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30 settembre 2013 - ore 09:51

La sinistra impicca pure con le parole

Avrete notato che con il caso di Guido Barilla è emerso il lato autoritario, prescrittivo, del politicamente corretto

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Avrete notato che con il caso di Guido Barilla è emerso il lato autoritario, prescrittivo, del politicamente corretto. Tu industriale della pasta non puoi dire alla radio che per te, con rispetto per tutti, quel che conta, quel che importa ai fini dello sviluppo, dell'investimento, dell'immagine, del marketing, è la famiglia tradizionale biparentale, maschio e femmina e bambini al seguito. Il Mulino bianco, lo spaghetto, i biscottini entrano nello spettro delle cose scorrette e discriminatorie se non si combinano con uno spot gay o «favorevole all'integrazione», secondo il linguaggio edulcorato o eufemistico scelto da Dario Fo, già testimonial della pubblicità Barilla. Guido Barilla viene aggredito, non solo in Italia, non solo dai militanti della cultura gay, non solo dai progressisti cosiddetti: ormai il linguaggio della correttezza ideologica è unificato, lo condividono le grandi maggioranze conformiste, è una seconda pelle della nostra cultura. L'aggressione punta a risultati umilianti e li ottiene, Barilla è costretto a scusarsi, anche con i suoi dipendenti, perché certe opinioni sono o stanno per diventare crimine di legge, alla faccia del diritto di pensiero e di parola, alla faccia delle libertà liberali. È un caso Buttiglione undici anni dopo. Ci fu almeno un principio di controversia, si sentirono voci discordanti, quando fu fatto fuori da commissario il politico cattolico che al tribunale della coscienza laica di Bruxelles, fattosi organo della caccia alle streghe sul tema dei diritti gay, rispose di conoscere la differenza tra diritto e morale, ma che in termini di morale la sua cultura cattolica gli suggeriva un giudizio negativo sul comportamento omosessuale. Ora non c'è più nemmeno la controversia, Barilla se lo sono cucinato in pochi istanti, il tempo di cottura di mezzo chilo di fusilli.

Intanto in Francia sono tornati i giacobini. Il ministro dell'Istruzione vuole scristianizzare la società e la scuola, formula decaloghi per l'indottrinamento anticattolico, si cancellano le feste religiose, si tolgono di mezzo i santi, si predica apertamente la religione dello Stato laico come l'unica religione ammessa, con i suoi dogmi, le sue certezze, il suo autocontraddittorio farsi dottrina valida per tutti. I politici cattolici e democristiani in giro per l'Europa se ne impipano, i vescovi parlano d'altro, magari interpretano le frequenti interviste e gli interventi di Papa Francesco come un via libera: non giudicare è evangelico, credere è evangelico, avere fede è meglio di niente, ma il diritto all'espressione razionale, la libertà di dire e di pensare quel che sembra giusto non è disponibile, o non dovrebbe esserlo. Eppure un certo grado di autoritarismo repressivo si affaccia come una necessità se si intenda riformare e riaggiustare dalle radici la società e il set più o meno tradizionale di opinioni che la riguardano.

La tecnica è quella dei totalitarismi democratici moderni, che sono cosa diversa dai fascismi e dal nazismo. Si procede negando la realtà, il fatto, e dando tutto il potere alle formule verbali che edulcorano o deformano in modo anche grottesco ciò che è. Il caso Berlusconi non è così diverso. Il politicamente corretto, che costituisce un regime culturale, non può sopportare lo sguardo del reale, del senso comune. È stranoto che c'è un conflitto tra politica e giustizia, che questo conflitto dura dall'epoca in cui furono liquidati i partiti politici, che il partito dei pm e dei giudici ha surrogato gli altri poteri abrogando la divisione dei poteri, che lobby mediatiche e finanziarie e civili importanti hanno costruito sulle avventure della giustizia politicizzata le loro fortune. È tutto lì squadernato davanti agli occhi del pubblico, solo che si voglia guardare: magistrati che fondano partiti o si buttano con risultati mediocri in politica, pm che fanno secco una volta un governo Berlusconi e la volta dopo un governo Prodi in un circuito senza controllo di prepotere e di uso politico della giurisdizione, l'alleanza con i media manettari all'insegna della violazione sistematica del segreto investigativo, e si potrebbe continuare a lungo.

Ma bisogna resistere alla realtà, evitare di confrontarsi l'evidenza. E allora si ricorre al linguaggio, al conformismo del linguaggio interpretativo. Bisogna tenere separata la questione della condanna di Berlusconi dalla politica, oops, ma come si fa se da vent'anni il centrodestra denuncia una manovra mediatico-giudiziaria ai danni della politica e del suo capo politico? Eppure con questi espedienti ideologici fatti di formule si fomenta un'aggressione vasta e aspra all'Arcinemico, accusato di eversione perché protesta contro quella che considera un'ingiustizia capace di svuotare lo Stato di diritto e la democrazia del suo contenuto e della sua forma. Qui non è in questione un cambio di governo o di maggioranza, l'obiettivo dei politicamente corretti è l'instaurazione di un regime mentalmente carcerario, di una grande prigione culturale.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

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Ma infatti, il vero problema è un altro: se è così intelligente ele sue affermazioni così innocue...perchè si è scusato?

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Ma infatti, il vero problema è un altro: se è così intelligente ele sue affermazioni così innocue...perchè si è scusato?

Gli ha rotto la minchia mezzo mondo..........

....poi che sia così intelligente, pare in effetti affermazione azzardatella.....

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)

E sempre sulla vicenda :

Cronache

29/09/2013 - dopo le polemiche per le dichiarazioni del presidente sui gay

Barilla, adesso parla Luca

“Giorni duri per l’azienda”

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Il vicepresidente del gruppo:

mio fratello Guido ha sbagliato,

doveva esprimersi meglio

flavia amabile

roma

«Per noi della Barilla i giorni successivi alle dichiarazioni che mio fratello ha rilasciato al programma di Radio 24 sono stati drammatici». A prendere la parola ieri è stato Luca Barilla, vicepresidente del gruppo alimentare.

Lo fa per aggiungere una voce diversa da parte e per prendere le distanze a nome dell’azienda dal fratello maggiore, Guido, presidente del gruppo e protagonista di un’intervista in cui escludeva che le famiglie gay potessero mai entrare negli spot del gruppo. Luca ha preso la parola nel corso di un incontro di fronte agli studenti delle scuole di Fidenza presenti al teatro Magnani per parlare di infiltrazioni mafiose. «I giornali - ha spiegato - hanno cercato di focalizzare l’attenzione su quei piccoli elementi che avrebbero potuto scatenare la polemica. Così si è creata una situazione drammatica che ha portato decine di nostri clienti in tutto il mondo a chiedere immediatamente quale fosse il pensiero aziendale sulla questione sollevata da mio fratello e quali atteggiamenti avremmo tenuto con i consumatori appartenenti ad altri mondi. Il rischio per noi è stato quello di essere buttati fuori dai loro negozi. Per noi questa situazione avrebbe potuto rappresentare un danno molto grave all’azienda e alle migliaia di suoi dipendenti».

Luca Barilla ha successivamente spiegato che l’azienda non è colpevole di alcunché ma che, al contrario, le responsabilità di ciò che è accaduto sono individuali: cioè del fratello che senza ponderare bene le parole ha espresso il suo pensiero su un argomento delicato. «Mio fratello ha sbagliato a non esprimersi meglio nel corso di un’intervista concessa spontaneamente e senza nessuna pianificazione al programma di Radio 24. Ha sbagliato, ma ha chiesto scusa perché noi in azienda rispondiamo alla regola che ci diede nostro padre: che nessun dipendente abbia mai a vergognarsi di ciò che fa la Barilla», ha aggiunto commuovendosi. La sala l’ha lungamente applaudito.

Le sue parole e le scuse pronunciate anche in inglese da parte di Guido Barilla hanno reso meno dura la reazione delle associazioni. Perché ci sia vera pace fra Barilla e comunità Lgbt, però, dovrà esserci uno spot. Lo chiede in modo esplicito Franco Grillini, storico esponente del movimento gay in Italia, e consigliere regionale dell’Emilia Romagna.

Invita Guido Barilla per «un incontro chiarificatore e, speriamo, riparatore al mio ufficio alla Regione Emilia-Romagna». «Ho visto il suo video dove chiede accoratamente scusa e dove si dichiara disponibile, avendo ancora molto da imparare sull’evoluzione della società, ad un incontro con le associazioni che si occupano di nuove famiglie tra cui le associazioni per i diritti delle persone omosessuali - aggiunge Grillini in una nota che firma come presidente di Gaynet - Capita a tutti di sbagliare nella vita, l’importante è accorgersi dell’errore, ammetterlo sinceramente e fare di tutto perchè ci sia un atteggiamento e una azione riparatrice». Grillini ha spiegato poi a voce di essere convinto che la minaccia di boicottaggio abbia inciso sulle scelte comunicative dell’azienda di Parma. Gli chiederà uno spot con famiglia gay? «Gli chiederò quanto meno uno spot riparatore».

Anche Imma Battaglia, consigliere comunale a Roma nelle liste di Sel e storica esponente del movimento Lgbt chiede un incontro con Guido Barilla per «sollecitare lo studio di un marchio Rainbow da apporre sulle confezioni di pasta e per la realizzazione di un nuovo spot inclusivo di tutte le famiglie». Arcigay ha lanciato una campagna per boicottare l’azienda di Parma e persino il premio Nobel Dario Fo ha lanciato un appello perché «il gruppo Barilla rappresenti nelle prossime campagne pubblicitarie la famiglia nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi».

Arrabbiato il mondo conservatore e cattolico. Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato per il Pdl attacca: «La retromarcia di Guido Barilla è penosa». Secondo Gasparri «ci voleva più coraggio. Ha detto una cosa innocente ma oggi se uno dice che secondo i principi naturali quella è la famiglia viene attaccato. Mangerò meno pasta Barilla - conclude - sono deluso». Anche l’Avvenire, quotidiano dei vescovi denuncia che l’Italia è tutt’altro che un Paese «omofobo», piuttosto «sta diventando un Paese omofilo.

:blink: :blink: :blink: :blink:

Edited by ROOSTERS99
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Per solidarietà alla Barilla questa sera mi farò una mezzokilata di spaghetti ( Garofalo , che mi piace di più ). :devil:

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Per solidarietà alla Barilla questa sera mi farò una mezzokilata di spaghetti ( Garofalo , che mi piace di più ). :devil:

Quoto ! :lol:

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Noi di Buitoni si ama tutti. Froci, negri, ebbbrei, fiji de na mignotta, Lazziali..tutti. Basta che magnino la pasta.

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Repubblica è in assoluto il miglior giornale che abbiamo. E io ti assicuro che leggo davvero tutti i giornali

Bah.... La Stampa è su un altro pianeta IMHO

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Grande scoperta al Cern di Ginevra, isolata la variante milanese della "particella di Dio".

Tutti gli scienziati concordi sul nome : "il busone di Higgs".

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Lab su Spiff

Quando era al Cern, Frates aveva isolato la "particella di dio" poi dopo stava isolando una "particella di cane". Poi dopo lo hanno mandato via dal Cern.

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Lab su Spiff

Quando era al Cern, Frates aveva isolato la "particella di dio" poi dopo stava isolando una "particella di cane". Poi dopo lo hanno mandato via dal Cern.

Ahahahaha !!

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