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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Openjobmetis: il sì è arrivato.
    Il consiglio d’amministrazione della società gallaratese ha dato l’assenso alla prosecuzione del rapporto con la Pallacanestro Varese: il network di agenzie interinali sarà il main sponsor per un’altra stagione sportiva, la quarta consecutiva di una storia iniziata nell’estate 2014. Si chiude così una trattativa oltremodo lunga e laboriosa tra due realtà non certo ai primi approcci fra loro, anche se è vero che un esito positivo della vicenda non è mai stato messo in discussione dai dirigenti biancorossi, almeno pubblicamente. Stretto il riserbo sulle cifre dell’accordo, che non dovrebbero tuttavia discostarsi più di tanto da quelle erogate - complessivamente - da Openjobmetis nelle scorse annate (caratterizzate da una base di partenza corroborata da “contributi” in corso d’opera). La comunicazione ufficiale dell’intesa dovrebbe essere questione di ultime firme e, dunque, di pochi giorni.
    Per un negoziato che si chiude, un altro continua alacremente: quello tra Gianfranco Ponti e Varese nel Cuore. Nella giornata di ieri si sono incontrati gli avvocati delle due parti, per limare i punti di disaccordo ancora esistenti e giungere a un terreno comune - che darebbe definitività all’affare - entro il 4 luglio, data originariamente prefissata per il “closing”. Intanto viene meno un passaggio formale non di poco conto: l’assemblea dei soci di Varese nel Cuore, convocata inizialmente per la giornata di oggi e necessaria a dare l’assenso all’entrata dell’imprenditore angerese nelle quote della Pallacanestro Varese, non si terrà, stante il fatto che Ponti - per il momento - non acquisirà alcuna partecipazione azionaria, “limitandosi” a entrare nel cda biancorosso e alla gestione del settore giovanile.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Attilio Caja non si spaventa di fronte ad una Pallacanestro Varese che partirà sulla carta nelle retrovie della serie A, almeno stando alla classifica dei budget. Il tecnico pavese ribadisce la piena fiducia negli operatori di mercato che stanno costruendo il roster e confida che lavoro e coralità possano spingere il club biancorosso a massimizzare i suoi talenti: «Partire da dietro non mi spaventa, né mi fa paura giocare contro avversarie che sulla carta hanno più qualità, se dalla mia parte ho gente motivata e elementi di buone qualità atletiche che hanno voglia di crescere. Ho massima stima nelle capacità di Bulgheroni e Coldebella nelle scelte di mercato: tra noi c'è un ottimo rapporto basato su un dialogo costante, mi fido del loro fiuto e io farò del mio meglio per assemblare il materiale umano in palestra».
    Dunque più che sui soldi si farà leva su collettivo e disponibilità al lavoro? «Facendo leva su mentalità, attitudine e spirito di squadra qualcosa di buono tireremo fuori - spiega. Sono consapevole delle difficoltà nel puntare su giocatori non affermati e non di prima fascia, la mia presunzione è che con la forza lavoro alla fine dell'anno varranno come e più dei più blasonati, come è capitato nel finale del 2016-17 tant'è che ora facciamo fatica a tenere i giocatori che hanno migliorato il loro status».
    Quali sono le carte vincenti da giocare sul mercato? «Offriamo una piazza dove i tifosi spingono i giocatori a dare più del loro valore e una so- cietà che mette ognuno nelle miglior condizioni per lavorare. Chi sceglie Varese deve farlo con l'orgoglio di giocare al PalA2A, non perché è un ripiego: non vogliamo essere la caita di riserva per scontenti, ma accogliamo gente affamata per cui ogni partita sarà una battaglia e ogni allenamento un investimento per il futuro».
    Quindi Eyenga e Anosike resteranno solo se convinti di farlo? «Le parole fanno piacere, ma devono dimostrarci con i fatti la loro voglia di rimanere: sarò eternamente riconoscente per quello che hanno fatto nella stagione passata, ma se gli obiettivi non collimano ognuno andrà per la sua strada senza rancore. Non possiamo permetterci di andare tutte le sere a cena in un ristorante stellato, ma ci sono osterie o trattorie dove si mangia altrettanto bene senza dove rimpiangere quel che non si può fare».
    Quindi fiducia nella possibilità di disputare una stagione positiva anche con risorse limitate: «Nello sport conta il concetto di massimo relativo e non di assoluto: per vivere serenamente la stagione alle porte dobbiamo puntare a fare il meglio possibile rispetto al potenziale a disposizione. A Varese i tifosi valgono punti in più in classifica e la società onora regolarmente gli impegni: premesse ottime per lavorare, senza pensare che a ogni giocatore ingaggiato ce n'è uno migliore che non abbiamo preso, e dando tempo di crescere a un gruppo che darà sempre il massimo ogni giorno».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Mentre il mercato vive un momento di fisiologica assenza di vere novità (si cerca un playmaker, si testano le volontà di riconferma di Anosike ed Eyenga e si aspetta di capire se Pelle chiederà di essere ceduto), l’attenzione si impone sulle questioni societarie.
    Due gli argomenti principali: l’accordo con Gianfranco Ponti e il rinnovo degli sponsor, Openjobmetis in primis.
    La prima situazione è fluida. Varese nel Cuore (e di riflesso la Pallacanestro Varese) ha in mano una nuova proposta formulata dall’imprenditore angerese, seguente all’incontro di martedì scorso a Varese tra le parti in causa. Come anticipato su queste colonne, per il momento Ponti non diventerà socio del settantennale sodalizio: l’accordo per un subentro nel 20% del capitale biancorosso non è stato trovato e la questione è stata rinviata a un futuro probabilmente prossimo (è possibile che venga fissata un’opzione di acquisto, sempre del 20%, a favore dell’imprenditore, in un contesto in cui il Consorzio continuerà a cercare “soci forti” per scendere a sua volta a una partecipazione complessiva del 50%). Il figlio di Vittorio Ponti - amato ex sindaco di Angera e protagonista della vita sportiva varesina ai tempi di Giovanni Borghi - è tuttavia assolutamente interessato a entrare fin da subito in controllo del settore giovanile: le modalità della gestione sono oggetto della proposta di cui sopra, ora al vaglio della controparte.
    Il quadro potrebbe delinearsi in modo ambizioso: investimenti - autonomi rispetto alle casse societarie - per la creazione di una vera scuola di basket in grado di portare sotto al Sacro Monte i migliori prospetti italiani, da svezzare e lanciare poi in serie A. Necessario il rilascio di una sorta di “carta bianca” da parte di piazza Monte Grappa (nel cui CdA, comunque, Ponti dovrebbe entrare): decisionale, economica su costi e ricavi e di uomini. Si attendono novità tra la fine di questa settimana (nella quale un appuntamento decisivo è rappresentato dall’assemblea dei soci di Varese nel Cuore) e l’inizio della prossima.
    La seconda situazione è altrettanto fluida, ma sotto diversi profili assai enigmatica. Il rinnovo di Openjobmetis per un ulteriore anno di sponsorizzazione principale è molto probabile (mentre la società sta lavorando anche sul fronte dei “top sponsor” e dei “partner”, sei in tutto nel 2016/2017), ma ci si chiede per quale motivo i tempi della specifica trattativa - sulla quale è sceso un silenzio ostico e impenetrabile - debbano essere così lunghi, soprattutto fra due aziende (Pallacanestro Varese e Openjobmetis, appunto) che da anni collaborano…
     
    Fabio Gandini
     

  • simon89
    Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
    Fuor di metafora, partiamo dal letame. E dalle sue eccezioni: gli Indimenticabili, la finale di Chalon, l’immanenza di un Artiglio “veni vidi vici” che per due volte ti rivolta la squadra come un calzino e la salva, qualche domenica di quelle giuste a Masnago, una società che cambia e si impegna a tornare seria. L’odore più pungente viene dai risultati diversi dalle aspettative dichiarate (l’attributo fa tutta la differenza del mondo), dalle meteore con la canotta che avremmo ammirato volentieri in altri cieli, dai soldi talvolta sperperati, dai litigi, dai “casi”, dagli addii.
    E non ha sentore di mughetto nemmeno la constatazione del fatto che il mondo imprenditoriale che conta abbia girato ormai da diverso tempo le spalle alla massima espressione sportiva del territorio: chi detiene la ricchezza vera (e potremmo farvi almeno dieci nomi per la provincia di Varese) finge di non vedere, finge di non potere, finge di non conoscere; oppure si gira solo di trequarti, concedendosi il minimo indispensabile e chiedendo pure di essere ringraziato.
    Letame, di quello “profumato” assai.
    Dal quale sono nati due fiori. Forti e resistenti come la fiamma che continua ad ardere sotto la cenere (la fiamma di una regalità che arde sotto la cenere di una Storia troppo ingombrante e non più attuale), belli come un sorriso inaspettato, piccoli ed esposti al vento ma ben piantanti nel loro fazzoletto di terra, aggrappati a essa grazie a passione e generosità.
    Il primo è Varese nel Cuore, la piccola-media imprenditoria che fa arrossire gli zio Paperone distratti di cui sopra, la squadra di una salvezza ben più importante di quella da conquistare sul parquet, la sostanza che tra alti e bassi garantisce da più di un lustro l’unica cosa che conta davvero: l’esistenza, la sopravvivenza.
    Il secondo, che ieri ha festeggiato il suo primo compleanno, è Il Basket siamo Noi. Un lattante che in 365 giorni ha però già imparato a onorare gli impegni con la serietà dell’uomo maturo: la progressione nel numero di iscritti (ora 400) e quella nell’acquisto delle quote societarie, il sostegno economico (e organizzativo, e di idee) e l’abnegazione verso i soci che lo compongono.
    Il Basket siamo Noi.
    Noi, i tifosi, acciaio inossidabile che non risente di nulla, che non viene corroso nemmeno dall’astinenza da gioie sportive o dalle pezze al culo. Noi, anzi, che la necessità aguzza l’ingegno.
    Noi, quelli che si prendono l’acqua di inverno o il caldo in primavera fuori dal palazzetto, per strappare un sì e 100 euro annuali a chi - in fondo in fondo - nel cuore nasconde lo stesso amore e lo stesso ardore.
    Noi, quelli che dietro a un inglesismo da alta finanza come “Trust”, celano la semplicità di una famiglia. Noi, magliette rosse che i palazzetti d’Italia hanno imparato a scoprire: se si vince bene, se no la compagnia e una buona mangiata bastano e avanzano. Noi, che coloriamo Masnago con le coreografie.
    Noi, che il passato non ci condiziona se non in positivo, il presente non ci spaventa e il futuro lo sogniamo.
    Noi, che la mamma di Lamonica l’abbiamo sempre nel cuore, quella di Myers pure e che Milano è tale quale a Cantù (se non peggio). Noi, che il calcio è bello, bellissimo, ma viene dopo. Noi, che così ci siamo nati, non ci siamo diventati.
    Noi, che siamo azionisti della Pallacanestro Varese (e scusate se è poco).
    Noi. Potenzialmente tutti. Anche quelli che ancora non ci sono, perché non conoscono, non capiscono, diffidano o non vogliono: tranquilli, vi aspettiamo.
    Così, la prossima volta, Dunston (e magari pure Mike Green) ce lo teniamo per davvero.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Non un rookie, non un giocatore che arrivi dalla D-League, militanza già comprovata in un campionato europeo, costo massimo (non comprensivo degli aggravi aziendali) intorno ai 120-130 mila euro, eventuale disponibilità a firmare contratto biennale (come da “cifra” dell’intero mercato biancorosso fino a questo momento).
    È questo l’identikit del playmaker titolare che la Pallacanestro Varese va cercando nell’orbe terracqueo cestistico. La firma di Nicola Natali, annunciata ieri, ha completato la panchina (fatto salvo l’eventuale “buco” che verrebbe creato dalla partenza di Norvel Pelle): ora si pensa al resto di un quintetto che conta a oggi Stan Okoye e Antabia Waller. Se Anosike ed Eyenga rimangono, per le posizioni di centro e ala piccola, delle strade concrete da percorrere, in quanto al regista si pescherà nell’ignoto, posto che con Eric Maynor una trattativa per il rinnovo non è stata praticamente nemmeno abbozzata: enorme la differenza tra le possibilità di offerta e i desideri insiti nella domanda, roba da 150 mila euro - almeno - di differenza.
    Sul taccuino di Claudio Coldebella ci sarebbero cinque profili sotto osservazione (“voci” dicono che con uno di questi la trattativa sarebbe già in fase assai avanzata, ma tali “spifferi” non hanno trovato conferma negli ambienti interni alla Pallacanestro Varese). Si tratterebbe di giocatori che non hanno militato nel campionato italiano durante l’ultima stagione, quanto invece in un altro del continente (e la firma di Waller - pescato in Montenegro - insegna che la ricerca non si limita e non si limiterà solo ai tornei più importanti).
    Alcuni “paletti” sono stati messi giustamente dallo staff tecnico: no a elementi in uscita dal college e no anche a chi proviene dalla lega di sviluppo della Nba e non ha collezionato altre esperienze professionistiche. Un minimo di affidabilità in un ruolo così delicato è considerata fondamentale. Altri sono, ovviamente, economici: l’offerta al candidato non supererà l’ammontare degli stipendi maggiori erogati ai componenti del roster 2016/2017.
    Le ristrettezze che stanno condizionando la campagna acquisti di piazza Monte Grappa, tuttavia, sono state prese anche come un’opportunità per seguire il sentiero dei contratti biennali, dotati di un’uscita a pagamento (irrisorio) dopo il primo anno solo a favore della società. Chiara ne è la ratio: se non posso prendere giocatori conosciuti e affermati, allora mi butto su atleti che ancora hanno dimostrato poco (e costano altrettanto) e tento di ”svilupparli” con il lavoro in palestra. Un percorso, insomma. Verificabile dopo 365 giorni: se la chance offerta e la mano dello staff tecnico sortiscono effetti e risultati, ti trovi in casa giocatori che valgono più di quello che hai speso per accaparrarteli, garantendoti un futuro; se così non accade, poco male: ogni scommessa persa varrebbe assai meno di 10mila euro.
    Posto che il playmaker sarà una delle pedine più pagate della prossima rosa (diverso da un Waller, da un giovane alla Tambone o da un outsider alla Okoye), anche con lui si cercherà un accordo che travalichi la singola stagione.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Christian Eyenga e O.D. Anosike lasciano o raddoppiano il loro rapporto con Varese? Situazione ancora in stallo sui rinnovi di ala piccola e centro sui quali il club di piazza Monte Grappa vorrebbe costruire due terzi dell'asse portante della stagione 2017-18. La società biancorossa ha fatto le prime mosse con entrambi, ma sia pur con differenti gradi di evoluzione non sembrano in vista accordi imminenti. O quantomeno entro i termini del famoso "bonus" che l'ala congolese e il centro nigeriano si erano guadagnati sul campo con il brillante finale di stagione.
    Con O.D. Varese ha fatto un passo avanti che però non ha ancora convinto il centro nigeriano: la distanza tra le parti non è così elevata, resta però da capire se c'è disponibilità del giocatore ad avvicinarsi alla proposta del club biancorosso - e dunque, tra uno sforzo e l'altro c'è margine per chiudere in tempi non troppo lunghi - oppure se almeno per ora l'attuale richiesta non è trattabile.
    Iniziato anche il dialogo economico con Eyenga: anche in questo caso la proposta è stata considerata bassa, ma a differenza di Anosike l'ala congolese avrebbe possibilità di generare interessi da parte di club di Russia e Turchia, ad oggi le destinazioni economicamente più appetite nel panorama generale del basket europeo. Pertanto è alquanto improbabile che "Air Congo" - che nell'estate 2016 aveva "risposato" Varese il 14 agosto - possa accettare ad inizio mercato - tale è la situazione al 23 giugno - una offerta che considera inferiore alle sue aspettative di guadagno.
    Significa che né Eyenga né Anosike resteranno in biancorosso? Assolutamente no, ma è chiaro che il club di piazza Monte Grappa non può aspettare a tempo indeterminato i suoi obiettivi primari, e se entro fine mese non arriveranno segnali relativi alla disponibilità di intavolare una trattativa sulla base delle proposte attuali - con le parti interessate a fare un passo verso l'altra come accaduto in occasione del caso Ferrerò - bisognerà iniziare a considerare concretamente soluzioni alternative. Come d'altra parte stanno legittimamente facendo Eyenga ed Anosike nel cercare proposte più remunerative rispetto a quella già garantita da Varese. Un gioco delle parti che potrebbe continuare fino a quando gli atleti non decideranno che il club biancorosso è la loro opzione migliore, oppure fino a quando l'asse Coldebel-la-Bulgheroni-Caja non troverà profili alternativi ritenuti altrettanto validi nel rapporto qualità-prezzo.
    Ma per firmare i pezzi pregiati ci vorrà tempo: trovare oggi un giocatore di qualità - soprattutto in regia - è impresa quasi impossibile, nella mentalità degli statunitensi che per togliersi ora dal mercato richiedono prezzi fuori portata per le possibilità del club di piazza Monte Grappa. La stessa mentalità che porta Eyenga e Anosike a tenere "di riserva" le attuali proposte biancorosse; nel gioco delle parti la domanda chiave è fino a che punto "Air Congo" e O.D. sono davvero disposti a sacrificarsi pur di tenere fede alla loro grande voglia di restare a Varese espressa su queste colonne.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Altra ufficialità per la Pallacanestro Varese che firma con un biennale anche Nicola Natali, figlio d'arte, che dopo molti anni in A2 esordirà nella massima serie con la maglia biancorossa. Natali, che ha giocato le ultime 3 stagione a Casale Monferrato dove si è fatto molto apprezzare per grinta, intensità e come uomo chiave per lo spogliatoio, completa dunque gli italiani "da rotazione" della Varese 2017/2018 assieme al capitano Giancarlo Ferrero e a Matteo Tambone. Di seguito il comunicato della società:
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Nicola Natali. Figlio d’arte, suo papà Gino è stato giocatore e dirigente, Natali ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive.
    Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Nicola Natali:
    «Ci siamo assicurati un ragazzo che con il suo modo di giocare si è sempre fatto apprezzare in tutte le squadre in cui ha militato. Ha accettato la proposta di Varese rinunciando ad alcune chiamate importanti in Serie A2. Nicola ha una grande etica del lavoro, siamo sicuri che ci aiuterà tantissimo. È un giocatore che fa dell’intensità e dell’agonismo i suoi punti di forza e sa essere utile alla squadra dando il suo contributo sia in difesa sia in attacco con tante piccole cose tipo rimbalzi, palle recuperate e contropiedi».
    Ecco le dichiarazioni di Nicola Natali sulla firma con la Pallacanestro Varese:
    «È un grandissimo onore aver firmato a Varese, una piazza storica del nostro basket. La Serie A rappresenta un’esperienza completamente nuova ma sono pronto a mettermi in gioco. Con il lavoro quotidiano in palestra cercherò di aiutare la squadra a prepararsi al meglio in vista delle partite. E con il lavoro duro cercherò di guadagnarmi anche solo un minuto di gioco per poter contribuire alle prestazioni dei miei compagni. Non vedo l’ora di arrivare in città e di imparare da coach Caja, uno dei grandi maestri della pallacanestro italiana, e di entrare al palazzetto di Masnago per la prima volta. Sarà un’emozione unica. Sono carico e pronto a mettermi in gioco con la maglia della Pallacanestro Varese».
    La Scheda:
    Data di nascita: 1 settembre 1988
    Luogo di nascita: Firenze
    Altezza: 202 cm
    Ruolo: ala
    La Carriera:
    Classe 1988, Nicola Natali cresce nel vivaio di Montecatini. Nel 2005 viene promosso in prima squadra giocando quattro stagioni tra Legadue e Serie A Dilettanti. Passa quindi a Trento dove rimane per due stagioni. Nel 2011 torna nuovamente in Legadue vestendo la canotta di Forlì dove viaggia a 5,3 punti e 3 rimbalzi in 19 minuti la prima stagione e 8,4 punti, 7,8 punti e 3,4 rimbalzi in 26 minuti l’anno successivo. Nell’estate del 2013 si accorda con Barcellona (DNA Gold), poi arriva la chiamata di Casale Monferrato con cui gioca le ultime tre stagioni guadagnandosi il posto in quintetto grazie alla sua grande applicazione difensiva, la fisicità e la propensione a rimbalzo. Chiude lo scorso campionato a 5,6 punti (57% da 2, 38% da 3) e 2,8 rimbalzi in regular season e 6,2 punti e 2,5 rimbalzi nelle 4 gare di playoff disputate dai piemontesi. Oltre alle convocazioni nelle formazioni Under 16 e Under 18, nel 2013 è stato convocato anche in Nazionale per i XVII Giochi del Mediterraneo.

  • simon89
    Stagione 2017-18 all'insegna del realismo per una Pallacanestro Varese costretta a fare i conti con una spending review forzosa nell'estate in cui sono diversi i club ad alzare l'asticella del budget. Il taglio del 10% rispetto al 2016-17 porterà il totale delle spese biancorosse a 4,2 milioni di euro; il dato saliente resta però quello del monte-stipendi netti per i giocatori, che si aggirerà poco sopra gli 800mila euro, con un 20% di riduzione rispetto alla stagione passata nel totale contando l'innesto in corsa di Dominique Johnson.
    Risorse sufficienti a puntare ad una salvezza tranquilla, schierandosi nella metà bassa della classifica nella griglia di partenza di inizio stagione: se 12 mesi fa Varese vantava inizialmente l'ottavo monte-stipendi della serie A, quest'anno la promozione della Virtus Bologna - subito calda su big come Alessandro Gentile o Aradori e Marco Cusin - e il passo in avanti di Brescia fanno scivolare il club biancorosso nella graduatoria delle risorse investite. Nelle ultime tre stagioni del massimo campionato sei squadre - Milano, Venezia, Reggio Emilia, Avellino, Sassari e Trento - hanno sempre disputato i playoff; ora il salto di qualità di Torino - con Luca Banchi in panchina e la wild-card per l'Eurocup - e dell'ambiziosa matricola Segafredo sembrano assegnare già in partenza gli 8 posti disponibili per la post-season.
    Poi la realtà del campo dimostra che i soldi non fanno canestro e che conta sempre più come si investe di quanto si spende. I case history di successo nel rapporto qualità-prezzo sono la finale scudetto raggiunta da Trento con un budget simile a quello di Varese (4,4 milioni lordi e 850mila euro netti di monte stipendi; poi la Dolomiti Energia ha raggiunto le finali nazionali con Under 18 e Under 16 e ha foresteria per le giovanili con un allenatore professionista... ) e i playoff raggiunti da Capo d'Orlando e Pistoia, che avevano rispettivamente il penultimo e ultimo monte stipendi del 2016-17.
    Ma la Varese attuale, che scommette sulla fame di Antabia Waller e Stan Okoye in quintetto e di Matteo Tambone e Nicola Natali in panchina a supporto dei confermati Aleksa Avramovic e Giancarlo Ferrero, dovrà giocoforza partire con obiettivi limitati, preoccupandosi prima di tutto di tenere a distanza chi ha monte stipendi ancora più bassi del suo per garantirsi una stagione senza i patemi costanti vissuti dal 2013 in poi. Inutile sognare playoff per i quali servirebbero investimenti attualmente fuori portata alla luce di una situazione economica non brillante. Sotto questo profilo però l'aziendalismo di Attilio Caja è una risorsa preziosa nell'attuale congiuntura: il coach pavese sta costruendo una squadra da battaglia a immagine e somiglianza del suo basket pragmatico, con l'obiettivo di capitalizzare al massimo motivazioni e tasso agonistico e creare una Varese nella quale collettivo e "chimica" facciano la differenza. Ad oggi "Artiglio" può garantire serietà e lavoro quotidiano in palestra come ricetta per una salvezza tranquilla, sperando di azzeccare il jackpot su tutte le scommesse come unica chance per centrare i playoff. Che, sempre ad oggi, pur in attesa dei tre titolari in play, ala piccola e centro che daranno il senso definitivo alla Varese 2017-18, sono però un obiettivo irrealistico alla luce degli investimenti altrui.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Altro acquisto per Varese, che aggiunge al roster Matteo Tambone, reduce da un'ottima stagione a Ravenna dove ha giocato tre delle ultime quattro stagioni. Il play romano del 1994 ha firmato un biennale ed esordirà quindi in Serie A con la maglia biancorossa. Nel roster 2017/2018 sarà il cambio del play straniero che, con ogni probabilità, sarà il giocatore più talentuoso e "di peso" della prossima Varese. Di seguito il comunicato della società:
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con soddisfazione di aver raggiunto un accordo con il giocatore Matteo Tambone. Nato a Graz il 14 maggio 1994, Tambone ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. Atleta che fa leva su una grande intensità difensiva, Matteo, oltre ad avere un’ottima lettura di gioco, può contare su un buon tiro dal perimetro.
    Attilio Caja, allenatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «È un ragazzo che conosco dai tempi della Virtus Roma e che poi ho avuto modo di apprezzare anche nella Nazionale sperimentale. Ho seguito il suo percorso in Serie A2 prima a Treviglio quindi a Ravenna e ogni stagione si è migliorato e ha aggiunto qualcosa al suo repertorio. Quest’anno, come la sua squadra, ha giocato un ottimo campionato. Ora penso sia pronto e abbia tutte le carte in regola per fare il salto di categoria. Siamo convinti che Matteo abbia le caratteristiche giuste per dimostrarsi all’altezza della Serie A».
    Matteo Tambone, playmaker Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felicissimo di aver firmato per la Pallacanestro Varese, un club leggendario con una storia incredibile che può contare su un pubblico sempre molto caldo. Ringrazio la società e il coach per avermi dato questa grande opportunità. La Serie A è sicuramente un campionato duro ma penso di essere pronto al salto di categoria. Da parte mia non mancherà mai l’impegno quando scenderò in campo con la maglia di Varese. Non vedo l’ora di arrivare in città, di ritrovare coach Caja che ho già avuto in Nazionale, e di iniziare ad allenarmi con i miei nuovi compagni».
    La Scheda:
    Data di nascita: 14 maggio 1994
    Luogo di nascita: Graz (Austria)
    Altezza: 192 cm
    Ruolo: playmaker
    La Carriera:
    Classe 1994, Tambone cresce nelle giovanili della Virtus Roma che lo fa esordire in Serie A nella stagione 2012/13, campionato in cui la squadra capitolina arriva alla finale scudetto. L’anno successivo viene ceduto in prestito a Ravenna in DNA Silver dove, nel suo primo anno da senior, fa registrare 5,3 punti in 18,5 minuti di media tirando con il 45% da 2 e il 25% da 3 contribuendo al raggiungimento dei playoff. Gioca un altro anno a Ravenna migliorando le sue statistiche (8,3 punti, 2,6 rimbalzi in 21 minuti tirando con il 37% dall’arco) poi, nell’estate del 2015, si accorda con Treviglio (Serie A2) dove, in 30 partite, realizza quasi 10 punti di media, 2,9 rimbalzi e 2 assist. Terminata l’esperienza con la squadra bergamasca, la scorsa stagione ritorna a Ravenna in Serie A2 dove diventa il playmaker titolare e uno dei protagonisti della fantastica cavalcata dei giallorossi. Dopo aver chiuso la regular season al quarto posto a 10,8 punti, 3,2 rimbalzi e 2,1 assist in quasi 30 minuti di impiego, dimostra tutta la sua maturità ed affidabilità nei playoff. Con 12,7 punti (41% da 2, 33% da 3), 4,1 rimbalzi e 2,4 assist in 31 minuti, trascina infatti la squadra fino alla semifinale dopo aver battuto squadre molto quotate come Roma e Verona. Tambone nel 2015 ha giocato nella Nazionale sperimentale ed è stato convocato per l’All Star Game di Serie A2 come uno dei migliori Under 23 dell’intero campionato.

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