ROOSTERS99 Posted October 19, 2006 Author Posted October 19, 2006 (edited) Ragazzi, insomma vediamo di non litigare. Lo so, lo ammetto sono estremamente frustrato di questi tempi anzi lo sono a tal punto da essere definito "Sfrustrato"...capito come: qui in Cina le nuove parole manco mi arrivano...manco piú l'italiano riesco a tenere aggiornato. Spero veramente di tornare presto. Oltretutto qui, le tasse le pagano tutti...altrimenti un bel colpo alla nuca e via...sto dibattito con chi lo faccio? Stasera infatti vado ad una bella castagnata offerta dall'ordine degli imbianchini in onore dei manager riempiti di vuote nozioni di marketing. A domani. Yao Pon Ciao Yao Pon..trascorri una bella serata !! Dai che il tempo vola.........in Italia !! Buona notte !! Edited October 19, 2006 by ROOSTERS99
spiff Posted October 19, 2006 Posted October 19, 2006 Ma di quale principio stai parlando ??? Se lo stato mi chiede una tassa ingiustamente ( nel mio caso Irap), io devo pagarla per "principio" o posso rifuitarmi di farlo chiedendo che gli organi competenti giudichino se è lecito o no che io paghi ?? Un conto è non pagare (o chiedere il rimborso) per una tassa che non andava applicata. Ma avendo tu scritto E poi lo dico anche io : non è sbagliato non pagare tasse se esse sono troppo elevate o ingiuste. l'ho intesa come un'affermazione di principio. Di qui il mio "pistolotto".
spiff Posted October 19, 2006 Posted October 19, 2006 Ragazzi, insomma vediamo di non litigare. Lo so, lo ammetto sono estremamente frustrato di questi tempi anzi lo sono a tal punto da essere definito "Sfrustrato"...capito come: qui in Cina le nuove parole manco mi arrivano...manco piú l'italiano riesco a tenere aggiornato. Spero veramente di tornare presto. Oltretutto qui, le tasse le pagano tutti...altrimenti un bel colpo alla nuca e via...sto dibattito con chi lo faccio? Stasera infatti vado ad una bella castagnata offerta dall'ordine degli imbianchini in onore dei manager riempiti di vuote nozioni di marketing. A domani. Yao Pon Ciao Yao!! E stai tranquillo: qui non si litiga, si dibatte animatamente!
ROOSTERS99 Posted October 19, 2006 Author Posted October 19, 2006 Un conto è non pagare (o chiedere il rimborso) per una tassa che non andava applicata. Ma avendo tu scritto l'ho intesa come un'affermazione di principio. Di qui il mio "pistolotto". Se un giorno lo stato mi chiederà il 30% del mio utile da versare all' INPS, cioè buttarlo nel cesso, mi rifiuterò di pagarlo. Punto . E già al 23.............
Virgus Posted October 19, 2006 Posted October 19, 2006 Ecchecacchio , mi perdo tutte le discussioni divertenti ! Grazie Tatanka !
Virgus Posted October 19, 2006 Posted October 19, 2006 cmq , in risposta un po' a tutti . Da LA STAMPA del 11/10/2006 FINANZIARIA IL GRUPPO CRS, 300 DIPENDENTI E 52 MILIONI DI FATTURATO: «NOI SIAMO COMPETITIVI, ECCOME. L’ITALIA NON LO È PIÙ: A QUESTE CONDIZIONI CRESCERE DIVENTA IMPOSSIBILE» «E noi andiamo a fare i rubinetti in Svizzera» «Qui troppe tasse, là pubblicizzano le esenzioni» inviato a GOZZANO (Novara) Cinquantadue milioni di fatturato nel 2005, trecento dipendenti, due stabilimenti che sfornano tremilacinquecento rubinetti al giorno, il 60% della produzione venduto all’estero. È il Gruppo Crs, ovvero la media impresa italiana che prospera in provincia - a Gozzano, nel Novarese, a pochi chilometri dal lago d’Orta -: lontana dai riflettori affronta la sfida dei tempi che cambiano, riesce a crescere e resta competitiva. Però: «Quasi quasi delocalizzo. I paesi dell’est, la Cina? Non ci interessa: i nostri standard qualitativi non lo permettono». Piuttosto la Svizzera. Dietro ogni azienda c’è un gruppo di uomini, qui sono due. Riccardo Cristina, studi da architetto, aria decisa, aspetto elegante, maniche rigorosamente tirate su, precisa: «Guido il gruppo con mio fratello Alberto. È lui il più anziano, il capofamiglia». Cristina si racconta tra lo schivo e il compiaciuto, e non potrebbe essere altrimenti in questo angolo di Piemonte dove «ci sentiamo più lombardi che piemontesi, ma non milanesi né varesini. Insomma, facciamo storia a parte». Veniamo al sodo: «La nostra azienda è competitiva, eccome. Non è più facile come negli anni Cinquanta, quando nostro padre Ezio acquistò le prime macchine per lavorare le fusioni in bronzo, ma resistiamo. Abbiamo ereditato una società con 11 dipendenti, oggi siamo a trecento. Abbiamo superato la crisi degli anni Ottanta. Però a questo punto è l’Italia che non tiene il passo: dal nostro punto di vista non è competitiva per niente». Siamo d’autunno, la Finanziaria è in agguato, la Corte di Giustizia europea ha confermato la legittimità dell’Irap. Cristina riflette ad alta voce, a metà tra il sorriso e il sospiro: «Abbiamo ereditato tutto da nostro padre, contiamo di lasciare tutto alla prossima generazione: mia nipote già lavora con noi, i miei figli entreranno presto. Il gruppo non ha mai chiesto sovvenzioni né sconti allo Stato, mai abbiamo pagato lo stipendio un giorno in ritardo. In compenso tra tasse balzelli e gabelle, la situazione peggiora di anno in anno: picchiano duro e sempre sulle stesse teste». E, ciò che spaventa più di ogni altra cosa a chi fa impresa, «picchiano a sorpresa. Le imprese devono investire sul lungo periodo. Chi se la sente?». Ed ecco saltar fuori l’ipotesi svizzera: «Vorremmo costruire un nuovo capannone per ampliare la produzione, abbiamo perfino il terreno adatto qui nelle vicinanze. Ebbene: fatti due conti, abbiamo capito che in Italia ci vogliono quarant’anni per ammortizzare la spesa. Morale, il capannone non si fa. In Svizzera, invece, ne bastano quattro o cinque. Ho 51 anni, posso aprire il nuovo stabilimento e rientrare nella spesa prima di andare in pensione». Altro che Tav: c’è il rischio che la Svizzera scippi all’Italia interi distretti industriali. Almeno, ci lavora. I cantoni della Svizzera occidentale hanno stampato una brochure dedicata all’argomento: pubblicità istituzionale che si prefigge di convincere gli imprenditori stranieri a trasferirsi sulle Alpi. Gli argomenti sono convincenti: «Basta leggere le condizioni per apprezzare la differenza». Un rapido sunto: esenzione fino a un massimo di 10 anni dalle imposte sul reddito per le nuove attività di produzione. Esenzione senza limiti di tempo per i redditi da partecipazioni. Tassazione dal 9 al 12% senza limiti di tempo per tutte le attività internazionali residuali, cioé per tutti i redditi che non sono di produzione o di partecipazione realizzati per il 70% fuori dal territorio svizzero. «Senza contare - continua Cristina - che oltreconfine la tassazione si concerta a inizio anno con il governo: tanto prevedo di fare, tanto pagherò di tasse. Dopodiché non cambia». Non ci sono in agguato le aliquote che ballano, l’Irap che lievita, il Tfr che da un giorno all’altro va trasferito nelle casse dell’Inps. Dal punto di vista dell’imprenditore, un ragionamento lineare: «Scommettono sull’impresa, cioé fanno ponti d’oro. Sono nato a Gozzano, da piccolo giocavo con i rubinetti più che con le automobiline. Io e mio fratello lavoriamo sette giorni la settimana senza orario, metterci in macchina per fare mille chilometri non ci spaventa: da qui a Chiasso è roba di un’ora». Morale della favola: «Facile parlare di competitività, stare col fiato sul collo agli imprenditori: non dimentichiamo che il territorio deve essere competitivo». Quanto chiede il governo? Cosa offre? Risultato dell’equazione: la disoccupazione in Svizzera è al due per cento. E noi stiamo a farci tante seghe mentali ...
::martino:: Posted October 19, 2006 Posted October 19, 2006 Ma di quale principio stai parlando ??? Se lo stato mi chiede una tassa ingiustamente ( nel mio caso Irap), io devo pagarla per "principio" o posso rifuitarmi di farlo chiedendo che gli organi competenti giudichino se è lecito o no che io paghi ?? Se lo Stato mette un casino di tasse sulle sigarette mi sento in obbligo di rubarle.
Silver Surfer Posted October 19, 2006 Posted October 19, 2006 Bene. Il discorso è ora scivolato sullo scontro tra categorie professionali che potenzialmente: -1- possono/potrebbero evadere; -2- NON " " " . A parte che anche l'ipotesi -2- non è detto che verifichi al 100% la posizione dei lavoratori dipendenti, vorrei a qs.punto espandere la diatriba estendendo le categorie del contendere. Perchè, visto il gioco al massacro, non parliamo anche di: - N° di ore/giornaliere dedicate al lavoro; - rischi professionali; - rischi lavorativi; - qualità della vita a disposizione dopo il lavoro; - qualità della vita lavorativa; - possibilità di delegare a personale qualificato; - possibilità di delegare a personale NON qualificato; - possibilità di far la cresta con lo Stato (notai-farmacisti-imprese che lavorano con il Pubblico in primis...); - ecc. ecc. ...? Insomma: sono tante le variabili che contraddistinguono le diverse unità operative, ed è facile sparare sentenze senza conoscere i reali problemi che le possono caratterizzare. Per fare un esempio: ok, ha un comportamento scorretto il libero professionista che evade ed elude, ma anche il dipendente che su 8h/die ne usa a dir tanto 2 da dedicare veramente al lavoro...o no? E le ditte che vendono lavori ad un prezzo moltiplicato per 10 facendo salire la spesa pubblica a dismisura...? Eppure Qs. NON evadono... Avete pubblicato le dichiarazioni MEDIE dei liberi professionisti. Giusto. Ora pubblicate le spese medie delle varie amministrazioni per portare a termine nefandezze ad altissimo prezzo, nonchè buoni lavori di ordinaria amministrazione venduti come Vere-Opere-d'Arte. E compariamole con quelle di Paesi a noi vicini... Ultima cosa: Vi assicuro x esperienza diretta che anche in Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, ecc. ecc. ..., quando possono, il "black market" lo fanno girare, eccome se lo fanno girare. E' però vero, e qui non posso che dare ragione ai vari Ns. cari Savonarola-della-Fiscalizzazione che in Italia ci sono degli eccessi veramente fastidiosi. Conosco categorie di artigiani (ed altri...) di esperienza ed attività commerciale avviatissima che alla metà di Ottobre erano arrivati alla 7° (???!!!!) fattura... Qs. è troppo anche per un'acqua cheta (vero Roo. ...?) come me. Ultima cosa. Le ore notturne a cui scrivo dovrebbero porVi in una situazione di commiserazione verso uno stakanovista del lavoro quale io sono, sia per la dedizione, sia per la stanchezza e le quindi conseguenti stupidate che scrivo ad una ora sì tarda... Buona notte!
Ponchiaz Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Un plauso a Silver Surfer, certamente un degno e ficcante rivale in questa (per altro simpatica) tenzone. Se stai sveglio un altro po' ci sentiamo mentre faccio colazione!!
Silver Surfer Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Scusami Ponch...qs.notte ero veramente stanco e sono andato a letto prima delle 02,00...! Buona giornata... lavorativa...!
Roberto Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 «Quasi quasi delocalizzo. I paesi dell’est, la Cina? Non ci interessa: i nostri standard qualitativi non lo permettono». .. Ma perche', nei paesi dell'est ed in Cina, non si produce qualita'? Strano........
alberto Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Ma perche', nei paesi dell'est ed in Cina, non si produce qualita'? Strano........ se qualcuno ha voglia di leggere l'intervista dell'a.d. di ktm sullo speciale di motociclismo dedicato alle novità 2007 troverà un altro parere piuttosto interessante sui costi e la qualità del lavoro e la delocalizzazione...
Ponchiaz Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Ma perche', nei paesi dell'est ed in Cina, non si produce qualita'? Strano........ Dai, questa volta ti appoggio in pienissimo. Ti diro' di piu': ti offro una castagna, sperando cosí di non starti piú sui....marroni Ora pero'...le dolenti note: a quanti interessa la qualita' oggi? Quanti prodotti si sono ridotti ad essere semplicemente delle cosidette commodity? In realta' c'e' anche una duplice tenaglia che si stringe: da un lato il consumatore, per tutto ció che non rappresenta un acquisto emozionale, non é disposto a sganciare un ghello e dall'altro a molti mancano anche volendo i ghelli da sganciare. Bel casino, sarebbe di per sé giá una bella sfida per l'imprenditoria italiana (che non ha sin dagli inizi abbracciato la causa della qualitá per dirla tutta) senza che ci si mettesse la politica a cazzeggiare sulle scelte strategiche necessarie per produrre a livello alto ed a costi interessanti. Comunque, enfatizzo ció che ci unisce e non ció che ci divide: quoto tutto quello che hai scritto (ovviamente solo questa volta)
Roberto Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Personalmente, anche per gli acquisti non emozionali, preferisco spendere di piu' a favore di una maggiore qualita'. Non mi interessano i forni a basso costo usa e getta made in mandorlandia. Chi piu' spende meno spende, mi ha sempre detto mio nonno. A quanto le metti le castagne?
Ponchiaz Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Personalmente, anche per gli acquisti non emozionali, preferisco spendere di piu' a favore di una maggiore qualita'. Non mi interessano i forni a basso costo usa e getta made in mandorlandia. Chi piu' spende meno spende, mi ha sempre detto mio nonno. A quanto le metti le castagne? Ma guarda io sono con te. Sono per la stessa filosofia. Peró un'azienda che fa oggetti poco appassionanti e vuole venderne qualche milione (i numeri sono questi) deve poter offrire qualcosa ai Roberti ed ai Ponchiaz di questo mondo che sono disposti a spendere ed hanno i soldi per farlo. Ma anche alle centinaia di migliaia di Tatanki di questo mondo che hanno le braccia corte o ai milioni di altri che non hanno proprio quei soldi lí da spendere. Senza contare che ci sono prodotti, ad esempio molti giocattoli, per cui la differenza tra un prodotto svedese o tedesco rispetto ad un coreano sarebbero del tutto invisibili e quindi ingiustificabili dal punto di vista del prezzo. Altrimenti c'é un'altra ovvia possibilitá che é puntare tutto sulla qualitá e cercare di farsi riconoscere un prezzo piú alto da una clientela presumibilmente piú ristretta. Se hai il prodotto ed il mercato che te lo consentono, una soluzione ideale. Ma che domande mi fai...le castagne per te sono kóngde. Gratuite in cinese...
ROOSTERS99 Posted October 20, 2006 Author Posted October 20, 2006 (edited) Se lo Stato mette un casino di tasse sulle sigarette mi sento in obbligo di rubarle. Stiamo parlando di imposte dirette sul reddito....... Edited October 20, 2006 by ROOSTERS99
Roberto Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Ma che domande mi fai...le castagne per te sono kóngde. Gratuite in cinese... Un po' come la manodopera cinese.... Ora lo dico ai miei collaboratori....oggi si mangia castagne e si lavora Kòngde...! Su le maniiiiiiiii......!
alberto Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 (edited) Un po' come la manodopera cinese.... Ora lo dico ai miei collaboratori....oggi si mangia castagne e si lavora Kòngde...! Su le maniiiiiiiii......! ...im... pagabile... Edited October 20, 2006 by alberto
ROOSTERS99 Posted October 20, 2006 Author Posted October 20, 2006 Un po' come la manodopera cinese.... Ora lo dico ai miei collaboratori....oggi si mangia castagne e si lavora Kòngde...! Su le maniiiiiiiii......!
EmaZ Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Un po' come la manodopera cinese.... Ora lo dico ai miei collaboratori....oggi si mangia castagne e si lavora Kòngde...! Su le maniiiiiiiii......! Ho capito, il solito padre padrone che nn fa una cippa dalla mattina alla sera ma comanda e basta! come si fa a diventar come te?
ROOSTERS99 Posted October 20, 2006 Author Posted October 20, 2006 Blondet, in una delle sue fasi illuminanti....... .............................. Lo dico a quel lettore che mi ha scritto indignato: lei non può difendere gli evasori, dopotutto è vero che l’orefice dichiara meno del poliziotto…Scusate, guardate meglio le tabelle: sono delle medie, e nelle medie ci sono imprenditori e professionisti che hanno appena aperto lo studio o la fabbrica, o che vivono in provincia. Nella media, che il dentista o il commercialista dichiarino in media 90 mila euro annui non pare assurdo. Non ho alcuna simpatia per i notai: ma va notato che quelli di Treviso dichiarano un reddito di 922 mila euro l’anno, dunque ci pagano sopra le imposte; forse si può eccepire sui notai della Campania, ma dichiarano pur sempre 216 mila euro annui. In ogni caso, questi guadagni per noi principeschi non sono che le briciole di ciò che prendono Ciampi, Napolitano, Draghi: e senza alcun obbligo di rendiconto, nemmeno morale. Un deputato che ignora cosa sia la Consob già riceve - da noi - il doppio dei profitti di un notaio campano. Ecco perché usano tanta coca: troppi soldi in tasca, e si annoiano pure, come tutti gli ignoranti. L’evasione di questi signori non è fiscale: è peggio; è l’evasione sistematica dai doveri fondamentali del loro stato, per cui sono pagati da noi contribuenti. Non paghiamo un docente perché scopi le studentesse e le riprenda con la telecamera. Né i magistrati perché facciano accordi con dei partiti, o per procurare l’auto blu ai supremi giudici che vanno in pensione. D’altra parte, le polemiche di questi giorni non devono far dimenticare che il ministero delle Finanze è il più grosso degli evasori tributari, a danno dei cittadini: pagare i rimborsi IVA con nove mesi di ritardo non solo è distruttivo delle imprese produttive, non solo gli ruba liquidità, ma significa che imprese e professioni anticipano allo Stato più imposte di quanto debbono - 14 miliardi di euro, dicono - e che lo Stato, furbamente, si tiene i soldi più che può. Il fisco, che pretende da noi, con minacce e carcerazioni, la più scrupolosa obbedienza e puntualità contributiva, non si ritiene obbligato a pari lealtà e sollecitudine. Questa è evasione, evasione dai doveri elementari del settore pubblico verso la società, di cui è - dovrebbe sentirsi - il servitore. E invece, si sente il padrone.Un esempio: nella finanziaria, in continua evoluzione, sono scomparse le agevolazioni per chi compra l’auto Euro-4. Oscar Giannino, su Il Riformista, spiega perché: siccome Prodi ritiene che Montezemolo non lo appoggi a dovere, e anzi che il suo Il Corriere della Sera gli remi contro (così crede lui), si è vendicato togliendo i benefici alla Fiat. E’ dunque così che i nostri statisti concepiscono le leggi di bilancio: non come un piano per lo sviluppo, per dirigere l’economia e riformare la spesa pubblica in un quadro di certezza del diritto, ma come uno strumento di ritorsione per chi sfida il potere costituito. Lo stile di Prodi è quello dei «prefetti» di seminario che si prendono piccole vendette meschine sui ragazzini. L’aspetto inamovibile dello stile clericale, la vendicatività attiva. L’uso privato del principale strumento pubblico, la Finanziaria, piegato alle paturnie e alle suscettibilità del governante del momento: anche questa è evasione. E benchè si sappia che nessun giudice la perseguirà mai, è un’evasione infinitamente più grave di qualunque evasione di privati. Maurizio Blondet Per tutto l' articolo: http://www.effedieffe.com/interventizeta.p...ametro=politica
Roberto Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Mi sta salendo la voglia di pagare sempre piu' tasse. Vi prego, fatemi pagare piu' tasse, ho voglia di tasse. Sono qui, tassatemi.
spiff Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Mi sta salendo la voglia di pagare sempre piu' tasse. Vi prego, fatemi pagare piu' tasse, ho voglia di tasse. Sono qui, tassatemi. Voglio il taglio delle tasse.
spiff Posted October 20, 2006 Posted October 20, 2006 Blondet, in una delle sue fasi illuminanti....... .............................. Lo dico a quel lettore che mi ha scritto indignato: lei non può difendere gli evasori, dopotutto è vero che l’orefice dichiara meno del poliziotto…Scusate, guardate meglio le tabelle: sono delle medie, e nelle medie ci sono imprenditori e professionisti che hanno appena aperto lo studio o la fabbrica, o che vivono in provincia. Qualcuno, di grazia, mi spiega perché questa storia della media vale per l'orefice ma non per il poliziotto?
ROOSTERS99 Posted October 20, 2006 Author Posted October 20, 2006 Qualcuno, di grazia, mi spiega perché questa storia della media vale per l'orefice ma non per il poliziotto? Chiedilo a chi ha commentato le tabelle.........
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