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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Il primo commento in sala stampa di Adriano Vertemati è sincero e condivisibile: «Con questa partita ci siamo “tolti la scimmia” della prima vittoria». Il resto è ancora in buona parte da costruire, in casa Openjobmetis, dove si festeggia il primo “referto rosa” della stagione grazie all’86-78 contro Cremona ma dove è evidente che la squadra abbia ancora tanti passi avanti da compiere da qui all’avvio del campionato.
    Una partita trabocchetto, quella di Masnago, contro una Vanoli senza nulla da perdere e per questo imbottita di giovani e giovanissimi, con Galbiati che negli ultimi minuti ha varato un quintetto di 2002 e 2003 che però non è crollato, anzi, ha limitato i danni contro una Varese ancora alla ricerca del gioco e della forma migliori. Intendiamoci: analizzando la singola partita dei giocatori dell’Openjobmetis si trovano diversi spunti positivi (e questo è un dato piacevole), però l’impressione ricavata a fine serata è quella già sottolineata, di un cantiere aperto.
    L’assenza di Kell (uno degli architravi della OJM per ruolo, leadership e contributo fisico) e il telaio particolarissimo della Vanoli odierna (l’unico pivot a referto, il 2003 Agbabmu, ha avuto presto problemi di falli) hanno costretto Varese a una serie di adattamenti sia in attacco sia in difesa; a protezione del proprio canestro si sono visti ancora “buchi”, errori di valutazione e meccanismi da rivedere, motivo per cui la squadra di Vertemati non è mai riuscita a proteggere i break generati in attacco. Da dove comunque arrivano buone notizie: in primis l’impatto di Jones che pian piano aggiunge forma fisica e che nel frattempo chiude da top scorer a 19 (con tripla quasi decisiva nel finale). E poi Wilson che specie nella prima metà trova i ritmi giusti per fare canestro dalla media e dalla lunga, nella prima recita di buon livello in biancorosso. Altro protagonista è Ferrero, 4/5 dal campo nel momento del bisogno mentre Gentile ha lavorato tanto per innescare i compagni (8 assist) dopo la scorpacciata di punti con Sassari.
    Insomma, le cose si muovono e lo fanno nella giusta direzione tanto da rendere curiosa la trasferta sassarese di martedì (ore 19), inutile ai fini della classifica ma interessante per il percorso di crescita della Openjobmetis. «Andiamo là per provare a vincere, altrimenti non avrebbe senso giocarla» lascia intendere Vertemati, e anche qui non gli si può dare torto.
    PALLA A DUE
    In assenza di Kell, questa volta tocca a Giovanni De Nicolao prendere la cabina di regia, lasciando Gentile nel più consono ruolo di ala piccola. Wilson resta in quintetto così come i due lunghi, Jones ed Egbunu, con il nigeriano che si trova davanti il giovane – e interessante – Agbamu. Galbiati conferma l’utilizzo di Poeta dalla panchina mandando subito Spagnolo sul parquet; rispetto all’andata c’è Miller ma manca Sanogo (oltre a McNeace ed Harris).
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio interessante dei biancorossi, con Gentile più attento a passare la palla e Jones che attacca l’area fin da subito. Poco dopo anche Wilson si mette in mostra guadagnandosi i primi applausi di Masnago, ma appena superata la metà del periodo la Openjobmetis comincia a concedere rimbalzi in attacco a Cremona. I gialloazzurri rientrano e sorpassano, ma Beane ridà il vantaggio a Varese prima della pausa (24-19).
    Q2 – Le pause biancorosse sui due lati del campo consentono a Pecchia (5 punti in fila) e al giovane Gallo (tripla) di operare il controsorpasso cremonese. Gentile allora rompe il ghiaccio affiancato da Jones che centra la tripla, presto riequilibrata da Tinkle. Qualche fischio fa storcere il naso al pubblico di casa, poi la OJM sembra prendere la strada giusta nel finale di periodo ma ancora una volta fallisce il tentativo di break e va al riposo sul +3, 45-42.
    Q3 – L’Ale Gentile in versione “attiraraddoppi” si mostra a inizio ripresa, quando dal post basso distribuisce palloni invitanti per Beane e Wilson, appostati sul perimetro e autori delle triple del nuovo minibreak. A complicare le cose per Galbiati arriva, poco dopo la metà del tempo, il quinto fallo di Agbamu che costringe la Vanoli a quintetti naniformi ma anche Varese ad adattarsi. Egbunu vive sopra al ferro e schiaccia di prepotenza ma gli ospiti non si spaventano e tengono botta con Spagnolo (64-59).
    IL FINALE
    Varese non perde mai il comando delle operazioni, però allo stesso tempo non va oltre la doppia cifra di vantaggio e così la gara resta più o meno equilibrata fino al termine. Il protagonista diventa Ferrero, 8 punti in 6′ nell’ultimo periodo: i suoi canestri danno l’ennesima spinta in avanti di una Varese che negli ultimi minuti potrebbe dilagare e che invece fatica a far canestro contro la banda di ragazzini terribili schierata da Galbiati, alcuni dei quali si tolgono la soddisfazione di muovere il punteggio. Una tripla di Jones e un balzo di Sorokas, comunque, tengono lontani gli ospiti per l’86-78 finale: per questa sera va bene così.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Se è vero che le sconfitte fanno sempre male, è altrettanto chiaro che c’è modo e modo di perdere. E quello della Openjobmetis di questa sera (KO 82-92 in casa con Sassari) è ben diverso da quello mostrato appena 48 ore prima a Cremona. Contro un’avversaria più forte, completa, decisamente profonda e con qualche giorno in più di lavoro, la squadra di Vertemati disputa un incontro di gran lunga migliore. Sia per l’atteggiamento, combattivo e concentrato, sia sul lato tecnico nonostante l’assenza in regia di Kell e le non perfette condizioni del suo vice De Nicolao.
    In sostanza, Varese ha retto bene l’urto contro gli isolani, favoriti per la vittoria nel girone e probabili protagonisti di un campionato alle spalle delle tre grandi. A trascinare la OJM in attacco ci ha pensato ancora Alessandro Gentile che, sì, accentra molto il gioco nelle proprie mani, ma che ha anche dipinto 31 punti con percentuali buone e alcuni momenti di onnipotenza offensiva. Una recita terminata in anticipo a causa di una espulsione innescata da una gomitata di Mekowulu al talento casertano. Cacciati entrambi, ma uscendo dal campo AleGent si è preso la prima scarica di applausi veri dai 600 di Masnago, passo avanti verso la normalità sugli spalti.
    Che poi ci sia ancora tanto da fare, per Vertemati e il suo staff, è cosa palese, ci mancherebbe. Sassari ha tirato con medie altissime da lontano (ha chiuso al 62% ma a un certo punto era 9/10), la difesa – che a tratti ha graffiato – ha bisogno di registrarsi mentre è ovvio che in attacco la conformazione gentilecentrica dovrà essere smussata quando rientrerà Kell. Anche a livello di condizione fisica Varese deve crescere in alcuni uomini, con Jones andato calando e Beane ancora alla ricerca del top (ma in difesa ha dato segnali importanti). La micropausa nel calendario di Supercoppa permetterà di tirare leggermente il fiato, poi domenica sera alla Enerxenia Arena arriverà Cremona e lì l’obiettivo dovrà essere la vittoria per certificare i miglioramenti.
    Abbiamo tenuto per ultimo il discorso su Wilson, ancora una volta in difficoltà. Sappiamo tutti che il suo ingaggio è stato la “scommessa stagionale” di Varese nell’ottica del contenimento costi. In questo momento è il giocatore che ha più bisogno di attenzioni e di sostegno (dallo staff e dalla gente): mugugnare è inutile, speriamo che sfrutti queste due settimane per alzare il livello.
    PALLA A DUE
    Vertemati dà alla Openjobmetis lo stesso aspetto di Cremona, quindi con Gentile play e Beane ala con i due che invertono i ruoli in difesa. Giocano, ma non al meglio fisicamente, sia De Nicolao sia Sorokas mentre stavolta va regolarmente a referto Caruso. Sul fronte sardo Cavina ha la squadra completa, schiera subito Stefano Gentile (ma su Wilson) e tiene di rincorsa Logan. Sfida tutta nigeriana in area tra Egbunu e Mekowulu.
    LA PARTITA
    Q1 – Una Varese ben diversa rispetto a Cremona, sia per atteggiamento sia per “fatturato”, prende di petto il quarto iniziale già nel segno di Gentile: tripla e bel duello con Burnell, anch’esso caldo. I biancorossi sfruttano una doppietta dall’arco di Ferrero per un minibreak, subito ricucito però dall’eterno Logan. Il 26-23 è ancora di Gentile che vuole l’ultima palla e la trasforma in avvicinamento.

    Q2 – Sassari non ci sta e con Logan e Battle mette il naso avanti costringendo Vertemati al timeout. Il tempo di storcere il naso per qualche fischio (o “non fischio” come l’abbattimento di Beane in volo) arbitrale che la Dinamo allunga, ancora con Logan e Burnell. Gentile allora arma il braccio e con lo stesso “schema” – palleggio prolungato fino a crearsi un piccolo spazio per il tiro dai 3-4 metri – inizia a martellare il canestro. Poi Beane porta a casa una schiacciata spaziale ma due liberi di Mekowulu sparigliano il punteggio, con Gentile (21 alla pausa) che fallisce l’ultimo assalto: 45-47.

    Q3 – Al rientro tocca a Clemmons guidare le operazioni biancoblu: si va a strappi ma ogni volta si ha l’impressione che il Banco guadagni qualcosina. Gentile riparte con i suoi raid e dimezza lo svantaggio, poi nuova mini-fuga sarda in avanti con nuova tripla di Logan che non sbaglia mai. Prima della pausa arrivano una tripla di Sorokas e gli ultimi punti di Gentile che sfonda quota 30; il punteggio resta a favore di Sassari che trova buone cose anche da Battle per il 67-74.
    IL FINALE
    Egbunu (schiacciata) e Ferrero (tripla) non bastano a recuperare terreno perché Logan e soci viaggiano su percentuali tremende toccando il 90% da 3 punti e colpendo anche con Bendzius. A 4′ dalla fine il fattaccio: traffico sotto canestro, Mekowulu allarga il gomito contro Gentile che non si tira indietro e lo spintona prima dell’arrivo degli altri giocatori, bravi a disinnescare la miccia. Ma i provvedimenti arrivano e sono due espulsioni. Sassari prova a vivere un finale senza patemi finché, a un certo punto, Wilson ruba la palla che può riaprire il match ma prima spara sul ferro da 3 e poi sfonda dopo un rimbalzo amico. Sipario, passa il Banco 82-92.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il basket d’estate non si presta, solitamente, a giudizi troppo sbilanciati nel bene o nel male ma per questa Openjobmetis vista a Cremona possiamo fare un’eccezione senza remore. Varese perde, perde malissimo, perde senza poter avere alibi per una prestazione del genere. Al PalaRadi finisce 80-70 a favore di Cremona, una Vanoli in campo senza tre stranieri, con una formazione ricca di giovanissimi – però volenterosi e affamati – a supportare pochi veterani, che portano a termine il compito più ovvio, fare canestro.
    Una cosa che a Varese non riesce mai: 70 punti, l’11% nel tiro pesante, circondato da tanta supponenza a rimbalzo (e la naniforme Vanoli di fatto pareggia la lotta sotto canestro), nelle palle perse (13, contro 7), in quelle recuperate (10 contro 3), negli errori da sotto canestro, nelle schiacciate fallite da Egbunu. Poi, quando le cose iniziano ad andare improvvisamente male, la Openjobmetis ha anche paura: prende 32 punti di parziale nel terzo periodo e comincia ad affidarsi solo e soltanto a Gentile. Lui (che ha fatto tanta Eurolega) e Jones (che ha fatto tanta NBA), ovvero quelli che non devono dimostrare nulla, sono gli unici a prendersi responsabilità (24 punti l’italiano, 15 l’americano) ma non basta. Quando Cremona azzecca la striscia vincente da tre punti, guidata dal volpone Poeta, su Varese cala il buio.

    A contorno dalla nefasta trasferta di Cremona, c’è anche l’incredibile assenza di Guglielmo Caruso: è possibile che un giocatore annunciato il 10 di luglio non sia stato tesserato in tempo per la mancanza di un documento arrivato solo stamattina dagli USA? Nella Serie A di calcio, una cosa del genere causerebbe il rotolamento di teste e mille pagine di polemiche. AGGIORNAMENTO – Secondo quanto appreso in tarda serata, Varese avrebbe richiesto alla Federazione la situazione del nullaosta di Caruso lo scorso 26 luglio (il giocatore aveva nel frattempo giocato in Nazionale) ricevendo rassicurazioni sul suo utilizzo. Negli ultimi giorni è invece emersa una criticità e solo oggi è giunto il documento che gli permetterà di giocare regolarmente mercoledì. Sbagliamo di tanto a pensare che, forse, la società (che ha pure tenuto a riposo Kell per gestire un’infiammazione tibiale) abbia preso questa Supercoppa solo per fare qualche sgambata, nonostante ci fosse – ci sia – la possibilità di giocare per il passaggio del turno? Chiediamo, visto che gli spettatori pagheranno il biglietto nelle due partite di Masnago.
    Mercoledì, a proposito, ci sarà la “prima” interna contro Sassari, ovvero la favorita del Girone. Il consiglio è di cambiare marcia, almeno a livello di impegno e mentalità, anche se è gradito vedere qualche canestro in più. Magari da Wilson, tiratore da 0/7 da 3 fino a 10” dalla fine della partita, o da Egbunu, o da Beane, o da De Nicolao. Perché la pesante assenza di Kell, non può certo giustificare quel che si è visto al PalaRadi.
    PALLA A DUE
    Senza Kell, in borghese accanto a Caruso, tocca ad Alessandro Gentile fungere da play titolare della Openjobmetis in un quintetto per il resto tutto straniero in cui Beane fa l’ala ma marca il play avversario (Spagnolo). Cremona parte senza Poeta, che esce dalla panchina, con Pecchia incursore e l’ivoriano Sanogo sotto canestro contro Egbunu. Pubblico presente al PalaRadi ma con numeri molto bassi, circa 200 spettatori.
    LA PARTITA
    Q1 – Varese comincia benino ma palesa presto le difficoltà di non avere in campo un play. Non certo per colpa di Gentile, che nel primo periodo colleziona comunque 6 punti, ma per l’assenza di una circolazione di palla che imbriglia il gioco d’attacco anche perché Egbunu pare in ferie e non tiene un pallone. Cremona allora ne approfitta, mette la testa avanti con Pecchia e senza fare faville chiude avanti 19-16.
    Q2 – Gentile rompe l’incantesimo biancorosso dall’arco (0/5 nel primo periodo) e arriva in doppia cifra prima di rifiatare. Sul fronte opposto Galbiati ha poche munizioni a disposizione e quando deve schierare i giovanissimi Varese sorpassa con un guizzo di Beane e con le incursioni di Jones. La OJM però perde qualche buona occasione per scappare e poi – dopo un paio di minuti di basket “bassamente amatoriale” da ambo le parti – riesce a chiudere a +8 con un altro balzo dell’americano, un po’ arruffone ma molto volenteroso.
    Q3 – Dopo la pausa Varese dà l’impressione di poter finalmente prendere in mano la partita, dà uno strappetto ma all’improvviso si scopre nuda. Cremona prende coraggio con un paio di “canesto e fallo”, infila qualcosa dall’arco ed è addosso con un Pecchia indiavolato. Poeta capisce che è il momento giusto: lui e Tinkle imbucano da lontano e la OJM cade vittima della proprie paure. Per un po’ ci pensa Sorokas a convertire qualche scarico in area ma poi si completa un parziale di 32-17 senza che gli uomini di Vertemati sappiano che pesci pigliare (61-54 alla mezz’ora).
    IL FINALE
    Il tempo per raddrizzarla ci sarebbe anche, se però Varese ogni tanto trovasse canestri da fuori o punti da giocatori che non siano Alessandro Gentile, che con il suo arresto e tiro in avvicinamento valica quota 20. Ma i suoi canestri non bastano, e Cremona completa l’opera aggredendo il canestro a rimbalzo offensivo (bravo Agbamu) e trovando con Poeta, Pecchia e Cournooh i cesti della sicurezza. Nel finale, a una manciata di secondi, Wilson segna la prima tripla dopo sette bombe cacciate sul ferro, emblema di una partita da dimenticare in fretta, per lui e per tutti noi.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    L’Openjobmetis scopre le carte nella prima partita ufficiale dell’era Adriano Vertemati. La truppa biancorossa debutta nel pomeriggio odierno al PalaRadi di Cremona (palla a due alle 18,30; diretta streaming su Eurosport player) nel secondo turno del girone B della fase di qualificazione della Supercoppa. Sarà la prima di quattro partite ufficiali che Varese disputerà nel giro di otto giorni nel gruppo a tre squadre che coinvolge anche Sassari, di scena mercoledì, 8 settembre, all’Enerxenia Arena nella première casalinga aperta al pubblico (venduto oltre il 50% dei circa 1.700 posti disponibili).
    Test interessante per l’OJM a dispetto dei problemi di formazione dei padroni di casa. Ranghi certamente ridotti per Cremona, che così come già avvenuto nell’esordio di sabato sera a Sassari, potrà schierare solo due dei cinque stranieri del suo roster. Ancora assenti per motivi burocratici Jalen Harris e l’ultimo arrivato Malcolm Miller, ai box per infortunio invece il pivot Jamuni McNeace. Ma anche in questa versione largamente incompleta, Cremona ha dato filo da torcere fino alla fine a Sassari, e dunque il match offrirà certamente spunti interessanti a un Adriano Vertemati curioso di vedere la reazione della sua OJM ai primi spunti agonistici di una partita ufficiale.
    Qualche problema di organico anche per i biancorossi: mancherà Guglielmo Caruso, il cui tesseramento è stato bloccato per motivi burocratici (il documento mancante dovrebbe giungere per consentirgli di scendere in campo mercoledì). Ancora in forte dubbio c’è Anthony Beane, dolorante alla gamba destra per i postumi dell’iperestensione rimediata venerdì sera: la guardia statunitense proverà comunque nella rifinitura e una decisione sul suo utilizzo sarà preso in extremis. Disponibile invece Trey Kell, pur dolorante per quel problema a una tibia che si trascina da una decina di giorni e lo condiziona soprattutto in difesa.
    Se Cremona sarà incompleta prevalemente sul perimetro, pur con la coppia Poeta-Spagnolo (leader dell’Under 20 azzurra allenata in estate da Adriano Vertemati) a dettare i temi del gioco, Varese dovrà verificare l’impatto del suo reparto lunghi che nel galoppo casalingo contro Tortona era parso meno “in palla” rispetto al suo parco esterni. Occhi puntati soprattutto sulla coppia Jones-Egbunu: il ritardo dell’ala texana era prevedibile, ma c’è bisogno di mostrare progressi contro l’agile Sanogo della Vanoli. E allo stesso modo c’è bisogno che il centro nigeriano aumenti la sua autonomia (specie alla luce dell’assenza di Caruso) per dipendere meno dalle condizioni di Jones. Come tutte le gare di precampionato, conterà più il modo di stare in campo rispetto al risultato finale. Ma con le partite ufficiali, anche il risultato ha un peso, proprio perchè figlio della preparazione svolta finora, e dello stato di avanzamento della messa a punto. Il primo ciclo di 4 impegni ufficiali al via con la trasferta odierna di Cremona dovrà fotografare in maniera più compiuta la situazione del cantiere OJM: pur con gli intoppi Kell e Beane a rallentare i lavori, la parola del campo darà i primi riscontri concreti.
    Le formazioni
    VANOLI CREMONA: 0 Agbamu, 1 Zacchigna, 3 Sanogo, 5 Gallo, 6 Pecchia, 8 Poeta, 9 Spagnolo, 10 Vecchiola, 11 Errica, 13 Tinkle, 15 Cournooh. All. Paolo Galbiati.
    OPENJOBMETIS VARESE: 0 Bottelli, 3 Kell, 5 Gentile, 7 Beane, 9 Sorokas, 10 De Nicolao, 11 Wilson, 13 Librizzi, 15 Egbunu, 18 Virginio, 21 Ferrero, 22 Jones. All. Adriano Vertemati.
    Arbitri: Lanzarini, Nicolini, Pierantozzi.
    TV – Diretta streaming su Eurosport Player dalle 18.25.
    Risultati, classifica e prossimo turno
    GIRONE B, RISULTATI (1° turno): Banco Sardegna Sassari-Vanoli Cremona 80-74. Oggi, ore 18.30: Cremona-Openjombetis Varese.
    CLASSIFICA: Sassari punti 2 (1 giocata); Cremona 0 (1); Varese 0 (0).
    PROSSIMI TURNI - Mercoledì, ore 19.30: Varese-Sassari. Venerdì, ore 21: Cremona-Sassari. Domenica, ore 20.30: Varese-Cremona. Martedì 14/9, ore 20: Sassari-Varese.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Per fortuna delle coronarie di tutti noi, il test tra Openjobmetis e Bertram Tortona è stata solo un’amichevole, e neppure ufficiale. A Masnago, davanti agli occhi di Meo Sacchetti (nel primo tempo), si sono contati ben 19 sorpassi nel punteggio e 12 parità, segno di una partita in cui l’equilibrio ha retto da cima a fondo tanto che Varese l’ha spuntata di un solo punto, 89-88. Gara vera, però, dal punto di vista dell’agonismo pur tra due formazioni che hanno ancora diverse cose da registrare sui due lati del campo da qui all’inizio del campionato.
    Non sorprende Tortona, pienamente in gara pur con tre assenze come l’ex Wright, Cannon e Sanders (ma i sostituti hanno fatto bene), non dispiace Varese tra le cui fila sono più le note positive di quelle negative, anche se rispetto alla prima uscita non ci sono nomi che spiccano in modo particolare. C’è un Gentile top scorer (19) senza particolari forzature (50% al tiro), c’è un Kell leader, capace di alzare i giri quando si è trattato di vincere la partita, c’è un Beane apparso già molto in forma dal lato fisico. E poi un Wilson che per lunghi minuti ha mostrato mano dolce e tiro mortifero, 13 punti e 3/5 da lontano.
    Il match è servito anche a rivedere in campo Jones dopo il grave infortunio di novembre: l’americano, volenteroso, è apparso ancora lontano dalla forma migliore e ha avuto la sfortuna di incappare in un Daum rapido e ficcante, autore di 25 punti. Ma proprio partite come queste servono a risalire la china per chi, come Jalen, è stato costretto ai box per nove mesi. Vertemati fa bene a rimarcare le difficoltà oggettive, dovute alla poca conoscenza reciproca, specie nei meccanismi difensivi e anche in questo caso siamo nel campo dell’ovvio, perché certe cose si costruiscono nel tempo. Di certo Varese ha dimostrato di avere numerosi giocatori in grado di fare canestro, e questa è già una prima annotazione che tornerà utile in futuro. Ora si inizia a fare sul serio: lunedì a Cremona comincerà la Supercoppa con quattro gare utili a prendere la rincorsa per la Serie A.

    OPENJOBMETIS VARESE – BERTRAM TORTONA 89-88
    (18-18; 40-41; 69-66)
    VARESE: Kell 14 (4-5, 1-3), Wilson 13 (2-2, 3-5), Gentile 18 (6-12, 1-2), Jones 9 (1-3, 1-2), Egbunu 10 (4-5); Beane 9 (1-3, 2-2), Sorokas 9 (2-4, 1-1), De Nicolao 5 (1-2, 1-1), Ferrero (0-2), Caruso 2 (0-1). Ne: Librizzi, Virginio. All. Vertemati.
    TORTONA: Mascolo 21 (5-8, 3-6), Filloy 20 (5-6, 3-5), Macura 1 (0-2 da 3), Daum 25 (8-8, 2-6), Cain 5 (2-4); Trunic, Tavernelli 13 (0-1, 3-4), Cattapan, Severini 3 (1-1, 0-2), Mobio (0-1). Ne: Wright. All. Remondino.
    NOTE. Da 2: V 21-39, T 21-29. Da 3: V 10-16, T 11-25. Tl: V 17-20, T 13-24. Rimbalzi: V 31 (7 off., Sorokas 8), T 22 (4 off., Severini 6). Assist: V 12 (Gentile 5), T 16 (Mascolo 4). Perse: V 7 (Gentile 2), T 7 (Tavernelli, Filloy 2). Recuperate: V 2 (Kell, Sorokas 1), T 4 (Tavernelli 2).
    LA CRONACA
    PRIMO PERIODO – E’ ancora Egbunu ad aprire le danze in attacco, con Filloy a rispondere dalla parte opposta. Si vede anche Wilson ed è buona cosa: tripla, stoppata, canestro acrobatico e ancora bomba per il 16-7 dopo 6′. C’è anche qualche difesa arcigna (Beane subito tosto) ma l’attacco si ferma: Mascolo allora apre il gas, segna 9 punti e pareggia a 2” dalla sirena (18-18).
    SECONDO PERIODO – Si riparte con un nuovo botta e risposta: Varese riparte con 5 punti di Gentile, Tavernelli bombarda due volte (27-26) e la parità non si schioda. La tripla di Daum costringe al timeout Vertemati da cui la OJM esce con 3 punti di Kell su assist di Gentile ma non basta perché Daum porta a spasso Jones e sorpassa. Il finale è ricco di errori (0/4 di Cain ai liberi, forzature biancorosse) e l’intervallo è favorevole alla Bertram (40-41).
    TERZO PERIODO – Cain e Jones mettono i loro primi punti, poi riecco Mascolo e Wilson. I giochi d’attacco sono ancora poco fluidi ma stavolta Varese pesca i jolly con le giocate personali. Tortona però resta avanti con Filloy e Daum e tocca il +4 prima di un trepunti di De Nicolao che ridà gas. Volano triple sul filo dei 24 (Mascolo e Beane) e alternanze in testa al punteggio, poi Varese sbaglia tre triple in un’azione vanificando i rimbalzi di Sorokas. A quel punto il lituano sfodera il tiro da 15 metri a fil di sirena e spariglia il punteggio, 69-66.
    QUARTO PERIODO – Una bomba per parte (di Jones quella varesina) ed è sempre testa a testa, poi il punteggio si blocca per qualche minuto. Varese la vuole vincere: tripla di Gentile, contropiede e successiva entrata di Kell per il +7 ma a 3′ dalla fine Egbunu esce per falli e l’inerzia gira ancora verso il Derthona perché Daum continua a punire Jones. L’ultimo sforzo vale un prezioso +5 con Gentile che segna e attiva Sorokas: a quel punto basta un libero di Beane per la sicurezza prima della tripla conclusiva di Filloy che vale l’89-88.
    Damiano Franzetti

     

  • simon89
    La Openjobmetis capitalizza al massimo il ritiro di Gressoney, chiuso con una vittoria larga e meritata (90-67) sui campioni svizzeri dell’Olympic Friburgo, iscritti ai preliminari di Champions League ma, onestamente, apparsi due piste indietro a una Varese ancora largamente in costruzione. Vertemati ha tenuto a riposo sia Beane (arrivato da poche ore) sia Jones, che ha fatto solo riscaldamento per non forzare un problemino muscolare, ma i biancorossi hanno già mostrato le linee guida e le gerarchie della propria stagione.
    Tre i capisaldi, nel solco delle attese: Trey Kell e Ale Gentile hanno subito iscritto il proprio nome tra i top scorer della squadra (20 e 18 punti rispettivamente), mostrando anche quell’atteggiamento da leader che viene loro richiesto, per ruolo e per pedigree cestistico. E poi John Egbunu, pur a corto di fiato, ha vestito i panni di signore dell’area, tra schiacciate, stoppate e rimbalzi a piene mani ad altezze inarrivabili per gli altri.
    L’impianto generale della squadra, insomma, si è già visto sul parquet di Gressoney Saint-Jean, e ha convinto i tifosi saliti in Valle d’Aosta per osservare da vicino la squadra: gli applausi finali non sono stati di circostanza sono stati complimenti sinceri per un gruppo che – lo ripetiamo – è ancora agli inizi.
    «Siamo al 10% dell’esplorazione di questa squadra» conferma Vertemati al termine della sgambata, e c’è da credergli, anche se tra attacco e difesa si sono viste le tracce del gioco e dei meccanismi che verranno. Tra i promossi di giornata ci sono senz’altro De Nicolao, tonicissimo, e il lottatore Sorokas, uno dei tanti che il coach biancorosso ha utilizzato in più ruoli mandandolo anche in posizione di “cinque”. Meno bene l’altro pivot Caruso, che ha mostrato mani dolci ma braccia un po’ molli a rimbalzo, e maluccio pure Wilson. La guardia ha messo a segno una sola tripla (a fronte di diversi errori) in un match nel quale tanti compagni hanno riempito il tabellino. Li aspettiamo dalla prossima, ovvero mercoledì 1 settembre quando a Masnago arriverà l’arrembante neopromossa Tortona per un allenamento congiunto (chiuso al pubblico) che si prospetta di livello più alto. Intanto il cammino è incominciato: buona strada, Pallacanestro Varese.
    LA CRONACA
    PRIMO PERIODO – Una schiacciata di Egbunu su assist di Sorokas è il primo canestro stagionale della OJM contro una difesa svizzera subito aggressiva. “Long John” è la prima opzione di Vertemati in attacco e ne fa 6 di fila dominando anche in difesa. Fuori lui però Friburgo risale, pareggia e sorpassa con Miljanic anche perché Varese al tiro colleziona solo “ferri”. I liberi (Amato e Sorokas) e un’acrobazia di De Nicolao ridanno punti e vantaggio prima della sirena, 14-9.

    SECONDO PERIODO – Kell riparte segnando in entrata e subito dopo arriva anche la prima tripla dell’anno, con Nicolò Virginio che allunga (19-9) e costringe Aleksic al timeout. Poi tocca a Gentile inaugurare il tabellino per il 23-11; l’ex Olimpia sigla il +13 ma Varese dall’arco non ne azzecca una e così il vantaggio torna sotto la doppia cifra. Finalmente, negli ultimi 4′, ecco le triple: due le infila Kell (nel mezzo stoppatona di Egbunu a Cotture), una arriva da Wilson mentre Gentile accende il turbo e sfrutta il fisico (11 punti nel quarto) per chiudere la prima metà sul 45-23.
    TERZO PERIODO 68-50 – Un bel canestro di Kell e una tripla di Mbala aprono le ostilità, poi di nuovo Egbunu schiaccia di prepotenza ad altezza mostruosa. Mitchell e Miljanic muovono il punteggio per l’Olympic, ma Gentile non si ferma e mette altri 4 punti a referto, prima in entrata e poi dalla media. A metà periodo, canestri anche per Caruso e Denik, poi ancora Miljanic e Cotture fanno risalire gli svizzeri tornati a -14. Un’altra scarica dall’arco di Kell – giunto a quota 20 – sopperisce agli errori di Wilson e alla mollezza di Caruso: tre bombe consecutive del playmaker valgono il 68-50.
    QUARTO PERIODO 90-67 – Cotture svetta tra i suoi: tripla e rubata mentre Jurkovitz fa 68-56 e costringe Vertemati alla sospensione. Egbunu dà a Gentile la bomba del 71-56 che resta un canestro isolato nell’economia di squadra, anche se i biancorossi lavorano meglio in difesa con quintetto basso. Poi Denik e Amato scartano cioccolatini per Sorokas: 4 punti del lituano e 75-56 con Friburgo costretto al timeout. Vertemati “italianizza” il quintetto e ottiene un 7-0 di parziale con Ferrero (tripla) e De Nicolao che mettono in archivio la pratica (82-56 al 37′). Spazio così anche per Librizzi e Virginio mentre Ferrero riapre il fuoco e sfiora la doppia cifra per il 90-67 conclusivo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    C’è qualche fedelissimo appostato all’ingresso del parterre, c’è qualche goccia di pioggia che fa capolino dopo giorni torridi. C’è soprattutto la voglia di ricominciare, sperando che – a differenza di quanto accaduto dodici mesi fa – si stia tornando verso la normalità e non in una nuova morsa del Covid che rischierebbe di essere fatale per tanto sport e tanto basket. In questo quadro le porte della Enerxenia Arena si sono riaperte per la Pallacanestro Varese che ha scelto il 16 agosto come data per il proprio raduno in vista di una stagione che sarà da scoprire giorno dopo giorno.
    In attesa che tutti i giocatori raggiungano Varese (entro fine settimana arriveranno Kell ed Egbunu dalla Summer League oltre a Beane), sono stati il gm, l’allenatore e il capitano a parlare alla stampa di questa nuova esperienza. Andrea Conti, Adriano Vertemati e Giancarlo Ferrero hanno parlato in sala Gualco (sotto lo sguardo dello sponsor Rosario Rasizza) dell’anno che verrà e di come la Varese dei canestri ha trascorso le ultime settimane senza pallone.
    CONTI: “ASPETTIAMO IL PUBBLICO”
    La prima notizia arriva da Andrea Conti e riguarda i tifosi: «Contiamo di riaprire al pubblico munito di green pass uno o due allenamenti alla settimana quando avremo la squadra al completo – ha detto il general manager – Vorremmo ritrovare normalità il prima possibile e speriamo di poter aumentare la presenza all’interno del palazzetto. Ne abbiamo bisogno».
    VERTEMATI: “IDEE E FILOSOFIA LA NOSTRA FORZA”
    La “polpa” del pomeriggio arriva però da Adriano Vertemati. Il giovane tecnico milanese respinge cordialmente le richieste di pronostici sulla stagione e spiega: «L’obiettivo è chiaro, ed è fare meglio dello scorso anno in uno dei tornei più difficili in ambito europeo. Per il resto faccio molta fatica a contestualizzare Varese nel campionato, e credo che la stessa fatica la facciano gli altri con noi. Come tutte le squadre senza budget faraonici abbiamo dovuto fare delle idee e della filosofia i nostri punti di forza»
    MEGLIO UN PIVOT FELICE
    L’assenza momentanea dell’asse play-pivot non rappresenta un problema: «Arriveranno presto, e sono curioso di vedere il gruppo al completo – prosegue l’allenatore – Sul fatto che siano alle Summer League non vedo problemi: Kell lo aveva scritto direttamente nel contratto, Egbunu ce lo ha chiesto perché teneva molto a ciò. E io preferisco avere qui un giocatore contento tre giorni dopo, piuttosto che uno arrabbiato oggi».
    ACQUISTI CON IL FISICO
    Tra general manager e allenatore non mancano gli sguardi e le parole d’intesa come quando si tocca l’argomento mercato. «A parità di condizioni abbiamo sempre preferito il giocatore più fisico, questo per mia idea e per convinzione anche di Andrea e di Toto Bulgheroni. Quando si è aperta la possibilità di avere Alessandro Gentile abbiamo lavorato per costruire un consesso tecnico al suo fianco che esaltasse le sue caratteristiche».
    E SCOLA?
    «Onestamente Scola a noi ha detto che avrebbe smesso e prima delle Olimpiadi ci ha chiesto di “fare tutto senza di me” – spiega Conti – E se un campione simile e una persona del suo spessore parla così, non penso torni qui e cambi idea. Anzi, così facendo ci ha lasciato grande libertà di fare le nostre scelte. Piuttosto, ricordo che Luis ha dato grande disponibilità per un impegno in società, a me, a Toto, a Vittorelli e Rasizza. Quando tornerà capiremo quale sarà il suo ruolo dentro al club. Speriamo diventi una figura importante dentro alla Pallacanestro Varese. Se poi il 3 settembre, al ritorno da Creta, vorrà scendere in campo, vedremo cosa fare».
    FERRERO, IL SETTIMO “PRIMO GIORNO DI SCUOLA”
    “Persi” due veterani NBA come Scola e Douglas, Giancarlo Ferrero è sempre più l’uomo chiave a livello di spogliatoio ed esperienza nel gruppo biancorosso. Nei giorni scorsi il capitano si è allenato con alcuni dei nuovi compagni, è salito al Sacro Monte tirando un gruppo che comprendeva anche “El General” argentino e si è nuovamente calato nel suo ruolo. «Oggi è il mio settimo “primo giorno di scuola”, Andrea parlava della necessità di tornare alla normalità e anche come giocatori abbiamo bisogno di avere il pubblico al palazzetto. Credo che, per come è stata costruita, questa squadra possa tornare a infiammare la nostra gente: sono molto carico».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis ha ufficialmente esaurito le operazioni di mercato con l’annuncio del ritorno in biancorosso di John Egbunu. Di fatto il club è riuscito, un rilancino dopo l’altro, a raggiungere la richiesta iniziale del centro nigeriano, attraverso i risparmi massicci operati con le operazioni Wilson e Sorokas negli spot complementari di cecchino perimetrale e cambio dei lunghi.
    Sul piano strettamente numerico il mercato 2021 si è chiuso con cinque conferme – in ordine di ruolo De Nicolao, Beane, Ferrero, Jones ed Egbunu – e cinque volti nuovi – mantenendo lo stesso principio Kell, Wilson, Gentile, Sorokas e Caruso – per un puzzle nel quale in tutti gli spot ci sarà un volto vecchio ed una new entry.
    Sotto certi aspetti la squadra è cambiata più del previsto: nel caso di Ruzzier per volontà del giocatore, cavalcando la proposta last minute della Virtus Bologna. Nel caso di Strautins e De Vico, che avevano contratto garantito senza uscite a differenza del triestino, per volontà di Varese che ha ripercorso la via dei 6 stranieri per tutelarsi sul recupero di Jalen Jones (investimento postergato per non gravare il bilancio 2020/21 dopo l’infortunio all’esordio).
    Meglio o peggio della Varese 2020/21 che si è salvata col brivido pur con due giocatori di grande pédigrèe come Toney Douglas e Luis Scola? Come sempre ogni roster di una squadra del range economico dell’OJM ci sono imprevisti e probabilità in svariati aspetti. Il roster, con 10-giocatori-10 e un livello di fisicità diffusa in tutti i ruoli compreso il perimetro, con un regista massiccio come Kell e un all-around potente come Ale Gentile, soddisfa le richieste del coach Adriano Vertemati nel garantire atletismo e taglia in tutti gli spot.
    Il play pescato in Polonia e l’ex azzurro avranno il pallino del gioco in mano sia in termini realizzativi che di creazione per i compagni: la scommessa principale è quella sul ritorno ad alto livello di “AleGent”, che però sembra posto nel contesto tecnico ed ambientale ottimale per sfruttare le sue qualità con la palla in mano e nascondere i suoi limiti al tiro. Che non è la specialità della casa di Kell, più combo-guard moderna rispetto ad un regista più puro come Ruzzier: basterà il cecchino Wilson per evitare difese chiuse a protezione dell’area? Il campione di Polonia in carica avrà sufficiente playmaking per evitare di sovraccaricare di responsabilità l’unico regista di ruolo Giovanni De Nicolao? Sotto canestro, al di là della tenuta di Egbunu, dipenderà molto da Jones e dai tempi del suo completo recupero – trattandosi di giocatore che vive di prorompenza più che di tecnica – per non chiedere a Paulius Sorokas di avere subito impatto da protagonista in A in caso di difficoltà di messa a punto del titolare.
    Se le premesse troveranno tutte conferma sul campo, la squadra potrà praticare un basket aggressivo e coinvolgente; basta però un pezzo del puzzle fuori sintonia, o una scommessa non vinta secondo gli auspici, per mettere in difficoltà un sistema legato a filo doppio ad equilibri che debbono funzionare tutti insieme.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Quando sono iniziati i lavori per costruire la rosa della Openjobmetis, divenuta definitiva ieri mattina con la firma ufficiale di John Egbunu? E quali sono stati i (tanti) passaggi effettuati tra le varie componenti degli staff societari prima di arrivare a comporre un puzzle che ha solo dieci pezzi, ma che deve essere incastrato con grande attenzione?
    In tutto questo periodo, il braccio destro del gm Andrea Conti è stato Matteo Jemoli: 32 anni, di Gemonio, è stato per diverse stagioni assistente allenatore biancorosso (con un’esperienza anche a Trapani) e ora ricopre il ruolo di responsabile scouting della Pallacanestro Varese. Un lavoro dietro alle quinte rispetto a quello della triade Conti-Bulgheroni-Vertemati che però in questo periodo emerge in modo forte, specie in un mercato nel quale la Openjobmetis ha percorso strade differenti dall’usato sicuro prediletto negli anni di Attilio Caja.
    Matteo, prima di tutto: qual è il metodo di lavoro utilizzato per fare scouting in Pallacanestro Varese?
    «Si parte da lontano: a settembre io e Andrea ci siamo suddivisi i campionati da tenere sotto controllo. Grecia, Polonia, Belgio, Germania, Israele, Turchia, Lega Adriatica… poi le coppe e alcuni giocatori particolari per i quali avevamo segnalazioni, per esempio certi impegnati in G-League con aspirazioni europee. Da quel momento in poi, ogni settimana ho guardato una serie di partite e iniziato a “profilare” gli atleti più interessanti. Io li suddivido in quattro settori: fisico, gioco offensivo, difesa e una quarta parte che chiamo “extra” dove metto notizie di ogni tipo».
    Fino a quando prosegue questa selezione?
    «Fino a febbraio-marzo, perché a quel punto iniziamo a scremare gli elenchi, preparando diverse liste a seconda del ruolo. Liste a loro volta suddivise in fasce in base al gradimento e al costo che prevediamo possano avere. Questo permette di intervenire in corsa in caso di necessità: per esempio noi sino a fine giugno avevamo un playmaker, Ruzzier, che poi è andato via. Però i nomi erano già pronti e ci siamo mossi di conseguenza». 
    Oltre a voi, chi collabora alla stesura delle liste?
    «Le proposte passano al vaglio anche di Bulgheroni ma anche lo staff tecnico lavora a tutto il “progetto”. Sia coach Vertemati, sia i suoi assistenti Cavazzana e Seravalli hanno un database simile al mio: tutto è utile per un confronto quando si stringe su un nome».
    I due acquisti più curiosi sono quelli di Kell e Wilson, entrambi dalla Polonia? A che punto vi siete spinti nello scommettere su di loro?
    «Io non ritengo che Kell sia una scommessa. L’abbiamo osservato a lungo, credo di avere visto 10-12 partite della sua squadra: ha fatto un buon campionato, giocato in Fiba Cup e ha dimostrato leadership e impatto difensivo, al di là dei numeri d’attacco. Spesso ha marcato l’avversario più pericoloso. La scommessa maggiore è Wilson, ma in quel ruolo abbiamo una garanzia come Beane e la possibilità di variare assetti con anche De Nicolao e Kell. Elijah infine non è una guardia che chiede di avere la palla in mano: sa tirare sugli scarichi senza fermare l’attacco».
    La Openjobmetis sarà squadra molto fisica: una precisa richiesta del coach?
    «Sì: Vertemati ha voluto dare questa impronta. Gli piace avere forza fisica tra gli esterni: Kell sa attaccare spalle a canestro, Beane è atletico, Wilson ha stazza. E poi Gentile: un’operazione che non era preventivata a inizio mercato, ma che siamo felici che sia capitata e sia andata a buon fine. La fisicità accomuna tutti: De Nicolao e Caruso stanno lavorando per potenziare la muscolatura, Ferrero è abituato a giocare da ala forte, Jones e Sorokas hanno corpo ed energia. Poi è arrivata la conferma finale di Egbunu, che tutti conosciamo dal punto di vista atletico».
    Al di là dell’energia, ci sono altri tratti che contraddistinguono la rosa della Openjobmetis?
    «Abbiamo giocatori che vogliono dimostrare di poter salire di livello. Questo vale per i “polacchi” e per Sorokas che puntano ad affermarsi in un torneo più competitivo, per i giovani italiani che stanno facendo un percorso di crescita, per Jones che torna dall’infortunio. Senza parlare di Gentile che ha alle spalle una carriera super e vuole tornare a quei livelli, o di Egbunu che dopo i travagli fisici del passato cerca di confermarsi in una stagione completa». 
    Ultime due domande. La prima: c’è un giocatore che avete seguito a lungo e vi sarebbe piaciuto, ma che alla fine è andato altrove?
    «Qualcuno, come il canadese Bell-Hynes è rapidamente uscito dai radar per le sue prestazioni di altissimo livello con i tedeschi di Crailsheim (giocherà al Breogan, in Spagna ndr). Tra gli altri se devo dire un nome faccio quello di Kris Richards: lo seguiamo da tanto e se non fosse andato allo Zielona Gora lo avremmo preso per sostituire Jakovics. Lo sfiorammo prima che arrivasse Beane. Quest’anno al momento giusto non c’è stata l’occasione e lui è tornato in Romania, visto che ha il passaporto di quel Paese dove ha già vinto due titoli».
    Per concludere: non le manca la panchina?
    «Il mio attuale ruolo piace parecchio. Resto vicino alla squadra e durante le partite siedo ancora in panchina, cercando di avere sempre l’occhio da allenatore. Però ora voglio proseguire il lavoro che sto facendo: mi piacerebbe muovermi di più per osservare partite e giocatori dal vivo. Il Covid ha fermato questa possibilità, mi auguro di tornare presto “in missione”».
    Damiano Franzetti

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