Jump to content

VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese non riesce a smuoversi da quota 6 punti in classifica e resta impantanata nelle zone caldissime della classifica dopo il KO rimediato al “Taliercio” di Mestre, contro una Venezia che ritrova il sorriso dopo una lunga serie di sconfitte e di guai assortiti (tra Covid e infortuni) chiudendo a proprio favore 40′ di testa a testa con i biancorossi. 86-77 alla sirena, un divario bugiardo visto che la Openjobmetis ha avuto (e sprecato) almeno due palloni del sorpasso a 3′ dalla fine o giù di lì, pagando poi a caro prezzo gli ultimi giri di lancette.
    Nulla da fare quindi per la banda-Bulleri, alla quale va riconosciuto un miglioramento rispetto al crollo di sette giorni prima con Reggio Emilia, ma a cui mancano ancora dei pezzi per tornare a essere pienamente competitiva. L’assetto spostato all’esterno con l’innesto di Beane è servito a dare maggior dinamismo proprio con l’americano ma anche con un Ruzzier più tonico; al puzzle delle guardie però è mancato il tassello più importante, Toney Douglas. Proprio il flop dell’ex Knicks è però stato una zavorra per una squadra che avrebbe bisogno di maggiori certezze e invece è stata tradita dal 34enne americano e – in parte minore – pure da Luis Scola, appena 9 punti e un fallo a rimbalzo evitabilissimo nei minuti finali.

    Senza troppi aiuti dai suoi veterani, la Openjobmetis ha provato a cavalcare il resto della truppa, trovando cose buone via via da Jakovics, Strautins (perché solo 19′?)e De Vico ma senza mai riuscire a costruire un vero break a proprio favore visto che i parziali positivi sono giunti tutti (questa è una cosa buona) per risalire e colmare il divario con la Reyer. A onor del vero, ci sarebbe anche da costringere l’arbitro Sardella a rivedere all’infinito l’assurdo fallo contro De Vico che – sul 78-77 – ha regalato due liberi facili facili a Daye in un momento cruciale. Ma, ecco, i problemi di Varese non si possono ridurre a un paio di fischi grami specie contro un’avversaria certamente superiore ma affrontata in un momento particolarmente difficile.
    A questo punto l’incrocio con Treviso di settimana prossima diventa un bivio importantissimo: la De’ Longhi, squadra temibile, fa parte di quel gruppo di avversarie su cui Varese deve fare la corsa, e perdere altri due punti in casa non sarà ammesso. Speriamo che Babbo Natale porti quindi in dono qualche certezza e qualche arma in più nelle mani dei ragazzi di Bulleri, costretti anche stavolta a vedere i passi avanti di tante rivali in chiave salvezza.
    PALLA A DUE
    Anthony Beane e Luca Campogrande, fino a pochi giorni fa compagni a Roma, si ritrovano su due panchine diverse nel match tra Venezia e Varese. Bulleri lascia intatto il quintetto di settimana scorsa, con Ruzzier play (sfida in regia tra doppi ex con De Nicolao) e De Vico ala forte titolare. De Raffaele recupera Watt e lo manda sulle tracce di Scola. Fuori invece il temuto tiratore Bramos mentre Vidmar è a disposizione.
    LA PARTITA
    Q1 – La serie di triple sbagliate dall’Umana in avvio, fa da contraltare alla serie di palle perse da parte della Openjobmetis, motivo per cui il punteggio fatica a lievitare. Varese allora si muove con le triple (3) e scatta avanti 6-12 prima di pagare caro le incursioni di Tonut e le triple dell’ex De Nicolao. In difesa, i biancorossi lasciano troppi spazi e così alla pausa il tabellone dice 27-23.
    Q2 – Si vede Fotu tra i lagunari ma pure Jakovics che propone uno sprazzo di grande valore e riporta in quota la OJM. Anche l’impatto di Beane non è da sottovalutare e così Varese riesce a replicare alle giocate di Tonut e De Nicolao I° fino a trovare il +2 con il nuovo arrivato prima della sirena (46-48).
    Q3 – Varese prova allora a scacciare i “fantasmi del terzo periodo” visti troppo spesso allungando con Scola il vantaggio a inizio ripresa. Tentativo fallito perché la Reyer replica con un parzialone di 13-0 che ribalta l’inerzia del match. A differenza di altre volte però, i biancorossi stavolta reagiscono (Ruzzier meglio del solito), trovano anche qualche difesa e chiudono con uno svantaggio minimo, 64-62.
    IL FINALE
    L’inattesa tripla di Watt ricaccia indietro Varese che però replica con tre liberi di Strautins. Beane e De Nicolao (sui 24”) però sbagliano due tiri per il riaggancio e allora la più esperta Reyer prova ad affondare il colpo con Chappell e Daye la cui tripla sigla il +9 interno. Sembra fatta per i veneti e invece la OJM reagisce ancora, prima con un raro cesto di Douglas, poi con uno sprazzo di Morse (canestro e assist in corsa a Scola) che poco dopo uscirà per falli. Sotto di un punto, Douglas spreca due dardi pesantissimi mentre Venezia ringrazia un fischio pessimo: Daye sbraccia, De Vico si sposta e l’americano va in terra da solo, vedendosi però assegnare due liberi a favore. Sotto di 3 però Varese non ritrova la via del canestro e l’ultima spallata di Venezia è quella buona anche perché Douglas, Beane e Ruzzier hanno finito le munizioni. Tonut no, e fissa l’86-77 che finirà agli archivi.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Se manca la tecnica, dovrebbe esserci il fisico. Se manca anche il fisico, dovrebbe esserci l’organizzazione. Se mancano tutti e tre, a soccorso basterebbe almeno un po’ di fame. Se anche qui nisba, il destino è segnato.
    È una Varese nuda quella che esce da una sconfitta pericolosa come quella incassata stasera al cospetto di Reggio Emilia. Quei limiti che la vittoria di Trento aveva nascosto sotto un sottile strato di illusione e che la batosta contro Milano non ha potuto, per ovvie ragioni di opportunità, ri-sottolineare, sono ri-emersi in tutta la loro prepotenza. Con un’aggravante non da poco: tra le due squadre ha vinto non solo quella più forte, ma anche quella apparsa più affamata. Ed è forse questa constatazione il risveglio peggiore della corrente stagione dopo anni di Varese operaie, ma dignitose, grintose, computerizzate e a conti fatti vincenti.
    La Openjobmetis non vale la Unahotels, davanti a lei di quattro punti nonostante le due partite in meno giocate: la gara di oggi lo ha rivelato in modo palese. La domanda per antonomasia ora è tuttavia un’altra: chi vale questa Varese? Chi vale questa congrega confusa nei ruoli, sprovvista di protagonisti sicuri al di fuori di Luis Scola, con poca tecnica, poco fisico e, appunto, poca fame?
    Rispondiamoci, tutti, subito, per evitare di farci molto male fra qualche mese.
    Il cahiers de doléances, questa sera, si scrive da solo.
    1) La partita di Michele Ruzzier è stata ancora una volta quanto di peggio ci si possa aspettare da un playmaker titolare. Timido in attacco e nel confronto con Taylor, disastroso nelle palle perse del terzo quarto, ininfluente a tabellino, arrancante in difesa: come si può regalare così il proprio regista, una domenica sì e una no?
    2) La partita di Toney Douglas non è stata disastrosa ma è stata quasi “inutile” se da lui ci si aspetta - e ce lo si aspetta di sicuro - un’assunzione massiccia di responsabilità offensive e di punti segnati. I sette assist dicono tanto del gioco che ha cercato di costruire (ma è il suo ruolo?) e delle scelte difensive ospiti che ne hanno rubato una dimensione, i due soli canestri dal campo però dicono altrettanto della sua incredibile incostanza. Per quanto quest’ultima sarà ancora sopportabile?
    3) Nell’attacco biancorosso manca totalmente un esterno che sappia saltare l’uomo, creando un vantaggio per sé e per gli altri. Tiri da 3 e palla in post a cercare Scola, magari contro due/tre/quattro avversari: lo hanno capito anche i muri che la Openjobmetis gioca in tal modo. E non sempre la classe dell’argentino può sconfiggere questa previdibilità, così come non sempre le percentuali balistiche possono aiutare. Anzi, se il tiro da 3 scende sotto il livello di guardia (diciamo sotto il 35%), l’insuccesso arriva automatico.
    4) In difesa la buona lena, conquista delle ultime partite, non può sempre bastare. Troppi sono i problemi strutturali. Anche a questo giro Varese non ha iniziato male contro la Reggiana, anzi è apparsa attenta e reattiva. Con il passare dei minuti, però, la coperta si è fatta come sempre corta: mancano fisico, centimetri e reattività nei piedi e nelle gambe.
    5) Giocare con un giocatore fuori ruolo è quasi normale nel basket di oggi (pensate al Caja che inventò Ferrero da 4), farlo con mezza squadra è quasi morboso. Nella Varese di oggi giocano fuori ruolo De Vico, Ferrero (quando c’è), Jakovics e se volete lo stesso Douglas. Sicuri sicuri che l’innesto di una guardia (l’ex Roma Beane) non aggravi il problema, costringendo anche Strautins a uscire dalla sua posizione naturale e dai vantaggi fisici che da essa acquisisce? Per non scrivere del fatto che sostituire l’unica ala forte nel roster, per quanto scarsa, con un esterno sia quanto di più lontano dal risolvere i gap fisici e di peso con cui la Openjobmetis convive a ogni allacciata di scarpe.
    Non invidiamo chi dovrà mettere mano a questo disastro. Come non invidiamo Massimo Bulleri, chiamato anche lui a un incontro con le proprie responsabilità, come dopo ogni sconfitta.
    Guardare la classifica, stasera, fa molta paura. Ma farebbe ancora più paura continuare a perseverare negli errori e nella confusione.
     Fabio Gandini

  • simon89
    Sbilenca da fuori (8 su 32 da 3), travolta da un’avversaria tutt’altro che irresistibile, zavorrata da un play improponibile e non salvata – come in rare altre occasioni – dai suoi veterani. La Openjobmetis perde di nuovo in casa, lo fa in modo fragoroso (76-89) nel modo più che nel risultato e torna a candidarsi per un posto sul fondo melmoso della Serie A di basket. Prova orrenda quella dei biancorossi di Bulleri contro una Reggio Emilia appena onesta, rivale a sua volta rimasta a lungo sotto gli standard del basket guardabile ma brava a imbroccare la fuga giusta e – a quel punto – a recuperare gioco e credibilità trascinata dalla mano calda del suo regista Taylor (29 con 4/5 da 3).
    Dalla parte opposta, invece, è rimasta la desolazione: la Openjobmetis, incapace di scappare in avvio nonostante la superiorità netta a rimbalzo, spreme la miseria di otto punti nel terzo periodo (film già visto), perde anche i discreti spunti difensivi visti in apertura di serata e non trova un’idea, una sterzata, un ruggito per rimettersi in carreggiata. Quando lo fa – negli ultimi 6 o 7 minuti – è troppo tardi e comunque permette a Reggio di trovare, qua e là, la giocata vincente tanto da non tornare mai in scia degli ospiti.
    Dopo aver perso i 2 punti conquistati con Roma per il ritiro dei giallorossi e aver registrato le vittorie di Fortitudo e Brescia (che non sono certo scarse ma, almeno, avevano una classifica peggiore), per la Openjobmetis arriva il momento di interrogarsi prima e di muoversi poi. Impensabile rivedere una squadra del genere da qui in avanti, se ci si vuole salvare (magari con un briciolo di tranquillità). Tutti da ora – per quanto ci riguarda – sono in discussione: dirigenti, allenatore e giocatori. Bulleri non è chiaramente esente da colpe, perché fa parte del suo lavoro trovare soluzioni che non possono essere il “palla a Scola triplicato” o il bastone del comando a Ruzzier per quasi mezz’ora.
    Il play, lo avrete capito, se fosse uno straniero sarebbe al capolinea e questa sera è riuscito – specie nel famigerato terzo quarto – a fare peggio del solito. Per di più, attorno a lui, sono mancati sia De Nicolao sia Douglas mentre Jakovics è stato forse l’unico sufficiente della scalcagnata banda biancorossa. Dove è mancata anche la fiducia in gente come De Vico, energico ma tremendamente impreciso anche a causa del recente infortunio. Vedremo ora se arriverà l’ex romano Anthony Beane, per togliere pressione a Douglas e puntellare ancora il gruppo degli esterni, accorciando però ulteriormente la coperta tra i lunghi. Troppo poco, se la squadra non si darà una scossa vera.
    PALLA A DUE
    La novità principale all’ingresso in campo delle squadre è la presenza in quintetto base di Niccolò De Vico che va a occupare lo spot di ala forte relegando in panchina Andersson, forse all’ultima presenza in biancorosso. Confermati gli altri quattro per Bulleri che riporta a referto capitano Ferrero, anche se praticamente senza possibilità di giocare. Martino ha la Unahotels al completo (manca Blums ma è stato tagliato) e piazza Baldi Rossi accanto a Elegar sotto i tabelloni tenendo l’ex pistoiese Johnson di rincorsa.
    LA PARTITA
    Q1 – Punteggio bassissimo nella prima fase di partita con Varese che lavora bene in difesa ma spreca tutto quello che può sprecare in attacco: De Vico dà intensità a rimbalzo (7) ma lo score dice 5/22 dal campo, percentuale che tiene viva una Reggio Emilia impantanata a sua volta in fase offensiva. Tocca a Jakovics dare la scossa dall’arco mentre Andersson si rovina con 3 falli in 2′ (12-14).
    Q2 – Il secondo periodo è appena più vivace: Varese riesce a pungere in difesa in diverse occasioni e trova un Jakovics caldo in attacco. Non c’è però continuità e così nella pancia del periodo è Reggio a condurre le danze sino al +5; nel finale però la OJM si scuote con i primi punti di Douglas e un paio di giocate di Scola. La sirena arriva sul 35-33 e sembra che possa anticipare una seconda metà più brillante. Non sarà così.
    Q3 – La recita del terzo periodo infatti è deprimente: Ruzzier colleziona palle perse di livello imbarazzante per la Serie A, dal palleggio o su passaggi mollissimi. Reggio fiuta l’aria, si affida a Taylor (10 nel quarto) e trova un Candi pronto a pungere dalla media. Il break si apre e non si ferma perché Varese in attacco è tragica, solo 8 punti in 10′. Quando termina il periodo, il punteggio dice 43-57 con l’inerzia tutta dalla parte sbagliata.
    IL FINALE
    Bulleri gioca la carta della zona per provare a sparigliare le carte: Reggio sbatte una volta ma poi ritrova sicurezza al tiro e – a differenza dell’inizio – lavora forte sotto i tabelloni con Elegar. In attacco è un bel duetto Jakovics-Strautins, 9 e 14 punti rispettivamente, ma è chiaro i buoi sono già scappati. Nel momento di maggiore sforzo Varese rientra a -8 ma si ferma lì, concedendo subito un cesto e sbagliando a propria volta in attacco. Potrebbe, almeno, essere il momento dell’esperimento Douglas in regia e invece Bulleri concede altri 6′ a Ruzzier senza cavarne nulla. A pochi secondi dalla fine esce Taylor, applaudito con convinzione dalla delegazione reggiana, entra il giovane Giannini e fa canestro pure lui. Termina 76-89 solo perché Jako infila tre liberi quasi a tempo scaduto: non è neppure una consolazione.
    Damiano Franzetti
     

  • banksanity6
    Brutta partita, soprattutto per i tifosi varesini che assistono ad uno spettacolo che sarebbe sufficiente per ribattezzare questa squadra “gli inguardabili”. Primo tempo in cui le 2 squadre faticano a segnare e in cui prevalgono le giocate dei singoli rispetto al gioco organizzato. Terzo quarto che risulta decisivo in quanto Varese segna la miseria di 8 punti mentre Reggio ne fa 24 e da questo break i padroni di casa non si riprendono più. Nell’ultimo periodo Strautins è l’unico che ci prova a rimediare ma è troppo solo. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Morse 5 : due highlights molto spettacolari, prima una super stoppata su Kyzlink e poi una schiacciata devastante. Il problema sono state le altre giocate in cui è spesso finito in difficoltà. (mini)SHOWTIME
    Scola 6 : come ormai è abitudine non fa mancare i suoi punti, anche stasera sopra i 20, ma nel momento di maggior difficoltà e cioè il terzo quarto, come già accaduto in altre situazioni, si mette in proprio e forza troppe conclusioni alimentando così l’emorragia che porta Reggio a raggiungere anche i 20 punti di vantaggio. ACCENTRATORE  
    De Nicolao 4,5 : considerando che sarebbe il play di riserva possiamo dire senza paura di essere smentiti che in casa OpenJob c’è un problema in regia; anche lui come Ruzzier non riesce a incidere su nessuno dei lati del campo lasciando campo libero ai piccoli avversari. IMPALPABILE
    Jacovics 6,5 : insieme a Strautins sicuramente il più positivo della serata ma per una volta che arrivano punti pesanti dalla panchina steccano tanti altri. Intanto la speranza è che Ingus torni sui livelli che gli hanno garantito la conferma quest’anno. REDIVIVO
    Ruzzier 3 : non ne azzecca una nemmeno per sbaglio. In difesa si perde l’uomo sistematicamente e in attacco è uno strazio accumulando perse anche banali e quando decide di concludere è peggio che andar di notte a fari spenti. Quello che a inizio anno sembrava un progetto interessante si sta in realtà rivelando il problema più grande. DISASTRO
    Andersson 4,5 : se come sembra in settimana verrà tagliato certo con questa ultima apparizione non lascerà troppi rimpianti. Si autoesclude dopo pochissimo dal suo ingresso facendo 3 falli. Successivamente fa un air ball da una stoppata e poco altro. A NON ARRIVEDERCI
    Strautins 7 : l’ultimo ad arrendersi, anche quando ormai la partita era indirizzata verso Reggio, ha l’unico neo di farlo appunto troppo tardi; dovrebbero prenderne esempio molti suoi compagni per poter vendere cara la pelle vista la garra e la qualità che Arturs mette sempre sul rettangolo di gioco. CLONATELO
    De Vico 5 : parte in quintetto come ala grande titolare e a questo assetto ci dovremo abituare a meno di clamorosi colpi di mercato ad ora assolutamente non contemplati. Sicuramente a rimbalzo fa una grande prestazione andando in doppia cifra ma il glaciale zero su 7 da 3, anche con tiri piedi a terra e molto spazio ne pregiudica la valutazione finale. SURGELATO
    Ferrero N.E.
    Douglas 5 : partita nella quale non riesce a confermare la sua vena realizzativa. E’ autore di 7 assist ma non è abbastanza, da lui ci si aspetta molto altro, soprattutto che quando va in entrata qualche volta riesca a metterla. SPUNTATO
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.

  • simon89
    Milano si affaccia da anni come enorme favorita per la vittoria dello scudetto ma forse mai come in questa occasione appare davvero di un altro pianeta rispetto alle contendenti, almeno per quanto si è visto contro Varese (70-96 il risultato finale) che, ovviamente, gioca per obiettivi ben più terra-terra e che non ha potuto opporre granché alla AX Exchange allenata da Ettore Messina.
    Davvero troppo il divario tecnico e fisico messo in campo dalle due formazioni nonostante il turnover obbligato dell’Olimpia che deve ogni volta rinunciare a tre uomini del gruppo straniero oltre a un Brooks malconcio. A Masnago – il vecchio “Lino Oldrini” oggi ha compiuto 56 anni – la resistenza varesina dura meno di un quarto d’ora: nella seconda parte del secondo periodo infatti, gli ospiti usano due armi per prendere il largo. Prima la potenza di Tarczewski sotto i tabelloni sfianca la Openjobmetis, poi è una strepitosa serie di triple (Shields, Punter e Datome) ad allargare irrimediabilmente il solco come mostra il 32-55 della pausa lunga.
    Da lì in poi la partita non c’è più: ci sono due formazioni che galoppano in quello che è un allenamento di alto livello, perché Milano non ha l’abitudine di distrarsi e non lo fa nemmeno questa volta, lasciando qualche spazio alle iniziative dei biancorossi di casa ma mantenendo sempre stretto il bastone del comando. La Openjobmetis, va detto, non manca di impegno: manca però di spessore in troppi uomini e non è un caso se i due superveterani Scola e Douglas siano i migliori insieme a un sempre vivace Strautins.
    Sul resto c’è poco da salvare per questa volta a livello individuale, perché l’avversaria di turno appare oggettivamente di un’altra categoria per i vari Ruzzier e Andersson, De Nicolao e Morse. Di buono, in casa biancorossa, c’è il rientro di De Vico che gioca sì male – 0/4 al tiro – ma mette chilometri di rodaggio dopo il lungo stop: tornerà buono domenica prossima contro la sua ex Reggio Emilia, squadra che sta viaggiando a ritmi interessanti ma che per la Openjobmetis dovrà essere preda. Perdere con Milano era ovviamente messo in conto, ma altri stop interni non devono essere contemplati se si vuole rimanere lontani dalla zona rossa della classifica.
    PALLA A DUE
    C’è finalmente un Niccolò De Vico abile e non solo arruolato sulla panchina di Varese ad allungare le rotazioni per Bulleri. Ancora niente da fare invece per Ferrero, neppure a referto; il quintetto è quello solito, con Andersson in “4” accanto a Scola. Il turnover di Ettore Messina in campionato ha davvero pochi eguali in Europa. L’allenatore di Milano lascia fuori Rodriguez (infortunato), Delaney e il pivot titolare Hines e ha Brooks con una mano malconcia. Il posto sottocanestro è dunque di Tarczewski mentre Cinciarini e Punter occupano le prime due posizioni, con Datome ala piccola.
    LA PARTITA
    Q1 – Varese costruisce ma non sfrutta qualche occasione e si trova subito a rincorrere (0-8) anche se il tiro pesante – Scola, Strautins, Douglas – inizia a fatturare riportando in alto la OJM che riesce anche a pareggiare a quota 18. A causare una discrepanza sulla prima sirena sono quindi due punti di Moraschini, mentre De Nicolao spreca allo scadere.
    Q2 – La difesa di Bulleri, prova a reggere anche nel secondo quarto ma l’impatto di Tarczewski sotto i tabelloni è tostissimo, e quando i biancorossi provano a chiudere da quelle parti l’Olimpia inizia a martellare da lontano. E non sbaglia mai, con Shields, Datome e soprattutto Punter autore di due bombe da lontanissimo. Il punteggio si impenna ma solo da una parte, perché Varese tolti i soliti noti non riesce a incidere, e comunque non può tenere un ritmo che porta Milano a chiudere sul 32-55 all’intervallo con 8/10 da 3 con bomba di Micov allo scadere.
    Q3 – Punter si segnala anche quando Douglas monta difesa vera su di lui: l’americano di Varese, insieme a Scola, ingaggia però almeno un duello di alto profilo tecnico con i rivali e non è un caso se siano i due veterani (7 punti a testa) a tenere botta con il tabellone che alla mezz’ora segna 50-77.
    IL FINALE
    L’ultimo periodo è addirittura vinto da una Openjobmetis nel quale non manca qualche esperimento come i tre piccoli con Morse da pivot (serata dura oggi per il lungo americano). Come in precedenza, anche Strautins fa vedere cose buone, usando senza paura il fisico per attaccare il canestro o lavorare a rimbalzo. Tra i compagni di Arturs però nessuno spicca per davvero (a parte i due veterani) e quindi da Ruzzier (1/7), Andersson (2 liberi), De Nicolao, De Vico (doppia virgola) e Jakovics arrivano solo le briciole. Milano non si scompone, concede l’onore delle armi e imbocca la A8 con un solido 70-96 a favore.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Il derby con Milano andato in scena a Masnago ancora una volta senza la cornice del pubblico dura solo il primo quarto in cui Varese mette sul campo buona intensità e che forse Milano gestisce in maniera soft. Nel secondo quarto Milano accelera violentemente e i padroni di casa prima sbandano per poi andare a sbattere contro il muro meneghino e alla sirena che manda le 2 squadre negli spogliatoi il tabellone segna un pesante + 23 per i viaggianti. Nel secondo tempo la corazzata Armani raggiunge anche i 30 punti di vantaggio ma è evidente che i 26 punti di scarto finale sono figli di una gestione oculata degli uomini di Messina . Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Morse 4,5 : prova a metterci intensità ma è spazzato via. In attacco non riesce mai a prendere una conclusione pulita semplicemente perché non riesce mai a prendersi un vantaggio sul diretto marcatore. ANNICHILITO
    Scola 6,5 : sicuramente non aveva il vantaggio atletico sia contro Biligha ma in particolare con Tarczewski; nonostante ciò, anche stasera ha fatto valere il suo tasso tecnico sopraffino che purtroppo è rimasto un po’ fine a se stesso visto il risultato finale. NARCISO
    De Nicolao 4 : forse la più brutta partita da quando gioca a Varese. E per fortuna i play scesi in campo questa sera per Milano erano quelli meno quotati. INADEGUATO
    Jacovics 4,5 : continua la stagione nel limbo per il lettone che oltre a faticare in retroguardia non riesce nemmeno nel suo pezzo forte, il tiro da fuori anche con molto spazio. SFIDUCIATO
    Ruzzier 4 : purtroppo tutti i piccoli segnali positivi visti nelle ultime uscite sono scomparsi e vuoi anche per un gap fisico importantissimo in suo sfavore, è assolutamente evanescente per tutto l’incontro. ASSENTEISTA
    Andersson 4,5 : come di consueto parte in quintetto e prova subito a pungere col tiro da fuori ma non ne mette una e da li non si risveglia più. SOPORIFERO
    Strautins 6 : insieme a Scola e Douglas l’unico che ci ha provato veramente a tener botta non indietreggiando mai di un centimetro anche se evidentemente non è bastato. ENCOMIABILE
    De Vico 5 : partita utile soprattutto per ritrovare il ritmo del campo e riassaggiare l’agonismo. Evidentemente indietro di condizione ma non doveva essere lui a tenere in piedi la baracca. SCARICO
    Douglas 6,5 : Toney conferma il buon momento di forma ma anche lui è costretto ad alzare bandiera bianca anche se il suo atteggiamento è stato senz’altro positivo sui 2 lati del campo. Semplicemente gli altri sono stati più bravi. INCORAGGIANTE
    Virginio N.E.
    Van Velsen N.E.

  • simon89
    Su un campo che fino a oggi aveva regalato solo amarezze, e pure qualche batosta, la Openjobmetis strappa la seconda vittoria esterna della stagione, il secondo successo consecutivo e due punti che vanno a consolidare una classifica che fino a domenica scorsa lasciava parecchie preoccupazioni. Varese passa a Trento, 74-77, riacciuffando una partita che era quasi vinta ma che poi era incredibilmente tornata in bilico nel corso dell’ultimo minuto.
    A spazzare via le nubi però, ci ha pensato Toney Douglas: l’americano, anche discusso dopo certe partitacce recenti, ha completato una gara clamorosa (iniziata con il break nel terzo periodo e proseguita con quello nel quarto…) con la tripla che ha rotto in via definitiva l’equilibrio, la settima della sua serata (su 13 tentativi) cui l’ex NBA ha aggiunto 8 rimbalzi e 6 assist marchiando a fuoco il risultato finale.
    Varese ha avuto il merito di non disunirsi dopo un primo periodo faticoso ma anche di disputare un terzo quarto importante, cosa non scontata visti certi precedenti anche recenti. E in definitiva ha sfruttato l’occasione di affondare una Dolomiti priva di due giocatori chiave in area, Maye e Williams, anche se pure a Bulleri mancavano De Vico e Ferrero oltre al povero Jones che lunedì sarà operato a Reggio Emilia. A proposito del “Bullo”, gli va dato atto che la scelta di difendere a lungo a zona gli ha dato ragione: dopo aver scelto una uomo con cambi sistematici che davano vantaggi fisici agli avversari, la decisione di varare sull’altro tipo di difesa si è rivelata giusta. Un azzardo, forse, che però ha pagato perché a parte Morgan gli altri giocatori di Trento hanno sbagliato troppo dall’arco.
    Problemi risolti, quindi per la Openjobmetis? No, andiamoci calmi: la retroguardia – fatto il distinguo di cui sopra – non pare ancora dare garanzie di ermeticità, l’attacco è spesso poco fluido anche con tre play in campo e l’atletismo non lo si trova da un giorno all’altro (non a caso, quando Morse ha messo fisicità sul parquet, Varese ha avuto più di un sussulto. Però era necessario approfittare di un’Aquila stanca – Trento ha perso in coppa con Nanterre dopo due supplementari – e forse smarrita nel trovarsi di fronte un’OJM vivace e almeno a tratti incisiva. Poi Douglas ha messo una serie di ciliegine sulla torta, lavando così anche l’onta dei 9 tiri liberi falliti, con Scola inusuale protagonista su questo fronte.
    Si va così alla pausa per le nazionali con una Varese a quota otto e con un bilancio di quattro vittorie e cinque sconfitte che va letto sicuramente in positivo, anche vista la serie di infortuni e guai assortiti che i biancorossi hanno dovuto affrontare. Certo, non manca qualche rammarico per certe partite gettato o mal giocate (Cantù, Cremona, Pesaro), ma quella ormai è acqua passata. Si guardi avanti, nonostante la prossima – contro l’imbattuta Milano – pare insormontabile. L’obiettivo però è guardarsi alle spalle, e per stasera va bene così.
    PALLA A DUE
    Nelle liste consegnate dagli allenatori spiccano le assenze: Bulleri deve fare a meno, come previsto, di Ferrero e De Vico oltre che ovviamente di Jones mentre Brienza, la cui squadra è reduce da una maratona di coppa contro Nanterre, non può utilizzare Maye e Williams. Nei quintetti ci sono Andersson (che ha ripreso il posto dopo l’infortunio dell’ex Dallas e Cleveland) da una parte e Mezzanotte dall’altra, con il pivot italiano spostato sullo svedese in difesa così da affidare Scola a Kelvin Martin.
    LA PARTITA
    Q1 – Si comincia spalla-a-spalla anche se Trento prova subito la fuga in avanti. La OJM mette in naso avanti con la tripla di Scola ma poi si ferma lì, anche se il parziale pur negativo (21-14 alla sirena) non è di quelli deprimenti.
    Q2 – Varese parte meglio nel secondo parziale: una tripla di Conti resterà l’unico centro della Dolomiti per diversi minuti, tanto che Varese (bene Morse) proprio dall’arco con De Nicolao trova un nuovo vantaggio e dà anche l’impressione di poter allungare, se non che Morgan prima e Browne poi rimettono avanti i padroni di casa (36-34).
    Q3 – Un lampo di Ruzzier dà nuova linfa alla OJM e soprattutto anticipa il primo atto del Douglas Show: tre bombe consecutive per la guardia e la squadra di Bulleri si gode l’allungo sul 38-47. Morgan reagisce, Trento risale con pazienza, sino al pareggio di Martin. Varese attiva allora Scola e Strautins per restare avanti di misura, 57-59, sulla terza pausa.
    IL FINALE
    Douglas, per fortuna, non ha esaurito i propri colpi: tocca a lui infilare le due bombe del +6 biancorosso dopo circa 3′ di gioco. Stavolta Varese sembra poter difendere il vantaggio anche perché la zona sporca l’attacco di Trento; il ferro della BLM Group Arena però è beffardo e sputa due triple di Douglas e Scola che parevano già dentro (la terza, di Jakovics, invece è un tiraccio). Morgan non si fa pregare e accorcia, replica Strautins dalla parte opposta e la OJM si prepara alla volata finale con 9 punti di vantaggio nonostante i troppi liberi sbagliati. Qui però Varese rischia il disastro: canestro facilissimo di Lurdner, solissimo, timeout di Bulleri seguito da azione confusissima e sprecata, doppio canestro di Martin in azione veloce. Il Bullo brucia così anche l’ultima sospensione ma Ruzzier commette sfondamento – fischio però sulla coscienza degli arbitri – a 47” dalla fine. Morgan, sempre lui, imbuca allora la tripla del 71 pari ma Douglas ha un conto aperto e replica con un nuovo canestro pesantissimo, da 3. Anche Trento esce male dal proprio timeout e Toney dalla lunetta non trema: 2/2. C’è ancora tempo per un assalto fallito dell’Aquila, per un 1-2 ancora di Douglas ai liberi e per la tripla di Morgan a fil di sirena che non cambia il destino del match: 74-77 per Varese.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Partita stranissima, con una tensione palpabile non solo all’interno del palazzetto di Masnago ma ben presente anche sui divani dei tifosi varesini e romani che hanno assistito all’incontro, visto che i 2 punti in palio erano fondamentali per entrambe le compagini come l’aria che respiriamo. 2 formazioni che arrivavano da un periodo complicatissimo, Varese per aver perso la ricetta per vincere inanellando 5 sconfitte consecutive e per qualche infortunio di troppo (con la chicca della rottura del tendine d'achille del nuovo arrivato Jalen Jones dopo soli 31 secondi, record assoluto (di sfortuna) per quanto riguarda la serie A italiana); Roma che è in una situazione societaria che definire complessa è un eufemismo, con il suo centro USA titolare che si è rifiutato di partire per la trasferta, con rotazioni ridottissime anche per i troppi infortuni che costringerà Bucchi a far scendere in campo un sedicenne e un diciassettenne che hanno il merito di segnare anche i loro primi punti in Seria A. Ne esce una partita ad alto punteggio, anche grazie a delle difese tutt’altro che impeccabili ed una Roma che nonostante tutto cerca di rimanere incollata ai padroni di casa, che in alcuni frangenti ripiombano nelle loro insicurezze, ma che alla fine, grazie al troppo divario delle risorse tecnico umane, vince con 10 punti di scarto. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Morse 7 : considerando il periodo negativo da cui veniva, sicuramente una dimostrazione del fatto che può essere utile alla causa se coinvolto nel giusto modo. Aggressivo e con l'atteggiamento di chi ci crede, anche se favorito dall’assenza di Dario Hunt, fa segnare una doppia doppia con 18 punti e 11 rimbalzi. RINGALLUZZITO
    Scola 7 : partita in cui fa più notizia il fatto che abbia raccolto ben 15 rimbalzi rispetto ai 19 punti segnati, anche perché oggettivamente è protagonista di qualche forzatura di troppo in particolare sotto canestro. Dalla lunga distanza dimostra di essere in fiducia pur senza prendersi conclusioni numericamente esagerate; infatti, oltre che dei punti segnati, è anche leader della classifica individuale come percentuale sui tiri da 3 punti dell’intera lega. SHOOTING GUARD
    De Nicolao 4,5 : significativo che sia l’unico dei suoi compagni ad avere un bonus/malus negativo (-2). Diversi passi indietro a dispetto di quello che aveva fatto vedere nelle precedenti uscite, difesa deficitaria e regia svogliata e prevedibile. Partita steccata ma il processo di crescita passa anche da queste cose. RIMADATO
    Jacovics 6,5 : piccoli segnali di risveglio per Ingus che trova una serata in cui le percentuali dall’arco lo premiano con una curiosa e piacevole novità; questa volta i tiri li ha presi piedi a terra con la squadra che ribalta il pallone fino a trovarlo con spazio sul lato debole. REINVENTATO
    Ruzzier 6 : Michele parte meglio delle altre volte, almeno come atteggiamento e pericolosità offensiva, mentre difensivamente parlando viene fatto a fette da Baldasso. Vogliamo pensare che però le 2 scavigliate subite durante l’incontro non gli hanno agevolato il compito, la speranza è che, anche se lentamente, torni in lui la cattiveria agonistica per poter ringhiare sui 2 lati del campo. CHIHUAHUA
    Strautins 6 : è tra i giocatori che cerca di attaccare maggiormente il ferro, anche per cercare di crearsi poi maggior vantaggio quando decide di sparare da lontano. Questa volta è meno dominante del solito a rimbalzo e messo fuori ritmo dai falli che costringono Bulleri a panchinarlo ma sicuramente fisicamente è stato dominante. INCURSORE
    De Vico N.E
    Jones S.V. Infortunio più veloce della storia del campionato italiano,solo 31 secondi. In bocca al lupo JJ. OSCAR PER LA SFIGA
    Douglas 6,5 : finalmente riesce a mettere lì una partita concreta, senza eccessi clamorosi ma sicuramente sostanziosa e anche le percentuali sono più che accettabili. Buono il contributo a rimbalzo e i 6 assist evidenziano la sua predisposizione per servire i compagni più che nel mettersi in proprio. REDIVIVO
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.
    Van Velsen N.E.

  • simon89
    C’è poco da ridere, in casa Openjobmetis, nonostante la vittoria su Roma che permette ai biancorossi di interrompere a quota cinque la serie di sconfitte consecutive. 98-88 il risultato che è la miglior cosa di una serata faticosa, per certi aspetti surreale e soprattutto molto triste: Jalen Jones, il giocatore appena acquistato per ridare vigore alla squadra si è infatti infortunato in modo grave subito dopo aver esordito.
    Poco dopo la metà del primo periodo, e dopo 31” di gioco effettivo, Jones è ricaduto in modo strano sulla gamba sinistra e ha subito segnalato un guaio: la prima occhiata si è rivelata (quasi certamente) quella giusta, ovvero la rottura del tendine d’Achille che mette già fine alla sua stagione. Una tegola pesantissima per un’Openjobmetis che anche contro Roma ha faticato tantissimo a trovare una identità e che è riuscita a vincere soprattutto per la situazione difficilissima in casa capitolina. Pur con un paio di ragazzini in campo, la squadra di Bucchi ha lottato fino all’ultimo evitando fughe in avanti di Varese e chiudendo con un divario davvero ridotto.
    Il giudizio sui singoli varesini non è malvagio: sei giocatori in doppia cifra, con spunti positivi anche da quegli uomini come Ruzzier e Douglas che vengono da un periodo davvero complicato. Bene anche Morse, forse il migliore in campo, mentre Scola ha chiuso con un eccellente 19+15 senza brillare in modo particolare. Varese però chiude con il minimo sindacale, perché in difesa – quella che per anni è stata l’arma in più dei biancorossi – la OJM subisce quasi 90 punti da un’avversaria che di fatto ha avuto tre bocche da fuoco e null’altro. Insomma, la gara di Masnago non induce all’ottimismo tanto più che ora si va incontro a due partite dalle difficoltà altissime, contro Trento e contro Milano, prima della pausa per le nazionali.
    A questo punto la società dovrebbe trattenere Denzel Andersson, che era in procinto di salire sul primo aereo per la Svezia, prima di prendere altre decisioni. Se già lo spazio di manovra, a livello economico, era assai ridotta prima di chiamare il povero Jones, l’operazione più logica è quella di tergiversare con l’ala nordica e poi cercare di capire dove e come intervenire. La classifica, almeno, si è mossa ma le sensazioni venute dal campo sono tutt’altro che positive e crediamo che questa squadra sia in netta difficoltà, anche se naturalmente speriamo di sbagliarci.
    PALLA A DUE
    Nella partita delle assenze, è assolutamente inconsueto il quintetto base proposto da Bulleri che manda in campo tre playmaker, ovvero De Nicolao, Ruzzier e Douglas, accanto a Strautins e Scola. L’esordiente Jones quindi comincia in panchina, dove siede anche De Vico, inutilizzabile. Out anche Ferrero, come previsto. Un grintoso Bucchi si ritrova senza Robinson e Hunt; l’ex Cervi va in panchina senza giocare, il pivot è quindi Biordi, nazionale sanmarinese.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio faticoso per Varese che non riesce ad accendersi e concede anche il +6 ai giallorossi sostenuti dalle scorribande di Campogrande. Bulleri resta con il quintetto basso anche quando Ruzzier esce per un leggero infortunio ma è ben peggio quel che accade a Jones, appena entrato: penetrazione da sinistra, ricaduta strana e mani nei capelli. La sua partita – e non solo – finisce qui.
    Prima della sirena del 10′, almeno, Varese si scuote grazie all’iniezione di energia apportata da Morse: alla pausa è 20-17.
    Q2 – Superato lo shock per Jones, la Openjobmetis sembra correre più tranquilla e il secondo periodo è di gran lunga il migliore perché Varese colpisce dall’arco con Jakovics e con un buon Ruzzier, brillante in questa frazione. Il vantaggio sale sino al +18 (45-27) che resterà il massimo vantaggio della gara; squadre negli spogliatoi sul 48-33.
    Q3 – Come di consueto però, il rientro dalla pausa lunga è difficoltoso: Roma capisce che la OJM è ingolfata e prende vigore col solito Campogrande ma anche con Beane e Wilson. Per fortuna, stavolta, Douglas c’è e si fa sentire: 11 nel periodo con tre triple che tengono a distanza i testardi giallorossi, 71-61.
    IL FINALE
    Dopo la seconda “scavigliata” di Ruzzier, Roma si avvicina fino al -7 e crea apprensione ma anche imbarazzo per una Varese poco brillante. I biancorossi però ritrovano in tempo la mira; Douglas segna dalla media, Scola e Jakovics dall’arco, e il margine torna a lievitare. Bastano però due passaggi a vuoto in attacco per tornare a un risicato +10 perché la difesa di Bulleri concede troppo; Roma trova anche una tripla di tabella sui 24” (Hadzic) e non si arrende mai. Tocca allora a Strautins trovare gloria mentre Morse e Scola dominano l’area avversaria: non c’è il rischio di perderla, però Varese non riesce a ristabilire un distacco più netto su una Roma che dà oltre 11′ al 17enne Ticic e 4 al 18enne Iannicelli (un canestro ciascuno). Alla fine Bulleri concede 7” d’esordio a Librizzi, Van Velsen e Virginio, forse gli unici a ricordare per sempre in positivo questa serata.
    Damiano Franzetti
     

×
×
  • Create New...