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21 minuti fa, stevie dice:

Questo mi sa che firma. Dove la trova un’altra squadra che gioca in una massima serie di un buon campionato europeo che gli offra un ruolo importante? Anche nella migliore delle ipotesi, cioè che non si rompa di nuovo, ci vorranno mesi per vederlo in una forma decente 😫

Tra l’altro ho visto il video della riabilitazione “greca”, spero fossero immagini vecchie, se è ancora messo così 👋 

Effettivamente,furbi come PallVa non è facile trovarne 😁

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8 ore fa, robocop dice:

 

Io mi fido dello specialista greco che ne ha garantito la perfetta guarigione. Che sia un parente di Fidel Kastris? 😃😃

Kastritis ha telefonato allo specialista greco dicendo solo: " So dove abiti..."

  • haha 1
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13 minuti fa, Ponchiaz dice:

Forse uno dei dettagli è che un invalido civile.

Vediamo 

E noi paghiamo 150-160k di pensione di invalidità 🙃

Posted (edited)

Anche avere sempre un Robiola in squadra.

Quest’anno mi pare che il Robiolone sia Ladurner 

Edited by Ponchiaz
Posted (edited)

Tasso di nuova lesione di TA dopo RTS. Due studi hanno riportato il tasso di rottura ipsilaterale di AT in seguito al ritorno alle competizioni in atleti professionisti: in uno studio su 80 giocatori della NFL che avevano subito una rottura di AT, 12 (15%) di questi giocatori hanno avuto una successiva rottura entro 2 anni dall’intervento chirurgico, mentre nell’altro su 71 atleti che sono tornati a giocare almeno 2 anni di calcio professionistico in seguito ad un infortunio, 8 (6%) hanno subito una rottura di AT precedentemente lesionato.

I risultati di questa revisione sistematica dimostrano secondo gli autori che la rottura di AT è un infortunio potenzialmente in grado di alterare la carriera degli atleti professionisti, in quanto il 24% degli atleti non riesce a tornare a praticare sport. Sono necessari circa 11 mesi in tutti gli sport per la ripresa delle competizioni, con prestazioni in genere inferiori ai livelli precedenti all’infortunio, come si vede chiaramente nel basket, nel football e nel calcio professionistici.

La letteratura in grado di predire la probabilità e la velocità con cui questo ritorno può avvenire in sicurezza è tuttavia limitata rispetto alla popolazione generale e agli atleti professionisti, infatti nella revisione sistematica e meta-analisi del 2016 sui tassi di RTP dopo rottura di AT nella popolazione generale, Zellers aveva riferito che l’80% dei pazienti era tornato a giocare con successo, statistica degna di nota ma che deve essere interpretata in relazione ai limiti e ai pregiudizi soggettivi inerenti ai metodi utilizzati per delineare il RTP negli studi inclusi, riguardanti sia gli atleti professionisti che la popolazione generale. La ripresa dei livelli di attività prima dell’infortunio è un obiettivo comune per molti pazienti che subiscono una rottura di AT, ma mentre per gli atleti professionisti la meticolosa raccolta di dati statistici sportivi, come ad esempio la valutazione dell’efficienza del giocatore, i minuti giocati, i punti segnati o le yard guadagnate dopo il contatto, permette di effettuare un confronto oggettivo tra i livelli di prestazione prima e dopo la rottura di AT, per la popolazione generale lo scenario più probabile è una stima soggettiva senza dati oggettivi, comunque una componente importante per determinare il successo del trattamento dopo la rottura di AT.

Inoltre la durata del RTS è quasi il doppio di quella riportata per la popolazione generale descritta da Zellers: questo risultato può essere correlato alle maggiori esigenze fisiche, ai requisiti di durata e alla frequenza di attività che gli atleti professionisti devono sostenere rispetto alla popolazione generale cui non sono richieste accelerazioni e cambiamenti di direzione. Quindi non si tratta solo di tornare a praticare sport, ma di tornare al livello “élite” richiesto per giocare in una lega professionistica, ad esempio alcuni atleti della NFL, ai quali per alcuni ruoli è richiesta notevole velocità e agilità (running back, wide receivers, cornerback), hanno sperimentato una significativa riduzione di performance e di carriera dopo la rottura di AT rispetto ad altri ruoli quali linemen, ritardando così potenzialmente il ritorno in campo per le competizioni.

I risultati di questo studio secondo gli autori possono fornire agli atleti professionisti e agli staff delle società un’approssimazione riguardo le prestazioni future in seguito alla rottura di AT, ma possono anche aiutare a soddisfare le aspettative degli atleti amatoriali rispetto al loro ritorno alla pratica sportiva.

In conclusione, la rottura di AT è un infortunio devastante che non permette al 24% degli atleti professionisti di tornare alle competizioni nel proprio sport. Mentre i dati sulle tempistiche con cui un atleta infortunato può ritornare a praticare sport possono essere influenzati da fattori quali momento della stagione agonistica e tempo dell’infortunio, la letteratura esistente ha dimostrato che gli atleti che sono in grado di tornare a praticare sport professionistici richiedono 11 mesi di riabilitazione e recupero dopo questo infortunio. Tra gli atleti in grado di tornare a competere a livello professionistico, performance, durata delle prestazioni e lunghezza della carriera sono state ridotte a seguito della rottura di AT, in particolare per i giocatori di NFL, NBA e i calciatori professionisti, colpiti in modo più significativo rispetto ai giocatori della MLB. Questa revisione della letteratura permetterà agli atleti di alto livello, ai medici sportivi e ai chirurghi ortopedici di fissare obiettivi basati sull’evidenza e stabilire aspettative realistiche per il ritorno post-operatorio allo sport professionistico.

Johns W, et al. Career Outlook and Performance of Professional Athletes After Achilles Tendon Rupture: A Systematic Review. Foot Ankle Int. 2020 Nov 20:1071100720969633.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33218267/ 

Per chi ha voglia e tempo di leggere.

Nella parte non riportata si dice che dagli studi fatti su atleti Nfl Nba la percentuale di partite saltate in nba da atleti post operazione non è elevata, tenendo conto che sono 82, mentre sul rendimento è confermato un abbassamento del livello però non drastico

Edited by venti
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Giocatore solido in difesa e attaccante di primo livello, in carriera non è mai sceso sotto il 43% dal campo e il 39% da tre punti, arrivando anche a toccare i 20 punti di media nel 2019. Numeri che raccontano di un realizzatore costante, ma che si accompagnano a una parentesi di inattività: Freeman, infatti, è fermo da un anno dopo la rottura del tendine.

Per questo motivo Varese ha scelto la strada della prova fino al 30 settembre, così da permettere a coach Kastritis e allo staff di valutare condizione fisica e rendimento in pre season (che comincia venerdì 29 nella classica amichevole contro Sam Massagno a porte chiuse). In caso di conferma, per lui pronto un contratto biennale, con clausola di uscita in caso di chiamata da parte di club impegnati nelle coppe europee.

 

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22 minuti fa, venti dice:

Tasso di nuova lesione di TA dopo RTS. Due studi hanno riportato il tasso di rottura ipsilaterale di AT in seguito al ritorno alle competizioni in atleti professionisti: in uno studio su 80 giocatori della NFL che avevano subito una rottura di AT, 12 (15%) di questi giocatori hanno avuto una successiva rottura entro 2 anni dall’intervento chirurgico, mentre nell’altro su 71 atleti che sono tornati a giocare almeno 2 anni di calcio professionistico in seguito ad un infortunio, 8 (6%) hanno subito una rottura di AT precedentemente lesionato.

I risultati di questa revisione sistematica dimostrano secondo gli autori che la rottura di AT è un infortunio potenzialmente in grado di alterare la carriera degli atleti professionisti, in quanto il 24% degli atleti non riesce a tornare a praticare sport. Sono necessari circa 11 mesi in tutti gli sport per la ripresa delle competizioni, con prestazioni in genere inferiori ai livelli precedenti all’infortunio, come si vede chiaramente nel basket, nel football e nel calcio professionistici.

La letteratura in grado di predire la probabilità e la velocità con cui questo ritorno può avvenire in sicurezza è tuttavia limitata rispetto alla popolazione generale e agli atleti professionisti, infatti nella revisione sistematica e meta-analisi del 2016 sui tassi di RTP dopo rottura di AT nella popolazione generale, Zellers aveva riferito che l’80% dei pazienti era tornato a giocare con successo, statistica degna di nota ma che deve essere interpretata in relazione ai limiti e ai pregiudizi soggettivi inerenti ai metodi utilizzati per delineare il RTP negli studi inclusi, riguardanti sia gli atleti professionisti che la popolazione generale. La ripresa dei livelli di attività prima dell’infortunio è un obiettivo comune per molti pazienti che subiscono una rottura di AT, ma mentre per gli atleti professionisti la meticolosa raccolta di dati statistici sportivi, come ad esempio la valutazione dell’efficienza del giocatore, i minuti giocati, i punti segnati o le yard guadagnate dopo il contatto, permette di effettuare un confronto oggettivo tra i livelli di prestazione prima e dopo la rottura di AT, per la popolazione generale lo scenario più probabile è una stima soggettiva senza dati oggettivi, comunque una componente importante per determinare il successo del trattamento dopo la rottura di AT.

Inoltre la durata del RTS è quasi il doppio di quella riportata per la popolazione generale descritta da Zellers: questo risultato può essere correlato alle maggiori esigenze fisiche, ai requisiti di durata e alla frequenza di attività che gli atleti professionisti devono sostenere rispetto alla popolazione generale cui non sono richieste accelerazioni e cambiamenti di direzione. Quindi non si tratta solo di tornare a praticare sport, ma di tornare al livello “élite” richiesto per giocare in una lega professionistica, ad esempio alcuni atleti della NFL, ai quali per alcuni ruoli è richiesta notevole velocità e agilità (running back, wide receivers, cornerback), hanno sperimentato una significativa riduzione di performance e di carriera dopo la rottura di AT rispetto ad altri ruoli quali linemen, ritardando così potenzialmente il ritorno in campo per le competizioni.

I risultati di questo studio secondo gli autori possono fornire agli atleti professionisti e agli staff delle società un’approssimazione riguardo le prestazioni future in seguito alla rottura di AT, ma possono anche aiutare a soddisfare le aspettative degli atleti amatoriali rispetto al loro ritorno alla pratica sportiva.

In conclusione, la rottura di AT è un infortunio devastante che non permette al 24% degli atleti professionisti di tornare alle competizioni nel proprio sport. Mentre i dati sulle tempistiche con cui un atleta infortunato può ritornare a praticare sport possono essere influenzati da fattori quali momento della stagione agonistica e tempo dell’infortunio, la letteratura esistente ha dimostrato che gli atleti che sono in grado di tornare a praticare sport professionistici richiedono 11 mesi di riabilitazione e recupero dopo questo infortunio. Tra gli atleti in grado di tornare a competere a livello professionistico, performance, durata delle prestazioni e lunghezza della carriera sono state ridotte a seguito della rottura di AT, in particolare per i giocatori di NFL, NBA e i calciatori professionisti, colpiti in modo più significativo rispetto ai giocatori della MLB. Questa revisione della letteratura permetterà agli atleti di alto livello, ai medici sportivi e ai chirurghi ortopedici di fissare obiettivi basati sull’evidenza e stabilire aspettative realistiche per il ritorno post-operatorio allo sport professionistico.

Johns W, et al. Career Outlook and Performance of Professional Athletes After Achilles Tendon Rupture: A Systematic Review. Foot Ankle Int. 2020 Nov 20:1071100720969633.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33218267/ 

Per chi ha voglia e tempo di leggere.

Nella parte non riportata si dice che gli studi fatti su atleti Nfl Nba la percentuale di partite saltate in nba da atleti post operazione non è elevata, tenendo conto che sono 82, mentre sul rendimento è confermato un abbassamento del livello però non drastico

Letto questo non lo avrei preso.

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35 minuti fa, venti dice:

 

Giocatore solido in difesa e attaccante di primo livello, in carriera non è mai sceso sotto il 43% dal campo e il 39% da tre punti, arrivando anche a toccare i 20 punti di media nel 2019. Numeri che raccontano di un realizzatore costante, ma che si accompagnano a una parentesi di inattività: Freeman, infatti, è fermo da un anno dopo la rottura del tendine.

Per questo motivo Varese ha scelto la strada della prova fino al 30 settembre, così da permettere a coach Kastritis e allo staff di valutare condizione fisica e rendimento in pre season (che comincia venerdì 29 nella classica amichevole contro Sam Massagno a porte chiuse). In caso di conferma, per lui pronto un contratto biennale, con clausola di uscita in caso di chiamata da parte di club impegnati nelle coppe europee.

 

Se andasse male,al 30 settembre,cosa fanno? Chi resta di valido a quella data?

Furbi come tori.😅

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Comunque è in prova, non è che gli abbiamo sottoposto un triennale.

Non mi sembra un approccio sbagliato

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Credo che essendoci periodo di prova, se fosse a posto a livello tecnico sarebbe un vero upgrade, dipenderà dal grado di recupero. Se non fosse a posto, di guardie scartate nba ci saranno in giro non poche. Questo al netto della sua predisposizione a giocare di squadra e a non essere mangiapalloni. Ma questo vale per tutti

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12 minuti fa, robocop dice:

Se andasse male,al 30 settembre,cosa fanno? Chi resta di valido a quella data?

Furbi come tori.😅

Tipo decine? Tra tagli NBA e gente rimasta a spasso, soprattutto in quel ruolo non c'è praticamente mai carenza di alternative.

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10 minuti fa, Ponchiaz dice:

Comunque è in prova, non è che gli abbiamo sottoposto un triennale.

Non mi sembra un approccio sbagliato

Ma infatti.
Dovesse arrivare con il periodo di prova di un mese, si sta provando a fare una scommessa fisica su un giocatore altrimenti irraggiungibile con modalità che comunque ti parano le chiappe. Non ci vedo niente di sbagliato.

Può poi non piacere andare su un giocatore che arriva da un infortunio importante, questo sì. Forse le alternative non convincono. O forse si pensa che se la scommessa va bene ti ritrovi con un signor giocatore a prezzo di saldo.

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2 minuti fa, Giobbo dice:

Ma infatti.
Dovesse arrivare con il periodo di prova di un mese, si sta provando a fare una scommessa fisica su un giocatore altrimenti irraggiungibile con modalità che comunque ti parano le chiappe. Non ci vedo niente di sbagliato.

Può poi non piacere andare su un giocatore che arriva da un infortunio importante, questo sì. Forse le alternative non convincono. O forse si pensa che se la scommessa va bene ti ritrovi con un signor giocatore a prezzo di saldo.

Sono d'accordissimo.

Mi fa paura invece il riferimento alla clausola per le squadre di livello "superiore": non è che se per caso dovesse girare bene la sua agenzia si mette a cercargli un piazzamento a destra e a manca?

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11 minuti fa, Aleltj dice:

Sono d'accordissimo.

Mi fa paura invece il riferimento alla clausola per le squadre di livello "superiore": non è che se per caso dovesse girare bene la sua agenzia si mette a cercargli un piazzamento a destra e a manca?

Si vedrà,  se andasse in porto, nelle clausole: un conto è l'uscita dopo il primo anno, un altro uscita già durante il primo anno

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13 minuti fa, Aleltj dice:

Sono d'accordissimo.

Mi fa paura invece il riferimento alla clausola per le squadre di livello "superiore": non è che se per caso dovesse girare bene la sua agenzia si mette a cercargli un piazzamento a destra e a manca?

Concordo.

È una storia già vista.

Poi mi si dirà che realtà come la nostra ecc., ma il rischio dovuto all' infortunio precedente mi sembrava già una sufficiente contropartita per "altrimenti è un giocatore che non ecc.

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Per una società come la nostra, abituata a fare una squadra in estate, e un'altra squadra nel corso della stagione, non mi sembra un problema avere un giocatore in prova fino a fine settembre. 

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3 minuti fa, venti dice:

Si vedrà,  se andasse in porto, nelle clausole: un conto è l'uscita dopo il primo anno, un altro uscita già durante il primo anno

Ah certo, se fosse dopo il primo anno, ok.

Altrimenti se va di sfiga... (e non diciamolo per non tirargliela), se va di culo l'abbiamo rimesso in forma per altri.

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Il best case è quindi che lo proviamo, è fortissimo, ci fa fare in un amen i punti salvezza, va in eurolega e noi ci facciamo un sacco di soldi.   Mi piace.

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6 minuti fa, tatanka dice:

Il best case è quindi che lo proviamo, è fortissimo, ci fa fare in un amen i punti salvezza, va in eurolega e noi ci facciamo un sacco di soldi.   Mi piace.

anfatti, lo fanno per gli immobili, non capisco perchè non lo si possa fare per i quasi mobili

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Recentemente si annusano giocatori fuori portata, Hanlan Mannion, che per varie ragioni non potremmo permetterci, e alla fine si guadagna qualcosa a livello di risultati ed economico; magari fosse così anche per Freeman che se ripresosi  bene avrà offerte a giugno 2026 da eurocup. Può non piacere questo tipo di mercato ma altrimenti giocatori di quel livello da noi non so quando e se li vedremmo. Poi tutti sogniamo di essere noi da eurocup, matura sogno e realtà...

Anche l'altra strategia, quella di avere un vivaio che fornisca qualche giocatore di livello prendendoli anche da fuori, a me piace , anche di più,  nonostante i rischi delle nuove regole ncaa

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