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VareseFansBasketNews

  • simon89
    La Pallacanestro Varese nomina le figure chiave del nuovo ciclo societario triennale. Formalizzate ieri le cariche del CdA che condurrà la società biancorossa per tre stagioni: sulla poltrona del comando resta Marco Vittorelli, che guida il club dal maggio 2016, affiancato dal vicepresidente Giuseppe Boggio e dal consigliere Toto Bulgheroni. Ratificato l’ingresso nella stanza dei bottoni del nuovo consigliere Thomas Valentino per una governanceal momento composta da 4 elementi, ma è aperta ad eventuali new entries (insolito il numero pari in un CdA...) a partire dall’ipotesi Gianfranco Ponti se sarà confermata la volontà dell’imprenditore di Angera di acquisire dopo l’1 luglio il 10% delle quote della società.
    Un passaggio formale annunciato da mesi e slittato più volte tra motivi tecnici (la necessità di chiudere il bilancio 2018/19 con gli ultimi dettagli amministrativi) e l’emergenza coronavirus che aveva posticipato forzatamente le ratifiche di decisioni già acquisite durante l’inverno.
    Il ritardo delle nomine - il precedente CdA era decaduto al 30 giugno 2019 - ha fatto sì che la durata dell’incarico per i membri della governance fosse confermato per tre anni, facendo decadere l’ipotesi alternativa di un mandato annuale. Ora la macchina organizzativa della società potrà mettersi in moto anche sul piano pratico: Vittorelli avrà sempre il ruolo di ambasciatore del mondo biancorosso tra Lega Basket ed istituzioni, cercando di portare a termine l’obiettivo del restyling dell’Enerxenia Arena col progetto dell’ingegner Aceti.
    Boggio manterrà il ruolo delicato ma fondamentale della gestione amministrativo-contabile assieme al direttore finanziario Giorgio Pellegatta, così come Bulgheroni rimarrà il regista delle operazioni di mercato alla guida dell’area tecnica con la condivisione delle scelte a braccetto con il g.m. Andrea Conti e il coach Attilio Caja.
    A Thomas Valentino è stata invece affidata la delega nei comparti Marketing e Comunicazione, con il prossimo appuntamento di domani che coinvolgerà altre figure chiave - dal presidente de “Il Basket Siamo Noi” Umberto Argieri all’ex a.d. biancorosso Fabrizio Fiorini e Dante Pugliese - per dettare le linee del progetto “Varese 2.0” al quale potrebbe unirsi il presidente di Marnate (e vicepresidente del Legnano Calcio) Alberto Tomasich. L’imprenditore di Gallarate dovrebbe fungere da “collettore” di risorse fresche attraverso contatti personali (possibili già un paio di nuove entrate a breve?) e un approccio diverso nell’ambito del “fundraising”. Attività che al di là dell’opera degli uffici competenti della società biancorossa è sempre stata affidata pressoché “in toto” al consorzio, con Alberto Castelli in prima fila: la presenza in CdA di una figura di riferimento in questo comparto non visibile ai tifosi ma fondamentale per costruire un progetto tecnico e societario più allettante rappresenta di per sé una novità importante.

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Fip e Lega Basket mettono la parola fine sul campionato di serie A 2019/20. Ufficiale la conclusione della stagione del massimo torneo di basket: l’assemblea dei 17 club professionistici ha trasmesso a Gianni Petrucci le valutazioni sulle prospettive di una eventuale ripresa dell’attività, e in seguito alle indicazioni ricevute dall’organismo presieduto da Umberto Gandini, il numero 1 della pallacanestro italiana ha definitivamente detto stop.
    «Considerato che dai DPCM e dalle ordinanze emesse non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si può pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche più colpite dall’epidemia - scrive il presidente della Fip -. Dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale, impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro».
    La missiva con la quale ieri la Federazione dei Medici Sportivi Italiani dettava protocolli rigidissimi anche per i soli allenamenti collettivi ha chiarito a tutte le parti in causa l’oggettiva impossibilità di riprendere l’attività anche con le tempistiche dell’ultima opzione rimasta sul piatto (allenamenti dal 16 maggio e partite dal 30 maggio al 30 giugno). E l’iter procedurale adottato, con la Fip che ha recepito le indicazioni di Lba agendo nelle sue prerogative di organo con poteri decisionali su ogni campionato, ha placato anche Virtus e Fortitudo Bologna, che hanno aderito alla volontà unanime dell’assemblea una volta ricevute rassicurazioni sui passaggi formali per arrivare alla neutralizzazione del campionato.
    «Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attività – è il passaggio finale di Petrucci - La Fip ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilità di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano».
    Prima dell’assemblea di Lba Petrucci e Gandini avevano incontrato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per esprimere le richieste del basket - professionistico ma non solo - in grado di attutire l’impatto economico legato all’emergenza coronavirus. Le rassicurazioni ricevute in merito a crediti d’imposta per le sponsorizzazioni della stagione corrente e futura e ulteriori agevolazioni per la pallacanestro (da prestiti a tasso agevolato con la garanzia del Credito Sportivo alla possibilità di ottenere la cassa integrazione per il personale tecnico ed extratecnico con contratti fino a 50mila euro lordi) sono state recepite positivamente dai club professionistici.
    Ora l’attenzione si sposta sulla stagione 2020/21, alla quale Gandini guarda come quella della rinascita: «Lba condivide le motivazioni di fondo che hanno portato la FIP a deliberare la conclusione della stagione. Ora la Lega concentrerà tutti gli sforzi sulla programmazione della stagione 2020/21, auspicando di poter riprendere a giocare in totale sicurezza ed augurandosi di avere da parte di tutte le istituzioni coinvolte un quadro normativo di sostegno alle società stesse e alle attività imprenditoriali collegate alla pratica della pallacanestro, presupposto imprescindibile per affrontare il momento di straordinaria difficoltà che il nostro sport sta attraversando» scrive il manager varesino nel comunicato ufficiale di Lba.
    FIP e LBA non hanno anticipato nulla sui verdetti della stagione 2019/20: toccherà al consiglio federale del 15 aprile esprimersi ufficialmente.
     
    NIENTE SCUDETTO: Non sarà assegnato, per la sesta volta in 98 anni di storia del basket italiano, ma la terza - dopo il 1944 e 1945 per la guerra - per cause di forza maggiore (nel 1929 e 1943 per controversie legali, nel 2012 e 2013 revocato a Siena).
    RETROCESSIONI: Tutte e 17 le società della serie A potranno iscriversi al prossimo campionato. Dichiarata conclusa anche l'A2, che non prevederà promozioni; tavolo LBA-LNP per eventuali ripescaggi.
    COPPE EUROPEE: Per gli accessi in Eurocup e Champions League varrà la classifica al termine del girone d'andata, l’ultima in cui le squadre avevano disputato lo stesso numero di partite. Per effetto della quale Varese chiude virtualmente al nono posto.

    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    L'Openjobmetis mette le mani su Toney Douglas per rimpiazzare Jason Clark. Accordo ufficializzato nella serata di ieri tra la società biancorossa e il 34enne playmaker veterano di lungo corso nella NBA (394 gettoni in 8 stagioni tra i professionisti; 7,6 punti e 2,3 assist di media in 7 fermate tra New York, Houston, Sacramento, Miami, Golden State, New Orleans e Memphis).
    Una trattativa lampo chiusa nel weekend ma definita solo dopo la transazione del precedente accordo tra il giocatore statunitense e l'Estudiantes Madrid, il club spagnolo dove aveva firmato a fine novembre giocando per tre mesi a fianco dell'ex biancorosso Aleksa Avramovic (7,4 punti e 2,6 assist in 20,6 minuti di media nella sua avventura iberica).
    Douglas è un attaccante creativo che ama giocare con la palla in mano, con un pedigree di alto livello al di là della carriera NBA che lo ha visto protagonista in Eurolega con Efes Istanbul e Darussafaka (14,5 punti e 4,0 assist di media nella massima competizione continentale). Nel maggio 2019 sembrava ad un passo da Milano per coprire le spalle nei playoff all'acciaccato Mike James, poi non se ne fece nulla perchè chiese il contratto anche per la stagione corrente e l'Olimpia passò la mano. In autunno inoltrato la chiamata dall'Estudiantes, dove però non ha funzionato nell'accoppiata con un altro regista puro come Pressey.
    Per Varese potrebbe essere un rinforzo di qualità elevata, sebbene il suo ruolo non sia quello di guardia come Clark ma quello del regista puro occupato finora da Josh Mayo (che potrebbe giocare in coppia con Douglas per sfruttare le sue doti balistiche su blocchi e scarichi). «E il miglior giocatore tra quelli disponibili ad accettare una situazione che non offre la vetrina nelle coppe come la nostra - spiega il g.m. Andrea Conti -. Il curriculum è importante e le qualità sono indiscutibili; avrà bisogno dei suoi spazi per esaltare le sue caratteristiche, ma pensiamo che possa essere un profilo stuzzicante per il nostro club».
    La trattativa lampo nel giro di 48 ore si è chiusa anche alla luce delle referenze positive arrivate dai contatti con i suoi precedenti allenatori in Turchia (l'ex senese Ergin Ataman ed Ernan Selcuk del Darussafaka) e dell'ex biancorosso Jean Salumu, che ha giocato con Douglas nei primi due mesi del 2018/19 al Sakarya. Il giocatore statunitense partirà nella mattinata odierna da Madrid e raggiungerà Varese per aggregarsi ai nuovi compagni, nei pomeriggio farà la conoscenza di coach Caja e del gruppo nell'abituale seduta di allenamento a porte chiuse dell'Enerxenia Arena. Il debutto è previsto già nel derby contro Milano dopo la presentazione dei documenti necessari per il tesseramento entro il termine delle 11 di venerdì.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’emergenza coronavirus produce un grave danno collaterale in casa Pallacanestro Varese. Jason Clark ha chiesto di lasciare il club biancorosso per fare rientro negli Stati Uniti: la notizia della sospensione dei voli da e per gli Stati Uniti di alcune compagnie aeree ha definitivamente indotto l’atleta biancorosso a concludere l’avventura in Italia e fare rientro a casa.
    La compagna di Clark è infatti in dolce attesa con il termine per la nascita del primogenito fissato per il 20 marzo: il rischio di essere sottoposto a quarantena e non poter assistere al lieto evento ha indotto il giocatore alla decisione di fare ritorno in patria per evitare qualsiasi evenienza.
    Per il club del presidente Vittorelli è indubbiamente una tegola, soprattutto perché riguarda il giocatore più performante dell’ultimo periodo (18,3 punti e 7,6 rimbalzi nel mese di gennaio) con la necessità di tornare sul mercato in un momento nel quale l’Italia - e in particolare la Lombardia - non sono destinazioni particolarmente gradite per gli stranieri.
    Varese ha provato a convincere Clark a recedere dal proposito, ma alla fine ha dovuto prendere atto della decisione irrevocabile del giocatore e iniziare a setacciare il mercato in cerca di un sostituto. Così Andrea Conti, che nella nottata di ieri è diventato padre per la terza volta con la nascita di Elisa, ha dovuto mettere da parte i festeggiamenti per il lieto evento e tuffarsi in un mercato dalle tempistiche e dagli sviluppi complicati.
    La richiesta unilaterale di rescissione - così come nel caso precedente di Peak - libera chiaramente risorse per il sostituto di Clark; a questo punto però sarà difficile trovare un giocatore ad hoc per le necessità di Attilio Caja, visto il momento avanzato della stagione e la congiuntura del mercato si punterà sul miglior giocatore disponibile partendo dalle disponibilità nel ruolo di “combo-guard”, ossia un elemento capace di produrre punti con la palla in mano che possa giocare con e per Mayo così come negli intenti iniziali doveva essere Jason Clark.
    E così come era stato effettivamente nel mese di gennaio, quando dopo il rischio taglio precedente alla trasferta di Treviso - scongiurato grazie ai 30 punti messi a segno con relativo raid al PalaVerde - l’esterno ex Francoforte si era messo a giocare secondo le aspettative estive. «È chiaro che per noi è un danno, perché Clark era il giocatore più in forma del roster - conferma Conti - Però di fronte ad una richiesta del genere non ce la sentiamo di opporci; il problema è che la situazione è sempre più difficile da controllare soprattutto per le famiglie degli stranieri...».
    La caccia al sostituto di Clark è aperta e l’obiettivo è quello di stringere entro le prossime ore per avviare le pratiche relative a visto e tesseramento (l’OJM ha ancora il settimo e ultimo slot extracomunitario, potendo ancora pescare senza vincoli di passaporto). A questo punto serve un rinforzo di qualità senza troppi vincoli sul pedigree stile usato sicuro già visto in Italia, toccherà allo staff dell’OJM trasformare questo imprevisto sgradito in una possibilità di migliorare la squadra con un elemento di valore. Certo tutto il lavoro di 4 settimane per inserire Carter passerà in secondo piano vista la necessità di una ulteriore correzione in corsa; a questo punto il possibile ed ulteriore rinvio del derby di domenica prossima contro Milano non sarebbe certo una cattiva notizia per una Varese alle prese con un nuovo innesto nello scacchiere di coach Caja. Che confida comunque di avere a disposizione il sostituto di Clark in tempi relativamente brevi e poterlo eventualmente far debuttare in quello che tutti auspicano come la data della ripresa del campionato, l’11 marzo contro Brescia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese sta in mezzo al guado, tra l'ambizione di alzare l'asticella e il rischio concreto di ridurre gli investimenti e di conseguenza gli obiettivi sportivi. Dopo l'assemblea di giovedì scorso il presidente del consorzio Alberto Castelli fa il punto della situazione fotografando i tre scenari possibili per il futuro.
    «La prospettiva più apocalittica è quella di ridurre drasticamente gli investimenti, che non significherebbe far morire la società ma rischiare concretamente la retrocessione. Oggi siamo in grado di reggere gli impegni attuali soltanto perchè dal 2016 in poi sono arrivati prima il Trust, poi Gianfranco Ponti e infine Orgoglio Varese, a fianco di Openjobmetis che ci supporta da sei stagioni. Ma anche mantenere tali livelli è sempre più difficile. E oltre all'impegno dei soliti noti è legato ad un fundraising deh'ultimo momento, che non possiamo più dare per scontato. La terza alternativa, più auspicabile, è alzare l'asticella con almeno un milione di risorse: questo upgrade ci metterebbe nel gruppo di squadre che competono legittimamente per i play off e possono affacciarsi in Europa».
    Sotto quale formula servono gli innesti di nuove risorse?
    «Il concetto che a Varese la pallacanestro di serie A non è un dogma di fede è una realtà inconfutabile, non un lamento pretestuoso. Negli ultimi anni abbiamo razionalizzato tutto il possibile all'interno della società, però il consorzio non è più in grado di replicare sforzi come quello che nella stagione corrente ci porterà a versare quasi 1,8 milioni di euro tra contributi diretti e indiretti. Per alimentare il giocattolo ed evitare lo scenario peggiore servono forze fresche senza distinzione tra sponsorizzazione, trust, consorzio e Orgoglio Varese».
    È una richiesta di ulteriore impegno per Gianfranco Ponti e Rosario Rasizza oppure si cercano forze esterne?
    «La passione dei consorziati rimasti dopo 10 anni è ancora massima, ma guardando in avanti l'entusiasmo è destinato a indebolirsi se non cambieranno le ambizioni. I soliti noti Ponti e Rasizza ci stanno dando da anni una mano molto significativa; alzare l'asticella significa trovare forze nuove e diverse, il milione non deve arrivare da loro che stanno già facendo tanto. L'ingresso nel capitale della società a fianco del consorzio sarebbe il modo più auspicabile perché ci darebbe sicurezze nel condividere il rischio, ma non è l'unico da percorrere. Il salto di qualità non passa dall'ingresso in società di Ponti o da un potenziamento di Orgoglio Varese».
    Ma una Pallacanestro Varese che negli ultimi 4 anni ha sempre fatto registrare perdite di bilancio può attrarre soci?
    «Non è un affare ma una spinta legata alla passione per perpetuare la storia della realtà sportiva più importante della provincia, che ha risvolti sociali e di voglia di impegnarsi per la città e il territorio. L'esempio pratico è quello del nuovo consigliere Thomas Valentino che garantisce entusiasmo e volontà di impegnarsi per la sua squadra; inoltre ci apre scenari per diventare meno "Varese-centrici"».
    In che tempi servono risposte?
    «Dopo anni di ribassi, la serie A ha effettuato un salto in avanti in termini di costi: con i soldi di cui disponiamo possiamo ancora svolgere lo stesso ruolo attuale che non è da primattori? Entro i prossimi due mesi aspettiamo risposte in vista della stagione 2020/21, l'auspicio ovviamente è quello di fare qualcosa in più e non in meno. Chi è interessato a darci una mano si faccia avanti». 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis compie il primo passo nel processo di integrazione di Justin Carter. Galoppo solido anche se privo di acuti di spicco nella prima delle tre amichevoli previste dall'area tecnica biancorossa per mettere a punto la versione 2.0 di Varese con l'aggiunta dell'ala ex Sassari. La formazione di Attilio Caja impone alla distanza il maggior peso specifico nei confronti di una Bergamo incompleta (out Allodi, Zugno e Costi) ma quantomai pungente dall'arco col trio straniero Jackson-Lautier Ogunleye-Carroll.
    I biancorossi macinano l'abituale volume di gioco corale, chiudendo con 5 giocatori in doppia cifra una gara solida sul piano delle esecuzioni e del volume di tiri aperti prodotti dalla consueta manovra ben oliata. Per almeno due quarti gli avversari di categoria inferiore, nelle cui file si mette in luce anche il 19enne prodotto del vivaio biancorosso Matteo Parravicini, tengono comunque botta a suon di triple. Alla distanza però il fatturato interno del suo Simmons (coinvolto puntualmente nei due quarti conclusivi) e Vene (pungente dalla media distanza nei giochi a due con un Mayo più frizzante in attacco rispetto alle ultime uscite) permette all'OJM di imporre la legge della categoria superiore nei duelli dentro l'area.
    E il nuovo arrivato sul quale erano puntati gli occhi di tutti? Da buon veterano Carter ha cercato di non strafare e sfruttare il mestiere per inserirsi in punta di piedi nel sistema biancorosso. Dopo la schiacciata inaugurale l'ala del 1987 è rimasto prevalentemente tra le righe, raccogliendo principalmente quel che gli ha creato il movimento di palla dei compagni senza prendere molte iniziative individuali. Il buon impatto a rimbalzo (7 totali) ha comunque dato fiducia allo staff tecnico biancorosso in una partita nella quale è comunque emersa la ruggine accumulata in 17 giorni senza partite - ufficiali e non - per lunghi tratti dei primi due quarti. Solo quando la difesa è stata più graffiante infatti l'OJM ha saputo limitare gli arcieri di Bergamo con più efficacia dopo le 10 triple subite nei primi 15'. Nel complesso comunque una sgambata utile per mettere a fuoco le situazioni da affinare per completare l'inserimento di Carter e prepararsi al ciclo di big match che attendono la Caja's Band sin dalla riattivazione casalinga del 27 febbraio contro la Virtus Bologna.
    La prossima settimana altre due tappe - mercoledì 19 a Milano contro l'Urania, giovedì 20 a Gallarate contro i Lugano Tigers - pur senza Vene e Tambone, precettati dagli impegni con Estonia ed Italia. Dando per scontato un approccio senza acuti individuali da parte di un elemento dalla vocazione da corista più che da solista, Carter deve comunque aumentare i giri dal punto di vista delle iniziative personali e della condizione atletica.
    LE PRIME IMPRESSIONI «Un galoppo utile per riprendere confidenza con il clima partita. Però c'è da lavorare, e tanto...». Attilio Caja fotografa una situazione da cantiere aperto per l'OJM in versione Carter dopo il test di ieri a Bergamo: «Justin ha giocato di posizione, sicuramente c'è da fare per tirarlo a lucido. Deve ancora capire con esattezza quel che serve a noi, sicuramente non i tiri da 3 punti con la necessità di attaccare di più sui close out. Però ci dà impatto ed energia a rimbalzo, e capacità di produrre punti da distanza ravvicinata sul gioco senza palla».
    Insomma i lavori in corso sono in piena evoluzione, ma il tempo residuo prima del debutto dell'ala ex Sassari contro la Virtus Bologna dà fiducia al tecnico pavese: «Carter è stato fermo per delle settimane, è da capire se era un problema di condizione da affinare o di intesa ancora da completare. Però abbiamo altre due settimane e due amichevoli per aumentare la sua integrazione nel sistema e affinare la situazione, ci serviranno tutte ma sapevamo che ci sarebbe stato bisogno di tempo per completare il suo inserimento. Per il resto è stato il test che mi aspettavo dopo tanta inattività agonistica».
    Sulla stessa falsariga anche il commento del g.m. Andrea Conti: «Justin deve ancora completare l'integrazione nei meccanismi, ma il tempo ci aiuterà nel metterlo in condizioni di arrivare pronto fra due settimane contro la Virtus Bologna. Per il resto la squadra macina sempre il suo solido volume di gioco, serietà e impegno sono sempre al top ma dopo 6 mesi di stagione questo è ormai un dato di fatto, cercheremo di sfruttare al meglio i due appuntamenti agonistici della settimana prossima per mantenere il ritmo agonistico in vista della sfida del 27 febbraio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis prepara il cambio in corsa tra L.J. Peak e Justin Carter. Fermata fino al 27 febbraio la giostra della stagione in corso con un pit stop di 32 giorni che non ha eguali nella storia della serie A moderna, il club biancorosso lavora per chiudere il rapporto con l'ala ex Pistoia e contestualmente firmare il suo sostituto tenuto "a bagnomaria" da quando il giocatore del 1996 aveva comunicato la sua volontà di lasciare Varese.
    Scelta personale con collocazione ancora da definire per Peak, che avrebbe sul piatto una proposta estera (in Italia sondaggio mai approfondito da parte di Reggio Emilia) dovendo però trovare la quadra per chiudere l'attuale rapporto con l'OJM. Questione più amministrativa che formale, considerando comunque che la mossa per uscire dall'accordo attuale è arrivata dal giocatore e dunque il club biancorosso punta ad una chiusura senza esborsi economici.
    Prima si archivia la pratica Peak e poi si affonda il colpo con Justin Carter, la 33enne guardia-ala scelta come sostituto del connazionale: l'obiettivo dell'OJM è quello di far sbarcare il nuovo arrivo in città entro la fine della settimana e iniziare a svolgere i test atletici con il preparatore Silvio Barnaba prima di inserirlo nel gruppo che resterà a riposo fino a lunedì prossimo con una settimana di riposo assoluto. L'unico punto interrogativo riguarda infatti le condizioni atletiche del giocatore del 1987, agonisticamente inattivo da fine novembre dopo la conclusione anticipata del suo rapporto con i francesi del Roanne (nel corso di una rissa in campo ruppe la mandibola all'ex sassarese Mbodj con sospensione per 10 partite dalla lega transalpina e licenziamento da parte del club).
    Di fatto il contratto si attiverà se Carter sarà abile, arruolabile e in forma, pronto per inserirsi dalla ripresa degli allenamenti nei meccanismi dell'OJM. Il giocatore del 1987 arriverà accompagnato da referenze tecniche e umane positive provenienti da Sassari, dove ha giocato negli ultimi 6 mesi del 2018/19: scelto da Enzo Esposito a metà gennaio, dopo il subentro di Pozzecco ha perso spazio quando l'ex coach di Varese ha asciugato le rotazioni (5,4 punti e 2,4 rimbalzi in 15,5 minuti di media). Carter è però elemento esperto e rodato, che sa stare in gruppo e nel sistema, ma rispetto a Peak può mettere al servizio dell'OJM una caratteristica in grado di aggiungere una dimensione al momento mancante all'attacco biancorosso.
    L'esterno del 1987 che in Francia viaggiava a 12,1 punti e 4,5 rimbalzi di media, ma all'attivo ha anche esperienze in Eurolega tra Galatasaray, Pinar Karsiyaka e Khimki Mosca, possiede infatti atletismo e fisicità per attaccare il ferro e dare alla manovra di Varese quella dimensione in penetrazione indispensabile per non dipendere eccessivamente dal tiro dall'arco. A 33 anni Carter potrebbe aver perso un pizzico di esplosività rispetto alle stagioni migliori; ma solo due anni fa chiuse come quinto marcatore della VTB League (17,0 punti di media ad Astana) totalizzando oltre 7,5 viaggi in lunetta di media a partita. Un giocatore verticale che vada dritto per dritto in penetrazione potrebbe aggiungere all'OJM quel pizzico di pepe in più, inserendo nella pietanza l'ingrediente finora mancante per competere fino in fondo nella corsa all'ottavo posto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis si spegne sul più bello nello spareggio per l'ottavo posto sul campo della Fortitudo Bologna. La truppa di Attilio Caja cede in volata contro una Pompea trascinata dai suoi veterani Aradori, Mancinelli e Stipcevic per piegare una Varese bifronte sul piano balistico. I biancorossi giocano un primo tempo offensivamente scintillante (48 punti con 7/9 da 2 e 10/21 da 3) fino a quando Mayo ispira tutti con le sue giocate da regista puro; poi l'ex di turno croato gli fa sentire il fiato sul collo tra raddoppi e malizie, e Josh -nella prestazione tecnicamente migliore dell'ultimo mese - incappa in un'altra serata disastrosa al tiro come a Sassari (3/15 dal campo con 2/12 dall'arco, pur dovendo spesso prendere tiri "impiccati" allo scadere dei 24 secondi).
    Complice anche il totale fuorigiri di Jakovics, che in una serata da 5 perse getta alle ortiche 4 palloni in 7', l'oliatissimo meccanismo che aveva esaltato la mano calda di Vene (inedito top scorer con 6/10 dal campo) si inceppa clamorosamente tra terzo e quarto periodo. I dati totali dicono 28 punti dopo l'intervallo con un complessivo 8/28 dal campo; il bug fatale all'OJM scatta però tra il minuto 24 e il minuto 33, quando gli ospiti segnano solo 5 miseri punti senza più costruire nulla dalla circolazione di palla.
    Varese ha la forza e il carattere di non crollare dopo il 5-21 che la porta da più 8 a meno 8, e con un finale arrembante di Ferrero riapre i giochi tornando a meno 1 nell'ultimo giro di lancetta con la possibilità di strappare comunque i due punti al PalaDozza. Ma il jumper corto di Clark - seguito da una tripla ancora più corta sulla sirena dell'ex Francoforte - spegne il sogno di una OJM combattiva e grintosa a dispetto dei suoi atavici limiti.
    Stavolta non è un problema di personalità, ma di qualità: spenta la luce di Mayo con le maniere forti, nella serata no dell'alternativa Jakovics il sistema offensivo biancorosso non ha trovato più soluzioni corali per armare i suoi fucilieri. Il calo vertiginoso delle percentuali è anche figlio della peggiore qualità della loro preparazione dopo lo show balistico dei primi 20'. Peccato perché l'energia e l'applicazione profusa da Varese avrebbero meritato un finale diverso, anche in una serata nella quale il suo fuciliere principe Mayo ha girato a vuoto ma vivere di percentuali dal perimetro è sempre un azzardo.
    Ora l'OJM stacca la spina per 32 giorni filati, nei quali Attilio Caja dovrà fare il tagliando alla squadra metabolizzando l'ormai certo addio di L.J. Peak, che per volontà propria uscirà dal gruppo: al suo posto arriverà Justin Carter - oggi la trattativa dovrebbe chiudersi - ossia un veterano di 33 anni con tanto mestiere e un buon vigore atletico che nelle idee dell' area tecnica biancorossa potrebbe aggiungere quel quid in più ad una squadra diligente, grintosa e caparbia. Ma specie in trasferta troppo monocorde e piatta nel suo basket orizzontale senza assalti al ferro.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo.
    Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM.
    Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba).
    Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana.
    Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene.
    Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec.
    Giuseppe Sciascia

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