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Sta influenza me sta ........ ad ammazzà!!!  :P

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Mamma mia che squallore......sembra le battute di biscardi al processo di lunedì

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Stai lontano da noi, o pollo infetto, o chiamo Francesco Amadori!!! :P

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ma che influenza è aviaria!!!

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Un'avi-aria che te fa sta a ..... terra :huh::D

Bella lì abbiamo sbroccato anche nella Discussione seria....

Moderatoreeeeeeeeeeeeee????????????

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Un'avi-aria che te fa sta a .....  terra  :huh:  :D

Bella lì abbiamo sbroccato anche nella Discussione seria....

Moderatoreeeeeeeeeeeeee????????????

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lupin.jpg

Inafferrabile come lupin!

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Visto che il moderatoreeeeee latita, riporto io In Tema la discussione gettando un paio di macigni provocatori e sperando di stimolare la riflessione.....

Fonti tratte da www.noreporter.org:

"Questa è la civiltà di cui ci parlano?

Cento detenuti politici, trattati come bestie, deceduti in tre anni nelle prigioni americani

LONDRA - L'organizzazione che si batte per la difesa dei diritti dell'uomo, "Human Rights First", ha denunciato che nelle prigioni gestite dagli Stati Uniti in Iraq e in Afghanistan dal 2002 ad oggi sono morti circa cento detenuti. Il dossier che documenterebbe i casi sospetti sara' diffuso in giornata. Lo ha annunciato al network britannico Bbc una portavoce dell'associazione."

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Scontro forse, ma Civiltà!

La triste agonia di una società decentrata e morente

Le vignette satiriche hanno messo il fuoco alle polveri producendo l’ avvio di quello “scontro di civiltà” che da anni gli americani stanno cercando di creare fomentando, foraggiando, coprendo e istigando ogni tipo di fondamentalismo religioso e occidentalista.

Siamo cascati in quella trappola e non sappiamo come ne usciremo, attanagliati come siamo da patologie contrastanti che vanno dal servilismo per la Superpotenza alla presunzione di una nostra superiorità oggettiva di modello di sviluppo a un complesso di colpa nei confronti degli altri.

Così, mentre ci dibattiamo come farfalle ferite, in preda alla nostra decadenza e ci avviamo a triste destino sussurriamo e ripetiamo quella parola “Civiltà” che ci rassicura.

Scusate, ma vi siete guardati attorno? Di quale civiltà si sta cianciando? Difendiamo il passato? Ma chi è all’altezza del suo passato? Credete davvero che inventandoci un nemico saremo capaci di risorgere? O non dovremmo invece rignererarci innanzitutto, cacciando nella pattumiera ipocriti, zeloti, farisei, nuovi teologi di ogni colore e setta e ritornare a Roma? Quella Antica ovviamente

Noreporter.org

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sai il problema peggiore qual'è a mio avviso che siamo dentro in pieno ad una guerra tra civiltà ma tutti i politicanti fanno finta di niente e dicono che va bene che è ok....

non è a posto un cazzo e illudere la gente che con le parole si possa mettere a posto tutto è una cavolata....

....per ora nessuno se ne preoccupa perchè finchè le manifestazioni avvengono là...non ci toccano direttamente...ma per quanto tempo non ci interesserà?

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Articolo apparso sul Corriere della Sera di oggi..... Commenti?!

Sei porti Usa agli Emiri, bufera su Bush

Il Congresso contesta la cessione a una società araba: l'amministrazione Bush comprometta la sicurezza nazionale. La compagnia è controllata direttamente dal governo degli Emirati Arabi Uniti, il Paese da cui provennero due degli autori della strage delle Torri Gemelle del 2001, e che fu accusato di finanziare il terrorismo. Il presidente: vado avanti

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

WASHINGTON — Sinora il Congresso, che è in mano ai repubblicani, aveva perdonato a George W. Bush tutti gli scandali della guerra globale al terrorismo: Guantanamo, le torture ai prigionieri, le carceri, i voli segreti della Cia, le intercettazioni telefoniche, e via di seguito. Ma non sembra disposto a perdonargli di avere autorizzato il passaggio del controllo delle operazioni dei sei massimi porti americani dell'Atlantico e del Golfo Messico da una società britannica a una degli Emirati Arabi Uniti.

La cessione alla Dubai Ports World dei servizi portuali di New York, New Jersey, Philadelphia, Baltimora, New Orleans e Miami, resa pubblica nel weekend, da finalizzarsi il 2 marzo, ha suscitato la prima sollevazione bipartisan della storia del bushismo. I capipopolo sono i repubblicani: il leader del Senato Bill Frist, bushiano di ferro, il leader della Commissione della sicurezza nazionale della Camera Peter King, e due governatori, George Pataki di New York e Robert Ehrlich del Maryland. Frist ha chiesto al presidente di sospendere la vendita, ammonendo che se non lo farà presenterà una legge per rinviarla.

Pataki e Ehrlich hanno minacciato di bloccare comunque la cessione se il presidente non revocherà il suo placet. E King e alcuni colleghi si sono alleati a due senatori democratici, la ex first lady Hillary Clinton e Robert Menendez, per varare una legge contro qualsiasi cessione di operazioni portuali e aeroportuali a società o Paesi stranieri.

Ma il presidente George Bush, ieri sera, dal Colorado ha risposto picche: «La transazione andrà avanti — ha detto — e se ci sarà una legge per fermarla porrò il veto».

Alla base della rivolta c'è la convinzione che affidando alla Dubai Ports World la gestione dei sei porti, da quello per le crociere di Manhattan a New York a quello per i container di Newark nel New Jersey, l'amministrazione Bush comprometta la sicurezza nazionale. La compagnia è controllata direttamente dal governo degli Emirati Arabi Uniti, il Paese da cui provennero due degli autori della strage delle Torri Gemelle del 2001, e che fu accusato di finanziare il terrorismo. :rolleyes:

«Il contratto — ha protestato King — la lascia libera di assumere chi voglia. Chi ci garantisce che non verrà infiltrata da Al Qaeda?». Ha aggiunto un altro repubblicano, il senatore Lindsey Graham della Commissione all'intelligence: «È uno sbaglio che ci espone a gravi rischi».

Nel tentativo di placare l'insurrezione bipartisan, Alberto Gonzales, il ministro della Giustizia, e Michael Chertoff, il ministro della Sicurezza nazionale, hanno ieri promesso che i porti rimarranno protetti. «Continueranno a presidiarli la Guardia costiera e la dogana» ha affermato il primo. «Le operazioni della Dubai Ports World verranno sottoposte ad assidui controlli», ha evidenziato il secondo.

«E gli Emirati godono della nostra fiducia». Il Congresso, però, è rimasto fermo: vuole sapere se dietro la vendita si nascondano interessi petroliferi o indebite influenze di dirigenti americani della Dubai Ports World sull'amministrazione, dato che uno di loro, David Sanborn, è ora al Ministero dei Trasporti a Washington. (Ah però, alla faccia del conflitto di interessi che esiste "solo" in Italia e non nelle Nazioni civili ed evloute...............)

Forse, se il Congresso non fosse in campagna elettorale — le elezioni parlamentari si terranno a novembre — solo i democratici attaccherebbero il presidente. Ma lo scandalo ha indignato buona parte degli americani, e i repubblicani temono ripercussioni alle urne. Mentre Frist ha lasciato la porta aperta a un compromesso, Pataki e compagni si sono dichiarati «profondamente preoccupati» e hanno assicurato che ricorreranno a ogni mezzo legale possibile perché i servizi dei sei porti siano assegnati a società Usa. Secondo Karen Hughes, la maga dell'immagine di Bush, «tutto sarà chiarito dalle testimonianze al Congresso» degli interessati. Ma non sarà facile per il presidente ritenuto dall'America il nume tutelare nell'era del terrorismo, ma in calo nei sondaggi, rimediare all'inatteso passo falso politico.

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sai il problema peggiore qual'è a mio avviso che siamo dentro in pieno ad una guerra tra civiltà ma tutti i politicanti fanno finta di niente e dicono che va bene che è ok....

non è a posto un cazzo e illudere la gente che con le parole si possa mettere a posto tutto è una cavolata....

....per ora nessuno se ne preoccupa perchè finchè le manifestazioni avvengono là...non ci toccano direttamente...ma per quanto tempo non ci interesserà?

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Tuig, io penso che il problema sia proprio nei politicanti che invece soffiano volutamente su questo fantomatico scontro di civilità e ci fanno fessi come vogliono.......... vedi articolo sopra.... prima li combattono, stilano una lista di Stati Canaglia e poi ci fanno gli affari???

Io la loro guerra, il loro scontro di civiltà non lo "combatto", non per simpatia verso i musulmani, ma per antipatia verso i "buoni".......... che poi per me tanto buoni non lo sono.............

Nè con i cowboy, nè con gli indiani!

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Beh, circa le connivenze tra amministrazione Usa e "stati canaglia", la documentazione già a suo tempo fornita nei libri di M. Moore - senza per forza di cose condividerne le conclusioni politiche - era già altamente illuminante. L'articolo del Corriere non fa che confermare quanto purtroppo già si sa (o si dovrebbe sapere) ma che non si dice (e si dovrebbe dire, anzi, urlare).

E noi che crediamo ancora che siano i politici a governare le nazioni...

Posted (edited)

x colpa del lavoro non son riuscita a seguire in tempo reale qs bella discussione, ma ho letto tutti i vs interventi e provo a dirvi la mia in generale.

Discorso Calderoli: iniziativa deprecabile da parte di un esponente del Governo, ma Alleluja Alleluja qualcuno non ha ancora il cervello intorpidito!

Ci stiamo piegando a 90° gradi x cercare di "contenere" una polveriera che prima o poi scoppierà, innanzitutto xchè VUOLE scoppiare.

Non vedo dietrologie e servizi segreti americani dietro a questa esplosione fanatica, ma solo la suppponenza e la superbia di questi popoli che ritengono di essere i portatori unici della Verità.

Non possiamo permetterci neppure di alzare la voce, xchè la loro reazione è sempre 10 volte + forte della nostra:

vignetta------violenza

maglietta------morti

stiamo davvero parlando di 2 pesi e 2 misure...

Sono stanca di questa gente, mi irrita vederli inneggiare come degli invasati, li detesto quando occupano il marciapiede di viale Jenner, quando ocpano il Duomo di Treviso, quando impongono a scuola di via Quaranta.

questa è prepotenza e arroganza, e io sono stufa di essere accogliente e tollerante con chi vive nel mio paese ma fa di tutto x oltraggiarlo e non ne rispetta le regole.

E' ora di far sentire la nostra voce, ma finchè non saremo compatti su questo fronte permetteremo a qs gente di prendere piede e fra 20 anni ci sarà da piangere.

E dovremo dire grazie ai nostri politici ... (Calderoli escluso)

Edited by Long Leg
Posted

E' ora di far sentire la nostra voce, ma finchè non saremo compatti su questo fronte permetteremo a qs gente di prendere piede e fra 20 anni ci sarà da piangere.

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20 anni è un tempo talmente lungo con i ritmi di vita odierni che onestamente non riesco nemmeno ad immaginarlo .

A me fanno assai più paura i prossimi 12 mesi .

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L'OCCIDENTE E IL SUO CREDO LAICO

DI MASSIMO FINI

Nel febbraio del 1989 mi trovavo a Teheran quando Khomeini lanciò la fatwa di morte contro lo scrittore Salman Rushdie, autore di un libro, "I versetti satanici", che, a suo dire, offendeva Maometto, il Corano e l'Islam. In città ci furono effettivamente delle imponenti manifestazioni contro Rushdie, ma chi era presente poteva facilmente rendersi conto che erano organizzate dal regime. La guerra con l'Iraq era finita da un anno, la bella esaltazione della trance agonistica era ormai un ricordo, la tensione ideologica, a dieci anni dalla Rivoluzione che aveva rovesciato lo Scià, si era affievolita, serpeggiava un po' di stanchezza e gli ayatollah avevano pensato di riaccendere il fuoco con quella faccenda, abbastanza grottesca, di Rushdie.

Ma se si grattava un poco sotto la superficie si capiva che la popolazione iraniana, pur essendo, nella sua stragrande maggioranza, khomeinista, era piuttosto scettica su quell'affare della "fatwa" che considerava una mattana o comunque un eccesso di intransigenza del vecchio ayatollah, un segno di senilità. E in ogni caso, benchè Khomeini, intellettuale di grande spessore, godesse di un enorme prestigio nel mondo islamico, le popolazioni degli altri Paesi musulmani rimasero assolutamente tranquille, non ci furono manifestazioni contro Rushdie nè, tantomeno, contro l'Occidente.

Come mai oggi semplici vignette, che in quanto a blasfemia son niente rispetto ai contenuti de "I versetti satanici", eccitano la furia di tutte le folle musulmane, dal Pakistan all'Idonesia all'Afghanistan alla Nigeria alla Libia alla Giordania? Cos'è cambiato da allora?

Quelle vignette non avrebbero provocato alcun sussulto fra la gente islamica se non fossero state precedute da alcuni fatti ben più concreti e importanti di quattro segni sulla carta. Nel 2001/2002 gli americani, col pretesto di prendere un uomo che non hanno preso, Bin Laden, hanno attaccato e bombardato l'Afghanistan, spazzato via un governo che godeva dell'appoggio della stragrande maggioranza della popolazione e messo al suo posto un loro Quisling, Hamid Karzai. Sono passati cinque anni, Bin Laden non è stato trovato, ma gli americani, insieme a truppe di altri Paesi occidentali, occupano tuttora l'Afghanistan e stanno cercando di omologare a tappe forzate quella popolazione, che ha storia, tradizioni, costumi, vissuti completamente diversi dai nostri, alla "way of life" dell'Occidente.

Nel 2003, con motivazioni che si sono rivelate del tutto pretestuose, gli angloamericani e altri Paesi occidentali hanno aggredito l'Iraq e tuttora lo occupano con un grande dispiegamento di forze militari. La motivazione ufficiale di questo atto di aggressione è diventata ora che i popoli del Medio Oriente, cominciando dall'Iraq ma per proseguire poi in tutto il resto dell'area, devono adottare la democrazia rappresentativa, cioè i nostri valori.

È già un anno che l'Iran viene minacciato, dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali, di sanzioni economiche, di rappresaglie militari e addirittura atomiche se proseguirà nel suo programma di dotarsi del nucleare civile che potrebbe portare ipoteticamente questo Paese a costruirsi, nel giro di sei, sette anni, l'atomica. E questo nonostante l'Iran avesse accettato fino ad ieri - fino a che non è stato deferito al Consiglio di Sicurezza dell'Onu dove siedono cinque Paesi con enormi arsenali atomici - le ispezioni dell'Aiea, l'Agenzia dell'Onu per il controllo dell'uso dell'energia nucleare. Fa una certa impressione, anche a chi non è musulmano, vedere in tv il presidente francese Chirac dare lezioni di morale nucleare all'Iran, stando seduto su un arsenale atomico.

Ma c'è anche dell'altro e forse di ancor più irritante che esaspera le genti musulmane; da anni tutti i media occidentali, pressoché all'unisono, stanno conducendo una pressante campagna ideologica perché l'Islam cambi se stesso, perché adotti i nostri valori, perché la condizione della donna musulmana si omologhi a quella della donna occidentale. Nello stesso rapporto che il presidente George W. Bush ha inviato al Congresso nel settembre del 2002 - quello in cui teorizzava la "guerra preventiva" - si prometteva "una battaglia di idee e di valori anche per il futuro del mondo islamico". Cioè poi non ci accontentiamo più di conquistare territori - come faceva al colonialismo classico - vogliamo convertire gli altri, tutti gli altri, ai nostri valori e al nostro credo, che non è affatto quello cristiano, perché poco di cristiano e tantomeno di sacro rimane in Occidente, è il credo laico enunciato da Bush in quello stesso rapporto: "C'è un solo modello sostenibile: la libertà, la democrazia, la libera intrapresa".

Siamo quindi di fronte a due fondamentalismi e integralismi speculari: quello laico dell'Occidente e quello religioso dell'Islam. Però con una differenza sostanziale. Nessuno nel mondo musulmano, nemmeno Bin Laden, o chi per lui, nemmeno Atta, nemmeno Al Zarkawi ha mai pensato di portare le leggi e i valori dell'Islam in Occidente. Costoro, e anche quelli più moderati di loro, vogliono solo ribadire la validità dei valori islamici all'interno del proprio mondo e della propria cultura. Noi invece pretendiamo di sostituire i loro valori con i nostri.

È questa protervia, militare e ideologica, dell'Occidente che fa sì che delle vignette da quattro soldi attizzino un incendio le cui ceneri covavano da tempo. L'odio antioccidentale non è esploso di colpo, perché improvvisamente le folle islamiche hanno deciso di darsi Al Male per lottare contro il bene che noi crediamo, spesso in buona fede - ma questo è ancor più pericoloso - di rappresentare.

Massimo Fini

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L'OCCIDENTE E IL SUO CREDO LAICO

DI MASSIMO FINI

Nel febbraio del 1989 mi trovavo a Teheran quando Khomeini lanciò la fatwa di morte contro lo scrittore Salman Rushdie, autore di un libro, "I versetti satanici", che, a suo dire, offendeva Maometto, il Corano e l'Islam. In città ci furono effettivamente delle imponenti manifestazioni contro Rushdie, ma chi era presente poteva facilmente rendersi conto che erano organizzate dal regime. La guerra con l'Iraq era finita da un anno, la bella esaltazione della trance agonistica era ormai un ricordo, la tensione ideologica, a dieci anni dalla Rivoluzione che aveva rovesciato lo Scià, si era affievolita, serpeggiava un po' di stanchezza e gli ayatollah avevano pensato di riaccendere il fuoco con quella faccenda, abbastanza grottesca, di Rushdie.

Ma se si grattava un poco sotto la superficie si capiva che la popolazione iraniana, pur essendo, nella sua stragrande maggioranza, khomeinista, era piuttosto scettica su quell'affare della "fatwa" che considerava una mattana o comunque un eccesso di intransigenza del vecchio ayatollah, un segno di senilità. E in ogni caso, benchè Khomeini, intellettuale di grande spessore, godesse di un enorme prestigio nel mondo islamico, le popolazioni degli altri Paesi musulmani rimasero assolutamente tranquille, non ci furono manifestazioni contro Rushdie nè, tantomeno, contro l'Occidente.

Come mai oggi semplici vignette, che in quanto a blasfemia son niente rispetto ai contenuti de "I versetti satanici", eccitano la furia di tutte le folle musulmane, dal Pakistan all'Idonesia all'Afghanistan alla Nigeria alla Libia alla Giordania? Cos'è cambiato da allora?

Quelle vignette non avrebbero provocato alcun sussulto fra la gente islamica se non fossero state precedute da alcuni fatti ben più concreti e importanti di quattro segni sulla carta. Nel 2001/2002 gli americani, col pretesto di prendere un uomo che non hanno preso, Bin Laden, hanno attaccato e bombardato l'Afghanistan, spazzato via un governo che godeva dell'appoggio della stragrande maggioranza della popolazione e messo al suo posto un loro Quisling, Hamid Karzai. Sono passati cinque anni, Bin Laden non è stato trovato, ma gli americani, insieme a truppe di altri Paesi occidentali, occupano tuttora l'Afghanistan e stanno cercando di omologare a tappe forzate quella popolazione, che ha storia, tradizioni, costumi, vissuti completamente diversi dai nostri, alla "way of life" dell'Occidente.

Nel 2003, con motivazioni che si sono rivelate del tutto pretestuose, gli angloamericani e altri Paesi occidentali hanno aggredito l'Iraq e tuttora lo occupano con un grande dispiegamento di forze militari. La motivazione ufficiale di questo atto di aggressione è diventata ora che i popoli del Medio Oriente, cominciando dall'Iraq ma per proseguire poi in tutto il resto dell'area, devono adottare la democrazia rappresentativa, cioè i nostri valori.

È già un anno che l'Iran viene minacciato, dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali, di sanzioni economiche, di rappresaglie militari e addirittura atomiche se proseguirà nel suo programma di dotarsi del nucleare civile che potrebbe portare ipoteticamente questo Paese a costruirsi, nel giro di sei, sette anni, l'atomica. E questo nonostante l'Iran avesse accettato fino ad ieri - fino a che non è stato deferito al Consiglio di Sicurezza dell'Onu dove siedono cinque Paesi con enormi arsenali atomici - le ispezioni dell'Aiea, l'Agenzia dell'Onu per il controllo dell'uso dell'energia nucleare. Fa una certa impressione, anche a chi non è musulmano, vedere in tv il presidente francese Chirac dare lezioni di morale nucleare all'Iran, stando seduto su un arsenale atomico.

Ma c'è anche dell'altro e forse di ancor più irritante che esaspera le genti musulmane; da anni tutti i media occidentali, pressoché all'unisono, stanno conducendo una pressante campagna ideologica perché l'Islam cambi se stesso, perché adotti i nostri valori, perché la condizione della donna musulmana si omologhi a quella della donna occidentale. Nello stesso rapporto che il presidente George W. Bush ha inviato al Congresso nel settembre del 2002 - quello in cui teorizzava la "guerra preventiva" - si prometteva "una battaglia di idee e di valori anche per il futuro del mondo islamico". Cioè poi non ci accontentiamo più di conquistare territori - come faceva al colonialismo classico - vogliamo convertire gli altri, tutti gli altri, ai nostri valori e al nostro credo, che non è affatto quello cristiano, perché poco di cristiano e tantomeno di sacro rimane in Occidente, è il credo laico enunciato da Bush in quello stesso rapporto: "C'è un solo modello sostenibile: la libertà, la democrazia, la libera intrapresa".

Siamo quindi di fronte a due fondamentalismi e integralismi speculari: quello laico dell'Occidente e quello religioso dell'Islam. Però con una differenza sostanziale. Nessuno nel mondo musulmano, nemmeno Bin Laden, o chi per lui, nemmeno Atta, nemmeno Al Zarkawi ha mai pensato di portare le leggi e i valori dell'Islam in Occidente. Costoro, e anche quelli più moderati di loro, vogliono solo ribadire la validità dei valori islamici all'interno del proprio mondo e della propria cultura. Noi invece pretendiamo di sostituire i loro valori con i nostri.

È questa protervia, militare e ideologica, dell'Occidente che fa sì che delle vignette da quattro soldi attizzino un incendio le cui ceneri covavano da tempo. L'odio antioccidentale non è esploso di colpo, perché improvvisamente le folle islamiche hanno deciso di darsi Al Male per lottare contro il bene che noi crediamo, spesso in buona fede - ma questo è ancor più pericoloso - di rappresentare.

Massimo Fini

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L'OCCIDENTE E IL SUO CREDO LAICO

DI MASSIMO FINI

Nel febbraio del 1989 mi trovavo a Teheran quando Khomeini lanciò la fatwa di morte contro lo scrittore Salman Rushdie, autore di un libro, "I versetti satanici", che, a suo dire, offendeva Maometto, il Corano e l'Islam. In città ci furono effettivamente delle imponenti manifestazioni contro Rushdie, ma chi era presente poteva facilmente rendersi conto che erano organizzate dal regime. La guerra con l'Iraq era finita da un anno, la bella esaltazione della trance agonistica era ormai un ricordo, la tensione ideologica, a dieci anni dalla Rivoluzione che aveva rovesciato lo Scià, si era affievolita, serpeggiava un po' di stanchezza e gli ayatollah avevano pensato di riaccendere il fuoco con quella faccenda, abbastanza grottesca, di Rushdie.

Ma se si grattava un poco sotto la superficie si capiva che la popolazione iraniana, pur essendo, nella sua stragrande maggioranza, khomeinista, era piuttosto scettica su quell'affare della "fatwa" che considerava una mattana o comunque un eccesso di intransigenza del vecchio ayatollah, un segno di senilità. E in ogni caso, benchè Khomeini, intellettuale di grande spessore, godesse di un enorme prestigio nel mondo islamico, le popolazioni degli altri Paesi musulmani rimasero assolutamente tranquille, non ci furono manifestazioni contro Rushdie nè, tantomeno, contro l'Occidente.

Come mai oggi semplici vignette, che in quanto a blasfemia son niente rispetto ai contenuti de "I versetti satanici", eccitano la furia di tutte le folle musulmane, dal Pakistan all'Idonesia all'Afghanistan alla Nigeria alla Libia alla Giordania? Cos'è cambiato da allora?

Quelle vignette non avrebbero provocato alcun sussulto fra la gente islamica se non fossero state precedute da alcuni fatti ben più concreti e importanti di quattro segni sulla carta. Nel 2001/2002 gli americani, col pretesto di prendere un uomo che non hanno preso, Bin Laden, hanno attaccato e bombardato l'Afghanistan, spazzato via un governo che godeva dell'appoggio della stragrande maggioranza della popolazione e messo al suo posto un loro Quisling, Hamid Karzai. Sono passati cinque anni, Bin Laden non è stato trovato, ma gli americani, insieme a truppe di altri Paesi occidentali, occupano tuttora l'Afghanistan e stanno cercando di omologare a tappe forzate quella popolazione, che ha storia, tradizioni, costumi, vissuti completamente diversi dai nostri, alla "way of life" dell'Occidente.

Nel 2003, con motivazioni che si sono rivelate del tutto pretestuose, gli angloamericani e altri Paesi occidentali hanno aggredito l'Iraq e tuttora lo occupano con un grande dispiegamento di forze militari. La motivazione ufficiale di questo atto di aggressione è diventata ora che i popoli del Medio Oriente, cominciando dall'Iraq ma per proseguire poi in tutto il resto dell'area, devono adottare la democrazia rappresentativa, cioè i nostri valori.

È già un anno che l'Iran viene minacciato, dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali, di sanzioni economiche, di rappresaglie militari e addirittura atomiche se proseguirà nel suo programma di dotarsi del nucleare civile che potrebbe portare ipoteticamente questo Paese a costruirsi, nel giro di sei, sette anni, l'atomica. E questo nonostante l'Iran avesse accettato fino ad ieri - fino a che non è stato deferito al Consiglio di Sicurezza dell'Onu dove siedono cinque Paesi con enormi arsenali atomici - le ispezioni dell'Aiea, l'Agenzia dell'Onu per il controllo dell'uso dell'energia nucleare. Fa una certa impressione, anche a chi non è musulmano, vedere in tv il presidente francese Chirac dare lezioni di morale nucleare all'Iran, stando seduto su un arsenale atomico.

Ma c'è anche dell'altro e forse di ancor più irritante che esaspera le genti musulmane; da anni tutti i media occidentali, pressoché all'unisono, stanno conducendo una pressante campagna ideologica perché l'Islam cambi se stesso, perché adotti i nostri valori, perché la condizione della donna musulmana si omologhi a quella della donna occidentale. Nello stesso rapporto che il presidente George W. Bush ha inviato al Congresso nel settembre del 2002 - quello in cui teorizzava la "guerra preventiva" - si prometteva "una battaglia di idee e di valori anche per il futuro del mondo islamico". Cioè poi non ci accontentiamo più di conquistare territori - come faceva al colonialismo classico - vogliamo convertire gli altri, tutti gli altri, ai nostri valori e al nostro credo, che non è affatto quello cristiano, perché poco di cristiano e tantomeno di sacro rimane in Occidente, è il credo laico enunciato da Bush in quello stesso rapporto: "C'è un solo modello sostenibile: la libertà, la democrazia, la libera intrapresa".

Siamo quindi di fronte a due fondamentalismi e integralismi speculari: quello laico dell'Occidente e quello religioso dell'Islam. Però con una differenza sostanziale. Nessuno nel mondo musulmano, nemmeno Bin Laden, o chi per lui, nemmeno Atta, nemmeno Al Zarkawi ha mai pensato di portare le leggi e i valori dell'Islam in Occidente. Costoro, e anche quelli più moderati di loro, vogliono solo ribadire la validità dei valori islamici all'interno del proprio mondo e della propria cultura. Noi invece pretendiamo di sostituire i loro valori con i nostri.

È questa protervia, militare e ideologica, dell'Occidente che fa sì che delle vignette da quattro soldi attizzino un incendio le cui ceneri covavano da tempo. L'odio antioccidentale non è esploso di colpo, perché improvvisamente le folle islamiche hanno deciso di darsi Al Male per lottare contro il bene che noi crediamo, spesso in buona fede - ma questo è ancor più pericoloso - di rappresentare.

Massimo Fini

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.....

Però con una differenza sostanziale. Nessuno nel mondo musulmano, nemmeno Bin Laden, o chi per lui, nemmeno Atta, nemmeno Al Zarkawi ha mai pensato di portare le leggi e i valori dell'Islam in Occidente.

....

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See..... magara!!!!!!!!!!!!!!!!!

Posted
E' tre ore che cerco di scrivere la stessa cosa.  :lol:

Per il resto sono d'accordo.

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Mi pare che di esempi a proposito dei nostri tentativi di "esportare" modelli di democrazia occidentale ce ne siano abbastanza, volete farmi per favore qualche esempio contrario? Com'è che il vecchio barbuto che si sposta da grotta e grotta su un mulo starebbe orchestrando l'opera di conversione? Sarà perchè vivo sulla luna che nessuno ha neanche mai lontanamente fatto un minimo accenno al fatto che mia sorella dovrebbe indossare un burka?

Posted
...nessuno ha neanche mai lontanamente fatto un minimo accenno al fatto che mia sorella dovrebbe indossare un burka?

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però scusa se per una vignetta ti incendiano le chiese e uccidono preti non ti sembra un modo barbaro NON di CONVERSIONE, ma un tentativo di ASSOGGETTAMENTO!

Poi qui nessuno sia chiaro va a difendere la guerra di quel pirla americano che nasconde il petrolio dietro la democrazia!

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Mi pare che di esempi a proposito dei nostri tentativi di "esportare" modelli di democrazia occidentale ce ne siano abbastanza, volete farmi per favore qualche esempio contrario? Com'è che il vecchio barbuto che si sposta da grotta e grotta su un mulo starebbe orchestrando l'opera di conversione? Sarà perchè vivo sulla luna che nessuno ha neanche mai lontanamente fatto un minimo accenno al fatto che mia sorella dovrebbe indossare un burka?

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IL fatto che non vi sia un leader mussulmano che dica apertamente che l'obiettivo è quello di islamizzare il mondo è dovuto principalmente al fatto che non esiste un leader mussulmano.

Fra i vari gruppi islamici vi sono state dichiarazioni sul fatto che Israele deve essere distrutto e lì ristabilita la legge islamica.

I soliti noti rappresentanti di non si sa chi hanno più volte chiesto di togliere i crocefissi dai luoghi pubblici ma di consentire l'uso del burka (o burqa ?) nei medesimi luoghi.

Pur essendo fuori legge si vuole che la macellazione con rito islamico sia consentita (e lo è)

L'islamizzazione non avviene in modo dichiarato ma è spesso indiretta; ad esempio in caso di matrimonio misto viene richiesto alla donna di convertirsi e i figli saranno educati all'islam.

Lo so che puoi rispondermi che non sono cose fatte con la violenza (Hamas e spesso anche i matrimoni a parte ) ma per me hanno un effeto anche maggiore e comunque nascono dall'idea di islamizzare gli altri.

A questo aggiungi le dichiarazioni sul fatto che ci sarà pace solo quando Roma e Bisanzio saranno convertite.

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