Giobbo Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Io dell' ala ci vedo poco in Dunston. Io niente. Forse l'altezza, compensata però dalla lunghezza delle braccia.
homersimpson Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Io dell' ala ci vedo poco in Dunston. E' questo FORSE un limite per squdra di buon livello di Eurolega. Non è di certo un'ala ma è un centro con molto pochi centimetri e braccia infinite. Sta nel mezzo.
Silver Surfer Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 http://www.sportando.net/ita/italia/serie-a/46233/bryant-dunston-varese-senza-limiti-se-giochiamo-di-squadra.html
ROOSTERS99 Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Nessuno ha letto (magari poter linkare...) Oscar Eleni ieri sul Giornale ? Articolo intero dedicato a Varese....
Silver Surfer Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 (edited) Detto, fatto: Varese, un affare di cuore per riscrivere la storia Oscar Eleni - Mer, 14/11/2012 - 07:36 Imbattuti sul campo dove il sogno supera la reale forza di una bella squadra, giovane, simpatica, ben allenata, imbattibili per l'idea che hanno avuto, affrancandosi dal proprietario unico per diventare qualcosa che farà storia nel basket, nello sport professionistico e sul territorio, inventandosi il consorzio "Varese nel cuore" che adesso ha 70 associati, ma il telefono è sempre aperto come dimostra l'arrivo in questi giorni dell'ultima azienda, la Waste. Varese la grande, la storia di uno sport inventata dall'ingegner Borghi, la capoclassifica del momento nella settimana dove il cuore batte più forte perché per fare l' otto su otto che farebbe arrossire le ricche e grandi già invidiose e in ritardo di punti, ci vorrebbe la vittoria domenica sera contro Sassari, altra meraviglia seconda in classifica. Il telefono suona, la prevendita galoppa anche se ci sarà la diretta Tv, l'ansia aumenta perché come ricorda il veneziano Vitucci la squadra è bella, ma non imbattibile, anche se il suo presidente Cecco Vescovi, la nuova anima dirigenziale dopo esserlo stato sul campo fino allo scudetto della stella, non considera questo inizio folgorante «un fuoco di paglia». Non c'è la certezza dei tempi della grande Ignis di Meneghin, Morse e del professor Nikolic in eterna battaglia con Milano, Cantù e Bologna, ma nell'aria senti qualcosa di speciale come nei giorni in cui Rico Garbosi diede il primo scudetto della storia, era il 1961, come nelle settimane che portarono i Roosters di Charlie Recalcati, Pozzecco e Andrea Meneghin al decimo e ultimo scudetto, era il 1999. Visto che la speranza è un prestito fatto alla felicità, la Cimberio si gode il momento, ma chi lavora per lei, per il suo futuro, ha la stessa grinta del bassotto Ercole, che una volta era sulle moto di casa Castiglioni. La vera idea vincente è questo consorzio, sapendo che la cosa più importante è il pareggio di bilancio e per questo la società ha puntato su tanti giovani, cominciando da Polonara, accettando le rinunce, perché se sogni, tutti possono fare più di quello che ti aspetti. Il presidente di "Varese nel cuore" si chiama Michele Lo Nero, quasi 35 anni, origini e casa a Masnago, ricordi vaghi della grande Ignis, ma non dell'atmosfera che si viveva, tapascione cocciuto, impegnato nelle nuove strategie del marketing, dell'ottimizzazione delle nuove tecnologie. Sembrano poveri ma belli, ma questa etichetta lo fa subito reagire: «Siamo noi stessi, nè poveri e forse neanche così belli come sembra. Certo non siamo ricchi, ma abbiamo idee. Questa è nata due anni e mezzo fa. Con Vescovi, il motore più ruggente, presidente della società sportiva, Claudio Maria Castiglioni anima Cagiva, Stefano Coppa e Vittorio Gandini, dell'unione industriali, abbiamo lavorato per valorizzare la proprietà diffusa, gestire al meglio la massima espressione sportiva del territorio, valorizzando il legame con la gente, occupandoci dei campioni, ma anche del sociale. Vogliamo comunicare con il cuore, parliamo con tutti, la nostra porta è sempre aperta, ringraziamo tutti. Il nostro budget lo verificheremo a giugno, considerando anche le giovanili, parte importante del programma, non arriviamo a 5 milioni di euro. Spendiamo per quello che abbiamo, la prima squadra incide per l'80%, siamo certificati. Si può entrare con poco, ma devi garantire almeno 3 anni d'impegno, poi dipende da quello che l'associato vuol fare per valorizzare il suo marchio all'interno del consorzio dove gli sponsor principali sono Cimberio, Fim immobiliare, Teva farmaceutici, Air One compagnia aerea e Sisal Superenalotto. Stiamo lavorando per il miglioramento del palazzetto, un costo sopra il milione di euro, ma necessario. La squadra sta andando bene, c'è una grande atmosfera, la storia del club è la nostra forza, non ci siamo mai sentiti soli anche se all'inizio sembrava tutto così difficile. Realisti, sappiamo chi siamo e questo è già molto importante». Edited November 15, 2012 by Silver Surfer
tricky Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Nessuno ha letto (magari poter linkare...) Oscar Eleni ieri sul Giornale ? Articolo intero dedicato a Varese.... Era in home page da ieri
robokop Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Nessuno ha letto (magari poter linkare...) Oscar Eleni ieri sul Giornale ? Articolo intero dedicato a Varese.... anche oggi paginone sulla rosea dedicata a bryant e a varese.....speriamo che nessuno dei nostri si monti la testa.....perchè a portarti in alto,i giornalai nostrani son bravissimi! ma anche a buttarti nel cesso. alla prima occasione. cmnq dunston non più alto di metri 2( due) con le scarpette forse 2,02 / 2.03....ma chi se ne frega! tale clarence kea non arrivava al metro e 97 e prendeva vagonate di rimbalzi....potrei citare sir barkley , al max arrivava al 1,95 ma il paragone mi pare davvero irriverente
Silver Surfer Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Charlie Yelverton «Musica Cimberio suona come il sax» Nov 14 2012 11:02 | pxg14 in Rassegna stampa [searchInKey]=database_1"]Charlie Yelverton Un mito di Varese: «Con Vitucci mi troverei bene Si parla della Milano di D'Antoni e non dell'Ignis. Auguro una sconfitta. S'impara più che a vincere» Basket FRANCESCO CAIELLIIl nome di Charlie Yelverton resta nell'aria come un assolo di sax: passano gli anni, ma è talmente bello che non se ne vuole andare. Lui è uno dei più grandi talenti che abbiano mai calcato i parquet di casa nostra, interprete strepitoso di una pallacanestro vissuta senza fiato, genio e follia, coerenza e testa alta in tutti i gesti che hanno caratterizzato la sua vita. Seduto all'inno Usa Campione d'Europa e d'Italia con la maglia di Varese, virtuoso del basket e anima libera. Nel 1973, da stella della Nba, decise di restare seduto durante l'esecuzione dell'inno americano per protesta contro la guerra in Vietnam firmando così la sua condanna a peregrinare in giro per l'Europa perché gli Usa non lo vollero più. Una fortuna per Varese, che grazie al fenomeno di New York vinse una Coppa dei Campioni (1975) e uno scudetto (1978). «Nel 1975 - racconta oggi - venni chiamato da Sandro Gamba per giocare come straniero di coppa: vincemmo il trofeo senza perdere una partita, e mi domando perché quando si parla delle squadre più forti di sempre si cita la Milano di D'Antoni e non quella Ignis». Taxista a New York per sbarcare il lunario, campione, sassofonista. La sua città natale non l'ha dimenticato e giusto in mese fa lo ha chiamato per premiarlo, inserendolo nella Hall of fame dei più grandi giocatori della storia di New York. «È stata una bella soddisfazione, e quando sono arrivato la prima cosa che mi hanno detto è stata: "Ma come mai non avevamo ancora pensato a te?". Hanno inserito il mio nome in una lista dove c'erano i più grandi di sempre, gente che nella Nba ha giocato a lungo e ha pure vinto: bello». «Il mio basket» Oggi Charlie vive a Ispra e tifa Varese. «Vedo le partite in tv e mi diverto, e credo che questo sia il segreto della Cimberio: divertono e si divertono, giocando il basket che piace a me. Quale? Penetra e scarica, tiro da fuori, corsa». Il filo sottile che continua a legare Yelveron a Varese porta fino all'attualità più stretta: Bryant Dunston, il miglior centro del campionato, è un prodotto di Fordham: l'università del Bronx dove Yelverton è diventato grandissimo. «Quando Isaac me l'ha detto ho pensato che il mondo è veramente piccolissimo. Ho letto che lui mi conosceva perché aveva letto il mio nome sul muro del College dove ci sono tutti i più grandi. Ho visto giocare questo ragazzo, e non capisco per quale motivo non sia riuscito a trovare spazio nella Nba: forse è un po' bassino, ma ha due braccia lunghissime e una grande mobilità: mi piace, mi piace». «Arriverà in fondo» Charlie e il suo sax, con il quale allietava lo spogliatoio ai tempi della Mobilgirgi e che ancora oggi lo accompagna nei locali della provincia o in giro per l'Italia: come quando Yelverton è andato a suonare tra i terremotati dell'Aquila. Per lui il basket è sempre stato come musica: «Armonia: questo deve avere uno spartito e questo deve avere una squadra. Ho visto la Cimberio e mi sembra che l'armonia non manchi, perché quando una squadra vince così tante partite in trasferta significa che lo spogliatoio è forte e solido». E allora che parli il cuore del tifoso, che risponda alla domanda che tutti quanti si stanno facendo: ma quanto durerà questo sogno meraviglioso? «Io sono convinto che questa squadra possa arrivare fino in fondo, perché è partita forte e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Ne sono convinto, e lo spero». E poi, l'augurio di Yelverton che va controcorrente: del resto, da uno come lui bisogna aspettarselo. «Auguro a Vitucci di perdere una partita quanto prima, perché spesso le sconfitte servono più di una vittoria».
MarkBuford Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Piacere , io mi chiamo Luisa ho 21 anni e abito vicino a Lugano . Per info citofonare sweetlips trichieri.
MarkBuford Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Certo che lo è, ma visto il trattamento di palla sontuoso, la mobilità, la capacità di liberarsi e di marcare anche giocatori più piccoli e veloci, e vista la duttilità richiesta nel basket moderno, sono convintissimo che se andasse a giocare per una big in EL, potrebbe tranquillamente reinventrsi ala, semplicemente. Credo che il suo raggio di tiro sia troppo limitato per farne un'ala. Lo vedrei alla Hynes con a fianco un centro come Antic o Lavrinovic che ha la stazza che a lui manca ma non troppa voglia di fare a spintoni vicino al ferro. Ma sarebbe un centro mascherato da ala
MarkBuford Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 (edited) ...e un grazie di cuore a Migratta !!! Il suo ingaggio passa in un botto da tavanata galattica a incredibile atto di lungimiranza Il Cecco non ci pigliava per il culo quando diceva che era tutta programmazione Ora aspettiamo gli amici di Garri e Ganeto... Edited November 15, 2012 by MarkBuford
Dragonheart Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 (edited) Interessante l'articolo su Yelverton: credo che lui morirebbe dal ridere a sentirsi descrivere come uno che era "stella NBA". Quanto all'anno della sua cacciata dalla NBA, più probabile fosse il 1972, visto che nel 1973 giocava già in Grecia (è vero che l'America è grande, però Atene non è comunque periferia di Portland). http://www.nba.com/h...arlie_yelverton Edited November 15, 2012 by Dragonheart
alberto Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 E' questo FORSE un limite per squdra di buon livello di Eurolega. Non è di certo un'ala ma è un centro con molto pochi centimetri e braccia infinite. Sta nel mezzo. parlami del centro della squadra che ha vinto l'ultima eurolega ...
tatanka Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 parlami del centro di riserva della squadra che ha vinto l'ultima eurolega ...
ROOSTERS99 Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 Interessante l'articolo su Yelverton: credo che lui morirebbe dal ridere a sentirsi descrivere come uno che era "stella NBA". Quanto all'anno della sua cacciata dalla NBA, più probabile fosse il 1972, visto che nel 1973 giocava già in Grecia (è vero che l'America è grande, però Atene non è comunque periferia di Portland). http://www.nba.com/h...arlie_yelverton Eeeehm......Caiooo.....
alberto Posted November 15, 2012 Posted November 15, 2012 parlami del centro di riserva della squadra che ha vinto l'ultima eurolega ... sì, sì, quello lì... quello che era in campo nell'ultimo quarto della finale...
ROOSTERS99 Posted November 22, 2012 Posted November 22, 2012 (edited) Basket "Una partita per volta": la ricetta vincente di Dunston Il pivot della Cimberio è tra le grandi rivelazioni del campionato italiano. «Non penso ai titoli personali: voglio vincere con la squadra». E confessa: «Polonara schiaccia meglio di me» Il record delle sette schiacciate in una partita, alcuni canestri decisivi (come l'ultimo contro Cantù), una presenza difensiva enorme. Bryant Dunston è questo è molto altro e si è presentato nella Serie A italiana da dominatore delle aree colorate: non poco per un ragazzone che fino a tre campionati fa si appendeva ai ferri del campionato della Sud Corea e che fino a quest'anno non era mai stato considerato dai tornei più importanti d'Europa. Prima della chiamata della Cimberio. Bryant, dopo otto partite Varese è in testa senza sconfitte. Vi siete chiesti come fate? «Ne affrontiamo una per volta, senza pensare a cosa verrà dopo. Ci ritroviamo al palazzetto e iniziamo a lavorare con solo due parole in testa: "One game, one game, one game". È successo così anche prima della gara con Sassari». A proposito di squadre in forma, la prossima avversaria è Reggio Emilia che è in striscia positiva da cinque partite. Conosce già Cervi e Brunner, i suoi diretti rivali? «Sì, li ho già iniziati a studiare: riceviamo ogni volta il profilo dei giocatori avversari e così iniziamo presto a preparare la partita. Di Reggio Emilia inoltre sappiamo che sta avanzando a suon di vittorie ma del resto nel campionato italiano non ci si può mai rilassare: ogni partita, ogni domenica, bisogna combattere una battaglia per uscire vincitori». Lei è nuovo nella nostra Serie A. Cosa le piace di questo torneo, cosa trova di diverso rispetto alle sue esperienze precedenti? «Mi ricollego alla risposta che ho appena dato: mi piace questo campionato perché è una lega davvero molto competitiva: ogni partita va conquistata sul campo e naturalmente quella con Reggio non fa eccezione. Inoltre qui ho trovato grande professionalità in tutti gli aspetti legati al basket e all'organizzazione di squadra e società. In questo è tutto molto differente rispetto sia alla Corea sia a Israele dove ho giocato finora». Dopo la prima parte del campionato lei è tra i giocatori più produttivi per impatto e statistiche. Può davvero aspirare al titolo di MVP (miglior giocatore) della stagione regolare? «Questo è un discorso di cui non mi sono mai preoccupato. Non penso al titolo di Mvp, non è nei miei ragionamenti. Piuttosto mi interessa preparare al meglio ogni partita che devo giocare, per contribuire alla vittoria della Cimberio. Questo è il vero obiettivo che mi pongo». Intanto le sue sette schiacciate contro Biella sono record di sempre per la Pallacanestro Varese, lo sa? «Sì, me lo hanno detto e sono felice di aver stabilito questo primato. In quella occasione i miei compagni hanno continuato a darmi la palla vicino a canestro: io non ho fatto altro che cercare di segnare nel modo più semplice possibile». Ci dica la verità: a schiacciare è più bravo lei o Achille Polonara? «Achille, di sicuro. Lui ha molta più fantasia, è sicuramente più creativo di me. Io probabilmente schiaccio più di potenza». Chiusura "tecnologica": tra gli americani di Varese lei è l'unico a non usare Twitter che per gli altri è una vera e propria droga. Come mai? «In effetti tutti gli altri - Adrian, Mike, Ebi - si sono stupiti quando lo hanno saputo ma non è una cosa di cui sono appassionato. Utilizzo Facebook, mi basta e mi trovo bene con quello. Per adesso quindi non cinguetto... ma magari in futuro inizierò anch'io!». 22/11/2012 Damiano Franzetti - Twitter @DamianoFranz sport@varesenews.it link : http://www3.varesene...ton-248723.html Edited November 22, 2012 by ROOSTERS99
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