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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L’Openjobmetis pianta il vessillo biancorosso all’Allianz Cloud e dà la scossa alla sua stagione. Impresa in rimonta per la squadra di Kastritis, che ferma a quota 7 la serie positiva di Milano interrompendo un digiuno esterno di 5 anni sul parquet dell’Olimpia. Stavolta Varese non perde il controllo del mezzo dopo l’ormai consueta fiammata di valore assoluto quando la sua difesa diventa padrona della partita. L’OJM pasticcia troppo in attacco per lunghi tratti (8 perse nel primo quarto e 11 a metà gara), ma porta sempre avanti il suo piano partita fatto di aggressività e raddoppi anche quando il punteggio le dà torto (43-31 al 18’ e 51-39 al 24’).
    Ma negli ultimi 15’ la marea dell’atletismo biancorosso sommerge un’Olimpia in affanno contro l’aggressività difensiva dei prealpini: le 21 palle perse della squadra di Poeta sono la chiave della rimonta OJM piazzata a suon di triple e contropiedi (54-59 al 28’). Poi è un Tazè Moore a tratti onnipotente sui due lati del campo a pennellare giocate decisive in attacco e a compensare il gap negativo a rimbalzo. Varese vola fino a più 9, la spina si stacca per 4 minuti consentendo all’EA7 di ricucire fino al 74 pari, ma il ferro del PalaLido è amico dei biancorossi sulle triple fallite in serie da Milano.
    E stavolta la squadra di Kastritis trova il colpo del K.O. con le accelerazioni di Stewart e Iroegbu (con assist per Nkamhoua) a rilanciare l’azione. La difesa OJM è assolutamente padrona della partita concedendo solo 23 punti negli ultimi 15’ all’Olimpia, e 5 anni dopo l’ultima vittoria da giocatore Luis Scola può festeggiare il successo esterno da ex. E gli oltre 400 tifosi al seguito impazziscono di gioia per l’impresa di una squadra graffiante, resiliente ed esplosiva: la colonna sonora del finale è “Sono varesino e me ne vanto”.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis non impara dai propri errori. Prima sconfitta casalinga nella versione 2.0 con Iroegbu e Stewart per una Varese prima bellissima e poi mollissima, che sfida a “chi-segna-di-più” il miglior attacco della serie A, e chiude inevitabilmente concedendo il massimo bottino del 2025/26.
    Davanti agli occhi del commissario tecnico dell’Italbasket Luca Banchi, la squadra di Kastritis ricalca per molti aspetti l’andamento “sinusoidale” della partita di Treviso: esalta e incanta nei 7-8 minuti in cui la difesa graffia e il ritmo si alza, con un break clamoroso di 33-10 a cavallo fra secondo e terzo quarto. Si passa dal 37-41 del 16’ al 70-51 del 23’ quando il ritmo generato dall’aggressività offre palloni d’oro ad Alviti (20 con 6/7 da 3 a metà gara). Ma dallo showtime allo sprofondo bastano due aggiustamenti tattici di Neven Spahija, che adegua l’assetto giocando con due ali e un lungo frontale: Varese smette di attaccare pagando la serata infelice di Iroegbu, ed è Venezia a piazzare un controbreak micidiale di 7-33 nella parte finale del terzo quarto.
    Poi non aiuta un metro arbitrale che tutela pochissimo i biancorossi (8-22 in lunetta, primo fallo della Reyer dopo 11’15” del secondo tempo) acuendo gli errori per cattive scelte offensive contro una difesa orogranata senza più il “buco” Wiltjer. Ma è solo uno dei fattori che pesano nell’economia di una partita nella quale Varese paga dazio alla sua insostenibile leggerezza. Fisica prima di tutto, con Venezia che banchetta a rimbalzo e dentro l’area con medi e lunghi, complice l’uscita di scena di Moore (a riposo per tutto l’ultimo quarto) e i soli 9’ di Assui, sacrificato per cercare attacco. Ma anche mentale, perché passare dal più 19 del 23’ al meno 17 del 36’ è un segnale di preoccupante inconsistenza. Giocare solo a ritmo altissimo si può se si difende per 40 minuti; non basta riuscirci per soli 8’, per quanto abbaglianti, se non si possiede la durezza mentale necessaria per non disperdere in pochi minuti il pingue tesoretto costruito.
    Il primo impatto contro una big boccia le ambizioni di una OJM che non sembra avere sufficiente consistenza nella sua attuale impalcatura. C’è modo di ripensare qualche strategia vista l’inconsistenza ormai acclarata di Freeman? Il derby di lunedì 26 gennaio al PalaLido contro un’Olimpia in serie positiva da sette turni – presente l’ex di turno Alberto Seravalli per “scoutizzare” gli avversari – dovrà dare qualche segnale diverso rispetto a una Varese che al netto di un arbitraggio poco “amico” si è specchiata troppo presto in se stessa, smettendo di fare quel che chiede Kastritis contro la peggior avversaria possibile. Che infatti ha segnato 53 punti in 12’ (dai 51 del 23’ ai 104 del 35’) quando l’OJM ha smesso di essere se stessa.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Partita sulle montagne russe se ce n'é una quella che ha visto di fronte le squadre che compongono il derby del lavoro interinale italiano. Alla fine Venezia vince meritatamente facendo un match al limite della perfezione e giocato ad alti ritmi sfruttando la lunghezza della sua panchina. Varese raggiunge i 19 punti di vantaggio nel terzo quarto ma poi improvvisamente si spegne la luce e Venezia piazza un parziale devastante portandosi in vantaggio e poi gestendo in sicurezza fino al quarantesimo. Qualche recriminazione per il metro arbitrale che ha aiutato sicuramente i lagunari permettendo ai viaggianti molti contatti senza essere puniti mentre per i padroni di casa sembra esserci stato una maggiore severità nel valutare i contatti. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Stewart 6,5: partenza abbastanza in sordina per poi trovare efficacia nella seconda parte dell’incontro. Trova le marce alte quando i suoi compagni perdono il filo del discorso ma da solo non riesce a rianimare nessuno. E’ anche il miglior rimbalzista di Varese. SPEEDY GONZALES
    Alviti 7: Davide dopo la virgola di Treviso è autore di un primo tempo strepitoso dove vede una vasca da bagno al posto del canestro e questa onnipotenza si fa vedere anche difensivamente dove risulta reattivo e pronto allo scontro fisico con buoni risultati. Nella ripresa sparisce un po' come del resto quasi tutti i suoi compagni. INARRESTABILE...O QUASI
    Moore 6,5: fino a quando rimane in campo è adrenalina pura e di questa sua caratteristica sembra che se ne avvalga anche chi gioca con lui. Poi incomprensibilmente viene fatto sedere e non rivede più il campo e da questa decisione nascono diverse voci che parlano dell’ennesimo colpo di testa di Tazè non gradito al coach ellenico. ROBA DA MATT
    Villa N.E.
    Assui 5: anche Elisè ad un certo punto viene “parcheggiato” sulla panca e non vede più il campo in una partita in cui il suo minutaggio rimane decisamente sotto alle ultime medie. Vero è che oggi non sembrava così impattante come in altre occasioni. SCARIC...ATO
    Nkamhoua 5: partita difficile da decifrare quella di Olivier questa sera. Momenti in cui si accontenta di tiretti dalla media che non ne hanno voluto sapere di entrare e poca presenza a rimbalzo, statistica che ancora una volta risulta decisiva per indirizzare il risultato finale. Più che la tecnica deve lavorare sulle scelte che, sopratutto quando è in carenza di ossigeno, sono deleterie. FRUSTRANTE
    Iroegbu 5: lo statunitense dal passaporto nigeriano è autore di una partita in cui fatica ad azzeccarne una. Gli 8 assist mascherano una prestazione insufficiente sia al tiro che nelle scelte. PASTICCIONE
    Librizzi 6: il capitano lotta contro una batteria di guardie decisamente più stazzate di lui. Regge come può anche se nel finale va fuori giri tanto da farsi fischiare un fallo tecnico (il quinto) dopo aver subito fallo da parte di Cole anche se in quel momento la partita era già finita. Contrariamente al solito molto preciso in penetrazione e impreciso dall’arco. NERVOSO
    Renfro 7: record di punti in serie A per l’americano nato a Tucson che dallo 0 registrato settimana scorsa trova un impatto offensivo inaspettato. Dove forse riesce a performare meno è nella specialità della casa e cioè nel cambiare su qualsiasi avversario mantenendo il suo status di stopper predestinato oltre a catturare solo 4 rimbalzi. SBILANCIATO
    Bergamin N.E.
    Ladurner S.V.
    Freeman S.V.

  • simon89
    La giovane tifosa che guarda verso il parquet del PalaVerde con la sciarpa biancorossa al collo, le mani a sorreggere il viso e lo sguardo tra il perso e il deluso descrive bene la sensazione di chi – dal vivo o da casa – si è visto sfuggire dalle mani una vittoria davvero alla portata. Quella che la Openjobmetis lascia a Treviso (86-83) nell’ultimo turno di andata, perdendo il treno per le Final Eight di Torino – causa anche vittoria di Trieste – e vedendo riavvicinare le zone meno nobili della classifica.
    Un urlo di gioia strozzato, un viaggio di ritorno rovinato negli ultimissimi minuti di gioco, dopo che Varese era stata capace di risalire dal -14 e scattare avanti fino al 69-61 con meno di 7′ da giocare. Lì la luce si è spenta, non solo a livello di scelte – tiri forzati, sbagliati, pasticci – ma anche di tecnica con una serie di tiri liberi rimasti sul ferro, uno dopo l’altro, sino a scendere al pessimo dato del 52% con ben 11 errori in lunetta. Uno stillicidio cui, dalla parte opposta, Treviso ha risposto rialzandosi all’ultimo con le triple della rianimazione di Abdur Rahkman e i personali di Weber, tornato preciso al momento giusto.

    Un epilogo che assomiglia a un gesto di autolesionismo da parte dei biancorossi che prima di accendersi, nel terzo periodo, avevano letteralmente regalato metà partita ai padroni di casa che, probabilmente, sarebbero finiti sotto visto il clima di parziale contestazione (al club, più che ai giocatori) respirato al PalaVerde. Ma invece di dare subito una spallata, Varese ci ha messo 22′ a svegliarsi, stiracchiarsi e capire la situazione. Troppi, e l’alibi – bello grosso – dell’assenza di Tazé Moore non basta a spiegare la dormita. La guardia si è fermata nel pre-riscaldamento per un fastidio al polpaccio che andrà valutato e di certo la sua mancanza è stata decisiva in termini di intensità, di guizzi a rimbalzo, di blitz offensivi e via discorrendo.
    Kastritis si è trovato così con le rotazioni accorciate, ha riesumato Freeman (5 punti ma praticamente inutilizzato nella ripresa) ma ha pagato a caro prezzo l’assenza virtuale di due uomini chiave come Alviti e Renfro. Il primo ha disputato una gara imbarazzante (0 su 7 da 3), il secondo neppure quella visto che è rimasto in campo 17′, senza mai segnare, compromessi dai falli. E così La rimonta biancorossa è stata in gran parte opera di Carlos Stewart, imprendibile per diversi minuti e autore di 34 punti anche se, come i compagni, è arrivato alla fine con la lingua sotto le suole. Iroegbu e Nkamhoua (che ha dovuto fare anche la parte di Renfro) hanno provato a seguirlo nel bene (doppia cifra) e nel male (forzature ed errori) mentre la Nutribullet ha banchettato sotto i tabelloni (47 rimbalzi) e brindato alla sirena per un successo che la rimette in corsa per la salvezza. Una corsa da cui Varese è fuori, ora, ma con l’obbligo di dover comunque e sempre tenere alta la concentrazione perché Trapani sparirà e con essa i due punti guadagnati in Sicilia. E il fondo della graduatoria torna un po’ più vicino.
    PALLA A DUE
    La notizia peggiore per Varese arriva dopo il pre riscaldamento: Taze Moore esce con una smorfia, segnala un fastidio al polpaccio e Kastritis è costretto a toglierlo dal quintetto inserendo al suo posto Stewart. La guardia americana resterà seduto, a lungo con un asciugamano sulla testa. A pochi metri da lui però sono oltre 100 i tifosi biancorossi arrivati in anticipo e pronti a sostenere Librizzi e compagni mentre quelli di casa sono in aperta polemica con la società locale. Nicola (applaudito: prima in casa per lui) asciuga le rotazioni e dà spazio in ala al pericolante Olisevicius.
    LA PARTITA
    Q1 – I primi possessi sono da cattivi presagi: Treviso, appena più tonica, scatta sul 9-4 mentre Alviti inizia a colpire i ferri del canestro anche con tiri piedi per terra. Poi Varese ha un guizzo con Librizzi (passo e tiro) e Iroegbu che si butta in un varco, segna e sorpassa con il libero aggiuntivo (9-10). La fiammella si spegne subito, la Nutribullet torna avanti pur senza brillare, spinta da Weber e dai rimbalzi: al 10′ è 18-13.
    Q2 – L’accesione non funziona neppure nel secondo periodo quando Varese scivola ancora più in basso (-9 al 13′) prima di trovare un guizzo di Stewart – ne arriveranno altri – che per poco non ricuce il divario. Ma la continuità non esiste, come non esistono i canestri di Alviti mentre Freeman almeno dà segni di vita. Troppo poco perché a un certo punto la Nutribullet trova i canestri del +12 e un triplone da lontano di Olisevicius. Il solito Stewart fa in tempo a fissare il 40-31 della pausa lunga.
    Q3 – Il ritorno sul parquet è ancora peggiore: la OJM commette infrazione di campo sulla rimessa inziale, Pinkins segna da 3 e poco dopo per Treviso è massimo vantaggio, 45-31. A quel punto Varese si scuote davvero e a puntare la sveglia è Carlos Stewart che segna 6 punti in un amen cui si aggiunge un cesto di Iroegbu: torna a Nicola fermare il gioco ma intanto la gara è riaperta con i biancorossi che infine pareggiano con Ike e sorpassano con una tripla di Assui sul finire di un quarto terminato 57-60.
    IL FINALE
    E nei primi 3′ dell’ultimo quarto tutto lascia pensare che il colpo d’ala sia quello buono con le triple di Nkamhoua e Stewart, le palle gettate dalla Nutribullet e il quinto fallo (tecnico di Olisevicius). Sul 61-69 però i due protagonisti – Olli e Carlos – sprecano tre azioni mentre Abdur Rahkman infila due triple che rianimano i veneti e danno loro una grande iniezione di fiducia. E’ di nuovo lui a replicare a una nuova “bomba” varesina, poi gli uomini di Kastritis vanno in debito di ossigeno. Nei minuti finali contano anche i dettagli e il 2 su 8 biancorosso dalla lunetta è una condanna a morte mentre Weber non smette di realizzare i liberi. Gli ultimi sussulti arrivano da Iroegbu (-2) e Nkamhoua (-1 a 6” dalla fine) ma il play di casa è glaciale e il tiro disperato di Stewart – Varese non ha più timeout – non ha parabole miracolose. Varese si inchina 86-83 e spreca una grande occasione.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis sbatte contro il ferro del PalaVerde. Chiusa a quota 3 la striscia vincente della truppa di Kastritis, che cede in volata sul campo del fanalino di coda Nutribullet e dà l’addio al sogno Coppa Italia con la vittoria di Trieste contro Cantù a togliere aritmeticamente ogni velleità. Occasione sprecata per l’oggi ma anche per il domani in casa biancorossa, pagando una settimana complicata tra piccoli acciacchi ed influenze ma soprattutto una defezione esiziale. Pesa l’assenza di “Mr. Versatilità” Tazè Moore, indisponibile in extremis per un problema muscolare ad un polpaccio. Ma pesano anche gli 11 liberi lasciati sul ferro – 5 dei quali negli ultimi 4’- in una partita decisa da un possesso.
    Il 52% in lunetta contribuisce a ribaltare per l’ultima volta l’inerzia di una partita “sinusoidale”. Per i primi 20 minuti l’OJM è troppo brutta per essere vera, collezionando solo ferri dall’arco per lunghi tratti (2/14 da 3 a metà gara) contro la peggior difesa della serie A. Poi quando sale il ritmo si vede la vera Varese: una fiammata abbagliante di Carlos Stewart sveglia i biancorossi, che sorpassano nel finale del terzo quarto e allungano sul più 8 del 33’. Fallito però il contropiede del possibile più 10, le tre triple consecutive di Abdur-Rahman cancellano rapidamente il vantaggio OJM: parziale di 19-5 in 5’ con Treviso che allunga sull’80-74 del 37’ complici i liberi falliti dai biancorossi. Nel finale una tripla di Iroegbu vale il meno 1 a 14” dal termine, ma il 4/4 in lunetta di Weber condanna definitivamente una OJM troppo imprecisa al tiro. Una decina di minuti a tutto gas non bastano di fronte alla trentina con le ruote sgonfie. E la Coppa Italia resta una chimera...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La vittoria della forma. Forma fisica, senz’altro, perché la Openjobmetis che batte Napoli (84-80) è capace di tenere testa a un’avversaria che corre quanto lei, salta quanto lei ed è venuta a Masnago per sfidarla a viso aperto. Ma forma anche intesa come i contorni assunti dai biancorossi, sempre più plasmati come Kastritis comanda: se la difesa aveva già assunto i tratti aggressivi e intensi voluti dal coach greco, la partita con la Guerri (e quella di settimana scorsa a Trapani) raccontano anche di una Varese più fluida, incisiva e precisa – almeno nel modo di giocare – anche nella metà campo avversaria.
    La OJM capace di infilare il terzo successo consecutivo, e quindi di continuare a sperare nelle Final Eight di Coppa Italia, si specchia in due numeri: le 20 palle perse da Napoli (11 i recuperi biancorossi) che spiegano la potenza di fuoco della retroguardia e i 23 assist che raccontano di una Varese paziente, brava a cercare la soluzione migliore, capace di scegliere l’uomo giusto al momento giusto per riacciuffare un match dai cento sorpassi e dalle mille emozioni.
    Di più: Varese ha spiegato a tutti che non è neppure Iroegbu-dipendente. Nella serata in cui l’uomo della svolta si ferma a 4 punti e tanti pasticci, i biancorossi sanno fare leva sui compagni anche in attacco. Il “Mooragano Tazé” ne butta ben 24 nel canestro avversario, Nkamhoua ne infila 16 di gran classe (supportato dal lavoro pazzesco di Renfro) ma i due lasciano la scena finale a Carlos Stewart, glaciale nelle ultime azioni e in lunetta per confezionare la festa. Una festa tutt’altro che esclusiva visto che alla Itelyum Arena si sono dati appuntamento in più di 5mila a trascinare i biancorossi. A proposito di numeri notevoli.
    Certo, tutto quello che abbiamo raccontato non è valido per l’arco dei 40′ (per esempio: in un paio di occasioni l’attacco si è evidentemente inceppato) ma bisogna considerare un’avversaria tosta e determinata a guadagnarsi un posto per Torino: Napoli ci ha creduto con le folate dei singoli (da Mitrou a Bolton, da Simms a Flagg) mancando però il bersaglio perché, in fin dei conti, Varese ci ha creduto di più. E continua a credere di poter prenotare un posto per le finali di Coppa, nonostante quei due punti trapanesi che rischiano seriamente di sparire. Ma come si è già detto: questo non dipende dalla Openjobmetis, e allora tanto vale continuare a correre. E a strappare soddisfazioni.
    PALLA A DUE
    Pienone a Masnago dove si valica quota 5mila spettatori grazie anche alla disponibilità del settore ospiti riempito con bambini impegnati nel torneo “Giochiamo a Minibasket” sui campi circostanti. Nessuna novità rilevante all’ingresso in campo: squadre al completo e Kastritis che conferma il quintetto visto nelle due vittorie recenti. Ospiti con l’ex Caruso, applaudito e in quintetto, con Mitrou-Long a dettare ritmi rapidi. Minuto di silenzio (e striscione commemorativo in Curva Nord) per le vittime della disgrazia di Crans Montana.
    LA PARTITA
    Q1 – Dopo qualche minuto di testa a testa nelle battute iniziali, è Varese a mettere la testa avanti con Alviti incisivo al tiro e Nkamhoua tirato a lucido. Il finnico tra l’altro realizza una clamorosa “stoppata doppia” insieme a Renfro ai danni di Simms, ma per il lungo americano della OJM inizia un rapporto complicato con i falli. I biancorossi provano la fuga ma un paio di sbavature sul finire del quarto permettono alla Guerri di rientrare, 20-18 con Flagg.
    Q2 – Ancora Alviti e l’unico acuto di Iroegbu permettono di allungare il vantaggio varesino fino al 24′ quando si compie il sorpasso ospite grazie a Simms. Minuti difficili, con attacco troppo fermo e con Kastritis in ritardo nel fermare il gioco: ne esce un parziale ampio per Napoli con Varese incapace di ripartire anche dopo il timeout. La squadra di Magro strappa fino al +8 (32-40 con Faggian e Bolton) ma poi subisce il ritorno varesino firmato quasi per intero da Moore. Altra sbavatura però nei secondi finali e sirena sul 38-42.
    Q3 – Dopo la pausa lunga Varese prova a ripartire meglio – ancora con Moore – ma Napoli riprende subito il comando anche se di stretta misura mentre Renfro commette il quarto fallo. Il vantaggio ospite si annulla su un’idiozia di Croswell: rimbalzone di Assui, palla contesa e il lungo americano fa il verso al pubblico beccandosi il più logico dei falli tecnici che consente a Stewart di pareggiare a 50. Botta e risposta da 3 punti (Librizzi ed El Amin) ma gli ultimi possessi si tingono di biancorosso con i canestri di Carlitos e Elisee che valgono il 62-60.
    IL FINALE
    Tutto apertissimo, tutto che rischia di chiudersi a sfavore perché la ripartenza partenopea è potente. In un amen Varese subisce uno 0-9 di parziale che mette i brividi, ma dopo il timeout torna ad alzarsi il Mooragano Tazé: la guardia ricuce subito. Un piccolo passaggio a vuoto varesino però consente un nuovo, ultimo +6 di Napoli con meno di 5′ da giocare (67-73). Ancora Moore, anche da 3, per il sorpasso mentre il ferro beffa Stewart e Nkamhoua che avrebbero meritato fortuna dall’arco. Poco male: Carlos – con Iroegbu sempre in panchina – va a prendersi la buona sorte in entrata con canestro e fallo del +3 dopo una stroppata di Renfro (uomo ovunque) su Treier. Ancora tanta difesa e un pizzico di sfortuna per Varese che concede una rimessa dopo un’ottima chiusura sugli avversari. A 1.06 ultimo vantaggio esterno con due liberi di Simms che poi regala tre liberi a Tazè su tripla disperata. Moore fa 1 su 3 dalla lunetta ma il rimbalzo di Renfro vale la successiva schiacciata del 4 biancorosso. Stewart dalla lunetta sigla il +4, poi si ripete dopo l’ultimo flash di Bolton. E sul pasticcio di Mitrou Long suona la sirena dell’84-80.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Prima partita del 2026 e prima vittoria per Varese che, aggiunta alle precedenti 2, allunga la striscia vincente a 3 partite consecutive. I biancorossi si trovano di fronte una squadra ben allenata e ben strutturata che fino a questo punto del campionato ha ben impressionato. Incontro che rimane in equilibrio per tutti i 40 minuti e che viene decisa solo nel finale da uno Stewart che prende in mano le redini del gioco e che si guadagna diversi liberi realizzandoli tutti, dimostrando di avere il ghiaccio nelle vene. Non è il solo giocatore che risulterà determinante per il risultato finale, anzi da sottolineare una compattezza dei padroni di casa che si è evidenziata proprio nei momenti più complicati, segno evidente di una squadra che sta crescendo come consistenza e coscienza dei propri mezzi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Stewart 7,5: Carlos nonostante un glaciale 1 su 9 dalla lunga distanza e un primo tempo sostanzialmente anonimo, nella ripresa è fondamentale per riprendere in mano le sorti dell’incontro e si dimostra infallibile dalla lunetta e più lucido nel dettare i tempi sopratutto nell’ultimo periodo dove viene preferito a Iroegbu e la scelta di Kastritis alla fine risulta vincente. JOLLY
    Alviti 6: solita partenza con il gas spalancato per poi avere un calo almeno per quanto riguarda la sua efficacia offensiva. Certo con lui in campo la squadra tendenzialmente è più protetta a rimbalzo grazie alla sua fisicità e più equilibrata nelle scelte ma stasera non brilla particolarmente. SCOLARETTO    
    Moore 8: sempre più impattante, sempre più fondamentale negli equilibri della squadra varesina. Pur mantenendo i suoi lati più istrionici e non certo una mira eccelsa dalla lunga distanza, la sua intensità difensiva e il suo atletismo sono imprescindibili. CAVALLO PAZZO
    Villa S.V.
    Assui 6,5: grande dinamismo e impegno in particolare quando si tratta di sbattersi in difesa. Questa sera quando però si trova a marcare Simms, trova un avversario che per quanto riguarda la durezza non ha molti rivali nel campionato italico e infatti in più di una occasione lo soffre. Ma tutto va ad aumentare il suo bagaglio d’esperienza e quando c’è da lottare Elisee è sempre presente. SOLDATO
    Nkamhoua 7,5: presente e a tratti dominante nella prima parte della gara. Nella ripresa lascia il palcoscenico alla cavalleria leggera anche se sotto i tabelloni fa la voce grossa con 9 carambole catturate e in coppia con Renfro sta trovando sempre più feeling. COLONNA D’ERCOLE
    Iroegbu 5,5: lo statunitense da passaporto nigeriano non è in una grande serata e lo dimostra il fatto che per la prima volta da quando è sbarcato a Malpensa, passa i minuti decisivi dell’incontro a guardare i compagni giocarsela. Qualche pasticcio di troppo in regia e anche poca efficacia in fase realizzativa consigliano di lasciarlo a riposo per oggi. SPUNTATO
    Librizzi 6,5: il capitano chiude anche questa sera in doppia cifra di punti realizzati anche se è meno chirurgico rispetto alla prestazione altisonante di domenica scorsa a Trapani. In compenso pulisce qualche giocata attaccando il ferro limitando le palle perse e trovando concretezza e i 2 punti. FRESH & CLEAN
    Renfro 7: chi si è strappato i capelli, chi chiedeva a gran voce un altro tipo di centro, chi non lo riteneva a livello sufficiente per giocare in serie A. Nate sta facendo ricredere anche i più scettici, ora che sta bene, accetta qualsiasi cambio e spesso e volentieri difende con una efficacia inimmaginabile su qualsiasi tipo di avversario. Quando è in campo l’intensità difensiva si alza a dismisura. DIGA
    Ladurner N.E.
    Freeman S.V.
    Alabiso N.E.

  • simon89
    Trapani rinuncia alla trasferta di Bologna, e i due punti conquistati dall’OJM domenica 28 dicembre 2025 rischiano di svanire in fretta dalla classifica. Il settore agonistico della FIP ha annullato ufficialmente la gara fra Virtus e Shark in programma domani, domenica 4 gennaio, dopo aver ricevuto la comunicazione del club siciliano che non sarebbe partito per l’Emilia.
    Ieri, venerdì 3, Trapani aveva chiesto il rinvio avendo solo 7 uomini disponibili dopo la cessione di Jordan Ford al Bahcesehir e con Eboua e Petrucelli in partenza per Villeurbanne e Galatasaray. Istanza respinta da FIP e Lega Basket non sussistendo i motivi di forza maggiore necessari per il rinvio; da qui la conseguenza di non scendere in campo domani, la cui ricaduta disciplinare (20-0 a tavolino per la Virtus, un punto di penalizzazione e 50mila euro di multa) è meno gravosa rispetto alla multa di 100mila euro prevista in caso di disputa della partita con soli 10 contratti rispetto ai 12 minimi per regolamento.
    Ma è il segnale chiaro di una situazione agli sgoccioli: basterà una seconda rinuncia in qualsiasi momento della stagione – sabato 10 gennaio c’è in programma Trapani-Trento – per far scattare l’esclusione degli Shark dal campionato.
    La regola prevede l’annullamento di tutte le partite della prima fase (intesa come stagione regolare): ci perderebbero Tortona, Sassari e Varese, ossia le tre squadre che nelle 13 partite disputate sul campo avevano battuto la squadra siciliana. In tal caso l’OJM scenderebbe dagli attuali 10 ad 8 punti in classifica, a fianco della Dinamo e davanti a Cantù e Reggio Emilia a 6; la Coppa Italia resterebbe comunque a due punti con Napoli e Trieste seste e settime a 12 e il trio Udine-Cremona-Trento a 10.
    La fine dell’avventura di Trapani (che lunedì 5 salirà a 9 punti di penalizzazione rispetto ai 20 sul camp, e mercoledì 7 sarà oggetto della sentenza del Tribunale Federale relativa ai documenti presentati per l’iscrizione) pare ormai inevitabile; se gli Shark non scenderanno in campo sabato prossimo, la classifica muterà ufficialmente lunedì 12 gennaio su disposizione del giudice sportivo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’aria di mare fa bene alla Openjobmetis. Dopo aver sconfitto Sassari a domicilio all’esordio, Varese replica sull’altra isola infliggendo a Trapani la prima battuta d’arresto casalinga della stagione. E guadagnando per la prima volta una “doppietta” di successi consecutivi che spinge i ragazzi di Kastritis a quota 10 e li tiene – incredibilmente – in corsa per le Final Eight di Coppa Italia.
    Un trionfo meritato perché Librizzi e compagni comandano la partita dal primo all’ultimo minuto contro una squadra che, stavolta, è tutt’altro che smobilitata: ci sono tutti, i granata, con il solo rammarico di aver perso Notae a partita in corso. Ma se c’è una squadra cui va stretto il risultato, quella è proprio la Openjobmetis che – come lo scorso anno – deve battere la Shark ma anche un’altra avversaria temibile, la terna arbitrale. Tre uomini fuori per falli, 27 falli a 16, padroni di casa in bonus solo nell’ultimo quarto quando – però – i biancorossi lo raggiungono dopo 1’30”. Come l’anno scorso, ma con un verdetto diverso e sorridente verso la banda-Kastritis.
    Banda che si è costruita con pazienza e intelligenza le proprie fortune come mostrano le percentuali: 62,2% da 2, 43,8% da 3 punti e non certo per caso. Il dato degli assist è fantasmagorico, ben 27 (11 quelli di Iroegbu) a certificare una circolazione di palla, un’assistenza reciproca, un’attenzione a trovare il tiro migliore da far commuovere chi ha visto questa squadra impantanarsi più volte in passato. Un violino, questa volta, Varese in attacco e del resto per battere la Shark serviva una partita ottima su ambo i lati del campo. Perché anche in difesa i biancorossi si sono fatti notare, anche se la qualità dei rivali ha talvolta avuto la meglio. Però Trapani ha tirato peggio, ha perso tanti palloni (17) e non è riuscita a sovrastare i nostri a rimbalzo (35-33: pari, di fatto).
    Mettendo in fila tutto ciò, si capisce quanto Varese sia salita di livello sia come collettivo sia con diverse prestazioni individuali notevoli. Iroegbu chiude in doppia doppia (al di là di un suicidio nel finale che ha tenuto aperta la gara… ma le critiche non sono ammesse), Librizzi ritrova la mano santa dei giorni buoni e Renfro sorprende con 15 punti e il 100% dal campo, compresa una tripla. Però non è stata la vittoria di un trio: Alviti e Moore hanno chiuso in doppia cifra, Assui è stato gigante a rimbalzo e via discorrendo. Insomma, questa è tutta un’altra squadra rispetto alla prima versione stagionale: sognare è ancora prematuro – ci mancherebbe – ma ora almeno si respira a pieni polmoni. Anche perché – dicevamo all’inizio – l’aria del mare fa molto bene.
    PALLA A DUE
    Quattromila spettatori al PalaShark dove, però, non c’è quello più atteso: il presidente Antonini infatti lascia vuota la sua poltroncina. Sale invece in tribuna stampa coach Alex Latini che non può dirigere la Shark dalla panchina: Notae gioca (era dato per febbricitante) ma non in quintetto con Trapani che sceglie Eboua-Hurt sotto i tabelloni. Kastritis ha squadra al completo e inizia con gli stessi cinque visti con Trieste, quindi con Stewart dalla panchina.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio sontuoso per la Openjobmetis: 6 punti di Alviti (sottomano e tripla con fallo) valgono il 3-13 in uscita dalla contesa con anche un Renfro assai reattivo. Reattiva, però, è anche Trapani che risale subito con un parziale di 10-0 non appena Varese smette di segnare da 3. Kastritis ferma il gioco ma non ritrova la fluidità iniziale anche se 2 punti di Iroegbu e la prima tripla di Librizzi tengono avanti i biancorossi (19-21).
    Q2 – Sono ancora loro – Ike e Libro – a spingere a inizio secondo periodo, con Assui a dare il +9 dall’arco. Trapani è un po’ diesel ma non resta a guardare: tocca a Sanogo guidare i suoi, unico a farsi largo sotto canestro con facilità. Ma qui si ripete una situazione che sarà ricorrente, quella di una Openjobmetis riavvicinata ma sempre in grado di reagire e riallungare. Moore schiaccia, Renfro stoppa e solo in un caso (due liberi di Hurt) lo Squalo mette avanti il muso. Ma è un istante perché nel finale di periodo Iroegbu e un Librizzi clamoroso siglano il 45-47.
    Q3 – Come con Trieste il momento migliore arriva dopo l’intervallo: Varese rientra a tavoletta con Nkamhoua che stavolta è protagonista importante anche se i tre in grigio ne fermano l’impatto. Prima c’è uno 0-7 biancorosso, poi Renfro segna addirittura da 3 e poco dopo schiaccia. Un ultimo squillo del finlandese vale il +13 e da lì in avanti il vantaggio resterà sulla doppia cifra perché intanto anche Alviti ritrova la mano seguito da – indovina chi? – Librizzi: 64-74 alla mezz’ora.
    IL FINALE
    Si riparte con le mani tra i capelli per la direzione dei grigi: Varese è in bonus dopo 90” con tanto di eliminazione di Nkamhoua e quasi di Moore. Lo sbilanciamento è evidente ma la OJM non perde la testa: una tripla clamorosa di Iroegbu vale il nuovo +10 ma la partita rimane apertissima perché Arcidiacono fa affari in penetrazione, arrivando al ferro. Senza Olli, Kastritis vara anche il quintetto basso pagando però a rimbalzo con Trapani che converte qualche secondo tiro. Gli arbitri danno e tolgono 2 punti ad Alviti giudicando regolare una stoppata di Petrucelli ma è proprio Dado a segnare poco dopo da sotto su rimbalzo. La Shark però ora mette il fiato sul collo ai biancorossi: Stewart segna l’unico canestro con bella entrata ma non si ripete coi possessi seguenti e proprio Petrucelli suona la carica dall’arco. Il vantaggio di Varese è risicato: +3, addirittura +1 ma Iroegbu inventa la penetrazione vincente. Cappelletti fallisce il tiro del riaggancio ma questa volta Ike spreca tutto sbagliando in corsa al posto di tenere palla. Un libero fallito da Petrucelli e i due segnati da Alviti però risultano decisivi e negli ultimi secondi c’è solo da fissare il punteggio. Moore schiaccia, esulta, prende tecnico ma causa l’espulsione di Cappelletti che lo spinge via: si chiude in lunetta e Varese trionfa, 88-95.
    Damiano Franzetti

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