque davanti a Varese nel ranking di assegnazione, hanno rinunciato ai loro diritto; ed Avellino, piazzatasi davanti alla formazione di Attilo Caja, ha detto no alla BCL con partenza dai preliminari, preferendo disputare la FIBA Europe Cup.
    AII'OJM toccherebbe dunque l'eventuale terzo posto italiano nella massima competizione FIBA, partendo dal tabellone dei preliminari come già accaduto nel 2016/17. La comunicazione ufficiale dall'organizzazione con sede a Ginevra dovrebbe arrivare nel prossimo weekend; a questo punto Varese, che aveva presentato preiscrizione alla Champions League e non l'ha ritirata entro il termine ultimo di ieri, dovrà decidere se accettare l'invito o fare un passo indietro. L'idea iniziale era quella di non disputare alcuna competizione europea per concentrarsi sul campionato; però la BCL, con i 50mila euro di bonus di ingresso, il risparmio sul costo degli arbitri e un appeal maggiore nei confronti del pubblico, consentirebbe di chiudere eventualmente con un bilancio in pareggio rispetto al meno 61 mila euro dell'avventura in FIBA Europe Cup.
    Ma è l'attrattività della vetrina europea nei confronti degli stranieri che potrebbe fare la differenza per convincere i principali obiettivi del mercato OJM. A partire da Siim Sander Vene: il pressing degli ultimi giorni avrebbe indotto l'ala estone a considerare con grande interesse l'opportunità del ritorno a Varese se ci fosse la possibilità di giocare una coppa. E lo stesso Tyler Cain sarebbe stato attirato dalle sirene di Brescia proprio per la possibilità di riaffacciarsi in Europa; la Leonessa è in lizza per una wild card di Eurocup (ma difficilmente ne saranno assegnate due all'Italia visto che una pare saldamente nelle mani della Virtus Bologna) o in alternativa per la Champions League passando dai preliminari. Ma Brescia, dodicesima classificata nel campionato appena concluso, accederebbe alla BCL solo se Varese - che ha chiuso la stagione tre posti più sopra - dovesse rinunciare al posto che le spetterebbe in funzione dei risultati del campo. Potrebbe essere un jolly in più da giocare nel testa a testa per Cain?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis compie un passo lungo e ben disteso verso Tyler Cain. La società di piazza Monte Grappa ha rotto gli indugi ieri mattina, formulando una proposta di rinnovo quasi analoga alla richiesta inderogabile del centro statunitense.
    Questione di 10mila dollari di differenza tra la richiesta dell’atleta del 1988 e la terza offerta in un mese da parte di Varese, che sta duellando con Brescia - a sua volta tornata in corsa alzando la sua precedente proposta - per assicurarsi le prestazioni del centro del Minnesota. Cain sembrava molto vicino alla Germani dopo il rilancio del club del presidente Bragaglio, pareggiato però dall’area tecnica biancorossa che ora attende la decisione dell’atleta.
    Di sicuro si è trattato di uno sforzo importante per il team prealpino dopo il summit tra gli operatori di mercato biancorossi: non volendo rinunciare al pilastro del sistema difensivo diAttilio Caja, il club è andato incontro alle richieste di Cain arrivando al massimo delle sua possibilità economiche. Evidente la volontà di non disperdere il capitale di sicurezze garantite nelle ultime due stagioni da un giocatore come il lungo del 1988: ripartire da Cain e dal suo ruolo di uomo squadra dentro e fuori dal campo darebbe all’Openjobmetis un vantaggio importante nella messa a punto del nuovo roster.
    E pur di trattenere la sua pietra angolare, Varese è disposta ad andare incontro alle richieste di un atleta che ha trovato nel coach di Brescia, Vincenzo Esposito, un altro estimatore al pari di Attilio Caja. Al momento non c’è nessuna offerta dall’estero, ma solo una volata tra OJM e Germani: entrambi i sodalizi lombardi hanno messo le carte in tavola con Cain, ora toccherà al giocatore prendere una decisione sul proprio futuro.
    A sostanziale parità delle proposte, oggi come oggi la società del presidente Vittorelli parrebbe avere un piccolo vantaggio sulla Germani, visto che per lasciare Varese il giocatore statunitense dovrà versare 10mila dollari di clausola rescissoria non previsti invece in caso di permanenza alla corte di Artiglio con un nuovo contratto. Il club biancorosso confida di aver fatto il massimo per provare a trattenere il suo centrone e nutre fiducia nell’esito positivo della trattativa; ora la palla è nelle mani del giocatore e dei suoi rappresentanti, attendendo entro le prossime 48 ore che Cain comunichi la sua scelta.
    Una scelta che in un modo o nell’altro darà un indirizzo importante alle successive strategie di mercato: confermare il pivot titolare ad un ingaggio superiore rispetto alle ipotesi di inizio mercato costringerà Varese a risparmiare su altre situazioni (in primis il suo cambio italiano). In caso contrario ci sarà un buon margine economico di manovra per l’eventuale alternativa, ma questo è uno scenario che il club biancorosso esplorerà soltanto obtorto collo.
    La volontà della società di assecondare le richieste economiche di Cain sono un segnale chiaro che la troika formata dal consigliere Toto Bulgheroni, dal d.g. Andrea Conti e dal coach non vuole prescindere da un giocatore il cui valore va al di là delle statistiche per tutta quella somma di piccole cose - aiuti difensivi, blocchi, intelligenza cestistica, senso della posizione a rimbalzo - che sono fondamentali nel creare una solida chimica di squadra. Per questo Varese ha rotto gli indugi e ha fatto la sua mossa proprio nel momento in cui il centro statunitense era ormai ad un passo da Brescia con un’improvvisa accelerazione della trattativa con la controparte. Lo sforzo biancorosso basterà a convincere Cain? Questione di giorni, forse di ore, e lo sapremo.
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Tyler Cain è sempre più lontano da Varese. Ma neppure Brescia, che gli aveva concretamente messo gli occhi addosso, è riuscita ad accontentare l’atleta statunitense nella sua attuale richiesta economica non negoziabile. Il giocatore non si smuove da una cifra - esattamente doppia rispetto all’accordo di due anni fa per l’OJM - che viene considerata troppo alta sul mercato italiano. Lo sforzo di Varese, che con la seconda offerta aveva superato la metà del gap dei 70mila dollari in più dell’anno scorso domandati da Cain per firmare subito con il club biancorosso (o chi per esso), è stato nuovamente giudicato insufficiente. Ma lo è stato anche quello della Germani, che aveva proposto una cifra di poco superiore a quella del club di piazza Monte Grappa, comprendendo anche la vetrina della coppa (probabilmente Champions League).
    Oggi Cain non si muove di un centesimo dalla sua posizione iniziale, e i 20 e 30 mila euro di distanza delle proposte italiane vengono considerate analogamente non competitive. Da una parte è la conferma che il problema non è l’OJM in quanto tale, ma il salario desiderato dal centro statunitense; dall’altra l’irrigidimento della situazione induce a pensare che i margini di trattativa siano relativamente limitati.
    Varese ritiene d’aver fatto il massimo proponendo un incremento dell’ingaggio superiore ad un terzo rispetto alla stagione passata; se Cain valuta insufficiente la proposta, e non è disposto a scendere rispetto alla sua richiesta attuale, significa che il lungo del 1988 non è più alla portata del club di piazza Monte Grappa, né delle altre squadre italiane che hanno preso informazioni,
    Possibile che il centro statunitense abbia sirene importanti dalla Francia, dove aveva già militato dal 2014 al 2017? La sensazione è che l’inamovibilità economica del giocatore possa essere legata a qualche alternativa concreta all’estero; di sicuro l’OJM non è in grado di accontentarlo, perché nelle economie di scala della costruzione del roster significherebbe erodere un 25% abbondante delle risorse ancora da allocare per le sei caselle dell’organico ancora da riempire.
    In ogni caso l’area tecnica biancorossa non vuole attendere fino alla deadline del 10 luglio per conoscere il destino di Cain: entro la prossima settimana la situazione dovrebbe prendere una direzione definitiva. Ma oggi sembra molto probabile che Cain, come prima di lui era stato per Okoye, Vene, Avramovic e Scrubb, scelga - legittimamente - di capitalizzare altrove il suo ottimo rendimento in biancorosso.
    E allora Varese inizia a valutare il mercato dei lunghi stranieri, mentre attende entro fine settimana risposte importanti sul perimetro. Cercare un sostituto con caratteristiche analoghe a quelle di Cain a cui affiancare un lungo italiano di complemento, o puntare su un giovane emergente alla Pelle che divida i minuti con un centro italiano più esperto (ma più costoso)? Riflessioni in corso negli incastri tecnici ed economici che servono per far quadrare i conti di un roster destinato ad essere più rinnovato del previsto.
    Sta a Toto Bulgheroni, Attilio Caja e Andrea Conti trasformare gli imprevisti in opportunità: a sostanziale parità di (pochi) soldi per le 8-10 squadre della seconda o terza fascia, la differenza dovranno farla le idee...

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Alberto Castelli fa il punto della situazione sulle evoluzioni della questione soci forti. Il presidente di Varese nel Cuore esprime piena fiducia sull’esito positivo del dialogo in corso con Rosario Rasizza e Gianfranco Ponti, che considera figure chiave per il presente e il futuro del club di piazza Monte Grappa. Nessuno stallo dunque nell’ambito di una svolta ritenuta indispensabile:
    «Non c’è stallo in una situazione nella quale sia Rosario Rasizza che Gianfranco Ponti, con i quali sono in costante contatto, hanno dimostrato fattivamente quanto tengano alla Pallacanestro Varese. Parlano i fatti: il primo sponsorizza la squadra dal 2014 e quest’anno ha contribuito sotto forma dell’operazione Orgoglio Varese, il secondo ha fatto e sta facendo tantissimo con la sua Academy giovanile oltre ad ulteriori contributi personali. I rapporti proseguono e confidiamo che entro il 31 dicembre si possa arrivare ad un esito positivo. Se non dovesse accadere? Io sono un inguaribile ottimista e ritengo che ci siano le condizioni perchè le cose possano evolversi nella direzione auspicata».
    Dunque si tratta solo di tempi tecnici più lunghi del previsto?
    «Stiamo parlando di due persone che a differente titolo hanno versato in questi anni molti soldi alla Pallacanestro Varese. Cosa della quale vanno ringraziati: nessuno si può dimenticare del fatto che senza di loro difficilmente ce l’avremmo fatta ad andare avanti. L’esistenza della Pallacanestro Varese non è un dogma di fede, in questi ultimi anni abbiamo fatto sforzi importanti per garantire continuità e di questo ringrazio ogni singolo consorziato. Per mandare avanti questo club servono gli sforzi di tante persone: consorziati, sponsor, abbonati e tifosi che pagano il biglietto. Ma all’interno di questa molteplicità Rasizza e Ponti sono figure imprescindibili».
    Se Rasizza e Ponti contribuiranno nel 2019/20 con un impegno similare a quello del passato, quale differenza farebbe il loro ingresso in società?
    «Il passaggio che noi auspichiamo è la condivisione della proprietà al di là del loro attuale contributo. Il consorzio da solo non ce la fa più a reggere il peso dei conti, ma la condivisione è anche altro: essere proprietario significa collaborare fattivamente alla vita del club. Allargarci ad altri soci forti porterebbe un circolo virtuoso di nuovi contatti che potrebbero avvicinarsi al club».
    Non è che spaventano i sei anni consecutivi di bilanci in rosso?
    «La realtà è a tutti nota, ma la scelta della multiproprietà è stata fatta nel 2010 perchè non c’erano alternative, e in questi anni è stata portata avanti con una certa continuità di risultati per la quale rifiuto il discorso della mediocrità. Lo dimostra l’entusiasmo dei 1059 tifosi che hanno rinnovato alla cieca l’abbonamento e il fatto che a oggi nessun consorziato abbia deciso di uscire al 30 giugno: è la base sulla quale costruire, lo sport vive di emozioni e ci diamo da fare ogni anno per alimentare la passione. L’auspicio è che entro la fine dell’anno solare si possa passare ad una multiproprietà di multiproprietari che darebbe serenità e aprirebbe scenari interessanti».

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese e Tyler Cain: questo matrimonio s'ha da (ri) fare? Stallo totale nella trattativa per il rinnovo del contratto del centro del Minnesota, al quale il club biancorosso aveva proposto una estensione biennale garantita appena concluso il campionato. Dopo quasi un mese però, la negoziazione non ha avuto sviluppi di sorta e l'agenzia che rappresenta il giocatore considera al momento impossibile un accordo anche sulla base della seconda proposta  -con piccolo ritocco al rialzo - recapitata dall'Openjobmetis.
    Semplice il gioco delle parti in attesa che si avvicini alla scadenza la clausola rescissoria a disposizione di società e giocatore fissata per il 10 luglio, oppure il club di piazza Monte Grappa dovrà iniziare a valutare alternative al suo pilastro difensivo? Di sicuro la richiesta di Cain è giudicata fuori portata, non soltanto da Varese ma anche da altri club italiani - ad esempio Brescia - al quale il giocatore è stato proposto. Ma il mercato degli stranieri non si ferma ai confini tricolori, ed è legittimo che il centro del 1988 guardi anche ad altri campionati in grado di soddisfare le sue aspettative salariali. La cifra che Cain chiede per togliersi oggi dal mercato e legarsi fino al 2021 a Varese - oppure firmare altrove utilizzando la sua clausola rescissoria - è circa il 40% in più rispetto all'ingaggio del 2018/19 in maglia bia-corossa.
    Più si avvicinerà la dead line del 10 luglio e più la matassa si sbroglierà; quel che l'OJM ha offerto - con ritocco al rialzo del salario rispetto alla stagione scorsa - resta ovviamente sul piatto, le prossime settimane diranno se la ricerca di alternative più remunerative avrà successo oppure se Varese resterà per Cain l'acquirente migliore. Il club non ha perso la speranza di riavere la sua architrave difensiva, tant'è che al momento non considera alternative ed è invece concentrata su tutti gli altri spot vacanti nel parco stranieri. Non ci sono però evoluzioni sostanziali su nessuna pista, a partire da quella che porta a Siim Sander Vene: l'atleta estone ribadisce la sua priorità per destinazioni in Spagna e Russia, ossia quei campionati dove può giostrare nello spot di ala piccola, quello che considera il suo ruolo naturale, anziché da ala forte nel quale l'OJM vorrebbe riproporlo.
    Rispetto a 12 mesi fa non è più (soltanto) una questione di soldi, ma di impiego e di visibilità dopo l'Eurolega giocata con il Gran Canaria. A meno di clamorosi colpi di scena, Varese non giocherà una competizione europea, e questo - con buona pace dei detrattori del doppio impegno - è comunque un handicap su un mercato nel quale, con 110 squadre impegnate in 4 coppe, la vetrina internazionale è un plus senza il quale tanti stranieri dicono no a priori, oppure chiedono un supplemento di ingaggio per rinunciare all'Europa. Come per Cain, per Vene si dovrà aspettare, ma senza certezze di fumata bianca; nello spot di ala forte si guarda anche altrove. Non più però il considerato Chase Fieler, visto contro l'OJM con Osten-da in FIBA Cup, che ha firmato con il Promitheas Patrasso dove giocherà l'Eurocup.
    Giuseppe Sciascia

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