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VareseFansBasketNews

  • banksanity6
    Seconda vittoria di fila per Varese, cosa che non accadeva quest’anno dalla prima e seconda di campionato. Partita condotta in testa praticamente per tutti i 40 minuti e nonostante i ripetuti tentativi di Pesaro di rientrare nel match la sensazione è sempre stata quella che i biancorossi fossero in controllo. Ora la Bulleri band sembra una squadra e con caratteristiche molto diverse da quelle fatte vedere fino a qualche settimana fa. Questo è il momento di dare continuità a queste sensazioni. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Beane 6 : movimenti felini atti a ubriacare il diretto avversario e in alcuni momenti davvero belli da vedere. Gli sta mancando un po’ di concretezza ma se ritrovasse la forma completa sicuramente potrà dare il suo contributo alla causa. PANTERONE
    Morse 7 : anche il centro americano sembra aver tratto giovamento dai nuovi giochi ed equilibri cercati e trovati dalla squadra varesina. Reattivo a rimbalzo, preciso dalla lunetta ed efficace nel trovare la via dei 2 punti. ENERGIZZANTE
    Scola 7,5 : primo quarto da favola, finalmente trova continuità in attacco anche se schierato per la maggior parte del tempo da numero 4. Grazie anche alla aggressività dei compagni sembra soffrire meno anche in difesa. El General, nel giusto contesto è in assoluto un valore aggiunto. CENERENTOLO
    De Nicolao 6,5 : solito cane rognoso che si attacca alle caviglie dell’avversario e non molla fino a quando non lo ha stremato. Poche iniziative al tiro ma ora quello non è il suo compito principale, il resto lo fa bene. BULLDOG
    Ruzzier 6 : partita di difficile lettura; sicuramente atteggiamento positivo e intraprendente con entrate difficili mandate a segno e 9 assist per i compagni. Da contraltare sei palle perse tutte sanguinose e un fallo antisportivo che poteva segnare in modo determinante le sorti dell’incontro. La media delle 2 cose fa scaturire una valutazione sufficiente ma sicuramente questa versione del play triestino è di gran lunga preferibile a quella di inizio anno. PENELOPE
    Strautins 6,5 : meno impatto del solito sotto i tabelloni e percentuali da 3 sporcate da tiri presi forzatamente perché lasciato con la patata bollente in mano. Ma in questa squadra è un profilo unico, che sta trovando la sua giusta dimensione e che ha ancora ampi margini di miglioramento. INCURSORE
    Egbunu 8 : il centrone nigeriano inizia a pagare frutti importanti, in particolar modo difensivamente. E’ un intimidatore temibile (lo dimostrano le 4 stoppatone di stasera) e i soli 68 punti segnati da Pesaro; il fisico possente gli consente di tenere testa anche ad un signor pivot come Cain. WALL
    De Vico N.E.
    Ferrero 5,5 : il capitano questa volta è il meno convincente dei giocatori entrati in campo. Non realizza nessun punto anche se prova a darsi da fare negli altri fondamentali con fortune alterne. SMORZATO
    Douglas 7 : partita da leader come ormai ci ha abituato da qualche tempo a questa parte, questa volta non tanto per i punti realizzati ma per come ha condotto e diretto i suoi compagni. Emblematico l’abbraccio con Bulleri a fine partita. TONEYTIME

  • banksanity6
    Nell’anticipo della 21° giornata troviamo l’OJM che non ti aspetti, quella che parte con qualche balbettio ma che sa reggere la prima spallata dei sardi per poi rientrare pienamente in partita a fine primo tempo, per poi salire in cattedra riuscendo a gestire il resto dell’incontro senza mai dare l’impressione di poter perdere. E alla fine il divario tra le 2 squadre salirà fino ai 15 punti finali, forse anche troppi per quello che si è visto in campo ma l’unica cosa che contava era segnarne più 2  punti in classifica generale. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Beane 6 : forse il peggiore dei suoi, tanti tiri forzati e non andati a segno. In realtà i 2 canestri che mette a referto sono ad altissimo coefficiente realizzativo , segno evidente che le qualità offensive le ha, ma deve imparare a gestirle meglio. Convincente in difesa. ESOSO
    Morse 6,5 : rinfrancato dalla conferma della società, Anthony risponde dando buoni segnali. Perfetto dalla lunetta, lotta a rimbalzo e 8 punti raccontano di un giocatore utile alla causa. MOLLEGGIATO
    Scola 6 : questa prestazione non sarà certo una di quelle che saranno da raccontare ai nipotini, probabilmente il suo spostamento nel ruolo di ala forte lo sta penalizzando oltre modo per quanto riguarda il suo score personale, ma nonostante questa insolita imprecisione si è saputo rendere utile con una tripla che ha chiuso i giochi e lavoro sporco sotto i tabelloni. SPAZZACAMINO
    De Nicolao 7 : una cosa che non manca sicuramente a Giovanni è il coraggio. Il coraggio di volersi guadagnare il suo spazio nella squadra guidata da Bulleri. Entra ed è contagioso con la sua energia e la sua vivacità. Segna, passa, salta, difende e perde anche qualche palla ma è ampiamente perdonato perché è come una spezia energizzante, sta dappertutto. ZENZERO
    Ruzzier 7 : partenza in sordina ma poi Michele da Trieste decide che questa è una partita fondamentale e con una bella prestazione senza troppe sbavature, se si eccettuano i tiri dalla lunga, è decisivo per la conquista dei 2 punti. Nessuna palla persa e la giusta faccia nell’attaccare il ferro con risultati che hanno pagato dividendi importanti. INCURSORE
    Strautins 6,5 : in questa occasione il lettone naturalizzato italiano riesce a gestire meglio la sua esuberanza fisica e la sua efficacia in penetrazione ne trae giovamento. Da fuori fatica a trovare la via del canestro ma sicuramente ci sono segnali positivi rispetto alle ultime prestazioni. RITROVATO
    Egbunu 6,5 : partita dopo partita cresce il suo stato di forma, cosa normalissima dopo un lungo periodo di inattività. La cosa che è chiara a tutti è che se rimane concentrato, soprattutto difensivamente può essere un fattore, ma deve limare le tante banalità commesse anche nella gara di ieri. GIUGGIOLONE
    De Vico N.E.
    Ferrero 6,5 : resta in campo poco meno di un quarto in totale ma in questa occasione da un apporto molto positivo sui 2 lati del campo. Difensivamente si spende e bene sia su Happ che su Burnell nonostante il gap fisico da pagare con entrambi, in attacco mette 2 triple in momenti molto importati dell’incontro. Speriamo sia il segnale di una ritrovata condizione fisica e fiducia mentale. DUTTILE
    Douglas 8 : sempre più decisivo per le fortune della sua squadra. Quando riesce a scegliere scientemente quando essere terminale e quando attivare le conclusioni dei suoi compagni diventa determinante e come ciliegina sulla torta ci mettiamo una difesa convita su chiunque si trovi di fronte. BAROMETRO

  • simon89
    Graffiante in difesa, precisa al tiro, attenta a variare le soluzioni in fase d’attacco: è una Openjobmetis inattesa e per certi versi inedita quella che sorprende Sassari (89-74) e si guadagna due punti d’oro nella corsa salvezza con una partita – finalmente – di grande valore. La squadra di Bulleri, spesso sforacchiata dalle avversarie, tiene a soli 74 punti segnati l’attacco del Banco Sardegna, ovvero il migliore della Serie A, costringendo alla resa il grande ex Gianmarco Pozzecco e una squadra che arrivava da otto successi consecutivi in campionato.
    Sul match hanno pesato le assenze tra le fila ospiti (Bendzius e Treier) ma questo non deve sminuire la partita di Varese che pur con un avvio non certo roccioso in retroguardia, ha saputo trovare tante contromisure e attutire l’impatto degli attaccanti ospiti. Burnell e Gentile si sono fermati a 7 punti, lo stesso spauracchio Bilan ne ha realizzati 15 sbagliando però molto e pure Spissu – il migliore dei suoi – ha trovato strisce difficili braccato da un Ruzzier decisamente più tonico del solito.
    Brava a risalire dopo i break sassaresi del primo quarto, la Openjobmetis si è poi messa nelle mani di un poderoso Douglas, e l’ex Knicks stavolta non ha tradito le attese, non solo per i 22 punti segnati ma anche per l’esempio dato in difesa (si è speso spesso su Burnell oltre che sui pari ruolo). Così Varese ha saputo anche “nascondere” le difficoltà di Scola, ancora spaesato dopo il cambio di ruolo, anche perché sotto i tabelloni Egbunu – talvolta ancora “pollo” – ha fatto legna (9 rimbalzi) e messo a disposizione una buona copertura del canestro. Con il passare dei minuti quindi, i biancorossi hanno iniziato a credere nel colpaccio, anche se il vero momento decisivo è arrivato in avvio di ultimo periodo, quando Sassari ha piazzato un break e si è rimessa al comando ma Varese ha reagito con altrettanta veemenza.
    Un atteggiamento diverso, ringhiante, quasi cinico che ovviamente si spera di ritrovare anche nei prossimi scontri, cruciali per evitare l’ultimo posto. Varese non dovrà viaggiare, perché il calendario metterà prima Pesaro e poi (dopo una pausa) un’altra pericolante, Trento, sulla strada della Enerxenia Arena. “Si può fare”, alla luce del match con Sassari, a patto che la strada intrapresa questa sera venga confermata, imparata e percorsa dalla banda-Bulleri anche nel futuro prossimo. E intanto, un po’ di pressione ora ce l’hanno anche le rivali.
    PALLA A DUE
    È un Banco di Sardegna con qualche problema di organico quello che Pozzecco deve schierare a Masnago: Bendzius è infortunato ma anche Treier non fa riscaldamento per un problema muscolare. Ospiti a trazione azzurra con Spissu e Gentile mentre Bulleri ha tutti i suoi effettivi e inizia con il quintetto che prevede Scola da ala forte affiancato da Egbunu. A Long John l’ingrato compito di marcare Bilan.
    LA PARTITA
    Q1 – Bulleri chiede timeout dopo pochi minuti per urlare nelle orecchie dei suoi giocatori, troppo morbidi nell’approccio difensivo e poco incisivi in attacco. Dopo una reazione, Varese rischia di finire sotto (11-20, Bilan e Happ 6 a testa) ma l’ingresso di De Nicolao dà una scossa che permette ai biancorossi di riavvicinarsi sino al 18-22 della prima pausa.
    Q2 – Varese aggiusta (un pochino) la difesa ma soprattutto scalda la mano dall’arco soprattutto con Douglas, che in difesa si spende anche su Burnell e che in attacco guida i biancorossi a suon di triple. Così, dopo uno scatto in avanti di Sassari, la OJM recupera terreno, sorpassa, trova punti da Ruz e Strautins e sembra completare un break. Negli ultimi possessi però l’onda varesina si ferma, Happ accorcia e Gentile segna la prima bomba ospite per il 41-39.
    Q3 – Al rientro la Dinamo prova subito a spaventare Varese, torna sopra nel punteggio e soprattutto riaccende la mano dall’arco con Kruslin e Spissu che, con due triple, siglano il 47-49. Come prima, e come avverrà poi, la OJM però trova la reazione anche con gli uomini che non ti aspetti: Morse commette qualche baggianata ma è pronto anche a colpire, Ruzzier trova le serpentine giuste, Ferrero esplode la tripla e in fin dei conti è 62-56 biancorosso.
    IL FINALE
    Nei primi minuti dell’ultimo periodo, probabilmente, si decide tutto: Sassari piazza un parziale di 0-8 firmato da Spissu e Bilan ma la Openjobmetis replica con veemenza al sorpasso ospite (62-64). Tripla di Ferrero, piazzato di De Nicolao, acrobazia di Beane, schiacciata di Egbunu su assist di Douglas. Sberloni a una Dinamo che forse non si aspettava una reazione simili: stavolta sono gli altri ad affrettare i tempi e a forzare i tiri. Varese regge a rimbalzo, sussulta sui contropiedi di Douglas e Ruzzier e può davvero urlare di gioia quand’anche Scola centra la tripla frontale su un’ultima e disperata difesa sassarese. Un’altra bomba – di Douglas – arriva a partita chiusa, giusto per arrotondare un clamoroso +15 e a dare la palma di migliore alla guardia americana.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    La quattordicesima sconfitta in 19 partite della Openjobmetis di quest’anno – mettiamo subito le cifre che fanno malissimo ma forse vanno tenute a mente – arriva sul campo della Virtus Bologna (85-76) ma non è poi tanto diversa da quella di due settimane fa, in casa contro l’altra formazione del capoluogo emiliano, la Fortitudo. Una partenza a razzo, con mani torride e triple ben costruite, seguita da un lungo deserto di idee e di canestri (appena 8 punti nel secondo periodo con 1/11 da 3: è il manifesto della sconfitta) che fanno crollare le – già poche – speranze e permettono all’avversaria di turno di prendere il comando e controllare il match senza troppa fatica.
    Dopo un lungo periodo in palestra, speso per inserire meglio Egbunu (missione riuscita, questa) e per provare a costruire un gioco nuovo, sul parquet della Segafredo Arena si vede lo stesso, identico vizio di prima: l’abbondanza estrema di tiro da 3 punti, con percentuali troppo altalenanti per essere un’arma decisiva. Tre dati, infatti, non devono ingannare: i 9 punti di distacco finale, il buon 36,8% dall’arco e i 19 punti di Toney Douglas. Tutto vero sulla carta, nulla di più falso per quanto riguarda l’impatto sulla partita perché Bologna è stata a lungo avanti, anche di 20 punti e perché il giocatore americano, con le prodezze dell’ultimo periodo, ha raddrizzato il tabellino proprio e quello di squadra. Ma prima, quando la Virtus scappava senza troppi problemi, Douglas ammaccava ferri a ripetizione, per altro in buona compagnia.
    Rispetto al recente passato, Varese ha comunque cambiato qualcosa e questo lo si è visto fin dal quintetto base: Egbunu titolare in mezzo all’area e Scola ala forte in avvio e non solo. Il risultato è a due facce: il pivot è stato autore di una buona partita (13 punti, 6 rimbalzi, 4 falli subiti) ed è servito – a intermittenza – a dare un gioco più interno alla squadra. L’argentino, riportato nel suo antico ruolo (più dispendioso), è sembrato un po’ a corto di energie e ha chiuso con 12 punti trovando solo un paio di guizzi da centro area, laddove aveva costruito la sua posizione di capocannoniere. Mosse quindi che andranno riviste contro squadre più alla portata perché questa Segafredo è purtroppo di un altro pianeta: basti pensare che alcune delle stelle bianconere (Markovic, Teodosic, Ricci, Hunter) hanno avuto un impatto limitato sul match che però è stato deciso dalle prodezze degli altri, Adams su tutti.
    Pagato lo scotto della trasferta bolognese, ora Varese dovrà preparare un’altra gara difficilissima, quella casalinga contro la Sassari di Pozzecco, tradizionale osso molto duro per i biancorossi. Il Banco, tra l’altro, ha vinto stasera la sfida con Venezia nella riedizione della finale 2019, tanto per far capire che i sardi non scherzano. E non scherzeranno nemmeno alla Enerxenia Arena.
    PALLA A DUE
    Ci sono diverse annotazioni da fare nel pre-partita. Anzitutto non c’è Sasha Djordjevic sulla panchina bianconera a causa di una indisposizione (non c’entra il Covid-19), con il coach serbo sostituito dal vice Bjedov. Poi c’è Anthony Beane abile e arruolato, come avevamo segnalato alla vigilia: starà in campo metà partita. Infine nel quintetto biancorosso trova posto John Egbunu accanto a Luis Scola utilizzato da ala forte; confermati invece i tre esterni. Bologna va con Belinelli dall’inizio accanto a Markovic in regia mentre Pajola, a referto, non è utilizzabile.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio varesino è davvero buono, seppure dipendente dal tiro pesante. Va detto che la Openjobmetis seleziona bene i tiri e così scappa con le triple: 5 da 5 giocatori diversi. Manca all’appello però Ruzzier che, battezzato, sbaglia a ripetizione. La Virtus, paziente colma il divario con Weems e Alibegovic mentre anche Egbunu si fa notare. Varese tiene il vantaggio, minimo, al decimo: 19-21.
    Q2 – Quel “21” però rimarrà per altri 6′ sul tabellone, segno di un inceppamento totale in attacco dell’OJM che prosegue nel tiro pesante ma lo fa per mancanza di alternative. Arrivano così tante forzature mentre la Segafredo sorpassa e allunga, ancora non in modo decisivo, con un Adams inarrestabile (10 punti tra entrate spettacolari e triple). Gli arbitri annullano l’ultimo cesto di Hunter ma il divario di metà gara è 39-29.
    Q3 – La differenza sta nelle guardie: Belinelli, dopo un cattivo avvio, segna 13 punti in un amen mentre Douglas e Ruzzier continuano a non pungere in attacco. Bulleri rispolvera De Nicolao e poi lo rimette a sedere senza un perché; per fortuna Beane trova un paio di raid e, almeno a punti segnati, Varese si muove. La Virtus però va il doppio con Gamble e con il solito Adams che fissa il 68-48 a tre quarti di gara.
    IL FINALE
    Il quintetto con Ferrero e Morse rosicchia qualche punto, ma appena Bologna vede una reazione torna a dettare legge almeno fino a metà dell’ultimo periodo, quando i padroni di casa salgono per un’ultima volta a +20 prima di sedersi. Varese, che non ha più nulla da perdere, si affida mani e piedi a Douglas che stavolta – ma è tardissimo – inizia a martellare il canestro avversario. 13 punti e Openjobmetis arrivata anche sotto i 10 di svantaggio, con Ruzzier che completa il suo rapporto conflittuale con il canestro tirando cortissimo il libero del possibile -8. Ma a questo punto, un cesto in più o uno in meno non fa differenza: 85-76, Varese resta ultima.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Trovare una logica in sì tante illogicità stasera è davvero un’impresa. Ci proviamo per induzione.
    67 punti segnati sono la peggior prestazione offensiva della stagione, al pari di quella esperita a Cremona. Era il 18 ottobre 2020: dopo 4 mesi Varese ha riscoperto cosa voglia dire non avere un’alternativa offensiva a Luis Scola. Lo ha riscoperto contro la valenza in retroguardia più inaspettata delle tante ospitate qui a Masnago: quella di una Fortitudo considerata farfallona quasi per antonomasia. È stata una grande lezione di coach Luca Dalmonte: anche chi non è portato per difendere può cambiare, se vuole. Anzi: se riesce.
    Trentasei tiri da 3, 20 da due. Anche nella pallacanestro del ciapa e tira il dato evidenzia uno squilibrio non tollerabile, indice di una difficoltà estrema nel trovare soluzioni. Triplicato il Luis olimpionico, alla Effe è bastato osservare come la Openjobmetis riuscisse a complicarsi la vita da sola. Con passaggi molli e facilmente intercettabili (14 palle perse), con esitazioni incredibili, con la lentezza (salvo il primo quarto) della circolazione di palla. Poi hai voglia a non tirare da tre, via di fuga che i mali li nasconde solo quando le conclusioni entrano…
    Dai tre minuti scarsi di Ferrero ai 33 abbondanti di Douglas, oggi hanno toccato il parquet ben 10 atleti. Bologna nel frattempo ha giocato in otto… Si è abusato dei quintetti piccoli, si è cercato di cavalcare l’opzione Scola-Egbunu, si è provato a spostare Strautins da ala piccola ad ala forte, si sono rispolverati dalla naftalina il capitano e De Nicolao, appurato che per alcuni dei loro compagni non fosse giornata. 
    Ebbene: nessun quintetto stasera ha dato l’impressione di poter essere meglio degli altri. E questo è tragico. I tre piccoli sono stati sovrastati dalla fisicità ospite, l’opzione Scola-Egbunu ha favorito il primo parziale a favore dei biancoblù, Strautins è ormai una causa persa ovunque lo si faccia giocare, il recupero tardivo dei due esodati non poteva che non produrre effetti: la frittata era già fatta.
    Insomma: dal particolare al generale, le difficoltà che sta incontrando Massimo Bulleri sono davvero enormi. Evidenti. Non più celabili. 
    Le questioni tecniche sul piatto sono sempre le stesse (e oggi non stiamo trattando la difesa, nell’occasione non certo ermetica, infilzata a più non posso sotto canestro e nonostante la Lavoro Più abbia tirato con il 18% da tre… ). Gli acquisti in corsa, indispensabili a concedergli almeno una parte di “materiale” non scelto da altri, hanno cambiato poco o nulla: Beane, pur non malvagio, ha ingolfato il reparto guardie; Egbunu non è un giocatore pronto per giocare in Europa, tantomeno nella squadra più in difficoltà del campionato italiano.
    In tutto questo le rotazioni sono aumentate a dismisura e il coach toscano ha dato prova di saperne beneficiare finora solo nella battaglia contro Cremona. Per il resto grande confusione: alcuni elementi si sono persi per strada (Strautins sicuramente e De Nicolao in parte), Morse è stato accantonato e la scossa dalla panchina non arriva quasi mai.
    Una Varese che non riesce a risolvere i propri problemi non potrà mai salvarsi. Cambiare l’allenatore non è mai stata un’opzione contemplabile dalla società e non lo sarà mai più a questo punto. Ora ci sono due settimane per lavorare: la campanella dell’ultimo giro però è suonata stasera.
    Stasera che Varese è davvero sul fondo. Con le scuse - pure quelle sacrosante, quelle che derivano da 6 partite in 17 giorni - a sfumarsi e poi perdersi nella nebbia del burrone che c’è sotto di lei.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Sette giorni dopo la clamorosa e intensissima vittoria su Cremona, la Openjobmetis riveste i panni dimessi già mostrati prima del focolaio di Covid, quelli per intenderci indossati nelle sciagurate sconfitte interne con Reggio Emilia e Treviso. Il teatro è lo stesso di allora, l’Enerxenia Arena, dove questa volta passa la Fortitudo Lavoropiu in modo netto e meritato (67-79): se questa doveva essere una partita-salvezza, beh, basta valutare risultato e andamento per capire quale sia la squadra che rischia pericolosamente la retrocessione e quella che invece è destinata a mesi più sereni (ammesso che nella Bologna biancoblu si possa vivere tranquilli).
    La Openjobmetis infatti offre una ripresa a dir poco imbarazzante: dopo metà partita alla pari (ma con trend negativo nel secondo periodo), gli uomini di Bulleri restano senza uno straccio di idea nell’attaccare la difesa ospite, realizzano appena 8 punti nel terzo quarto – altra brutalità già vista – ed escono di fatto dalla lotta per la vittoria. Bologna, brava in fase difensiva, si accontenta così di qualche colpo di acceleratore tirando molto bene da dentro l’area e dalla media (sfiorato il 70% da 2) per intascare due punti utili per risalire la classifica.
    Il contrario di una Varese che torna ultimissima, a pari punti (10) con Cantù ma con doppio confronto negativo, e che appare tornata in grave difficoltà. Scelte incomprensibili nella selezione di tiro (36 tentativi da 3 punti, appena 20 da 2), forzature, palle perse ferali anche in uscita da timeout, scarichi prevedibili, nessuno in grado di mettersi in proprio per dare una sferzata. Chi ci ha provato, come Douglas e in parte Strautins, non ha cavato un ragno dal buco; Scola ha offerto un bello sprint iniziale ricadendo poi nell’antico problema della copertura dell’area mentre Beane non ha ripetuto le recenti prodezze.
    Bulleri, ancora una volta, non è mai riuscito a variare l’inerzia della gara arrivando anche a ingarbugliare i quintetti (a un certo punto ce n’è stato uno con quattro play-guardia insieme a Egbunu…) e a gettare nella mischia Ferrero e De Nicolao – dopo averli ignorati per 25′ – a partita ampiamente indirizzata. Insomma, confusione anche dalla tolda di comando ad aggiungersi a quella in campo dove tutto sommato il povero Egbunu è stato tra i meno peggio (4 punti, 3 stoppate, 7 rimbalzi). Ma non sembra questo il profilo di giocatore in grado di proteggere Scola – che tanto, da ala forte, può offrire solo qualche minuto – e di dare una svolta al campionato biancorosso, tornato gramo dopo gli exploit della scorsa settimana.
    Ora c’è la pausa per le nazionali: Varese potrà tirare il fiato – anche questa sera la differenza di energia con Bologna è parsa evidente – e provare a recuperare sia la condizione sia il discorso tattico. Però Bulleri deve cambiare marcia, e i giocatori pure, perché il campionato ripartirà con la sfida impari (ed esterna) con la Virtus di Teodosic e Belinelli. E in saccoccia c’è la misera di cinque vittorie.
    PALLA A DUE
    John Egbunu mantiene il proprio posto a referto ai danni di nuovo di Anthony Morse, con Bulleri che preferisce tenere a propria disposizione tutti gli esterni. Il quintetto è quello solito di questa parte di stagione mentre sul fronte opposto c’è l’atteso ex Adrian Banks tra i titolari accanto a Fantinelli. Sotto canestro il primo duello è tra Scola e Hunt. Prima del match si rivedono gli ultras biancorossi che si posizionano all’esterno del palazzetto per cantare qualche coro e accendere un paio di fumogeni, senza comunque creare problemi.
    LA PARTITA
    Q1 – Sembra una gran bella Openjobmetis quella che si affaccia alla partita, ma il giudizio positivo sarà limitato al quarto di avvio. Scola colpisce a ripetizione e quando la difesa decide di triplicarlo apre il campo per i compagni. Varese tocca il +10 e sbaglia anche qualche tiro di troppo, così la Effe riesce a risalire restando tuttavia sotto nel punteggio (26-19 alla prima pausa).
    Q2 – Nel giro di qualche minuto però la Lavoropiu ristabilisce la parità e mette avanti la testa in qualche occasione; la OJM segna con il contagocce (appena 12 punti) complice il tremendo 0/8 dall’arco. Bologna avanza con gli italiani (Fantinelli, Aradori, Baldasso) e chiude in vantaggio a metà gara 38-39, anche perché Douglas scivola sull’ultimo tentativo.
    Q3 – L’equilibrio però va a farsi benedire fin dai primi possessi del terzo quarto: Bologna ritrova un po’ di mira da tre punti e trascinata da Banks (11 punti in 8’30”!) infila un parziale di 0-14 interrotto da una tripla di Strautins, a sua volta rimasta isolata. Un’altra bomba di Douglas nel finale di quarto e due punti di Scola da sotto canestro – dove Varese non va praticamente mai – concludono il calvario varesino: 46-61.
    IL FINALE
    Servirebbe, nei 2′ di intervallo, ritrovare tutto quanto si è perso per strada: precisione, idee, cattiveria agonistica, voglia. E invece Varese torna in campo con la stessa faccia e con le stesse, strampalate, geometrie. Gli unici sussulti arrivano dalle stoppate di Egbunu e da De Nicolao, buttato in campo alla speraindio (rubata, canestro, tripla) da un Bulleri in confusione. Nulla però di continuo, di preparato, di lineare: alla Effe basta proseguire sulla propria strada per tagliare il traguardo senza forzare, 67-79.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Con poca benzina nel motore, la Openjobmetis chiude a due la propria striscia di vittorie senza riuscire a compiere l’impresa sul campo di Brescia. Il recupero della prima giornata di ritorno è vinto senza grossi problemi dalla Germani (98-83) che comanda nel punteggio dall’inizio alla fine e consolida così una classifica che va via via migliorando sotto la guida tecnica di Maurizio Buscaglia. Sarebbe però sbagliato pensare a una partita a senso unico, nel senso che – pur con le armi spuntate – Varese non ha rinunciato a giocare, tenendo il campo con dignità nei primi due periodi e anche aggrappandosi alle prodezze balistiche di Douglas per dare un po’ di pepe alla gara.
    Sotto anche di 21 punti infatti, gli uomini di Bulleri sono stati in grado di risalire sino al -7 con una serie di triple della guardia americana, ben spalleggiata in attacco da Beane e a tratti da Scola. Quando però la Openjobmetis ha perso due palloni banali, per la Leonessa si è riaperta la strada verso la vittoria, tutto sommato come da pronostico. Ora Varese dovrà provare a recuperare le forze perché domenica 14 a Masnago arriverà la Fortitudo Bologna, una delle squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere: quella, molto più che questa con Brescia, sarà una partita da disputare puntando solo al successo.
    Certo i biancorossi dovranno puntellare per quanto possibile una difesa collettiva che anche questa sera ha mostrato i propri limiti, concedendo a lungo ai bresciani percentuali alte da lontano con Chery e Burns protagonisti (i dati finali sono un po’ fuorvianti: rimane l’ottima prova dall’arco di Varese). E anche sotto canestro non sono mancati i problemi perché quando la partita era in bilico la Germani ha vinto la lotta a rimbalzo mentre, a protezione del ferro, l’esordiente Egbunu non è certo stato autore di una partita memorabile.
    Capita, all’esordio assoluto in Europa, ma l’impressione che si è avuta è che Morse in questo frangente potesse essere più utile alla causa: vedremo se sarà ancora tra loro il ballottaggio per domenica. Male, ancora una volta, il pacchetto degli italiani con il solo Ruzzier a tenere discretamente il campo (seppure con una prova da 5,5): De Vico, Ferrero e De Nicolao hanno offerto davvero troppo poco. Così non va: le fortune della Openjobmetis passano anche da loro.
    PALLA A DUE
    C’è John Egbunu a referto per la Pallacanestro Varese, esordiente in un campionato europeo e preferito nella circostanza a Morse visto che Bulleri preferisce imbottire come di consueto il reparto esterni. Il quintetto base non cambia rispetto al solito, con De Vico ad affiancare Scola vicino a canestro. Buscaglia dalla parte opposta recupera pienamente Burns (decisivo) e anche Kalinoski nonostante una caviglia non al meglio. Chery è in regia, dentro anche l’ultimo arrivato Wilson.
    LA PARTITA
    Scatta subito forte la Germani (3-10) un po’ perché Chery ha mano calda fin dall’inizio, un po’ perché Varese si accontenta di tiri pigri dall’arco. Bulleri ferma il gioco e alla ripresa è Ruzzier a riavvicinare i suoi. La Leonessa però non si fa acchiappare perché Burns risponde a Scola e i biancoblu chiudono 24-16 al 10′.
    Al rientro Varese ci prova ma non riesce a risalire oltre il -6. Egbunu, entrato già nel primo quarto, sigla i primi 2 punti ma resta spesso “preso in mezzo” in difesa. Tra i padroni di casa piace Willis che non spreca un pallone mentre Brescia continua a dominare a rimbalzo d’attacco. Intanto comincia a scaldarsi Douglas e alla pausa lunga è 48-36.
    Il terzo periodo però, sembra quello di qualche tempo fa: Varese non riesce praticamente mai a fare canestro e così la Germani, dopo qualche tentennamento, trasforma il suo vantaggio in una fuga. Sono le triple a spingere la formazione di Buscaglia (4/7 nel parziale) con Bortolani, Burns e Chery che si aggiungono a Moss. Quando tutto sembra perso – +21 interno – Douglas decide che è tempo di cambiare marcia: l’americano infila tre bombe su quattro (e quella sbagliata è in corsa, sulla sirena da 9 metri) e riapre la gara, 72-58.
    IL FINALE
    C’è ancora un po’ di Douglas in avvio, poi il pallino dell’attacco biancorosso finisce nelle mani di Beane che riprende la vena offensiva mostrata con Cremona. Su una sua tripla (non a segno) c’è il fallo di Moss e dopo quei liberi Varese arriva sino al -7 (76-69 al 33′), risalendo ben 14 “gradini” rispetto al massimo svantaggio. Però, per completare l’opera, servirebbe una prova perfetta che non arriva: Douglas si fa intercettare un passaggio, Ruzzier si crea un buon tiro ma lo sbaglia e così Sacchetti riallunga dall’arco. L’ultimo lampo è ancora di Beane per un effimero -10, poi Burns si prende anche gli ultimi applausi e chiude la contesa, 98-83.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Assurda, pazzesca, tremenda, favolosa, irreale: scegliete voi l’aggettivo per definire la vittoria della Openjobmetis – la seconda consecutiva, in appena 4 giorni – ai danni della Vanoli Cremona. 110-105 il finale che contiene in sé tanti dei termini di cui sopra: un punteggio per raggiungere il quale sono serviti due tempi supplementari e una infinità di colpi di scena dall’una e dall’altra parte.
    Alla fine la spunta Varese, tornata così nel giro di un amen in piena lotta-salvezza dopo che la sconfitta di Cantù aveva allontanato la squadra di Bulleri dal gruppo delle altre pericolanti. Nel momento più buio però, ecco arrivare la risalita nonostante una condizione fisica resa approssimativa dal Covid (non dimentichiamolo). Difficile elencare tutto quello che è accaduto all’interno della Enerxenia Arena, dove si sono registrati ben 16 sorpassi al comando del match e 11 situazioni di parità, con entrambe le squadre che hanno avuto l’occasione di chiudere in anticipo i conti.
    Varese può recriminare sulla serie di liberi sbagliati sul finire del quarto periodo, Cremona invece si flagella per aver concesso a Strautins il rimbalzo-canestro sul filo del 40′ che è valso il prolungamento (87-87). E ancora la Openjobmetis a mangiarsi le mani 5′ dopo con una brutta gestione del possibile pallone della vittoria affidato a Beane, ma l’ex romano non va assolutamente colpevolizzato, anzi. Proprio lui, insieme a Luis Scola, è il grande protagonista del successo: 27 i punti dell’esterno, 30 quelli del “General” argentino pareggiato in questo dato dall’altro veterano in campo, Peppe Poeta, anima di una Vanoli che continua a perdere i finali punto-a-punto e che ora si ritrova invischiata nella zona pericolosa.
    Bulleri, che ha provato ad accorciare le rotazioni (non entrato De Nicolao), ha avuto poco dagli italiani ma ha trovato belle risposte anche da Jakovics, vedendo così premiata la scelta di imbottire il reparto piccoli invece di sacrificare una guardia per Egbunu. Su questo, il coach di Cecina – spesso nell’occhio del ciclone – ha avuto ragione e gliene va dato atto. Ma la Openjobmetis sembra rinfrancata anche sotto l’aspetto mentale: forse il covid ha tolto pressione a Ferrero e soci, forse l’ultima posizione ha risvegliato l’orgoglio di giocatori che (a quanto si può vedere da fuori) sono stati capaci di fare gruppo per provare la risalita.
    La strada, ovviamente, è ancora lunghissima e la Openjobmetis resta in fondo al gruppo, però con qualche certezza in più rispetto al recente passato. Ora i biancorossi dovranno mettere in atto un ulteriore sforzo, visto che tra tre giorni saranno di nuovo in campo a Brescia nel recupero della prima di ritorno. E domenica ancora a Masnago contro la Fortitudo in un ritmo folle, ma voluto dalla Legabasket, alla quale la società si è adeguata. Serve dunque un capolavoro fuori dal parquet, nel gestire la fatica, il recupero e allo stesso tempo nel preparare l’incontro del PalaLeonessa dove finalmente esordirà Egbunu. Ma affrontare questa maratona con il sorriso, è già tutta un’altra cosa.
    PALLA A DUE
    Confermate le indicazioni della vigilia in casa Openjobmetis dove l’ultimo arrivato John Egbunu torna a sedersi a fondo panchina, fuori dal referto. Bulleri sceglie dunque i cinque stranieri già schierati con Brindisi e non varia il quintetto base classico con i due ex Ruzzier e De Vico. Galbiati sul fronte opposto recupera un acciaccato TJ Williams, schiera l’omonimo Reigarvius (Williams) da 5 al posto di Lee e mette l’ennesimo ex, Mian, sulle tracce di Strautins.
    LA PARTITA
    Scatta meglio la Vanoli dai blocchi di partenza, con un parziale di 3-11 che consiglia a Bulleri di fermare il gioco, visto lo sparacchiare sterile di Varese dall’arco dei tre punti. I consigli servono: la OJM mette a segno un parziale di 11-0 e va a comandare con un tonicissimo Jakovics (21-18).
    I biancorossi provano anche a scappare in avvio di ripresa ma il 28-19 resterà il massimo vantaggio, per altro subito suturato da Mian e dalla mano morbidissima di Hommes. Con la Vanoli in rimonta, Varese si scuote una prima volta con Scola e Beane ma paga dazio quando ancora Hommes e poi Poeta siglano il sorpasso a fil di sirena, 48-49.
    Poco male, la OJM torna avanti in avvio di terzo periodo, scava un piccolo solco con i tiri liberi mentre le percentuali dal campo scendono da ambo le parti, e trovano Scola piuttosto pronto nonostante i tre falli sul tabellone. Sul fronte opposto però, Poeta inizia a scaldare la mano e a prendersi responsabilità anche se sulla sirena arriva il guizzo di Douglas per il 67-64.
    IL QUARTO PERIODO
    Il testa-a-testa perdura anche in quello che dovrebbe essere l’ultimo periodo, con Poeta ormai comandante in capo su tutti i palloni gestiti dagli ospiti. Qualche giro di errori rallenta il punteggio, Douglas trova un gioco da 3 punti ma l’allungo che sembra buono arriva sulla tripla di Jakovics a 4′ dalla fine. Varese però, con un 1 su 4 di Ferrero, ha già svelato la trama che la costringerà a soffrire, il fare cilecca dalla lunetta. Scola farà 0 su 2 in una circostanza ma il passaggio a vuoto più grave è di Douglas, altro 0-2 sull’85-84 quando sembra basti poco per chiudere i conti. Sul rovesciamento di fronte invece Cournooh imbuca dall’angolo la tripla che mette Varese in ginocchio a 5” dalla fine (85-87). L’ultimo assalto è di Douglas che sbaglia in entrata ma Strautins è mostruoso nel cogliere il rimbalzo e segnare, saltando in tempo zero dopo il primo atterraggio: overtime.
    I SUPPLEMENTARI
    Cournooh, ancora lui, segna ancora dall’arco e dà nuova speranza a Cremona ma stavolta c’è anche Ruzzier a infilare la tripla e ridare vigore a Masnago. Si pareggia 92 e poi ancora a 95, Varese ha 24” per provare a giocare l’ultimo possesso che però si risolve in un isolamento di Beane in palleggio concluso con un tiro in sospensione poco convinto: 87-87.
    Lo stesso Beane però brucia la retina dall’arco in avvio del secondo overtime; poco dopo arriva un antisportivo a Morse, con R. Williams che sbaglia i liberi ma con Poeta che non perdona dall’arco. Serve il massimo sforzo possibile, in queste condizioni: Scola segna i liberi poi ancora Beane esplode il tiro da lontano che vale platino, come di platino sono gli ultimi due personali dell’argentino perché nel mezzo Palmi (poco prima autori di un triplone) fallisce l’ennesimo assalto. Termina così 110-105, senza energia ma con tanta, tanta gioia.
    Damiano Franzetti
     

  • banksanity6
    Seconda vittoria in fila per Varese a distanza di 3 giorni dall’ultima gara disputata in quel di Masnago in una partita che definire emozionante ed altalenante è riduttivo. A pochi secondi dalla fine Cremona conduceva di 2 ma Varese pur sbagliando la prima conclusione grazie ad un tap in di uno Strautins fino a quel momento evanescente riesce ad agguantare i supplementari. Non bastano i primi 5 minuti che finiscono ancora in parità, servono uno Scola e un Beane in formato NBA per far gioire i biancorossi che agganciano Cantù a pari punti in fondo alla classifica. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Beane 8,5 : miglior prestazione da quando è sbarcato in Italia, comprese le presenze poi cancellate giocate con Roma. Considerato che era uno dei papabili per l’esclusione dimostra che la scelta di schierarlo è più che azzeccata e lui trascina insieme a Scola la squadra ad una vittoria che vale un gioiello preziosissimo. DIAMANTE
    Morse 5,5 : meno incisivo rispetto alle ultime due uscite, paga una esplosività relativa e non trova mai una strada semplice per il canestro. Conclude con 5 falli e l’ultimo è un antisportivo che poteva essere determinate in senso negativo. INCAUTO
    Scola 8,5 : chiude questa partita con una doppia doppia da 30 punti e 10 rimbalzi ma a differenza delle ultime volte è decisivo anche nel finale quando riesce ad essere lucido e determinante come solo lui sa essere. UNICUM
    De Nicolao N.E.
    Jacovics 7 : continua il trend positivo del lettone che sembra in netta ripresa dopo una prima parte di stagione tutt’altro che soddisfacente. Infallibile ai liberi e ispirato dalla lunga è decisivo per il risultato finale anche se in difesa non è perfetto. SHOTGUN
    Ruzzier 5,5 : i suoi 9 assist e la gestione diligente del pallone direbbero che la sufficienza se la sia meritata, in realtà la ritrovata timidezza al tiro e il modo in cui Poeta lo surclassa senza che lui riesca a porvi rimedio passando sempre dietro al blocco, poteva essere letale per lui e i suoi compagni. NASCONDINO
    Strautins 6 : partita in cui sembra essere capitato li per caso, svogliato quasi indolente; poi a pochi decimi dalla sirena finale cattura un rimbalzo con un balzo felino e segna il canestro che vale l’overtime. Da li sembra trovare un minimo di convinzione e infatti anche Bulleri gli da fiducia. GATTO SILVESTRO
    De Vico 5 : Niccolò stecca proprio dove di solito fa la differenza, e cioè nella lotta. Soffre da matti Hommes e per ben 2 volte gli concede un gioco da 4 punti, forse anche per questo motivo perde fiducia anche in attacco dove combina ben poco. PASTICCIONE
    Ferrero 5,5 : sembrava finalmente essersi ripreso dopo le prime uscite in cui era evidente una condizione fisica non certo al meglio. Parte forte sui 2 lati del campo e lotta con efficacia a rimbalzo (soprattutto offensivo) ma la mano gelida dalla lunetta grida vendetta. ICEHAND
    Douglas 7 : questa volta lascia il ruolo del protagonista a 2 suoi compagni ma conferma di essere fondamentale per i suoi a 360 gradi. Qualche scelta sbagliata oltre al terrificante 0 su 2 ai liberi nel finale però non intaccano una prestazione da doppia doppia 4 assist e tanta leadership. SPECIAL GUEST
    Virginio N.E.
    Van Velsen N.E.

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