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VareseFansBasketNews

  • simon89
    La buona notizia e che queste partite non portano punti buoni per il campionato. Quella cattiva è che la Openjobmetis, già sconfitta nettamente a Tortona, si fa infilzare anche da Cremona (83-88) nella semifinale della Lombardia Cup, collezionando il secondo KO su due contro avversarie di Serie A.
    La delusione è contenuta, ci mancherebbe, ma la sconfitta lascia l’amaro in bocca perché la squadra di Kastritis – andata sotto nel punteggio a metà del secondo quarto, quando pareva girare molto bene – ha sprecato tante occasioni per rimettersi in pari.
    I tremori in lunetta (10/20, con 0/4 nei momenti decisivi), una difesa troppo bucherellata nel primo tempo, la fatica a rimbalzo e la minore reattività sulle palle vaganti sono tutti ingredienti per la frittata cucinata nella serata brianzola. Dove si sperava di raccogliere un pieno di fiducia che non è arrivato.
    Ci sono per fortuna anche i lati positivi, perché quando Varese ha acceso i meccanismi difensivi “buoni” si è fatta sentire e perché la squadra ha dimostrato di saper lavorare bene nel selezionare i tiri e nel dialogare sul perimetro e dentro l’area.
    La partita di Desio ha regalato buoni spunti per l’uomo sotto esame, Allerik Freeman: la guardia, specie nel primo tempo, si è fatta trovare ben pronta e ha fatto bottino (16 alla fine), finché ha avuto benzina e fino a quando ha potuto tirare sugli scarichi. Poi è stato meno incisivo quando è stato braccato e ha dovuto creare, però il passo avanti richiesto c’è stato.
    Tra le note buone c’è anche la partita di Nate Renfro, reattivissimo a tutto campo e vivace anche a rimbalzo. Tra gli esterni Moore e Librizzi si sono un po’ divisi la gara con l’americano convincente per tre quarti prima di innervosirsi e uscire dal focus della partita e con il capitano un po’ in difficoltà ma coraggioso nel tentare la rimonta finale. Male, invece, un Moody apparso stanco, con poche idee e troppi falli spesi e un Ladurner ancora tanto, tanto macchinoso vicino a canestro. Non ha giocato invece Davide Alviti per una botta al tallone che non preoccupa: con lui e con Nkamhoua Varese avrà molte più opzioni ma allo stesso tempo è giusto segnalare anche i due assenti di Brotto, il giovane Ndiaye e l’esperto Burns.
    Persa la possibilità di disputare la finale, Varese tornerà in campo alle 17,45 di domenica per la finalina, perdendo probabilmente qualche decina di tifosi che avevano programmato la trasferta in Brianza e che magari preferiranno fare altro. Tutto sommato, c’è da capirli.
    LA PARTITA
    Q1 – Cremona scatta bene con le triple di Veronesi e Durham e sale 8-2 prima del canestro pesante di Moore. Le scelte di Kastritis si intravvedono: circolazione di palla e pressione a rallentare le ripartenze cremonesi. A metà quarto spazio a Freeman che segna subito dall’arco (11-17) ma tra liberi e triple è ancora la Vanoli a fare festa (e punti). Negli ultimi 3′ però la OJM rientra, Freeman segna ancora da fuori e a fil di sirena Librizzi impatta (22-22).
    Q2 – Il primo vantaggio arriva con la tripla di Moore, si accende anche Moody e poi arriva l’azione più bella: Renfro limita e stoppa Willis e Moore inchioda in contropiede (30-24). Il timeout di Brotto è cancellato da Renfro (assist di Moody) e Villa (rubata e canestro) ma nel momento migliore cambia il vento. Un numero di Durham spezza il parziale (12-2) biancorosso, Jones fa ripartire la Vanoli e il controbreak è potente (13-0) e costringe Kastritis al timeout. Assui da fuori muove il punteggio seguito da Freeman (5 in fila). Due pasticci di Moore e il solito Durham garantiscono il vantaggio cremonese alla pausa lunga nonostante un bel cesto di Freeman in entrata (48-52). 
    Q3 – La OJM sbaglia 4 tiri aperti in avvio di ripresa, vanifica un paio di belle difese e si fa infilzare da Willis e Veronesi per il +10 Vanoli. Moore rompe il ghiaccio dall’angolo dopo il timeout di Kastritis ma è il solo centro per 5′. Cremona non affonda il colpo e la triple di Moody e Freeman valgono il -1 (57-58). Poi sono Durham e Librizzi a rispondersi dall’arco ma Assui (poco prima colpito al capo in modo fortuito) sbaglia da lontano e da vicino almeno tre volte, mancando il sorpasso. Casarin a quel punto mette a sedere Villa e imbuca il +5 che regge alla sirena (60-65).
    Q4 – Un “non fischio” arbitrale fa perdere la calma a Moore che spende un fallaccio ed esce mentalmente dalla gara. Si smette di fare canestro e Varese perde anche Moody per cinque falli e così la tripla di Willis rilancia i padani. Un tap in di Ladurner e il ritorno a referto di Moore valgono il 66-70. Il solito Durham tiene avanti i suoi e la OJM sembra non avere mai lo spunto giusto per il riaggancio anche perché Villa e Assui in lunetta sbagliano tutto. Moore stoppa ma Casarin da 3 infila il tiro della sicurezza anche perché i biancorossi escono dal timeout con una palla persa su cui segna Jones. La tripla di Librizzi non basta, il capitano aggiunge tre liberi e un capolavoro dall’arco ma nel torello conclusivo Cremona resta al comando (83-88). E per Varese c’è già da leccarsi le ferite.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Con una prova balistica notevole (24-48 da 3 punti) la Openjobmetis coglie il secondo successo in amichevole distanziando in modo netto la Gruppo Mascio Bergamo di Serie A2. 102-81 il finale di una partita che si è decisa a cavallo dell’intervallo: prima della pausa lunga è arrivato il primo vero break biancorosso, al rientro dagli spogliatoi il vantaggio è stato consolidato.
    Tutto come sperato, quindi, a Masnago a partire dall’afflusso di pubblico con circa 1.300 spettatori sugli spalti dell’Itelyum Arena: quello che ci vuole per fare sentire vicinanza alla squadra di Kastritis, pur priva di Nkamhoua (agli Europei) e Assui (a riposo). Lo scettro della partita è quindi andato a Stefan Moody che dalla metà del secondo quarto ha iniziato a martellare il canestro orobico con triple da una distanza sempre più siderale. Il play è stato poi “sorpassato” nel finale da Davide Alviti a livello di punti realizzati (23 contro 19) ma si è guadagnato l’applauso più convinto da parte del pubblico.
    Bene, nelle pieghe del match, anche il solito Librizzi e Nate Renfro che si è fatto notare per qualche blitz difensivo notevole e ha ricevuto in cambio un paio di “alzate” spettacolari per appendersi al ferro. A rimbalzo Varese ha sofferto (35-43 il conto finale) ma le assenze di Nkamhoua e Assui e una Blu Basket a lungo ben concentrata sul match sono stati fattori determinanti in questo senso. Quando però i biancorossi di Kastritis hanno alzato il volume sia in difesa sia in attacco, Bergamo ha dovuto alzare bandiera bianca. Infine un’impressione su Allerik Freeman, atteso dopo gli 11 punti al Massagno. L’americano stavolta ha inciso poco (una tripla e due liberi) e sbagliato qualche tiro, però è rimasto in campo una ventina di minuti accettando contatti, difese, scivolamenti, corpo a corpo. Di certo ha ancora tanta strada da fare, di sicuro ha iniziato a percorrerla.
    Ora, dopo due test “minori”, la OJM è attesa dal primo confronto di pari livello: sabato 6 settembre i biancorossi saranno i primi a mettere piede nel nuovo palasport di Tortona per affrontare la Bertram di coach Mario Fioretti. Sarà comunque da prendere con le pinze, ma il livello inizierà ad alzarsi.
    LA PARTITA
    Q1 – Varese molto legata al tiro da 3 punti: i biancorossi scattano avanti con le triple di Villa, Moore e Alviti ma quando Kastritis cambia il quintetto Bergamo rientra con i punti dei suoi uomini d’esperienza (Hogue, Harrison, Udom). Librizzi prima commette antisportivo, poi però segna da 3 con fallo e aggiunge un libero. Bergamo sorpassa ma l’ultima azione è di Renfro: rimbalzo difensivo, coast to coast e schiacciata. (22-21)
    Q2 – Dopo un bell’avvio di periodo, la OJM smette nuovamente di fare canestro forzando troppi tiri. Gli ospiti riprendono allora coraggio e con la classe di Harrison prima pareggiano a quota 30 e poi sorpassano. Sullo slancio arriva addirittura il +8 orobico che mette qualche brivido ai tifosi. Varese però riparte, sempre con il tiro da 3: comincia Freeman (primo canestro) ma poi è Moody a far saltare in piedi il pubblico con tre triple, una più lontana dell’altra. Sull’ultima ci sono anche fallo e libero a segno (53-47).
    Q3 – Prima di prendersi l’ovazione di Masnago, Stefan Moody manda ancora a segno un paio di traccianti da lontanissimo, e nel frattempo trova anche il tempo di piazzare una stoppata in difesa. Bergamo dà un altro colpo di coda ma poi subisce la tripla di Alviti e due giocate notevoli (rubata in difesa e schiacciata sul ribaltamento di fronte) di Nate Renfro. Dopo un cesto da 3 di Loro si accende Tazé Moore, fino a lì rivedibile: 7 punti e divario che si allarga sino al +21 con il giovane Farias che si fa notare nel bene. (80-59)
    Q4 – Il ferro sputa 3 triple biancorosse ma poi Alviti la mette in transizione e dall’angolo. Valicata quota 20 di vantaggio, c’è tempo per minuti veri di Allerik Freeman a segno dalla lunetta. Librizzi riaccende l’applausometro dall’arco, Harrison timbra dalla lunetta per Bergamo. A 3.35 dalla fine botta al ginocchio per Ladurner. Finale con cinque giovanissimi in campo (anche Robert Kangur): i cesti di Basualdo e Farias permettono di superare quota 100 e chiudere il referto. (102-81).
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Dai macchinari per le analisi strumentali, ai lettini dei dottori, al parquet del centro sportivo Campus. Un passo avanti quello fatto da Allerik Freeman, la guardia americana che la Openjobmetis ha chiamato in prova così da valutarne direttamente le condizioni fisiche e decidere, di conseguenza, se ingaggiarlo per la prossima stagione.
    Freeman, reduce dalla rottura del tendine d’Achille e dalla successiva operazione, ha superato il primo step in biancorosso, ovvero quello delle visite per poter iniziare a lavorare in palestra. Un passaggio quasi scontato – sono altri gli elementi medici da valutare – ma che consente al 30enne della Virginia di allenarsi agli ordini di Ioannis Kastritis e soprattutto del preparatore atletico Silvio Barnaba.
    Sarà quest’ultimo il vero “addetto” a Freeman: accanto agli allenamenti con il pallone sono infatti previsti una serie di impegni “collaterali”. Test di potenza, resistenza, esami per valutare la percentuale di recupero rispetto a prima dell’infortunio ma anche valutazioni su come reagirà il fisico del giocatore tra un allenamento e l’altro oppure dopo una partita. Amichevoli, certo, ma momenti in cui la sollecitazione è differente rispetto a una semplice seduta di allenamento.
    PALLA IN MANO
    A proposito di partite, Allerik potrebbe disputare qualche minuto nell’amichevole aperta a tutti di mercoledì 3 settembre, alla Itelyum Arena contro Bergamo. Difficile – ma non del tutto impossibile – che Kastritis lo schieri venerdì 29 al Campus (porte chiuse) contro il SAM Massagno anche se l’idea è quella di mettere subito il pallone in mano alla guardia americana. L’esordio in squadra è consistito di solo lavoro individuale ma Freeman comincerà subito a giocare nelle situazioni dinamiche, anche di 4 contro 4 e 5 contro 5. L’ex Reyer d’altra parte non arriva a digiuno di basket: in Grecia, dove stava svolgendo la riabilitazione, Freeman ha potuto lavorare in una struttura con altri giocatori in cerca di ingaggio con cui – sotto la guida di un coach specializzato – si era già riavvicinato a situazioni di pallacanestro giocata.
    2019, BIANCOROSSO MANCATO
    Se tutto dovesse andare per il meglio – la speranza è che si possa prendere una decisione tra tre settimane – Freeman firmerà un contratto di un anno con opzione per il secondo e clausola d’uscita a pagamento per le squadre impegnate nelle coppe europee. Una firma che la Pallacanestro Varese cercò di ottenere anche nell’estate di sei anni fa: Freeman aveva affrontato la Openjobmetis due volte con la maglia degli ungheresi dell’Alba Fehervar e la guardia aveva ben impressionato la dirigenza biancorossa. A mettersi in mezzo però fu il campionato turco e così Freeman finì al Bursaspor dove si dimostrò in grado di essere un giocatore importante anche ai piani alti del basket europeo.
    Damiano Franzetti 

  • simon89
    Atterraggio, visite mediche e poi via, sotto le “grinfie” di Silvio Barnaba prima di passare a quelle di Ioannis Kastritis e del suo staff. Staff che ha programmato l’allenamento alle 16 per consentigli una sgambata. Tazé Moore, guardia di 1,96 nativa di Memphis ha affrontato quest’oggi – martedì 19 agosto – l’iter già anticipato ieri da alcuni suoi nuovi compagni di squadra della Openjobmetis.
    Moore ha ritardato di un giorno lo sbarco in Italia per motivi burocratici legati al visto, ma ha regolarmente attraversato l’Atlantico per unirsi al gruppo biancorosso e iniziare la prima esperienza italiana della sua carriera (e praticamente prima europea). Moore infatti ha giocato praticamente sempre negli States (salvo brevissimo cameo a Gottinga) togliendosi anche la soddisfazione di mettere piede in campo (6 partite) e fare canestro (24 punti totali) in NBA con Portland.
    Il suo arrivo porta a otto i giocatori della prima squadra a disposizione di Kastritis che, quindi, potrà utilizzare Moore fin dalla prima amichevole non ufficiale (il cosiddetto scrimmage) a porte chiuse per tutti, prevista per venerdì 29 agosto al Campus contro gli svizzeri del Sam Massagno. Il giocatore del Tennessee sarà quindi per il momento la guardia titolare (rotazione a tre con Moody e Librizzi) in attesa che dal mercato esca il nome dell’ultimo straniero.
    Come scritto ieri, mancavano certezze sul nome di Jalen Harris che a quanto pare non arriverà – non è chiaro se per scelta sua o della società – e quindi la “X” nella casella continua a essere tale. Non che sia necessario avere subito in campo l’ultimo tassello – al giorno d’oggi, in questo periodo, i giocatori generalmente arrivano piuttosto pronti dal punto di vista fisico e su questo gli americani sono solitamente attenti – anche se ovviamente sarebbe più utile lavorare al completo.
    Kastritis però non è Caja (che voleva il roster chiuso con largo anticipo) e non sembra particolarmente preoccupato anche perché ci sono altri profili al vaglio in questi giorni. La lega canadese è sempre tra quelle “attenzionate” vista la presenza di alcuni scorer come Javonte Smart o l’australiano Mitch Creek che comandano la classifica cannonieri.
    Intanto venerdì ci sarà il primo “contatto visivo” tra i tifosi e i giocatori con una parte di allenamento che sarà disputata a porte aperte. La squadra inizierà a lavorare sul Campo 2 del Campus e poi, dalle 11,30, si sposterà sul Campo 1 (il primo che si incontra, entrando dall’ingresso principale) che ha tribune più capienti e permette di accogliere alcune centinaia di spettatori. Sabato poi la salita collettiva al Sacro Monte aperta a tutti con partenza alle 16 dalla Prima Cappella: una passeggiata buona anche per aumentare il “fiato” dei giocatori.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Un mitragliere di stazza con spiccate qualità offensive. Varese punta decisamente su Jalen Harris per completare il roster con un terminale di spicco. Trattativa molto avanzata fra il team biancorosso e l’esterno nativo di Dallas, che proprio oggi – mercoledì 14 agosto – festeggia 27 anni.
    L’IDENTIKIT
    Il giocatore del 1998 sta completando la stagione estiva nella lega canadese Cebl, dove viaggia attualmente a 20,2 punti e 4,8 assist di media nei Winnipeg Sea Bears. Harris, esterno di 196 centimetri per 88 chili – e solo omonimo del Jordan visto in biancorosso nei primi 4 mesi del 2024/25 – ha punti nelle mani dal perimetro e non solo. Nel suo pàlmarès personale ci sono record di 31 in NBA con Toronto, di 50 in G-League con i Windy City Bulls e di 45 – massimo di sempre – nella lega canadese. Il giocatore del 1998 era uscito dopo due stagioni di università da Nevada, venendo scelto dai Raptors al secondo giro del draft NBA 2020. Ma dopo i 7,4 punti in 13 gare della stagione da rookie, ha violato le regole antidroga venendo squalificato per 12 mesi a luglio 2021. Riparò così in Italia – NBA e FIBA non si parlano sul doping – firmando per Cremona, dove però si spense alla distanza dopo un buon avvio, separandosi dopo un infortunio a una mano a marzo 2022 (13,8 punti e 2,0 assist di media). Harris ha riprovato la carta NBA nel 2022/23 e 2023/24 giocando in G-League; dopo la Summer League 2024 con New York ha ottenuto un invito al camp dei Knicks risultando come ultimo taglio. A dicembre dello scorso anno ha firmato in Cina con i Nanjing Monkey Tigers, lasciati qualche settimana prima dal nuovo play varesino Stefan Moody; poi a giugno il ritorno in Cebl con Winnipeg, dove dovrebbe disputare i playoff (ma nelle ultime due gare è rimasto ai box, sostituito dal rientro di un altro straniero).
    IL SÌ DI KASTRITIS
    Grande attaccante con mani nobilissime, difensore non particolarmente arcigno: può essere un rischio, ma Ioannis Kastritis ha detto sì e questa è una garanzia importante. E se arriverà anche la firma, portando a termine una operazione molto ben avviata, Varese avrà chiuso il cerchio.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Ora è ufficiale: il playmaker della Openjobmetis futura sarà Stefan Moody, il treccioluto 31enne nato in Florida il cui nome aveva iniziato a circolare con insistenza lunedì sera e che ha firmato il contratto che lo farà arrivare per la prima volta in Italia.
    La scelta di Moody ha diverse ragioni: ha solida esperienza europea, è dotato di buone qualità atletiche ma anche dal punto di vista del tiro da lontano (le due caratteristiche offensive più “richieste” dal sistema offensivo varesino “pre Kastritis” che però il coach greco ha fatto sue) ed è considerato un leader in campo. In difesa paga una taglia fisica ridotta – 1 metro e 79 d’altezza – ma fino a un certo punto, perché la sua elevazione gli consente qualche giocata improvvisa e perché ha un’ottima propensione alla palla recuperata. 
    Stupisce, forse, la scelta di un vero e proprio giramondo che ha accettato ogni tipo di proposta (evidentemente correlata allo stipendio richiesto), tanto da alternare presenze in campionati di rilievo ed esperienze alla periferia del grande basket. Transeat: l’importante sarà non affezionarsi troppo in futuro se le cose dovessero andare bene. Per fugare ogni dubbio la Pallacanestro Varese ha lasciato capire che il suo contratto sarà annuale.
    Con l’innesto di Moody quindi, Varese è a un solo “colpo” dal completamento della rosa a 9 giocatori prevista (il 10 dovrebbe essere l’italo-argentino Mauro Villa). E colpo non è stavolta una parola usata a caso perché la X mancante sarà la guardia di riferimento visto che Tazé Moore, annunciato nei giorni scorsi, dovrebbe essere lo straniero in uscita dalla panchina. Il ruolo che lo scorso anno fu di Desonta Bradford. Moore tra l’altro ha due infortuni seri nel passato – ginocchio al college, anca di recente – e anche per questo sarà il “rinforzo di lusso” e non il titolare.
    Riportiamo infine le parole di benvenuto affidate dal club biancorosso a Max Horowitz, general manager delle strategie di basket: «Io, Zach (Sogolow ndr) e coach Kastritis stavamo lavorando in collaborazione da alcuni mesi su Moody. Si tratta di un playmaker veterano che porterà alla nostra causa tanta esperienza, accumulata negli anni trascorsi tra Europa ed Asia. Conosce l’importanza ed il livello della nostra Serie A e siamo sicuri che sarà una pedina importante per la nostra squadra».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis è pronta ad affidarsi all’esperienza di Stefan Moody in cabina di regia. Accordo ai dettagli col 31enne playmaker di 179 centimetri per 84 chili, veterano delle leghe europee che ha all’attivo nove stagioni di basket internazionale ma sarà alla prima avventura in Italia.
    Il giocatore nativo della Florida è un giramondo che sin dal 2016 ha vissuto diverse esperienze da professionista in campionati di buon livello. Uscito da Mississippi State come realizzatore di grande vigore atletico, non ha più le stesse gambe al fulmicotone con le quali vinse la gara delle schiacciate dell’All Star Game greco del 2018. Ma proprio in Grecia, tre anni fa al Larissa, ha disputato la migliore annata in carriera (quinto marcatore e primo negli assist in una squadra che raggiunse le semifinali). Attirando evidentemente l’attenzione di Ioannis Kastritis che ne gradisce l’energia e la leadership per una squadra bisognosa di un veterano affidabile in regia, se la guardia mancante all’appello arriverà come sembra molto probabile dal sottobosco della G-League. Nell’ultima stagione Moody ha iniziato in Cina, e poi si è accasato in Turchia al Merkezefendi, viaggiando a 12,5 punti e 5,8 assist di media in 20 gare.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un metro e 96 centimetri di guardia, atletica e potente anche se talvolta a scapito della precisione. La Openjobmetis Varese inserisce il terzo straniero nel nuovo organico con l’ingaggio di Tazé Moore, 27enne mancino americano nato a Memphis e transitato per qualche partita anche in NBA con Portland.
    Moore è di fatto senza esperienza europea ma è rimasto a lungo ai confini della NBA giocando in G-League dove ha quasi sempre prodotto annate in doppia cifra a livello di punti aggiungendo però numeri solidi a livello di rimbalzi e assist. 
    «A nome di coach Kastritis e di tutta la nostra organizzazione, siamo entusiasti di dare il benvenuto a Varese a Tazè – le parole di Zach Sogolow – La combinazione di talento, atletismo e versatilità di ruolo, lo ha reso un giocatore di nostro interesse da un paio d’anni e crediamo fermamente che avrà un impatto positivo nel sistema di gioco del coach».
    Carriera
    Nato il 28 giugno 1998 nel Tennessee, Tazé Moore gioca per cinque stagioni in NCAA indossando per quattro anni la maglia dei Cal State Bakersfield Roadrunners e quella degli Houston Cougars. Dal 2022 al 2024 gioca in G-League con i Texas Legends realizzando 10.9 punti di media e 2.8 assist nella stagione 2022-2023 e 9.2 punti di media e 3.6 assist nella stagione 2023-2024 per poi approdare ai Rip City Remix coi quali in 22 partite chiude l’anno con 15.6 punti di media, 5.1 rimbalzi e 7.2 assist. Nel mezzo, esattamente il 21 gennaio 2024, fa anche il suo esordio in NBA disputando quattro partite con Portland. Alla fine del 2024 si trasferisce in Canada dove mette a referto 17.6 punti di media, 8.1 rimbalzi e 7.3 assist con la maglia dei Fraser Valley Bandits, squadra con la quale disputa anche i play-off della prima lega canadese. Lo scorso anno è ancora protagonista in G-League con i Rip City Remix (13.7 punti e 6.1 assist in 18 partite), ma impreziosisce la propria stagione con altre due presenze in NBA maturate con la canotta dei Trail Blazers.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Dopo aver contato i giorni, e dopo aver contato le ore, sull’orologio della sede della Pallacanestro Varese è scoccata la mezzanotte del 22 luglio. Non un orario qualunque perché a esso era associata la scadenza della clausola di uscita dal contratto firmato da Olivier Nkamhoua a fine giugno: un “cavillo” che non è stato utilizzato, così il lungo finlandese è ufficialmente diventato un tassello della Openjobmetis 2025-26.
    L’unica possibilità perché le cose cambiassero era legata infatti alla firma di un contratto “garantito” (annuale o di tipo two-way) con una franchigia NBA nel caso Nkamhoua avesse “rubato gli occhi” di qualche dirigente durante la Summer League disputata a Las Vegas.
    Nella “città del peccato” – dove il finlandese era in forza ai Portland Trail Blazers – è sceso in campo cinque volte con qualche risultato ma senza avere particolari spazi: 10,8 minuti a serata per 3,8 punti con un risultato massimo di 9 punti nel match con i Rockets nel quale ha distribuito anche 3 stoppate (1,6 di media il dato dei rimbalzi).
    Nkamhoua dovrà essere – nei piani biancorossi – un pilastro importante della squadra messa a disposizione di Ioannis Kastritis. Ala forte “vera” (2,06 per oltre 100 chili) dopo anni di numeri tre adattati, con possibilità di essere anche schierato da pivot per qualche minuto o in assetti particolari, farà parte di un reparto che comprende il centro americano Nate Renfro, fresco di firma, e l’italiano Max Ladurner. Alle loro spalle ci sono poi Davide Alviti ed Elisee Assui, entrambi schierati da “4 tattici” nella scorsa stagione.
    Incasellato quindi Nkamhoua, restano tre giocatori stranieri da inserire nella rosa della Openjobmetis, due dei quali fondamentali, ovvero il playmaker e la guardia titolari (a proposito di guardia: Jaylen Hands ha firmato in Grecia al Panionios Atene ma ha la possibilità di uscire dal contratto in caso di chiamate da Eurolega ed Eurocup). Su di loro la società dovrà destinare cifre significative, per lo meno in relazione al budget di Varese. Infine ci sarà un esterno straniero dalla panchina per il ruolo che lo scorso anno fu di Desonta Bradford.
    Damiano Franzetti

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