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La ha comunicato la Banca d'Italia

Debito pubblico in aprile a 1.661,4 miliardi

E' il nuovo record, dopo i 1.646,8 registrati a marzo. In crescita nei primi 5 mesi del 2008 le entrate tributarie

ROMA - Il debito pubblico italiano sale ancora e segna un nuovo record ad aprile a 1.661,4 miliardi di euro, dai 1.646,8 di marzo. Lo comunica la Banca d'Italia nel suo Supplemento del bollettino statistico.

Ma TPS, il mortazza e "Libero" Bersani non avevano risanato le finanze pubbliche?

Messo così il dato ha scarso significato, è più indicativo il rapporto debito/PIL.

Ne riparliamo tra 5 anni ...... visto che l'arciere di Sherwood GT nella passata legislatura lo ha fatto aumentare del 4% dopo diversi anni di calo.

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Messo così il dato ha scarso significato, è più indicativo il rapporto debito/PIL.

Ne riparliamo tra 5 anni ...... visto che l'arciere di Sherwood GT nella passata legislatura lo ha fatto aumentare del 4% dopo diversi anni di calo.

PIL che è , unico in Europa , a crescita ZERO , con i dati della produzione in drammatico calo ed i consumi praticamente inesistenti .

E non siamo nemmeno riusciti a risanare il debito , mica facile .

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Secondo me Tremonti le idee ce le ha anche giuste.

Il punto è: quanto il suo capo sarà disposto a sacrificare del suo consenso personale per metterle in pratica.

Si penserebbe che un uomo giunto palesemente alla vecchiaia sia in grado meglio di un giovane di prendere iniziative coraggiose.

Ma non so se così.

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Messo così il dato ha scarso significato, è più indicativo il rapporto debito/PIL.

Ne riparliamo tra 5 anni ...... visto che l'arciere di Sherwood GT nella passata legislatura lo ha fatto aumentare del 4% dopo diversi anni di calo.

Dai Corny, il governo "grazie Tatanka" ha depresso il paese con politiche scellerate, comprimendo fino ad azzerare la crescita in un buon momento di congiuntura internazionale (2006-2007).

Tutto ciò, aumentando debito pubblico e non riducendo le spese dello stato: catastrofici !!! :angry:B);)

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E il tesoretto dov'è finito?

Lo stai usando tu per i pannelli?

3 mesi fa c'era.

Adesso non c'è più.

Tira tu le conclusioni.

ICI?

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Dai Corny, il governo "grazie Tatanka" ha depresso il paese con politiche scellerate, comprimendo fino ad azzerare la crescita in un buon momento di congiuntura internazionale (2006-2007).

Tutto ciò, aumentando debito pubblico e non riducendo le spese dello stato: catastrofici !!! :angry:B);)

Anche qui la risposta è "vedremo fra 5 anni". E spero abbiate ragione voi.

Posted
Colpa loro, saranno dei bamboccioni che vivono ancora con i genitori .

E' che dovrebbero fare scelte oculate come faceva la mamma del B.

E se proprio sono in difficoltà potrebbero sposare i figli del B.

  • 2 weeks later...
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Un po' per portare up il thread, un po' perchè non so dove metterlo

Sole24h

Aziende Usa, trimestre nero: profitti ai minimi dal 1998

I profitti delle società americane, nell'ultimo trimestre, sono crollati ai minimi dal 1998, trascinati dalle svalutazioni record di Merrill Lynch e Lehman brothers. La crisi del credito ha portato la terza e la quarta banca di investimento americane a perdite complessive per 7,43 miliardi di dollari. I guadagni della aziende quotate allo Standard & Poor 500 sono crollati del 24% rispetto all'anno precedente sulla base di un'analisi fatta da Bloomberg sulle 291 aziende che hanno pubblicato i dati trimestrali in questi giorni. Gli analisti, a inizio di luglio, prevedevano invece un calo dell'11%.

I profitti del settore finanziario, che secondo gli analisti sarebbero calati del 60 per cento, sono crollati dell'87%. C'è però un settore in decisa controtendenza. Il record dei prezzi del petrolio ha spinto gli utili di aziende come ConocoPhillips (il terzo produttore di petrolio in Usa) e Occidental Petroleum Corp al risultato più elevato nella loro storia. I gruppi energetici dello S&P 500 hanno registrato una crescita del 15 per cento dei profitti finora. «Sono due i settori chiave per leggere questa fase - ha detto Dirk van Dijk, direttore della ricerca di Zacks investment research, Chicago -. Sal versante negativo ci sono i finanziari, mentre l'energia è al rialzo».

-----------------------

Per le banche: speriamo che capiscano la lezione (ma ne dubito) o che gliela facciano capire con leggi ad hoc.

Per le sette sorelle: il 15% di extra profitti chiraramente fa capire chi si sta intascando parte dei proventi dovuti alla speculazione. Se lo shock sui prezzi fosse dovuto ad uno shock sulla offerta di petrolio non sarebbero aumentati così tanto.

Nervoso, tanto nervoso.

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Alitalia L'esecutivo deciderà sulle modifiche alla Legge Marzano ad agosto

Pronto il piano di Intesa, ora tocca al governo

Toto potrebbe vendere Airone ai nuovi soci per 300 milioni. Governance, Colaninno chiede un ruolo «primario»

Cominciamo da un numero (e da un dubbio): il piano Alitalia predisposto da Jean Cyril Spinetta per conto di Air France prevedeva un prezzo del petrolio a 86 dollari il barile. Avrebbe la società francese confermato i passaggi-chiave di quel documento con l'oro nero che viaggia attorno ai 130 dollari? Il quesito è più che legittimo in virtù del giro di vite che Air France-Klm, come tutti gli altri big del cielo inclusi i vettori low cost, è stata costretta a imprimere alla struttura dei costi.

Avanzato il dubbio, guai però a usare come alibi l'ipotetica defezione dei francesi. All'Alitalia serve una soluzione di mercato che risulti accettabile a tutti gli stakeholder della compagnia. E' questo il ragionamento che vanno facendo gli uomini di Intesa Sanpaolo che hanno lavorato alacremente alle ipotesi per un piano di rilancio di Alitalia e che, proprio per non peccare di sospetto ottimismo, hanno stimato anche per i prossimi due anni il prezzo del petrolio a 133 dollari. Oltre il 50% in più rispetto al piano di Spinetta.

Corrado Passera e Gaetano Miccichè hanno pressoché ultimato il loro lavoro e nei prossimi giorni lo consegneranno ai ministri. E' finita la Fase Uno, dicono e ora il testimone — o se preferite il cerino — passa al governo. Nei trenta giorni di agosto, feste comprese, l'esecutivo dovrà sciogliere un nodo: chi tratterà a settembre per conto di Alitalia. Sarà l'attuale consiglio d' amministrazione, optando quindi per una soluzione in bonis o arriverà un commissario? Ad oggi non è dato saperlo e non resta che registrare le quotidiane dichiarazioni dei ministri e catalogarle nella cartellina dei falchi o in quella delle colombe. Un gioco estivo che sta mostrando la corda. Tocca al governo decidere se dar vita alla nuova Alitalia con mezzi ordinari o con procedure straordinarie (restyling della legge Marzano) e molto probabilmente dipenderà dalla semestrale di agosto. La revisione della Marzano sembra offrire a ai nuovi potenziali azionisti e all'advisor maggiori certezze e soprattutto tempi ridotti. Una cosa comunque è certa: passi agosto ma non si non si potrà impiegare anche tutto settembre a cincischiare sul futuro dell'Alitalia.

«FASE UNO» FINITA, NIENTE SPEZZATINO

I consulenti di Intesa Sanpaolo non amano la parola "spezzatino", anzi nelle loro simulazioni Az Servizi torna all' interno di Alitalia ponendo fine a quello che oggi è uno malcelato spezzatino. Dovrebbe nascere, così, una compagnia con perimetro di business più largo dell'attuale Alitalia grazie all' integrazione con Air One e conseguente rafforzamento sul mercato domestico. I francesi e i tedeschi si giovano di una posizione di grande forza sui rispettivi territori (in un caso oltre il 90%) perché, argomentano, non dovrebbe farlo la nuova Alitalia che supererebbe di poco il 60%? E se l'Antitrust, come appare più che probabile, aprirà un'istruttoria sulla posizione dominante nella tratta regina, la Linate-Fiumicino, secondo gli advisor la nuova società e i suoi nuovi azionisti potrebbero concordare con il garante "opportune misure" pro consumatori, così come succede per svariate altre rotte europee. Comunque vale la pena ricordare che con l'avvento del servizio ferroviario di alta velocità Roma-Milano è prevista un'ampia trasmigrazione di passeggeri dall'aereo al treno. La concorrenza sarà dunque assicurata, gli studi di mercato prevedono che il treno in pochi anni possa arrivare addirittura al 50% del mercato. Insomma mentre Air France avrebbe ridotto Az a compagnia regionale al servizio dell'hub di Parigi, per Intesa Sanpaolo la nuova Alitalia sarà un vettore tutt'altro che smilzo e in virtù del controllo del proprio mercato potrà trattare con un partner internazionale (la stessa Air France o Lufthansa o British Airways) un accordo vantaggioso per l'ottimizzazione della rete internazionale e per i voli intercontinentali con scalo da e per l'Italia.

Quanti posti di lavoro costerà la ristrutturazione che Alitalia non ha mai fatto — nemmeno quando ha cancellato i voli da Malpensa — e che stavolta non può più eludere? Il panorama internazionale non invita all'ottimismo. Si stima che nel settore ballino qualcosa come 100 mila posti di lavoro tra Europa e Stati Uniti. I numeri previsti da Intesa Sanpaolo oscillano tra i 5 e i 6.000 esuberi (compresi i contratti a termine) che potrebbero essere governati a legislazione invariata, facendo ricorso agli ammortizzatori sociali già vigenti. Operazioni simili e anche più corpose sono state realizzate in altri settori, come banche e auto, dove le ristrutturazioni sono state gestite in pieno raccordo con i sindacati. Il raffronto con il piano Spinetta è presto fatto: Air France prevedeva 2.100 esuberi diretti e poi manteneva tra i 3.300 e gli oltre 4000 lavoratori in Az Servizi-Fintecna con stipendio garantito dallo Stato italiano per cinque anni. A questi si dovevano aggiungere circa 1500 contratti a tempo determinato che non sarebbero stati rinnovati. Il tutto però con l'equivoco del petrolio a 89 dollari.

AZIONISTI E MANAGER

L'ipotesi di piano di Intesa Sanpaolo prevede anche che Malpensa abbia un numero di voli internazionali e intercontinentali superiore ad oggi e anche a quelli di Fiumicino perché il mercato della Lombardia lo consente. Ed è anche questa una delle leve che ha permesso agli advisor di aggregare un pacchetto di investitori di tutto rilievo. Ai nomi già circolati (Benetton, Riva, Marcegaglia, Aponte, Fossati e Ligresti) si potrebbero aggiungere due banche d'affari come la Morgan Stanley e Nomura e due fondi di private equity (Equinox e Clessidra). Intesa — se richiesta — con tutta probabilità sottoscriverà anch'essa il 10% del capitale (lo ha già fatto in decine di altri casi come Piaggio, Prada, Esaote e Nh Hoteles) mentre restano ancora da definire i rapporti con Roberto Colaninno e Carlo Toto. L'industriale mantovano è fortemente intenzionato ad entrare nella nuova compagine ma vorrebbe farlo con la garanzia di una governance che gli permetta di giocare un ruolo da primus inter pares, valorizzando al meglio la sua capacità imprenditoriale. Magari in stretto raccordo con il nuovo amministratore delegato, Rocco Sabelli, un manager che ha lavorato con Colaninno in Piaggio e che avrebbe nella nuova Alitalia ampi poteri. Toto, invece, dovrà scegliere se entrare nell'azionariato apportando asset e slot di Air One oppure vendere direttamente la sua società ai nuovi azionisti di Alitalia e dedicarsi ad altri business (autostrade ed energia). Gli advisor e gli altri azionisti vorrebbero fortemente che restasse anche in virtù dell'esperienza che ha fatto in questi anni, ma in caso contrario gli verrebbe versato un corrispettivo stimato attorno ai 300 milioni. Toto poi potrebbe reinvestirne una parte nella nuova Alitalia. Nel caso di acquisizione di Air One la raccolta di capitali necessaria per dar vita alla newco dovrebbe salire almeno attorno al miliardo di euro.

«ALITALIA E' RISANABILE»

In attesa quindi che il governo impieghi bene il mese di agosto gli advisor potranno prendersi qualche giorno di riposo. Tutto appare pronto per far partire a settembre la nuova Alitalia e anche il confronto che si è avuto nei due consigli di Intesa Sanpaolo tenutisi venerdì scorso, quello di gestione e quello di sorveglianza, sembra essere servito a chiarire i dubbi. L'Alitalia, si è concluso, è risanabile ma solo se ci sarà una forte discontinuità gestionale e se si avrà il coraggio di fare gli interventi e gli investimenti necessari per rendere la compagnia competitiva su un mercato sempre più difficile. E nessun banchiere d'affari in Europa opera mai chiedendosi se il successo del suo lavoro finisce per rafforzare o meno la credibilità del governo che lo ha ingaggiato. Il cui prodest, il chiedersi a chi giova, sarebbe l'ennesima anomalia italiana.

Dario Di Vico

30 luglio 2008

Aggiungiamoci anche che, visto che la "causa" del tracollo di Alitalia era Malpensa, da quando l' hanno lasciata.......hanno peggiorato di brutto !!

Cavrones e carrozones !!

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30 luglio 2008

Una scelta strategicamente fallimentare

Perché il progetto per rilanciare Alitalia è già indietro di dieci anni

Presto l'alta velocità sostituirà in tutta Europa le tratte brevi

"Io amo l'Italia e volo Alitalia" è uno slogan che all'estero è difficile da tradurre. Un motto più appropriato è il vecchio acronimo usato negli ambienti delle aviolinee internazionali: Always Late In Takeoff, Always Late In Arrival. Non solo perché effettivamente la compagnia italiana ha ritardi e annullamenti da charter vacanziero. Anche economicamente e politicamente Alitalia è sempre in ritardo. Adesso si sta cercando di fare quel che fecero i belgi dopo il crash di Sabena del 2001, seguito alla crisi post-11 settembre: creare una compagnia regionale, per volare in Italia e in Europa a corto-medio raggio, con Airone che fa la parte di Virgin-express, ma prima di una vera ristrutturazione della compagnia. Solo che il progetto è indietro di dieci anni.

Il settore aereo sta vivendo la sua terza ristrutturazione in vent'anni, dopo le liberalizzazioni europee e quella imposta dalla crisi dell'11 settembre. British Airways e Iberia annunciano la loro fusione e uniscono le loro forze con American Airlines per razionalizzare costi e aumentare l'offerta. Il modello Low Cost a basso costo - le compagnie nate come funghi con pochi soldi e pochi aerei - è in crisi, mentre il modello Ryanair è destinato a allargarsi e a sopravvivere. Air France-Klm si allea a Veolia in Francia in vista della liberalizzazione del settore ferroviario: i treni a alta velocità sostituiranno gli aerei a corto e medio raggio nel 2010. Da anni il volo Parigi-Bruxelles non esiste più grazie al Thalys che percorre in poco più di un'ora la tratta di quasi 300 chilometri. Presto scomparirà anche il Parigi-Amsterdam. I voli Parigi-Londra e Bruxelles-Londra, in competizione con l'alta velocità sotto la Manica, resistono solo in funzione Hub verso altre destinazioni e perché il treno non si ferma a Hetrow. Il TGV-Est in costruzione in Francia permetterà di arrivare a Francoforte (oltre che a Strasburgo) in poche ore. Le altre linee francesi permettono di raggiungere quasi ogni destinazione in meno di tre-quattro ore, il tempo necessario a andare da un centro città all'aeroporto, fare il check-in, imbarcarsi, volare, sbarcare, ritirare i bagagli e andare nel centro dell'altra città. In Germania la rete ad alta velocità avanza, in Spagna pure.

Non sono solo le questioni ambientali a consigliare la rotaia per il medio raggio, ma anche i costi: un treno ad alta velocità consuma in media per passeggero 12,1 grammi di carburante al chilometro rispetto ai 30 dell'auto e i più di 50 dell'aereo. Insomma, la scelta di Alitalia come compagnia regionale è strategicamente fallimentare in partenza. Salvo per il fatto che la Tav per l'Italia è un sogno che non si realizzerà a livello nazionale. Insomma, lo slogan sarà "Amo l'Italia, mi tocca volare Alitalia, inquinare e pagare".

di David Carretta

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Ponchiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaz............ :queen:

Nintendo, l'utile netto cresce del 34% con Wii e Ds

30 luglio 2008

Nintendo ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2008-2009 (aprile-giugno) con un utile netto pari a 107,27 miliardi di yen (640 milioni di euro), in aumento del 34%. La crescita è guidata dal successo delle consolle Wii e Ds, così come dalle vendite dei relativi videogame. Il giro d'affari è cresciuto del 24,5% a 423,38 miliardi di yen (2,53 miliardi di euro), mentre gli utili di gestione sono aumentati del 32% a 119,19 miliardi di yen (713 milioni di euro).

Nintendo ha confermato le buone previsioni per l'esercizio in corso, stimando un utile netto annuale a 325 miliardi di yen (+26%) e un giro d'affari da 1.800 miliardi di yen (+7,6%). Nel solo primo trimestre sono state vendute 5,17 milioni di console Wii, mentre un anno fa si erano attestate a 3,43 milioni. Un risultato trainato in particolar modo dall'introduzione di «Wii fit», il tappettino che permette di fare 40 diversi esercizi di ginnastica con la console. Il numero di Ds vendute nel trimestre si attesta invece a 6,94 milioni di unità.

Sony, dice Bloomberg, nell'ultimo trimestre ha venduto 1,56 milioni di Playstation 3, mentre Microsoft, in questo caso soltanto nell'ultimo mese, ha piazzato 1.3 milioni di Xbox 360.

Posted
30 luglio 2008

...

i treni a alta velocità sostituiranno gli aerei a corto e medio raggio nel 2010.

...

di David Carretta

Corto e cortissimo: sì, ma non nel 2010 e solo per le città dove passa l'alta velocità. Sarà vero che door to door alcuni dei tempi sono quelli, ma se non devi andare a Londra, Parigi o Francoforte sei mezzo fatto.

Medio: non sarei così sicuro.

Ricordiamo che l'industria ed anche le low cost stanno riscrivendo la geografia ed il peso dell'Est Europa non è destinato a diminuire per un po'. Considerando che lì l'alta velocità è un miraggio per ora....

In sostanza, certamente Alitalia come regional è strategicamente fallimentare ma per altri motivi.

Posted (edited)
Ponchiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaz............ :queen:

Nintendo, l'utile netto cresce del 34% con Wii e Ds

30 luglio 2008

Nintendo ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2008-2009 (aprile-giugno) con un utile netto pari a 107,27 miliardi di yen (640 milioni di euro), in aumento del 34%. La crescita è guidata dal successo delle consolle Wii e Ds, così come dalle vendite dei relativi videogame. Il giro d'affari è cresciuto del 24,5% a 423,38 miliardi di yen (2,53 miliardi di euro), mentre gli utili di gestione sono aumentati del 32% a 119,19 miliardi di yen (713 milioni di euro).

Nintendo ha confermato le buone previsioni per l'esercizio in corso, stimando un utile netto annuale a 325 miliardi di yen (+26%) e un giro d'affari da 1.800 miliardi di yen (+7,6%). Nel solo primo trimestre sono state vendute 5,17 milioni di console Wii, mentre un anno fa si erano attestate a 3,43 milioni. Un risultato trainato in particolar modo dall'introduzione di «Wii fit», il tappettino che permette di fare 40 diversi esercizi di ginnastica con la console. Il numero di Ds vendute nel trimestre si attesta invece a 6,94 milioni di unità.

Sony, dice Bloomberg, nell'ultimo trimestre ha venduto 1,56 milioni di Playstation 3, mentre Microsoft, in questo caso soltanto nell'ultimo mese, ha piazzato 1.3 milioni di Xbox 360.

I Ponchiaz hanno fatto la loro parte.

A presto la sfida con i Roosters!!

:lol:

Edited by Ponchiaz
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ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati

Alitalia, un miliardo per il rilancio della compagnia

30 luglio 2008

Berlusconi: «Per Alitalia 5mila esuberi e 90 nuovi aerei»

Ha un nome il piano per il rilancio della compagnia di bandiera: «Fenice». al momento è all'esame del consiglio d'amministrazione della compagnia aerea. Secondo quanto emerso la nuova Alitalia avrà una dotazione iniziale di un miliardo: 300 milioni grazie al prestito ponte del Governo e 700 milioni dalla cordata italiana.

Gli investitori che ufficialmente scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Ligresti, Benetton e l'armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto Colaninno.

Secondo quanto apprende l'Agi, gli esuberi si aggireranno sui 4-5000 così come rivelato ieri dal premier Silvio Berlusconi ai senatori del Pdl. Al vertice della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli. Fuori discussione anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novità: nella nuova società, una newco, entrerà Carlo Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo indebitata. Verrà invece commissariata la «bad company» che resterà in capo all'attuale numero uno Police.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, due le ipotesi sulle quali si sta ragionando: costituire una società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell'Iri che aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per la loro ricollocazione. La scelta del partner internazionale resta invece rinviata ad un secondo momento. Ancora non è chiaro il destino di cargo, che potrebbe restare in Alitalia ma ridimensionato oppure venduto.

:brr: ...ma allora la "cordata" è saltata fuori sul serio....... :brr:

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Anch'io .

Ed io so anche il perchè .

Fare i nomi è un conclamato reato federale - cit -

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5/8/2008

Petrolio giù, benzina quasi ferma

Verde e gasolio sempre vicini ai record

Il petrolio fa dietrofront, la benzina scende sì, ma al rallentatore. Rispetto ai massimi l'oro nero ha perso oltre 27 dollari, cioè quasi il 19%, la benzina meno del 5%. E i prezzi dei carburanti restano molto vicini ai record: il picco era stato a 1,56 euro, adesso siamo tra 1,48 e 1,5. Agli inizi di maggio, quando il petrolio era intorno agli attuali livelli, il carburante costava 1,45 euro, con un pieno a 3 euro in meno rispetto a oggi.

Intanto però il greggio scivola sempre più indietro. Il primo lunedì di agosto, è sceso di ben 5 dollari. E le ragioni di questa inversione di tendenza sono parecchie: il calo sarebbe legato ai timori di raffreddamento dei consumi Usa di benzina, ma anche ai timori del ciclone Edouard che nelle prossime ore toccherà le coste del Texas. Non sono previsti particolari problemi, ma comunque le piattaforme del golfo del Messico sono state evacuate.

Ad esempio, per il forte vento e le violente mareggiate è stato chiuso il porto offshore della Louisiana, la principale porta d'ingresso del petrolio importato in Usa e sono state evacuate alcune piattaforme. E' stata poi temporaneamente bloccata l'attività dei mercantili nello Houston Ship Channel, il più grande porto petrolifero del Paese.

Ma ad influire sull'andamento del prezzo del greggio, sembra che siano soprattutto i timori a proposito del rallentamento dell'economia globale e di conseguenza della domanda petrolifera.

:rolleyes::whistle::whistle::lol:

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