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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Vi ricordate quei servizi di “Mai dire gol”, trionfali in avvio e malinconici alla fine in cui prima si mostravano le dichiarazioni roboanti del “colpo di mercato”, per poi far scorrere le immagini delle “prodezze” sul campo e infine ironizzare sul mezzo di trasporto usato per l’addio? Ecco, lo stesso si potrebbe fare oggi descrivendo la risoluzione contrattuale tra la Pallacanestro Varese e Stefan Moody.
    Il playmaker e la società biancorossa si sono infatti accordati per interrompere un rapporto che ha vissuto momenti davvero difficili sul piano del gioco e dei risultati. Arrivato in estate per sostituire Elijah Mitrou-Long a un costo leggermente inferiore, eroe per una notte nell’amichevole contro Bergamo (squadra però di A2), il Treccia si è dimostrato uno dei peggiori acquisti stranieri dell’ultimo decennio, dove pure la concorrenza è stata parecchia in questo senso.
    Il suo score in biancorosso è deprimente: 3,3 punti a partita in 15,3 minuti di media con il 17,9% al tiro da tre punti, 2,9 falli commessi e l’unico dato minimamente positivo alla voce assist (2,6). Numeri da principiante o da vecchia gloria, impastati anche con una certa difficoltà dal punto di vista mentale ad accettare una situazione poco comprensibile anche al giocatore stesso. Il peggio Moody lo ha toccato nel tris di partite Milano-Reggio-Trento quando ha realizzato un solo punto in 49′ totali tirando con 0 su 17 dal campo. E solo i problemi di salute dei compagni (Librizzi, Freeman) e il passaggio ai sei stranieri gli hanno permesso di restare un altro mese a Varese.
    Ora la risoluzione permetterà alla Openjobmetis di avere un nuovo “slot” per un giocatore straniero da occupare e di conseguenza re-investire lo stipendio di Moody – si parla di circa 20 mila euro netti al mese, non c’è mai precisione in questi casi – nel nuovo acquisto. Non bisogna però credere che l’addio del numero 42 risolva i problemi, soprattutto all’indomani di una partita – quella con Udine – dove non si è salvato nessuno. La scelta di Moody inoltre rimane come una macchia sul mercato estivo e coinvolge sia i general manager – e la loro collezione di acquisti sballati – sia Kastritis che aveva le chiavi delle scelte al pari di Sogolow e Horowitz. Sta a loro riscattarsi: con Iroegbu hanno piazzato un bel colpo, ora ne serve un altro. Almeno.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis crolla in casa contro Udine e scivola nuovamente in piena zona rossa. L’assenza dell’influenzato Alviti toglie completamente pericolosità balistica ad una Varese poverissima di qualità offensiva prima ancora che perimetrale. Il complessivo 3/30 da 3 è un macigno che inchioda i biancorossi come il gap negativo a rimbalzo, con l’ex Spencer (12 e 4 stoppate) insuperabile baluardo difensivo. Per 20 lunghi minuti la squadra di Kastritis colleziona solo ferri – 14 punti dall’8’ al 28’, passando dal 17-14 al 31-50 – contro un’avversaria lucida e ben orchestrata, capace di togliere qualsiasi certezza ai padroni di casa. Con Iroegbu costantemente oscurato dalla marcatura di un avversario più alto, e una perdurante incapacità di accendere il motore del contropiede, l’OJM paga una lunghissima serie di cattive letture, forzature e inadeguatezze. Capitan Librizzi non incide e brucia 5 falli in 14’, mentre Moore ha gambe e non mani (4/17 al tiro) e Freeman né gambe né mani (4/13 dal campo). E arriva alla pausa con una secchiata gelida sull’entusiasmo generato dalla vittoria nel derby contro Cantù: basterà un secondo rinforzo al posto di Moody (anche stavolta inadeguato, ma non l’unico) per lasciare la zona bassa della classifica come auspicato in vista di un ulteriore rafforzamento della compagine societaria?
    LA PARTITA
    Applausi e cori per il messaggio bipartisan “Forza Achi” indirizzato all’ex biancorosso Polonara prima della presentazione per il compleanno del “Pupazzo”. Si riparte col duo Moody-Freeman come contro Cantù; volontà a scapito della precisione ma non si parte ad handicap (8-10 al 5’). Spunto balistico con l’ingresso di Iroegbu e Librizzi, ma la tripla del 17-14 del capitano resterà l’unica dei primi 28’.L’attacco OJM non trova chiavi per accendersi, resta a secco per 7 lunghi minuti e incassa un esiziale 0-15 tra ripartenze e triple (17-29 al 13’). L’impasse biancorosso è perdurante con qualsiasi assetto e rotazione; dopo il 7/11 da 2 del primo quarto non si trovano più le chiavi dell’area, e il ferro continua a dire no (1/13 da 3 sul 27-39 del 20’). Dopo la pausa lunga Varese prova a reagire con energia difensiva, ma la frenesia della rimonta costa un disastro da 2-0 in 4’30”. E quando Udine riattacca la spina se ne va sul 31-50 del 28’.C’è una scintilla quando l’OJM riattiva Nkamhoua nel pitturato (44-55 al 33’); ma due forzaturacce del finlandese, che chiude con 0/7 da 3, rimettono saldamente la partita nelle mani friulane (46-62 al 36’). La più brutta e sterile Varese dell’anno non riesce a giocare la sua partita, ed esce dall’Itelyum Arena tra qualche mugugno dei presenti. Il prossimo appuntamento a Masnago arriverà solo al 21 dicembre, servirà cambiare volto in fretta...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Ioannis Kastritis riceve le chiavi della Pallacanestro Varese fino al 2028. Il club biancorosso ha esteso per altre due stagioni il contratto del tecnico greco arrivato lo scorso febbraio per sostituire Herman Mandole. Un segnale forte di supporto ad un allenatore posto subito al centro del progetto, e seguito con grande fiducia da tutta l’area tecnica che sin da questa estate ha messo nelle sue mani anche le scelte di mercato. Kastritis era arrivato con un accordo 1+1 che prevedeva il rinnovo automatico in caso di permanenza in serie A; il suo contratto era dunque in scadenza al 30 giugno 2026. Ma il feeling tra il club, ad iniziare da Luis Scola e Toto Bulgheroni, e il tecnico ex Aris Salonicco, è talmente forte da aver gettato il seme della conferma nel corso del momento più critico sul piano dei risultati.
    LA CENTRALITA’ DEL RUOLO
    La firma del contratto che estende per altre due stagioni il rapporto tra Varese e Kastritis è arrivata infatti nella settimana precedente alla vittoria scaccia-crisi contro Cantù, proprio mentre la striscia negativa si era allungata a 6 sconfitte in fila. Una ulteriore conferma della centralità del ruolo di Kastritis nella gestione sportiva di una Pallacanestro Varese che dopo aver ruotato 7 allenatori in 3 anni (da gennaio 2022 Vertemati, Roijakkers, Seravalli, Brase, Bialaszewski, Mandole e lo stesso Kastritis) desidera dare continuità con lo stesso allenatore al comando per oltre 3 stagioni.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Il derby numero 150 finisce per premiare i padroni di casa che partono male ma che già alla fine del primo quarto riescono a ricucire il gap che Cantù aveva guadagnato in apertura. Una volta riuscita a mettere la testa avanti Varese non si volta più e seppur con la consapevolezza di aver sprecato qualche punto, il risultato non sarà mai più in discussione segnando così la prima meritata vittoria casalinga per i biancorossi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Alviti 6 : Davide gioca una partita discreta fino a quando sbrocca e lamentandosi forse giustamente per un fallo subito e non fischiato, prende un tecnico (quarto fallo) e subito dopo il quinto che lo fanno sedere definitivamente. NERVOSO 
    Moore 7 : l'esterno americano è forse ad oggi il giocatore più continuo del roster biancorosso, riuscendo al momento anche a limitare quelle intemperanze caratteriali mostrate nella pre season. Anche oggi c'è il suo zampino per portare a casa i 2 punti con una difesa puntuale e qualche accelerazione con decollo verso il canestro. AIR TAZÈ
    Villa S.V. 
    Assui 7,5 : il neo campione d'Europa con l'under 20 italiana sembra essere tornato sugli standard dello scorso anno quando coach K lo aveva promosso a titolare nel quintetto. Fondamentale con la sua difesa questa volta trova anche 12 punti e ben 9 rimbalzi. BALUARDO
    Nkamhoua 6,5 : probabile che non essersi fermato in estate e non aver fatto la preparazione con i suoi compagni si stia facendo sentire. Diverse imprecisioni sia attaccando il canestro che da lontano anche se nel finale mette una bomba fondamentale senza dimenticare il buono fatto nei restanti 32 minuti. IN RISERVA
    Iroegbu 7,5 : anche oggi parte dalla panchina ma è evidente che è lui il capo della banda e da lui passano le fortune di Varese. Ha un impatto esplosivo e con lui in campo i padroni di casa volano. TNT
    Librizzi 6 : lanciato nello starting five aumenta i minuti giocati rispetto alla trasferta di Tortona ma non è troppo incisivo se non nell'incitare la folla con ampi gesti. Non manca però l'impegno sui 2 lati del campo. DIRETTORE D'ORCHESTRA
    Renfro 6,5 : il centro titolare riesce a mettere a referto un buon bottino  offensivo che in aggiunta al gran lavoro difensivo ne fanno una discreta prestazione che alla fine determina il risultato. EQUILIBRATORE
    Bergamin N.E.
    Ladurner S.V.
    Moody 5 : non parte dall'inizio e viene utilizzato solo per qualche minuto nel primo tempo, poi passa il resto dell'incontro inchiodato alla panca. EMARGINATO
    Freeman 5,5 : impatto timido del numero 55 che fatica a dimostrare di valere uno dei 6 posti da straniero in questa squadra. Non sembrano problemi fisici ma più legati alla convinzione dei suoi mezzi. VELLEITARIO

  • simon89
    L’attesa è stata lunghissima, ma è stata premiata. Varese aspettava il derby con Cantù da quasi cinque anni e attendeva una vittoria da un mese e mezzo e si è presa tutto in una sola notte, quella in cui non si poteva sbagliare. La Openjobmetis muove la classifica nella maniera più bella, confermando la tendenza in crescita delle ultime partite e soprattutto andandosi a prendere il match in quei dettagli che fino a oggi l’avevano respinta.
    Solo nove palle perse a fronte di 22 assist, solo sei rimbalzi in meno degli avversari che erano accreditati di essere una superpotenza sotto i cristalli: Varese ha controllato le variabili più preoccupanti grazie a una concentrazione quasi sempre alta (nel primo caso) e a un lavoro collettivo importante (nel secondo) e applicato anche in fase difensiva. Vero che Cantù lontano da Desio paga spesso dazio, ma le continue staffette su giocatori come Sneed e i tanti cambi difensivi senza subire le differenze fisiche hanno fatto la differenza sull’arco dei 40′.
    Poi tutto diventa più facile quando hai un fuoriclasse a gestire la palla, perché tale si sta rivelando Ike Iroegbu autore di 25 punti in 25 minuti nonostante un fastidio alla gamba già accusato con Tortona. Con un giocatore del genere, tutto diventa più facile e a beneficiarne sono anche i compagni non solo per i palloni ricevuti (6 assist) ma anche per gli spazi aperti dentro e fuori area. Se però dobbiamo buttar lì un nome per il migliore in campo, diciamo Elisee Assui, autore di una prova da veterano in una partita in cui gli si chiedeva tanto e che offriva tante pressioni, soprattutto a uno di nemmeno vent’anni.
    La gara si è decisa lontano dal traguardo, con le due ondate biancorosse nel secondo e nel terzo periodo: la prima è servita a cancellare il brutto inizio (la pressione, ma anche il quintetto scelto da Kastritis hanno complicato i piani); la seconda ha sbattuto Cantù a 15 punti di distanza, un margine finalmente di sicurezza che è stato poi intaccato negli ultimi 3-4 minuti senza però mai far suonare l’allarme rosso. Nella gestione c’è ancora tanto da fare, però – ripetiamo – questa volta i biancorossi sono stati bravi ad apparecchiare la tavola per una cena finalmente gustosa e abbondante.
    PALLA A DUE
    Si gioca in un palasport tutto esaurito, salvo i 200 posti non in vendita della galleria G: tanto calore, striscione simpatico degli Arditi (21-25: ben ritrovati, c’eravamo preoccupati) e fischi copiosi per gli ospiti e per Okeke in particolare. In curva spunta anche uno striscione per Polonara a coprire parzialmente la clamorosa assenza della società in questo ambito. Kastritis sceglie un quintetto ancora diverso che non paga dividendi con Librizzi-Freeman-Moore tra gli esterni. Brienza tiene fuori in avvio i due ex (c’è anche De Nicolao) e sceglie Ajayi invece di Basile accanto a Ballo sotto canestro.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio di Varese è pessimo soprattutto in attacco: Freeman è fuori giri e la OJM tenta troppi tiri non costruiti. Ajayi invece parte bene e quando la difesa di casa concede la tripla a Gilyard è tempo di timeout sul 4-14. Si riparte con un quintetto migliore (con Iroegbu e Alviti) da cui sgorga un 7-0 di parziale biancorosso: Varese torna in scia, arriva a -1 con Renfro ma non sorpassa e così Basile segna il 18-21 a 10” dalla prima sirena.
    Q2 – Su per giù si procede alla stessa maniera con Iroegbu che si fa notare: segna e fa segnare Nkamhoua mentre Alviti ritrova la mira da 3. Però manca il colpo del sorpasso almeno per metà periodo, anche se a un certo punto Varese mette a terra tre minuti di fuoco e finalmente forza il punteggio. Assui è un muro in difesa, Librizzi morde, Iroegbu e Moore corrono: 39-32 e timeout Brienza. Negli ultimi 2′ però tornano certe vecchie imprecisioni e De Nicolao firma il 41-40. Pare il risultato di metà gara e invece ancora Ike sulla sirena inventa uno slalom clamoroso: 43-40.
    Q3 – Dopo tanti “terzi quarti” faticosi in questi anni, è in questa frazione che Varese dà la spallata più importante della partita con un parziale di 27-17 che significa due cose: attacco ben oliato e difesa attenta. A sparare uno dei colpi più pesanti è Matteo Librizzi che imbuca una tripla con fallo (e libero segnato), raddoppia il margine da +4 a +8 e poi serve l’assist per la schiacciata di Renfro. Segnale per i compagni e per tutto il palazzetto che si incendia anche perché il capitano passa il testimone all’altro enfant du pays, Elisee Assui: palla rubata e canestro in contropiede (con infrazione di passi non rilevata e tecnico a De Nicolao) e successivo cesto con fallo. Fatte le somme, al 30′ è 70-57.
    IL FINALE
    Una situazione da gestire con la giusta attenzione e la Openjobmetis tutto sommato lo fa nella prima metà del quarto aperto da una pazzesca alzata di Moore per la schiacciata di Renfro. Poi risalgono al comando Iroegbu, che continua ad affettare la difesa in avvicinamento, e Assui con tripla e canestro su rimbalzo offensivo solitario. Varese tocca il massimo vantaggio sul +15 (80-65) e sembra capace di mettere in frigo il risultato. Non è così perché perso per perso, Cantù inizia a trovare qualche punto da lontano e sfrutta il gigantismo di Ballo sotto canestro, anche se uno sfondamento di Bortolani (comunque bravo) dà un po’ di fiato ai biancorossi. La giocata decisiva però è di Nkamhoua a segno da 3 dopo quattro errori, e pazienza se poi il finlandese si becca l’ennesimo tecnico della gara. Dalle tribune si alza forte il “Cata sü” accompagnato dagli sfottò ad Okeke, e Cantù fallisce anche il tiro finale chiesto per levigare il distacco: 91-82.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Niente da fare. Sulla testa della Openjobmetis aleggiano due sortilegi: uno è quello che impedisce ai biancorossi di rimettere due punti in classifica, perché il 90-87 a Tortona costringe a incassare la sesta sconfitta consecutiva e a restare sul fondo umido e malodorante della classifica. L’altro è quello che riguarda le sfide dirette con la Bertram, salvata da Vital in primavera con la tripla che mandò la gara all’overtime, salvata questa volta da una stoppata in extremis di Paul Biligha a 3” dalla fine. La giocata del pivot azzurro ha deciso la contesa proprio quando un eccellente Ike Iroegbu aveva bruciato il diretto marcatore e stava per imbucare quello che sarebbe stato l’88-89 per i biancorossi. Un risultato che, invece, non si è concretizzato, con Vital che poi ha segnato i due liberi successivi quando Varese non aveva più timeout per rimettere palla in attacco.
    Una sconfitta che fa malissimo, molto più di quelle “belle” con Venezia e Bologna, perché se in quei casi Varese aveva tenuto fino quasi alla fine, qui ha letteralmente accarezzato la vittoria che – non pensiamo di dire un’eresia e lo ammette anche Fioretti in sala stampa – sarebbe stata comunque meritata, sul campo di una squadra da “pieni playoff”. Più di Trento e più di Reggio Emilia, sicuramente.
    La partita è corsa via su tanti momenti, buoni e meno buoni. Kastritis ha provato ad allungare il brodo – leggi le rotazioni – trovando qualcosa (qualcosina) di utile da gente come Moody ma talvolta azzardando troppo, come segnalano i quasi 20′ a Freeman (contro i 9′ a Librizzi). Certo, i due falli immediati di Renfro hanno costretto a ridisegnare in parte i piani: Nkamhoua ha giocato quasi sempre da pivot ed è stato ingabbiato dalla coppia Biligha-Olejniczak, faticando più di ogni altra volta. Con questo assetto, per forza di cose, la OJM ha dovuto andare a trazione posteriore e ha avuto un Iroegbu (26 punti) sempre più a capo della banda, con Alviti che ha ritrovato – non del tutto – la mano dall’arco e con il solito Moore a fare pentole, coperchi, manici e pulire la cucina. Al gruppo che ha trainato la squadra si è aggiunto anche Assui, solo 4 punti ma un grande lavoro tra difesa e rimbalzo che ha ricordato l’apporto dato da Big Eli nella stagione scorsa.
    Ma, appunto, non è bastato anche perché Varese ha di nuovo pagato i due problemi principali: i rimbalzi (40-33, 16 concessi all’attacco di Fioretti) e soprattutto le palle perse, ancora ben 17. Quando le partite si decidono nelle pieghe e nei dettagli, come a Tortona, questi sono numeri pesantissimi. A proposito di dettagli: scriviamo senza l’ausilio di un replay, ma quel tiro libero sbagliato da Vital a 1.50 dalla fine e fatto ripetere dagli arbitri grida vendetta. Una sassata immeritata contro Varese, un salvagente inatteso per Tortona. Perché sì: certe volte anche un punticino fa tanta differenza.
    PALLA A DUE
    La Nova Arena, inaugurata da poco, si riempie a fatica per il match tra il Derthona e la Openjobmetis, con la squadra di Kastritis che è sostenuta da un buon numero di tifosi. Nello spicchio biancorosso spunta anche un bello striscione di incoraggiamento per Achille Polonara. In campo Varese è al completo e parte con un quintetto inatteso, con Moody e Freeman subito dentro e Moore da ala piccola. Coach Fioretti invece deve fare a meno di Ezra Manjon, fermato da un problema muscolare ma ritrova l’ex Arturs Strautins, al rientro dopo lungo infortunio.
    LA PARTITA
    Q1 – Freeman scatta bene dai blocchi, segna i primi 5 punti biancorossi (ma non ne farà altri…) e consente di dare alla OJM il primo vantaggino, 5-8. Quando però l’attacco si ferma, Tortona inizia a mancinare canestri e piazza un 10-0 di parziale con Olejniczak e Vital che fa suonare l’allarme dalle parti di Kastritis. Iroegbu è subito tosto (6 punti) anche se poi torna in panchina con una decisione stramba del coach greco: ci pensano però Alviti e Moore con gli ultimi possessi a imbucare le due triple che valgono il 23-23 del 10′.
    Q2 – Varese si fa sorprendere un paio di volte alla ripartenza del gioco e scivola indietro, ma nel secondo periodo trova un protagonista clamoroso in Iroegbu che segna 11 punti nei 6′ trascorsi in campo (17 al 20′). Bravi anche i compagni ad assecondarlo, un po’ meno in retroguardia con qualche palla persa e incertezza di troppo. Strautins ringrazia e punisce da 3 e dalla lunetta, però la OJM è ben viva, con Moore pronto a correre il campo e Assui di granito a rimbalzo. Varese sorpassa, tentenna un po’ ma chiude a tavoletta con un bel cesto sulla sirena di Iroegbu che vale il 40-48 di metà gara.
    Q3 – Al rientro dagli spogliatoi la bilancia è tutta dalla parte di Tortona, anzi di Dominik Olejniczak che si appende per tre volte al ferro schiacciando di prepotenza e trascinando i suoi al ricongiungimento. La partita si accende e diventa spettacolare quando le due squadre si rispondono a suon di triple, quattro consecutive (Assui e Moody, due di Vital). La Bertram sorpassa con Hubb e potrebbe allungare sul fallo antisportivo di Assui con canestro di Biligha ma da quella situazione i Leoni non ricavano altro. E così ancora Iroegbu (braccato da Pecchia) inventa un canestro a 3” dalla sirena per il 71-72 biancorosso.
    IL FINALE
    Si prosegue spalla a spalla, segna anche Moody ma è soprattutto una tripla di Nkamhoua (dopo alcuni pasticci) a spingere avanti la Openjobmetis che tocca il +7 dopo 4′ e rotti nell’ultima frazione (73-80). Fioretti chiama timeout e ottiene una spremuta di energia dai suoi che pareggiano e sorpassano una Varese ora un po’ in tilt. Il finlandese trova canestro da sotto su assist di Iroegbu e quest’ultimo dà il nuovo vantaggio dalla lunetta, 83-84. Liberi anche per Vital a 1’10” dalla fine ma il bianconero li sbaglia entrambi: errori pesanti, ma arriva l’aiutino arbitrale che fa ripetere il secondo (poi segnato) per una invasione dubbissima. Conti alla mano, sarà decisivo (almeno per non mandare la gara all’overtime). Derby azzurro tra Baldasso e Alviti con un canestro per parte, poi fallo a rimbalzo su Assui che va in lunetta dopo il timeout. Elisee sbaglia il primo ma sigla il secondo per l’85-86, quindi è di nuovo Baldasso a punire da centro area. Restano 13”, Varese si affida a Iroegbu che sceglie di attaccare l’area, salta l’avversario ma non vede il ritorno di Biligha che stoppa il play varesino. Fallo immediato ma a 2” dalla fine Vital chiude i conti dalla lunetta, 90-87.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis resta ancora a bocca asciutta. Sesto stop consecutivo per i biancorossi, battuti in volata sul campo di Tortona dopo aver assaporato il gusto del colpaccio scaccia-crisi. Dettagli fatali negli ultimi 90 secondi di una partita che conferma la crescita biancorossa anche grazie all’impatto dell’ultimo arrivato Iroegbu sul telaio offensivo. Ma è proprio l’ex Treviso, che aveva segnato 17 punti in 10’ nel primo tempo, a fallire il sorpasso sull’ultimo assalto: la sua penetrazione sul lato sinistro è cancellata da una prodezza difensiva di Biligha dopo che sul possesso precedente Tommy Baldasso aveva segnato da centroarea l’88-87 a meno 14” contro l’aiuto di Renfro.
    OJM AVANTI A LUNGO
    Varese comanda per lunghi tratti, toccando anche il più 8 nel secondo quarto e di nuovo il più 7 al 35’, ma non ha ancora la forza per dare continuità a sprazzi di gioco di alto livello quando riesce a chiudere l’area e a spingere sull’acceleratore. Ancora troppe palle perse (17) e qualche regalo sui secondi tiri dei padroni di casa, presi per mano nel finale dalla stella Vital (19 nel secondo tempo). Peccato per quel 9-0 a metà del quarto periodo, figlio di palle perse e brutte letture, dopo il 73-80 firmato dall’ultima fiammata di Iroegbu. E per il libero fallito da Assui a meno 31”, l’unico di tutta la partita sbagliato dall’OJM – che ha sparigliato le carte prima delle due giocate decisive. Varese conferma che rispetto al meno 54 di Varallo Sesia la musica è cambiata; ma troppe volte ancora la puntina “scratcha” sul disco, rovinando l’effetto complessivo di una prestazione che ha lasciato qualche sbavatura di troppo per raccogliere due punti tutt’altro che rubati. Così Varese si prepara alla doppietta casalinga Cantù-Udine con la fiducia ritrovata nella sua identità, ma con la necessità assoluta di muovere una classifica che continua a darle torto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    A furia di perdere palloni, si perde anche la partita. Spiace iniziare con una frase negativa la cronaca del miglior match giocato in questa stagione dalla Openjobmetis, capace di forzare fino all’ultimo il testa a testa con la Virtus campione d’Italia e – stasera – capolista solitaria della Serie A.
    Ma come nelle gare con Trento e Venezia, al momento della volata finale, a festeggiare sono gli altri: 77-83 con due triple (Edwards, pazzesca, e Alston) a sparigliare le carte negli istanti cruciali. Un peccato, perché come la più classica delle penelopi, tesse molto bene la tela a rimbalzo dominando sotto i tabelloni, e poi disfa tutto rovinandosi con l’orrore di 23 palle perse.
    E proprio lì bisognerà concentrarsi in futuro, perché la troppa frenesia, la troppa sicurezza, le troppe indecisioni, gli errori di formazione (il quintetto di inizio secondo quarto grida vendetta!) alla fine costano caro, e questo vale sia contro la Olidata sia contro tutte le squadre del campionato con un minimo di reattività. Altra cosa: si può discutere sui lunghi, sugli esterni, sulle scelte e sulla tattica, ma la verità è che anche stasera la Openjobmetis ha giocato nella realtà con quattro stranieri, visto che Moody – provato in avvio – è tornato quello di sempre e che Freeman non ha giocato per un’indisposizione a poche ore dal match. E una “piccola” non si può permettere queste situazioni contro squadre come Bologna che di stranieri ne hanno due… in sovrannumero.
    La gara di Masnago ci ha comunque consegnato spunti interessanti e incoraggianti (anche se, diciamolo subito, domenica a Tortona sarà di nuovo durissima). Il primo viene dal bistrattato Renfro, trasparente in attacco ma gigante a rimbalzo (12) come si sperava; il secondo da Iroegbu che è partito a rilento ma si è preso palloni e giocate quando la partita lo ha richiesto; il terzo dalle certezze ritrovate (Alviti) e garantite (Moore, Librizzi e Nkamhoua, seppure con pesi differenti).
    Insomma, c’è del buono sul quale lavorare, anche se un quinto del campionato se ne è già andato senza praticamente lasciare gioie salvo la vittoria d’esordio. Ora però non si potranno sbagliare altri colpi, specie se si dovesse tornare sul mercato (stasera tra l’altro Scola è uscito accompagnato da alcune persone sconosciute, alcune dai tratti orientali: sarà un indizio?). La strada è lunga, ma i margini sono pochi anche perché la gente non è contenta di perdere, e il dato del pubblico (3.700) è lì a sottolinearlo.
    PALLA A DUE
    La brutta sorpresa per Kastritis arriva nel pomeriggio: Allerik Freeman va ko per un virus intestinale dopo aver regolarmente svolto la rifinitura del mattino. Rotazioni corte e di nuovo Moody in quintetto al posto di Iroegbu: c’è anche Assui stavolta, al posto di Alviti.
    Ivanovic ha l’imbarazzo della scelta, si tiene stretto Edwards (anche in quintetto) e manda in tribuna Diarra e Taylor. Pubblico sotto quota 4mila: giorno e orario non aiutano ma neppure i risultati recenti e il gioco biancorosso.
    LA PARTITA
    Q1 – La Virtus prova a scappare subito approfittando di un paio di canestroni di Edwards (subito Assui su di lui) e di una Varese che tira solo da 3: segna Moore ma poi arrivano quattro errori. Quando si inizia ad andare al ferro le cose cambiano (Nkamhoua due volte a segno) anche perché i tiratori hanno meno pressione: Alviti ringrazia, imbuca 9 punti nel quarto e la OJM chiude avanti con merito al 10′, 23-16.
    Q2 – Il tempo di rifiatare e la Olidata rimonta e sorpassa: troppe palle perse e tiri affrettati dei biancorossi, con gli ospiti che ringraziano, corrono in contropiede e siglano un parziale di 11-0 che il primo timeout di Kastritis non ferma. Come non lo ferma più di tanto il primo canestro del quarto di Nkamhoua. Poi Varese torna a giocare, segna poco ma lavora bene a rimbalzo, lascia un paio di tagli facili a Niang ma con qualche canestro (Renfro, Nkamhoua, tripla di Assui) resta in scia: 35-39 alla pausa lunga con altra bomba di Alviti ed errore di Edwards sulla sirena.
    Q3 – L’avvio di ripresa è migliore per Varese che segna – sì – col contagocce però blinda il canestro e non permette alla Virtus di scappare. E così un Librizzi ispirato prima ubriaca Pajola segnando da sotto e poi offre la palla del pareggio a Nkamhoua a metà del terzo periodo. Ivanovic ferma il gioco ma la situazione non si smuove granché. E quando Bologna fa uno scatto in avanti arrivano i primi punti di Iroegbu e la tripla dall’angolo di Assui. Infine anche Alviti ritrova la mano calda con il tracciante che vale il 54-53 cui Edwards non riesce a replicare.
    IL FINALE
    La OJM ha il primo possesso ma due tiri timidi dall’arco si fermano sul ferro e impediscono l’allungo. Iroegbu si è acceso, aggiunge subito un canestro, ma dalla parte opposta crescono sia Niang sia Jallow che vive sul filo dei quattro falli senza però commettere quello dell’esclusione. A metà quarto si rivede Moore, poi è un contropiede di Iroegbu a dare l’ultimo vantaggio, 70-68. A quel punto però Edwards esplode una tripla pazzesca con Assui che lo marca fin dentro alla canotta e poco dopo Varese concede un raro rimbalzo d’attacco a Niang: sugli sviluppi segna Alston, ennesima ala in campo per Ivanovic che ha scommesso (vincendo) sul quintetto basso e reattivo. Varese boccheggia, trova qualche punto isolato ma paga caro un fischio molto dubbio contro Librizzi che aveva rubato palla e successivamente si era scontrato con un avversario (che non sarebbe mai arrivato sulla sfera). Decisivo? Probabilmente no, ma ha tolto ulteriore smalto alla OJM che poi si è buttata due volte a testa bassa in attacco senza riuscire a ribaltare i conti: 77-83.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Partita gagliarda quella che Varese mette sul parquet amico contro una delle principali candidate al tricolore. Una buona occasione persa perché quella vista stasera a Masnago è una Virtus tutt'altro che irresistibile, con una OJM sembrata in crescita, seppur con l'assenza di Freeman per una fastidiosa influenza intestinale e sempre con un Moody ormai estraneo a qualsiasi concetto di squadra. Partita con tante palle perse da entrambi i lati e decisa da giocate importanti soprattutto da parte di Edwards, Jallow e Niang. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Alviti 6.5 : Davide torna a scoccare le sue frecce anche da distanza siderale e da fuori questa sera è infallibile. Anche il linguaggio del corpo è buono anche se qualche distrazione in retroguardia andrebbe evitata. ARCERE
    Moore 6,5 : parte segnando una bomba ma poi dall'arco non troverà più la via del canestro. In compenso sempre in movimento e impegnato nel lottare a rimbalzo. Se trovasse continuità col tiro da fuori sarebbe davvero un pericolo costante. JUMPER
    Villa 5 : va bene la giovane età e la poca esperienza ma vorremmo rivedere la sfrontatezza mostrata nelle prime uscite con la prima squadra. Rifiuta conclusioni che doveva prendere con l'aggravante di perdere palla e lanciare il contropiede felsineo. REGREDITO
    Assui 5,5 : certamente meglio delle ultime uscite dal punto di vista difensivo. Questa sera riesce a segnare con 2 conclusioni dall'arco ma anche lui rifiuta tiri da prendere e pasticcia nel trattamento di palla facendo 5 perse. PASTICCINO
    Nkamhoua 6,5 : sa di essere bravo e spesso si specchia ma questo porta a distrarsi e a buttare alle ortiche possessi che alla fine risulteranno decisivi per decretare la squadra vincitrice. NARCISO
    Iroegbu 6,5 : parte ancora dalla panchina ma poi viene scelto per i minuti decisivi. Nel primo tempo per nulla incisivo in fase realizzativa cerca di mettere in ritmo i suoi compagni. I suoi 17 punti li segna tutti nella ripresa ma non basta per portare a casa i 2 punti. Non è ancora al top della condizione ma i segnali sono ottimi. DIESEL
    Librizzi 6,5 : sicuramente in ripresa dopo i problemi fisici che lo avevano steso a Venezia, il capitano biancorosso fa una partita onesta ma che nel finale deve vedere seduto in panchina anche perché penalizzato da qualche fischio arbitrale non del tutto equilibrato. PENALIZZATO 
    Renfro 7 : lentamente trova condizione e conseguentemente minutaggio maggiore e il suo impatto difensivo e sotto i tabelloni è importante raccogliendo ben 12 rimbalzi. CALAMITA
    Bergamin N.E.
    Ladurner N.E.
    Moody 5: 13 minuti di quasi nulla. Urge trovare una soluzione per lui ma soprattutto per Varese che così continua a regalare uno straniero e non si è nelle condizioni di fare troppi regali fuori stagione. BABBO NATALE

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