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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis indossa l'abito di gala per regalare una serata da profeta in patria ad Attilio Caja. Prima vittoria contro una futura avversaria per Varese, che schianta alla distanza Cremona con una prova balistica scintillante (60% dal campo con 13/23 da 3) abbinata ad una ripresa di elevato spessore difensivo. Nella sfida valida per il Memorial Di Bella e contrassegnata dalle assenze dei rispettivi leader - Mayo per i biancorossi e Diener per la Vanoli - i prealpini scacciano i cattivi pensieri post Parma con una gara brillante sul piano del ritmo e della qualità offensiva.
    Varese più pimpante e meno preoccupata, tante note positive per i singoli: molto bene Tambone in regia (5/7 al tiro, 8/9 ai liberi e 4 assist) in assenza del play titolare abbuiando pericolosità dall'arco e personalità nel dirigere il traffico davanti agli occhi del suo estimatore Meo Sacchetti, ma anche Jakovics ha dimostrato di potersi rendere utile alla causa fra triple e geometrie. Tanta sostanza profusa da un Vene in modalità play occulto oltre che con la mano torrida dalla distanza; ma con la squadra più fresca di gambe e di testa a beneficiarne maggiormente sono stati L.J. Peak e Jeremy Simmons. L'ala statunitense ha prodotto qualità e quantità riempiendo le caselle dello scout (6/8 al tiro, 4/4 ai liberi, 6 rimbalzi e 3 assist), mentre il lungo ex Montegranaro, una volta prese le misure agli atipici della Vanoli, ha fatto valere la sua profondità interna sotto entrambi i canestri. Alla fine 5 giocatori in doppia cifra compreso capitan Ferrero, bravo a dare la scossa dopo il meno 11 di metà secondo quarto; nell'inedito run&gun del PalaTreves si è comunque apprezzata una Varese capace di macinare basket champagne grazie alle medie brillanti dall' arco...
    Sin dall'avvio OJM più frizzante in attacco rispetto alle due uscite di Parma, ma il moto perpetuo di una Vanoli in versione cavalleria leggera firma i primi vantaggi cremonesi sfruttando il talento di Saunders e il dinamismo di Akele (10-16 al 5'). Varese cerca ma non sfratta sempre i mismatch, e nonostante le fiondate di Vene la Vanoli tiene il comando con le triple di Palmi e Tiby (24-32 al 13'). Sparatoria continua con Cremona che allunga sul 25-36 del 14', ma la truppa di Caja trova ritmo balistico con una tripletta dall'arco di Peak e Ferrerò che ricuce sul 41-42 del 17'.
    Dopo l'intervallo l'OJM completa la rimonta e mette la freccia con le scariche dall' arco di Jakovics e Tambone (50-49 al 23'). La difesa funziona meglio (12 punti subiti nel terzo quarto) con Simmons che diventa un fattore a centro area; Peak lascia il segno in penetrazione e la piog-giadi triple (7/10 nella frazione!) alimenta la fuga progressiva biancorossa (68-59 al 27') fino al 74-61 dell'ultima frazione propiziato dai dardi di Natah e Vene. Varese in controllo fino al rotondo 83-63 del 33', poi la Vanoli aggredisce e risale sull'88-79 del 36', ma l'MVP Tambone piazza la tripla della staffa. Alla fine sorrisi e serenità in casa OJM, oggi riparte l'ultima tranche della campagna abbonamenti mentre stasera la truppa di Caja sarà in vetrina in piazza Monte Grappa per la presentazione ufficiale alla città.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis tira un sospirane di sollievo per Josh Mayo. Gli esami specialistici svolti nella mattinata di ieri hanno escluso complicazioni serie per il playmaker statunitense dopo l'infortunio traumatico - piede su piede e ginocchio destro girato - nel finale del match di domenica contro Cantù al Memorial Bertolazzi.
    Smorzate le preoccupazioni che nell'immediato post partita avevano fatto temere un problema serio: il cestista del 1987 ha riportato una distorsione al ginocchio, escludendo però il coinvolgimento di legamenti e menischi. Mayo ha già iniziato un programma specifico di riabilitazione, l'obiettivo è riaverlo in gruppo per l'inizio della prossima settimana e schierarlo per il test finale del precampionato in occasione del vernissage casalingo di venerdì 20 settembre contro la Sam Massagno.
    La truppa biancorossa tornerà in palestra oggi per preparare l'appuntamento con il Memorial Aldo Di Bella: consueto ritorno a casa per Attilio Caja, per una sera profeta in patria nella sua Pavia per ricordare l'ex dirigente e padre dell'azzurro Fabio, che porterà in tribuna gli oltre 500 ragazzi della sua società giovanile Here You Can. Di fronte all'Openjobmetis ci sarà la Vanoli Cremona che presenterà per la prima volta in panchina Meo Sacchetti, di ritorno in Italia nella tarda serata odierna dopo aver concluso l'avventura con la Nazionale ai Mondiali.
    Pur senza Mayo, i biancorossi andranno in cerca della prima vittoria negli anticipi della futura serie A dopo lo zero su due di Parma contro Brescia e Cantù. Il play statunitense mancherà sicuramente anche nel secondo atto a Parma in programma nel weekend (semifinale alle 21 di sabato contro la Virtus Roma). Al di là dei risultati del campo, serve però aumentare l'energia ritrovando la verve di Bormio: vero è che la serie A italiana propone un livello fisico inferiore ma un livello atletico superiore rispetto alle avversarie internazionali dei Valtellina Circuit, ma nel weekend del Bertolazzi Varese è parsa troppo spesso sulle gambe. L'auspicio è che le tre partite in programma nei prossimi 5 giorni aiutino l'OJM ad andare in forma giocando... 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis chiude all'ultimo posto il Memorial Bertolazzi. Una fiondata da lunghissima distanza di Corban Collins costa la sconfitta alla squadra di Attilio Caja nella finalina del quadrangolare di Panna. Il maggior brio offensivo rispetto alla semifinale contro Brescia, garantito da un impatto balistico promettente dell'ultimo arrivato Jakovics, non basta a Varese per sbloccarsi negli anticipi della futura serie A.
    Così la giovane Acqua San Bernardo, senza l'infortunato Clark e in attesa di inserire l'ultimo arrivato Young, prevale in volata contro un'OJM povera di continuità nell'arco di una partita all'insegna dei troppi alti e bassi. Al di là della sconfitta, a preoccupare il clan biancorosso è l'infortunio di Josh Mayo: il play statunitense è uscito nel finale per una botta al ginocchio destro dopo un contatto a centroarea, oggi gli esami specialistici verificheranno l'entità del problema, da verificare prima di tutto la presenza del leader biancorosso nel prossimo test in programma mercoledì sera a Pavia contro la Vanoli Cremona (già orientata verso il cambio del pivot Darrell Williams, sarà la prima in panchina per Meo Sacchetti di rientro dalla Cina).
    Effimera la partenza a razzo biancorossa col 15-2 iniziale che aveva dato segnali positivi al gruppo di tifosi al seguito de II Basket Siamo Noi. L'energia dalla panchina prodotta da Pecchia e Rodriguez -forze fresche pescate in A2 dal club brianzolo - ha permesso alla squadra di Pancotto di ricucire sul 21-15 del 10', poi nel secondo quarto di nuovo attacco ingessato per l'OJM che al di là di qualche dardo di Tambone e Natali ha faticato a trovare ritmo con continuità. Primo sorpasso canturino nella fase finale del terzo quarto con Wilson ispirato, Mayo e Natali hanno riportato a contatto la truppa di Caja fino al 70 pari del 37', ma l'infortunio del play titolare biancorosso ha tolto una pedina chiave nel rush conclusivo. Varese ha annullato il primo match ball con una tripla di Tambone a pareggiare a quota 74 dopo un 2+1 di Collins; il triplone da 8 metri abbondanti sganciato a 2" dal termine dalla guardia americana pescata in Svezia regala però il successo all'Acqua San Bernardo con la preghiera finale dei prealpini che non ha esito positivo.
    Nel complesso una OJM poco brillante dal punto di vista fisico, aspetto che ha condizionato anche la fase mentale del gioco: serve ritrovare la brillantezza di Bormio in vista del trittico di test - mercoledì a Pavia, poi sabato e domenica di nuovo a Parma con Roma e Trieste - che porteranno Varese a 10 giorni dalla prima contesa con in palio due punti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis Varese tiene testa con onore alla corazzata Efes Istanbul. La truppa di Attilio Caja gioca alla pari per 25' con i campioni di Turchia, e conferma le sensazioni positive sul piano dell'identità corale già metabolizzata dalla nuova Varese. La cinquantina di tifosi saliti fino a Bormio per rivedere Bryant Dunston si gode nuovamente un Jeremy Simmons in gran spolvero (anche 11 rimbalzi oltre al 7/7 da 2 confermando una dimensione intrigante nel tiro dalla media per il nuovo pivot biancorosso).
    Il centro ex Montegranaro è la nota più positiva delle prime due amichevoli di questa intensa pre-season, nella quale l'OJM ha mostrato di tenere botta anche contro avversarie di taglia fisica nettamente superiore. Sul perimetro manca invece all'appello un giocatore che possa dare supporto con continuità a Mayo, sgravando il nuovo playmaker dalla doppia dimensione creativa e realizzativa: nei piani della società questo giocatore doveva essere Jason Clark: la sua assenza però si fa sentire nel creare alternative al tiro da 3 punti che, come e più dell'anno scorso, è in questa fase iniziale della stagione la cartina di tornasole della qualità dell'attacco bianco-rosso in vista della stagione entrante.
    Così quando l'Openjobmetis parte a razzo sull'asse Tepic-Vene si registra un rombante 15-5 iniziale, ma alla distanza la manovra di Varese perde progressivamente smalto dal perimetro (alla fine 8/36 da 3) e le troppe palle perse banali costano carissime alla truppa di Caja. Per due volte Varese ha la forza di replicare alle accelerazioni della formazione turca (50-50 con due triple di Tambone dopo il 43-50 del 54' e ancora 60-64 al 35' con due dardi di Vene dopo il meno 11 di inizio quarto periodo).
    Ma il volume balistico prodotto dagli esterni biancorossi, complice anche la comprensibile stanchezza per la gara di mercoledì contro il Galatasaray, non è sufficiente per coronare gli sforzi difensivi di una OJM mai in imbarazzo nei duelli a rimbalzo contro un parco lunghi da Eurolega (out solo l'infortunato Moerman oltre al nazionale serbo Micic).
    Nel complesso la nuova Varese ha convinto per spirito e coesione, sicuramente alcuni meccanismi sono da limare ma la disponibilità ad interpretare in fretta il basket di Caja è massima da parte di tutti gli effettivi. Oggi e domani si torna in palestra in vista dell'ultimo test del trittico internazionale di Bormio: domenica contro i russi dell'Enisey Krasnojarsk ci sarà anche Ingus Janovics, l'esterno lettone scelto per sopperire all'infortunio di Jason Clark. Al 26enne atleta ex Ventspils il compito di aggiungere un pizzico di pepe ad una OJM lineare e concreta ma bisognosa di maggior brio sul perimetro per non sovraccaricare di responsabilità il suo leader Josh Mayo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inaugura col sorriso il cammino del precampionato e si getta alle spalle la tegola Clark. La formazione di Attilio Caja piega con autorità il Galatasaray nella tappa inaugurale del trittico internazionale al Valtellina Circuit. Pur senza la guardia titolare e col suo alter ego Tepic ancora arrugginito dopo lo stop dei primi 10 giorni di stagione, Varese impone il suo maggior coefficiente agonistico agli incompleti turchi (oltre ai tre nazionali, out anche gli infortunati Arapovic e Whittington).
    I biancorossi giocano una partita gagliarda sul piano dell'intensità, pur commettendo errori di concetto e di misura (vedi il 4/25 finale da 3). Ma nell'arco dei 40 minuti il moto perpetuo in difesa (25 perse per il Gala!) paga dividendi elevati e conferma la matrice già acquisita dell'identità tanto cara a Caja. Chiaro come il volume del gioco espresso debba aumentare per evitare passaggi a vuoto come quello nel finale del primo quarto (dal 9-2 del 4' al 9-14 del 10'), ma è altrettanto chiaro che si tratta di un problema da risolvere attraverso l'innesto di mercato in fase di invididuazione per tappate la falla aperta dall'infortunio di Clark.
    Perché se da un lato è evidente come Josh Mayo abbia già in mano le chiavi del gioco nella gestione dei tempi di esecuzione della manovra, dall'altro è altrettanto evidente la necessità di affiancale al playmaker ex Bonn un altro esterno capace di costruire e finalizzare il gioco. Per questo i primi profili europei di Mesicek e Dulkys (più guardie-ali che guardie-play) sono stati scartati, mentre gli oltre 250 mila dollari chiesti ancora oggi da Rich lo pongono ampiamente fuori dai radar biancorossi.
    Però la nuova Varese conferma di assomigliare ancora tanto a quella vecchia nel modo di stare in campo con aggressività e concentrazione: la difesa tra recuperi e ripartenze è la chiave per sbloccarsi nel secondo quarto (20-16 al 5') e accelerare con decisione in avvio del terzo quando Vene e Peak salgono di tono (42-26 al 25'). Qualche passaggio a vuoto offensivo nell'ultima frazione respinto da un dardo di Tepic per ricacciare indietro i turchi dopo il massimo sforzo sul meno 7 del 35'.
    Nel complesso, dunque, un'OJM non ancora frizzante ma grintosa, con spunti particolarmente positivi per Jeremy Simmons: al di là di statistiche clamorose (9/9 da 2 e 11 rimbalzi) il nuovo lungo biancorosso punisce puntualmente i mis-match dentro l'area e mostra doti atletiche importanti con un campionario di schiacciate davvero intriganti. Un pivot così mobile e agile non si vedeva dai tempi di Dunston, paragone ovviamente irriverente ma la sensazione è che l'acquisto sia comunque azzeccato.
    E comunque oggi al Pentagono (palla a due alle ore 18) ci sarà il confronto diretto contro l'originale, pilastro della corazzata Efes che sarà in versione ben più completa rispetto al Galatasaray. Ventiquattro ore dopo le fatiche di ieri, Varese avrà le risorse fisiche per tener testa anche ai campioni di Turchia? In attesa di riscontri positivi dal mercato, l'OJM è attesa da un test davvero improbo...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Matteo Tambone si presta volentieri al ruolo di Cicerone dei sette nuovi compagni per aiutarli a metabolizzare in fretta il sistema Caja. Il play romano, alla sua terza stagione in maglia OJM, spiega i compiti supplementari del gruppo dei 3 confermati italiani in questa fase iniziale della stagione: «Avendo cambiato tutti gli stranieri dobbiamo lavorare più dell'anno scorso, riprendendo il copione dei due anni precedenti a Varese: tanta collaborazione difensiva ed offensiva, giocare di squadra e dare il massimo ogni giorno. A noi confermati spetta dare l'esempio giusto nel modo di stare in palestra e in campo, ma i nuovi arrivati sono sulla stessa lunghezza d'onda e nessuno si sta tirando indietro».
    Di sicuro la prima sgambata a Gressoney ha mostrato un'OJM già coesa... «La prima uscita di sabato non è stata troppo impegnativa per la differenza di categoria nei confronti della Robur et Fides, però il test è stato quello giusto tenendo sempre alto il livello di intensità a dispetto della differenza di valori e del punteggio. Le sensazioni sono positive, certo non c'è più Cain che teneva uniti gli americani ed era come un secondo capitano in campo, quindi dovremo essere ancora più bravi a fare gruppo».
    Insomma nuovi orchestrali ma lo spartito sarà lo stesso? «La nostra identità sarà la stessa anche con giocatori diversi. Non si può certo affermare che Varese sia una squadra costruita per vincere il campionato: corazzate come Milano e Venezia in partenza non sono al nostro livello. Ma come dice sempre il coach, dando il massimo si può cercare di sorprendere qualsiasi avversaria, anche chi al momento pare fuori portata».
    Quale sarà la ricetta per provare a stupire? «Due anni fa eravamo partiti male e poi a suon di imprese siamo arrivati ai playoff, mentre lo scorso anno siamo stati stabilmente tra le prime otto e solo nel finale siamo usciti dalla zona playoff. Con l'impegno e la coralità si può andare oltre le aspettative: i nomi altisonanti non bastano da soli a fare la differenza, con la coralità e il sistema Varese può ancora fare bene».
    Come vivrà le sfide nel suo ruolo con gli acquisti bomba di Milano e Virtus Bologna Rodriguez e Teodosic? «Sarà un grande stimolo confrontarmi contro giocatori di quel livello, quando non ero ancora professionista 5-6 anni fa li ammiravo in TV. Ora giocarci contro è un sogno che si avvera: lo scorso anno ho marcato James, ora ce ne sono due ancora più forti...».
    Ci racconta le sue sensazioni sui nuovi stranieri? «Parto da Peak, è molto giovane ma ha un grande atletismo, se si mette lì con la testa potrà dare grandi soddisfazioni. Mayo ha grandissima esperienza ad alti livelli e conosce la pallacanestro, mentre Simmons è molto più verticale di Cain, forse fa più fatica nei movimenti difensivi ma è solo questione di abitudini, è più simile a Pelle che a Tyler. Vene lo conosciamo già: fa sempre la scelta giusta ed è un buonissimo giocatore; Tepic ha giocato nei top club europei ed ha una conoscenza del basket infinita. Clark? Dobbiamo ancora scoprirlo perché l'abbiamo visto poco, sicuramente non avremo una scheggia impazzita come Avramovic che lo scorso anno ci risolveva le partite ma sono convinto che anche Jason saprà rendersi utile alla causa».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Pallacanestro Varese e Valle d'Aosta gettano le basi per un rapporto duraturo. Presentata ufficialmente la partnership tra il club biancorosso e la re- gione autonoma che va al di là del periodo di ritiro in corso a Gressoney: l'accordo prevede un investimento annuale di 30mila euro già deliberato dal governo regionale: «L'accordo non lega soltanto questa parte estiva, ma anche interventi mirati sulla promozione della Valle d'Aosta a Masnago durante l'anno - conferma l'assessore regionale allo Sport e Turismo Laurent Vierin -. Per noi Varese ha un richiamo importante anche sul piano turistico. Speriamo di aver dato il meglio non solo sul piano sportivo ma anche dei rapporti umani, e confidiamo che il rapporto possa essere duraturo».
    Di sicuro il periodo che la squadra di Attilio Caja sta trascorrendo nella località montana, nato grazie ad un contatto fra il responsabile sponsorship Marco Zamberletti e l'assessore Arianna Follis (ex fondista bronzo olimpico a Torino 2006), sta soddisfacendo pienamente l'area tecnica biancorossa: «Per noi è difficile reperire strutture ad hoc, qui abbiamo trovato una ricettività e una disponibilità ottimali. Speriamo che la partnership possa essere duratura e auspichiamo che in futuro possano nascere ulteriori collaborazioni tra camp per i giovani e magari un quadrangolare a settembre».
    Applausi anche da parte di Attilio Caja, che mette Gressoney al top delle località frequentate per i ritiri: «Giro ormai da 25 anni e qui siamo sul podio: avere una struttura senza vincoli orari più sala pesi e piscina è impagabile per chi lavora in precampionato, siamo stati messi nelle migliori condizioni per fare il nostro lavoro». Il coach varesino torna poi sulle prospettive stagionali dell'OJM, esponendo con l'abituale franchezza il proprio pensiero: «Vogliamo fare il meglio possibile, ma non dipende solo da noi: ci aspetta il campionato più difficile degli ultimi anni e sarà molto duro ed impegnativo puntare ai playoff. È un obiettivo per il quale servono soldi: ci sono realtà che spendono molto di più e sedendosi al tavolo da poker con chi non ha vincoli per rilanciare è difficile arrivare a certi obiettivi».
    L'obiettivo dunque è quello di far rendere al meglio i giocatori a disposizione: «Sono qui per aiutarli a migliorare, è gratificante vedere elementi che incrementano il proprio status e vanno altrove a guadagnare di più. Certo se avessimo potuto tenere Avramovic, Scrubb e Cain sarei stato intellettualmente disonesto a non puntare ai playoff, però non è stato possibile. Se ci si aspetta che porti Varese ai playoff come obiettivo minimo è meglio cercare un altro allenatore perché non moltiplico pani e pesci...». La chiosa finale è per il consigliere Riccardo Polinelli: «Sono certo che anche quest'anno faremo il meglio possibile, però ricordo che questa società gloriosa ha rischiato più volte di sparire. E la nostra preoccupazione è quella di scongiurare questo rischio, chiedendo aiuto a territorio ed istituzioni».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Violare nuovamente le leggi della matematica attraverso le formule della chimica tecnica ed umana. L'OJM versione 2019/20 è rinnovatissima negli uomini, ma non nella filosofia e nei metodi di lavoro: Attilio Caja l'ha plasmata ad immagine e somiglianza del suo basket fatto di sostanza e coralità. E siccome la gente di Varese ha imparato ad apprezzare il pragmatismo del coach pavese visti i risultati del campo degli ultimi due anni, il credito nei confronti della nuova squadra è elevatissimo - vedi il bagno di folla ed entusiasmo di ieri -anche senza più un frontman in grado di incendiare l'Enerxenia Arena come Aleksa Avramovic.
    Nelle idee dell'area tecnica, la nuova OJM sarà meno adrenalinica e più costante: il fil rouge dell'esperienza e della conoscenza del gioco uniscono tutti i nuovi acquisti, ed in paricolare Mayo e Vene sono elementi capaci di migliorare il livello di rendimento dei compagni al di là del loro impatto da singoli. Ma perchè 2 più 2 arrivino a totalizzare 5 e Varese possa sognare di strappare un posto ai playoff ad una delle 10 o più società che hanno speso più dei biancorossi, quali saranno le chiavi di volta?
    Sfruttare al meglio le tanti mani calde dall'arco (Mayo su tutti, ma anche Vene e Clark hanno tirato oltre il 40% da 3 nella stagione passata), confidare che Simmons non faccia rimpiangere il ministro della difesa Tyler Cain e Gandini garantisca 10 minuti di impatto difensivo, auspicare che Peak segua i suoi predecessori Okoye e Scrubb nel rendere più dell'annata precedente nel ruolo chiave di ala piccola e attraverso l'esterno ex Pistoia far quadrare i conti nella lotta sotto i tabelloni, dove sulla carta l'OJM non ha uno specialista della pulizia dei cristalli in nessun ruolo.
    Ovvio che al contrario, se la coppia di lunghi pescati in A2 faticherà ad adeguarsi alla nuova categoria, si soffrirà nella battaglia delle aree colorate contro avversarie più stazzate e l'assenza di un terminale offensivo designato pesasse più della capacità del collettivo di estrarre un protagonista diverso a rotazione, allora l'OJM dovrà guardarsi alle spalle anziché in alto, pur con la garanzia dell'esperienza dei suoi veterani per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre di una zona retrocessione raddoppiata col passaggio a due passi indietro in A2.
    Ma la stagione alle porte sarà decisiva per la partita ai vertici della società che Alberto Castelli sta giocando ormai da due anni e mezzo: il presidente di Varese nel Cuore dovrà affinare ulteriormente le sue doti da tessitore per condurre in porto le operazioni di entrata nel capitale azionario di Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti. Alla viglia dell'entrata in vigore delle nuove regole sul fair play finanziario di Lega Basket, si tratta di una partita chiave per delineare gli scenari futuri: solo una Varese più forte grazie ad una proprietà condivisa tra consorzio e forze nuove potrà alzare l'asticella guardando a playoff e coppe europee come obiettivi minimi anziché sogni da coronare facendo meglio di quel che si spende. Altrimenti ci sarà da tirare ancora (parecchio) la cinghia, spostando l'asticella verso l'obiettivo di conservare il posto in serie A... 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La carica dei 600 dà la spinta alla nuova Openjobmetis nel primo atto della nuova stagione. Bagno di folla iniziale per salutare la rinnovata formazione di Attilio Caja nel primo allenamento dell'annata 2019/20. Oltre seicento i tifosi accorsi all'Enerxenia Arena per vedere dal vivo i 7 volti nuovi della squadra biancorossa: un'accoglienza che ha subito trasmesso ai numerosi acquisti estivi il ruolo primario rivestito dalla Pallacanestro Varese nel panorama sportivo della provincia.
    Un entusiasmo genuino anche senza più un punto di riferimento di valore assoluto come Aleksa Avramovic che ha indotto coach Caja - di gran lunga il più applaudito dai supporters - a ringraziare i supporters per la calda accoglienza. «Il pubblico di Varese non tradisce mai: ringrazio tutti voi per la presenza, anche quest'anno avremo bisogno del vostro aiuto sotto forma di incitamento e partecipazione».
    Sin dal primo giorno l'OJM ha sudato agli ordini di Artiglio e del preparatore Silvio Barnaba: mezz'ora nel segreto dello spogliatoio per il discorso alla squadra da parte del coach e del g.m. Andrea Conti, poi tutti sul campo (salvo Mayo e Tepic che esauriranno in mattinata la pratica delle visite mediche) per la base iniziale di lavoro atletico e qualche esercizio di fondamentali con il pallone. Poi spazio ai tifosi per l'assalto ai giocatori a suon di selfie ed autografi: calore per i pochissimi confermati - in particolare per capitan Ferrero, che ha iniziato il quinto anno a Varese col contratto in tasca fino al 2022 - e tanta curiosità per i nuovi arrivati, anche se il più gettonato dei fans è stato il cavallo di ritorno Siim Sander Vene.
    Il mantra di Caja rimane sempre improntato sul lavoro: «Altre squadre hanno ingaggiato giocatori di nome, noi invece abbiamo puntato su elementi di sostanza: il lavoro quotidiano sarà la base per provare a fare meglio degli altri». Ma il supporto dei tifosi serve anche ad attutire il peso della fatica per seguire i dettami tecnico-tattici di Artiglio; tra i tanti tifosi presenti all'Enerxenia Arena, tra quali qualche Vip come il sindaco Davide Galimberti e Max Laudadio presente il main sponsor Rosario Rasizza, il cui rapporto con la Pallacanestro Varese vanta maggior longevità rispetto a quello di tutti componenti del roster e dello staff tecnico: «Davvero tantissima gente, un affetto e un seguito del genere rappresentano una bella cosa per la città» ha affermato l'a.d di Openjobmetis, ringraziato pubblicamente da un Attilio Caja in versione pubblicità progresso per richiamare ulteriori partner: «Grazie a chi anche quest'anno ci mette nelle migliori condizioni per operare, dunque il consorzio ed anche il cavalier Rasizza che insieme al presidente Vittorelli ci ha nuovamente dato fiducia. E spero che altri possano seguire il loro esempio, aumentando il numero di contributori che sostengano con i fatti la nostra squadra».
    Già, perchè i tifosi accorrono anche per un allenamento senza basket solo per vedere dal vivo i loro nuovi beniamini, ma alla voce sponsor servono novità per riempire qualche spazio rimasto vuoto sulle maglie. Per la prima uscita della nuova OJM serviranno ancora 20 giorni, e per la prima palla a due con due punti in palio ci vorranno 7 settimane. Ma gli oltre 600 tifosi presenti ieri a Masnago confermano che Varese possiede una insaziabile fame di basket a prescindere da chi veste la sua maglia. A patto ovviamente che dia il massimo per onorarla al meglio, ma sotto questo aspetto il credo di Attilio Caja è la miglior garanzia perchè chi arrivi all'Enerxenia Arena ne condivida l'etica del lavoro...
    Giuseppe Sciascia 

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