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VareseFansBasketNews

  • banksanity6
    Brutta partita, soprattutto per i tifosi varesini che assistono ad uno spettacolo che sarebbe sufficiente per ribattezzare questa squadra “gli inguardabili”. Primo tempo in cui le 2 squadre faticano a segnare e in cui prevalgono le giocate dei singoli rispetto al gioco organizzato. Terzo quarto che risulta decisivo in quanto Varese segna la miseria di 8 punti mentre Reggio ne fa 24 e da questo break i padroni di casa non si riprendono più. Nell’ultimo periodo Strautins è l’unico che ci prova a rimediare ma è troppo solo. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Morse 5 : due highlights molto spettacolari, prima una super stoppata su Kyzlink e poi una schiacciata devastante. Il problema sono state le altre giocate in cui è spesso finito in difficoltà. (mini)SHOWTIME
    Scola 6 : come ormai è abitudine non fa mancare i suoi punti, anche stasera sopra i 20, ma nel momento di maggior difficoltà e cioè il terzo quarto, come già accaduto in altre situazioni, si mette in proprio e forza troppe conclusioni alimentando così l’emorragia che porta Reggio a raggiungere anche i 20 punti di vantaggio. ACCENTRATORE  
    De Nicolao 4,5 : considerando che sarebbe il play di riserva possiamo dire senza paura di essere smentiti che in casa OpenJob c’è un problema in regia; anche lui come Ruzzier non riesce a incidere su nessuno dei lati del campo lasciando campo libero ai piccoli avversari. IMPALPABILE
    Jacovics 6,5 : insieme a Strautins sicuramente il più positivo della serata ma per una volta che arrivano punti pesanti dalla panchina steccano tanti altri. Intanto la speranza è che Ingus torni sui livelli che gli hanno garantito la conferma quest’anno. REDIVIVO
    Ruzzier 3 : non ne azzecca una nemmeno per sbaglio. In difesa si perde l’uomo sistematicamente e in attacco è uno strazio accumulando perse anche banali e quando decide di concludere è peggio che andar di notte a fari spenti. Quello che a inizio anno sembrava un progetto interessante si sta in realtà rivelando il problema più grande. DISASTRO
    Andersson 4,5 : se come sembra in settimana verrà tagliato certo con questa ultima apparizione non lascerà troppi rimpianti. Si autoesclude dopo pochissimo dal suo ingresso facendo 3 falli. Successivamente fa un air ball da una stoppata e poco altro. A NON ARRIVEDERCI
    Strautins 7 : l’ultimo ad arrendersi, anche quando ormai la partita era indirizzata verso Reggio, ha l’unico neo di farlo appunto troppo tardi; dovrebbero prenderne esempio molti suoi compagni per poter vendere cara la pelle vista la garra e la qualità che Arturs mette sempre sul rettangolo di gioco. CLONATELO
    De Vico 5 : parte in quintetto come ala grande titolare e a questo assetto ci dovremo abituare a meno di clamorosi colpi di mercato ad ora assolutamente non contemplati. Sicuramente a rimbalzo fa una grande prestazione andando in doppia cifra ma il glaciale zero su 7 da 3, anche con tiri piedi a terra e molto spazio ne pregiudica la valutazione finale. SURGELATO
    Ferrero N.E.
    Douglas 5 : partita nella quale non riesce a confermare la sua vena realizzativa. E’ autore di 7 assist ma non è abbastanza, da lui ci si aspetta molto altro, soprattutto che quando va in entrata qualche volta riesca a metterla. SPUNTATO
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.

  • simon89
    Milano si affaccia da anni come enorme favorita per la vittoria dello scudetto ma forse mai come in questa occasione appare davvero di un altro pianeta rispetto alle contendenti, almeno per quanto si è visto contro Varese (70-96 il risultato finale) che, ovviamente, gioca per obiettivi ben più terra-terra e che non ha potuto opporre granché alla AX Exchange allenata da Ettore Messina.
    Davvero troppo il divario tecnico e fisico messo in campo dalle due formazioni nonostante il turnover obbligato dell’Olimpia che deve ogni volta rinunciare a tre uomini del gruppo straniero oltre a un Brooks malconcio. A Masnago – il vecchio “Lino Oldrini” oggi ha compiuto 56 anni – la resistenza varesina dura meno di un quarto d’ora: nella seconda parte del secondo periodo infatti, gli ospiti usano due armi per prendere il largo. Prima la potenza di Tarczewski sotto i tabelloni sfianca la Openjobmetis, poi è una strepitosa serie di triple (Shields, Punter e Datome) ad allargare irrimediabilmente il solco come mostra il 32-55 della pausa lunga.
    Da lì in poi la partita non c’è più: ci sono due formazioni che galoppano in quello che è un allenamento di alto livello, perché Milano non ha l’abitudine di distrarsi e non lo fa nemmeno questa volta, lasciando qualche spazio alle iniziative dei biancorossi di casa ma mantenendo sempre stretto il bastone del comando. La Openjobmetis, va detto, non manca di impegno: manca però di spessore in troppi uomini e non è un caso se i due superveterani Scola e Douglas siano i migliori insieme a un sempre vivace Strautins.
    Sul resto c’è poco da salvare per questa volta a livello individuale, perché l’avversaria di turno appare oggettivamente di un’altra categoria per i vari Ruzzier e Andersson, De Nicolao e Morse. Di buono, in casa biancorossa, c’è il rientro di De Vico che gioca sì male – 0/4 al tiro – ma mette chilometri di rodaggio dopo il lungo stop: tornerà buono domenica prossima contro la sua ex Reggio Emilia, squadra che sta viaggiando a ritmi interessanti ma che per la Openjobmetis dovrà essere preda. Perdere con Milano era ovviamente messo in conto, ma altri stop interni non devono essere contemplati se si vuole rimanere lontani dalla zona rossa della classifica.
    PALLA A DUE
    C’è finalmente un Niccolò De Vico abile e non solo arruolato sulla panchina di Varese ad allungare le rotazioni per Bulleri. Ancora niente da fare invece per Ferrero, neppure a referto; il quintetto è quello solito, con Andersson in “4” accanto a Scola. Il turnover di Ettore Messina in campionato ha davvero pochi eguali in Europa. L’allenatore di Milano lascia fuori Rodriguez (infortunato), Delaney e il pivot titolare Hines e ha Brooks con una mano malconcia. Il posto sottocanestro è dunque di Tarczewski mentre Cinciarini e Punter occupano le prime due posizioni, con Datome ala piccola.
    LA PARTITA
    Q1 – Varese costruisce ma non sfrutta qualche occasione e si trova subito a rincorrere (0-8) anche se il tiro pesante – Scola, Strautins, Douglas – inizia a fatturare riportando in alto la OJM che riesce anche a pareggiare a quota 18. A causare una discrepanza sulla prima sirena sono quindi due punti di Moraschini, mentre De Nicolao spreca allo scadere.
    Q2 – La difesa di Bulleri, prova a reggere anche nel secondo quarto ma l’impatto di Tarczewski sotto i tabelloni è tostissimo, e quando i biancorossi provano a chiudere da quelle parti l’Olimpia inizia a martellare da lontano. E non sbaglia mai, con Shields, Datome e soprattutto Punter autore di due bombe da lontanissimo. Il punteggio si impenna ma solo da una parte, perché Varese tolti i soliti noti non riesce a incidere, e comunque non può tenere un ritmo che porta Milano a chiudere sul 32-55 all’intervallo con 8/10 da 3 con bomba di Micov allo scadere.
    Q3 – Punter si segnala anche quando Douglas monta difesa vera su di lui: l’americano di Varese, insieme a Scola, ingaggia però almeno un duello di alto profilo tecnico con i rivali e non è un caso se siano i due veterani (7 punti a testa) a tenere botta con il tabellone che alla mezz’ora segna 50-77.
    IL FINALE
    L’ultimo periodo è addirittura vinto da una Openjobmetis nel quale non manca qualche esperimento come i tre piccoli con Morse da pivot (serata dura oggi per il lungo americano). Come in precedenza, anche Strautins fa vedere cose buone, usando senza paura il fisico per attaccare il canestro o lavorare a rimbalzo. Tra i compagni di Arturs però nessuno spicca per davvero (a parte i due veterani) e quindi da Ruzzier (1/7), Andersson (2 liberi), De Nicolao, De Vico (doppia virgola) e Jakovics arrivano solo le briciole. Milano non si scompone, concede l’onore delle armi e imbocca la A8 con un solido 70-96 a favore.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Il derby con Milano andato in scena a Masnago ancora una volta senza la cornice del pubblico dura solo il primo quarto in cui Varese mette sul campo buona intensità e che forse Milano gestisce in maniera soft. Nel secondo quarto Milano accelera violentemente e i padroni di casa prima sbandano per poi andare a sbattere contro il muro meneghino e alla sirena che manda le 2 squadre negli spogliatoi il tabellone segna un pesante + 23 per i viaggianti. Nel secondo tempo la corazzata Armani raggiunge anche i 30 punti di vantaggio ma è evidente che i 26 punti di scarto finale sono figli di una gestione oculata degli uomini di Messina . Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Morse 4,5 : prova a metterci intensità ma è spazzato via. In attacco non riesce mai a prendere una conclusione pulita semplicemente perché non riesce mai a prendersi un vantaggio sul diretto marcatore. ANNICHILITO
    Scola 6,5 : sicuramente non aveva il vantaggio atletico sia contro Biligha ma in particolare con Tarczewski; nonostante ciò, anche stasera ha fatto valere il suo tasso tecnico sopraffino che purtroppo è rimasto un po’ fine a se stesso visto il risultato finale. NARCISO
    De Nicolao 4 : forse la più brutta partita da quando gioca a Varese. E per fortuna i play scesi in campo questa sera per Milano erano quelli meno quotati. INADEGUATO
    Jacovics 4,5 : continua la stagione nel limbo per il lettone che oltre a faticare in retroguardia non riesce nemmeno nel suo pezzo forte, il tiro da fuori anche con molto spazio. SFIDUCIATO
    Ruzzier 4 : purtroppo tutti i piccoli segnali positivi visti nelle ultime uscite sono scomparsi e vuoi anche per un gap fisico importantissimo in suo sfavore, è assolutamente evanescente per tutto l’incontro. ASSENTEISTA
    Andersson 4,5 : come di consueto parte in quintetto e prova subito a pungere col tiro da fuori ma non ne mette una e da li non si risveglia più. SOPORIFERO
    Strautins 6 : insieme a Scola e Douglas l’unico che ci ha provato veramente a tener botta non indietreggiando mai di un centimetro anche se evidentemente non è bastato. ENCOMIABILE
    De Vico 5 : partita utile soprattutto per ritrovare il ritmo del campo e riassaggiare l’agonismo. Evidentemente indietro di condizione ma non doveva essere lui a tenere in piedi la baracca. SCARICO
    Douglas 6,5 : Toney conferma il buon momento di forma ma anche lui è costretto ad alzare bandiera bianca anche se il suo atteggiamento è stato senz’altro positivo sui 2 lati del campo. Semplicemente gli altri sono stati più bravi. INCORAGGIANTE
    Virginio N.E.
    Van Velsen N.E.

  • simon89
    Su un campo che fino a oggi aveva regalato solo amarezze, e pure qualche batosta, la Openjobmetis strappa la seconda vittoria esterna della stagione, il secondo successo consecutivo e due punti che vanno a consolidare una classifica che fino a domenica scorsa lasciava parecchie preoccupazioni. Varese passa a Trento, 74-77, riacciuffando una partita che era quasi vinta ma che poi era incredibilmente tornata in bilico nel corso dell’ultimo minuto.
    A spazzare via le nubi però, ci ha pensato Toney Douglas: l’americano, anche discusso dopo certe partitacce recenti, ha completato una gara clamorosa (iniziata con il break nel terzo periodo e proseguita con quello nel quarto…) con la tripla che ha rotto in via definitiva l’equilibrio, la settima della sua serata (su 13 tentativi) cui l’ex NBA ha aggiunto 8 rimbalzi e 6 assist marchiando a fuoco il risultato finale.
    Varese ha avuto il merito di non disunirsi dopo un primo periodo faticoso ma anche di disputare un terzo quarto importante, cosa non scontata visti certi precedenti anche recenti. E in definitiva ha sfruttato l’occasione di affondare una Dolomiti priva di due giocatori chiave in area, Maye e Williams, anche se pure a Bulleri mancavano De Vico e Ferrero oltre al povero Jones che lunedì sarà operato a Reggio Emilia. A proposito del “Bullo”, gli va dato atto che la scelta di difendere a lungo a zona gli ha dato ragione: dopo aver scelto una uomo con cambi sistematici che davano vantaggi fisici agli avversari, la decisione di varare sull’altro tipo di difesa si è rivelata giusta. Un azzardo, forse, che però ha pagato perché a parte Morgan gli altri giocatori di Trento hanno sbagliato troppo dall’arco.
    Problemi risolti, quindi per la Openjobmetis? No, andiamoci calmi: la retroguardia – fatto il distinguo di cui sopra – non pare ancora dare garanzie di ermeticità, l’attacco è spesso poco fluido anche con tre play in campo e l’atletismo non lo si trova da un giorno all’altro (non a caso, quando Morse ha messo fisicità sul parquet, Varese ha avuto più di un sussulto. Però era necessario approfittare di un’Aquila stanca – Trento ha perso in coppa con Nanterre dopo due supplementari – e forse smarrita nel trovarsi di fronte un’OJM vivace e almeno a tratti incisiva. Poi Douglas ha messo una serie di ciliegine sulla torta, lavando così anche l’onta dei 9 tiri liberi falliti, con Scola inusuale protagonista su questo fronte.
    Si va così alla pausa per le nazionali con una Varese a quota otto e con un bilancio di quattro vittorie e cinque sconfitte che va letto sicuramente in positivo, anche vista la serie di infortuni e guai assortiti che i biancorossi hanno dovuto affrontare. Certo, non manca qualche rammarico per certe partite gettato o mal giocate (Cantù, Cremona, Pesaro), ma quella ormai è acqua passata. Si guardi avanti, nonostante la prossima – contro l’imbattuta Milano – pare insormontabile. L’obiettivo però è guardarsi alle spalle, e per stasera va bene così.
    PALLA A DUE
    Nelle liste consegnate dagli allenatori spiccano le assenze: Bulleri deve fare a meno, come previsto, di Ferrero e De Vico oltre che ovviamente di Jones mentre Brienza, la cui squadra è reduce da una maratona di coppa contro Nanterre, non può utilizzare Maye e Williams. Nei quintetti ci sono Andersson (che ha ripreso il posto dopo l’infortunio dell’ex Dallas e Cleveland) da una parte e Mezzanotte dall’altra, con il pivot italiano spostato sullo svedese in difesa così da affidare Scola a Kelvin Martin.
    LA PARTITA
    Q1 – Si comincia spalla-a-spalla anche se Trento prova subito la fuga in avanti. La OJM mette in naso avanti con la tripla di Scola ma poi si ferma lì, anche se il parziale pur negativo (21-14 alla sirena) non è di quelli deprimenti.
    Q2 – Varese parte meglio nel secondo parziale: una tripla di Conti resterà l’unico centro della Dolomiti per diversi minuti, tanto che Varese (bene Morse) proprio dall’arco con De Nicolao trova un nuovo vantaggio e dà anche l’impressione di poter allungare, se non che Morgan prima e Browne poi rimettono avanti i padroni di casa (36-34).
    Q3 – Un lampo di Ruzzier dà nuova linfa alla OJM e soprattutto anticipa il primo atto del Douglas Show: tre bombe consecutive per la guardia e la squadra di Bulleri si gode l’allungo sul 38-47. Morgan reagisce, Trento risale con pazienza, sino al pareggio di Martin. Varese attiva allora Scola e Strautins per restare avanti di misura, 57-59, sulla terza pausa.
    IL FINALE
    Douglas, per fortuna, non ha esaurito i propri colpi: tocca a lui infilare le due bombe del +6 biancorosso dopo circa 3′ di gioco. Stavolta Varese sembra poter difendere il vantaggio anche perché la zona sporca l’attacco di Trento; il ferro della BLM Group Arena però è beffardo e sputa due triple di Douglas e Scola che parevano già dentro (la terza, di Jakovics, invece è un tiraccio). Morgan non si fa pregare e accorcia, replica Strautins dalla parte opposta e la OJM si prepara alla volata finale con 9 punti di vantaggio nonostante i troppi liberi sbagliati. Qui però Varese rischia il disastro: canestro facilissimo di Lurdner, solissimo, timeout di Bulleri seguito da azione confusissima e sprecata, doppio canestro di Martin in azione veloce. Il Bullo brucia così anche l’ultima sospensione ma Ruzzier commette sfondamento – fischio però sulla coscienza degli arbitri – a 47” dalla fine. Morgan, sempre lui, imbuca allora la tripla del 71 pari ma Douglas ha un conto aperto e replica con un nuovo canestro pesantissimo, da 3. Anche Trento esce male dal proprio timeout e Toney dalla lunetta non trema: 2/2. C’è ancora tempo per un assalto fallito dell’Aquila, per un 1-2 ancora di Douglas ai liberi e per la tripla di Morgan a fil di sirena che non cambia il destino del match: 74-77 per Varese.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Partita stranissima, con una tensione palpabile non solo all’interno del palazzetto di Masnago ma ben presente anche sui divani dei tifosi varesini e romani che hanno assistito all’incontro, visto che i 2 punti in palio erano fondamentali per entrambe le compagini come l’aria che respiriamo. 2 formazioni che arrivavano da un periodo complicatissimo, Varese per aver perso la ricetta per vincere inanellando 5 sconfitte consecutive e per qualche infortunio di troppo (con la chicca della rottura del tendine d'achille del nuovo arrivato Jalen Jones dopo soli 31 secondi, record assoluto (di sfortuna) per quanto riguarda la serie A italiana); Roma che è in una situazione societaria che definire complessa è un eufemismo, con il suo centro USA titolare che si è rifiutato di partire per la trasferta, con rotazioni ridottissime anche per i troppi infortuni che costringerà Bucchi a far scendere in campo un sedicenne e un diciassettenne che hanno il merito di segnare anche i loro primi punti in Seria A. Ne esce una partita ad alto punteggio, anche grazie a delle difese tutt’altro che impeccabili ed una Roma che nonostante tutto cerca di rimanere incollata ai padroni di casa, che in alcuni frangenti ripiombano nelle loro insicurezze, ma che alla fine, grazie al troppo divario delle risorse tecnico umane, vince con 10 punti di scarto. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Morse 7 : considerando il periodo negativo da cui veniva, sicuramente una dimostrazione del fatto che può essere utile alla causa se coinvolto nel giusto modo. Aggressivo e con l'atteggiamento di chi ci crede, anche se favorito dall’assenza di Dario Hunt, fa segnare una doppia doppia con 18 punti e 11 rimbalzi. RINGALLUZZITO
    Scola 7 : partita in cui fa più notizia il fatto che abbia raccolto ben 15 rimbalzi rispetto ai 19 punti segnati, anche perché oggettivamente è protagonista di qualche forzatura di troppo in particolare sotto canestro. Dalla lunga distanza dimostra di essere in fiducia pur senza prendersi conclusioni numericamente esagerate; infatti, oltre che dei punti segnati, è anche leader della classifica individuale come percentuale sui tiri da 3 punti dell’intera lega. SHOOTING GUARD
    De Nicolao 4,5 : significativo che sia l’unico dei suoi compagni ad avere un bonus/malus negativo (-2). Diversi passi indietro a dispetto di quello che aveva fatto vedere nelle precedenti uscite, difesa deficitaria e regia svogliata e prevedibile. Partita steccata ma il processo di crescita passa anche da queste cose. RIMADATO
    Jacovics 6,5 : piccoli segnali di risveglio per Ingus che trova una serata in cui le percentuali dall’arco lo premiano con una curiosa e piacevole novità; questa volta i tiri li ha presi piedi a terra con la squadra che ribalta il pallone fino a trovarlo con spazio sul lato debole. REINVENTATO
    Ruzzier 6 : Michele parte meglio delle altre volte, almeno come atteggiamento e pericolosità offensiva, mentre difensivamente parlando viene fatto a fette da Baldasso. Vogliamo pensare che però le 2 scavigliate subite durante l’incontro non gli hanno agevolato il compito, la speranza è che, anche se lentamente, torni in lui la cattiveria agonistica per poter ringhiare sui 2 lati del campo. CHIHUAHUA
    Strautins 6 : è tra i giocatori che cerca di attaccare maggiormente il ferro, anche per cercare di crearsi poi maggior vantaggio quando decide di sparare da lontano. Questa volta è meno dominante del solito a rimbalzo e messo fuori ritmo dai falli che costringono Bulleri a panchinarlo ma sicuramente fisicamente è stato dominante. INCURSORE
    De Vico N.E
    Jones S.V. Infortunio più veloce della storia del campionato italiano,solo 31 secondi. In bocca al lupo JJ. OSCAR PER LA SFIGA
    Douglas 6,5 : finalmente riesce a mettere lì una partita concreta, senza eccessi clamorosi ma sicuramente sostanziosa e anche le percentuali sono più che accettabili. Buono il contributo a rimbalzo e i 6 assist evidenziano la sua predisposizione per servire i compagni più che nel mettersi in proprio. REDIVIVO
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.
    Van Velsen N.E.

  • simon89
    C’è poco da ridere, in casa Openjobmetis, nonostante la vittoria su Roma che permette ai biancorossi di interrompere a quota cinque la serie di sconfitte consecutive. 98-88 il risultato che è la miglior cosa di una serata faticosa, per certi aspetti surreale e soprattutto molto triste: Jalen Jones, il giocatore appena acquistato per ridare vigore alla squadra si è infatti infortunato in modo grave subito dopo aver esordito.
    Poco dopo la metà del primo periodo, e dopo 31” di gioco effettivo, Jones è ricaduto in modo strano sulla gamba sinistra e ha subito segnalato un guaio: la prima occhiata si è rivelata (quasi certamente) quella giusta, ovvero la rottura del tendine d’Achille che mette già fine alla sua stagione. Una tegola pesantissima per un’Openjobmetis che anche contro Roma ha faticato tantissimo a trovare una identità e che è riuscita a vincere soprattutto per la situazione difficilissima in casa capitolina. Pur con un paio di ragazzini in campo, la squadra di Bucchi ha lottato fino all’ultimo evitando fughe in avanti di Varese e chiudendo con un divario davvero ridotto.
    Il giudizio sui singoli varesini non è malvagio: sei giocatori in doppia cifra, con spunti positivi anche da quegli uomini come Ruzzier e Douglas che vengono da un periodo davvero complicato. Bene anche Morse, forse il migliore in campo, mentre Scola ha chiuso con un eccellente 19+15 senza brillare in modo particolare. Varese però chiude con il minimo sindacale, perché in difesa – quella che per anni è stata l’arma in più dei biancorossi – la OJM subisce quasi 90 punti da un’avversaria che di fatto ha avuto tre bocche da fuoco e null’altro. Insomma, la gara di Masnago non induce all’ottimismo tanto più che ora si va incontro a due partite dalle difficoltà altissime, contro Trento e contro Milano, prima della pausa per le nazionali.
    A questo punto la società dovrebbe trattenere Denzel Andersson, che era in procinto di salire sul primo aereo per la Svezia, prima di prendere altre decisioni. Se già lo spazio di manovra, a livello economico, era assai ridotta prima di chiamare il povero Jones, l’operazione più logica è quella di tergiversare con l’ala nordica e poi cercare di capire dove e come intervenire. La classifica, almeno, si è mossa ma le sensazioni venute dal campo sono tutt’altro che positive e crediamo che questa squadra sia in netta difficoltà, anche se naturalmente speriamo di sbagliarci.
    PALLA A DUE
    Nella partita delle assenze, è assolutamente inconsueto il quintetto base proposto da Bulleri che manda in campo tre playmaker, ovvero De Nicolao, Ruzzier e Douglas, accanto a Strautins e Scola. L’esordiente Jones quindi comincia in panchina, dove siede anche De Vico, inutilizzabile. Out anche Ferrero, come previsto. Un grintoso Bucchi si ritrova senza Robinson e Hunt; l’ex Cervi va in panchina senza giocare, il pivot è quindi Biordi, nazionale sanmarinese.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio faticoso per Varese che non riesce ad accendersi e concede anche il +6 ai giallorossi sostenuti dalle scorribande di Campogrande. Bulleri resta con il quintetto basso anche quando Ruzzier esce per un leggero infortunio ma è ben peggio quel che accade a Jones, appena entrato: penetrazione da sinistra, ricaduta strana e mani nei capelli. La sua partita – e non solo – finisce qui.
    Prima della sirena del 10′, almeno, Varese si scuote grazie all’iniezione di energia apportata da Morse: alla pausa è 20-17.
    Q2 – Superato lo shock per Jones, la Openjobmetis sembra correre più tranquilla e il secondo periodo è di gran lunga il migliore perché Varese colpisce dall’arco con Jakovics e con un buon Ruzzier, brillante in questa frazione. Il vantaggio sale sino al +18 (45-27) che resterà il massimo vantaggio della gara; squadre negli spogliatoi sul 48-33.
    Q3 – Come di consueto però, il rientro dalla pausa lunga è difficoltoso: Roma capisce che la OJM è ingolfata e prende vigore col solito Campogrande ma anche con Beane e Wilson. Per fortuna, stavolta, Douglas c’è e si fa sentire: 11 nel periodo con tre triple che tengono a distanza i testardi giallorossi, 71-61.
    IL FINALE
    Dopo la seconda “scavigliata” di Ruzzier, Roma si avvicina fino al -7 e crea apprensione ma anche imbarazzo per una Varese poco brillante. I biancorossi però ritrovano in tempo la mira; Douglas segna dalla media, Scola e Jakovics dall’arco, e il margine torna a lievitare. Bastano però due passaggi a vuoto in attacco per tornare a un risicato +10 perché la difesa di Bulleri concede troppo; Roma trova anche una tripla di tabella sui 24” (Hadzic) e non si arrende mai. Tocca allora a Strautins trovare gloria mentre Morse e Scola dominano l’area avversaria: non c’è il rischio di perderla, però Varese non riesce a ristabilire un distacco più netto su una Roma che dà oltre 11′ al 17enne Ticic e 4 al 18enne Iannicelli (un canestro ciascuno). Alla fine Bulleri concede 7” d’esordio a Librizzi, Van Velsen e Virginio, forse gli unici a ricordare per sempre in positivo questa serata.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    Il contatore delle battute d’arresto arriva a cinque, con la terribile prospettiva di non volersi fermare. La trasferta di Pesaro finisce come tutte le precedenti partite da un mese a questa parte per la Openjobmetis, con una sconfitta sulla quale c’è poco da recriminare: il punteggio finale premia regolarmente gli avversari (85-78 il risultato per la Carpegna Prosciutto) e lascia solo l’amaro in bocca per gli appassionati di fede varesina.
    Che sono, ancora una volta, costretti a interrogarsi sul rendimento di una squadra dove continuano a emergere i difetti di costruzione a partire – stavolta è particolarmente evidente – da un Toney Douglas arrivato con grandi speranze e sempre più zavorra come sottolinea il suo score: 9 punti con 1 su 9 nel tiro da 3 punti, quella che dovrebbe essere la specialità della casa. Ma, per carità, non stiamo cercando il capro espiatorio perché i problemi sono tanti e un po’ in tutti i reparti.
    Come contro Cantù, Varese non è stata capace di sfruttare l’assenza (per Covid) dell’uomo chiave degli avversari: allora toccò a Jaime Smith, stavolta al grande ex Tyler Cain, miglior rimbalzista della Serie A e architrave della formazione marchigiana. E proprio come contro Cantù la Openjobmetis non è riuscita a difendere un discreto vantaggio maturato nella prima parte di gara (-12 a un certo punto), facendosi recuperare e sorpassare subito dopo l’intervallo lungo. Certo, squadra accorciata dalle assenze di De Vico e di Ferrero – ma è altrettanto evidente come siano troppe le mancanze attuali per pensare di battere una squadra in cui l’esperienza di Repesa (in panchina), Delfino e Filloy (in campo), le giocate di Robinson, l’atletismo di Filipovity e la voglia di rivalsa di Tambone hanno fatto la differenza.
    A stupire in negativo ci sono diversi spunti: da una difesa che non riesce a contenere gli uno-contro-uno avversari a un attacco che spreca (nei momenti clou) anche canestri banali in terzo tempo sino al linguaggio del corpo di un Bulleri che appare in continua difficoltà nel tenere le redini di un gruppo spaesato. Oggi, tra l’altro, c’è un Morse impiegato meno di 3′ senza un perché e c’è un Ruzzier partito con buon piglio ma presto tornato a una partita piatta. Qualche segnale di risveglio si è visto da Andersson, che però si appresta a lasciare il posto a Jalen Jones in arrivo dagli States, speriamo con qualche potere divino che fino a oggi non si è ancora palesato. Altrimenti non basterà a dare la sterzata a un veicolo malconcio e col motore ingolfato.
    PALLA A DUE
    Varese si presenta in riva all’Adriatico senza Giancarlo Ferrero e con Niccolò De Vico in organico ma solo per fare numero, senza la possibilità di scendere in campo per via dell’infortunio. Una grande assenza anche tra i padroni di casa, quella di Tyler Cain, fermato dal tampone covid risultato positivo. Il centro titolare pesarese è quindi Zanotti mentre l’altro ex Tambone esce dalla panchina alle spalle di Robinson e Massenat; c’è subito la sfida argentina Scola-Delfino; quintetto confermato per Bulleri che ha poche alternative.
    LA PARTITA
    Q1 – Buon avvio di Varese che si giova di un Ruzzier finalmente intraprendente e di un Andersson che combina un paio di buone cose. Scola dà presto solidità a un break dal quale Pesaro risale con le triple di Robinson, senza tuttavia raggiungere la Openjobmetis nel punteggio. Si vede anche Morse per il +9 (poi non metterà più piede in campo…) anche se la Carpegna risale prima della pausa, giunta sul 16-21.
    Q2 – Si va a strappi nella seconda frazione: Varese prova a strappare con qualche tiro da fuori ma perde troppi palloni e non si scrolla di dosso i padroni di casa. Si accende Strautins anche se con minor impatto rispetto a Sassari, tuttavia gli ospiti toccano il +12 con una rara bomba di Ruzzier. Il finale di quarto però non induce a pensare positivo: la Vuelle imbastisce un parziale firmato Robinson per il 34-39.
    Q3 – Le avvisaglie diventano realtà a inizio ripresa: ancora Robinson ottiene subito il pareggio, poi Pesaro mette il naso avanti e ci resta nonostante le due triple firmate Scola e Andersson. Sale di tono anche Delfino che chiuderà con un tabellino sontuoso anche se, un po’ a sorpresa, la OJM imbastisce un controsorpasso (55-56) con Scola e Jakovics. Ancora una volta però, nel finale di periodo Varese si scioglie: la sirena suona sul 61-57.
    IL FINALE
    A questo punto, Pesaro fa quello che deve fare una squadra che vuole completare l’opera: in pochi minuti consolida il vantaggio sugli ospiti trovando in Tambone uno degli uomini fondamentali. Dalla parte opposta Douglas continua nella sua recita tragica dall’arco e così la Carpegna tocca il +11: la reazione varesina è del solito Scola che mette in campo 3′ di classe assoluta ma poi viene tradito dal ferro sulla quinta tripla della serata (dopo averne segnate 4). I punti del General valgono comunque la scia di Pesaro che però non balbetta ai liberi (al contrario della OJM) e non commette errori non forzati: Varese resta lì ma è chiaro che solo l’inerzia la tiene viva. Quando anche Filipovity imbuca dall’arco e quando Tambone piazza due punti in faccia a Jakovics, la partita è decisa. Ingus ha il tempo per riaprirla con una tripla, ma è sempre lui a fallire il tiro disperato per provare a confezionare un miracolo in extremis.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    È uno schianto di proporzioni bibliche, quello della Openjobmetis in terra di Sardegna. Uno sfascio che lascia sgomenti e preoccupati i tifosi, increduli davanti a una squadra che viene completamente travolta nei primi 20′ di gioco da una avversaria sì forte – ci mancherebbe – ma pure mutilata, il Banco di Sardegna, presentatosi in campo senza tre giocatori (due infortunati e uno positivo al Covid), senza allenatore (Pozzecco) e che ha pure perso un titolare – Burnell – espulso nel terzo periodo.
    Certo, che a basket si possa giocare e vincere anche in sette/otto ce lo aveva già dimostrato Cremona due settimane fa, ma ciò non toglie che Varese non abbia saputo approfittare della situazione e anzi, sia stata travolta senza neppure organizzare un tentativo di riscossa. Inutile commentare una difesa che in 20′ ha concesso 67 punti agli avversari, andati a segno con l’81,2% nel tiro da 3, ogni volta con un giocatore libero o comunque in grado di avere spazio per la conclusione. Inutile commentare un attacco con troppo tiro pesante in relazione ai risultati, senza altre soluzioni, con molti giocatori per nulla incisivi quando c’è da colpire.
    La partita, di fatto, si è chiusa alla prima accelerazione del Banco, a metà primo tempo, dopo un timido vantaggio binancorosso: 20-1 di parziale sardo, Varese moribonda e avversari inferociti e implacabili. Poi il secondo periodo, ancora peggiore mentre dopo l’intervallo si è proseguiti alla pari senza mai dare neppure l’idea di un rientro parziale della squadra di Bulleri. E proprio l’allenatore, che a caldo si è preso tutta la responsabilità della disfatta, è il primo a finire sulla graticola per le mancanze tattiche e tecniche palesate nelle ultime uscite, ma non rischia il posto.
    Certo, però, non può essere l’unico capro espiatorio della situazione visto che anche i giocatori in campo hanno tonnellate di colpe. Che dire di Ruzzier? E di Douglas? E di Jakovics? Su Andersson inutile sparare, visto che arriverà Jones a rimpiazzarlo, ma ancora una volta non si salva quasi nessuno. Togliamo dal mazzo un generoso Strautins, prendiamo per buoni i 33 (!) punti di uno Scola per altro inerme nella prima metà di gara e poco altro. Con questa situazione, stasera, la Openjobmetis è la candidata numero uno al titolo di peggior squadra della Serie A. Urge una inversione di tendenza immediata, altrimenti sono guai seri.
    PALLA A DUE
    Se Varese, al netto dell’assenza di De Vico, scende in campo al completo e con lo stesso quintetto delle volte precedenti, il Banco Sardegna deve fare i conti con ben quattro defezioni a partire da quella inattesa di Gianmarco Pozzecco: per la Mosca Atomica tampone negativo ma uno stato di malessere che ha consigliato di non essere presente al match. Tra i giocatori, Kruslin è quello con problemi legati al Covid mentre Gentile e Treier sono out per infortunio: il quintetto di Edoardo Casalone è quindi varato con due italiani in guardia, Spissu e Devecchi.
    LA PARTITA
    Q1 – Strautins appare fin da subito il biancorosso più in palla, quello che reagisce al primo sprint sassarese (7-2) e che confeziona – insieme a Scola – un paio di vantaggi nelle battute iniziali. Sul 13-14 varesino però, arriva il primo ciclone: parziale di 20-1 (un libero di De Nicolao) che diventa di 23-4 prima della sirena. Di fatto, Sassari segna sempre (6/8 da 2, 7/8 da 3) con Spissu a quota 13: il gong suona sul 36-18 per una Openjobmetis già suonata.
    Q2 – Se si può fare peggio, Varese ci riesce nel secondo parziale: nessuna scossa, nessun ruggito, neppure un cambio di intensità. La Dinamo continua a bombardare implacabile con tanti uomini diversi e con un Bendzius immarcabile: il punteggio vola, con il Banco che passa in carrozza i 40 e i 50 punti realizzati, poi pure i 60 per assestarsi a 67 mentre dall’altra parte c’è una miseria (appena 32), nonostante uno Strautins commovente.
    Q3 – Luis Scola esce dallo spogliatoio con la volontà di non crollare ulteriormente a picco e inizia uno show offensivo che lo porterà a segnare in tutto 33 punti, nonostante trappole o raddoppi. Ma a parte Strautins, non avrà molte imitazioni: il lettone riesce a eliminare Burnell a cui saltano i nervi, ma Sassari cede solo qualche piccolo scampolo di un vantaggio infinito: alla sirena è 84-58.
    IL FINALE
    Quell’84 è significativo: Varese non raggiungerà quella quota nemmeno al termine della partita. L’ultimo periodo è una passeggiata per i padroni di casa, punzecchiati qua e là da Scola che trova tanti modi per fare canestro senza tuttavia poter incidere sull’inerzia del match. Qua e là la OJM trova una giocata decente ma in difesa riesce a concedere canestri semplici con impressionante continuità: da Pusica che arriva palleggiando al ferro a Tillman servito in profondità per diversi cesti semplici. La squadra di Casalone, qua e là, sbaglia qualcosa ma può ugualmente far giocare il 20enne Re e il 17enne Sanna senza perdere terreno. Finisce 104-82, punteggio quasi “tenero” per chi era meritatamente finito ben oltre i 30 di distacco e che non cambia di una virgola il giudizio sulla partita.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    La Lega Basket evita misure straordinarie per affrontare la situazione Covid-19 sul piano sportivo. La sospensione del campionato in attesa di riavere i tifosi in tribuna e il blocco delle retrocessioni restano ipotesi paventate solo al di fuori della “stanza dei bottoni” del basket italiano. L’assemblea di ieri, giovedì 29 ottobre, tra i 16 club professionistici non ha espresso soluzioni alternative al format attuale del campionato: nessun accenno alle opzioni espresse nei giorni scorsi tra uscite pubbliche sui giornali e chiacchierate informali tra diverse società.
    Da Cantù a Reggio Emilia
    L’emergenza sanitaria è conclamata: sempre ieri Reggio Emilia ha comunicato la positività di Filippo Baldi Rossi, portando a 9 su 16 i club che hanno almeno un caso di Coronavirus nel Team Squadra. Al momento, però, non è in discussione la prosecuzione sulla rotta tracciata tra maggio e giugno con i rituali e le regole di una stagione normale, pur col costoso - ma indispensabile - paracadute dei tamponi e la possibilità di rinvio delle partite in caso di focolaio. Per ora solo Cantù è incappata nel caso peggiore di contagio diffuso (otto positivi: salta anche la sfida con Trieste): la politica del presidente di Legabasket, Umberto Gandini, è quella di evitare rischi inutili, come dimostra la scelta di domenica scorsa, quando ha disposto il rinvio del match fra Treviso e Acqua San Bernardo anche se la situazione non rientrava nei canoni dei protocolli FIP. Ma è evidente che le assenze per positività potranno falsare i risultati sportivi e se pure il problema può toccare tutti, l’alea che permea il quadro generale è parecchio lontana dall’equità competitiva alla base di un campionato.
    Senza Piano B
    Comunque, per ora non c’è un piano B alla regular season da 30 giornate con playoff per le prime 8 e retrocessioni per le ultime due, anche perché nessun club con idee differenti ha sollevato ipotesi differenti, rinviate alla prossima assemblea soltanto se la situazione sanitaria dovesse peggiorare. L’attenzione si è dunque concentrata sugli aspetti economici, meno “impattanti” per i tifosi rispetto all’interruzione delle partite o al cambio del format in chiave salvezza. Ma certamente più delicati e importanti per le società, alle prese con l’azzeramento definitivo almeno per un mese dei ricavi da botteghino. Le società professionistiche fanno parte dei codici Ateco per la richiesta dei contributi a fondo perduto del Decreto Ristoro (50 milioni da suddividere per tutto lo sport italiano, dunque arriveranno solo briciole).
    Nessuna richiesta al Governo
    La Lba non chiede aiuti di Stato sotto forma di soldi freschi, ma misure che diano ossigeno immediato a casse asfittiche. L’unico sostegno liquido richiesto riguarda un contributo per i costi dell’attività di screeningdei tamponi che potrebbero superare ampiamente le previsioni iniziali di 100mila euro l’anno. Le altre richieste al Governo sono la sospensione dei versamenti di contributi e ritenute fino al 31 dicembre e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati tramite il Credito Sportivo per spalmare a lungo termine (10-15 anni) le ingenti perdite del 2020/21.
    Jones firma per l’OJM
    C’è la firma della Pallacanestro Varese sul contratto che la legherà a Jalen Jones. Ultimo passo formale della trattativa con la 27enne ala forte ex Cleveland, Dallas e New Orleans avvenuto nella giornata di ieri, avviando le pratiche per il tesseramento attraverso il Consolato di Houston (luogo più vicino alla residenza nel Texas del nuovo acquisto biancorosso).  L’emergenza Covid-19 impazza anche negli Stati Uniti, dunque non sono ancora definiti i tempi tecnici del rilascio del visto attraverso la posta prioritaria anziché tramite il ritiro di persona negli uffici del Consolato.
    Debutto a Pesaro?
    L’auspicio di Varese è che il giocatore possa arrivare entro la metà della prossima settimana e debuttare quindi l’8 novembre a Pesaro. Quel che è certo è che l’Openjobmetis potrà tesserare regolarmente Jones nel momento in cui tutti i documenti saranno pronti. Ieri si era sparso l’allarme per un possibile blocco del mercato biancorosso da parte della FIBA per un lodo perso con Antonio Iannuzzi, ma in realtà la società ha saldato il debito lo scorso 3 agosto, dunque si è trattato di un errore della Federbasket internazionale poi prontamente rettificato.

    Giuseppe Sciascia

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