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Ahahahah...ma va! Sono ancora qui a Firenze, e se avessi dovuto invitare Marzia probabilmente Le avrei fatto spegnere il sorriso da quelle splendide labbra cesellate in quel viso da Dea mediterranea...se invece avessi invitato la Signra...beh, penso che il marito avvocato li' presente si sarebbe un attimo indispettito...anche perché per una volta non avrei potuto ripetere il mio giocoso Kharma sull'essere un "povero vecchio"...perché l'avrebbero probabilmente interpretato come un dileggio, vista la loro età'... ;):P

Edited by Silver Surfer
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Ahahahah...ma va! Sono ancora qui a Firenze, e se avessi dovuto invitare Marzia probabilmente Le avrei fatto spegnere il sorriso da quelle splendide labbra cesellate in quel viso da Dea mediterranea...se invece avessi invitato la Signra...beh, penso che il marito avvocato li' presente si sarebbe un attimo indispettito...anche perché per una volta non avrei potuto ripetere il mio giocoso Kharma sull'essere un "povero vecchio"...perché l'avrebbero probabilmente interpretato come un dileggio, vista la loro età'... ;):P

Bravo, un vero signore così si comporta.

P.S. poi mi mandi un PM e mi dici realmente come è andata..... :P

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:lol: Ho mangiato una ottima pappa al pomodoro, un eccellente cinghiale brasato al Montepulciano e polenta, una torta alle pere con mascarpone da urlo, un quartino di più che discreto rosso "Bruciato", caffè, acqua gasata, chiacchiere, una piacevole serata...ma devo dire che avevo anche la "spinta" della Boss del Procacci, che ho poi scoperto essere la figlia del Marchese Antinori, dove avevo acquistato diverse leccornie 5' prima di bussare alle porte della citata ed apprezzata Cantina...
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:lol: Ho mangiato una ottima pappa al pomodoro, un eccellente cinghiale brasato al Montepulciano e polenta, una torta alle pere con mascarpone da urlo, un quartino di più che discreto rosso "Bruciato", caffè, acqua gasata, chiacchiere, una piacevole serata...ma devo dire che avevo anche la "spinta" della Boss del Procacci, che ho poi scoperto essere la figlia del Marchese Antinori, dove avevo acquistato diverse leccornie 5' prima di bussare alle porte della citata ed apprezzata Cantina...

Ho capito, dovrò chiedere a Roberto........

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Ho capito...devo raccontare balle x essere più credibile?

:o:lol::P

Mannaggia...

che ci vuoi fare, è dura essere un povero vecchio..... :spiteful[1]::twitch:

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La Salerno - Reggio Calabria invece mi lascia perplesso, non so se è una prova di viabilità o un tentato suicidio.

Fatta a scendere il 14 agosto, pieno giorno, e a salire il primo settembre, partenza ore 5.45.

Zero code, al ritorno anche zero rallentamenti, paesaggi suggestivi, sicuramente più guidabile dell'appennino tosco-emiliano.

Certo, se la fai il primo agosto... Altrimenti e' solo un falso mito...

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Ragazzi sono anche io a Firenze.

Non capivo tutto il trambusto di ieri sera e adesso scopro che c'era l'evento "Povero vecchio nella città dei gigli"

Comunque:

1- Quanto è bella Firenze ......

2- Firenze è un ristorante, meglio ancora una osteria. Ieri ho chiesto ad un fiorentino: "ma in quel locale si mangia bene?". Risposta "difficile mangiar male in una osteria"

3- Osteria dei pazzi ore 19.30. Tat. "buongiorno siamo in 2" Pazzo: "ha prenotato?" "No" "Mi spiace". Ho prenotato per questa sera.

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Ragazzi sono anche io a Firenze.

Non capivo tutto il trambusto di ieri sera e adesso scopro che c'era l'evento "Povero vecchio nella città dei gigli"

Comunque:

1- Quanto è bella Firenze ......

2- Firenze è un ristorante, meglio ancora una osteria. Ieri ho chiesto ad un fiorentino: "ma in quel locale si mangia bene?". Risposta "difficile mangiar male in una osteria"

3- Osteria dei pazzi ore 19.30. Tat. "buongiorno siamo in 2" Pazzo: "ha prenotato?" "No" "Mi spiace". Ho prenotato per questa sera.

Tu e Silver? :thumbsup:

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Se a qualcuno può interessare io ho mangiato bene e speso il giusto ( anche secondo il metro/Tatanka ) all' Osteria Il Fagioli , in corso dei tintori ( dietro la signoria ) . Tel 055 244285 , meglio prenotare .

Posto spartano ma cibo di qualità e ottimo vino ( fiorentina a 38 il kg , la sera prima in un'altro ristorante + chic volevano farmela pagare 55 ....)

Edited by Virgus
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Appena tornato da Firenze.

Passato gradevole serata dall'Oste Pazzo con Tat., moglie e 2 colleghe della stessa dolce metà del Rob.

In compenso è stata dura arrivare a casa vincendo stanchezza e sonno.

Ma ne è valsa la pena.

Concordo, Firenze città speciale, checchè ne pensi Marchionne. ;):P

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Son contento che l'argentato sia arrivato vivo in quel di Luino.

Serata molto piacevole, l'oste è veramente un soggetto particolare ma quando deve parlare della cucina e dei piatti diventa perfino serio.

Alcuni esempi:

- Porta i menu "Supponendo si sappia tutti leggere". "eventualmente si può far finta"

- Mia moglie ordina la pappa col pomodoro (e già l'ordinazione era stata una scenetta non indifferente). Quando la serve porta anche il parmigiano "Noi il parmigiano lo si porta per educazione". Mia moglie "Ma lo devo mettere?".

"Se lo mette noi si prende, si chiude e si va via"

Comunque avendo ordianto cose diverse ma avendo assaggiato dai piatti vari consiglio:

- Pecorino de Pazzi come antipasto

- Ravioli agli agrumi con pesto. Li ha presi Silver ed erano veramente notevoli.

- Tagliata de Pazzi (con pecorino e rucola). Meglio della fiorentina ma se lo dite all'oste si incazza.

Silver la sera prima, come già scritto da lui, si è introdotto nella aristocrazia Fiorentina.

Pare si sia spacciato per Duca di Luino, conte di Germignaga e Signore di Montegrino.

Invece nel campo dell'arte si fa chiamare Paolo da Germignaga detto il Mansarda.

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Sempre sul locale (cinquanta posti o giù di lì).

L'oste sta parlando con mia moglie. Entra una signora con il marito, scambio di convenevoli con l'oste poi la signora chiede: "ma lei mi garantisce la qualità?". Oste. "io no" ed indicano la trattoria di fronte "quello garantisce la qualità, vada là che mangerà meglio". Se ne sono andati.

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Son contento che l'argentato sia arrivato vivo in quel di Luino.

Serata molto piacevole, l'oste è veramente un soggetto particolare ma quando deve parlare della cucina e dei piatti diventa perfino serio.

Alcuni esempi:

- Porta i menu "Supponendo si sappia tutti leggere". "eventualmente si può far finta"

- Mia moglie ordina la pappa col pomodoro (e già l'ordinazione era stata una scenetta non indifferente). Quando la serve porta anche il parmigiano "Noi il parmigiano lo si porta per educazione". Mia moglie "Ma lo devo mettere?".

"Se lo mette noi si prende, si chiude e si va via"

Comunque avendo ordianto cose diverse ma avendo assaggiato dai piatti vari consiglio:

- Pecorino de Pazzi come antipasto

- Ravioli agli agrumi con pesto. Li ha presi Silver ed erano veramente notevoli.

- Tagliata de Pazzi (con pecorino e rucola). Meglio della fiorentina ma se lo dite all'oste si incazza.

Silver la sera prima, come già scritto da lui, si è introdotto nella aristocrazia Fiorentina.

Pare si sia spacciato per Duca di Luino, conte di Germignaga e Signore di Montegrino.

Invece nel campo dell'arte si fa chiamare Paolo da Germignaga detto il Mansarda.

tu invece sei l'arciduca di Agra?

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Tutto vero, tranne il millantare crediti da parte mia :P

La Sig.ra conosciuta alla Cantinetta Antinori era veramente un personaggio, e mi ha raccontato le origini della Aristocrazia fiorentina ancora oggi presente in qualche elemento, invitandomi la sera prima del Palio di Siena del 02 Luglio alla cena della Contrada dell'Oca...un vero spettacolo, a Suo dire.

Certo, Marzia aveva un quid di interessante in più, però... :rolleyes::angel::whistle:

In ogni caso, Tat.: la pappa al pomodoro dell'Antinori era meglio, garantito.

Dai, andateci oggi e salutatemi i presenti... ;):lol:

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Quanto sono fighi 'sti forumisti !!

bene , la mia gita di primavera a Firenze coi bambini godrà di indicazioni culinarie di ultimissima mano ed assolutamente affidabili !

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Ricordo di un grandissimo

C'era una volta il sorriso di Beppe Viola

di GIANNI MURA

Sono già trent'anni che è morto Beppe Viola. Forse amato più da morto che da vivo, e non parlo di famiglia, amici (ne aveva tanti), ma di attenzione, rispetto, riconoscimenti ufficiali. Era consapevole del distacco, per non dire emarginazione, derivanti dal suo modo "altro" di essere giornalista sportivo. "Tengo duro per migliorare il mio record mondiale di mancata carriera", diceva. E sorrideva. Sorrideva spesso, el gh'aveva du oeucc de bun, come quello che portava i scarp del tènis, le palpebre un po' pesanti anche se non aveva fatto tardi. Sulla copertina di "Vite vere compresa la mia" il disegno di Altan è come una fotografia. Il libro è del 1981. "Quelli che" è del 1975. Forse la ripetizione sistematica di "quelli che" è partita da una poesia di Prévert, ma tutto il resto è Milano, è Italia, è gioielleria di precisione, è satira, è umanità. Ringrazio Umberto Eco per la descrizione di "quella" Milano uscita sabato su Repubblica. Perfetta. In "quella" Milano è nato Beppe Viola il 26 ottobre 1939, ci è cresciuto ed è morto il 17 ottobre 1982, mentre stava montando in Rai il filmato di Inter-Napoli 2-2.

Oriali, rigore di Altobelli, poi negli ultimi 4' Criscimanni e Marino. Ictus. Si definiva collezionista di mal di testa, forse si era trascurato. A mezzanotte era già clinicamente morto ("è andato", disse il dottor Jannacci ) ma non si poteva dire

per via del trapianto degli organi. Gli occhi andarono a una cieca con sei figli, il resto non so. So che ai funerali c'era un mare di gente, anche facce famose dello sport e dello spettacolo, ma soprattutto facce di gente qualunque, molti del triangolo in cui aveva piantato le tende dalla nascita (piazza Adigrat, via Sismondi, via Lomellina), ma tanti fuori, alcuni ai margini (clanda, zanza, nel gergo della strada). Lettera significava menagramo, ricotta affare, bevuto arrestato. Sacco era mille lire, scudo cinquemila, deca diecimila (oggi, decaffeinato), marengo ventimila, gamba centomila, testa un milione.

Se oggi la gente va ai funerali per vedere se ci sono quelli che poi non ci sono, allora ci andava per dire grazie, ci hai fatto compagnia e ci dispiace che sei morto. Lo diceva in silenzio. Certo, Beppe era "uno della tv", ma guai a chiamarlo dottore. Era anche un instancabile osservatore, frequentatore di bar, osterie, pasticcerie, salumerie. Sempre cose pesanti. "Adesso il gozzo ride ma domani il fegato telefona". Come Di Stefano, s'era laureato all'universidad de la calle, lui che a scuola andava malvolentieri (meglio il biliardo di largo Augusto) e che quando lesse sul tabellone

"Viola Giuseppe respinto" commentò: "Ma se nemmeno mi conoscono. Disperso, dovevano

scrivere". Alla Rai entrò nel '62, ebbe la fortuna di inserirsi dallo studio nella finale di Wembley tra Benfica e Milan (lui milanista) perché a Carosio dopo l'1-1 era saltato l'audio e fu Beppe a commentare (molto sobriamente) il 2-1 di Altafini. All'esame per passare professionista Enzo Biagi gli chiese: "Secondo lei, in questa Dc Fanfani è di destra o di sinistra?". "Dipende dai giorni", rispose. Promosso. La Rai lo assunse con regolare contratto nel '66 e allora sposò Franca, la bambina del piano di sopra in piazza Adigrat. "Beppe al primo, io al secondo, ci siamo conosciuti ai tempi dell'asilo. Lì abitava soprattutto gente che aveva a che fare con Linate.

Il padre di Jannacci era pilota, il padre di Beppe marconista". Nonno Viola era di Contursi Terme, nel Salernitano. Le radici dei milanesissimi Viola, Jannacci, Abatantuono, Teocoli, Gaber, Strehler, erano un po' lontane dai Navigli, allora a Milano ci s'integrava facilmente, non era una città frenetica e spenta, specializzata in buttadentro e buttafuori. Nel meticciato culturale il talento emergeva, quando c'era. Questo spiega perché Beppe sia stato giornalista di carta stampata, radiocronista, telecronista, autore di testi per cabaret e canzoni, sceneggiatore, partendo da un innato senso dell'umorismo e da una cultura classica (mai laureato, ma quanti libri in casa sua) e insieme popolare. Posso aggiungere: la persona più generosa che abbia mai incontrato, quasi sempre con problemi economici ma sempre disposto a dare le ultime mille lire a uno che stava peggio. Molti dicono che è arrivato molto presto, troppo per essere capito subito. Invece no, è arrivato quando doveva arrivare, in quegli anni, e se n'è andato troppo presto.

Restano molte cose a ricordarlo, il filmato dell'intervista a Rivera sul tram numero 15 è una summa. Non solo per l'idea, dove c'è tutto Beppe, ma perché quel tram non era affittato ad hoc. C'erano passeggeri, ma non invadevano la scena. Era un'altra Milano, forse un'altra Italia, sicuramente un altro giornalismo televisivo. Equivaleva a un triplo carpiato, ma Beppe ha dimostrato che si può fare a meno dell'epica, dei luoghi comuni, del divismo. Al grande calciatore dedicava la stessa attenzione che al barbiere, o a quello che aveva svuotato un tir (tremila carriole) e gli chiedeva: interessa l'articolo? In Rai ha avuto amici e nemici. Il 3 dicembre '79 scrive al direttore: "Ho quarant'anni, quattro figlie e la sensazione di essere preso per il culo". Gli era stata tagliata la mazzetta dei giornali. Beppe era lo sport senza piedistallo, ma anche la spalla di due guru (Gualtiero Zanetti e Gianni Brera) non particolarmente portati per la tv. Beppe toccava i tasti giusti, dava i tempi. Ma era giudicato poco telegenico: la cravatta sembrava lo strangolasse, sudava per tre, non era abbronzato. Anche suo nonno aveva la passione del gioco: carte. Il padre, cavalli. Beppe tutt'e due. Dei cavalli sbagliati ("le bestie") non ha mancato uno. Era molto bravo a scopa d'assi, quasi come Pantera Danova, nelle partite con Pizzul e Facchetti. Sembrava svagato, ma sul lavoro non sgarrava. Sembrava pigro e ha sgobbato come un mulo tutta la sua corta vita. Nella redazione di "Magazine" c'era al muro il tariffario: a chi avesse usato "sfrecciano" 5mila lire di multa, "ginocchio in disordine" 10mila, "il centrocampista va a battere" 20mila. Nel caso, tutto veniva reinvestito alla salumeria, oltre l'angolo di via Arbe.

In casa non ha mai parlato di sport, né portato le figlie in uno stadio. Sarebbe molto orgoglioso di loro: Marina vive negli Usa, scrive bene, presto Feltrinelli dovrebbe pubblicarle un libro. Renata si occupa di teatro. Anna, dopo rom e tossici, di carcerati a Bollate. Serena lavora alla Cineteca italiana di Bologna. Su Rai 3 il 19 novembre dopo il programma di Fazio andrà in onda il documentario "Quelli che... Beppe Viola". Sarebbe stato più logico trasmetterlo in questi giorni, ma forse è eccessivo chiedere logica ai carrozzoni. Da vivo lo vedevo come un incrocio tra Damon Runyon e un Bianciardi con meno vetriolo. Questa sera lo ricorderò come faceva lui con gli amici, con una bottiglia di rosso, e riascoltando "Vincenzina e la fabbrica" e un'altra canzone meno nota, "Io e te". Parla di due ragazzi e dell'avvenire che è un buco nero in fondo al tram. Come oggi, anzi oggi è più nero.

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Io ho sempre avuto una buona considerazione di Beppe - ho sempre saputo poco della sua vita privata, ma mi piaceva il suo modo di fare TV.

Hai fatto molto bene Tatanka a ricordarlo in questo modo - condivido !

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Viola era un grande; un vero GIGANTE rispetto al desolante panorama del giornalismo sportivo attuale.

Edited by ROOSTERS99
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Grandissimo Beppe Viola.

Lo ricordo bene.

Intanto:

Nuovo test sangue svela chi ha rischi mortali da 'shock' allergici

Roma, 12 ott. (Adnkronos Salute) – Un nuovo test del sangue in grado di determinare nei pazienti il rischio di rimanere vittime di una reazione allergica mortale. Il dispositivo è stato messo a punto dall'University of Southampton (Uk) e si avvale della misurazione di un enzima del sangue che è coinvolto nelle reazioni allergiche che possono causare i fatali shock anafilattici. I ricercatori, finanziati dal National Institute for Health Research, sperano che l'innovativo test "possa diventare la prova definitiva di essere allergici, riducendo così la possibilità di reazioni potenzialmente fatali".

"L'ipersensibilità ai farmaci sono sempre più comuni come quelle alle arachidi, alla frutta con o senza guscio. E a correre maggiori rischi sono i bambini e gli adolescenti", afferma Andrew Wallas, autore del test. Alla base del nuovo dispositivo c'è un enzima specifico, il Cpa3, i cui livelli nel sangue di soggetti inclini a reazioni allergiche pericolose sono più alti rispetto a coloro che sono immuni. La quantità di Cpa3 può aumentare rapidamente anche in pochi minuti dopo l'insorgenza di uno shock anafilattico, e rimanere elevata anche dopo 24 ore.

  • 2 weeks later...
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Tredici Stroke Unit svelano nuova causa di ictus

Roma, 25 ott. (Adnkronos Salute) - Un recente studio condotto da 13 Stroke Unit con Centro del sonno, tra le quali quella dell'azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova, ha individuato una nuova causa di ictus. La ricerca (Detection of sleep Apnea as RIsk facotr in Acute stroke) ha dimostrato che la compresenza di sindrome delle apnee notturne (Osas, dall'inglese Sleep Apnea Syndrome) e forame ovale possono scatenare la patologia. La sindrome "è un disturbo che colpisce circa il 4% della popolazione generale di media età, raggiungendo valori molto più elevati nei soggetti sopra i 60 anni", ricordano i ricercatori in una nota.

La sinrome è caratterizzata dalla presenza di ripetitivi e periodici episodi di ostruzione delle alte vie aeree nel corso del sonno che si accompagnano a diminuzione dell'ossigeno nel sangue e a variazioni continue della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. A causa delle frammentazione del sonno, i pazienti colpiti da questo disturbo possono presentare un'eccessiva sonnolenza diurna come unico sintomo della malattia. Negli ultimi anni è stato dimostrato che la presenza di apnee ostruttive durante il sonno costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardio e cerebro-vascolari.

Il forame ovale è la persistenza dopo la vita fetale di una comunicazione fra l'atrio destro e quello sinistro; si trova in circa il 25% della popolazione sana ed è di solito innocuo, ma in certe condizioni può permettere il passaggio di un coagulo dal sistema venoso a quello arterioso con un salto del circolo polmonare, dall'atrio destro a quello sinistro (embolia paradossa).

Queste condizioni sono molto difficili da identificare e spesso quando si trova un'apertura del forame ovale in una persona che ha avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (Tia) "non sappiamo se è un reperto casuale o se ha davvero a che fare con l'ictus o il Tis", aggiungono i medici della struttura mantovana. Un meccanismo attraverso il quale l'Osas potrebbe favorire lo sviluppo di malattie cerebrovascolari è quello dell'embolia paradossa.

"Si è infatti osservato che durante le apnee ostruttive l'aumento della pressione nel cuore destro può determinare un salto di sangue venoso dall'atrio destro a quello sinistro". Lo studio collaborativo ha dimostrato che l'ipotesi è plausibile a livello clinico, perché chi ha avuto un ictus durante il sonno ha una probabilità doppia di essere affetto da Osas ed essere portatore di un'apertura del forame ovale rispetto a chi ha un ictus in fase di veglia.

La combinazione dei due elementi "rappresenta un nuovo fattore di rischio per l'ictus (nel 30-40% degli ictus non si identifica una causa) potenzialmente trattabile". L'Osas infatti può essere trattato con ventilazione meccanica e la pervietà del forme ovale, in certi casi, potrebbe beneficiare di un intervento di chiusura per via percutanea.

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