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7 ore fa, marisa dice:

e leggetevi stè news...
non posso riportarVi tutto io che sono praticamente inesistente!(cit)

Per leggere leggo on line prealpina varesenews varesenoi varesesport ma non ho trovato traccia. Mi sarà sfuggita la news e avrei preferito fosse una fake

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57 minuti fa, Dragonheart dice:

E sí che non avevo letto di amnistie o indulti.

Ahahaha

Indulto con biglietti omaggio?

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9 ore fa, marisa dice:

e leggetevi stè news...
non posso riportarVi tutto io che sono praticamente inesistente!(cit)

Eh ma è quel “praticamente” che fa la differenza! 

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6 minuti fa, nic dice:

Ahahaha

Indulto con biglietti omaggio?

Ecco ammesso ( io non ho le prove) che si danno biglietti omaggio a gruppuscoli ( so per certo che in curva ci vanno in tanti pagando) sarebbe un ulteriore passo avanti fare chiarezza sul perchè la società li favorisca visto che la qualità del tifo non dipende da loro anzi. Solo per evitare che contestino? Ma sono una cinquantina che peso possono avere? A meno che ci siano minacce ma un rapporto trasparente con le forze dell'ordine risolverebbe questa eventualità. Se stiamo svoltando a livello societario, di investimenti eccetera non mi pare questione irrisolvibile. Anche perché tornassimo in Europa non vorrei rivedere scene del passato contro squadre israeliane per le quali Varese è ancora ricordata purtroppo.

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Parla il ns coach

 

In una lunga intervista concessa a Francesco Gottardi su “Il Foglio”, Matt Brase ha parlato della sua filosofia del thinking outside the box, pensare fuori dagli schemi: “È per questo che la scorsa estate ho deciso di accettare la. chiamata di Varese. Anche se in Nba avevo un ottimo posto. £ppure sentivo il bisogno di un nuovo stimolo professionale, qualcosa in grado di farmi uscire da quella dorata comfort zone. Fosse stato anche dall’altra parte dell’oceano: tanto vi avrei portato il mio basket”.

Coach Brase non guarda molto alla classifica: “Quello che ripeto ai ragazzi è controllare ciò che è controllabile: più in là ci si spinge col pensiero, più è facile disattendere le aspettative”.

A Varese Luis Scola e Michael Arcieri gli hanno lasciato carta bianca: “L’impatto è stato senz’altro positivo, abbiamo trovato la quadratura di un certo tipo di basket. È un piacere allenare questi ragazzi e sono convinto che si divertano anche loro”.

Che tipo di interpretazione dà del basket coach Brase? “Conoscere a fondo i giocatori e il gruppo di lavoro per massimizzare ciò che si ha a disposizione. Imparando i punti di forza e le debolezze di chi si manda in campo, che è la più grande sfida per un allenatore. Provenire dagli Stati Uniti non significa lavorare come tutti i miei colleghi americani: mi piace pensare che esistano varie metodologie collegate non al luogo d’origine, ma alle singole personalità”.

Brase individua un mentore in particolare per la sua crescita: “Chi si incontra sul cammino fa la differenza: io ho avuto la fortuna di imparare a lungo accanto a un coach come D’Antoni. È stata un’influenza determinante sulla mia carriera: per l’approccio al lavoro, le capacità gestionali, il processo di miglioramento quotidiano. E poi pranzi, viaggi, riunioni. Con Mike abbiamo parlato ore e ore ed è un bagaglio che cerco di trasmettere ogni giorno in spogliatoio”.

Questo ha portato ad una maturazione del suo basket: “Sento di essere diventato un allenatore di mentalità aperta. Cerco di adattarmi ai ragazzi che ho e di fidarmi di loro. Thinking outside the box, appunto: provare soluzioni sempre nuove. Non sopporto giocatori impauriti, rigidi come robot. Quello che chiedo è un basket libero e propositivo. Preferisco un errore nel tentativo di applicare i concetti preparati in allenamento, piuttosto che una giocata ‘pigra’”.

Cos’ha sorpreso di più Brase di Masnago? “La passione. Sapevo dell’illustre storia di questo club, ma una cosa è guardare i video, un’altra l’esperienza diretta del palazzetto: questi tifosi hanno un entusiasmo incredibile, sono il nostro valore aggiunto ogni partita. È qualcosa che non mi potevo aspettare, un elemento comunitario trascinante”.

“Varese è uno splendido treno di cui far parte. Siamo nel mezzo del nostro percorso, dobbiamo continuare a focalizzarci sul presente”, conclude Brase

Fonte: legabasket

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7 ore fa, venti dice:

Per leggere leggo on line prealpina varesenews varesenoi varesesport ma non ho trovato traccia. Mi sarà sfuggita la news e avrei preferito fosse una fake

 

 

varesesport

10 Febbraio 2023, 18:15

Posted (edited)
2 ore fa, marisa dice:

 

 

varesesport

10 Febbraio 2023, 18:15

TROVATO!

 

Tornano i BH Varese ’98: “Affiancheremo gli Arditi”

Lo storico gruppo ultras biancorosso si ricostituisce e affiancherà gli Arditi al Lino Oldrini di Masnago

 
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Nuova vita per i Blood & Honour Varese 1998. Lo storico gruppo ultras di Varese Calcio e Pallacanestro Varese, con un comunicato sui propri canali social, ha annucniato la propria rinascita.La frangia ultras, che si era sciolta dopo la morte di Daniele Belardinelli, detto Dede, negli scontri tra ultras dell’Inter e del Napoli nella sfida del 26 dicembre 2018, si ricostituisce nel nome proprio di Belardinelli, come si può leggere nel comunicato. Un ritorno che, come gli stessi Blood & Honour Varese 1998 annunciano, porterà gli ultras ad affiancare l’altra frangia più calda del tifo biancorosso, gli Arditi al Lino Oldrini di Masnago.

 

Edited by fabioRE
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e questo è il comunicato sulla loro pagina FB

 

COMUNICATO
"Blood & Honour 1998"
Comunichiamo che il gruppo BH , dopo il suo scioglimento a seguito degli eventi tragici e dolorosi che hanno segnato questi ultimi anni, è da oggi 07 febbraio 2023 ricostituito, tornando alle sue origini.
Questo è un atto dovuto, in onore e in ricordo di chi ha lasciato la sua vita sul campo di battaglia, e "nel loro nome" nasce questa scelta.
Questa scelta è motivata anche nel rispetto delle basi storiche di questo gruppo che si è contraddistinto nel panorama Ultras italiano.
Il Blood Honour "affiancheranno" i fratelli degli Arditi (anche in altri contesti sportivi) con i quali rinnovano e rinsaldano una amicizia e una fratellanza ormai decennale.
Per qualsiasi informazione potete contattare Delfio Ultras
Rendi forti i vecchi sogni
Perché questo nostro mondo non perda coraggio
A lume spento
(Ezra Pound)
"Dede sempre con noi"
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9 minuti fa, fabioRE dice:

e questo è il comunicato sulla loro pagina FB

 

COMUNICATO
"Blood & Honour 1998"
Comunichiamo che il gruppo BH , dopo il suo scioglimento a seguito degli eventi tragici e dolorosi che hanno segnato questi ultimi anni, è da oggi 07 febbraio 2023 ricostituito, tornando alle sue origini.
Questo è un atto dovuto, in onore e in ricordo di chi ha lasciato la sua vita sul campo di battaglia, e "nel loro nome" nasce questa scelta.
Questa scelta è motivata anche nel rispetto delle basi storiche di questo gruppo che si è contraddistinto nel panorama Ultras italiano.
Il Blood Honour "affiancheranno" i fratelli degli Arditi (anche in altri contesti sportivi) con i quali rinnovano e rinsaldano una amicizia e una fratellanza ormai decennale.
Per qualsiasi informazione potete contattare Delfio Ultras
Rendi forti i vecchi sogni
Perché questo nostro mondo non perda coraggio
A lume spento
(Ezra Pound)
"Dede sempre con noi"

Poscia più che il dolor potè il digiuno....

mala tempora!

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Il 11/2/2023 at 08:55, Dragonheart dice:

E sí che non avevo letto di amnistie o indulti.

Fine pena (cit.)

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Ultima Contesa - L'attesa per la Coppa Italia è con coach Paolo Galbiati

Diciottesima puntata del talkshow di VareseNoi.it dedicato al basket e alla Pallacanestro Varese: ospiti in diretta (alle 20.45) il vice allenatore della Openjobmetis e il giornalista de Il Corriere della Sera Flavio Vanetti

Foto di Fabio Averna

Saranno Paolo Galbiati e il giornalista del Corriere della Sera Flavio Vanetti gli ospiti della 18esima puntata della terza stagione dell'Ultima Contesa.

La sconfitta di ieri nel derby contro Milano non ha contaminato il grande entusiasmo del popolo biancorosso per il ritorno della Pallacanestro Varese alle F8 di Coppa Italia: e allora, con l'assistente di Matt Brase, che nel 2018 è stato capace sulla panchina di Torino di alzare contro ogni pronostico il trofeo, vivremo l'attesa che ci separa dal quarto di finale di mercoledì contro Pesaro.

L'occasione sarà però buona per trattare anche altri argomenti: dalla partita di ieri contro l'EA7 al bilancio personale e tecnico dell'allenatore che quest'estate ha sposato la causa prealpina. Coach Galbiati sarà anche pronto a rispondere a tutte le domande che i tifosi gli gireranno.

Appuntamento questa sera in diretta alle 20.45 sulla homepage di VareseNoi.it, sulla sua pagina Facebook (e su quella de Il Basket Siamo Noi) e sul suo canale Youtube.

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Oggi coach Brase sul Corriere

Brase, la sua Varese all’attacco «Il gioco deve avere un’anima l’errore bisogna accettarlo»
Il coach Usa: «Non penso al futuro, meglio curare il presente»

Può accadere di subire VARESE la legge di chi è più attrezzato — l’altro ieri la sconfitta contro Milano, la domenica precedente quella contro Tortona — ma se la filosofia di Matt Brase, il coach del rilancio della Varese del basket, prevede da un lato di «non spingere tanto in là il pensiero per non ritrovarti con aspettative deluse», dall’altro contempla di liberarsi in fretta del passato: «Fare tesoro delle lezioni è importante, ma vivere nel momento, senza guardarsi indietro, prepara al futuro».

Con questo principio e con il motto «think outside the box», pensa al di fuori degli schemi, Matt da Tucson, Arizona, 40 anni e un aplomb da attore di Hollywood, porta la Openjobmetis dal gioco frizzante al test delle finali della Coppa Italia: domani a Torino quarto di finale contro Pesaro. «Sarà un appuntamento prestigioso, ma è solo un’opportunità sul nostro percorso, detto che non guardo al viaggio ma a ciò che dobbiamo fare giorno per giorno. Comunque, ci proveremo con il nostro gioco, uno dei vari modi possibili di interpretare il basket».

Brase (la pronuncia è «Bresi») ha studiato business — di qui la passione per gli investimenti e il mondo immobiliare —, però il basket ha assorbito ben presto la sua vita. Ha giocato al college con gli Arizona Wildcats, la squadra in cui ha poi cominciato ad allenare e dove era vice di suo nonno. Quindi è stato c.t. di Haiti e ha assaggiato la GLeague e la Nba, soprattutto a Houston a fianco di Mike D’Antoni. Infine ecco Portland (dove vive) e i Trail Blazers, che ha allenato nella Summer League quando l’ha chiamato Varese. «Ho accettato l’offerta per uscire dalle mie sicurezze e per fare un’esperienza nuova».

È il primo allenatore americano in serie A dopo tanto tempo ed è sulle orme battute giusto 50 anni fa da Dan Peterson che, avendo guidato il Cile, ha pure in comune il comando di una Nazionale. «Non ho ancora incontrato Dan, ma conosco la sua fama. Lo imiterò? Prima di tutto voglio essere la miglior versione di me stesso».

Intanto dopo molte stagioni da vicario, Brase ha ripreso confidenza con il ruolo di «capo» («Significa dialogare in modo diretto con i giocatori: tutti vorrebbero giocare 40 minuti o tirare 30 volte, però non è realistico»), non ha posto obiettivi di classifica — salvo chiedere «di migliorare sempre» — e sta mandando all’incasso una pallacanestro briosa, che se ne infischia degli errori.

Nel bene e nel male la Openjobmetis Varese crede sempre a quello che fa: la difesa è forse la peggiore della serie A, in compenso l’attacco è il più prolifico. Pure questo vuol dire pensare fuori dagli schemi. In realtà a Varese, dove sono passati grandi coach per grandi vittorie, c’è chi sostiene che se questa squadra la allenasse Aza Nikolic, almeno tre giocatori finirebbero anzitempo sotto la doccia. Ecco, non accadrà mai con Brase: «Preferisco un errore, a patto che si applichi quanto studiato in allenamento, a giocate senz’anima. Credo nella capacità della squadra di leggere le partite e di decidere». Vale anche per i time out. Matt, sempre compassato nella conduzione (mai una protesta: è il beniamino degli arbitri), ne chiede pochi. Per questo a volte è criticato. Mala sua filosofia è basata sull’ auto responsabilità :« Penso che i ragazzi, sesb agliano, sappiano come correggersi».

Il basket, nel quale ha avuto come idolo Michael Jordan («Sinonimo di una grandezza durata a lungo»), lo assorbe a fondo, con la visione di tante partite. Gli hobby sono così limitati ai film e agli altri sport Usa. A Varese è rimasto colpito dal Sacro Monte (dove abita) e dai laghi. L’Italia, più in generale, conta di scoprirla a fine stagione «per farmi coinvolgere dalla sua storia».

Ma tanti si domandano: resterà? Il contratto fino al 2024 c’è, però Brase può liberarsi. «Vedremo, come detto non penso troppo in là». Sorride. Allora lo provochiamo: aspetta forse una nuova chiamata da D’Antoni, se riavrà una panchina Nba? Mike, il playmaker di Peterson...: «Non perdo troppo tempo a pensare al domani. Io resto nel presente e dico che Varese mi ha fatto salire su un bellissimo treno».

Dan Peterson? Lo conosco di fama, ma non voglio imitare nessuno ed essere soltanto me stesso.

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sulla Prealpina di oggi analisi dei problemi fisici di Reyes #12

io ho ancora in mente come l'ho visto a Trento dopo la partita.  Visto come zoppicava mi chiedevo come avesse potuto scendere in campo in quelle condizioni.

E l'impressione è  che non sia di sicuro migliorato da allora, anzi tutt'altro...

Penso che le nostre speranze di post season dipendano proprio dal suo ginocchio, se non si sistema in fretta...bye bye playoff

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32 minuti fa, baloncesto dice:

sulla Prealpina di oggi analisi dei problemi fisici di Reyes #12

io ho ancora in mente come l'ho visto a Trento dopo la partita.  Visto come zoppicava mi chiedevo come avesse potuto scendere in campo in quelle condizioni.

E l'impressione è  che non sia di sicuro migliorato da allora, anzi tutt'altro...

Penso che le nostre speranze di post season dipendano proprio dal suo ginocchio, se non si sistema in fretta...bye bye playoff

Non bastassero queste due settimane di riposo, se vuoi i playoff (perchè vuoi le coppe) esiste anche il mercato, nel caso. 

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15 minuti fa, Giobbo dice:

Non bastassero queste due settimane di riposo, se vuoi i playoff (perchè vuoi le coppe) esiste anche il mercato, nel caso. 

ma sarebbe sconfessare quello che hanno affermato e fatto fino ad adesso.

se avessimo in qualche modo sostituito Justin nel suo periodo di assenza potremmo (forse) avere avuto qualche punto in più in classifica, essere arrivati più in palla alle f8 di coppa, ed essere messi fisicamente e psicologicamente meglio per il rush finale del campionato

così tanto per discutere e senza voler fare i presidenti ed i gm con i dindini degli altri eh ( e senza peraltro nemmeno le loro conoscenze tecniche e cestistiche..)

 

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57 minuti fa, baloncesto dice:

sulla Prealpina di oggi analisi dei problemi fisici di Reyes #12

io ho ancora in mente come l'ho visto a Trento dopo la partita.  Visto come zoppicava mi chiedevo come avesse potuto scendere in campo in quelle condizioni.

E l'impressione è  che non sia di sicuro migliorato da allora, anzi tutt'altro...

Penso che le nostre speranze di post season dipendano proprio dal suo ginocchio, se non si sistema in fretta...bye bye playoff

Non ha fatto se non in parte la ruota contro Milano e mi dicono abbia saltato la miniruota prepartita con Pesaro. Quindi situazione preoccupante, poi ha giocato e abbiamo visto come ( secondo me da s.v. e non da 4 in pagella viste le condizioni, anzi ha già fatto tanto). La voglia non gli manca ma il rischio di perderlo per quest' anno c'è. 

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L'impressione è che abbia da un lato recuperato la sua esplosività (schiacciate e tutto il resto lo provano) ma senta dolore e dopo un po' debba smettere o si auto limiti.

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16 minuti fa, baloncesto dice:

ma sarebbe sconfessare quello che hanno affermato e fatto fino ad adesso.

se avessimo in qualche modo sostituito Justin nel suo periodo di assenza potremmo (forse) avere avuto qualche punto in più in classifica, essere arrivati più in palla alle f8 di coppa, ed essere messi fisicamente e psicologicamente meglio per il rush finale del campionato

così tanto per discutere e senza voler fare i presidenti ed i gm con i dindini degli altri eh ( e senza peraltro nemmeno le loro conoscenze tecniche e cestistiche..)

Cambiare idea in base all'evolversi delle situazioni non è sconfessarsi, ma adattarsi ed essere intelligenti. Perlomeno in questo caso.

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36 minuti fa, Giobbo dice:

Cambiare idea in base all'evolversi delle situazioni non è sconfessarsi, ma adattarsi ed essere intelligenti. Perlomeno in questo caso.

Di solito si dice “Impariamo da questa sconfitta”.

Nelle interviste leggo più “Guardiamo avanti è andata”

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22 minuti fa, Ponchiaz dice:

Di solito si dice “Impariamo da questa sconfitta”.

Nelle interviste leggo più “Guardiamo avanti è andata”

Anche se guardare avanti non significa va bene così. Penso che i tifosi delusi non vogliano processi vista la posizione raggiunta all'inizio inattesa  e  d'altra parte in società non chiuderanno gli occhi di fronte a questa sconfitta. Che poi nessuno sarà sceso in campo convinto di perdere 22 palle e di tirare male. E quale strategia diversa si sarebbe dovuta adottare? Sinceramente un gioco più controllato avrebbe ad esempio pagato contro Pesaro? Boh

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Le partite vanno preparate, ma anche lette nel loro corso ... ad inizio 3 quarto, dopo solo 1 minuto e mezzo, Pesaro era in bonus e con almeno 3 giocatori con 3 falli. 
 

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