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Volevo postare qualcosa anche io.

Se a fatti accertati si confermeranno le accuse credo che 50 anni di lavori forzati non sarebbero abbastanza.

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24/6/2008

Rubava dai bagagli: va riassunto

Malpensa, giudice reintegra operaio

Era stato licenziato perché accusato di aver rubato dalle valigie dei passeggeri in transito a Malpensa: l'accusa specifica era furto aggravato. Ora un giudice ha dato ragione all'operaio addetto allo smistamento bagagli, obbligando Sea a riassumerlo perché quel licenziamento era illegittimo. Non è bastata la telcamera ad immortalarlo mentre frugava nelle valigie: il furto non è stato provato. L'operaio rimane in attesa di sentenza per il reato.

La vicenda, ricorda il Corriere della Sera, risale al 2000, quando la polizia individuò 31 addetti allo smistamento bagagli dello scalo di Malpensa, impegnati a frugare nelle valigie dei passaggeri. Grazie ai filmati delle telecamere interne si arrivò a 18 rinvii a giudizio per furto aggravato: tre lavoratori, tra cui F.D.A., impugnarono il sopraggiunto licenziamento, e ora è giunto il reintegro per mano del giudice del lavoro Francesca La Russa. "Sea non ha indicato gli oggetti del furto contestato e le eventuali denunce dei passeggeri", si legge nella motivazione.

Tuttavia Sea fa sapere che con l'operaio in questione si è rotto il rapporto di fiducia (anche su indicazione della polizia di frontiera), a prescindere che sia un ladro o meno, per cui F.D.A è di fatto reintegrato, ma non svolge mansioni ed è senza stipendio. Le valigie non si aprono, per nessun motivo, neppure per curiosità. Nel frattempo Sea ricorrerà in appello contro la sentenza del giudice del lavoro.

:rolleyes: ..... :lol::rolleyes::drool:

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Ad imperitura memoria :

ILSOLE24ORE.COM > Economia e Lavoro ARCHIVIO

Corte dei conti. «L'Italia ha disperso il bonus euro da 70 miliardi»

di Nicoletta Cottone

commenti - | | 26 giugno 2008

Articoli Correlati - versione beta

Dpef, pareggio di bilancio sfiorato nel 2011

Operai morti a Milano, denunciato il titolare egiziano di un'impresa

L'Italia non è risparmiosa. Parola della Corte dei conti. Un Paese che nel 2007 ottiene risultati «particolarmente significativi» nella lotta all'evasione, ma che disperde «il dividendo ottenuto dall'Italia grazie all'euro in 10 anni, pari a circa 70 miliardi», in aumento della spesa pubblica, anziché alleggerire il peso del debito. È il Belpaese descritto dal rendiconto generale dello Stato relativo all'esercizio finanziario 2007 della Corte dei Conti che avverte: il definitivo risanamento dei conti pubblici non può prescindere dall'osservanza di regole rigide di evoluzione della spesa corrente. Migliorano i conti pubblici, legati soprattutto all'aumento della pressione fiscale, arrivata quasi a livelli record. Il relatore della Corte dei conti, Fulvio Balsamo sottolinea che «i progressi ottenuti in termini di saldi e di debito pubblico sono riferibili ancora per il 2007 al forte incremento delle entrate delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, alla crescita delle entrate fiscali, la cui pressione sul Pil è aumentata di ben 1,2 punti rispetto al 2006, raggiungendo il 43,3%: valore inferiore di solo lo 0,4% al massimo storico verificato nel 1997». Si è consolidata la tendenza alla crescita della spesa per interessi (+12%), «modeste hanno seguitato a risultare le azioni di contenimento della spesa corrente primaria, che appare ridotta di solo lo 0,2% sul Pil tra il 2005 e il 2007 e della spesa primaria totale, sostanzialmente invariata sul prodotto se misurata al netto degli oneri straordinari».

La corruzione imperversa nella Pubblica amministrazione

Troppa corruzione nella Pubblica amministrazione e la Corte dei conti osserva: «elevati livelli di corruzione comportano effetti depressivi, talora assai gravi, sulla competitività del Paese», poiché si tratta di «effetti distorsivi sui prezzi, sui mercati», che sottraggono risorse all'economia e «impongono costi occulti ai pubblici apparati e, in definitiva, all'intero sistema». Costi a cui possono resistere le multinazionali, ma che si abbattono sulle piccole e medie imprese. Nel 2007, sono state emesse dalla Corte dei Conti condanne per 18,8 milioni di euro a contrasto degli atti di corruzione nei pubblici apparati, con un aumento del 30% sul 2006. Le Sezioni giurisdizionali contabili di primo e secondo grado hanno emesso 82 sentenze per fatti di corruzione ascrivibili ad agenti pubblici. I danni accertati per il 2007 dalla Corte dei Conti si sono concentrati nella Amministrazioni statali (quasi il 70%), gran parte delle quali per fatti corruttivi commessi in pregiudizio delle Amministrazioni finanziarie, quasi tutti ascrivibili alla Guardia di Finanza della Lombardia. Le condanne per danni causati da tangenti percepite da amministratori e dipendenti pubblici sono state 28.

Necessari tagli alla spesa pubblica e ai costi della politica

La spesa pubblica va ridotta per grandi comparti, con regole rigide, altrimenti si corre il rischio di dover rinunciare all'abbassamento della pressione fiscale, il cui anomalo livello "non è privo di implicazioni negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori dei fattori della produzione". Servono «incisivi interventi» sugli enti inutili, visto che nel 2006 era ancora 110 quelli in vita, ma anche su Province, Comunità montane e piccoli Comuni. La richiesta arriva dal procuratore generale presso la Corte dei Conti Furio Pasqualucci, che ha rilevato che la spesa delle Province è stata nel 2006 di 13 miliardi, di cui il 18,3% per il personale, il 28,4% per consumi intermedi; inoltre, i Comuni sotto i cinquemila abitanti sono ancora seimila, concentrati in Piemonte e Lombardia. Nodo prioritario il contenimento dei costi della politica.

GRAZIE TATANKA !

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26/6/2008

Troppe intercettazioni, boss liberi

Foggia, decorrenza termini: scarcerati

Sei esponenti della malavita del Foggiano, uno addirittura accusato di essere uno spietato killer (13 gli omicidi), potrebbero essere scarcerati per decorrenza dei termini. La causa di questa decisione, che ha già scatenato polemiche, è l'immenso numero di intercettazioni che i periti dell'accusa, in tre anni, non sono ancora riusciti a trascrivere. E se i presunti boss torneranno liberi potrebbe riaprirsi la faida del Gargano.

L'ispettorato del ministero della Giustizia ha già annunciato di aver aperto il dossier su questa vicenda. Un ritardo definito inaccettabile che il presidente del tribunale di Foggia dovrà spiegare. Alla base del ritardo ci sarebbe, appunto, l'enorme mole di intercettazioni effettuate dai carabinieri del Ros. Gli otto periti a disposizione del tribunale non sono ancora riusciti a trascriverle. Ciò non vuol dire che il processo è rimasto fermo, anzi: dal 7 novembre 2005, giorno della prima udienza, accusa e difesa si sono incontrate ben 94 volte davanti alla Corte d'Assise (al ritrmo di due udienza alla settimana).

L'ultima è avvenuta venerdì 20 giugno quando i magistrati si sono visti costretti a leggere l'ordinanza di scarcerazione. Secondo un avvocato della difesa a causare l'ingorgo sarebbe stata la decisione dei pm di non fare una scelta delle intercettazioni da depositare ma di farle trascrivere tutte.

L'operazione Iscaro-Saburo

Il primo a tornare in libertà potrebbe essere Armando Li Bergolis (33 anni, accusato di 5 omicidi), accusato di essere il capo del clan. Un mese dopo toccherebbe a Gennaro Giovanni, ritenuto il killer della famiglia Li Bergolis e accusato di aver compiuto 13 omicidi. E poi via via gli altri sei. Erano tutti finiti in cella nel 2004 al termine dell'operazione Iscaro-Saburo condotta dai carabinieri del Ros: un centinaio gli arresti che sono serviti a smantellare i gruppi mafiosi del Gargano che avevano scatenato una guerra tra le famiglie Li Bergolis e Primosa-Alfieri.

Almeno 35 i morti causati da questa faida. Una guerra cominciata da un banalissimo pascolo conteso trasformato col tempo in odio e vendetta legati anche ad altri interessi nel traffico di droga e armi.

:P:lol::P

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Auto blu: storia di uno status symbol incrollabile

di Roberto Rocchi

Quanti di noi, nella quotidianità, hanno avuto modo di vedere sfrecciare lungo le strade di tutta Italia ed anche della propria città le cosiddette “auto blu”, cioè le automobili di servizio in carico ad alti dirigenti statali o di enti locali o che per funzioni e carica godono di quello che rimane uno degli status symbol più ricercati e intramontabili da sempre. Difficile non averne mai vista una, ma ancor più difficile sapere quante realmente ce ne sono in circolazione. Spettano a una miriade di persone e di categorie: dalle più alte cariche istituzionali della Repubblica ai funzionari ministeriali, a rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, ai dirigenti degli istituti autonomi, a giudici e funzionari della magistratura, ai comandanti generali delle forze dell’ordine fino a prefetti, questori e comandanti provinciali. Pare ve ne siano alcune ancora in carico ad “ex”, per i quali è stata ritenuta necessaria la prosecuzione del servizio in virtù di “meriti” o “rischi” acquisiti… Un parco veicolare, dunque, ben più vasto dell’immaginabile e che sconfina in un’altrettanta ampia vasta modalità di esecuzione che parte dalla proprietà effettiva dell’auto in carico all’ente, alla locazione, al noleggio a termine, fino all’utilizzo del mezzo anche per sole poche ore. Il dibattito sulle auto blu, tuttavia, non ha mai cessato di esistere anche a livello politico. Sono state tante le leggi finanziarie che se ne sono occupate (sia da parte dei governi di centrodestra che di centrosinistra), ma la questione non è mai stata definitivamente risolta. Soltanto nel marzo del 2005 è intervenuta una norma che ha stabilito il censimento delle “auto blu”, obbligando le varie amministrazioni, sia centrali che periferiche a comunicare i risultati al ministero dell’Economia, per una successiva e dettagliata relazione da inviare al Parlamento. I risultati dell’indagine non si sono fatti attendere, ma forse non hanno saputo mettere a fuoco la reale situazione: secondo il dicastero economico, infatti, le auto istituzionali in circolazione sarebbero 43.481. Il dato è stato contestato da diversi osservatori, secondo i quali il numero raccolto contiene i dati delle sole “auto blu” in carico ai ministeri. Sempre secondo alcuni commentatori, infatti, sarebbero oltre 150 mila le vetture di servizio utilizzate anche da Regioni e Province, mentre potrebbe raggiungere le 300 mila unità se fossero inserite anche quelle degli enti pubblici non territoriali. Insomma, idee tanto chiare in tal senso non ve ne sono, mentre il discorso assume un contorno diverso se si esamina la tipologia delle vetture utilizzate. Pochi sono coloro che si affidano alla produzione automobilistica italiana e mostrano invece interesse per quella straniera ed in particolare tedesca, che ha il pregio di dare maggiore spessore allo status symbol acquisito. Al primo posto delle preferenze, infatti, ecco spuntare la teutonica Audi A8 che segna il top nella gerarchia dei “privilegiati”: questa vettura fu la stessa utilizzata da Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio, in occasione di incontri con leader politici stranieri, ma anche dai capi dei servizi segreti e delle forze armate. Per i vip meno “appariscenti”, invece, le più scaltre ma non meno lussuose A6. Al secondo posto di questa classifica vi è un altro marchio tedesco, la Bmw. Il modello attualmente più diffuso agli alti livelli è la 740, che pare venga ora distribuita anche a prefetti e questori e persino alla Digos nei modelli meno evoluti. Finalmente si respira aria di casa nostra ed appare la Lancia Thesis, l’ultima delle ammiraglie italiane che rimane anche la più diffusa in ambito prettamente ministeriale. Purtroppo questa vettura non detiene un valido erede e si assiste ad un “declassamento” a favore della più economica Lybra, molto in voga tra magistrati e ufficiali delle forze armate. In carico allo Stato anche due Maserati 4 porte, di cui una soltanto utilizzata, mentre l’altra è sempre rimasta ferma in garage: troppi elevati i costi di manutenzione e la scarsa praticità, così questi due gioielli (donati al Governo da Luca Cordero di Montezemolo), sono ancora in attesa di essere pienamente sfruttati. Ha perso invece diverse posizioni nella scala gerarchica la Mercedes, che tuttavia detiene il record del modello di auto più noleggiato. Troppo appariscente e sfrontato per non richiamare in causa l’opportunità di dare seguito all’industria automobilistica italiana, così è uscita dai garage di proprietà ministeriale ma non dai cuori di chi la utilizza quando può, anche se per un periodo di tempo limitato. Fra le new entry nella legione straniera delle “auto blu” ecco spuntare anche le Volvo, convenientissime nei contratti di affitto che prevedono la copertura totale di ogni spesa accessoria e straordinaria di manutenzione. Segnano le grintose Alfa 166, che nonostante tutto rimangono poco richieste per via degli spazi interni limitati e dell’eccessiva diffusione fra i “civili”, così da poter apparire uno status symbol di secondo grado. In coda poi una schiera di vetture meno prestigiose che appartengono comunque alla fascia delle automobili di servizio: Hyundai Lantra, Fiat Brava, l’intramontabile Alfa 155, Fiat Marea e persino Citroen Saxo. Secondo il ministero dell’Economia, le spese per le “auto blu” non potranno superare il 70/90 per cento di quanto impiegato l’anno precedente, a seconda dell’utilizzo che sarà ogni volta concordato tra l’amministrazione che lo detiene in carico e l’ufficio di economato generale. Tuttavia la legge ha previsto una deroga a questo vincolo, soprattutto per quanto riguarda i veicoli in uso ad esponenti delle forze dell’ordine anche in via non esclusiva. Basti pensare che delle 8.929 auto in carico al ministero dell’Economia, ben 8.489 sono assegnate alla Guardia di Finanza che le utilizza anche per compiti istituzionali e non solo di rappresentanza. Analoga cosa avviene per il ministero dell’Interno, dove le vetture di servizio risulterebbero essere 22.967 di cui 20.444 assegnate alla Polizia di Stato e 523 ai Vigili del Fuoco. E cosa dire del ministero di Giustizia cui fanno capo 1.186 auto blindate e 2.370 vetture per la traduzione dei detenuti? Per tutta questa mega-flotta aziendale è stata chiesta la non applicazione del dispositivo di risparmio di spesa, vanificando così il contenuto di una legge che si proponeva l’esatto contrario. Fortunatamente, non tutti gli enti hanno potuto usufruire di questa possibilità, così nella relazione al Parlamento si evincono anche importanti tagli di spesa: è il caso dell’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente o ad alcuni apparati periferici del ministero dell’Ambiente quali le amministrazioni dei parchi nazionali. All’Istruzione il risparmio complessivo dello scorso anno è stato di oltre 302 milioni di euro e di 248 milioni quello alle Infrastrutture, con una decurtazione totale, fra tutti i ministeri coinvolti, di oltre 1,3 miliardi di euro. Poco più di un granello di sabbia - secondo gli esperti - che hanno valutato in quasi 11 miliardi di euro la spesa complessiva per lo Stato, con esclusione degli enti locali. Ma come si arriva a cifre come quelle indicate? Basta valutare la spesa media per ogni “auto blu” che è di circa 70 mila euro l’anno, inclusi autista e benzina, moltiplicata per almeno 150 mila autovetture e il gioco è fatto. Qualche tempo fa, un’economista di grido quale Luigi Chiappugi (già consulente di Governo) affermò che in luogo delle auto di servizio si potrebbe arrivare a garantire buoni taxi, il che consentirebbe alle casse erariali un risparmio di almeno 5 miliardi di euro. Proposta miserabilmente fallita. Pare sia molto meglio l’ultima idea, oramai non più originale poiché già adottata da tempo, che vuole il noleggio a lungo termine come soluzione ideale. A provvedere è stata la Consip (una società che si occupa di gestire i beni ed i servizi per conto dello Stato), la quale ha provveduto a realizzare alcune gare d’appalto vinte perlopiù da aziende asiatiche, fatta eccezione per la Volkswagen. La situazione rimane tuttavia delicata, se si considera che in assenza di una normativa ben precisa ciascuna amministrazione si sente libera di scegliere la soluzione più congeniale. Com’è avvenuto qualche anno fa in un piccolo comune del bolognese, dove l’ex sindaco ha dichiarato oltre 23 mila euro per avere effettuato 461 viaggi a mezzo di noleggio con conducente; l’anno successivo il badget è arrivato a 23.441 mila euro e le trasferte sono scese a 431. Un mistero rimasto tuttora insoluto…! In effetti il problema delle piccole amministrazioni non è semplice da sanare: secondo la Corte Costituzionale infatti, il Governo può agire sulle auto di Stato, ma non sull’autonomia degli enti locali fissando loro criteri di economicità. A ciascuno, dunque, è data libertà di agire come meglio crede, così si registrano comportamenti ben differenti fra loro: a partire da chi non lesina in numero di vetture e soprattutto sui modelli più recenti e accessoriati, a quanti effettuano tagli radicali persino sulle auto in dotazione ai servizi sociali o alla polizia municipale. Si va dalla Regione Friuli Venezia Giulia che qualche anno fa si è rifatta lo “smalto” delle auto di servizio e ne ha sostituite 12 che avevano un’età media di 2 anni, a quanto avvenuto nella Regione Lazio che ha acquistato 76 nuove “auto blu” destinate a presidente e assessori, contro un assemblea regionale che conta 70 consiglieri! Per non parlare del Comune di Napoli che garantisce un parco veicolare di 120 mezzi a disposizione di sindaco, assessori e dirigenti. In Toscana, invece, il presidente della Regione Claudio Martini ha ordinato di privilegiare i mezzi pubblici e dimezzare la spesa per le auto di rappresentanza: 16 per la giunta e 36 per i dipendenti in missione, comprensive di auto quali Punto e Panda. In Liguria il governatore Claudio Burlando ha diminuito di 230 mila euro le spese per le vetture di servizio, mentre in Puglia il suo collega Niki Vendola ha cancellato la vergognosa legge che consentiva anche agli ex presidenti dell’assemblea regionale di utilizzare le auto di servizio per altri 5 anni! Per fare cassa a Castiglion Fiorentino e in altri comuni della Val di Chiana (confermando così la vocazione al risparmio toscana) le auto blu sono state messe all’asta, mentre i sindaci di Bolzano (nel 2001) e di Cesena (nel 2003) facevano registrare ben 2 berline di lusso al proprio servizio. Così, senza fare tante storie, ogni Governo che si succede la racconta alla sua maniera, lancia proclami più o meno incisivi e promette tagli a destra e a sinistra senza molte remore. Peccato che oramai la storia sia diventata simile a quella di chi grida “al lupo, al lupo”, ma intanto sulle nostre strade continuano a scorazzare “auto blu” in abbondanza. E se non ve ne siete accorti, sarà perché - forse per dare meno nell’occhio - anche il colore è cambiato: ora sono diventate quasi tutte grigio-metalizzato, ma se il lupo ha cambiato il pelo, certamente non lo farà tanto facilmente con il…vizio!

Da Il Centauro n. 122 - www.asaps.it

GRAZIE CHI?

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L'Italia non è risparmiosa. Parola della Corte dei conti. Un Paese che nel 2007 ottiene risultati «particolarmente significativi» nella lotta all'evasione, ma che disperde «il dividendo ottenuto dall'Italia grazie all'euro in 10 anni, pari a circa 70 miliardi», in aumento della spesa pubblica, anziché alleggerire il peso del debito. È il Belpaese descritto dal rendiconto generale dello Stato relativo all'esercizio finanziario 2007 della Corte dei Conti che avverte: il definitivo risanamento dei conti pubblici non può prescindere dall'osservanza di regole rigide di evoluzione della spesa corrente. Migliorano i conti pubblici, legati soprattutto all'aumento della pressione fiscale, arrivata quasi a livelli record. Il relatore della Corte dei conti, Fulvio Balsamo sottolinea che «i progressi ottenuti in termini di saldi e di debito pubblico sono riferibili ancora per il 2007 al forte incremento delle entrate delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, alla crescita delle entrate fiscali, la cui pressione sul Pil è aumentata di ben 1,2 punti rispetto al 2006, raggiungendo il 43,3%: valore inferiore di solo lo 0,4% al massimo storico verificato nel 1997». Si è consolidata la tendenza alla crescita della spesa per interessi (+12%), «modeste hanno seguitato a risultare le azioni di contenimento della spesa corrente primaria, che appare ridotta di solo lo 0,2% sul Pil tra il 2005 e il 2007 e della spesa primaria totale, sostanzialmente invariata sul prodotto se misurata al netto degli oneri straordinari».

cut..

Vediamo se ho capito:

spesa corrente primaria - ridotta poco

spesa primaria totale - sostanzialmente invariata

spesa per interessi - aumentata del 12%

Interessi su cosa? Chi ha fatto i debiti? Prodi in 18 mesi o Berlusconi in 60 mesi o tutti quelli del passato?

La corruzione imperversa nella Pubblica amministrazione

Troppa corruzione nella Pubblica amministrazione

depenalizziamo?

prescriviamo per i corruttori e li facciamo premier?

Domanda: come si calcola la pressione fiscale?

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Vediamo se ho capito:

spesa corrente primaria - ridotta poco

spesa primaria totale - sostanzialmente invariata

spesa per interessi - aumentata del 12%

Interessi su cosa? Chi ha fatto i debiti? Prodi in 18 mesi o Berlusconi in 60 mesi o tutti quelli del passato?

depenalizziamo?

prescriviamo per i corruttori e li facciamo premier?

Domanda: come si calcola la pressione fiscale?

Sei senza speranza.........

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Ad imperitura memoria :

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Corte dei conti. «L'Italia ha disperso il bonus euro da 70 miliardi»

di Nicoletta Cottone

commenti - | | 26 giugno 2008

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Troppa corruzione nella Pubblica amministrazione e la Corte dei conti osserva: «elevati livelli di corruzione comportano effetti depressivi, talora assai gravi, sulla competitività del Paese», poiché si tratta di «effetti distorsivi sui prezzi, sui mercati», che sottraggono risorse all'economia e «impongono costi occulti ai pubblici apparati e, in definitiva, all'intero sistema». Costi a cui possono resistere le multinazionali, ma che si abbattono sulle piccole e medie imprese. Nel 2007, sono state emesse dalla Corte dei Conti condanne per 18,8 milioni di euro a contrasto degli atti di corruzione nei pubblici apparati, con un aumento del 30% sul 2006. Le Sezioni giurisdizionali contabili di primo e secondo grado hanno emesso 82 sentenze per fatti di corruzione ascrivibili ad agenti pubblici. I danni accertati per il 2007 dalla Corte dei Conti si sono concentrati nella Amministrazioni statali (quasi il 70%), gran parte delle quali per fatti corruttivi commessi in pregiudizio delle Amministrazioni finanziarie, quasi tutti ascrivibili alla Guardia di Finanza della Lombardia. Le condanne per danni causati da tangenti percepite da amministratori e dipendenti pubblici sono state 28.

Necessari tagli alla spesa pubblica e ai costi della politica

La spesa pubblica va ridotta per grandi comparti, con regole rigide, altrimenti si corre il rischio di dover rinunciare all'abbassamento della pressione fiscale, il cui anomalo livello "non è privo di implicazioni negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori dei fattori della produzione". Servono «incisivi interventi» sugli enti inutili, visto che nel 2006 era ancora 110 quelli in vita, ma anche su Province, Comunità montane e piccoli Comuni. La richiesta arriva dal procuratore generale presso la Corte dei Conti Furio Pasqualucci, che ha rilevato che la spesa delle Province è stata nel 2006 di 13 miliardi, di cui il 18,3% per il personale, il 28,4% per consumi intermedi; inoltre, i Comuni sotto i cinquemila abitanti sono ancora seimila, concentrati in Piemonte e Lombardia. Nodo prioritario il contenimento dei costi della politica.

GRAZIE TATANKA !

Qui siamo alle comiche .....

Dunque le provincie sono inutili, e io sono d'accordo, però prova a spiegarlo ai leghisti, movimento fondamentale per la stabilità del nuovo esecutivo, visto che vogliono 2 nuove provincie in Lombardia (Monza e l'altra mi sfugge il nome) e in più si parla di decentramento, di federalismo fiscale cioè doppioni di enti per ogni regione .....

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Mi sono dimenticato di segnalare:

migliorano i conti pubblici e

ottiene risultati «particolarmente significativi» nella lotta all'evasione

Adesso il B. otterrà risultati migliori in un modo completamente diverso, ma io il biennio TPS non lo butto via come la cosa peggiore della mia vita anche se sicuramente lo archivierò come un biennio di occasioni perdute.

Ridomanda: come si calcola la pressione fiscale?

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Mi sono dimenticato di segnalare:

migliorano i conti pubblici e

ottiene risultati «particolarmente significativi» nella lotta all'evasione

Adesso il B. otterrà risultati migliori in un modo completamente diverso, ma io il biennio TPS non lo butto via come la cosa peggiore della mia vita anche se sicuramente lo archivierò come un biennio di occasioni perdute.

.........

Soprattutto quella di non votare dandoti la zappa sui piedi..............

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Le provincie metropolitane saranno soppresse, come da programma.

Spero....

Ennesima sparata .......

Aspettiamo fiduciosi :D:D

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Ennesima sparata .......

Aspettiamo fiduciosi :D:D

E se poi le "sparate", come dici tu, si tramutassero in fatti concreti ??

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Ridomanda: come si calcola la pressione fiscale?

(Somma delle entrate fiscali / PIL) per anno fiscale.

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E se poi le "sparate", come dici tu, si tramutassero in fatti concreti ??

Ribadisco che aspetto fiducioso :D:D

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Domanda: come si calcola la pressione fiscale?
Ridomanda: come si calcola la pressione fiscale?
(Somma delle entrate fiscali / PIL) per anno fiscale.

Pensavo fosse una domanda retorica .

La pressione fiscale è un po' come l'inflazione : esiste quella dichiarata e quella reale , che tendenzialmente è il doppio .

Perchè vorrei farTi notare che una microscopica azienda di un tipo che conosco bene lo scorso anno è stata tassata per il 78% dell'utile prodotto , decimale più decimale meno , e l'anno precedente per il 72% ...

Ma cosa vuoi , quel tipo , che tra l'altro esporta il 98 % della propria produzione , è certamente un evasore fiscale quindi che paghi e stia zitto ...

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Vediamo se ho capito:

spesa corrente primaria - ridotta poco

spesa primaria totale - sostanzialmente invariata

spesa per interessi - aumentata del 12%

Interessi su cosa? Chi ha fatto i debiti? Prodi in 18 mesi o Berlusconi in 60 mesi o tutti quelli del passato?

depenalizziamo?

prescriviamo per i corruttori e li facciamo premier?

Domanda: come si calcola la pressione fiscale?

Mi sono dimenticato di segnalare:

migliorano i conti pubblici e

ottiene risultati «particolarmente significativi» nella lotta all'evasione

Adesso il B. otterrà risultati migliori in un modo completamente diverso, ma io il biennio TPS non lo butto via come la cosa peggiore della mia vita anche se sicuramente lo archivierò come un biennio di occasioni perdute.

Ridomanda: come si calcola la pressione fiscale?

Hai iniziato con un Vediamo se ho capito .

No , non hai capito :

Ad imperitura memoria :

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Corte dei conti. «L'Italia ha disperso il bonus euro da 70 miliardi»

di Nicoletta Cottone

commenti - | | 26 giugno 2008

Articoli Correlati - versione beta

Dpef, pareggio di bilancio sfiorato nel 2011

Operai morti a Milano, denunciato il titolare egiziano di un'impresa

L'Italia non è risparmiosa. Parola della Corte dei conti. Un Paese che nel 2007 ottiene risultati «particolarmente significativi» nella lotta all'evasione, ma che disperde «il dividendo ottenuto dall'Italia grazie all'euro in 10 anni, pari a circa 70 miliardi», in aumento della spesa pubblica, anziché alleggerire il peso del debito. È il Belpaese descritto dal rendiconto generale dello Stato relativo all'esercizio finanziario 2007 della Corte dei Conti che avverte: il definitivo risanamento dei conti pubblici non può prescindere dall'osservanza di regole rigide di evoluzione della spesa corrente. Migliorano i conti pubblici, legati soprattutto all'aumento della pressione fiscale, arrivata quasi a livelli record. Il relatore della Corte dei conti, Fulvio Balsamo sottolinea che «i progressi ottenuti in termini di saldi e di debito pubblico sono riferibili ancora per il 2007 al forte incremento delle entrate delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, alla crescita delle entrate fiscali, la cui pressione sul Pil è aumentata di ben 1,2 punti rispetto al 2006, raggiungendo il 43,3%: valore inferiore di solo lo 0,4% al massimo storico verificato nel 1997». Si è consolidata la tendenza alla crescita della spesa per interessi (+12%), «modeste hanno seguitato a risultare le azioni di contenimento della spesa corrente primaria, che appare ridotta di solo lo 0,2% sul Pil tra il 2005 e il 2007 e della spesa primaria totale, sostanzialmente invariata sul prodotto se misurata al netto degli oneri straordinari».

La corruzione imperversa nella Pubblica amministrazione

Troppa corruzione nella Pubblica amministrazione e la Corte dei conti osserva: «elevati livelli di corruzione comportano effetti depressivi, talora assai gravi, sulla competitività del Paese», poiché si tratta di «effetti distorsivi sui prezzi, sui mercati», che sottraggono risorse all'economia e «impongono costi occulti ai pubblici apparati e, in definitiva, all'intero sistema». Costi a cui possono resistere le multinazionali, ma che si abbattono sulle piccole e medie imprese. Nel 2007, sono state emesse dalla Corte dei Conti condanne per 18,8 milioni di euro a contrasto degli atti di corruzione nei pubblici apparati, con un aumento del 30% sul 2006. Le Sezioni giurisdizionali contabili di primo e secondo grado hanno emesso 82 sentenze per fatti di corruzione ascrivibili ad agenti pubblici. I danni accertati per il 2007 dalla Corte dei Conti si sono concentrati nella Amministrazioni statali (quasi il 70%), gran parte delle quali per fatti corruttivi commessi in pregiudizio delle Amministrazioni finanziarie, quasi tutti ascrivibili alla Guardia di Finanza della Lombardia. Le condanne per danni causati da tangenti percepite da amministratori e dipendenti pubblici sono state 28.

Necessari tagli alla spesa pubblica e ai costi della politica

La spesa pubblica va ridotta per grandi comparti, con regole rigide, altrimenti si corre il rischio di dover rinunciare all'abbassamento della pressione fiscale, il cui anomalo livello "non è privo di implicazioni negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori dei fattori della produzione". Servono «incisivi interventi» sugli enti inutili, visto che nel 2006 era ancora 110 quelli in vita, ma anche su Province, Comunità montane e piccoli Comuni. La richiesta arriva dal procuratore generale presso la Corte dei Conti Furio Pasqualucci, che ha rilevato che la spesa delle Province è stata nel 2006 di 13 miliardi, di cui il 18,3% per il personale, il 28,4% per consumi intermedi; inoltre, i Comuni sotto i cinquemila abitanti sono ancora seimila, concentrati in Piemonte e Lombardia. Nodo prioritario il contenimento dei costi della politica.

GRAZIE TATANKA !

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Hai iniziato con un Vediamo se ho capito .

No , non hai capito :

A parte che continuo a chiedere come si calcola la pressione fiscale ...............

E cos'è questo dividendo dell'euro .....

Hai evidenziato le cose che non ho evidenziato io non hai detto che ciò che dico io è falso.

Riassumendo:

I conti sono migliorati grazie all'aumento delle entrate generate da minore evasione ed aumento di alcune tasse.

Io non contesto che la strada dell'aumento delle tasse sia sbagliata, però dico che i conti pubblici sono meglio di come li aveva lasciati B.

Ora se B. riesce a migliorarli ulteriormente diminuendo le tasse io sarò veramente contento. Nei suoi 5 anni precedenti non l'ha fatto. I conti sono peggiorati.

Ho già scritto che le prime misure che dovette prendere il governo Prodi furono quelle per sbloccare cantieri ANAS bloccati per mancanza di finanziamento. E durante il governo Prodi qualche soldino per lavori in Provincia di Varese sono pure arrivati.

Dovevano arrivare da più riduzione di spesa e meno aumento di pressione fiscale? Sono d'accordo ma io confronto i risultati dei governi passati, non i risultati di un governo con i proclami dei governi futuri.

Sul governo in carica ero speranzoso, pensavo che B. non fosse più assillato dai suoi problemi personali. Adesso sono molto meno speramzoso e provo fastidio. Fastidio verso di lui ma anche verso Repubblica.it che rimette come primo titolo le telefonate a Saccà. E i problemi del Paese restano lì.

Posted
Pensavo fosse una domanda retorica .

La pressione fiscale è un po' come l'inflazione : esiste quella dichiarata e quella reale , che tendenzialmente è il doppio .

Perchè vorrei farTi notare che una microscopica azienda di un tipo che conosco bene lo scorso anno è stata tassata per il 78% dell'utile prodotto , decimale più decimale meno , e l'anno precedente per il 72% ...

Ma cosa vuoi , quel tipo , che tra l'altro esporta il 98 % della propria produzione , è certamente un evasore fiscale quindi che paghi e stia zitto ...

Infatti in parte lo era.

Per assurdo, se a parità di PIL scopro 4 evasori fiscali e gli faccio pagare le tasse ho aumentato la pressione fiscale senza che il tipo che conosci sia stato toccato.

Per inciso, la pressione fiscale su un tizio che conosco io che è dipendente è aumentata anch'essa.

Come te non penso che il problema di questo Paese siano i soldi a disposizione dello Stato. Solo che non ritengo che la cosa possa cambiare in 6 mesi perchè è arrivato un "unto dal Signore".

Il cambiamento potrebbe passare più dalla Lega ce dal B.

Ma questo va nell'altro 3D.

Posted

Non si può estrapolare 2 parole da una frase e leggerci ciò che si vuole .

Io nell'articolo sopra leggo che nonostante uno sconsiderato , a mio avviso sia chiaro , aumento delle tasse i conti pubblici NON sono migliorati . Tu dirai "non sono peggiorati" , io aggiungo ci mancherebbe altro .

La lotta all'evasione , a mio parere , è pura e semplice demagogia dal momento che viviamo in uno Stato in cui almeno il 60% della popolazione vive al di fuori di ogni legge .

Io leggo anche che la pressione fiscale a questi livelli è dannosa per qualsivoglia attività produttiva . STOP.

Berlusconi nel suo ultimo governo non ha abbassato le tasse ? Parzialmente vero . Di certo non le ha alzate .

Berlusconi utilizza il suo status per affari personali ? Vero , ma il suo predecessore non ha forse fatto una quantità sfacciata di favori ad amici ed amici degli amici ( vedasi le COOP ad esempio ... ) ?

Ma questo su Repubblica o Il Corriere della Sera non lo leggi , e non lo leggi forse neppure sul Sole , e quindi non è mai successo ...

E' una questione di priorità : io ho le mie , tu le tue , Berlusconi le sue ... Di certo , la pazienza ha un limite , almeno la mia .

Posted
Per inciso, la pressione fiscale su un tizio che conosco io che è dipendente è aumentata anch'essa.

Non credo in pari misura , e ne sono quasi certo perchè al tizio che conosco io , conti alla mano , a parità di stipendio NETTO è di gran lunga più vantaggioso essere lavoratore dipendente ...

Come te non penso che il problema di questo Paese siano i soldi a disposizione dello Stato. Solo che non ritengo che la cosa possa cambiare in 6 mesi perchè è arrivato un "unto dal Signore".

Il cambiamento potrebbe passare più dalla Lega ce dal B.

Ma questo va nell'altro 3D.

A parte che di mesi ne son passati solo 3 e non 6 , anch'io penso che la Lega sia POTENZIALMENTE più funzionale ad un reale cambiamento rispetto a Berlusconi .

Posted (edited)
E cos'è questo dividendo dell'euro .....

Tiro ad indovinare : maggior gettito IVA ?

Più che altro sarei curioso di capire cosa significa : spesa primaria totale, sostanzialmente invariata sul prodotto se misurata al netto degli oneri straordinari

Edited by Virgus

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