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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Varese batte Fuenlabrada e riporta a casa Siim Sander Vene. Stavolta il duello di mercato con il club spagnolo che due anni fa aveva strappato Chris Evenga all'Openjobmetis si conclude con un esito favorevole alla società di piazza Monte Grappa. Per l'ufficialità serviranno ancora 48 ore, perché solo oggi il Gran Canaria - il sodalizio iberico nel quale si era accasato a dicembre disputando anche l'Eurolega - eserciterà Vescape dal contratto 1+1 con l'ala estone.
    Ma stavolta Varese ha giocato le carte giuste per convincere il giocatore del 1990, attraverso un lungo corteggiamento durato un mese ed una proposta economica tale da far digerire a Vene anche il sofferto no alle coppe. Come nel caso di Mayo, si tratta di un altro colpo di mercato a scoppio ritardato rispetto a 12 mesi fa: la conferma del cestista che galanti la svolta dall'ultimo posto di fine andata al sesto conclusivo era il primo obiettivo del mercato 2018. Ma la proposta economica dell'OJM non convinse l'ala estone, che però trovò squadra soltanto a settembre in Spagna vivendo una stagione da precario - 6 gare al Manre-sa, una a Fuenlabrada e 18 al Gran Canaria - senza grandi acuti (nel complesso 5,7 punti e 1,5 rimbalzi in 14,5 minuti nelle 44 gare disputate tra Liga ABC edEurolega).
    Varese si è mossa in largo anticipo già all'inizio di giugno, con un lavoro ai fianchi che aveva già avuto praticamente esito positivo quando era apparsa la notizia dell'ammissione in Champions League del club prealpino. Il passo indietro in Europa dell'OJM non ha comunque interrotto i rapporti: l'offerta sottoposta dal g.m. biancorosso Andrea Conti - con ritocco al rialzo rispetto a quello che Vene aveva chiesto 12 mesi fa - era sul piatto da quasi due settimane.
    Nella giornata di ieri il via libera dell'estone, con Varese preferita al ritorno in Spagna a Fuenlabrada: sbrigate le formalità legate alla conclusione odierna del rapporto con Gran Canaria, Vene siglerà un accordo annuale con l'OJM, consentendo ad Attilio Caja di centrare un altro obiettivo primario della sua lista dopo la firma di Josh Mayo. Il valore aggiunto del 29enne estone è la conoscenza già approfondita del sistema Artiglio e l'elevato quoziente intellettivo cestistico che ne faranno un perfetto raccordo di un roster che avrà il suo asse portante incentrato su di lui e sul nuovo playmaker.
    Vene sarà l'ala forte titolare della nuova Varese e, se il cambio dei lunghi italiano sarà scelto al risparmio per aumentare le risorse da allocare per guardia titolare e cambio degli esterni, potrà giocare anche qualche  minuto da pivot come già accaduto nei playoff 2017/2018, quando Mario Delas non convinceva il coach pavese. Ora con 7 giocatori su 10 in organico si lavora sul lungo italiano di riserva, poi senza fretta sugli ultimi 2 stranieri tra guardia titolare e primo cambio degli esterni.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Josh Mayo sarà con ogni probabilità il play titolare dell'Openjobmetis. Fumata bianca ormai imminente al termine di un lungo corteggiamento durato una ventina di giorni: la prima scelta di Attilio Caja nel ruolo chiave di playmaker avrebbe accettato la proposta di Varese, ed è pronto a siglare l'accordo biennale concordato a parole, che le parti stanno mettendo a punto nella notte italiana.
    A meno di sorprese dell'ultimissima ora, il 32enne giocatore nativo dell'Indiana sarà il leader della squadra biancorossa per le prossime due stagioni. Dopo tre playoff consecutivi raggiunti con la maglia del Telekom Bonn (due settimi ed un quinto posto in Germania tra il 2016 e il 2019), Mayo è pronto a sposare la causa di Varese dove arriverà con moglie e due figli.
    Un investimento importante su un giocatore che nelle idee di Artiglio avrà le chiavi del gioco in mano: Mayo è elemento che può segnare (14,5 punti nell'ultima stagione a Bonn) ma anche creare per i compagni (3,4 assist di media), ed ha una gittata molto profonda dall'arco dove è stato il migliore della Bundesliga tedesca nelle percentuali da 3 punti (49,3% su 6,6 tentativi a partita).
    Un upgrade notevole in regia rispetto a Ronnie Moore - tanto diligente quanto offensivamente improduttivo - per un giocatore già inseguito 12 mesi fa ma subito fuori mercato per l'offerta di rinnovo da parte di Bonn non raggiungibile per l'OJM. Ora le economie di scala messe a punto dal club di piazza Monte Grappa con gli arrivi di Peak e Simmons hanno consentito di poter accantonare un mini tesoretto da allocare sugli altri tre ruoli mancanti del quintetto.
    Mayo è una scelta da usato sicuro che garantisce qualità offensive ma soprattutto capacità di dirigere la squadra col piglio e l'autorità di un generale del parquet: «Ottimo giocatore di pick and roll molto pericoloso nel tiro da 3 punti ma soprattutto un leader che potrà garantirci esperienza e personalità- spiega il g.m. Andrea Conti - Josh dovrà essere la nostra guida, ci aspettiamo possa essere l'elemento cardine della squadra per dare l'impronta in termini di leadership».
    La scelta di un giocatore come Mayo, che ha una taglia fisica non propriamente erculea ed ama principalmente far leva sul tiro dall'arco (quasi il triplo delle conclusioni da 3 punti rispetto a quelle da 2 nell'ultima annata a Bonn), spingerà l'OJM sulla scelta di una guardia con spiccate doti da penetratore in grado di attaccale il ferro. Al momento non pare decollare l'ipotesi Josh Bostic che ha preso tempo per guardarsi attorno, con un veterano come Mayo a dare sicurezza in regia c'è più margine per investire su un emergente.
    Nel radar bian-corosso era entrato Allerik Freeman, scoperto da avversario in FIBA Cup con la maglia dell' Alba Fehervar (17,7 punti e 4,0 assist di media nella competizione europea), ma per ora i costi sono proibitivi per un giocatore messo nell'elenco più come cambio degli esterni che come guardia titolare. Al momento però l'attenzione dell'OJM si concentra principalmente sulla scelta del cambio del pivot italiano - con Bruttini che sfoglia la margherita il club valuta alternative - e dell' ala forte titolare.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Josh Mayo, ora o mai più. Attesa entro le prossime ore la decisione definitiva del playmaker statunitense rispetto alla proposta dell’Openjobmetis: il contatto diretto tra il club biancorosso e l’atleta del 1987 ha generato un cauto ottimismo nell’ambiente di Varese.
    Dopo qualche giorno d’impasse, l’OJM ha rotto gli indugi e ha esplorato la volontà dell’atleta per provare a capire i tempi della scelta. E la telefonata tra l’Italia e il Texas, dove il giocatore ex Roma e Scafati risiede con moglie e due figli, ha permesso di focalizzare i dettagli della situazione.
    Il regista statunitense ha voluto conoscere tutti i dettagli della proposta del club di piazza Monte Grappa anche in funzione della situazione relativa alla sua famiglia, riservandosi una scelta in tempi rapidissimi tra il ritorno in Italia - destinazione gradita al clan Mayo - e la permanenza in Germania (non a Bonn che lo ha congedato, ma evidentemente il playmaker del 1987 che ha disputato gli ultimi tre playoff consecutivi in Bundesliga ha altri estimatori in quel campionato).
    Stavolta non è un problema di visibilità internazionale ma eventualmente di durata dell’accordo - Mayo preferirebbe due anni garantiti, scelta comprensibile per un atleta di 32 anni - anche se l’offerta di Varese è tenuta in assoluta considerazione dal giocatore al quale Attilio Caja affiderebbe volentieri le chiavi del gioco.
    A spingere in favore della destinazione OJM ci ha provato anche Jeremy Simmons: il nuovo pivot biancorosso è stato compagno di Mayo nel 2015/’16 a Scafati, e il solido rapporto di amicizia tra i due giocatori statunitensi potrebbe essere un asset in più da spendere nel testa a testa finale.
    Ormai però il dado è tratto: entro domani, mercoledì 26 giugno, Varese avrà il suo nuovo playmaker titolare, oppure dovrà iniziare a vagliare la lista delle alternative predisposte negli ultimi giorni in caso di fumata nera.
    Ovvio che la preferenza dell’area tecnica biancorossa sarebbe orientata verso l’arrivo di Mayo, giocatore già voluto da Artiglio 12 mesi fa ma confermato ad inizio mercato da Bonn dove anche nel 2018/’19 è stato il top scorer (14,5 punti col 49% da 3 più 3,4 assist in Bundesliga nelle file della Telekom Baskets piazzatasi al settimo posto in regular season, due posizioni sopra quel Wurzburg che ha eliminato Varese in FIBA Europe Cup).
    Intanto il capitolo Champions League è stato definitivamente archiviato con la rinuncia dell’Openjobmetis ufficializzata dall’organizzazione, che ha sostituito i biancorossi con il Benfica Lisbona (dove si accaserà l’ex varesino Damian Hollis con un accordo biennale).
    Nel frattempo ieri, lunedì 24 giugno, si è riaperta anche la pista Davide Bruttini: il club biancorosso è nella lista allargata delle pretendenti per il 32enne centro in uscita da Capo d’Orlando (pretententi anche la Virtus Roma in A più Ravenna, Forlì e Biella in A2) e anche il lungo senese dovrebbe decidere a breve la sua destinazione futura. Anche in questo caso sono pronti piani alternativi da approfondire qualora la scelta fosse diversa da quella auspicata da Attilio Caja.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis rompe gli indugi e chiude l’operazione Jeremy Simmons. In attesa di risposte da Josh Mayo e Siim Sander Vene, la società di piazza Monte Grappa ha scelto il nuovo pivot titolare. L’erede di Tyler Cain sarà il 30enne lungo statunitense pescato dalla serie A2: nelle file di Montegranaro ha totalizzato 12,4 punti, 8,6 rimbalzi e 1,4 stoppate di media a gara, chiudendo col 62% da 2 e il 58% in lunetta. Un giocatore mobile e dinamico più che stazzato (203 centimetri per 104 chili), meno fisico ma più agile rispetto al suo predecessore finito a Brescia.
    Varese ha preferito pescare in A2 un giocatore mai visto al piano superiore, che però aveva attirato tante attenzioni nel massimo campionato: ci avevano pensato anche Fortitudo Bologna e Cremona, mentre a marzo Reggio Emilia aveva offerto un buyout importante alla Poderosa e un contratto ghiotto a Simmons, che però aveva preferito finire la stagione nelle Marche.
    L’atleta del 1989 ha firmato un accordo 1+1 ad una cifra pressoché analoga all’ultimo salario di Cain, lasciando un buon margine per i prossimi acquisti nei ruoli di playmaker, guardia e ala forte sui quali l’OJM vuole investire forte. Le alternative erano tutte meno convincenti nel rapporto costo-rendimento: per convincere Mosley a lasciare Trieste servivano almeno 130mila dollari e l’autonomia dell’ex Legnano dava qualche dubbio, altri profili atleticamente importanti come l’ex Reyer Jamelle Hagins superavano quota 200mila, il veterano Ortner non dava affidabilità in termini di minuti ed atletismo, ed il lituano Mockevicius non dava garanzie in termini di presenza difensiva su basi d’asta non inferiori a quota 150mila. Invece Simmons ha le atout giuste a livello fisico ed atletico per garantire quella presenza principalmente difensiva che Varese cercava dal suo pivot titolare.
    «Jeremy è l’ideale per quel che serve a noi, ossia un elemento che difenda forte, presidi l’area, porti blocchi solidi e corra il campo con grande vigore - conferma il g.m. Andrea Conti - Non ha mai giocato in serie A ma in Belgio è arrivato in finale; ha energia ed atletismo oltre ad un discreto tiro frontale. Ha qualche differenza rispetto a Cain, rispetto al quale è più dinamico ma magari meno incisivo a rimbalzo, ma ha la stessa propensione al lavoro di squadra. Tra quelli che proponeva il mercato è sicuramente il profilo migliore rispetto alle nostre necessità».
    L’OJM si aspetta da Simmons 25-28 minuti di intensità sui due lati del campo e tanta energia profusa per sostenere la produzione offensiva dei compagni; un colletto blu dietro il quale cercare un cambio italiano dotato possibilmente di una buona taglia fisica, senza però erodere eccessivamente le risorse da investire sui tre spot vacanti nel quintetto base. Peak e Simmons saranno gli elementi di raccordo, ora sotto con i calibri pesanti...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese è pronta a rinunciare alla Champions League nonostante il posto ai preliminari assegnatole dalla FIBA. Come anticipato la scorsa settimana su queste colonne, l'OJM avrebbe diritto a partire dall'ultimo turno di qualificazione alla prima coppa FIBA. L'ente organizzatore ha infatti emesso oggi F elenco delle partecipanti: fra le 24 squadre ammesse direttamente alla regular season ci sono Sassari e Brindisi, le prime due classificate del campionato italiano che hanno presentato iscrizione. Mentre il club di piazza Monte Grappa, come terza aderente dopo le rinunce di Cremona, Trieste ed Avellino (che partirà dalla FIBA Cup), ha preso il posto riservato all'Italia nel tabellone preliminare.
    Ma in realtà quella depositata da Varese presso la Lega Basket era una preiscrizione non vincolante, che la società biancorossa non ha ritirato entro il termine del 15 giugno tenendo sempre una finestra aperta qualora fosse arrivato in extremis uno sponsor interessato all'Europa, o comunque in grado di aumentare il budget per adeguare il roster alla difficoltà della competizione. Niente risorse extra uguale niente Coppe: a confermarlo è lo stesso consigliere Toto Bulgheroni. «Oggi come oggi siamo intenzionati a non partecipare: la preiscrizione era stata effettuata nell'eventualità dell'arrivo di uno sponsor intenzionato a sostenerci in Europa, senza il quale confermiamo la volontà di fare un passo indietro».
    Nella serata di ieri il presidente Marco Vittorelli si è già attivato presso la Lega Basket, e oggi Varese scriverà una lettera alla FIBA per comunicare la volontà di non usufruire del posto che le sarebbe spettato sul campo (di fatto anche l'anno scorso l'OJM si era qualificata per i preliminari di Champions League, rinunciandovi per disputare la competizione di livello inferiore). La preiscrizione effettuata presso la Lega Basket non sarebbe infatti una vera e propria Application Form, ossia il modulo di iscrizione vero e proprio previsto dallo statuto della competizione, e dunque la società di piazza Monte Grappa avrebbe facoltà di fare un passo indietro - se dovesse essere rimpiazzata da un'altra italiana toccherebbe eventualmente a Brescia - consentendo alla FIBA di sostituirla in vista dei sorteggi per comporre il tabellone preliminare e i gironi eliminatori che si terranno il 4 luglio.
    «Con una squadra molto più nuova rispetto alla stagione passata giocare la Champions sarebbe troppo rischioso - conferma il g.m. Andrea Conti -. Per sobbarcarci il doppio impegno sarebbero occorse le risorse necessarie ad aggiungere un italiano di valore in rotazione, nella congiuntura attuale è preferibile concentrarsi solo sul campionato». Dunque nessun ripensamento in extremis con la decisione condivisa dall'intera area tecnica di dare priorità assoluta al campionato; intanto slitta di qualche giorno la risposta di Siim Sander Vene -l'agente spagnolo sta assistendo la moglie partoriente - mentre il Telekom Bonn non considera più Josh Mayo parte delle proprie strategie future, ma ancora non c'è risposta definitiva da parte del playmaker statunitense anche se la proposta di Varese avrebbe ricevuto il gradimento dell'entourage dell' atleta. Ma ieri F unica risposta importante è stata il no definitivo dell'OJM alla Champions League.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese resta in attesa di risposte dalle sue prime scelte nei ruoli di playmaker ed ala forte. Ancora nessuna certezza sul fronte Josh Mayo per il club di piazza Monte Grappa: il regista statunitense avrebbe dovuto comunicare entro giovedì la sua decisione relativa all'offerta della società biancorossa. Ma nessun feedback è giunto dagli Stati Uniti, pur contando il fuso orario tra l'Italia e il Texas dove risiede l'oggetto del desiderio di Attilio Caja e dell'area tecnica bianco-rossa. Probabilmente la decisione slitterà in attesa della conclusione della finale della Bundesliga tedesca, dove il nuovo allenatore di Bonn Thomas Poch è impegnato come assistente dell'Alba Berlino.
    Varese attenderà ancora qualche giorno la scelta di Mayo, che prima di impegnarsi con altri club vuole capire le intenzioni del club germanico dove ha militato nelle ultime tre stagioni, oppure virerà altrove cambiando orientamento anche nell'assemblaggio del roster? L'eventuale no di Mayo potrebbe indurre l'OJM a puntare su uno scorer di alto livello nello spot di guardia - escluso però il sogno proibito Jason Rich, che tornerebbe volentieri a giocare per Caja dopo l'esperienza nel 2010 a Cremona ma batte almeno 300mila dollari - e puntare su un playmaker di complemento. In tale configurazione avrebbe chances Tyler Larson: il regista di Las Vegas, già in biancorosso nella seconda metà del 2017/18 contribuendo alla rimonta dall'ultimo al sesto posto, ha disputato una stagione di alto livello a Francoforte (15,7 punti e 5,4 assist dopo aver iniziato in VTB League al Parma Basket Perm).
    Ma quella di Mayo non è l'unica risposta che Varese sta aspettando dai big che ha sondato: la nuova offerta al rialzo rispetto al primo tentativo della settimana scorsa è nelle mani di Siim San-der Vene, che entro il weekend dovrà decidere se accettare la proposta dell'OJM anche senza visibilità internazionale, oppure declinare definitivamente la possibilità del ritorno sotto le Prealpi attendendo eventuali alternative da Spagna e Russia. Anche questo è uno snodo fondamentale, sia a livello economico - l'eventuale ritorno del nazionale estone avrebbe un costo sostanzioso nell'economia del budget residuo da allocare - che nell'indirizzo da dare nella scelta dell'erede di Tyler Cain. Vene è un giocatore con qualità tecniche importanti tra tiro perimetrale, visione di gioco e intelligenza cestistica; però non è un fattore a rimbalzo (3,2 nella sua esperienza in biancorosso) e andrebbe dunque affiancato con un giocatore in grado di garantire un volume importante sotto i cristalli come appunto lo stesso Cain (lo scorso anno secondo rimbalzista della serie A a 10,8 di media).
    Il principio è lo stesso per qualsiasi giocatore che riempirà una delle sei caselle mancanti al roster; ogni firma con relativo budget allocato condizionerà le scelte successive a livello tecnico ed economico. Per questo le risposte di Mayo e Vene sono così importanti nell'ottica di costruire l'asse portante della squadra: inserire i veterani richiesti da Caja nell'ossatura portante darebbe eventualmente una direzione ben precisa alle scelte successive. In ogni caso entro il weekend il mercato dell'OJM prenderà una rotta più delineata rispetto al ventaglio delle molteplici ipotesi attuali.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Cambia l'insieme dei ruoli ma non il concetto di fondo nella strategia di mercato dell'Openjobmetis. La partenza di Tyler Cain - ieri ufficializzato da Brescia con un accordo 1 + 1 - porterà il club biancorosso ad investire diversamente il budget di mercato mantenendo però il mix tra veterani e giovani emergenti che resta la priorità assoluta dell'area tecnica biancorossa.
    Un'ossatura con almeno due - se non tre giocatori rodati e dal rendimento garantito al fianco dei quali abbinare elementi da provare a lanciare come L.J.Peak; il primo elemento dall'elevato livello di affidabilità è stato individuato in Josh Mayo, che darà risposta in tempi rapidi alla proposta di Varese avendo comunque già espresso interesse con un deciso cambio di orizzonti rispetto al tentativo a vuoto di 12 mesi fa. L'altro veterano di garanzia potrebbe essere Josh Bostic, nome già considerato la scorsa estate che poi trovò proposte più lucrose rispetto all'accordo proposto dall'OJM.
    La 32enne guardia-ala già vista a Caserta e Sassari (13,7 punti di media col 36% da 3 nella seconda metà del 2017/18 dopo essere stato per 5 mesi il top scorer della Lega Adriatica a Zara) scelse i 170mila dollari del Prokom Gdynia in Polonia per giocare l'Eurocup, e Varese ripiegò così su Tommy Scrubb. Dopo i 17,5 punti più 4,2 rimbalzi e 3,1 assist fatturati nella lega polacca, il giocatore del 1987 avrebbe espresso interesse per il ritorno in Italia - destinazione gradita alla moglie - e il club di piazza Monte Grappa avrebbe riaperto il canale ricevendo segnali di apertura anche senza la vetrina delle coppe europee. Si tratta solo di abboccamenti iniziali, ma le parti si erano già piaciute e avvicinate nel luglio 2018, dunque pare possa esserci margine per aprire un dialogo concreto.
    Bostic è più ala piccola che guardia pura vista la taglia fisica (196 centimetri per 100 chili) e la propensione a finalizzare il gioco (5,5 liberi di media in Polonia), ma la duttilità di Peak - che nasce ala piccola ma ha trattamento di palla anche per giocare dei minuti da guardia - potrebbe consentire di varare una coppia di esterni con stazza e capacità di attaccare il ferro. E con un playmaker dalle eccellenti doti balistiche ma non grandi doti da penetratore come Mayo (49% da 3 su oltre 6 triple tentate a partita, più di 2 volte e mezzo il totale dei tiri da dentro l'arco dei sogni...) potrebbe essere il mix più adatto sul piano tecnico, cercando poi un sesto uomo straniero nel ruolo di playmaker-guardia anziché una guardia pura in grado di dare minuti anche da ala piccola come Jean Salumu.
    Tutte idee da sviluppare in funzione degli incastri progressivi - la prima firma indirizzerà quella successive -che spingerebbero comunque verso una OJM a trazione posteriore con un centro dalla spiccata propensione difensiva come Tyler Cain. Ma l'opzione Mosley sarà difficilmente praticabile: l'ex centro di Legnano ha autonomia non superiore ai 25 minuti, e l'accoppiata con un lungo italiano di esperienza in grado di garantirne altri 15 come Cusin costerebbe ben più dell'ipotesi Cain più un cambio italiano da 10 minuti (esclusa però la pista Davide Bruttini che ha contratto garantito anche per il prossimo anno a Capo d'Orlando).
    Nel ruolo di centro arriverà probabilmente un'altra scommessa ragionata alla Peak, riservando qualche risorsa in più per lo spot di ala forte: confermato il no di Vene senza coppa si guarderà altrove, non escludendo che l'investimento importante su un veterano con punti nelle mani possa essere dirottato in questa casella se l'abboccamento con Bostic non genererà sviluppi concreti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La notizia che nessuno voleva è arrivata: l’Openjobmetis saluta Tyler Cain. Il lungo statunitense ha comunicato la sua scelta nella serata di ieri, domenica 16 giugno: la prossima destinazione del centro del 1988 sarà Brescia.
    A parità di offerta economica, il lungo del Minnesota ha preferito i nuovi stimoli proposti dalla Germani. «A Varese ho già fatto il massimo, cerco una situazione diversa» è il succo del discorso con cui l’atleta ha spiegato la sua decisione per la quale verserà i 10mila dollari di clausola rescissoria previsti dal contratto firmato 12 mesi fa. Chissà se nella scelta del giocatore avrà inciso anche la prospettiva della wild card di Eurocup che la Leonessa ha richiesto ma rischia concretamente di non ottenere dopo il jolly giocato dalla Virtus Bologna. Ma questo ormai importa poco: Cain massimizzerà l’ottima stagione 2018/’19 disputata sotto le Prealpi (9,7 punti e 10,8 rimbalzi, secondo nell’ l’intera serie A) con un balzo importante dell’ingaggio (da circa 110mila a circa 170mila dollari il contratto firmato con il club di Graziella Bragaglio).
    L’OJM aveva fatto il massimo per provare a trattenerlo con uno sforzo economico che avrebbe previsto economie di scala ridotte negli altri ruoli; chiaro che perdere una certezza difensiva come Cain costringerà a rivedere tanti piani di battaglia, e soprattutto obbligherà Attilio Caja ad impiegare più tempo nella costruzione del nuovo sistema di gioco rispetto all’alternativa della possibile permanenza della sua architrave difensiva. Ma Varese guarda avanti, e oggi affronterà concretamente il discorso Champions League per sbloccare gli altri obiettivi di mercato: a meno di clamorosi colpi di scena giovedì la FIBA comunicherà al club prealpino che la sua preiscrizione vale la partenza dalla fase di qualificazione alla competizione.
    Andrea Conti, Attilio Caja e Toto Bulgheroni discuteranno dell’opportunità di confermare la partecipazione: se come tre anni fa l’OJM dovesse disputare soltanto un turno preliminare - il calendario li prevede il 26 e 30 settembre, il giorno successivo del via del campionato italiano che verrà - potrebbe essere rivista la posizione iniziale della società di concentrarsi solo sul campionato. Anche perché se la disputa della prima competizione FIBA potrà essere la chiave per convincere Siim Sander Vene e infine auspicabilmente anche Josh Mayo ad accettare le proposte dell’OJM, sarebbe un piccolo prezzo da pagare - non in termini economici, visti i bonus previsti dall’organizzazione - per costruire la Varese dei sogni di Attilio Caja. Che però dovrà trovare un altro centrone per rimpiazzare Cain: il primo sondaggio col lituano Egidijus Mockevicius - reduce dalla stagione passata a Pesaro - avrà difficilmente esito positivo vista la proposta più elevata dagli spagnoli di Fuenlabrada.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il mercato dell'Openjobmetis è pronto ad entrare nel vivo. Risposte decisive attese a stretto giro di posta in piazza Monte Grappa con una settimana che potrebbe dare un indirizzo determinante relativamente all'asse principale tra playmaker e pivot. La volata a due tra Varese e Brescia per assicurarsi le prestazioni di Tyler Cain ha vissuto una giornata interlocutoria: imminente la nascita del secondogenito dell'atleta statunitense, la moglie è in ospedale in attesa del parto previsto per le prossime ore e dunque la risposta del centro è slittata dopo il lieto evento.
    Nel frattempo però c'è un'altra risposta importante che tiene sulle spine il club biancorosso: l'obiettivo primario nel ruolo di playmaker risponde al nome di Josh Mayo, 32enne veterano di lungo corso del basket europeo con trascorsi in Italia (2013/14 in A tra Montegranaro e Roma, 2015/16 in A2 a Scafati). L'atleta del 1987 ha militato nelle ultime tre stagioni nelle file del Telekom Bonn, conquistando sempre i playoff della Bundesliga tedesca. Si tratta di un giocatore dalle ottime doti balistiche (49% da 3 su 6,6 triple tentate nell'ultima stagione) che ha le stimmate del leader al di là delle caratteristiche tecniche da buon realizzatore e facilitatore offensivo (14,5 punti e 3,4 assist di media). U
    n giocatore esperto e rodato, diventato capitano della formazione tedesca nel suo percorso triennale, che Attilio Caja seguiva già 12 mesi fa, quando il suo ingaggio era ancora fuori portata per Varese. Ora con un anno di più e qualche risorsa in più stanziata dall'OJM per quello che sarebbe l'uomo cardine del sistema offensivo parrebbero esserci margini di riuscita: l'atleta statunitense non avrebbe chiuso le porte al ritorno in Italia, destinazione gradita al giocatore ed alla sua famiglia al pari della permanenza in Germania. L'atleta del 1987 avrebbe dovuto comunicare la sua decisione entro questo weekend, ma ha preso tempo per un'altra settimana: Bonn ha appena cambiato allenatore (dopo quattro anni lo statunitense Tim O'Shea ha lasciato il posto a Thomas Pach), e Mayo vuole attendere l'insediamento del nuovo coach - assistant coach dell'Alba Berlino, impegnata da oggi nella finale scudetto col Bayern Monaco - per capire se potrà eventualmente ancora rientrare dei piani del club tedesco. Ma nel caso di mancata riconferma l'OJM sembra avere buone carte da giocare per assecondare le richieste di Caja.
    In attesa delle decisioni di Cain e Mayo, Varese prepara strategie alternative per farsi trovare pronta ad ogni evenienza. Chiaro però che un asse portante d'esperienza potrebbe consentire al club di piazza Monte Grappa di piazzare altre scommesse ragionate su giocatori freschi sul pia- no atletico ed anagrafico nei ruoli mancanti per completare il parco esterni dopo quella già messa in cassaforte con L.J. Peak. Ogni tessera del puzzle inserita nel mosaico restringe inevitabilmente il campo delle scelte nell'individuazione di quella successiva; se ne arrivassero due importanti entro la fine della setti- mana entrante, la nuova Varese inizierebbe a delineare il suo volto in maniera decisa...
    Giuseppe Sciascia

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