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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Colbey Ross e Markel Brown: con due nuove aggiunte nel giro di poche ore la Pallacanestro Varese 2022-23 va vicina a completare la propria rosa, una squadra a cui ormai manca solo la guardia titolare per essere completa.
    La notte ha portato consiglio a Colbey Ross: il play campione di Cechia con il Nymburk aveva tempo fino a oggi per accasarsi a Varese altrimenti la Openjobmetis avrebbe cambiato obiettivo. Ross, allora, ha deciso per il “sì” proprio quando le speranze di averlo in biancorosso parevano ai minimi termini: si alternerà a Giovanni De Nicolao in regia sia per concludere in proprio, sia per “alimentare” il nuovo pivot Owens che attende impaziente palloni sopra al ferro.
    Con il giovane prodotto dell’università di Pepperdine, tenuto d’occhio alla summer league NBA di Las Vegas, arriverà anche un veterano come Markel Brown. 30 anni, un’esperienza solida in NBA con i Nets (venne scelto al numero 44 al draft 2014), il giocatore della Louisiana ha maturato presenze con la nazionale USA (vinse i Giochi Americani in finale con l’Argentina di Scola) ma anche in Eurolega con i turchi del Darussafaka. In passato anche una breve esperienza in quei Rio Grande Valley Vipers di G-League allenati dal nuovo coach biancorosso Matt Brase.
    Buon tiratore e abile in campo aperto Brown (ultima stagione ad Anversa, in Belgio) non ha ancora firmato ma tutto lascia pensare che la direzione presa dalla società e dal giocatore sia segnata; sarà lui a occupare il ruolo di ala nonostante un’altezza non eccessiva per la posizione (1,91) posizionando così Reyes in posto 4.
    Con i due esterni, dicevamo, manca ora un solo giocatore per completare la rosa: la guardia titolare per cui si attende un uomo in grado di fare canestro spesso e volentieri. Nelle prossime ore potrebbero esserci ulteriori sviluppi.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Aspettando Colbey Ross, l’OJM mette le mani su Tariq Owens. Il 27enne lungo di 208 centimetri per 95 chili già accostato ai biancorossi una decina di giorni fa, ha accettato nella serata di ieri, lunedì 18 luglio, la proposta del club biancorosso. E questa mattina è arrivata la conferma da parte del club varesino. Il centro del 1995 sembrava vicino all’accordo con Trieste nel weekend, ma alla fine ha preferito la proposta della società del presidente Vittorelli, dove sarà il pivot titolare potendo eventualmente «slittare» per qualche minuto anche da ala forte a fianco di Guglielmo Caruso.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Colbey Ross sarà un nuovo giocatore della Pallacanestro Varese? Se sì, probabilmente, lo sapremo nelle prossime ore: il play americano, “prodotto” dell’università di Pepperdine, ha terminato nella tarda serata di domenica (ora italiana) i propri impegni alla Summer League di Las Vegas e ora è chiamato a decidere se accettare o meno la proposta della Openjobmetis. Per Ross in totale 6,2 punti, 2,2 rimbalzi e 2,6 assist in 15,7 minuti di media nelle cinque partite giocate, con la soddisfazione per Portland di avere vinto il torneo.
    Una situazione di stallo che non dovrebbe durare a lungo: i dirigenti biancorossi hanno lasciato un paio di giorni per la scelta al giocatore americano, campione in Repubblica Ceca lo scorso anno con la maglia del Nymburk. La trattativa dura da tempo ed è tutta sul tavolo; Ross – che ha 23 anni – come ogni USA della sua età ha il sogno di poter mettere piede nel mondo della NBA, passando magari per un invito ai camp del mese prossimo o per un contratto collegato agli accordi tra le franchigie e le squadre di D-League.
    Firma quindi sì vicina ma da non dare per scontata, anche se le prove di Ross in Summer League possono essere definite “normali”: buone cifre in relazione al minutaggio ma niente da poter far sobbalzare sulla sedia i dirigenti delle squadre NBA, insomma. Se il giocatore sceglierà Varese, bene, altrimenti per la Openjobmetis si potrebbero – andiamo a intuito – aprire due strade: o puntare un giocatore con caratteristiche simili (soprattutto a livello anagrafico, di ruolo e… monetario) oppure cercare un giocatore che possa occupare sia il ruolo di play sia quello di guardia, capace di fare canestro anche da fuori (un qualcosa di simile a Marcus Keene, per quanto l’ex numero 45 sia piuttosto unico vista la taglia fisica).
    Il termine della Summer League dovrebbe anche far calare il listino prezzi in mano a ogni agente: chi può spendere tanto lo fa prima, per assicurarsi i giocatori considerati imprescindibili. Tutti gli altri possono ora agire “con lo sconto”, in operazioni che ricordano quel che accade in borsa, dove si può fare affari a prezzo migliore se si arriva al momento giusto. E vista la necessaria attenzione al bilancio in casa Openjobmetis, questa dovrebbe essere la strada seguita.
    Intanto sia Luis Scola sia Mike Arcieri, per vie differenti, sono di rientro a Varese nei prossimi giorni con El General che sarà impegnato anche a chiudere in via definitiva l’accordo storico con la Robur et Fides, il quale sarà presentato verso il fine settimana a Palazzo Estense. Vedremo se, nella circostanza, ci sarà anche qualche annuncio relativo alla prima squadra.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il mercato della Pallacanestro Varese sta per decollare. Dopo i primi annunci di coach Matt Brase e del suo assistente Paolo Galbiati, questa settimana dovrebbero iniziare a riempirsi anche le 4 caselle mancanti del roster, ovvero tutto il pacchetto stranieri della prossima stagione, a cui va aggiunto il già arruolato Justin Reyes.
    Così, dopo giorni di silenzi e tanto lavoro per Scola e Arcieri negli Stati Uniti, passando da una sede all’altra della Summer League, con snodo principale a Las Vegas, l’AD e il GM biancorossi sono pronti per dare forma e sostanza allo studio e alle ricerche di queste ultime due settimane.
    Il ritorno dagli USA, previsto tra oggi e domani dei due uomini forti biancorossi, aprirà così il mercato in entrata di Varese che dovrebbe partire dalla regia, con il nome di Colbey Ross caldissimo, sia per caratteristiche tecniche che per affinità con Matt Brase, visto che il prodotto di Pepperdine University ha giocato l’ultima Summer League con i Portland Trail Blazers, da dove proviene il neo allenatore biancorosso.
    Ross arriverebbe a Varese dopo una buona prima stagione in Europa, giocata in Repubblica Ceca a Nymburk e chiusa con 9 punti e 6 assist di media.
    Dopo Ross, le mire biancorosse si concentreranno sulla guardia, la scelta ad oggi più difficile da compiere. La OJM è infatti a caccia di un giocatore versatile, capace di ricoprire sia il ruolo di 2 che di 3, per cui sono richieste determinate peculiarità: buona attitudine difensiva e ottimo senso del canestro. Un mix perfetto insomma, non facile da trovare sul mercato, a maggior ragione se non si hanno capacità economiche stratosferiche.
    Sistemato il pacchetto esterni, Varese dovrà chiudere il cerchio con un centro dinamico e verticale, capace di pendolare tra attacco e difesa con grande agilità ed un’ala grande, tenuto conto che con Vene in un mese e mezzo la situazione non è cambiata e la parti sono ancora molto distanti.
    Un quadro che ha dunque ancora bisogno di diverse pennellate per potersi completare, con l’idea di avere una Pallacanestro Varese giovane, veloce, affamata che vivrà molto sull’entusiasmo e le qualità dei giovani provenienti dall’America.
    Alessandro Burin

  • simon89
    Paolo Galbiati è il nuovo vice-allenatore della Pallacanestro Varese. La trattativa durava da un po’, non è mai stata improntata su un ruolo da head coach ma alla fine si è sviluppata per la “posizione” di primo assistente del nuovo tecnico, il 40enne americano Matt Brase.
    Galbiati in carriera vanta una, per certi versi, incredibile vittoria da esordiente in Coppa Italia con Torino, è milanese di Vimercate e ha 38 anni, quasi coetaneo di Brase. Arriva da un biennio a Cremona ma con la Vanoli è retrocesso al termine della scorsa stagione agonistica. Varese lo ha cercato perché voleva un allenatore con esperienza da “primo” in Serie A, preferendo un profilo giovane rispetto alla figura da “senior assistant” che in passato hanno adottato diverse altre squadre.
    Una mossa, quella del duo Scola-Arcieri che – lo diciamo in modo cristallino – è la prima che non ci convince della nuova gestione. Nulla di personale, ci mancherebbe, ma per diversi motivi ci sarebbe piaciuta una scelta differente. Innanzitutto Galbiati è appena retrocesso come abbiamo già detto, e lo ha fatto con largo anticipo rispetto alla fine del campionato. A Varese, in match decisivo, Roijakkers e i suoi giocatori fecero a fettine la Vanoli e nel dopo partita l’allenatore cremonese non nascose le critiche ai suoi giocatori, come anche fatto in altre circostanze. Insomma, ci saremmo (già allora, da avversari) attesi almeno un’autocritica o magari una dimissione anticipata, che forse anche a Cremona qualcuno si attendeva.
    C’è chi, in questi giorni, ha obiettato: “Però l’anno prima fece bene”. Nì, perché la versione precedente della Vanoli arrivò sì al decimo posto in Serie A ma chiuse la stagione a 22 punti, appena 2 in più della tanto vituperata e martoriata Openjobmetis di Bulleri. In pratica la differenza tra le due squadre fu la mancata vittoria di Varese con Treviso, due punti scippati dall’arbitro Paternicò per l’antisportivo a Scola.
    E ancora: mettere un vice ingombrante come Galbiati alle spalle di un esordiente assoluto per l’Italia ci pare un po’ pericoloso. Perché se Brase dovesse perdere qualche partita in avvio, sarebbe semplice – almeno per una parte dell’opinione pubblica – mugugnare e sottolineare che, al limite, un ricambio sarebbe già in casa. Ecco: non proprio la situazione migliore per un coach americano intento a ingranare in un mondo nuovo (parte dell’opinione pubblica che ciclicamente sostiene che “sarebbe meglio fare un anno di A2 piuttosto che una Serie A da salvezza risicata. Citofonare a Cantù per sapere quanto è bello il torneo cadetto…).
    Galbiati gode comunque di grande considerazione a livello nazionale, tanto da essere rimasto nello staff azzurro nonostante il cambio di guida tra Sacchetti e Pozzecco. Questo per dire che a livello tecnico il coach milanese ha indubbiamente qualità riconosciute e ciò è assolutamente positivo. Nella Openjobmetis prenderà anche incarichi relativi al “player development” (lo ha detto il gm Arcieri nel comunicato che ufficializza l’ingaggio), aspetto cui Scola tiene molto, come sappiamo. Proveremo quindi a dimenticarci che Cremona giocava meglio nella prima parte di stagione che nella seconda, lo scorso anno… il development insomma si è visto sino a un certo punto, diciamo così. (Sì, sappiamo anche che la Vanoli è stata particolarmente sfortunata tra infortuni e “rattoppi” deludenti a livello di giocatori. Le colpe sono di tutti, ci mancherebbe).
    Paolo Galbiati, comunque, entra a far parte dello staff (da cui ufficialmente non è ancora uscito Alberto Seravalli: si vocifera di un pasticcio in casa Virtus Bologna, con contatti tra le alte sfere dei due club per risolvere la cosa…). E da questo momento godrà del tifo di tutti, noi compresi. Però, ecco, qualcosa in merito ci sentivamo di dirla.
    GIOCATORI: COLBEY ROSS VICINISSIMO
    A livello di giocatori, sembra quasi chiusa in positivo la trattativa tra Varese e Colbey Ross, funambolico play americano che lo scorso anno vinse il campionato ceco e disputò la Champions con Nymburk. 23 anni, bravo in penetrazione e nel servire i compagni, risponde a quel profilo giovane che la Openjobmetis cercava, avendo già nel ruolo una certezza come Giovanni De Nicolao. Ross sta giocando la Summer League di Las Vegas, ha fatto buone cose ma ben difficilmente sarà considerato a livello NBA. Scola e Arcieri, che si trovano al torneo del Nevada, sono pronti per andare ai dettagli.
    Damiano Franzetti 

  • simon89
    L’Openjobmetis prepara il trasferimento del quartier generale a Las Vegas per chiudere l’operazione head coach. Luis Scola e Mike Arcieri sono pronti a sbarcare nel Nevada per definire la guida tecnica della stagione 2022/23: i colloqui con Paolo Galbiati non si sono trasformati in proposte contrattuali per il tecnico ex Torino e Cremona. Che potrà tornare in corsa solo in caso di fumata nera nelle trattative in corso, da definire durante il viaggio negli Stati Uniti dell’a.d. e del g.m. biancorosso
    FILIERA ROCKETS
    Il nome più gettonato al momento sarebbe quello di Matt Brase, 40enne tecnico statunitense legato alla filiera degli Houston Rockets (arrivò nel 2012 nel personale tecnico facendo in tempo ad incrociare Luis Scola nella sua ultima stagione nel Texas). Il coach statunitense ha esperienze da capo allenatore in G-League nella squadra satellite dei Rio Grande Valley Vipers, è stato per due anni direttore del reparto “player development” dei Rockets, ed ha all’attivo due stagioni nello staff tecnico di Mike D’Antoni sulla panchina di Houston.
    Brase sarà a Las Vegas come membro dello staff tecnico dei Portland Trailblazers, dove ha lavorato nel gruppo degli assistenti di Chauncey Billups nella stagione 2021/22. Sarà lui il prescelto da Varese per guidare il nuovo corso griffato Luis Scola? Ovviamente la chiave di tutto riguarda la disponibilità a lasciare il mondo dorato della NBA (ai Traiblazers aveva specifiche mansioni su situazioni speciali legate all’attacco) da parte del 40enne tecnico statunitense, che aveva assaggiato il basket FIBA guidando nel 2018 la Nazionale di Haiti.
    L’OSSERVATO
    E tra l’altro nella squadra di Portland in campo a Las Vegas giocherà anche quel Colbey Ross, 23enne playmaker quest’anno a Nymburk (14,0 punti e 3,5 assist), che potrebbe rientrare nel “parco-osservati” dall’OJM per sostituire Marcus Keene. Curiosità: Brase è il nipote di Lute Olson, storico coach che guidò gli Stati Uniti alla vittoria dei Mondiali del 1986 e per 25 anni allenatore dell’università di Arizona (dove il papabile per la panchina OJM ha giocato dal 2003 al 2005) che portò al titolo NCAA nel 1997. Sarà lui il tecnico d’Oltreoceano al quale Luis Scola affiderà la panchina del nuovo corso “americaneggiante” della sua OJM?
    FIDUCIA E ADDII
    Dipenderà ovviamente dalla volontà del 40enne tecnico statunitense, ma in casa biancorossa c’è fiducia sulla possibilità di tornare da Las Vegas con una firma in tasca (e nel caso peggiore ci sarebbero altre due ipotesi americane al vaglio).
    Intanto però sono state archiviate le pratiche Johan Roijakkers ed Adriano Vertemati: accordo definitivo tra l’OJM ed il tecnico olandese per ricomporre amichevolmente la vertenza legale iniziata col licenziamento per giusta causa (ritirato ieri con relativa risoluzione consensuale tra le parti). Accordo transattivo anche con il coach di Cornaredo, chiusi definitivamente entrambi i capitoli degli esoneri passati. Ora lo staff tecnico è totalmente da ricostruire anche a libro paga, sarà Matt Brase a riempire la prima casella?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Si erano detti addio da tempo ma oggi anche le ultime formalità sono state portate a termine. Johan Roijakkers e Pallacanestro Varese si separano in via definitiva attraverso una risoluzione consensuale del contratto arrivata dopo qualche schermaglia legale ma infine sottoscritta da ambedue le parti.
    La storia d’amore era stata breve ma intensissima, sia nella gioia (le numerose vittorie che avevano riportato l’Openjobmetis dall’ultimo posto a ridosso della zona playoff) sia nel dolore (l’esonero spiazzante dopo diverbi mai precisati e comportamenti giudicati fuori scala dalla società). Oggi l’epilogo davanti al Collegio di Conciliazione e Arbitrato della Legabasket al quale club e allenatore sono arrivati già con una (ri)soluzione pronta.
    Pallacanestro Varese ha revocato il licenziamento per giusta causa che aveva intentato inizialmente e risolto consensualmente il contratto di lavoro stipulato con l’allenatore olandese. Da piazzale Gramsci non si registrano posizioni ufficiali, ma nei giorni scorsi era netta l’impressione di una uscita positiva dalla vicenda: Roijakkers aveva un contratto da 90mila euro per l’anno prossimo (oltre a vetture a appartamento) e ciò rischiava di pesare sulle casse biancorosse. Con questa separazione Varese corrisponderà una cifra al tecnico ampiamente inferiore.
    Ci sono invece le dichiarazioni concilianti dello stesso Roijakkers rilasciate con un comunicato emesso dalla società. «Voglio ringraziare l’organizzazione per avermi dato l’opportunità di allenare in un contesto così importante nella storia della pallacanestro. Un grande ringraziamento va inoltre a tutti i fans ed ai miei giocatori per aver portato a termine questa storica rimonta. Ho molto apprezzato il supporto di tutti i fans durante l’intera mia permanenza a Varese».
    Con l’addio di Roijakkers (e quello di Alberto Seravalli che farà da assistente a Scariolo sulla panchina della Virtus Bologna) resta ora un solo allenatore a contratto con i biancorossi, ovvero Adriano Vertemati. Il tecnico milanese era stato preso l’estate scorsa per poi essere sostituito proprio dall’olandese all’inizio del 2022. Finché non troverà un ingaggio, resterà a libro paga come da regolamento anche se a sua volta potrebbe essere vicino all’uscita dal contratto.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Alberto Seravalli lascia Varese e si accasa alla Virtus Bologna. In attesa della scelta del nuovo allenatore (Paolo Galbiati, col quale ci sono stati due colloqui nelle ultime 72 ore, o una ulteriore pista straniera?), l’OJM perde anche l’unico membro dell’area tecnica visto che Matteo Jemoli non sarà più assistant coach ma passerà nel ruolo di assistente general manager.
    Il futuro del coach ferrarese che aveva concluso ad interim la stagione 2021/22 come capo allenatore dopo l’esonero di Johan Roijakkers sarà in Eurolega, entrando a far parte dello staff tecnico di Sergio Scariolo in sostituzione di Andrea Gavrilovic. La permanenza di Seravalli a Varese pareva una certezza assoluta, ma i tempi per il rinnovo del contratto – dopo tre colloqui anche per rivestire il ruolo di capo allenatore, preferendo poi puntare su profili stranieri prima dei recentissimi abboccamenti con Galbiati – sono andati molto per le lunghe.
    Dalla prima proposta di 1+1 con uscita gratuita per il club a metà giugno alla seconda biennale di qualche giorno fa, c’era una intesa di massima ma non la firma in calce al contratto da parte del coach. In questo limbo è giunta la chiamata della Segafredo, che Seravalli ha accettato al volo. E allora lo staff tecnico Openjobmetis sarà da rifare ex novo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Giovanni De Nicolao sarà il playmaker titolare dell’Openjobmetis versione 2022/23. Il regista di Vigodarzere non lascia né raddoppia: vestirà ancora la maglia biancorossa col contratto in essere che lo legherà anche per la prossima stagione a Varese. A poche ore dalla deadline dell’escape in favore del giocatore, la decisione è presa: De Nik JR. non eserciterà l’uscita a pagamento entro la mezzanotte di oggi, 30 giugno 2022, e resterà al servizio della squadra - in attesa di definire l’identità del nuovo coach - nel ruolo da titolare che aveva già rivestito nella gestione di Johan Roijakkers. Per l’OJM è uno snodo importante: consente in pratica di considerare chiuso il mercato degli italiani dopo il rinnovo a lungo termine con Matteo Librizzi. Dopo il no della FIBA alla Wild Card per la BCL, la scelta del format 5+5, con la conferma di De Nicolao nel ruolo chiave in regia, lascia a Varese lo spazio tecnico e salariale per poter definire le quattro posizioni mancanti sul mercato straniero.
    Giuseppe Sciascia

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