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L'abbraccio della squadra e di Caja a fine partita e' la risposta migliore ai vostri commenti.

E me ne fotte tantissimo tra l'altro.

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Per chi si fosse perso lo speciale di ieri, spunti di riflessione su passato presente e futuro...

Coach inesperto, scelte errate, infortuni: l'anno peggiore nell'era del consorzio

Una classifica asfittica figlia di un mix venefico di sfortuna ed errori per una Pallacanestro Varese lontana anni luce dal sogno di riportare entusiasmo a Masnago sfruttando il richiamo di Gianmarco Pozzecco e il suo motto “divertirsi e divertire” dentro e fuori dal campo. Che al di là dell’ubriacatura collettiva post derby vittorioso del 12 ottobre, ha offerto ben poche emozioni positive nella peggiore delle 5 annate dell’era “Varese nel Cuore. Tante le cose che non sono andate per il verso giusto, e le aspettative non concretizzate rispetto alle strategie estive. A partire dalla scommessa di puntare su un coach con soli 18 mesi di “vissuto” in panchina e mai seduto su una panchina di serie A come Gianmarco Pozzecco: il capitale di entusiasmo per i tifosi e visibilità per il club garantito dalla scelta dell’ex “Mosca Atomica” per la panchina era indiscutibile. Ma alla prova dei fatti, in una spirale di sconfitte e tensioni create anche dalla sfortuna (leggi infortuni di Kangur, Diawara e Rautins; e se aver puntato su un giocatore a rischio come l’estone può essere stata una scelta rivedibile, quelli del francese e del canadese sono stati veri e propri “imponderabili”…), l’emotività preponderante di “coach Poz” ha amplificato la negatività del momento, così come era invece servita da volano durante l’estate e dopo la vittoria inugurale contro Cantù. Se c’erano dubbi sul fatto che il “Poz” fosse pronto per allenare in serie A - come avrebbe adombrato Cecco Vescovi in fase “dibattimentale” la scorsa primavera - serviva proteggere meglio l’investimento: ad esempio imponendogli un vice d’esperienza (anziché un ottimo tecnico come Ducarello, ma troppo amico del Poz per imporsi nei suoi confronti) che potesse consigliarlo e indirizzarlo. Ed assecondandolo nella richiesta di inaugurare il roster con quell’italiano “da spogliatoio” (<Ma non possiamo prendere Soragna, era il capitano di Biella e i tifosi non ce lo perdonerebbero…>) che avrebbe rappresentato la cinghia di trasmissione della sua empatia al blocco dei 7 stranieri. Poi anche “coach Poz” ci ha messo del suo, insistendo ripetutamente sui correttivi di mercato (pur fatto per metà da altri, e subendo alcuni snodi chiave come quello Maynor per Robinson senza toccare Daniel e Deane ) come unica strada per uscire dalla crisi. Ma per una società senza un “proprietario-pantalone” disposto a staccare assegni robusti in serie in caso di necessità tecniche da copire con extra-budget, la soluzione dei correttivi ripetuti non è praticabile. E in ultima istanza, salvarsi sul campo a colpi di interventi riparatori ma far “sballare” i conti a fine stagione significa aver lavorato per sé stessi, e non per il bene del club. Ora la cura Caja deve far rendere il materiale umano disponibile, auspicando che le lezioni apprese sulla propria pelle in questo difficile 2014/2015 servano per far fruttare meglio i talenti disponibili sul mercato prossimo venturo…

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Tre priorità per il restyling d'estate

Ecco i consigli strategici per ripartire

Tre priorità tre per il restyling dell’estate prossima ed evitare i problemi delle ultime stagioni? Ecco i nostri consigli strategici per tornare a far funzionare il sistema-Varese.

GM, COACH E GIOCATORI - Esattamente in quest’ordine di scelta: prima di tutto la società dovrà stabilire il “mansionario” del nuovo responsabile dell’area tecnica (manager a tutto tondo oppure legato soltanto alla scelta ed alla gestione dei giocatori?). Individuato il GM, di concerto con lui andrà scelto l’allenatore (e se Caja si guadagnasse la riconferma sul campo?) partendo dalla “filosofia” generale (giovane o vecchia? Da allenare o gestire? Solida o frizzante?) del tipo di squadra da costruire. Fissati i due paletti, manager e coach andranno a scegliere i giocatori con mano libera.

SINERGIA AREA TECNICA-STAFF TECNICO - La chiave del buon funzionamento dei primi tre anni del consorzio e la ragione dei cattivi risultati degli ultimi due: nell’estate 2013 Vescovi scelse Frates dandogli da allenare giocatori inadatti ai suoi sistemi, nel 2014 la sintonia tra Vescovi e Pozzecco è andata sempre più peggiorando tra differenze caratteriali e di filosofia del lavoro. Il prossimo GM dovrà scegliere l’allenatore e poi “sposare” le sue scelte.

ZOCCOLO DURO E ITALIANI - L’anno zero dell’estate 2014 avrà seguito anche al termine di questa stagione difficile? Buttare via il bambino con l’acqua sporca sarebbe un errore se alcuni “fidelizzati” come Kangur e Diawara (ovviamente recuperati al 100 per cento) fossero riproponibili a costi accettabili (e visto il “più 1” del contratto attuale neanche il duttile Callahan sarebbe da “rottamare” a cuor leggero). Restano comunque scelte da affidare alla filiera GM-coach, così come quella tra l’ossatura straniera e quella italiana. In attesa che il settore giovanile varesino torni a sfornare elementi da serie A, ma per questo ci vorranno almeno altri 5 anni…

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Se non ci fosse la classifica

il tempo volgerebbe al bello

Se non ci fosse la classifica…il barometro “extra-campo” della Pallacanestro Varese volge progressivamente al bel tempo, soprattutto per quanto riguarda i comparti delle sponsorizzazioni e del consorzio. Esaurita la spinta propulsiva del primo triennio di “partnership” garantite, nelle estati 2013 e 2014 si è navigato a vista sul piano economico, e le ricadute sulle scelte tecniche sono state evidenti. Ora però il rapporto con il nuovo main sponso Openjobmetis è solido a preludio di una auspicata continuità; e durante la stagione sono stati numerosi (Brother, Leroy Merlin, Nilox e un prossimo sponsor in arrivo sulle divise) i nuovi partner che hanno scelto Varese per la sua immutata attrattività nonostante i risultati negativi del campo. E poi c’è “Varese nel Cuore”, che ha trovato un gruppo di soci disposti a sacrificare anche il loro tempo per incrementare il numero dei proprietari, e di conseguenza il flusso di risorse garantite per quello che rappresenta lo “zoccolo duro” del budget. <Ed anche se dovesse accadere quello che nessuno si augura sul campo, garantiamo che il consorzio continuerà ad esistere anche in A2> affermano all’unisono il presidente Castelli e i suoi vice Fiorini e Crocella. Con tutto questo fermento economico, sarà finalmente possibile programmare il 2015/2016 con garanzie certe in termini di budget nella fase iniziale del mercato, evitando partenze tardive fino a luglio inoltrato come nelle ultime due stagioni.

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Meglio abbandonare la strada delle "bandiere"

per i ruoli chiave va evitato il facile populismo

Due bandiere gloriose ammainate in una settimana ad esaurire definitivamente il ciclo dei protagonisti dello scudetto della Stella di ritorno a Varese. Le dimissioni di Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco - rispettivamente il punto di riferimento dirigenziale degli ultimi 7 anni e il giocatore più amato di sempre dalla tifoseria - hanno praticamente azzerato l’area tecnica biancorossa: le figure di Attilio Caja e Massimo Ferraiuolo servono per uscire in fretta dall’emergenza, ma per il 2015/2016 sono vacanti posizioni che fanno comunque gola nel mondo del basket italiano, almeno a giudicare dalle molte “autopromozioni” oppure suggerimenti “spintanei” di cui il presidente Stefano Coppa è stato fatto oggetto nelle ultime settimane. Qualunque sia la scelta per i posti chiave nell’organigramma futuro, andrà però evitato il facile populismo legato al passato glorioso: in termini pratici le bandiere lasciamole sul pennone di Palazzo Estense, i criteri con cui affidare area tecnica e guida tecnica della Varese che verrà dovranno essere basati su competenze, capacità ed idee. Con questo non vuol dire no a prescindere agli ex biancorossi, ricordando quanto importante è stata l’era Recalcati 2.0 per la nascita e la crescita del consorzio nei primi due anni di “Varese nel Cuore”. Ma le ragioni di affidare le chiavi in mano a chicchessia dovranno venire dalla testa e non dal cuore; anche perché dopo due anni consecutivi nella metà bassa della classifica, non si può sbagliare un’altra volta l’indirizzo tecnico della stagione. E se i nomi di GM e coach non faranno “cassetta” per la campagna abbonamenti? Intanto l’estate 2015 si profila meno agitata sul piano economico di quella passata, dove le entrate delle tessere stagionali dovevano dare certezze in attesa del nuovo main sponsor. E poi, per riempire Masnago, le vittorie sul campo funzionano e durano più dei sogni estivi…

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Non prendere Soragna perché capitano a Biella non ha senso. Una società non può permettersi di non prendere un giocatore perché avverso al tifo (che poi seriamente, chi avrebbe contestato Soragna?)

Ho dei dubbi anche su un altro passaggio... Pozzecco aveva detto che Vescovi lo aveva chiamato già a Gennaio14 per una disponibilità per la stagione 14/15, e Poz lo aveva subito detto a Peppe ed Enzo Sindoni.

Cioè lo chiama a Gennaio14, ma lo prende nonostante non sia convinto delle sue capacità?

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Rimando 4 pagine fa all'articolo del 27 febbraio 2014....

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Non prendere Soragna perché capitano a Biella non ha senso. Una società non può permettersi di non prendere un giocatore perché avverso al tifo (che poi seriamente, chi avrebbe contestato Soragna?)

Ho dei dubbi anche su un altro passaggio... Pozzecco aveva detto che Vescovi lo aveva chiamato già a Gennaio14 per una disponibilità per la stagione 14/15, e Poz lo aveva subito detto a Peppe ed Enzo Sindoni.

Cioè lo chiama a Gennaio14, ma lo prende nonostante non sia convinto delle sue capacità?

Mi permetto rispondere :

- quella la "scusa" che pare circolò tra lo staff per non prendere Soragna..

- evidentemente il Cecco si fece convincere.

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Meglio abbandonare la strada delle "bandiere"

per i ruoli chiave va evitato il facile populismo

Qualunque sia la scelta per i posti chiave nell’organigramma futuro, andrà però evitato il facile populismo legato al passato glorioso: in termini pratici le bandiere lasciamole sul pennone di Palazzo Estense, i criteri con cui affidare area tecnica e guida tecnica della Varese che verrà dovranno essere basati su competenze, capacità ed idee.

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Meglio abbandonare la strada delle "bandiere"

per i ruoli chiave va evitato il facile populismo

Qualunque sia la scelta per i posti chiave nellorganigramma futuro, andrà però evitato il facile populismo legato al passato glorioso: in termini pratici le bandiere lasciamole sul pennone di Palazzo Estense, i criteri con cui affidare area tecnica e guida tecnica della Varese che verrà dovranno essere basati su competenze, capacità ed idee.

Speriamo. Ruoli da affidare a gente capace
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Mi permetto rispondere :

- quella la "scusa" che pare circolò tra lo staff per non prendere Soragna..

- evidentemente il Cecco si fece convincere.

Probabile. In ogni caso inizialmente la panchina era Lepri, Casella, Okoye, Callahan e Balanzoni. Credo che Soragna avesse costi superiori a Casella più Okoye, quindi difficilmente fattibile.

Ho più rimpianti per Flaccadori, che si poteva prendere e forse senza spendere per Casella era fattibile.

Oppure Cecco sapeva già che Cimberio non si impegnava come gli anni precedenti, e sapeva diverse dinamiche di sponsor e consorziate e quindi contatta già all'inizio del 2014 il Poz.

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ottimo lavoro giesse.

condivido le analisi e i suggerimenti.

e sono sicuro che non sentiró la mancanza del cecco.

se non in canotta...

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ogni persona va messa nel posto che gli compete, Se Pozzecco sa solo giocare a basket,continui a farlo

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Epperò a parte Flaccadori = 3 Casella per il costo di acquisizione del cartellino più il contratto, Casella è stato preso dopo che l'operazione Flaccadori era saltata, indiperciocchè senza spendere per Casella era fattibile = consecuzio temporum errata.

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Nonostante sulla querelle POZ/Cecco non la veda come te, mi fa piacere leggere quello che hai postato oggi con il quale sono assolutamente in sintonia.

:phone:

Posted (edited)

... Charlie vice del Poz, sarebbe stato di grandissimo effetto e avrebbe dato buoni risultati, IMHO ... ma credo proprio non sia più il momento dei se e dei ma ... quindi, guardando al futuro di questa stagione e ripensando alla partita di ieri, dico che sarebbe gran meglio non prendere proprio più nessuno nemmeno se Rautins non dovesse farcela fino a fine stagione ... siamo a un niente dalla salvezza, risparmiamo e pensiamo all'anno prossimo ...

Edited by edmundo
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Epperò a parte Flaccadori = 3 Casella per il costo di acquisizione del cartellino più il contratto, Casella è stato preso dopo che l'operazione Flaccadori era saltata, indiperciocchè senza spendere per Casella era fattibile = consecuzio temporum errata.

Ma il buyout non si poteva spalmare su più anni? Ad esempio se chiedevano 30k di buyout, non si potevano dare 12k annui per 3 anni? (Ho usato numeri casuali).

Sbaglio o Sassari per Tessitori aveva usato una formula simile?

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Che sappia io Tessitori è stato pagato di più e in meno tempo, ma in ogni ed anche ognissimo caso, posto che comunque l'investimento non era totalmente imputabile all'anno sportivo in corso, resta comunque il fatto che Casella (al minimo di stipendio) è stato ingaggiato DOPO che era saltata l'operazione Flaccadori. E che quindi non era certo risparmiando lì che ci si poteva arrivare.

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Che sappia io Tessitori è stato pagato di più e in meno tempo, ma in ogni ed anche ognissimo caso, posto che comunque l'investimento non era totalmente imputabile all'anno sportivo in corso, resta comunque il fatto che Casella (al minimo di stipendio) è stato ingaggiato DOPO che era saltata l'operazione Flaccadori. E che quindi non era certo risparmiando lì che ci si poteva arrivare.

Capito, grazie per la spiegazione.
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Peccato siano entrambi sotto contratto per il 15/16

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