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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Classe 1988, esperienza europea (ha giocato in Turchia, in Kosovo e in Montenegro), discreto tiratore e - da come lo descrive coach Attilio Caja - bravo sia con la palla in mano che nei movimenti senza di essa.
    La nuova guardia titolare della Pallacanestro Varese versione 2017/2018 è Antabia Waller, nell’ultima annata agonistica di casa al KK Mornar Bar , “bloccato” dalla società varesina con un biennale “chiuso”, ovvero senza uscita (nè per il giocatore, nè per la parte datoriale) durante l’estate 2018. Un colpo segnato di soppiatto dall’asse tecnica, che ha ottenuto il sì di Waller già da qualche giorno: ieri l’annuncio ufficiale, dopo l’incrocio di firme andato a buon fine.
    Chi è il sostituto di Dominique Johnson? Le parole di Caja servono a dare i primi indizi: «Antabia è un ragazzo che ci ha colpito per le sue qualità offensive e per la sua doppia dimensione: è in grado, infatti, di giocare bene con e senza palla in mano. Nella sua carriera ha disputato dei buoni campionati ben figurando anche contro squadre di alto livello, in particolare nella Lega Adriatica. Pensiamo possa avere la giusta mentalità per confrontarsi e competere nel campionato italiano. Abbiamo riscontrato in lui grande motivazione e grande voglia di mettersi in gioco». La carriera e i numeri completano il quadro, in attesa di vederlo evoluire su questi schermi. Waller, nativo di Manchester (Georgia), si forma cestisticamente nei college di Nothwest Florida State e Auburn, per poi approdare nel suo esordio da professionista subito nel Vecchio Continente: Bursa, Gaziantep e Manisa le sue esperienze turche, Prishtina e Bashkimi Prizren quelle kosovare, fino all’avvento durante il mercato estivo 2016 al Mornar Bar. Con i montenegrini ha disputato tre competizioni: il campionato nazionale (perso in finale contro il Boducnost: 11,3 punti e 2,8 rimbalzi le cifre del nostro), l’ABA League (Mornar ottavo su 14 squadre: 14,7 punti e 2,9 rimbalzi, con il 50% da 2 e il 34% da 3 e solo 1,3 palle perse in 27 minuti di utilizzo medio per Waller) e Champions League (la sua squadra è arrivata ultima nel girone D della regoular season e lui ha totalizzato 13,1 punti, 2,7 rimbalzi, 2,3 assist, con il 51% da 2 e il 37% da 3 in 24 minuti).
    Se Antabia crede in Varese, Varese crede in lui: quantomeno inusuale un’offerta biennale a un extracomunitario dell’età di Waller, firmato a cifre (a cinque zeri) leggermente inferiori di quelle apposte sui contratti principali (Maynor, Anosike, Eyenga) nella scorsa stagione. Piccoli sforzi economici verranno fatti solo per le eventuali conferme di Air Congo e soprattutto di OD: altrimenti il range degli stipendi da offrire seguirà l’annunciato taglio di circa 10% sul budget.
    In settimana un altro colpo: si chiude con il play di riserva (Tambone o Spanghero o Tavernelli)?
    Fabio Gandini

  • simon89
    Mercato italiano in dirittura d'arrivo per Varese con Matteo Tambone che dovrebbe comunicare oggi a Ravenna la decisione di sposare la causa biancorossa, e Nicola Natali favorito per il ruolo di cambio delle ali a completare il parco degli atleti "tricolori". La 29enne ala toscana sarebbe il nome nuovo per il club di piazza Monte Grappa nell'ultimo spot mancante per i 5 atleti di formazione dello schema 3+4+5. Sfumata l'ipotesi Masciadri, Varese valuta con interesse il prodotto del vivaio di Montecatini che da 3 stagioni gioca nella vicina Casale Monferrato (5,6 punti e 2,8 rimbalzi nel 2016-17). Si tratta del figlio di Gino, ex giocatore di serie A negli anni 70, ma soprattutto storico g.m. di Roma e Milano nel periodo in cui Attilio Caja sedeva sulle panchine di Virtus e Olimpia.
    Sarebbe un giocatore di complemento in grado di entrare nelle rotazioni delle ali insieme al coetaneo Giancarlo Ferrero. Negli anni di militanza tra la vecchia A Dilettanti e l'attuale A2 (Montecatini, Trento, Forlì e Barcellona Pozzo di Gotto le tappe precedenti l'ultima esperienza a Casale Monferrato), Natali si è costruito una solida dimensione perimetrale sulla base di una buona attitudine al rimbalzo e all'energia difensiva con cui tiene il campo. Certo non si tratta un nome di prima fascia, né d'altra parte servirebbe un investimento clamoroso per un elemento che nelle gerarchie iniziali partirebbe da decimo uomo, pur con la chance di ritagliarsi qualche minuto se dimostrerà a coach Caja di meritarsi degli spazi di gioco. Natali è però un elemento solido - soprattutto in difesa - e a suo favore gioca l'interesse di voler dimostrare di poter valere la serie A per la prima volta in carriera. A meno che le sirene dell'Eurobasket Roma-club di A2 che lo segue con attenzione - abbiano lo stesso esito di quelle di Ravenna nei confronti di Masciadri; in questa occasione però potrebbe essere la volta buona per trovare la quadra sugli atleti di passaporto italiano. Se entro qualche giorno arriveranno due fumate bianche, Varese potrà concentrarsi sulla scelta dei quattro stranieri mancanti (contando anche il cambio del pivot, anche se Norvel Pelle fa ancora parte del roster).
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Arriva il secondo titolare per la Pallacanestro Varese: sarà Antabia "Taj" Waller la guardia del quintetto biancorosso 2017-18. Il 29enne esterno di 191 centimetri per 88 chili, prodotto dell'università di Auburn, è stato scovato nel sottobosco dei campionati europei attraverso il casting video delle ultime settimane: nel 2016-17 l'atleta statunitense ha giocato in Lega Adriatica nelle file dei montenegrini del KK Mornar Bar (14,7 punti e 2,9 rimbalzi di media; 11,7 più 2.2 assist col 37% da 3 nelle 14 gare disputate in Champions League FIBA).
    Si tratta di un elemento mai visto in Italia (due stagioni in Turchia e due in Balkan League tra Pristhina e Bakshimi Prizen oltre all'annata scorsa in Serbia) che si dividerà i minuti nello spot di "numero 2" con Aleksa Avramovic. Di fatto è il sostituto di Dominique Johnson nello scacchiere tattico parametrato tra la Varese dello scorso anno e quella in fase di costruzione. Evidente la differenza di spessore tra il profilo del fuciliere di Detroit e quella dell'atleta del 1988, anche se il club di piazza Monte Grappa crede nelle sue potenzialità e lo ha dunque firmato con un biennale "modalità Ferrero" (ossia con escape a pagamento nell'estate 2018). Waller è principalmente un tiratore (212 triple e solo 69 tentativi da 2 nella sua ultima stagione NCAA) che nella sua carriera in Europa ha espanso le sue doti realizzative con la palla in mano. Di fatto però la sua qualità migliore è la sospensione, sia piedi per terra che dal palleggio.
    L'esterno del 1988 mitragliere e Avramovic incursore: sulla carta potrebbe essere un'accoppiata ben assortita; di certo la Varese 2017-18 si affiderà ad una sorta di guardia a due teste, come peraltro ampiamente annunciato nel momento in cui il mancino serbo è stato il primo confermato in ordine cronologico del mercato estivo. Lo stesso Attilio Caja aveva chiarito che la spina dorsale del roster sarebbe stato costruito sull'asse playmaker, ala piccola e centro: ampliando il concetto, nel ruolo in cui dalla panchina uscirà il cambio con lo stipendio più elevato è stato inserito un elemento di raccordo come Waller, con caratteristiche diverse ma compiti tutto sommato simili a quello del primo acquisto Stan Okoye. La scelta obbligata di ripartire da Avramovic, in virtù di un contratto garantito con scatto salariale importante (più del 40% rispetto al 2016-17), ha praticamente abortito sul nascere l'ipotesi del 5+5 rispetto al 3+4+5.
    Toccherà all'ex MVP del campionato serbo 2015-16 dimostrare di valere la stima che Claudio Coldebella aveva mostrato nei suoi confronti con la firma di un biennale senza uscite con opzione per il 2018-19, e riguadagnarsi la considerazione di Attilio Caja - che fino alla cessione di Cavaliero lo aveva retrocesso a sesto esterno, preferendogli Bulleri come cambio del playmaker - nel ruolo più adatto alle sue doti di scorridore con poca visione del gioco di cambio di guardia e ala piccola. Pertanto Waller, occasione a prezzi accessibili che Varese ha cavalcato intravvedendo un potenziale interessante ovviamente da verificare al cambio del basket italiano, è la guardia che il club biancorosso ha scelto da mettere in concorrenza con Avramovic. Però i pezzi forti arriveranno più avanti, a partire dal playmaker titolare che sempre nelle parole di coach Caja dovrà dare la sua impronta alla squadra. Anche perché, confidando sempre nell'esito positivo delle trattative con Eyenga e Anosike, servirà comunque un altro realizzatore di vaglia considerando le specializzazioni - difesa e rimbalzi - dell'ala congolese e del pivot nigeriano.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    A sorpresa la Pallacanestro Varese ha ingaggiato la sua nuova guardia titolare: è Antabia Waller, americano di 191 cm classe '88, proveniente dal KK Mornar, con cui ha disputato nel 2016/2017 il girone di Champions League e la Lega Adriatica. Waller ha firmato un contratto biennale. Di seguito il comunicato della società:
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’avvenuto ingaggio del giocatore Antabia Waller. Guardia americana classe 1988, Waller ha firmato un contratto di due anni che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2018/2019. Alla sua prima esperienza nel campionato italiano, Waller è un giocatore completo: solido difensore ed efficace attaccante, può essere pericoloso sia dal perimetro sia in avvicinamento al canestro.
    Attilio Caja, allenatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Antabia è un ragazzo che ci ha colpito per le sue qualità offensive e per la sua doppia dimensione: è in grado, infatti, di giocare bene con e senza palla in mano. Nella sua carriera ha disputato dei buoni campionati ben figurando anche contro squadre di alto livello, in particolare nella Lega Adriatica. Pensiamo possa avere la giusta mentalità per confrontarsi e competere nel campionato italiano. Abbiamo riscontrato in lui grande motivazione e grande voglia di mettersi in gioco».
    La Scheda:
    Data di nascita: 11 luglio 1988
    Luogo di nascita: Manchester (Georgia, USA)
    Altezza: 191 cm
    Ruolo: guardia
    La Carriera:
    Nato l’11 luglio 1988 a Manchester (Georgia), Antabia “Tay” Waller si forma cestisticamente nei college di Nothwest Florida State e Auburn (15,3 punti e 3,8 rimbalzi di media con oltre il 40% dal campo). Approdato in Europa nel 2010/11 al termine degli anni accademici, fa il suo esordio tra i professionisti con la canotta del Bursa totalizzando 13,3 punti, 4,8 rimbalzi e 2,2 assist. Gioca nel campionato turco per altri due anni con Gaziantepspor e Vestelspor Manisa, poi si accorda con il Sigal Prishtina con cui vince Kosovo Superleague e Coppa nazionale a 12,7 punti, 4,7 rimbalzi, 3,4 assist di media. Con la squadra della capitale gioca anche la Balkan League, competizione internazionale riservata ai team dell’area del Balcani, viaggiando a 11,6 punti e 3,2 rimbalzi. Chiusa l’esperienza in Kosovo nel 2015/16 tra le fila del Bashkimi Prizren, la scorsa estate viene ingaggiato dal KK Mornar Bar, team montenegrino con cui Waller conferma, in tre competizioni differenti, le sue doti di tiratore e la sua costanza offensiva: 11,3 punti e 2,8 rimbalzi in campionato, 14,7 punti e 2,9 rimbalzi nella Lega Adriatica e 13,1 punti, 2,7 rimbalzi, 2,3 assist con il 51% da 2 e il 37% da 3 in 16 partite di FIBA Basketball Champions League.

  • simon89
    Kevin Dillard e Varese, questo matrimonio s'avrà da fare? Il playmaker statunitense e la società di piazza Monte Grappa, già annusatisi in due occasioni negli scorsi 12 mesi, potrebbero ritrovarsi nell'estate 2017. Al momento attuale non c'è nulla di concreto, se non il fatto che l'atleta del 1989 sia un pallino del d.g. Claudio Coldebella fin dalla scorsa estate quando Varese lo avvicinò con decisione prima di puntare Eric Maynor. L'ostacolo insormontabile riguardava la convocazione con l'Albania alle qualificazioni per Eurobasket 2017 che avrebbe ritardato il suo arrivo in città fino ai primi di settembre in combinazione con la necessità di avere la squadra al completo al raduno del 12 agosto in vista delle qualificazioni alla Champions League II discorso si chiuse ancor pri- ma della firma di Dillard per il Pinar Karsiyaka per una cifra irraggiungibile rispetto alle disponibilità biancorosse. Dillard tornò d'attualità per poche ore nel gennaio di quest'anno, quando il confronto tra gli Arditi e la squadra dopo la sconfitta di Cremona aveva indotto Eric Maynor a manifestare propositi di addio poi "evaporati" rapidamente: Varese lo aveva sondato qualora ci fosse stata necessità di intervento sul mercato, ma il giocatore del 1989 - che aveva lasciato da 3 settimane la Turchia per cattivi rapporti con il coach del Pinar, sostituito dall'ex bianco-rosso Mike Green - aveva appena fumato un lucrosissimo contratto da 30mila dollari al mese in Nuova Zelanda.
    Ora però ci sono alcune convergenze parallele che potrebbero rendere praticabile una pista al momento non approfondita per costi ancora superiori al budget che Varese vuole investire sul playmaker titolale (più o meno la stessa cifra del Maynor versione 2016-17). Ma il desiderio di Dillard di tornare in Italia, dove aveva esordito nella sua carriera professionistica nel 2012-13 a Casale Monferrato (15,6 punti e 3,9 assist nella vecchia LegAdue), e la sua voglia di stabilità dopo tre stagioni con la valigia sempre in mano (9 squadre e 8 nazioni diverse dal 2014-15 al 2016-17) potrebbero far coincidere il suo profilo con quello del regista con qualità realizzative e doti di leadership al quale Attilio Caja vuole affidare le chiavi della squadra. Perché quando Dillard ha avuto in mano il pallino del gioco senza fare da tampone, ha dimostrato di avere qualità offensive (top-scorer del 2015-16 in Grecia all'Apollon Patrasso con 18,6 punti di media; 18,1 punti più 4,8 assist nelle 9 gare disputate in Australia tra Pinar e l'ultima tappa in Israele al Maccabi Ashdod).
    Solo una delle tante ipotesi di inizio mercato destinate poi a svanire di fronte alle evoluzioni delle trattative, come nel caso di David Lighty - possibile alternativa di Eyenga già accasatosi al Villeurbanne, con Varese che continua ad aspettare con concreta fiducia le decisioni di Air Congo - oppure sarà un'ipotesi concreta che potrebbe emergere al termine del video casting effettuato in queste settimane dallo staff tecnico? Oggi Varese non ha ancora possibilità di sferrare un colpo al di là delle trattative sui rinnovi, ma se fra un mese entrambe le parti saranno ancora libere...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Suonano forti le sirene di Sassari per Norvel Pelle. Il lungo nativo di Antigua sarebbe un obiettivo primario del Banco Sardegna per il ruolo del cambio del pivot titolare. La società del presidente Sardara ha preso informazioni ad ampio raggio sul 24enne centro che nel 2016-17 ha totalizzato 7,2 punti, 5,6 rimbalzi e 2,1 stoppate in 15,7 minuti: la possibilità di giocare per i playoff ed affacciarsi nuovamente in Europa attraverso la partecipazione alla FIBA Champions League potrebbe far gola all'atleta del 1993, in attesa di una proposta formale da parte della Dinamo. Pelle potrebbe lasciare Varese - che ne detiene i diritti contrattuali per il 2017-18 - grazie ad una clausola rescissoria contenuta nel suo contratto, dietro il versamento di un buyout da 75mila dollari (sarebbero 50 in caso di contratto garantito NBA, per il caraibico previsti comunque mini-camp e possibilità nelle Summer Leagues del mese di luglio) da parte di un club che disputa una competizione internazionale quale appunto è Sassari.
    Al momento è certo solo l'interesse forte della Dinamo per Pelle, mentre in piazza Monte Grappa non risultano movimenti particolari, che alla luce delle clausole del contratto - esercitabili fino all'1 agosto - avverranno solo in caso di accettazione del caraibico dell'eventuale proposta ufficiale del Banco Sardegna. Comunque finisca la vicenda, per Varese è la più classica delle "Win-Win situation": Attilio Caja ha più volte espresso il suo gradimento per la permanenza del lungo del 1993, ma se arrivassero offerte più allettanti secondo l'atleta e i suoi rappresentanti, il club biancorosso riceverebbe un gruzzoletto da reinvestire sul mercato sommato al salario "disinvestito" dall'eventuale partenza di Pelle, per un totale di 165mila dollari. Tra le altre cose, significherebbe la possibilità di investire su un cambio del pivot - auspicabilmente Anosike - più "risparmioso" e poter allocare ulteriori risorse sui 4 titolari ancora mancanti all'appello.
    Tra i nomi valutati da Varese per rimpiazzare l'eventuale partenza del centro caraibico spicca quello di Taylor Smith. Il 26enne centro statunitense è reduce da due brillanti stagioni in A2 a Ravenna, dove giocava a fianco di Matteo Tambone (altra ipotesi concreta al vaglio della società di piazza Monte Grappa per il ruolo di cambio del playmaker). Si tratta di un elemento dal grande potenziale atletico a dispetto della stazza ridotta (2 metri per 98 chili): l'atleta del 1991 è stato miglior stoppatore del primo campionato dilettantistico sia nel 2015-16 che nel 2016-17 (2.8 a partita oltre a 14.5 punti e 9.6 rimbalzi) e nel suo anno da senior al college è stato leader assoluto di tutta la nazione per percentuale di realizzazione col 69,4%. Al momento solo idee in libertà, mentre è ufficiale la firma di Dominique Johnson nella lega estiva cinese CBA: per due mesi a Lhasa l'ex biancorosso guadagnerà 150mila dollari, più di quanto incassato in 6 mesi a Varese...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un dragone dell’economia mondiale strizza l’occhio alla Pallacanestro Varese. Con un progetto, che sta viaggiando tra uffici, strette di mano e affinità, di intenti e vedute, di voglia e interesse. Tra incontri e confronti, prospettive e possibilità.
    Un progetto che affonda (e si lega con un filo lungo... decenni) nella storia di una leggenda del basket d’Italia e d’Europa: chi la conosce la rispetta, la ama, la venera; chi non la conosce la ascolta, si incuriosisce e ne viene tentato e coinvolto.
    Lancio e rilancio
    Non c’è solo Openjobmetis nell’orizzonte del club biancorosso sul fronte sponsor. È noto che la società stia trattando la riconferma per il quarto anno con l’azienda di Gallarate (le cifre sul contratto non dovrebbero discostarsi molto dai contributi degli anni scorsi, ma il closing, come sempre, ha tempi lunghi) e con gli altri nomi del suo bouquet di attuali sostenitori.
    C’è però anche una strada verso una meta esotica e suggestiva, che cambierebbe molte carte in tavola, nel presente e nel futuro. Dopo un primo contatto interlocutorio, i successivi hanno fatto crescere sempre più l’interesse: giusto il tempo - appunto - di conoscere, incuriosirsi ed esserne tentato. La situazione è in movimento. Ha potenzialità, ma siamo ancora nel campo dei preliminari, dell’interesse reciproco, del desiderio, della progettazione.
    Ma soprattutto nel campo del sogno. Un sogno per due: per chi investe e per chi riceve. Un sogno di lancio e di rilancio; di visibilità da acquisire e di prestigio da riconquistare; di voglia di diventare grandi (anche qui) e di possibilità di tornare grandi (qui).
    Il filo è tirato
    Condizioni? Non molte, non problematiche; di certo non insormontabili. Insieme alla volontà, indispensabile in ogni accordo, una in particolare: la visibilità europea, sulla maglia di Varese. Come? Attraverso la partecipazione a una coppa, da protagonisti.
    I contatti sono aperti, caldi. Si muovono su un asse che arriva fino all’Olanda, dove il vertice europeo del colosso mondiale dirige gli affari e guida le scelte di marketing e sponsorizzazione. Un colosso che vede nello sport - non solo la pallacanestro, ma anche e soprattutto nel grande calcio - un palcoscenico importante; e nelle società gloriose in cerca di rilancio dopo un passato (molto recente o meno recente) il veicolo perfetto per il suo brand. Incontri ce ne sono già stati e ce ne saranno ancora. Il filo è tirato: chi offre non vede l’ora di parlarne ancora. Per poter entrare nella Storia.
    Gabriele Galassi

  • simon89
    Eyenga e Anosike sì, Maynor e Johnson no. La Pallacanestro Varese tiene aperti i canali soltanto per due dei quattro titolari del 2016-17 per gli spot spot mancanti al completamento del quintetto base. E per i due atleti provenienti dall'Africa - almeno relativamente alla nazionalità sportiva - confida di partire poco sopra al 50 per cento di possibilità di centrare l'obiettivo dei rinnovi per dare continuità alla chimica determinante per il brillante rush finale post Coppa Italia.
    La positiva esperienza spagnola nei playoff disputati con Malaga non sembra aver modificato gli intendimenti espressi da Christian Eyenga su queste colonne relativi alla massima disponibilità a discutere il ritorno a Varese. Se "Air Congo" vuole restare biancorosso e la società di piazza Monte Grappa vuole confermarlo, cosa ostacola il matrimonio tra le parti? Ad oggi lo scoglio è economico: ancora non si parla di proposta formale, con le parti che si "annusano" a vicenda - Eyenga partirebbe dal salario base del 2016-17, la società ha annunciato spending review sul monte stipendi tagliando però principalmente i costi degli italiani - in attesa che ci siano le condizioni per mettere per iscritto un'offerta, legate a filo doppio al discorso main sponsor da rinnovare.
    Con Anosike il discorso è leggermente più avanzato e le chances sono leggermente più elevate: qualche cifra è stata abbozzata, e con ogni probabilità dai primi di luglio si proverà ad entrare nel merito del discorso. Tutto ciò ovviamente in assenza di offerte irrinunciabili: sia l'ala congolese che il centro nigeriano apprezzano Varese e stimano Attilio Caja, ma è evidente che una proposta economica molto superiore a quella che il club biancorosso potrà mettere sul piatto muterebbe completamente gli scenari attuali. Ma ad oggi né Eyenga né Anosike hanno trovato alternative più lucrose all'estero, mentre in Italia non sembra esserci rischio di concorrenza né per l'ala piccola né per il pivot.
    Chi invece è già fuori dal radar di Varese sono Eric Maynor e Dominique Johnson: scontato il no della guardia di Detroit che cerca stipendi e vetrine incompatibili con le possibilità biancorosse (leggi l'opzione Avellino), anche il playmaker statunitense ha lasciato cadere qualsiasi discorso visto che l'attuale aspettativa salariale per il 2017-18 è almeno il doppio rispetto ai 105mila dollari dell'ingaggio della stagione passata. Per questo lo scouting della società di piazza Monte Grappa è concentrato principalmente su figure di registi capaci di produrre punti ma anche gioco. Si scandaglia il mercato dei campionati esteri con lo staff tecnico che valuta l'aspetto tecnico e Claudio Coldebella che si occupa degli aspetti economici; ma a meno di clamorose occasioni in cui collimino costi e caratteristiche, per i colpi grossi sul perimetro servirà aspettare ancora almeno un mese.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Weekend di contatti a tutto tondo per Claudio Coldebella all'Eurocamp di Treviso. Il d.g. biancorosso è stato uno dei pochi dirigenti di serie A già "operativi" alla kermesse della Ghirada che ha raccolto i principali addetti ai lavori di tutta Europa (al momento però l'unico affare fatto è la firma a Cantù di JaimeSmith, guardia dal KhimikYuzny). Informazioni raccolte su quell'ampio ventaglio di giocatori che potrebbero interessare Varese nella caccia ai 4 titolari stranieri mancanti: l'area principale di interesse a oggi è quella nei ruoli di playmaker e guardia, in attesa che prendano quota le trattative per i rinnovi di Christian Eyenga e O.D. Anosike.
    Il centro di passaporto nigeriano sta proseguendo le esplorazioni tra Russia e Turchia, campionati per i quali aveva assunto un nuovo agente per le trattative "extra-italiane". Se però non ci saranno soluzioni più remunerative per un giocatore che in A è una certezza (4 volte consecutive miglior rimbalzista del campionato) ma all'estero non ha mai sfondato (tagliato da Vitoria e Aek Atene nella prima metà del 2014-15), Varese ha buone carte da giocare per strappare il suo sì. Per Eyenga bisognerà invece attendere di capire se i suoi brillanti playoff con Malaga gli abbiano riaperto un mercato in Spagna.
    Intanto però il club biancorosso osserva profili sul perimetro: si studiano caratteristiche e costi di giocatori che hanno fatto bene all'estero, mentre nel gruppo dell'usato sicuro dall'Italia emerge il profilo di Ronald Moore, consacrato dal secondo playoff consecutivo con Pistoia come elemento affidabile (11,4 punti e 5,4 assist) . Il play ex Caserta ha costi abbordabili e la garanzia di un rendimento lineare, ma per il momento Varese preferisce proseguire il giro di orizzonti attraverso il lavoro di scouting dello staff tecnico e il "setaccio" per costi e disponibilità portato avanti da Coldebella (per ora fuori portata Kevin Dillard, play realizzatore già sondato nell'estate 2016 e lo scorso gennaio, che vuole tornare in Australia dopo i 30mila dollari al mese percepiti nel finale del 2016-17).
    Sul fronte italiano nessuna novità: il primo abboccamento con Marco Spanghero - alternativa a Matteo Tambone nel ruolo di cambio del play - non ha avuto esito positivo, costi e futuribilità favoriscono il 23enne romano rispetto al 26enne triestino che è reduce da una esperienza negativa a Brindisi con la formula 3+4+5 e preferirebbe una collocazione in un club con lo schema 5-5.
    Giuseppe Sciascia

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