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Ponchiaz, che caduta di stile.

SUVvia, proprio tu, KIAmato "vate" perchè sempre PRODIgo di parole ricercate e TASSAtivamente originali con una capacità di TARAre bene paroline e paroloni mi scendi così di livello.

Hai ragione.

Comunque, la mia macchina é sotto anche i 2200 Kg.

Quindi oltre ad essere il ceto medio, in questo caso sono anche il ceto avambraccio.

Nel senso che sventolo entrambi sotto il naso di TPS quando mi compare il TV. :rolleyes:

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Finanziaria, il grande pasticcio

Visco apre sulla tassa di successione

Finanziaria, tutti stanno trattando su tutto. Si parla di modifiche alla tassa di successione, reintrodotta da questo governo, di stretta sul superbollo, che dovrebbe coinvolgere anche i veicoli di peso superiore ai 2.200 chili, di scambio-provocazione con Confindustria: volete indietro il Tfr? Ridateci il cuneo fiscale. Insomma, la faccenda è sempre più complicata.

Di chiaro resta davvero poco in questo grande pasticcio in cui tutti negoziano su tutto. Ma andiamo con ordine. Il viceministro dell'Economia Visco ha detto di essere disponibile a trattare sulla tassa su successioni e donazioni, che prevede un versamento di 336 euro oppure del 4% per i patrimonio superiori ai 250mila euro. Come sarà cambiata, difficile dirlo, visto che Visco ha detto solo che "modifiche sono possibili, non ci sono pregiudiziali", aggiungendo che considera già adeguata la soglia di esenzione.

Pare probabile anche che venga modificata la tassa sui Suv, che ha sollevato forti polemiche dal momento che molti di questi autoveicoli vengono utilizzati per lavoro. Pare dunque che saranno colpite anche auto di lusso più leggere ma anche pià inquinanti.

E ancora, sul Tfr il ministro Padoa-Schioppa ha avuto un'uscita provocatoria ma chiarissima. Se Confindustria rivuole i soldi del Tfr, ci riprendiamo i tagli del cuneo fiscale. E ha aggiunto: "Le imprese sono le principali beneficiarie della Finanziaria".

I CAMBIAMENTI IN VISTA

In particolare, sulle modifiche alla normativa della tassa di successione, Visco ha detto che "è probabile che si tornerà a quanto previsto dal programma dell'Unione", spiega uno dei partecipanti alla riunione. Nel programma si parlava genericamente di tassa di successione sui grandi patrimoni, mentre il premier Romano Prodi in un confronto televisivo aveva parlato di "parecchi milioni di euro".

Da riscrivere probabilmente anche la norma sui bolli auto: con la normativa prevista dalla Finanziaria paradossalmente il proprietario di una macchina di lusso non ha aggravi, mentre vengono copiti i proprietari di vecchie autovetture che non rispettano le ultime direttive comunitarie sull'inquinamento. "Si dovrebbe trovare un nuovo meccanismo che prende a riferimento i consumi e la potenza delle auto", spiega un altro partecipante all'incontro dei capigruppo. Marina Sereni, vicecapogruppo dell'Ulivo alla Camera, conferma che si sta lavorando alle modifiche sul super-bollo per i Suv allo scopo di correggere alcuni parametri per graduare meglio le misure, salvaguardandone gli effetti di tutela ambientali. Preoccupazione principale è quella di escludere alcune autovetture che le famiglie numerose sono costrette a comprare di grosse dimensioni e che, per peso o dimensione, ricadrebbero sulla maggiore tassazione.

Fonte Tgcom.

La saga dei banditi incapaci continua........

............ ^_^^_^:lol::lol:^_^:lol:

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La saga dei banditi incapaci continua........

............ ^_^^_^^_^^_^^_^:lol:

Allineato al nuovo lessico del cavaliere.. :lol::lol:

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Allineato al nuovo lessico del cavaliere.. :lol::lol:

...per la verità uso il termine dal decreto Bersani; chi mi conosce me ne è testimone !! ;)

Comunque, W il Cavaliere cacchio.............. :angry:

Edited by ROOSTERS99
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...per la verità uso il termine dal decreto Bersani; chi mi conosce me ne è testimone !! ;)

Comunque, W il Cavaliere cacchio.............. :lol:

Roo, curi il cancro con l'aids?! :angry:

:lol:

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Roo, curi il cancro con l'aids?! :angry:

:lol:

Era meglio una martellata su un dito che una tranvata nei maroni !

Grazie Tatanka !

Posted (edited)

Era meglio una martellata su un dito che una tranvata nei maroni !

Grazie Tatanka !

io, se posso, tiro una capata sul naso a quello che cerca di darmi la tranvata nei maroni, ma anche a quello della martellata sul dito... bah! si vede che un po' ti piace soffrire... :rolleyes:

:rolleyes::rolleyes:<_<

e comunque... sempre GRAZIE TATANKA!!! :D

Edited by marko
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io, se posso, tiro una capata sul naso a quello che cerca di darmi la tranvata nei maroni, ma anche a quello della martellata sul dito... bah! si vede che un po' ti piace soffrire... :rolleyes:

:rolleyes:<_<:D

e comunque... sempre GRAZIE TATANKA!!! :lol:

E' un dovere difendersi, ma quando si parla di politica e politici si finisce sempre per scegliere il meno-peggio.......è triste ma è così !!

Il fatto resta che a mio avviso era chiarissimo dove stesse il peggio, ma non lo era per tutti........vero Tatanka ?? :rolleyes:

Edited by ROOSTERS99
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A proposito di altra gente che finirà per ringraziare il "nostro "............ :rolleyes:

12/10/2006

Comunicato dei giornalisti Mediaset

I giornalisti Mediaset esprimono profonda preoccupazione in merito ai provvedimenti contenuti nel Disegno di legge Gentiloni. Da anni i giornalisti delle reti Mediaset svolgono un ruolo di primo piano nel panorama dell’informazione nel nostro paese; lo fanno con un’obiettività e un’indipendenza riconosciuta da tutte le forze politiche e sociali, nonché da milioni di telespettatori che ogni giorno ci seguono e da sempre usufruiscono, gratuitamente, della nostra informazione.

Il Ddl Gentiloni rischia di avere pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali all’interno del gruppo Mediaset, sul corpo giornalistico, ma anche su tutte quelle categorie che insieme a noi da anni lavorano per il miglioramento dei prodotti offerti al pubblico.

Nei suoi presupposti questo Disegno di legge si configura come un provvedimento punitivo che avrà ripercussioni soprattutto sui posti di lavoro dei dipendenti del gruppo Mediaset. Ci auguriamo che tutte le conseguenze siano ben valutate e vi siano approfondite riflessioni e discussioni all’interno del Parlamento che ha il dovere di salvaguardare i posti di lavoro in un momento così delicato per il paese.

Il coordinamento dei Cdr Mediaset

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Da anni i giornalisti delle reti Mediaset svolgono un ruolo di primo piano nel panorama dell’informazione nel nostro paese; lo fanno con un’obiettività e un’indipendenza riconosciuta da tutte le forze politiche e sociali

:rolleyes:

Appena finirò di ridere forse troverò anche la forza di risponderti!!! :rolleyes::rolleyes:<_<

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A proposito di altra gente che finirà per ringraziare il "nostro "............ :rolleyes:

12/10/2006

Comunicato dei giornalisti Mediaset

I giornalisti Mediaset esprimono profonda preoccupazione in merito ai provvedimenti contenuti nel Disegno di legge Gentiloni. Da anni i giornalisti delle reti Mediaset svolgono un ruolo di primo piano nel panorama dell’informazione nel nostro paese; lo fanno con un’obiettività e un’indipendenza riconosciuta da tutte le forze politiche e sociali, nonché da milioni di telespettatori che ogni giorno ci seguono e da sempre usufruiscono, gratuitamente, della nostra informazione.

Il Ddl Gentiloni rischia di avere pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali all’interno del gruppo Mediaset, sul corpo giornalistico, ma anche su tutte quelle categorie che insieme a noi da anni lavorano per il miglioramento dei prodotti offerti al pubblico.

Nei suoi presupposti questo Disegno di legge si configura come un provvedimento punitivo che avrà ripercussioni soprattutto sui posti di lavoro dei dipendenti del gruppo Mediaset. Ci auguriamo che tutte le conseguenze siano ben valutate e vi siano approfondite riflessioni e discussioni all’interno del Parlamento che ha il dovere di salvaguardare i posti di lavoro in un momento così delicato per il paese.

Il coordinamento dei Cdr Mediaset

Però non facciamo sempre gli struzzi....

Durante l'ultima campagna elettorale Rete 4 si è presa diverse ammonizioni dal garante della par-condicio

Lo stesso cavaliere incurante del divieto, il giovedì sera prima delle elezione ha tenuto un "comizio" su Rete 4 con Bel Pietro unico giornalista e moderatore :rolleyes: .

Il cercare di allargare ad altri soggetti il duopolio Rai-Mediaset lo vedo come un fatto positivo, anche in termini occupazionali.

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Però non facciamo sempre gli struzzi....

Durante l'ultima campagna elettorale Rete 4 si è presa diverse ammonizioni dal garante della par-condicio

Lo stesso cavaliere incurante del divieto, il giovedì sera prima delle elezione ha tenuto un "comizio" su Rete 4 con Bel Pietro unico giornalista e moderatore :rolleyes: .

Il cercare di allargare ad altri soggetti il duopolio Rai-Mediaset lo vedo come un fatto positivo, anche in termini occupazionali.

Distinguiamo bene il discorso pesudo liberalizzante che sta alla base del nuovo DDL dalla questione relativa i contenuti delle reti mediaset.

Non si puó obbligare Mediaset a mandare una rete sul satellite perché sostiene la CDL, anche se molto della decisione governativa dipende proprio da questo.

E' corretta l'affermazione relativa al potenziale ampliamento delle possibilitá occupazionali: diffido peró nel metodo coercitivo utilizzato per farlo e che nel breve, a parte in RAI dove ci sono tanti azionsiti coatti e coglioni (compreso me) che mantengono gente a fare niente e pure male, comporterá una diminuzione di posti di lavoro.

Ma siccome sono dipendenti di Berlusconi, allora si fottano. Non mi pare di sentire voci sindacali intervenire.

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Però non facciamo sempre gli struzzi....

Durante l'ultima campagna elettorale Rete 4 si è presa diverse ammonizioni dal garante della par-condicio

Lo stesso cavaliere incurante del divieto, il giovedì sera prima delle elezione ha tenuto un "comizio" su Rete 4 con Bel Pietro unico giornalista e moderatore :rolleyes: .

Il cercare di allargare ad altri soggetti il duopolio Rai-Mediaset lo vedo come un fatto positivo, anche in termini occupazionali.

sì, corny, dovrebbe essere così... ti assicuro che c'è un divario, per il momento, tra idee e realizzazioni che sembra incolmabile... la vecchia legge mammì (sappiamo a chi ha giovato, no?!) ha fatto dei bei casini, chiunque si affacci sul mercato televisivo del nostro paese si trova a dover affrontare tanti di quegli ostacoli che difficilmente può ambire a diventare un vero polo tv alternativo... le agenzie pubblicitarie sono in mano ai soliti noti, il giro del fumo è stato per troppi anni lo stesso... i risultati di LA7 ultimamente danno un po' più di coraggio, ma sono ancora lontani dal poter dare filo da torcere a rai e mediaset... il rischio è sempre quello di rimanere una realtà locale o poco più...

comunque questo decreto non è così sbagliato come vogliono far sembrare, diciamo che fino adesso rai e il buon silvietto erano abituati a fare il caxxo che gli pareva massacrando qualsiasi altro ipotetico concorrente, creare vera concorrenza può solo far bene al mercato asfittico della tv e del suo enorme indotto... (sponsor etcetc)... è chiaro che per mafionano perdere una parte dei suoi guadagni a favore del libero mercato è un atto di banditismo... MAI RUBARE IN CASA DEI LADRI. PA TE TI CO !

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:rolleyes:

Appena finirò di ridere forse troverò anche la forza di risponderti!!! :rolleyes::rolleyes:<_<

Và che dovresti rispondere al comitato di redazione, non a me !!

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Rete 4 sta trasmettendo da anni su delle fequenze acquistate da un'altra televisione (credo del gruppo La7).

Perchè il berlusca non accenna anche a questo fatto, quando parla di banditismo?

E' in quel verbo tutta la differenza......

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Mediaset non ha acquistato un bel niente: sta occupando illegalmente le frequenze da una decina d'anni. Frequenze che spetterebbero a Di Stefano e a Europa7, unico caso al mondo di rete televisiva che non può trasmettere perchè privata delle frequenze.

Non si puó obbligare Mediaset a mandare una rete sul satellite perché sostiene la CDL, anche se molto della decisione governativa dipende proprio da questo.

La si manda sul satellite perchè lo ha stabilito la Corte Costituzionale. (e si dovrebbe farlo domani, non tra due anni).

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E' in quel verbo tutta la differenza......

Leggi meglio

Europa 7 è un'emittente televisiva italiana priva di frequenze, caso unico al mondo. È al centro della vicenda riguardante l'assegnazione di frequenze nazionali.

Indice [nascondi]

1 La nascita

2 La prospettiva come emittente nazionale

3 Oggi

4 Collegamenti esterni

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La nascita

Il circuito nasce per volontà dell'imprenditore Francesco di Stefano con cui sostituisce Italia 7 tra il 1997 ed 1998. Il palinsesto consiste nel mandare in onda più volte a giornata vari programmi di cui alcuni sono della precedente emittente e gli stessi film varie volte al mese a ciclo continuo. Una delle poche ed ultime cose autoprodotte con successo è il "Seven Show" (foto) la cui ultima edizione viene condotta da Teo Mammuccari fino al 1999 e fino a poco tempo fa veniva continuamente replicato. Proprio in quell'anno Di Stefano decide di avventurarsi nel progetto di creare una televisione nazionale con frequenze proprie e deve cedere sia l'emittente di cui è proprietario, la laziale TVR Voxson, sia il circuito (quest'ultimo verrà poi gestito dal gruppo Media 2001). Nel corso degli anni il network si è via via ridimensionato arrivando ad oggi a contare solo 6 emittenti che coprono 7 regioni. Dal gennaio 2006 poi non vengono più trasmesse serie animate, con una programmazione che si compone così di alcune pellicole cinematografiche e programmi di vario genere.

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La prospettiva come emittente nazionale

Nel luglio 1999, Francesco di Stefano, dopo aver messo da parte i soldi derivati dalla precedente attività di syndication (12 miliardi di lire), decide di partecipare ad una gara pubblica per l' assegnazione delle frequenze televisive nazionali (in totale 11: 3 per la RAI e 8 per i gruppi privati) con richiesta di 2 reti televisive: Europa 7 e 7 plus. Riesce a vincere una concessione per Europa 7, al posto di Rete 4, il quale perde il diritto di trasmettere. La commissione ministeriale della gara nega la richiesta per 7 plus, ma Francesco di Stefano fa ricorso al Consiglio di Stato, il quale ordina al ministero di dare anche una seconda concessione.

Nel fratempo, Europa 7 si prepara per inziare le nuove trasmissioni entro il 31 dicembre 1999 come prevede la licenza: il piano prevede 700 assunzioni, uno centro di produzione a Roma di 20000 mq composto da altri 8 studios all'avanguardia, e un imprtante library di programmi (nella graduatoria Europa 7 è prima in programmazione).

In ogni caso, fino ad oggi, Europa 7 non riuscirà mai a trasmettere; il ministero contravvenendo al risultato della gara pubblica non concede le frequenze, e con una autorizzazione ministeriale del 1999 (non prevista da nessuna legge) permette la prosecuzione delle trasmissioni analogiche a Rete 4, che in base alla gare pubblica non ne aveva diritto; occorre ricordare che il sistema di trasmissione delle tv analogiche permette in Italia solo 11 reti nazionali, di cui le 3 reti RAI. Comincia da parte della società di Europa 7 una serie di rincorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio), al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale.

Nel novembre 2002, interviene la Corte Costituzionale, la quale con la sentenza 466/2002, decide (come nel 1994) che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti, in questo caso Rete 4 (e Telepiù nero), devono cessare la trasmissione in via analogica terrestre. La Corte, inoltre, fissa un limite improrogabile entro il 31 dicembre 2003, e così dal 2004 le frequenze occupate da Rete 4 (che deve migrare sul satellite) devono andare ad Europa 7.

Nel estate del 2003, il ministro delle communicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano e l'introduzione della trasmissione digitale terrestre. La legge (nota come legge Gasparri) verrà approvata dal Parlamento il dicembre 2003, la quale permette a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre in netto e palese contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.

Successivamente, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rifiuta di firmare la legge come incostituzionale e la rinvia alle camere. Così, per poter garantire a Rete 4 di continuare a trasmettere via etere, il 24 dicembre 2003 il governo Berlusconi vara un decreto legge (noto come decreto "salva Rete 4"). La legge Gasparri si approva definitivamente nell'aprile 2004, anch'essa senza prendere in considerazione la sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale.

Nel luglio 2005, il Consiglio di Stato, dopo il ricorso di Europa 7, ha chiesto alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a 10 quesiti, dove si mettono in discussione le leggi italiane in materia di televisioni ed è in ballo una richiesta sempre da parte di Europa 7 per risarcimento danni da parte dello Stato di 3 miliardi di euro per la mancata attività televisiva.

[modifica]

Oggi

Oggi la società Europa 7 è praticamente ferma. Di Stefano, suo fondatore, intervistato da la Stampa, attende la sentenza della Corte di Giustizia Europea. La sua vicenda è seguita da pochissime persone, tra gli altri il giornalista di Repubblica Giovanni Valentini e il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti.

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Ma siccome sono dipendenti di Berlusconi, allora si fottano. Non mi pare di sentire voci sindacali intervenire.

E perchè i dipendenti di Berlusconi non hanno protestato quando costretti a violare la legge della par-condicio?

Guarda che se c'è qualcuno che per decreto si è salvato Rete 4 è proprio il bravo Cavaliere

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Io direi che sarebbe bene sentirle tutte le campane......

Nel novembre 2002, interviene la Corte Costituzionale, la quale con la sentenza 466/2002, decide (come nel 1994) che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti, in questo caso Rete 4 (e Telepiù nero), devono cessare la trasmissione in via analogica terrestre. La Corte, inoltre, fissa un limite improrogabile entro il 31 dicembre 2003, e così dal 2004 le frequenze occupate da Rete 4 (che deve migrare sul satellite) devono andare ad Europa 7.

http://www.giurcost.org/decisioni/2002/0466s-02.html

Questa non è una campana ma una sentenza della Corte Costituzionale.....

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Confido sul Vostro senso dell'ironia, vuole essere solo un modo per scherzare, non si vuole insultare/offendere nessuno .....

I "comunisti" al potere....

Caro elettore di sinistra, ora che..........

... ti e' stata reintrodotta la tassa di successione,

... ti hanno aumentato dal 12,5% al 20% la tassa sui BOT e fondi d'investimento

... ti hanno fatto credere che le tasse le pagano solo i ricchi,col 43% oltre i 75.000 euro,ma hanno abbassato a 15.000 € l'aliquota del 23% (con Berlusconi era a 26.000)e i ceti bassi (non quelli medi)

pagheranno più tasse

... ti hanno messo le mani sul TFR che andra in buona parte all'INPS (li rivedrai mai quei soldi?)

... ti hanno detto di essere pacifisti e mandano i soldati in Libano ( e i giornali non ne parlano)

... ti aumenteranno gli estimi catastali e pagherai un ICI,molto ma molto più elevata

... ti hanno detto che ridurranno le spese dei ministeri,ma questo governo ha fatto il record di poltrone assegnate ai loro sottosegretari e portaborse

... vieteranno l'alcool ai minorenni che però saranno liberi di drogarsi

... al primo cenno di satira su Prodi hanno messo il bavaglio a Raidue

... ti hanno aumentato l'accisa sul gasolio,e pagherai di più il pieno

... faranno chiudere un commerciante che non emette uno scontrino per evasione, ma nulla faranno contro quei professori che danno ripetizioni agli studenti in nero

... le agenzie di rating hanno già bocciato questa finanziaria

... fra cinque anni sarai allo stadio a tifare Italia con immigrati che non sanno neanche l'italiano

... quando andrai al pronto soccorso pagherai 36€ e se devi fare della diagnostica te ne spilleranno

altri 18 (e'questo pesa sui più deboli non sui più ricchi)

... si fingono liberali ma vogliono statalizzare Telecom

...se avevi una maglietta o una spilla con la scritta "Io sono un coglione", tirala fuori dal cassetto e indossala adesso ... e non dire che qualcuno prima non ti aveva avvertito................

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Fonte Repubblica

ROMA - I gioiellieri e i titolari di bar dichiarano al fisco meno dei 21.500 euro dei maestri elementari ad inizio carriera I proprietari di saloni per la vendita di autovetture di Piemonte Lazio e Campania, denunciano un reddito inferiore 16.000 euro, cioè a quello del loro concittadino che, con la tuta blu, varca da 15 anni il portone di Mirafiori, Cassino e Pomigliano d' Arco. Sotto i metalmeccanici anche la media dichiarata dai tassisti. Ma i paralleli possono proseguire. Un dentista in Campania dichiara meno dei 25.000 euro di un poliziotto, mentre nel Lazio arriva a malapena a un impiegato di banca (28.000).

I dati sono delle ultime dichiarazioni, presentate all'erario nel 2005 dai contribuenti. Li rende noti l'agenzia Ansa. Mostrano la geografia tributaria del popolo delle partite Iva, che riserva molte sorprese. Gli incroci informatici hanno oggi molte possibilità e i tecnici dell'amministrazione fiscale hanno elaborato uno spaccato dei redditi di 50 categorie del lavoro autonomo, suddividendolo per regioni.

I risultati appaiono chiari e certamente saranno tenuti in conto per l'offensiva che il governo ha già preannunciato sul fronte dell' evasione. E' un fenomeno imponente tanto che lo stesso vice-ministro per l'Economia, Vincenzo Visco ha detto ieri in Parlamento che "vi sono province e settori in cui i tassi di irregolarità superano il 50%, situazioni che chiaramente richiedono un'attenzione particolare e la definizione di un ordine di priorità per le iniziative di verifica".

Dalle statistiche sulle dichiarazioni presentate nel 2005 emergono subito i forti contrasti di un'Italia che si infiamma nella lettura delle nuove aliquote Irpef e che discute di evasione fiscale. E - dal pasticcere al notaio, dal pescivendolo all'avvocato, passando per sarti, odontecnici e parrucchieri, tassisti, lavandai e farmacisti - le statistiche fiscali aprono uno scenario che talvolta sembra sfuggire anche alla logica dei luoghi comuni.

Un pensionato sociale guadagna 500 euro al mese, ma - tirando le somme - a dichiarare un reddito analogo, o inferiore, sono i tassisti del Molise (in media 6.175 euro l'anno), i sarti in Puglia (4.048 euro annui), i parrucchieri in Campania (6.332 euro), i pescivendoli del Trentino (3.742 euro l'anno), i ceramisti dell' Emilia Romagna (2.744 euro), i titolari di autosaloni di Bolzano (1.073), i rivenditori di ricambi auto in Lombardia (5.556 euro).

In Calabria, sulle 50 categorie censite, sono ben 12 (dai pasticceri ai pastai, dai sarti ai lavandai, dai fotografi agli ambulanti dalle mercerie ai tassisti) quelle che denunciano ai fini Irpef guadagni inferiori ai 6.700 euro l'anno, come o meno di pensionato sociale. Ma la Calabria è la regione dove la maggior parte delle categorie dichiara, in media, gli importi più bassi.

I contribuenti autonomi con i redditi più alti sono invece a Bolzano e Trento. Un esempio? Nel Trentino i notai, che sono gli autonomi che dichiarano di più in tutta Italia, denunciano un reddito medio di 922.345 euro. La stessa categoria in Lombardia - dove i prezzi degli immobili sono quel che sono e le operazioni societarie numerose - dichiara sempre un'enormità, ma il valore è un terzo più basso e si ferma a 629.406 euro.

A saltare agli occhi sono i redditi dichiarati dai gioiellieri: la provincia con la media più alta è la Lombardia, dove gli orefici dichiarano 21.533 euro l' anno, come un maestro elementare. In tutte le altre regioni si scende, fino agli 11.990 euro della Calabria e passando per i 14.652 euro (meno di un metalmeccanico) del Lazio.

Al confronto appaiono più ricchi gli imbianchini che dichiarano 21.241 euro nel veneto e 28.455 euro a Bolzano. I gioiellieri toscani dichiarano 19.716 euro, un valore poco distante dai falegnami della vicina Liguria (19170 euro).

Analizzando i dati delle tabelle si scopre che i pasticceri dichiarano in media 6.561 euro l' anno in Calabria e quattro volte di più (23.202 euro) in Valle d' Aosta. La Campania, tra pastiere e zeppole, consente ai pasticceri un reddito medio di 10.825 euro, la metà di quello dei colleghi liguri (20.274

euro) e il 50% in meno dei siciliani, alle prese con cannoli e cassate.

Tra le categorie al centro delle cronache ci sono stati i tassisti. Il loro reddito varia dai 6.145 euro dichiarati in Molise ai 14.411 del Trentino. Nel Lazio, centro della protesta contro il decreto Bersani, il reddito dichiarato è di 12.033 euro, in Lombardia a 11.894. Alla fine per il fisco valgono meno di un imbianchino calabro (12.519 euro).

Una lettura trasversale alle categorie di una stessa regione offre altri spunti. In Lombardia i ristoratori (14.818 euro) e i titolari di Bar (14.830 euro) dichiarano circa 13.000 euro in meno di un meccanico (27.000 euro) e meno della metà di un idraulico (31.224 euro). Il commercianti di auto (16.166 euro) è sotto di 10.000 euro rispetto ad un falegname (26.245 euro).

Il Lazio, tranne che per i tassisti e per i commercianti di ricambi auto perde sempre il confronto con la Lombardia. Gli agenti immobiliari, nonostante i prezzi delle case nella capitale, hanno dichiarato 17.497 euro in media, poco più di un operaio e molto sotto ai 27.614 euro dei colleghi lombardi. A battere gli agenti immobiliari sono comunque i ristoratori laziali che con 11.903 euro sono sotto un pescivendolo veneto.

Attenendosi freddamente ai dati delle dichiarazioni dei redditi, quale mestiere conviene scegliere? Certamente il notaio (redditi tra 216.000 e 864.700 euro) o il farmacista (tra 97.000 e 165.000 euro). Da evitare i sarti (tra 2.200 e 20.000 euro, ma genericamente sotto i 10.000), i fotografi (tra 5259-19.000

euro) o i tassisti (6.175-14.411 euro).

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