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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L’Openjobetis e Josh Mayo sono pronti a dirsi addio. Accordo imminente per la transazione del contratto residuo tra la società del presidente Vittorelli e il playmaker statunitense: negoziazioni fortemente intensificate ieri, con possibilità di chiusura in tempi rapidi, alla luce del pressing fortissimo sul giocatore del 1987 da Scafati e Napoli, le due realtà più ricche dell’A2 (ma anche la Givova ha incassato il no di Jalen Cannon, al quale aveva proposto un’offerta a 7 cifre superiore a quella dell’OJM).
    Di fatto Mayo si è convinto a lasciare Varese, e alla società biancorossa poco importa quale sarà la sua destinazione futura (ma pare che Napoli possa avere qualche atout in più rispetto al club dove aveva già militato nel 2015/16).
    A questo punto l’area tecnica biancorossa inizierà a valutare un’alternativa che possa comunque garantire ordine, tiro ed energia, senza però gettare sul ruolo del play titolare un gruzzolo imponente che verrà tenuto da parte per lo spot di guardia. Prima di scegliere la tipologia del playmaker straniero il g.m. Andrea Conti vuole chiudere definitivamente l’accordo con Matteo Tambone per l’operazione “allunga e spalma” fino al 2022. La volontà del giocatore romano sarebbe quella di restare a Varese, serve concretizzarla con un accordo con l’agente; solo in caso di divorzio a sorpresa dal romano (al momento improbabile) ci sarebbero chances per un ritorno di Ingus Jakovics.
    Senza Mayo ma con Tambone l’idea dell’OJM è quella di cercare un regista puro, aprendosi anche al mercato degli europei, per tenere da parte il “tesoretto” da investire su una guardia in grado di accendere squadra e tifosi. Sarà questa l’operazione cardine del mercato estivo biancorosso, attendendo che i big calino le pretese - siano essi Toney Douglas, Jason Rich o eventuali alternative - per arrivare all’obiettivo richiesto. Per il resto è stallo assoluto attendendo notizie da Luis Scola, transitato lunedì in città per una breve visita tra Enerxenia Arena e Campus con Toto Bulgheroni nei panni dell’anfitrione per mostrare al lungo ex Houston Rockets le strutture a disposizione del club biancorosso.
    Il viaggio puramente conoscitivo, senza alcuna trattativa imbastita, restringe però il cerchio delle possibilità per la 40enne superstar argentina: qualora deciderà di fermarsi in Italia e continuare l’attività, sarà Varese la scelta per giocare l’ultimo anno della sua carriera preparandosi alla quinta Olimpiade a Tokyo 2021. Ma la palla è tutta nelle mani del cestista sudamericano e della sua famiglia che dovranno decidere se mantenere la base a Milano e soprattutto se puntare allo storico record di continuità ai Giochi 17 anni dopo l’oro vinto con l’ex varesino Ruben Magnano in panchina.
    Per l’OJM aspettare non costa nulla: da sogno proibito della scorsa settimana l’operazione pare più concreta, ma al di là del biglietto da visita presentato all’ex Olimpia il club biancorosso non ha modo di intervenire nella decisione totalmente afferente la sfera personale di Scola.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Pallacanestro Varese è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con l’ala Artūrs Strautiņš. L’italo-lettone classe ’98 ha firmato un contratto con il club biancorosso della durata di due anni con opzione per il terzo. Strautiņš arriva a Varese dopo l’ottima stagione in Serie A2 dove, in 6 presenze, ha totalizzato 11.7 punti e 4.3 rimbalzi di media.
    Artūrs Strautiņš, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono molto felice di aver trovato un accordo con Pallacanestro Varese, squadra storica del panorama cestistico italiano. Mi sto già allenando per arrivare pronto alla prossima stagione dove, al fianco dei tifosi biancorossi, disputeremo tante battaglie. Non vedo l’ora di cominciare».
    Nato a Jūrmala il 23 ottobre del 1998, Strautiņš inizia a giocare a pallacanestro vestendo la canotta del DSN Rīga, squadra con la quale esordisce anche in Prima Squadra diventando il secondo giocatore più giovane a debuttare nella LBL, all’età di 14 anni, 11 mesi e 27 giorni. Nell’estate del 2014 viene portato in Italia da Reggio Emilia dove, oltre a proseguire il suo percorso con le giovanili (grazie al quale ottiene la formazione italiana), fa il suo esordio in Serie A ed in Eurocup. Nel 2017 passa all’Orlandina dove va a referto solo in 4 occasioni fino a quando, a novembre, si trasferisce in prestito ad Orzinuovi chiudendo il campionato di A2 con 11.1 punti e 7.3 rimbalzi di media in 22 partite giocate. Nella stagione 2018-2019 firma un triennale con Trieste; il primo anno il suo contributo è prezioso e, grazie a 7 punti e 4 rimbalzi ad allacciata di scarpe, contribuisce a portare i biancorossi ai playoff. Ai quarti il suo rendimento personale aumenta, ma la formazione di coach Dalmasson è costretta ad arrendersi al cospetto di Cremona. Nonostante la buona annata, l’anno successivo (2019-2020) Strautiņš non riesce a trovare spazio nelle fila di Trieste; decide quindi di risolvere il contratto con i biancorossi di e trasferirsi ad Udine, in A2, dove chiude la stagione con 11.7 punti (36% da 3 e 38% da 2) e 4.3 rimbalzi di media.

  • simon89
    Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’avvenuto ingaggio del giocatore Giovanni De Nicolao. Playmaker classe 1996, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2021-2022. De Nicolao, fratello dell’ “Indimenticabile” Andrea che ha vestito la canotta biancorossa dal 2012 al 2014, lo scorso anno ha giocato in Serie A2 per la Fortitudo Agrigento. Per lui si tratta della prima esperienza in assoluto in Serie A.
    «Sono felicissimo ed orgoglioso di entrare a far parte della famiglia della Pallacanestro Varese -le sue prime parole-. Per me si tratta di una grande opportunità che voglio sfruttare al massimo dando sempre il 100%. Non vedo l’ora di iniziare».
    A contatto con la pallacanestro fin da bambino, Giovanni muove i primi passi nella Pallacanestro Vigodarzere, la società fondata da papà Stefano, con la quale, nemmeno maggiorenne, disputa il campionato di Serie C Regionale. Dopo le esperienze in serie D a Mestrino ed in C2 a Limena, indossa la maglia della Pallacanestro Vicenza, squadra con la quale vince il campionato di C1, e poi, nel 2015-2016, si trasferisce a Casale, dove si mette alla prova nel campionato di A2. La stagione successiva approda in America dove studia e gioca alla University of Texas a San Antonio; con la maglia dei Roadrunner, Giovanni riesce a mettersi in mostra mostrando non solo buone cifre ma anche e soprattutto doti da leader vero diventando uno dei migliori giovani della storia del club. Dopo la formativa esperienza statunitense, De Nicolao torna in Italia accettando l’offerta di Agrigento; con i siciliani disputa un’ottima annata (9.6 punti, 3.9 rimbalzi e 3.6 assist ad allacciata di scarpe) nel corso della quale conferma le proprie qualità.

  • simon89
    Attilio Caja esprime la sua soddisfazione per la metà dell’opera compiuta nella costruzione dell’Openjobmetis 2020/21. Completato il reparto italiani con le conferme di Ferrero e Tambone (al di là del rinnovo in evoluzione) e gli arrivi di Strautins, De Nicolao e De Vico, il tecnico pavese ci tiene a salutare Nicola Natali che si è congedato martedì dopo tre stagioni in biancorosso. «Nik è stato un compagno di viaggio prezioso, anche quando era sacrificato nel minutaggio è sempre stato presente, dimostrando la caratura elevata della persona. Tutti i compagni e lo staff lo hanno sempre apprezzato, a lui va un sentito ringraziamento per la sua professionalità. Sul suo valore umano non avevo dubbi perché lo conoscevo da quando aveva 9 anni e cenavo con suo papà a Roma: sul campo si è meritato tutto quel che ha avuto dimostrando di valere la serie A. Un esempio positivo di un giocatore che senza chiedere spazio prima si è meritato tutto quel che ha avuto».
    Con 5 italiani Varese è a metà dell’opera: come giudica il lavoro svolto finora?
    «Sono molto contento del lavoro svolto dalla società per il reparto italiani: abbiamo dato una rinfrescata a livello anagrafico, sul piano della professionalità non c’era bisogno perché anche Gandini era stato ineccepibile, ma abbiamo inserito tre ragazzi con un’età media di 24 anni, con accordi pluriennali e con l’idea di aprire un ciclo nuovo. Confidiamo di ripetere il percorso compiuto da Matteo Tambone, che arrivò a Varese a 23 anni e in tre stagioni è arrivato in Nazionale, sfruttando la guida di capitan Ferrero che è sempre un esempio per i nuovi ed è un trait d’union con la squadra. La parte di Giancarlo non è valutabile solo nei numeri ma in quel che fa giornalmente nel dimostrare con la motivazione e il lavoro il suo valore».
    Il meno noto, perché esordiente in A, è il 24enne play De Nicolao.
    «Giovanni ha un’ottima taglia fisica, si sposa bene nel nostro basket giocato a tutto campo con grande energia. È un ragazzo con grandi margini, al primo anno con grandi responsabilità ha avuto un notevole crescendo; la serie A alza l’asticella rispetto all’A2, ma siamo fiduciosi che abbia qualità per darci una mano da subito e non solo in ottica futura».
    Strautins, la nuova ala piccola, ha gia assaggiato la A a Trieste.
    «Arturs ha un’energia notevole, colpisce per il suo modo di stare in campo che sprizza intensità: è un carro armato che a volte va frenato anziché spinto, la sua energia va equilibrata facendo sì che i cavalli del motore vengano usati nel modo giusto senza andare in testacoda. Dovrà imparare ad utilizzarli tutti senza sbandare».
    De Vico sarà invece l’alter ego di Strautins, non solo come ruolo.
    «Niccolò è più tecnico, al suo controllo e alla pulizia del gesto dovrà al contrario unire qualche fuorigiri per spingere al massimo. Però quando hai controllo del corpo e tecnica puoi rischiare anche il fuorigiri: dovrà fare quel passo per dimostrare anche in A quel ritmo e quell’atletismo che aveva in A2».
    E i cinque stranieri che mancano all’appello, al di là di Mayo e Simmons che hanno legami contrattuali?
    «Abbiamo idee sulle quali stiamo lavorando. Sull’aspetto economico sta agendo la società che ha svolto un ottimo lavoro e sono certo che continuerà a farlo. I cinque italiani già in organico ci permettono di essere ragionevolmente sereni; ci sono diverse possibilità in tutti i ruoli, ma per gli acquisti già effettuati sono arrivate tutte opzioni nei piani alti della lista degli obiettivi nel rapporto qualità-prezzo. Al di là delle operazioni in corso sui contratti già in essere, se riuscissimo a farlo anche per gli stranieri sarebbe ottimo».

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis punta lo sguardo su Jalen Cannon per il ruolo di cambio dei lunghi. Il mercato biancorosso guarda ancora verso l’A2 per i ruoli di complemento dello starting five. Dopo Arturs Strautins (che aveva già esperienza in A ma nel finale del 2019/20 ha comunque giocato nel primo campionato dilettantistico) e Giovanni De Nicolao, la società del presidente Vittorelli mette al centro dell’attenzione un altro giocatore che nella stagione passata ha militato nella categoria inferiore.
    Si tratta di un lungo di 198 centimetri per 102 chili che nelle ultime tre annate ha prodotto cifre importanti in A2: sbarcato in Italia nel 2017 ad Agrigento, Cannon si guadagnò la conferma nella stagione successiva aumentando ulteriormente il fatturato statistico (da 15,4 punti e 9,6 rimbalzi col 57% da 2 a 16,9 punti e 8,2 rimbalzi col 65% da 2). Nell’ultima stagione impatto offensivo ancora più brillante, totalizzando 19,2 punti nelle file della NPC Rieti e aumentando efficacia e frequenza del tiro dal perimetro (36% da 3 su 2,2 tentativi a partita).
    Il lungo della Pennsylvania è stato secondo miglior marcatore e primo assoluto nella valutazione statistica del girone Ovest dell’A2; non si tratta di un giocatore particolarmente esplosivo, ma di un elemento dal bagaglio tecnico completo, che sa attaccare sia fronte che spalle a canestro. Cannon ha capacità di gioco interno, buon tocco dai 3-4 metri e un tiro frontale divenuto progressivamente più affidabile col passare delle stagioni. Il lungo del 1993 giocava prevalentemente da centro a dispetto della statura, ma può dare minuti anche da ala forte, ruolo nel quale giostrava sporadicamente anche in A2. Di certo non è un giocatore appariscente per salti e prodezze atletiche, ma il suo stile è estremamente concreto; da valutare ovviamente al salto di categoria verso la serie A, mai affrontata nella sua carriera professionistica (prima dei tre anni nella nostra A2 una tappa in Messico e un’altra nella seconda lega di Israele). E la taglia fisica non è certo da omone d’area, compensata però da tecnica, mestiere e soprattutto tanta “fame” di mettersi in mostra e dimostrare di valere un livello superiore rispetto al quale si era cimentato finora.
    D’altra parte Varese lo scorso anno ha pescato bene in A2 con Jeremy Simmons (che però aveva già assaggiato una prima lega in Belgio); cercare giocatori a costo (relativamente) basso che mostrano disponibilità a misurarsi con una sfida intrigante è il modo giusto per provare a far fruttare le risorse disponibili senza svenarsi in attesa delle scelte sugli elementi cardine della squadra futura.
    Al momento non c’è ancora accordo tra le parti, ma l’offerta dell’OJM – consona ad un ruolo da cambio – è comunque abbastanza vicina alle aspettative del giocatore e sembra esserci margine per provare a stringere. Cosa che invece al momento non sembra possibile per Andrejs Graziulis, il lungo lettone lo scorso anno in A2 a Tortona sul quale c’è interesse da altri club italiani (è nella lista dei papabili per la Fortitudo Bologna di Meo Sacchetti con vetrina in Champions League) e la richiesta economica pervenuta al club biancorosso è da titolare e non certo da cambio. Riempite le cinque caselle del parco italiani col titolare a due teste Strautins-De Vico nello spot di ala piccola, l’eventuale operazione Cannon completerebbe per intero la panchina biancorossa lasciando un discreto margine per i 4 stranieri titolari tra contratti da rinegoziare e mercato da esplorare in caccia dei big.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese lavora sul mercato italiano per completare lo spot di ala piccola. Oltre ad Arturs Strautins, che sarà con ogni probabilità il primo acquisto della stagione 2020/21, ci sono altre piste aperte per affiancare il lettone di formazione tecnica tricolore nel ruolo che l’Openjobmetis riempirà con due elementi “nostrani”.
    I nomi in ballottaggio sono due vecchie conoscenze dei tifosi biancorossi: si tratta di Fabio Mian, già visto a Varese dal 2009 al 2011, e Niccolò De Vico, inseguito a lungo durante la campagna acquisti di tre anni fa. Due giocatori dalle caratteristiche tecniche differenti anche alla luce della fisicità: meno stazzata (192 centimetri per 91 chili) la 28enne guardia-ala reclutata da Stefano Pillastrini dopo il titolo di MVP del Trofeo “Giovani Leggende” 2009, più fisicata (200 centimetri per 93 chili) la 26enne ala di Monza cresciuta nelle giovanili di Biella. Ma per entrambi è il tiro dal perimetro il pezzo forte del repertorio.
    Mian arrivò a Varese giovanissimo dall’UBC Udine, in due stagioni totalizzò solo 15 punti a referto e nel 2011 venne bocciato dalla società biancorossa che utilizzò l’escape dall’accordo 2+2 siglato nel 2009. Dopo una “gavetta” in B ad Agrigento ha raggiunto la serie A nel 2014/15 a Cremona con Andrea Conti come g.m.. Una esperienza durata tre stagioni, poi il trasferimento a Pistoia dove ha disputato la sua miglior annata (9,0 punti e 2,7 rimbalzi nel 2017/18); le ultime tappe a Trento dove non sarà confermato dopo aver totalizzato 3,4 punti e 1,3 rimbalzi di media nel 2019/20, giocando peraltro la miglior partita dell’anno all’Enerxenia Arena (21 punti con 5/9 da 3).
    De Vico, in uscita da Cremona alla luce delle problematiche societarie del club di Aldo Vanoli, era stato seguito con attenzione dall’area tecnica di Varese con tanto di viaggio a Biella da parte di Toto Bulgheroni, Claudio Coldebella ed Attilio Caja nei playoff di A2 di tre anni fa. Alla fine però l’ala del 1994 scelse l’offerta economica più cospicua di Reggio Emilia, che dopo due stagioni da 5,3 e 5,6 punti di media esercitò l’escape dal 2+2 stipulato nel 2017; nel 2019 l’approdo a Cremona per un’annata da 5,1 punti e 1,7 rimbalzi di media, ora è sul mercato nell’ambito del restyling forzato imposto dalle incertezze sul futuro societario del club del presidente Vanoli. Sia Mian che De Vico (sul quale potrebbe esserci però un interesse di Brescia) provengono da contratti a sei cifre; di certo Varese non può prospettare gli ingaggi della stagione passata a Trento e Cremona, ma il gradimento tecnico è sostanzialmente analogo e a fare la differenza potrebbe essere l’aspetto economico. O meglio, il mix tra costo e motivazioni, così come per il play di riserva nel cui borsino calano le quotazioni di Gherardo Sabatini e riprendono quota quelle di Lorenzo Saccaggi e Giovanni De Nicolao, entrambi contesi da Napoli in A2.
    L’OJM offre una vetrina con minuti, responsabilità e possibilità di lanciarsi o rilanciarsi: chi insegue soldi o garanzie di utilizzo non fa per Attilio Caja, chi sposa la causa con voglia di mettersi alla prova vestirà la maglia biancorossa.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese nomina le figure chiave del nuovo ciclo societario triennale. Formalizzate ieri le cariche del CdA che condurrà la società biancorossa per tre stagioni: sulla poltrona del comando resta Marco Vittorelli, che guida il club dal maggio 2016, affiancato dal vicepresidente Giuseppe Boggio e dal consigliere Toto Bulgheroni. Ratificato l’ingresso nella stanza dei bottoni del nuovo consigliere Thomas Valentino per una governanceal momento composta da 4 elementi, ma è aperta ad eventuali new entries (insolito il numero pari in un CdA...) a partire dall’ipotesi Gianfranco Ponti se sarà confermata la volontà dell’imprenditore di Angera di acquisire dopo l’1 luglio il 10% delle quote della società.
    Un passaggio formale annunciato da mesi e slittato più volte tra motivi tecnici (la necessità di chiudere il bilancio 2018/19 con gli ultimi dettagli amministrativi) e l’emergenza coronavirus che aveva posticipato forzatamente le ratifiche di decisioni già acquisite durante l’inverno.
    Il ritardo delle nomine - il precedente CdA era decaduto al 30 giugno 2019 - ha fatto sì che la durata dell’incarico per i membri della governance fosse confermato per tre anni, facendo decadere l’ipotesi alternativa di un mandato annuale. Ora la macchina organizzativa della società potrà mettersi in moto anche sul piano pratico: Vittorelli avrà sempre il ruolo di ambasciatore del mondo biancorosso tra Lega Basket ed istituzioni, cercando di portare a termine l’obiettivo del restyling dell’Enerxenia Arena col progetto dell’ingegner Aceti.
    Boggio manterrà il ruolo delicato ma fondamentale della gestione amministrativo-contabile assieme al direttore finanziario Giorgio Pellegatta, così come Bulgheroni rimarrà il regista delle operazioni di mercato alla guida dell’area tecnica con la condivisione delle scelte a braccetto con il g.m. Andrea Conti e il coach Attilio Caja.
    A Thomas Valentino è stata invece affidata la delega nei comparti Marketing e Comunicazione, con il prossimo appuntamento di domani che coinvolgerà altre figure chiave - dal presidente de “Il Basket Siamo Noi” Umberto Argieri all’ex a.d. biancorosso Fabrizio Fiorini e Dante Pugliese - per dettare le linee del progetto “Varese 2.0” al quale potrebbe unirsi il presidente di Marnate (e vicepresidente del Legnano Calcio) Alberto Tomasich. L’imprenditore di Gallarate dovrebbe fungere da “collettore” di risorse fresche attraverso contatti personali (possibili già un paio di nuove entrate a breve?) e un approccio diverso nell’ambito del “fundraising”. Attività che al di là dell’opera degli uffici competenti della società biancorossa è sempre stata affidata pressoché “in toto” al consorzio, con Alberto Castelli in prima fila: la presenza in CdA di una figura di riferimento in questo comparto non visibile ai tifosi ma fondamentale per costruire un progetto tecnico e societario più allettante rappresenta di per sé una novità importante.

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Fip e Lega Basket mettono la parola fine sul campionato di serie A 2019/20. Ufficiale la conclusione della stagione del massimo torneo di basket: l’assemblea dei 17 club professionistici ha trasmesso a Gianni Petrucci le valutazioni sulle prospettive di una eventuale ripresa dell’attività, e in seguito alle indicazioni ricevute dall’organismo presieduto da Umberto Gandini, il numero 1 della pallacanestro italiana ha definitivamente detto stop.
    «Considerato che dai DPCM e dalle ordinanze emesse non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si può pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche più colpite dall’epidemia - scrive il presidente della Fip -. Dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale, impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro».
    La missiva con la quale ieri la Federazione dei Medici Sportivi Italiani dettava protocolli rigidissimi anche per i soli allenamenti collettivi ha chiarito a tutte le parti in causa l’oggettiva impossibilità di riprendere l’attività anche con le tempistiche dell’ultima opzione rimasta sul piatto (allenamenti dal 16 maggio e partite dal 30 maggio al 30 giugno). E l’iter procedurale adottato, con la Fip che ha recepito le indicazioni di Lba agendo nelle sue prerogative di organo con poteri decisionali su ogni campionato, ha placato anche Virtus e Fortitudo Bologna, che hanno aderito alla volontà unanime dell’assemblea una volta ricevute rassicurazioni sui passaggi formali per arrivare alla neutralizzazione del campionato.
    «Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attività – è il passaggio finale di Petrucci - La Fip ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilità di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano».
    Prima dell’assemblea di Lba Petrucci e Gandini avevano incontrato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per esprimere le richieste del basket - professionistico ma non solo - in grado di attutire l’impatto economico legato all’emergenza coronavirus. Le rassicurazioni ricevute in merito a crediti d’imposta per le sponsorizzazioni della stagione corrente e futura e ulteriori agevolazioni per la pallacanestro (da prestiti a tasso agevolato con la garanzia del Credito Sportivo alla possibilità di ottenere la cassa integrazione per il personale tecnico ed extratecnico con contratti fino a 50mila euro lordi) sono state recepite positivamente dai club professionistici.
    Ora l’attenzione si sposta sulla stagione 2020/21, alla quale Gandini guarda come quella della rinascita: «Lba condivide le motivazioni di fondo che hanno portato la FIP a deliberare la conclusione della stagione. Ora la Lega concentrerà tutti gli sforzi sulla programmazione della stagione 2020/21, auspicando di poter riprendere a giocare in totale sicurezza ed augurandosi di avere da parte di tutte le istituzioni coinvolte un quadro normativo di sostegno alle società stesse e alle attività imprenditoriali collegate alla pratica della pallacanestro, presupposto imprescindibile per affrontare il momento di straordinaria difficoltà che il nostro sport sta attraversando» scrive il manager varesino nel comunicato ufficiale di Lba.
    FIP e LBA non hanno anticipato nulla sui verdetti della stagione 2019/20: toccherà al consiglio federale del 15 aprile esprimersi ufficialmente.
     
    NIENTE SCUDETTO: Non sarà assegnato, per la sesta volta in 98 anni di storia del basket italiano, ma la terza - dopo il 1944 e 1945 per la guerra - per cause di forza maggiore (nel 1929 e 1943 per controversie legali, nel 2012 e 2013 revocato a Siena).
    RETROCESSIONI: Tutte e 17 le società della serie A potranno iscriversi al prossimo campionato. Dichiarata conclusa anche l'A2, che non prevederà promozioni; tavolo LBA-LNP per eventuali ripescaggi.
    COPPE EUROPEE: Per gli accessi in Eurocup e Champions League varrà la classifica al termine del girone d'andata, l’ultima in cui le squadre avevano disputato lo stesso numero di partite. Per effetto della quale Varese chiude virtualmente al nono posto.

    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    L'Openjobmetis mette le mani su Toney Douglas per rimpiazzare Jason Clark. Accordo ufficializzato nella serata di ieri tra la società biancorossa e il 34enne playmaker veterano di lungo corso nella NBA (394 gettoni in 8 stagioni tra i professionisti; 7,6 punti e 2,3 assist di media in 7 fermate tra New York, Houston, Sacramento, Miami, Golden State, New Orleans e Memphis).
    Una trattativa lampo chiusa nel weekend ma definita solo dopo la transazione del precedente accordo tra il giocatore statunitense e l'Estudiantes Madrid, il club spagnolo dove aveva firmato a fine novembre giocando per tre mesi a fianco dell'ex biancorosso Aleksa Avramovic (7,4 punti e 2,6 assist in 20,6 minuti di media nella sua avventura iberica).
    Douglas è un attaccante creativo che ama giocare con la palla in mano, con un pedigree di alto livello al di là della carriera NBA che lo ha visto protagonista in Eurolega con Efes Istanbul e Darussafaka (14,5 punti e 4,0 assist di media nella massima competizione continentale). Nel maggio 2019 sembrava ad un passo da Milano per coprire le spalle nei playoff all'acciaccato Mike James, poi non se ne fece nulla perchè chiese il contratto anche per la stagione corrente e l'Olimpia passò la mano. In autunno inoltrato la chiamata dall'Estudiantes, dove però non ha funzionato nell'accoppiata con un altro regista puro come Pressey.
    Per Varese potrebbe essere un rinforzo di qualità elevata, sebbene il suo ruolo non sia quello di guardia come Clark ma quello del regista puro occupato finora da Josh Mayo (che potrebbe giocare in coppia con Douglas per sfruttare le sue doti balistiche su blocchi e scarichi). «E il miglior giocatore tra quelli disponibili ad accettare una situazione che non offre la vetrina nelle coppe come la nostra - spiega il g.m. Andrea Conti -. Il curriculum è importante e le qualità sono indiscutibili; avrà bisogno dei suoi spazi per esaltare le sue caratteristiche, ma pensiamo che possa essere un profilo stuzzicante per il nostro club».
    La trattativa lampo nel giro di 48 ore si è chiusa anche alla luce delle referenze positive arrivate dai contatti con i suoi precedenti allenatori in Turchia (l'ex senese Ergin Ataman ed Ernan Selcuk del Darussafaka) e dell'ex biancorosso Jean Salumu, che ha giocato con Douglas nei primi due mesi del 2018/19 al Sakarya. Il giocatore statunitense partirà nella mattinata odierna da Madrid e raggiungerà Varese per aggregarsi ai nuovi compagni, nei pomeriggio farà la conoscenza di coach Caja e del gruppo nell'abituale seduta di allenamento a porte chiuse dell'Enerxenia Arena. Il debutto è previsto già nel derby contro Milano dopo la presentazione dei documenti necessari per il tesseramento entro il termine delle 11 di venerdì.
    Giuseppe Sciascia

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