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A proposito di Bildenberg...

Enrico Letta fa parte di importanti organismi internazionali ed è strettamente legato al premier uscente Mario Monti. In Rete oggi si ricorda in particolare il messaggio che Letta Jr passò al predecessore in occasione del suo giuramento dal testo eloquente:

“Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!”.

Enrico Letta: Aspen Istitute, Trilaterale e Gruppo Bildenberg

Enrico Letta è, come Mario Monti, membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute e del comitato europeo della Commissione Trilaterale. Lo scorso anno a Chantilly (Virginia, USA) ha partecipato per la prima volta nella sua fulminea carriera politica alla riunione del Gruppo Bildenberg.

Alla riunione 2012 del Gruppo Bildenberg, in rappresentanza dell’Italia, hanno partecipato insieme ad Enrico Letta anche Franco Bernabé (Telecom Italia), Fulvio Conti (ENEL), John Elkann (FIAT) e la giornalista nonché ex eurodeputata Lilli Gruber.

Aspen Institute, Commissione Trilaterale, Gruppo Bildenberg: tre legami fortissimi con il predecessore Mario Monti e tre gruppi internazionali, spesso additati come causa oscura di molti dei “mali” economici attuali…c’è materiale in abbondanza per tutti gli appassionati di teorie del complotto.

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Al netto del fatto che Monti, l'unico che del gruppo fa parte, e' ridotto al rango di "Space fart" e manco il pizzicagnolo gli fa più credito.

Comunque, Crimi ole'.

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Al netto del fatto che Monti, l'unico che del gruppo fa parte, e' ridotto al rango di "Space fart" e manco il pizzicagnolo gli fa più credito.

Comunque, Crimi ole'.

I massoni e la sinistra italiana

Andrea Cinquegrani – tratto da "La Voce della Campania"

Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma viene ufficializzato due anni più tardi, a giugno del 1954, quando un ristretto gruppo di vip dell’epoca si riunisce all’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda. Da quel momento le riunioni si sono svolte una o due volte all’anno, nel più totale riserbo. In occasione di una delle ultime, nella splendida e appartata resort di Sintra, in Portogallo, il settimanale locale News riportò una notizia secondo cui il Governo avrebbe ricevuto migliaia di dollari dal Gruppo per organizzare «un servizio militare compreso di elicotteri che si occupasse di garantire la privacy e la sicurezza dei partecipanti». Ma torniamo agli esordi. I primi incontri si sono svolti esclusivamente nei paesi europei, ma dall’inizio degli anni ’60 anche negli Usa. Tra i promotori - precisano alcuni studiosi della semi sconosciuta materia - occorre ricordare due nomi in particolare: sua maestà il principe Bernardo de Lippe, olandese, ex ufficiale delle SS, che ha guidato il gruppo per oltre un ventennio, fino a quando, nel 1976, è stato travolto dallo scandalo Lockheed; e Joseph Retinger, un faccendiere polacco al centro di una fittissima trama di rapporti con uomini che per anni hanno contato sullo scacchiere internazionale della politica e dell’economia.

«La loro ambizione - viene descritto - era quella di costruire un’Europa Unita per arrivare a una profonda alleanza con gli Stati Uniti e quindi dar vita a un nuovo Ordine Mondiale, dove potenti organizzazioni sopranazionali avrebbero garantito più stabilità rispetto ai singoli governi nazionali. Fin dalla prima riunione vennero invitati banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali degli Usa e dell’Europa occidentale, per un totale di un centinaio di personaggi circa».

Ecco cosa hanno scritto alcuni giornalisti investigativi inglesi nel magazine on line di Bbc News a pochi giorni dal meeting di Stresa. «Si tratta di una delle associazioni più controverse dei nostri tempi, da alcuni accusata di decidere i destini del mondo a porte chiuse. Nessuna parola di quanto viene detto nel corso degli incontri è mai trapelata. I giornalisti non vengono invitati e quando in qualche occasione vengono concessi alcuni minuti a qualche reporter, c’è l’obbligo di non far cenno ad alcun nome. I luoghi d’incontro sono tenuti segreti e il gruppo non ha un suo sito web. Secondo esperti di affari internazionali, il gruppo Bilderberg avrebbe ispirato alcuni tra i più clamorosi fatti degli ultimi anni, come ad esempio le azioni terroristiche di Osama bin Laden, la strage di Oklaoma City, e perfino la guerra nella ex Jugoslavia per far cadere Milosevic. Il più grosso problema è quello della segretezza. Quando tante e tali personalità del mondo si riuniscono, sarebbe più che normale avere informazioni su quanto sta succedendo».

Invece, tutto top secret. Scrive un giornalista inglese, Tony Gosling, in un giornale di Bristol: «Secondo alcune indiscrezioni che ho raccolto, il primo luogo nel quale si è parlato di invasione dell’Iraq da parte degli Usa, ben prima che ciò accadesse, è stato nel meeting 2002 dei Bilderberg». Di parere opposto un redattore del Financial Times, Martin Wolf, più volte invitato ai meeting: «L’idea che questi incontri non possano essere coperti dalla privacy è fondamentalmente totalitaria; non si tratta di un organismo esecutivo, nessuna decisione viene presa lì». Fa eco uno dei fondatori, anche lui inglese, lord Denis Healey: «Non c’è assolutamente niente sotto. E’ solo un posto per la discussione, non abbiamo mai cercato di raggiungere un consenso sui grandi temi. E’ il migliore gruppo internazionale che io abbia mai frequentato. Il livello confidenziale, senza alcun clamore all’esterno, consente alle persone di parlare in modo chiaro».

Ed ecco cosa scrive un altro studioso di ordini paralleli e di gruppi e associazioni che agiscono sotto traccia, Giorgio Bongiovanni. «Bilderberg rappresenta uno dei più potenti gruppi di facciata degli Illuminati (una sorta di super Cupola mondiale, ndr). Malgrado le apparenti buone intenzioni, il vero obiettivo è stato quello di formare un’altra organizzazione di facciata che potesse attivamente contribuire al disegno degli Illuminati: la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale e di un Governo Mondiale entro il 2012. Sembra che le decisioni più importanti a livello politico, sociale, economico-finanziario per il mondo occidentale vengano in qualche modo ratificate dai Bilderberg».

«Il Gruppo - scrive ancora Bongiovanni - recluta politici, ministri, finanzieri, presidenti di multinazionali, magnate dell’informazione, reali, professori universitari, uomini di vari campi che con le loro decisioni possono influenzare il mondo. Tutti i membri aderiscono alle idee precedenti, ma non tutti sono al corrente della profonda verità ideologica di alcuni membri principali». I veri ‘conducator’- secondo questa analisi - i quali a loro volta fanno anche parte di altri segmenti strategici nell’organigramma degli Illuminati. Due in particolare: la Trilateral e la Commission of Foreign Relationship, nata nel 1921, la quale riunisce a sua volta tutti i personaggi che hanno fra le loro mani le leve del comando negli Usa. «Questi membri particolari - prosegue Bongiovanni - sono i più potenti e fanno parte di quello che viene definito il ‘cerchio interiore’. Quello ‘esteriore’, invece, è l’insieme degli uomini della finanza, della politica, e altro, che sono sedotti dalle idee di instaurare un governo mondiale che regolerà tutto a livello politico e economico: insomma, le ‘marionette’ utilizzate dal cerchio interiore perché i loro membri sanno che non possono cambiare il mondo da soli e hanno bisogno di collaboratori motivati e mossi anche dal desiderio di danaro e potere». Passiamo, per finire, alla Trilateral, vero e proprio luogo cult del Potere nascosto, in grado comunque di condizionare i destini del mondo. Ovviamente ‘sponsorizzato’ della star dell’imprenditoria multinazionale, come Coca Cola, Ibm, Pan American, Hewlett Packard, Fiat, Sony, Toyota, Mobil, Exxon, Dunlop, Texas Instruments, Mutsubishi, per citare solo le più importanti.

L’associazione nasce nel 1973, sotto la presidenza “democratica” di Jimmy Carter e del suo consigliere speciale per la sicurezza, Zbigniew Brzezinsky, il vero deux ex machina. A ispirare il progetto, le famiglie Rothschield e Rockfeller, i Paperoni d’America. Un progetto che ha irresistibilmente attratto i potenti del mondo, a cominciare proprio dai presidenti Usa, con un Bill Clinton in prima fila. Così descriveva Giovanni Agnelli la Trilateral: «Un gruppo di privati cittadini, studiosi, imprenditori, politici, sindacalisti delle tre aree del mondo industrializzato (Usa, Europa e Giappone, ndr) che si riuniscono per studiare e proporre soluzioni equilibrate a problemi di scottante attualità internazionale e di comune interesse». Il solito ritornello.

Di diverso avviso il giornalista Richard Falk, che già nel 1978 - quindi a pochissimi anni dalla nascita - scrive sulle colonne della Monthly Review di New York: «Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sopranazionale delle società multinazionali, che cercano di subordinare le politiche territoriali a fini economici non territoriali». E’ la filosofia delle grandi corporation, che stanno privatizzando le risorse di tutto il pianeta, a cominciare dai beni primari, come ad esempio l’acqua: non solo riescono a ricavare profitti stratosferici ma anche ad esercitare un controllo politico su tutti i Sud - e non solo - del mondo. La logica della globalizzazione. E i bracci operativi di questo turbocapitalismo sono proprio due strutture che dovrebbero invece garantire il contrario: ovvero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.

«Entrambi - scrive uno studioso, Mario Di Giovanni - sotto lo stretto controllo del ‘Sistema’ liberal della costa orientale americana. Agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e ‘assistenza’ economica ai paesi in via di sviluppo». E proprio sull’acqua, la Banca Mondiale sta dando il meglio di sé: con la sua collegata IFC (Internazionale Finance Corporation) infatti sta mettendo le mani sulla gran parte delle privatizzazioni dei sistemi idrici di mezzo mondo, soprattutto quello africano e asiatico, condizionando la concessione dei fondi all’accettazione della privatizzazione, parziale o più spesso totale, del servizio. Del resto, è la stessa Banca a calcolare il business in almeno 1000 miliardi di dollari… Scrive ancora Di Giovanni: «Le decisioni assunte dai vertici della Trilateral riguarderanno sempre di più quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia o gli aborti, e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari. Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per intervenire nella nuova ‘umanità’. In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il ‘vecchio’ ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine. Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di ‘centrosinistra’, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono - conclude - una formula già sperimentata lungo l’intero corso del ventesimo secolo e plasticamente rappresentata dal passato governo Prodi-D’Alema: l’alleanza fra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno».

Tutti i nomi degli italiani in Bilderberg

Sotto a ciascun nome coloro che vengono indicati come “membri” o che hanno rivestito cariche di vertice all’interno della lobby.

AGNELLI GIOVANNI *

AGNELLI UMBERTO *

MONTI MARIO

AMBROSETTI ALFREDO * Presidente Gruppo Ambrosetti

BERNABE’ FRANCO * Ufficio italiano per le iniziative sulla Ricostruzione nei Balcani

BONINO EMMA Membro della Commissione Europea

CANTONI GIAMPIERO Presidente BNL

CARACCIOLO LUCIO * Direttore Limes

CAVALCHINI LUIGI G. Unione Europea

CERETELLLI ADRIANA Giornalista, Bruxelles

CIPOLLETTA INNOCENZO Direttore Generale Confindustria

CITTADINI CESI GIAN C. * Diplomatico USA

DE BENEDETTI RODOLDO * CIR

DE BORTOLI FERRUCCIO * RCS libri

DE MICHELIS GIANNI Ministro degli Affari Esteri

DRAGHI MARIO Direttore Min. Tesoro

FRESCO PAOLO Presidente FIAT

GALATERI GABRIELE Mediobanca

GIAVAZZI FRANCESCO * Dicente Economia Bocconi

LA MALFA GIORGIO Segretario nazionale PRI

MARTELLI CLAUDIO Deputato – Ministero Grazia e Giustizia

MASERA RAINER S. Direttore generale IMI

MERLINI CESARE * Vicepresidente Council for the United States and Italy

Edited by Mangusta
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Troppo potenti per una cosa piccola e italiana...questo Gruppo Bilderberg sembra davvero sia colui che decida le sorti economiche di intere nazioni...

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La replica di Sberna (Scelta Civica) ai grillini: ecco come faccio a vivere con 2.500 euro al mese

Questo articolo è stato pubblicato il 08 maggio 2013 alle ore 13:23.

Mentre tra i grillini continua il confronto sul fronte rimborsi, (domani Beppe Grillo incontrerà i suoi parlamentari a Montecitorio alle 25) è pronta è arrivata la replica del deputato centrista Mario Sberna alla deputata marchigiana del M5S Patrizia Terzoni che dubitava sulla sostenibilità della scelta del collega di devolvere tutto lo stipendio da parlamentare in beneficenza, trattenendo 2.500 euro netti mensili.In un comunicato stampa il deputato di Scelta Civica Mauro Sberna, già presidente dell'Associazione Famiglie Numerose, che ieri ha scritto al premier l'assegnazione di una delega per le politiche della Famiglia, ha spiegato punto per punto come sia possibile vivere con questa cifra.

La famiglia - «Non ha figli a carico, moglie a carico…» «Per la verità mia moglie Egle fa l'assistente sociale, porta a casa ogni mese 800 euro. I figli: ne ho 5, uno lavora, gli altri sono a carico. Li ho cresciuti insieme a mia moglie utilizzando soprattutto il mio stipendio (al netto di detrazioni fiscali e con l'aggiunta di assegni familiari, tutto pubblicato sul mio sito insieme al 730) pari a quello che ho trattenuto per i mesi di marzo e aprile (dal 28 febbraio sono in aspettativa senza assegni). Non vedo il motivo per cui se fino ad oggi riuscivo a sopravvivere, non dovrei farlo adesso con 2500 da parlamentare. Abbiamo l'auto a sette posti più economica sul mercato (Dacia Logan), pagheremo il mutuo dell'unica casa fino al 2022».

La diaria – le spese di vitto e alloggio, previste da una apposita voce (anche quelle documentate sul mio sito) come detto dall'inizio, sono … a piè di lista. Lo stesso accadeva in passato: quando il mio datore di lavoro mi ‘spediva' in trasferta, mi pagava le spese. E però, c'è modo e modo di usufruire della diaria.

L'alloggio - «Sono ospite dalle suore Pie Operaie a Roma. È una congregazione che ha la casa madre a Brescia, la mia città. Sono amiche. Volevano ospitarmi gratis, io ho insistito per 18/20 euro al giorno. Mi sembrava corretto: non navigano in buone acque nemmeno loro».

Vitto - «Pranzo, se pranzo, rarissimamente alla Camera, più frequentemente al «Ciao» di via del Corso o in una pizzeria al taglio vicino al Pantheon e me la cavo in tutti e tre i casi con 6/7 euro; ceno dalle suore».

Spese di viaggio - «Mi muovo solo a piedi, anche se piove».

Non viene mai a Roma? «Per la verità non ho mai mancato, fino ad oggi, un appuntamento parlamentare».

Trasferte – «Sono stato chiamato in Sicilia, tra qualche giorno andrò a Pisa e poi a Ferrara per convegni politici: i viaggi per noi parlamentari sono gratuiti (io viaggio sono in seconda classe e non prendo mai il taxi). Ovunque vado in Italia ho dove dormire e mangiare: sono stato presidente per anni dell'associazione che riunisce le famiglie numerose in Italia. E le famiglie mi ospitano volentieri».

I collaboratori - «Tutti volontari. Lavorano da casa loro soprattutto di notte, dopo aver addormentato l'ultimo figlio. E di figli ne hanno tanti, tutti multipli di due».

La scelta – «La scelta di non cambiare stile di vita non è da indagare quasi fosse un peccato: è una scelta che, per me ed Egle, ha a che fare con la fede cattolica che professiamo, certo, ma anche con la necessità di continuare a guardare in faccia la gente le cui fatiche, i cui sogni e le cui ansie saremmo presto portati a dimenticare, se tenessimo tutti i soldi che ci danno (troppi, davvero troppi)».

L'elemosina si fa, non si dice – Mario Sberna commenta anche ad alcune osservazioni fatte sul suo sito «È vero, l'elemosina si fa, non si dice. Ed infatti prima di dirlo ci ho pensato un bel po'. Però mi sono detto: magari se questo può servire a trovare emulatori tra i miei colleghi… Speriamo».

Ai deputati grillini – «Se Patrizia Terzoni , i suoi colleghi di 5 Stelle – Grillo compreso – volessero, potrei passare loro alcune delle 353 richieste di aiuto che mi sono arrivate in questi giorni, in particolare quelle che si potrebbero risolvere attraverso un prestito momentaneo, una specie di microcredito: da solo non riuscirò mai a soddisfarle tutte».

Edited by ROOSTERS99
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Machemmenefrega....FATE I PARLAMENTARI, di dove mangiate e dormite non ce ne frega niente!!!

Ma'nfatti , polemica sterile e populista : che pensino a lavorare , caproni !

!!!

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Oh, proprio non si rassegna.....e dalle 'ste dimissioni così fai quello che ti pare , no ?? No eh...

Ingroia: “Prendo 5mila euro al mese, ma non lavoro. Vorrei andare all’antimafia”

Prendo circa 5mila euro netti senza indennità, li prendo da un mese e mezzo, senza lavorare perchè sono in attesa di essere ricollocato“. Lo dichiara Antonio Ingroia a “La Zanzara”, su Radio 24. “Se il Csm avesse detto sì a Crocetta – continua il leader di Azione Civile – avrei preso la metà dei soldi e avrei fatto risparmiare lo Stato. Io voglio lavorare, la mia situazione è simile a quella di altri magistrati”. Il magistrato spiega: “Vorrei andare alla procura nazionale antimafia, anche perchè c’è un posto vacante. Oppure in Cassazione”. E aggiunge: “Aosta non è in linea con la mia esperienza professionale. Io ho fatto sempre il pm in Sicilia e sempre di mafia mi sono occupato. La mafia c’è anche ad Aosta – prosegue – soprattutto ‘ndrangheta, riciclaggio, ma non c’è la procura antimafia, quindi poi bisogna passare tutto ad altre procure. Le indagini non le fanno loro, ma la procura di Torino”. Ingroia poi spiega la sua opposizione alle decisioni del Csm: “Finora sono state punitive. E’ una cosa risaputa che io non sia amato anche all’interno della mia categoria, sono considerato considerato esibizionista e in cerca di riflettori“. E annuncia: “Se confemano Aosta, potrei andarmene dalla magistratura

8 maggio 2013

http://tv.ilfattoquo...timafia/231542/

notare, sul link qui sopra, i commenti dei lettori del Fatto...

Edited by ROOSTERS99
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Ma "Tu come Enzo Tortora" STOGRANCAZZO al Silvio non glielo vogliamo dire?

intendeva nel senso che tutti due avevano la fissazione di far vedere l'uccello

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Ma "Tu come Enzo Tortora" STOGRANCAZZO al Silvio non glielo vogliamo dire?

glielo vogliamo dire eccome....citazione da evitare....però, però ...sto seguendo lo speciale sul processo

"Ruby".....mamma mia....la magistratura di Milano .... ' sto PM Sangermano in particolare....ma questo è un morboso

Invidioso sfigato tifoso di MerdamilAno....

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glielo vogliamo dire eccome....citazione da evitare....però, però ...sto seguendo lo speciale sul processo

"Ruby".....mamma mia....la magistratura di Milano .... ' sto PM Sangermano in particolare....ma questo è un morboso

Invidioso sfigato tifoso di MerdamilAno....

Dai fatto dalla tv di Berlusconi...scusami Tricky ma questi giornalisti sono ignobili per i soldi molti si venderebbero la madre....

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Dai fatto dalla tv di Berlusconi...scusami Tricky ma questi giornalisti sono ignobili per i soldi molti si venderebbero la madre....

Tutti audio originali dal processo....

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Io ai giornalisti su queste faccende non credo per niente ma proprio per niente...lo fanno solo per interesse tipo soldi o carriera e mai attaccheranno o faranno un indagine seria su chi gli da lo stipendio...

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