EmaZ Posted February 1, 2007 Posted February 1, 2007 Io sto facendo di tutto per promuover la tua candidatura
Luna Argentata Posted February 1, 2007 Posted February 1, 2007 Confermo! A me salva la vita e anche i post partita W la Bresaola...... Sosterrò e voterò indubbiamente per spiff.....ma attendo anche un bel Kg di bresaola in omaggio Luna
Ale Div. Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 Arluno, 30 Gennaio 2007 Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno di EmaZ! Ascoltate! Non ci s'illuda: l'emazzismo non fa che proclamare certi valori (valori di gerarchia) ma di fatto mantiene una quantità di elementi democratici e Borghesi da far paura. Che cosa sia la guerra, la guerra voluta in sé come un valore superiore sia al vincere che al perdere come quella via eroica e sacra di realizzazione spirituale che nella Bhagavadgita si trova esaltata dal dio AleDivishna, che cosa sia una tale guerra, non lo sanno più questi formidabili "attivisti" di Europa che non conoscono guerrieri ma soltanto soldati e che una guerricciola è bastata per terrorizzare e per far tornare alla retorica dell'umanitarismo e del patetismo quando non ancora peggio a quella del nazionalismo fanfarone e del dannunzianismo. La misura della libertà è la potenza: non dovrà essere più l'idea a dar valore e potere all'individuo ma l'individuo a dar valore, potere, giustificazione a un'idea. Volere la libertà è tutt'uno che volere l'Impero! Le antiche certezze barcollano dovunque; i principi dovunque sono incerti, le tradizioni sono perdute, gli spiriti sono divisi e forze oscure, incontrollabili, irrazionali, sospingono e travolgono gli uomini e le collettività, giuocandole attraverso le idee, gl'interessi e le passioni che essi s'illudono di perseguire. Quella Civiltà, di cui il Moderno fu così fiero e in nome della quale aveva creduto al MITO del PROGRESSO e aveva marciato alla conquista del mondo, quella civiltà si trova oggi dinanzi ad una specie di riduzione dell'assurdo, di capovolgimento dei valori che essa si era arrogati. Lanciatasi alla conquista della materia, essa non ha conseguito il suo scopo che a prezzo di materializzare lo spirito, di escludere ogni forma superiore di vita, di amalgamare gl'individui nella tirannide di organismi collettivi, che quasi diremmo SUBUMANI nella loro mancanza di volto, di razionalità, di luce, nella loro soggiacenza ad energie che di tempo in tempo, come galvanizzando con una vita momentanea e paurosa dei corpi morti o automatici, li scaglia gli uni contro gli altri. Il tentativo Emazziano di dare all'Occidente una tradizione religiosa, non può che considerarsi fallito. Così, tristi presagi incombono sul mondo occidentale: giacchè non si tratta di una contingenza degli ultimi tempi, sì invece della logica conclusione dei principi stessi su cui questa civiltà si è sviluppata. Nella TATANKERICA - che è la più temibile fra le nuovissime barbarie - non ci si trova forse dinanzi allo sbocco della direzione industriale iniziata dalla Civiltà europea? E nel LES-SCEVISMO - che in un certo modo costituisce una forma diversa dell'identico pericolo - non si palesa forse la statuizione in maschera sociale materialistica di quella mistica della comunità che, attraverso il sovvertimento cristiano, travolse i valori individuali, gerarchici ed imperiali del mondo greco-romano? Tutto ciò, ci dice quanto poco sia da sperare circa l'efficacia di una reazione. Ancora una generazione - due al massimo - e ogni possibilità superstite sarà strozzata, e nulla più arresterà questa gran massa oscura che già corre lungo la china. A meno che un rivolgimento brusco, una crisi che squassi radicalmente le fondamenta della civilizzazione moderna venga a ristabilire l'equilibrio, sia pure attraverso qualcosa, che agli occhi dei più varrà come catastrofe. Possedendo questa persuasione, che compito resta ai pochi che ancora resistono? Non un'azione diretta, ma quell'azione più sconcertante che può esercitare la muta ed impassibile presenza di un CONVITATO DI PIETRA. Bisogna spezzare i ponti, e con l'aderenza assoluta a significati e a visioni primordiali, quelle che agirono ancor prima che le cause della presente civilizzazione si stabilissero, costituire un Polo, il quale, se non impedirà a questo mondo di deviati di essere ciò che è, gl'impedirà però di affermare l'inesistenza di ogni altro orizzonte, di glorificare se stesso, di statuire se stesso a religione, di pensare che ciò che è, è ciò che deve essere e che è bene che sia. Il Direttivo dei Guerrieri UR, nella persona del Capo Supremo, Sua Entità Ale Div.
ROOSTERS99 Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 (edited) Giornatona, eh Ale ?? Edited February 2, 2007 by ROOSTERS99
marko Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 (edited) Non ci s'illuda: l'emazzismo non fa che proclamare certi valori (valori di gerarchia) ma di fatto mantiene una quantità di elementi democratici e Borghesi da far paura. Che cosa sia la guerra, la guerra voluta in sé come un valore superiore sia al vincere che al perdere come quella via eroica e sacra di realizzazione spirituale che nella Bhagavadgita si trova esaltata dal dio AleDivishna, che cosa sia una tale guerra, non lo sanno più questi formidabili "attivisti" di Europa che non conoscono guerrieri ma soltanto soldati e che una guerricciola è bastata per terrorizzare e per far tornare alla retorica dell'umanitarismo e del patetismo quando non ancora peggio a quella del nazionalismo fanfarone e del dannunzianismo. La misura della libertà è la potenza: non dovrà essere più l'idea a dar valore e potere all'individuo ma l'individuo a dar valore, potere, giustificazione a un'idea. Volere la libertà è tutt'uno che volere l'Impero! Le antiche certezze barcollano dovunque; i principi dovunque sono incerti, le tradizioni sono perdute, gli spiriti sono divisi e forze oscure, incontrollabili, irrazionali, sospingono e travolgono gli uomini e le collettività, giuocandole attraverso le idee, gl'interessi e le passioni che essi s'illudono di perseguire. Quella Civiltà, di cui il Moderno fu così fiero e in nome della quale aveva creduto al MITO del PROGRESSO e aveva marciato alla conquista del mondo, quella civiltà si trova oggi dinanzi ad una specie di riduzione dell'assurdo, di capovolgimento dei valori che essa si era arrogati. Lanciatasi alla conquista della materia, essa non ha conseguito il suo scopo che a prezzo di materializzare lo spirito, di escludere ogni forma superiore di vita, di amalgamare gl'individui nella tirannide di organismi collettivi, che quasi diremmo SUBUMANI nella loro mancanza di volto, di razionalità, di luce, nella loro soggiacenza ad energie che di tempo in tempo, come galvanizzando con una vita momentanea e paurosa dei corpi morti o automatici, li scaglia gli uni contro gli altri. Il tentativo Emazziano di dare all'Occidente una tradizione religiosa, non può che considerarsi fallito. Così, tristi presagi incombono sul mondo occidentale: giacchè non si tratta di una contingenza degli ultimi tempi, sì invece della logica conclusione dei principi stessi su cui questa civiltà si è sviluppata. Nella TATANKERICA - che è la più temibile fra le nuovissime barbarie - non ci si trova forse dinanzi allo sbocco della direzione industriale iniziata dalla Civiltà europea? E nel LES-SCEVISMO - che in un certo modo costituisce una forma diversa dell'identico pericolo - non si palesa forse la statuizione in maschera sociale materialistica di quella mistica della comunità che, attraverso il sovvertimento cristiano, travolse i valori individuali, gerarchici ed imperiali del mondo greco-romano? Tutto ciò, ci dice quanto poco sia da sperare circa l'efficacia di una reazione. Ancora una generazione - due al massimo - e ogni possibilità superstite sarà strozzata, e nulla più arresterà questa gran massa oscura che già corre lungo la china. A meno che un rivolgimento brusco, una crisi che squassi radicalmente le fondamenta della civilizzazione moderna venga a ristabilire l'equilibrio, sia pure attraverso qualcosa, che agli occhi dei più varrà come catastrofe. Possedendo questa persuasione, che compito resta ai pochi che ancora resistono? Non un'azione diretta, ma quell'azione più sconcertante che può esercitare la muta ed impassibile presenza di un CONVITATO DI PIETRA. Bisogna spezzare i ponti, e con l'aderenza assoluta a significati e a visioni primordiali, quelle che agirono ancor prima che le cause della presente civilizzazione si stabilissero, costituire un Polo, il quale, se non impedirà a questo mondo di deviati di essere ciò che è, gl'impedirà però di affermare l'inesistenza di ogni altro orizzonte, di glorificare se stesso, di statuire se stesso a religione, di pensare che ciò che è, è ciò che deve essere e che è bene che sia. Il Direttivo dei Guerrieri UR, nella persona del Capo Supremo, Sua Entità Ale Div. Edited February 2, 2007 by marko
tatanka Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 Non ci s'illuda: l'emazzismo non fa che proclamare certi valori (valori di gerarchia) ma di fatto mantiene una quantità di elementi democratici e Borghesi da far paura. Che cosa sia la guerra, la guerra voluta in sé come un valore superiore sia al vincere che al perdere come quella via eroica e sacra di realizzazione spirituale che nella Bhagavadgita si trova esaltata dal dio AleDivishna, che cosa sia una tale guerra, non lo sanno più questi formidabili "attivisti" di Europa che non conoscono guerrieri ma soltanto soldati e che una guerricciola è bastata per terrorizzare e per far tornare alla retorica dell'umanitarismo e del patetismo quando non ancora peggio a quella del nazionalismo fanfarone e del dannunzianismo. La misura della libertà è la potenza: non dovrà essere più l'idea a dar valore e potere all'individuo ma l'individuo a dar valore, potere, giustificazione a un'idea. Volere la libertà è tutt'uno che volere l'Impero! Le antiche certezze barcollano dovunque; i principi dovunque sono incerti, le tradizioni sono perdute, gli spiriti sono divisi e forze oscure, incontrollabili, irrazionali, sospingono e travolgono gli uomini e le collettività, giuocandole attraverso le idee, gl'interessi e le passioni che essi s'illudono di perseguire. Quella Civiltà, di cui il Moderno fu così fiero e in nome della quale aveva creduto al MITO del PROGRESSO e aveva marciato alla conquista del mondo, quella civiltà si trova oggi dinanzi ad una specie di riduzione dell'assurdo, di capovolgimento dei valori che essa si era arrogati. Lanciatasi alla conquista della materia, essa non ha conseguito il suo scopo che a prezzo di materializzare lo spirito, di escludere ogni forma superiore di vita, di amalgamare gl'individui nella tirannide di organismi collettivi, che quasi diremmo SUBUMANI nella loro mancanza di volto, di razionalità, di luce, nella loro soggiacenza ad energie che di tempo in tempo, come galvanizzando con una vita momentanea e paurosa dei corpi morti o automatici, li scaglia gli uni contro gli altri. Il tentativo Emazziano di dare all'Occidente una tradizione religiosa, non può che considerarsi fallito. Così, tristi presagi incombono sul mondo occidentale: giacchè non si tratta di una contingenza degli ultimi tempi, sì invece della logica conclusione dei principi stessi su cui questa civiltà si è sviluppata. Nella TATANKERICA - che è la più temibile fra le nuovissime barbarie - non ci si trova forse dinanzi allo sbocco della direzione industriale iniziata dalla Civiltà europea? E nel LES-SCEVISMO - che in un certo modo costituisce una forma diversa dell'identico pericolo - non si palesa forse la statuizione in maschera sociale materialistica di quella mistica della comunità che, attraverso il sovvertimento cristiano, travolse i valori individuali, gerarchici ed imperiali del mondo greco-romano? Tutto ciò, ci dice quanto poco sia da sperare circa l'efficacia di una reazione. Ancora una generazione - due al massimo - e ogni possibilità superstite sarà strozzata, e nulla più arresterà questa gran massa oscura che già corre lungo la china. A meno che un rivolgimento brusco, una crisi che squassi radicalmente le fondamenta della civilizzazione moderna venga a ristabilire l'equilibrio, sia pure attraverso qualcosa, che agli occhi dei più varrà come catastrofe. Possedendo questa persuasione, che compito resta ai pochi che ancora resistono? Non un'azione diretta, ma quell'azione più sconcertante che può esercitare la muta ed impassibile presenza di un CONVITATO DI PIETRA. Bisogna spezzare i ponti, e con l'aderenza assoluta a significati e a visioni primordiali, quelle che agirono ancor prima che le cause della presente civilizzazione si stabilissero, costituire un Polo, il quale, se non impedirà a questo mondo di deviati di essere ciò che è, gl'impedirà però di affermare l'inesistenza di ogni altro orizzonte, di glorificare se stesso, di statuire se stesso a religione, di pensare che ciò che è, è ciò che deve essere e che è bene che sia. Il Direttivo dei Guerrieri UR, nella persona del Capo Supremo, Sua Entità Ale Div. Neanche a leggerlo al contrario ci ho capito qualcosa.
Ale Div. Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 Sapevo che solo tu avresti potuto capire!!!!!!!!!!!
marko Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 Sapevo che solo tu avresti potuto capire!!!!!!!!!!! e sì, caro Ale ... il Signore qui raffigurato era Un Grande INDIVIDUO!
EmaZ Posted February 2, 2007 Posted February 2, 2007 Sol perchè son arrivato a casa ora e mi ha battuto sul tempo
tatanka Posted February 5, 2007 Posted February 5, 2007 E' da ieri che mi gratto in continuazione. I prud myself.
Ponchiaz Posted February 5, 2007 Posted February 5, 2007 Domanda per Ale Div. Eri tu quello in curva ieri con la maglietta "Proud of my ashell" ?
Ponchiaz Posted February 5, 2007 Posted February 5, 2007 Io questa sera ho un allenamento. Altri no. Ho chiuso con il basket. E ti diró di piú: il basket mi ha detto che vuole chiudere con te.
EmaZ Posted February 5, 2007 Posted February 5, 2007 Ho chiuso con il basket. E ti diró di piú: il basket mi ha detto che vuole chiudere con te. Anche la lingua italiana, dopo ieri sera, vuole chiudere con lui
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