Jump to content

VareseFansBasketNews

  • simon89
    Lo scorso anno, di questi tempi, la Openjobmetis strappava una insperata vittoria-salvezza sul campo di Treviso, con un’impresa che rivitalizzò la classifica e l’ambiente biancorosso. Oggi i veneti hanno restituito lo sgarbo (80-89) in un contesto simile: la classica scossa data dal cambio di allenatore premia la Nutribullet e complica il cammino di Varese, corsara lontano dalla Enerxenia Arena ma non così brillante tra le mura amiche.
    Non così brillante ma soprattutto stanca e poco paziente, una lettura che dà anche coach Roijakkers al termine di un match che, dopo quasi mezz’ora di rincorsa, sembrava essersi tinto di biancorosso. E invece, proprio quando Varese ha operato il sorpasso e fatto sperare in un finale galoppante, Vene e compagni sono andati in riserva d’energia e di lucidità. A quel punto l’attacco si è affidato a conclusioni precipitose, forzate, sbilenche e le percentuali sono crollate, permettendo agli ospiti di piazzare l’allungo (con 7 punti in fila di Bortolani) dal quale la OJM non si è più ripresa.
    Un inciampo doloroso, che ovviamente non cancella quanto di buono fatto fino a questo momento ma che rende più difficile sia la rincorsa a una salvezza ampiamente anticipata sia – a maggior ragione – quella alla zona playoff. Per il primo obiettivo tra tre giorni ci sarà una seconda occasione, perché a Masnago arriverà un’Allianz Trieste che è tornata al successo contro Reggio dopo due supplementari. Sarà dura, ugualmente, perché si arriverà alla partita nelle stesse condizioni di oggi, ma a questo punto è necessario strappare un successo per mettersi tranquilli.
    Ritrovando fluidità in attacco, perché è vero che Varese ha distribuito 22 assist, ma è altrettanto vero che molti canestri realizzati sono comunque stati opera di qualche magia – le triple di Keene, qualche guizzo di Vene, qualche decollo di Beane. I 43 tiri pesanti tentati (solo 13 andati a segno) sono il metro di giudizio di una partita nata e morta storta, nonostante la reazione e qualche momento di brillantezza al centro. La OJM però ha patito troppo Sims (che era in rotta con Menetti e stavolta è stato determinante), classico pivot che gioca “sopra al ferro” dove l’eroico Sorokas non può arrivare. E in attacco Varese ha avuto troppo poco da De Nicolao e Woldetensae, le due guardie del quintetto: ci avevano abituato ai miracoli, stavolta sono tornati sulla terra e tutta la squadra ne ha risentito.
    PALLA A DUE
    Gara alle insegna delle novità a Masnago. C’è il nuovo allenatore sulla panchina di Treviso, Marcelo Nicola (beccato a più riprese dal pubblico biancorosso), c’è – appunto – il pubblico con affluenza normale dopo oltre due anni segnati dal covid (bandierone a coprire la curva, autorità – sindaco e prefetto – bambini delle scuole). C’è pure una variazione nel quintetto base di Roijakkers. Tra De Nicolao e Beane prende infatti posto Woldetensae per via della caviglia malconcia di Librizzi, comunque arruolato. Nicola piazza due italiani in quintetto, Bortolani e Akele, con l’ex Dimsa, dando poi fiducia a Sims – che era in rotta con Menetti – sotto i tabelloni.
    LA PARTITA
    Q1 – Non è la solita Openjobmetis quella che approccia la partita: pigra in attacco dove sbaglia tanto da 3 (dopo il primo centro di Vene), molle in difesa. La Nutribullet ne approfitta sia attaccando l’area con Sims che può giocare sopra al ferro, sia cercando canestri rapidi dopo i rimbalzi in difesa. Gli ospiti (8 punti Bortolani) aprono un break che tocca gli 11 punti per poi assestarsi sul 16-26 al suono della prima sirena.
    Q2 – A rivitalizzare l’attacco ci pensa allora Keene: il texano scalda la mano, infila tre triple (e Vene lo imita) riportando in scia una Openjobmetis che – non troppo rapidamente – comincia anche ad applicarsi in difesa. La risalita si ferma sul -1 perché Sorokas fa 1 su 2 ai liberi nel momento del possibile pareggio, la Nutribullet respira e chiude a +4 (44-48) con bel canestro di Bortolani, nonostante uno sprazzo importante anche di Beane sui due lati del rettangolo.
    Q3 – Dagli spogliatoi Varese è brava a riportare in campo le buone sensazioni del secondo periodo: i biancorossi capiscono che il riaggancio è fattibile. Ci pensa Beane impattando il punteggio e recuperando il pallone che porta al sorpasso firmato da Reyes usato a intermittenza da Roijakkers. Treviso è brava a reggere l’urto: va sotto ma non crolla perché Sokolowski, Imbrò e compagnia cantante trovano comunque le repliche ai canestri di Vene e Sorokas. Ancora Reyes trova il +6, massimo vantaggio ma negli ultimi possessi i veneti riducono lo svantaggio alle briciole, 67-65.
    IL FINALE
    Nelle prime battute dell’ultimo quarto c’è ancora la sensazione che Varese possa ripartire a razzo (rara tripla di Woldetensae, canestro di Reyes da sotto) ma poco dopo Bortolani cancella ogni illusione. L’esterno ex Legnano elimina per falli Beane e con una tripletta dall’arco segna 7 punti in fila che sparigliano il punteggio in via definitiva. La OJM ci mette lunghi minuti a ripartire, conditi da forzature e scelte macchinose che permettono ai biancoazzurri di gestire con attenzione il vantaggio. Russell, in particolare, non sbaglia le mosse in regia e quando il solito Sorokas rompe il digiuno biancorosso, la partita è segnata irrimediabilmente: 80-89.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    In una serata nata grigia, come le nuvole che scaricano pioggia all’ingresso del PalaPentassuglia, la Openjobmetis di Roijakkers riesce a fare uscire un arcobaleno brillante. I biancorossi interrompono la breve striscia negativa di due sconfitte e ricacciano con grande personalità i timori di un ritorno nella zona medio-bassa della classifica: 72-75 per Varese in un finale con parecchia suspance nel quale però gli ospiti hanno ben capito di avere un briciolo di inerzia dalla propria parte.
    Merito di una scelta tattica intelligente e non scontata: per fermare un Perkins difficile da arginare, Roijakkers ha fatto la mossa diametralmente opposta. Basta pivot (Sorokas e Caruso) e al loro posto Siim-Sander Vene (con accanto Reyes) che ha limitato il totem di Vitucci con agilità ed esperienza, caricandosi così anche per l’attacco. “Volevo che Perkins a quel punto trovasse di fronte un giocatore diverso e così ho usato un quintetto che avevo varato quando Caruso era fuori per infortunio” spiega l’olandese volante della panchina biancorossa. Confermando che anche in serate non sempre perfette, il colpo di fantasia può fare la differenza.
    Vene dicevamo: è toccato a lui infilare le due triple che hanno riportato Varese avanti, ma anche un canestro fondamentale da sotto in un finale in cui si sono alternati canestri veloci ed errori da matita blu. Ma se SSV (dopo mezza partita deficitaria) ha potuto collezionare i punti decisivi, il merito è anche di Marcus Keene: un ritorno da 23 punti segnati per il folletto texano, con percentuali non esaltanti ma con la costante necessità della difesa di tenere alta la guardia su di lui. Con conseguenti spazi maggiori per gli altri. E poi pure una palla rubata a 5″ dalla fine dalle mani di Perkins.
    Non la miglior Varese, ribadiamo, quella che decolla da Papola-Casale con due punti pesanti nella stiva, ma è chiaro che la cosa più importante è il risultato finale, specie su un campo non semplice (Brindisi cercava la scossa) e in una serata ricca di trappole. Da un’Happy Casa accorciata per le assenze di Gentile e Clark a un arbitraggio che ha scontentato tutti a più riprese, sino a un attacco davvero asfittico per metà gara. Situazioni affrontate magari con fatica, ma per le quali alla fine Varese ha trovato le giuste soluzioni.
    Al termine del match, quindi, la Openjobmetis esce rinfrancata dal confronto e torna a guardare la classifica a testa alta. Una iniezione di fiducia per la doppia gara casalinga – Treviso e Trieste nel giro di tre giorni – che dovrà dare una definitiva indicazione per il cammino futuro dei biancorossi. Che sognano di rispolverare quell’arcobaleno (virtuale) spuntato stasera tra gli ulivi e la terra rossa del Salento.
    PALLA A DUE
    Il rientro di Marcus Keene completa le rotazioni di Johan Roijakkers (per lo speaker, “allenatore: Adriano Vertemati”…) che tuttavia non tocca il quintetto base con De Nicolao e Librizzi guardie all’italiana. Sul fronte opposto un Frank Vitucci dato in bilico dalle voci brindisine deve rinunciare – come annunciato da VareseNews – a Wes Clark. Fuori anche Ale Gentile per il problema alla caviglia, recidivo. Regia in mano a Zanelli, uno dei tre italiani in quintetto (ci sono anche Visconti e Udom).
    Buon pubblico al palasport intitolato a un altro ex coach varesino, “Big Elio” Pentassuglia, dove non manca una piccola e appassionata rappresentanza di tifosi lombardi in parterre oltre a una decina di ultras.
    LA PARTITA
    Q1 – 5 di Vene ma 2 triple di Udom che approfitta degli aiuti dell’estone su Perkins per segnare da lontano e dare il primo minibreak. Entra Keene ma senza De Nicolao l’attacco varesino è fermo, così la Happy casa allunga sino al 20-12 ma si ferma su due liberi sbagliati da Perkins. A quel punto la OJM trova un paio di canestri con Reyes e Keene e chiude quasi a contatto, 20-16.
    Q2 – Il secondo periodo sembra di nuovo sorridere a Brindisi, perché Varese dall’arco non segna mai e a un certo punto smette di provarci. A differenza del primo quarto però, i pugliesi vanno presto in bonus e i giri in lunetta aiutano la Openjobmetis a restare vicina anche perché i padroni di casa sprecano qualcosa di troppo vicino a canestro. Il riaggancio sembra sfumare e invece, dopo un errore da 3 di Redivo a 4” dalla fine, Beane aggancia il rimbalzo, corre in attacco e segna in entrata a fil di sirena. Sorpasso insperato dopo un minibreak di 4-11 in 5′: a metà gara è 34-35.
    Q3 – Udom apre il periodo con due errori ai liberi ma poi ha un grande impatto sull’avvio di ripresa e crea un parziale nel quale per Varese c’è un’unica tripla di Keene (dopo l’1/11 collettivo dei primi 20′). La Happy Casa però dà l’impressione di non riuscire ad affondare il colpo: Keene approfitta di un fallo di Zanelli con conseguente tecnico a Vitucci per infilare 4 liberi su 4 e riportare in scia la OJM. Nel finale tocca a Perkins attaccare la difesa di Sorokas con due canestri dinamici e un tap in: tutto da rifare per gli ospiti sotto 59-54.
    IL FINALE
    Un pezzo di partita si decide subito, ovvero quando Vene carica e segna i due tiri pesanti che rimettono Varese in piena corsa con il fiato sul collo dei padroni di casa. Che replicano con tripla di Zanelli ma subiscono un altro canestro da sotto dell’estone, ormai in piena trance offensiva affiancata al lavoro in retroguardia su Perkins. C’è anche Reyes, a segno in tap in (forse non assegnato nel tabellino) e poi con un cesto rapido. Si apre un break che diventa di 0-7 con la tripla di Keene per il +3. Da quel momento Brindisi accorcerà a -1 ma senza mai tornare avanti, tra errori marchiani (Visconti, De Nicolao), canestri contestati (Perkins, passi di partenza) e tanti brividi. Sul +1 Varese Keene sbaglia un tiro decisivo ma si rifà rubando palla a Perkins in post basso, poi Vene infila i liberi a 4”4 dalla fine e la Happy Casa non riesce a costruire un tiro degno. Festa biancorossa in Salento, 72-75.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    Niente da fare, contro una Milano del genere, per un’Openjobmetis che in queste condizioni non può opporsi alla corazzata di Ettore Messina, rigenerata dalla vittoria in Eurolega a Istanbul e capace di proseguire su quella spinta per travolgere Varese nel 185° derby lombardo (95-77). La grande differenza di fisico e di talento tra le due squadre si è vista fin dalla palla a due, acuita anche dall’assenza già nota di Marcus Keene che ha tolto a Roijakkers anche la carta della imprevedibilità, soprattutto dall’arco.
    Niente da fare, contro una Milano del genere, per un’Openjobmetis che in queste condizioni non può opporsi alla corazzata di Ettore Messina, rigenerata dalla vittoria in Eurolega a Istanbul e capace di proseguire su quella spinta per travolgere Varese nel 185° derby lombardo (95-77). La grande differenza di fisico e di talento tra le due squadre si è vista fin dalla palla a due, acuita anche dall’assenza già nota di Marcus Keene che ha tolto a Roijakkers anche la carta della imprevedibilità, soprattutto dall’arco.
    Ma sono bastate la precisione dei vari Grant, Daniels e Datome e l’impatto in area di Tarczewski e Mitoglu per dominare una Varese che al contrario ha avuto un De Nicolao in versione “litigio perenne con il ferro” (0 punti, 0/11 dal campo) e un Beane esploso solo nella parte finale del match, quando tutto era ampiamente compiuto. A salvarsi al 100%, ancora una volta, Tomas Woldetensae, l’unico ad avere un impatto sul match a giochi aperti (ammesso che lo siano mai stati), l’unico a tenere percentuali interessanti e a trovare anche qualche taglio vincente in un’area colorata dove i compagni sono stati respinti con perdite (7 stoppate a 0 per Milano, 3 quelle subite da Reyes).
    Sotto anche di 35, Varese è poi risalita segnando 30 punti nel quarto finale, sfruttando una Milano ormai tranquilla ma anche la voglia di fare dei giovanissimi, con Virginio a sfiorare la doppia cifra (9 punti, 2-2 dall’arco) e con il 2005 Wei Lun Zhao (genitori cinesi, nato a Prato ma nel vivaio biancorosso da tanti anni) a fare il proprio esordio assoluto in Serie A. Nota a margine, mentre i secondi finali scorrevano sul tabellone, pur nella sconfitta netta, i tifosi varesini si sono fatti sentire a ripetizione: un bravo a loro non lo toglie nessuno.
    Incassata la prevedibile sconfitta milanese (e quella meno attesa, ma comprensibile con Pesaro) per la Openjobmetis è tempo di provare a ripartire. Un piccolo riposo porterà la banda Roijakkers sulla strada per Brindisi, domenica prossima, altro impegno da bollino rosso anche se ovviamente meno impossibile rispetto all’Armani. Gli occhi sono tutti sulla caviglia di Keene: con il suo folletto, Varese ha maggiori sicurezze e può rivestire il volto sfrontato visto negli ultimi due mesi e mezzo. Lo aspettiamo.
    PALLA A DUE
    In un Forum caldo dal punto di vista del clima ma quasi soporifero per partecipazione dei tifosi va in scena un derby 185 che avrà poca storia. Roijakkers usa il solito quintetto, compreso un Vene non al meglio per l’influenza, ma dalla panchina non può far uscire la variabile impazzita Keene, in borghese con la caviglia in ristrutturazione. Messina tiene fuori cinque giocatori (per regolamento) che da soli possono fare l’Eurolega – Rodriguez, Kell, Delaneyl, Hines e Bentil – ma i convocati sono altrettanto forti, talentuosi e… grossi per la cavalleria leggera targata Varese.
    Tanti i tifosi di fede Openjobmetis, che provano anche a farsi sentire dai propri settori.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio di gara è eloquente: la Openjobmetis sbaglia i primi 9 tiri (non tutti difficili) e rompe il ghiaccio solo con un piazzato di Vene, per il resto impreciso. L’Olimpia ringrazia e non scappa del tutto solo perché la squadra di Messina pasticcia un po’ in attacco (5 perse), pur prendendo agilmente e nettamente il comando delle operazioni con i lunghi a stoppare un po’ tutti. Mitoglu, da solo, segna più punti della OJM (7-6) che termina il periodo con un tragico 3-20 dal campo: sul tabellone è 20-6.
    Q2 – L’avvio di secondo periodo è un po’ più incoraggiante, perché per lo meno Varese muove il punteggio dall’arco, protagonista il solito Woldetensae, tre triple a segno nel periodo. Passata la sfuriata però, l’Armani torna a martellare da lontano (bene Datome) e dominando nel pitturato con un Tarczewski in versione “terminator”. E se la produzione offensiva degli ospiti è buona (26 punti segnati), è in difesa che la OJM non riesce a mettere un argine valicando quota 50 punti subiti in 20′, 54-32.
    Q3 – Un divario che si allarga ulteriormente dopo l’intervallo, con un canovaccio simile: nemmeno il tempo di illudersi con un miniparziale di 0-5 che l’Olimpia rimette mani e muscoli sulla partita con Daniels a martellare il canestro dall’arco arrivando in doppia cifra. Si rivede Reyes (forse troppo sacrificato dal coach) con un’altra stoppata subita ma almeno con un paio di canestri caparbi. La squadra di Messina però, nel frattempo chiude il quarto col trentello, 77-47.
    IL FINALE
    Prima di rialzarsi, Milano arriva sino a +35, massimo vantaggio (85-50), poi comincia a fare qualche concessione sottoforma di tiri sbagliati e di qualche palla persa. Varese, va riconosciuto, è brava almeno a sfruttare l’amnistia concessa dall’Olimpia: Virginio e Beane sono i più pronti (9 punti per l’ala di Besozzo, qualche bel canestro per l’americano), Sorokas si toglie lo sfizio della tripla, Librizzi di rubar palla e segnare in contropiede. Negli ultimi 2′ spazio anche a Zhao mentre, però, Baldasso con un paio di rasoiate da lontano aveva confermato il controllo di Milano sul match. Sipario sul 95-77, nulla da recriminare.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    La Openjobmetis dei miracoli non riesce a scatenare la sua bacchetta magica contro il colpo di sfortuna che la ha colpita in settimana. I biancorossi di Roijakkers, privi dell’infortunato Keene e del febbricitante Ferrero, possono opporre una resistenza prolungata ma non definitiva a una Pesaro in cerca di punti salvezza e – per di più – molto precisa al tiro. Uno scenario che dipinge la prima netta sconfitta dell’era olandese di Varese (76-87), anche se a De Nicolao e compagni vanno anche questa volta battute le mani per la tenacia con cui sono rimasti in campo e hanno provato in diversi modi di ribaltare un esito sfavorevole.
    A spezzare le speranze è stata soprattutto la coppia di esterni americani della Carpegna: Sanford e Lamb (26 e 19 punti) hanno tirato in maniera eccelsa, respingendo tutti i tentativi di rimonta dei padroni di casa, sospinti da un palazzetto ancora una volta caldo e attivo. Varese è tornata in più occasioni in scia ai marchigiani, arrivando sino al -2 intorno al 28′, ma proprio lì è arrivata la mazzata decisiva. Uno 0-11 di parziale esterno che ha definitivamente indirizzato il match verso l’Adriatico (con Roijakkers che ha scelto di non chiamare timeout, sbagliando con il senno di poi).
    Poco male: la Openjobmetis è arrivata in condizioni davvero precarie, non solo per la doppia assenza (in una squadra che, lo ricordiamo, sta già rinunciando a uno straniero rispetto ai sei possibili in organico) ma anche per i tanti acciacchi. Sorokas ha recuperato all’ultimo dalla febbre, Caruso e Vene erano acciaccati a inizio settimana e tra l’altro – avendo giocato lunedì sera – lo staff ha avuto un giorno in meno per preparare la partita.
    Scuse non richieste di cui bisogna tenere presente al momento di valutare una sconfitta che purtroppo interrompe un cammino trionfale proprio alla vigilia di due trasferte complicate. Sabato i biancorossi saranno a Milano contro un’Olimpia sorpresa dall’eccellente Brescia di questo periodo mentre a inizio aprile voleranno a Brindisi contro una banda-Vitucci che ha appena riabbracciato il bomber Harrison. Impegni durissimi ai quali bisognerà arrivare senza pressione, sfruttando quell’energia che sta caratterizzando il quintetto di Roijakkers e che questa sera è in realtà venuta un po’ meno.
    Difficile, comunque, gettare la croce addosso a qualcuno: singolarmente i giocatori biancorossi hanno spremuto quanto possibile, basti pensare a un De Nicolao da 15 punti e 11 assist a un complesso capace di strappare 33 rimbalzi di cui 15 d’attacco. Forse Vene è mancato al tiro, con diverse conclusioni aperte “lasciate” sul ferro. E senza la prova monstre di Lamb-Sanford anche Pesaro avrebbe avuto problemi a centrare il successo in trasferta. Ma i due USA marchigiani non hanno mai sbagliato, consegnando un risultato importante in ottica salvezza.
    PALLA A DUE
    Non c’è solo Marcus Keene nella “lista assenti” della Openjobmetis: anche Giancarlo Ferrero resta ai box (direttamente a casa) per la febbre. Con la rosa risicatissima, Roijakkers può comunque usare il quintetto solito perché Sorokas è recuperato dopo il malanno dei giorni scorsi. Pesaro è invece completa: Banchi manda subito in campo l’ultimo arrivato Mejeris accanto al totem Jones, Moretti è il play designato. Tanta gente a Masnago che risponde al massimo possibile alla “chiamata” della formazione biancorossa.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio è subito in salita per Varese: Delfino da post basso non è marcabile da Librizzi, Moretti centra la tripla e dopo una manciata di azioni il punteggio dice 0-9 marchigiano. Varese si scuote con Beane e con l’ingresso di Reyes, energico a rimbalzo: con l’ex Mexico City arriva il -3 ma Pesaro riapre subito il parziale. Si procede a elastico e la prima sirena – dopo tripla super di Woldetensae – suona sul 17-21.
    Q2 – La sensazione è che Varese sia ripartita, Vene buca la zona ma una raffica di Tambone propizia il nuovo +9 marchigiano. L’estone trova una rara tripla della sua serata così-così, Beane aggiunge dinamite e una schiacciata poderosa: Masnago si infiamma e deve anche protestare per una direzione arbitrale che fa innervosire. Intanto però la coppia Sanford-Lamb inizia a martellare il canestro tenendo Pesaro avanti alla pausa lunga, 36-40.
    Q3 – La Carpegna cerca subito lo strappo decisivo al rientro sul parquet: il divario però prima si allarga ma poi si riduce grazie ai punti di Reyes e Wolde. Quest’ultimo in contropiede trova anche il minimo svantaggio, 52-54 ma qui la partita varesina si guasta. Timeout Banchi, doppio canestro da 3 di Sanford, Roijakkers rinuncia a fermare il gioco, Varese ha fretta e viene colpita duramente anche da Lamb a fil di sirena. Il parziale dice 0-11 e la sirena è una mezza condanna, 52-65.
    IL FINALE
    Servirebbe rimontare più di un punto al minuto ma una tripla di Moretti risponde a un bel canestro di De Nicolao. Il momento è durissimo, la Carpegna tocca addirittura il +16 però Varese non si arrende mai: Denik e Sorokas confezionano un minibreak importante, Wolde è magistrale a rubare palla e mandare a segno Librizzi con un passaggio da terra e per qualche istante a Pesaro tremano le mani. Con soli 7 di margine però, Banchi si affida a Jones e Sanford e fa la scelta migliore, poi quando Delfino trova un canestro pesante iniziano a scorrere i titoli di coda sino al 76-87.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Sconfitta interna contro una diretta rivale per il discorso salvezza e che interrompe bruscamente la striscia di Varese. Pesaro ha condotto e meritato senza dubbio di conquistare i 2 punti; Banchi ha preparato alla perfezione la partita sfruttando i miss match fisici e trovando una giornata dove i marchigiani hanno fatto canestro con estrema continuità. Dal canto suo Varese non ha fatto mancare la sua consueta intensità ma che è stata comprensibilmente più scarica per l’influenza che in settimana ha colpito diversi elementi del roster (Ferrero nemmeno a referto) e per la scavigliata che ha costretto ai box Marcus Keene rendendo così meno imprevedibile la vena offensiva dei biancorossi  . Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Beane 6,5 : vista l’assenza di Keene doveva prendersi sicuramente più responsabilità in attacco e nella prima parte dell’incontro lo fa riuscendo a far scorrere fiumi di adrenalina nei tifosi di casa con giocate spettacolari come una schiacciata davvero esaltante. Nella seconda parte si spegne e viene lasciato seduto anche perché non è il solito difensore graffiante che può far ripartire la transizione dei suoi. AIR ILLINOIS
    Woldetensae 7 : certo, ci aveva abituato a prestazioni balistiche ben più altisonanti, ma dal punto di vista difensivo è davvero il valore aggiunto di questa squadra. Difende con la medesima resa su più ruoli e grazie alla sua intelligenza cestistica arriva prima sulle linee di passaggio e non ha paura di sbucciarsi le ginocchia buttandosi famelico sul parquet per recuperare un pallone vagante. TIGRE
    Sorokas 6,5 : Paolino è meno funzionale dal solito anche perché non avendo pericolosità perimetrale consente a Pesaro di riempire gli spazi all’interno del pitturato e rendendo più complicato andare vicino a canestro per alzare le percentuali da 2. Ma stranamente non è tanto il super atletico Jones a farlo soffrire ma il più stazzato Zanotti. Comunque combatte e dà tutto quello che può anche in una giornata in cui non è al top della forma fisica. STOICO
    De Nicolao 6,5 : cerca di mettere in campo, insieme alla consueta grinta difensiva, una pericolosità a canestro che ad oggi non è ancora nelle sue corde. Bene dalla lunga distanza, meno nelle conclusioni attaccando il ferro, errori che costano caro alla fine dei conti. 11 assist attestano una sua notevole crescita in regia. Peccato che la sua magata sulla rimessa con auto passaggio facendo sponda sulla schiena di un avversario non sia stata convertita in 2 punti. MAGO ZURLI’
    Vene 5,5 : partita sotto tono per l’estone che non riesce a dare la sua consueta impronta sui 2 lati del campo. Il classico jumper in mezzo all’area fatica ad entrare e le sue letture sono meno impattanti del consueto. ACCIACCATO
    Reyes 7 : ottimo impatto fisico per cercare di contrastare la superiorità fisica di Pesaro. Forse sarebbe stato il caso di dargli più minuti viste le buone percentuali al tiro e per sopperire alle difficoltà a rimbalzo dei suoi compagni. GLADIATORE
    Librizzi 6,5 : l’unico tra le fila biancorosse ad avere un plus/minus positivo. In effetti, fatta eccezione per un inizio piuttosto brusco dove la fisicità e l’esperienza di Delfino costringono Roijakkers a sostituirlo, è solo con la sua presenza in campo che Varese riesce a farsi sotto nel punteggio. Difensivamente è un fattore, in attacco deve salire ancora qualche gradino. Però i grigi gli fischiano contro anche i sospiri. BERSAGLIO
    Virginio N.E.
    Caruso 6 : pochi minuti ed un impatto meno incisivo dell’ultima partita a Napoli. Ma i suoi centimetri sembrano sempre essere una valida alternativa ai 2 lunghi atipici che solitamente giocano sotto le plance. JOLLY
    Zhao N.E.
    Cane N.E.

  • simon89
    Attenta, paziente, aggressiva e cinica al punto giusto. Anche in un PalaBarbuto ricco di trappole (Napoli in rottura prolungata, pubblico pronto a sostenere i suoi beniamini, Keene in battibecco perpetuo con le tribune), la Openjobmetis trova la strada giusta per vincere. 74-82 il finale a favore di Varese che a questo punto “completa” in qualche modo il rimbalzo dal fondo della classifica e – con 20 punti in tasca – aggancia il treno delle squadre in zona playoff.
    Una sorta di contrappasso per i padroni di casa: all’andata era stata proprio Napoli a mettere in evidenza tutte le contraddizioni di una Varese impantanata da ogni parte. Questa volta i biancorossi hanno reso il favore e a farne le spese è stato Pino Sacripanti, esonerato 5′ dopo la sirena di fine gara mentre il suo collega Johan Roijakkers – uno per cui abbiamo terminato gli aggettivi – raccontava di come si può vincere in tanti modi. Quello scelto stasera ha due punti chiave: la fuga non appena la Gevi ha sbandato nel secondo quarto, e la resistenza quando invece a faticare sono stati Vene e compagni. Nel cuore della terza frazione, con il fiato sul collo dei padroni di casa, Varese ha respinto il tentativo di ribaltone, ha riallungato ed ha apparecchiato per un quarto periodo non facile ma piuttosto in controllo.
    A fare da comune denominatore di entrambi i momenti un uomo in particolare, Tomas Woldetensae, che esce dal Palabarbuto di nuovo con la palma del miglior marcatore con 19 punti (e del migliore in campo), otto giorni dopo la prova analoga offerta da Cremona. Incredibile come l’ultimo arrivato – giovane, italiano e relativamente inesperto – sia così decisivo nel sistema di Roijakkers. Tanto più in una serata nella quale i leader designati hanno palesato qualche problema: nervoso Keene, impreciso Vene, imperfetto Sorokas, altalenante Beane.
    Beninteso, tutti hanno dato il proprio contributo, ma in misura meno roboante rispetto al passato. E così è toccato a Wolde fare il veterano, a un gran De Nicolao trovare i ritmi giusti per arrivare in fondo con il naso davanti, a un ritrovato Caruso aggiungere punti al momento buono. E a Justin Reyes guadagnare minuti e ripagare la fiducia con un impatto deciso sull’intera gara. Ingredienti che hanno impedito a Rich di ripetere il beffardo mitragliamento dell’andata, anche se il “mancato ex” ha provato parecchio a far male a Varese. Lui e Parks i migliori di una Gevi che forse per prima ha potuto sfidare Varese sul piano della corsa e della produzione a rimbalzo. Ma per battere la Openjobmetis sarebbero serviti meno errori di impostazione e al tiro. Perché la squadra di Roijakkers non perdona quando capisce di poter colpire. E per la settima volta, il colpo è andato a segno.
    PALLA A DUE
    Johan Roijakkers non cambia di una virgola il quintetto base: Librizzi quindi dentro tra De Nicolao e Beane con i baltici sottocanestro e Keene di rincorsa. C’è Caruso questa volta per davvero, applaudito dalla sua città al momento della presentazione. Non tanta gente sulle tribune del PalaBarbuto anche se a ridosso della contesa il numero di tifosi aumenta per tifare una Gevi che presenta per la prima volta in casa il nuovo pivot Totè. Sacripanti vara un quintetto veloce, con Lombardi e McDuffie lunghi; regia a Velicka con Vitali dalla panca. Una decina, almeno, i tifosi varesini sparsi per le tribune dell’impianto di Fuorigrotta.
    LA PARTITA
    Q1 – Corre praticamente tutto in equilibrio il primo quarto di gioco, nel quale Varese non trova gloria da lontano ma costruisce spesso buoni tiri in area (quasi il 70% da 2 nei primi 10′). Un po’ di imprecisione, insolita, di Vene non consente ai biancorossi di portare il break; risponde invece subito bene Caruso, 6 punti in pochi istanti imbeccato da Keene. La Openjobmetis pasticcia un po’ nel finale dopo il +5 di Wolde (tripla) e all’intervallo i biancorossi sono avanti di tre, 22-25.
    Q2 – Lo strappo riesce però a inizio secondo quarto, propiziato da un Woldetensae in grande spolvero. L’esterno è il primo a salire in doppia cifra e quando va a rifiatare consegna un vantaggio di 10 punti ai biancorossi. Vene si rifà dagli errori precedenti con la solita scienza in difesa, De Nicolao e Beane pungono in entrata e in generale Varese dà l’impressione di punire una Gevi con troppe sbavature. Bravo anche Reyes, che reagisce a un paio di stoppate con canestro da sotto e tripla: i due timeout di Sacripanti servono a poco e all’intervallo la OJM conduce 35-49.
    Q3 – Il bel gioco visto per 20′, sparisce improvvisamente dagli schermi biancorossi. Napoli rientra aggressiva, la OJM tentenna a lungo e strappa appena 3 punti dalla lunetta con il nervosismo in crescita e le mani in raffreddamento. Quando poi Keene trova la tripla, ecco il battibecco con il pubblico con successivo “tilt” dell’americano che sporcherà le percentuali. La Gevi sente il momento e risale a -3 però trova un Woldetensae ampiamente sul pezzo: doppio canestro pesante e al nuovo intervallo la OJM ha ricostruito gran parte del vantaggio (53-63).
    IL FINALE
    Gli ultimi 10′ sono tutt’altro che una passeggiata ma la sensazione è che Varese abbia tutto sommato una mano e mezza sulla partita. Certo c’è da soffrire perché l’attacco non è quello fluido dell’inizio, ma quando Napoli getta alle ortiche un paio di palloni importanti appena regalati dai biancorossi, tutti capiscono che il match è indirizzato. Una schiacciatona in tap-in di Parks è l’ultimo sussulto perché poi De Nicolao segna in solitaria sul lancio di Keene e poco dopo infila i liberi della sicurezza mentre il tiro a segno della Gevi non porta punti. La gente sfolla prima della sirena, qualcuno si lamenta, Sacripanti salta. E Varese sorride una volta di più, 74-82.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    Il timore che la pausa di campionato potesse rallentare l’inerzia e l’entusiasmo della nuova Openjobmetis è prontamente fugato. In una partita potenzialmente “trappola”, contro una Cremona alla ricerca di punti salvezza in quello che poteva essere considerato uno scontro salvezza, la banda Roijakkers centra il sesto successo in sette partite e dà forse l’ultimo saluto alla zona bollente della classifica.
    Graduatoria che spiega come, oggi, i biancorossi siano praticamente a ridosso del treno playoff, una parola che a questo punto non bisogna avere paura di pronunciare, fatto salva la dovuta attenzione per quel che accade alle spalle. 90-78 alla Enerxenia Arena, e dopo tante gare vinte sul filo di lana questa volta Varese si è presa il lusso di evitare infarti e patemi d’animo. La Vanoli non si è mai davvero arresa, ma non è neppure riuscita – salvo rarissimi istanti – a pensare davvero di recuperare un divario che si è fatto via via più solido.
    Un andamento di gara che la Openjobmetis ha voluto e costruito con tanta intelligenza, oltre alla solita aggressività: Keene, braccato faccia a faccia da Cournooh, ha capito di dover limitare le conclusioni e ha distribuito assist utili. Roijakkers ha di conseguenza trovato altre soluzioni per fare canestro, e a brillare sono stati anche gli ultimi arrivati Woldetensae (eccellente, e non solo per i 21 punti con 4/5 da 3) e Reyes, il meno atteso tra i padroni di casa. Con queste “punte” inconsuete, l’accoppiata Sorokas-Vene è entrata in azione in modo più chirurgico mentre dalla parte opposta, al di là di qualche sprazzo di talento, è mancata continuità ma forse anche quella voglia che dovrebbe caratterizzare le pericolanti.
    E così, una Masnago tornata “quasi vera” dopo oltre due anni di spalti deserti, ha potuto riabbracciare forte la sua squadra. Tremila i tifosi presenti (tutti quelli possibili), caldi e corretti, arrivati anche per il doveroso omaggio a Sandro Galleani inserito nella hall of fame. Oltre a tanta gente comune, anche un parterre vip inatteso e ricchissimo anche al di fuori del basket (Recalcati, Sacchetti, Zanatta…): da Javier Zanetti al rugbista Diego Dominguez fino a Ivan Basso. Ripensando a un vecchio slogan, Varese piace alla gente che piace.
    PALLA A DUE
    La conformazione iniziale della Openjobmetis è quella di sempre: Librizzi va in quintetto nonostante qualche acciacco (sabato sera non entrato con la Robur), Vene e Sorokas presidiano l’area contro i lunghi ospiti che sono Tinkle e Dime. Caruso è a disposizione (ma non giocherà) mentre Galbiati comincia con Poeta, tiene Spagnolo “di rincorsa” e Kohs in tribuna.
    Rispetto al solito cambia la cornice: 3000 posti disponibili praticamente esauriti, spalti da “partita vera” dopo oltre due anni. Sul cubo (e addosso a qualche giocatore) i colori dell’Ucraina perché là c’è qualcosa di molto più importante della pallacanestro, ahinoi.
    LA PARTITA
    Q1 – Un pizzico di “ruggine da pausa” la Openjobmetis ce l’ha, in fase iniziale (troppe palle perse). Non però Sorokas, subito devastante in area: il primo vantaggio è suo (insieme a Beane) ma Harris e Tinkle non sono da meno e il punteggio sale subito sino al 27-23 della prima pausa.
    Q2 – La Vanoli ha uno sprazzo da Spagnolo ma ormai Varese è a regime: Keene, braccato da Cournooh, non segna ma si rende utile da assistman in assenza di De Nicolao, presto fuori con tre falli. Con la difesa ospite chiusa sui “soliti noti”, tocca a Woldetensae trovare gloria al tiro e allungare, anche se il minibreak che consente il 48-38 dell’intervallo è firmato da Reyes, oggi molto più utilizzato da Roijakkers.
    Q3 – La pausa lunga non cambia molto le carte in tavola: la OJM inizia un po’ in sordina il terzo periodo ma quando c’è da respingere la Vanoli qualcuno lo si trova sempre. Wolde colpisce di nuovo, ma anche Vene lascia il segno in un bel botta-e-risposta con Tinkle. Verso il 28′ tutti a riposo per diversi minuti a causa di alcuni problemi tecnici al tabellone: c’è il rischio di raffredarsi ma Wolde è bollente. Tripla dall’angolo e il divario della mezz’ora è di 11 lunghezze (68-57).
    IL FINALE
    Galbiati chiede allora a Poeta di sfruttare altezza e atletismo di Dime: il pivot ospite, 6 punti in fila, è l’ultimo a mettere in guardia la difesa biancorossa ma le speranze della Vanoli non vanno oltre qualche minibreak. Anche perché Woldetensae non smette di fare canestro e, come in precedenza, anche Reyes sale sulla giostra con due triple dall’angolo che mandano Masnago in paradiso. Keene aggiunge qualche serpentina, elimina per falli Cournooh e negli ultimi 2′ la OJM prova anche ad attaccare la differenza canestri. L’unico obiettivo che sfuma in una serata di gloria, come ne capitano spesso da queste parti. Finalmente.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Finalmente la capienza dei palazzetti viene spostata ad un accettabile 60% e l’effetto Masnago torna ad essere un fattore. E non poteva che essere così dopo l’arrivo di Roijakkers e conseguente trasformazione di Varese che sa lottare ed entusiasmare prima se stessa e poi i tifosi. Sfida fondamentale quella contro Cremona che non sfata nemmeno questa volta il tabù Lino Oldrini e che resta sul fondo della classifica con i prealpini che aggiungono invece 2 punti che avvicinano la squadra ad una meritata, a questo punto, salvezza.  Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Beane 6,5 : sempre più determinate come stopper che come bomber anche se la sua velocità in contropiede è sempre una certezza. Al solito esagera nel prendersi qualche conclusione fuori dai giochi ma al momento il suo contributo è sempre utile alla causa. RAZZENTE
    Woldetensae 8,5 : impatto tanto devastante quanto sorprendente quello dell’ultimo tassello inserito nel puzzle varesino. Utilizzato come specialista difensivo per arginare il giocatore di maggior talento di Cremona e cioè Harris ma non solo; chirurgico dalla lunga con un 4 su 5 e una presenza fondamentale a rimbalzo. STELLA COMETA
    Sorokas 8 : primo quarto da stropicciarsi gli occhi soprattutto in fase offensiva. L’atletismo di Dime in qualche occasione lo fa soffrire ma alla lunga offre una prestazione di assoluto rilievo dove spiccano, oltre ai punti i 5 assist uno dei quali immaginifico. VISIONARIO
    De Nicolao 5,5 : sicuramente, dall’arrivo di Roijakkers, la sua prestazione meno performante. Al solito gioca a ritmi forsennati ed è sempre una spina nel fianco del play avversario ma fatica enormemente ad infilare la palla nel cesto sparando a salve. La fortuna di questa Varese è che se qualche elemento è sottotono c’è sempre chi è in grado di prendersi le responsabilità e le scelte giuste. SCACCIACANI
    Vene 7,5 : con il suo gemello baltico non smette mai di stupire per la sua intelligenza e la sua utilità. Sfiorata la doppia doppia e un’efficienza offensiva imbarazzante per quanto è stata redditizia. Questo è l’aspetto più sorprendente della sua terza avventura all’ombra del Sacro Monte perché le sue letture e la capacità di attivare i compagni erano caratteristiche arcinote anche ai sassi. EUREKA
    Reyes 7 : finalmente il portoricano riesce a dare il suo contributo e lo fa in modo sostanzioso. L’atteggiamento e i risultati danno ragione a lui e al lavoro che lo staff sta facendo su questo interessante prospetto sia a livello fisico che a livello mentale. WORK IN PROGRESS
    Librizzi 6 : solita partenza in quintetto e subito un recupero e un tentativo dall’arco come prima conclusione di Varese che purtroppo non va a buon fine. Poi la solita partita a pungere in difesa ma il coach opta per un assetto più stazzato anche in considerazione di un problemino fisico che lo limita. RONZANTE
    Virginio S.V.
    Ferrero 6 : oggi il capitano fa il compitino; non ha le mani incandescenti ma si rende utile subendo fallo su un tiro dalla lunga e convertendo 2 dei 3 liberi concessigli. DILIGENTE
    Caruso N.E.
    Keene 6,5 : per il terribile fromboliere in casacca biancorossa una serata non semplice anche perché Galbiati prepara una “gabbia” per contenere al massimo le sue giocate con Cournooh che usa tutti i mezzi a sua disposizione, dai leciti ai più ruvidi per metterlo fuori ritmo. Marcus legge bene la situazione e pur prendendosi i suoi tiri decide che la cosa migliore è cercare i suoi compagni che godono di situazioni favorevoli proprio grazie alle attenzioni a lui rivolte. SAPIENTE
          Cane N.E.

  • simon89
    L’urlo della ventina di tifosi di Varese mentre scendono dalle scale della Unipol Arena squarcia la notte di Bologna. Negli occhi hanno la quinta sinfonia di Roijakkers, l’ennesima magia di una Openjobmetis che sta ribaltando avversari e pronostici uno dopo l’altro. Questa volta a cadere è Reggio Emilia, a fil di sirena, 82-84, ed è bello vedere che a dare il colpo di grazia è uno dei superstiti della prima OJM, quella travolta all’andata di 39 punti: Paulius Sorokas. Un rimbalzo d’attacco a 3” dalla fine, convertito in canestro subito dopo, è stata la zampata che ha chiuso i conti dopo 40′ emozionanti, equilibrati, giocati sul filo del rasoio. Caja, con l’ultima rimessa, ha provato a pareggiare e non a vincere ma chi non risica non rosica, e Hopkins ha fallito l’appoggio nel traffico d’area.
    Quinta sinfonia, dicevamo, in sei partite con l’unico KO arrivato di un punto contro i campioni d’Italia della Virtus: se non è magia, trovate voi una definizione per una squadra che dal fondo della classifica ha riacceso i motori, e non propulsori normali ma turbo potentissimi che nessuno pensava appartenessero a questo telaio. E se Sorokas è per forza di cose il re per una notte, il suo compare baltico Vene gli sta fedelmente accanto: il grande rimpianto di Caja (lo avrebbe rivoluto a Reggio) è top scorer a quota 23, rivelandosi anche bomber e tiratore come mai lo era stato nei suoi periodi varesini.
    Per vincere, Varese ha dovuto piegare anche la resistenza infinita di Andrea Cinciarini, monumentale nel tenere in partita la Unahotels e arrivato a un solo rimbalzo di distanza dalla tripla doppia già centrata cinque giorni fa (27+9+11). Roba da americani forti in una serata in cui gli USA in campo non hanno brillato particolarmente. Neppure Keene che però, in fin dei conti, ha fatto cose importanti. Roijakkers lo ha comunque amministrato, dandogli “solo 25’” perché l’energia di Librizzi – oltre alla certezza Denik – ha permesso di allungare le rotazioni tra gli esterni. Dove ha brillato anche Woldetensae, tre bombe nella sua Bologna a certificare di essere pronto, eccome, per la causa biancorossa. Pescata positiva a quanto pare, mentre continua a spegnersi la luce fioca di Reyes, in campo per meno di 3′. Ma non è certo il momento di creare “casi”: nella pausa avrà tempo e modo di risalire dal punto di vista fisico e provare a convincere il coach per un utilizzo diverso.
    Ora, dicevamo, una domenica di stop: lo staff ha concesso tre giorni di riposo più che mai necessario perchè molti hanno serbatoio vuoto (Beane su tutti). Poi però testa di nuovo al campionato: il 6 marzo arriverà a Masnago la Vanoli Cremona e quello sarà il momento di dare un ulteriore colpo (l’ultimo) alle paure di bassa classifica. Ma intanto la pausa aiuta anche a godersi questo sprazzo – lungo – di magia dopo tante sofferenze negli ultimi due anni.
    PALLA A DUE
    Johan Roijakkers non cambia di una virgola il quintetto base della Openjobmetis, spedendo subito Librizzi sulle tracce di Thompson. Sorokas si prende cura di Hopkins mentre c’è l’atteso duello italiano in regia tra Cinciarini e De Nicolao. L’ex Strautins parte dalla panchina per Caja mentre Vene, ex reggiano un po’ particolare (non giocò mai per infortunio) sfida Justin Johnson. Presente anche qualche tifoso varesino in una Unipol Arena con un migliaio di persone.
    LA PARTITA
    Q1 – A differenza di Trento e Venezia, la OJM parte bene contro Reggio e appena trova punti dall’arco (Librizzi e Vene a segno) scava un break limitato solo in parte da Cinciarini e Olisevicius. Entra Woldetensae e colpisce a sua volta così Caja deve fermare il gioco dopo il massimo vantaggio (14-26) di Ferrero che precede di poco la sirena (16-26).
    Q2 – La Unahotels però reagisce subito con un parziale complessivo di 8-0 che riapre subito la gara. Due liberi di De Nicolao muovono Varese che riprende vigore con un Vene formato bomber a sopperire a Keene, Beane e Reyes, impalpabili in attacco (l’ultimo poco usato). Denik, Sorokas e due liberi (su 3) di Librizzi permettono alla OJM di riallungare ma Cinciarini è una furia: 6/7 dal campo nel primo tempo e anche la bomba quasi a fil di sirena per il pareggio (45-45). Ma il “fil di sirena” è di De Nicolao che da metà campo infila il vantaggio ospite di metà gara, 45-48.
    Q3 – Ferrero e soci sono bravi a non farsi acchiappare da una Reggio che non aspetta altro. Il sorpasso arriva al 25′ con Olisevicius ma De Nicolao replica subito dall’arco. Poi c’è anche uno sprazzo pesanti di Keene – 8 punti con pochi possessi – a riallungare fino al quarto fallo, banale, di Denik su Cinciarini. E proprio l’ex play azzurro ricuce fino al 67-69 della terza pausa.
    IL FINALE
    Tutto in 10′ con Woldetensae e Thompson che si rispondono subito da 3 punti, ma è solo l’antipasto. Si segna poco, ma la tensione è enorme: l’ultimo strappetto lo dà Vene ancora da fuori (+5 Varese) ma tocca a Strautins infilare da lontano e sostituire un Cincia ancora efficace ma un po’ stanco. Parità a 77, a 79 e di nuovo a 82. La OJM ha tuttavia il pallone della vittoria: Keene sbaglia la prima tripla, Vene vince il rimbalzo, Wolde sbaglia la seconda ma il guizzo di Sorokas sotto canestro è perfetto. Rimbalzone e appoggio da sotto eludendo la stoppata. E l’ultima rimessa, imperfetta, della Unahotels consente un tiretto di Hopkins che si ferma sul primo ferro. Varese esulta, Varese gode, Varese miracoleggia di nuovo con il suo Olandese Volante (82-84).
    Damiano Franzetti

×
×
  • Create New...