Les Claypool Posted December 14, 2006 Posted December 14, 2006 Perchè? The answer is blowin' in the wind
spiff Posted December 14, 2006 Posted December 14, 2006 The answer is blowin' in the wind The Answer è da mo' che non scrive più su VFB
Les Claypool Posted December 14, 2006 Posted December 14, 2006 The Answer è da mo' che non scrive più su VFB
EmaZ Posted December 14, 2006 Posted December 14, 2006 Oggi meglio di ieri ... 10:28 ... ... se continui ad impegnarti un giorno raggiungerai Emaz ... Ma va non ci riuscirà mai
spiff Posted December 15, 2006 Posted December 15, 2006 Ma va non ci riuscirà mai E lo voglio sperare....per lui!!
Ponchiaz Posted December 18, 2006 Posted December 18, 2006 Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: sí, ma cosa?
Les Claypool Posted December 18, 2006 Posted December 18, 2006 oggi bresaola e insalata con le noci riso in bianco e patate bollite...
Ponchiaz Posted December 18, 2006 Posted December 18, 2006 riso in bianco e patate bollite... Stai leggendo anche tu il "De rerum Imodium"?
ROOSTERS99 Posted December 18, 2006 Posted December 18, 2006 Cazzo che fame. ...ancora retaggio della pizza ??
EmaZ Posted December 18, 2006 Posted December 18, 2006 E lo voglio sperare....per lui!! Brau..fai lo spiritoso Ultima settimana e poi pausa. Anche per me...si parte il 23 e si ritorna il 13 Ah che bella la vita dell'universitario
tatanka Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 (edited) Sono a casa. Sono partito per andare a lavorare. Non sono arrivato al lavoro. Un giorno di ferie messo nel cesso. Edited December 19, 2006 by tatanka
Ale Div. Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 Leopardi, Nietszche e Dostojievski. O il Pensiero Moderno LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO Qui su l'arida schiena del formidabil monte sterminator Vesevo, la qual null'altro allegra arbor né fiore, tuoi cespi solitari intorno spargi, odorata ginestra, contenta dei deserti. Anco ti vidi de' tuoi steli abbellir l'erme contrade che cingon la cittade la qual fu donna de' mortali un tempo, e del perduto impero par che col grave e taciturno aspetto faccian fede e ricordo al passeggero. Or ti riveggo in questo suol, di tristi lochi e dal mondo abbandonati amante, e d'afflitte fortune ognor compagna. Questi campi cosparsi di ceneri infeconde, e ricoperti dell'impietrata lava, che sotto i passi al peregrin risona; dove s'annida e si contorce al sole la serpe, e dove al noto cavernoso covil torna il coniglio; fur liete ville e colti, e biondeggiàr di spiche, e risonaro di muggito d'armenti; fur giardini e palagi, agli ozi de' potenti gradito ospizio; e fur città famose che coi torrenti suoi l'altero monte dall'ignea bocca fulminando oppresse con gli abitanti insieme. Or tutto intorno una ruina involve, dove tu siedi, o fior gentile, e quasi i danni altrui commiserando, al cielo di dolcissimo odor mandi un profumo, che il deserto consola. A queste piagge venga colui che d'esaltar con lode il nostro stato ha in uso, e vegga quanto è il gener nostro in cura all'amante natura. E la possanza qui con giusta misura anco estimar potrà dell'uman seme, cui la dura nutrice, ov'ei men teme, con lieve moto in un momento annulla in parte, e può con moti poco men lievi ancor subitamente annichilare in tutto. Dipinte in queste rive son dell'umana gente le magnifiche sorti e progressive . Qui mira e qui ti specchia, secol superbo e sciocco, che il calle insino allora dal risorto pensier segnato innanti abbandonasti, e volti addietro i passi, del ritornar ti vanti, e procedere il chiami. Al tuo pargoleggiar gl'ingegni tutti, di cui lor sorte rea padre ti fece, vanno adulando, ancora ch'a ludibrio talora t'abbian fra sé. Non io con tal vergogna scenderò sotterra; ma il disprezzo piuttosto che si serra di te nel petto mio, mostrato avrò quanto si possa aperto: ben ch'io sappia che obblio preme chi troppo all'età propria increbbe. Di questo mal, che teco mi fia comune, assai finor mi rido. Libertà vai sognando, e servo a un tempo vuoi di novo il pensiero, sol per cui risorgemmo della barbarie in parte, e per cui solo si cresce in civiltà, che sola in meglio guida i pubblici fati. Così ti spiacque il vero dell'aspra sorte e del depresso loco che natura ci diè. Per questo il tergo vigliaccamente rivolgesti al lume che il fe' palese: e, fuggitivo, appelli vil chi lui segue, e solo magnanimo colui che sé schernendo o gli altri, astuto o folle, fin sopra gli astri il mortal grado estolle. Uom di povero stato e membra inferme che sia dell'alma generoso ed alto, non chiama sé né stima ricco d'or né gagliardo, e di splendida vita o di valente persona infra la gente non fa risibil mostra; ma sé di forza e di tesor mendico lascia parer senza vergogna, e noma parlando, apertamente, e di sue cose fa stima al vero uguale. Magnanimo animale non credo io già, ma stolto, quel che nato a perir, nutrito in pene, dice, a goder son fatto, e di fetido orgoglio empie le carte, eccelsi fati e nove felicità, quali il ciel tutto ignora, non pur quest'orbe, promettendo in terra a popoli che un'onda di mar commosso, un fiato d'aura maligna, un sotterraneo crollo distrugge sì, che avanza a gran pena di lor la rimembranza. Nobil natura è quella che a sollevar s'ardisce gi occhi mortali incontra al comun fato, e che con franca lingua, nulla al ver detraendo, confessa il mal che ci fu dato in sorte, e il basso stato e frale; quella che grande e forte mostra sé nel soffrir, né gli odii e l'ire fraterne, ancor più gravi d'ogni altro danno, accresce alle miserie sue, l'uomo incolpando del suo dolor, ma dà la colpa a quella che veramente è rea, che de' mortali madre è di parto e di voler matrigna. Costei chiama inimica; e incontro a questa congiunta esser pensando, siccome è il vero, ed ordinata in pria l'umana compagnia, tutti fra sé confederati estima gli uomini, e tutti abbraccia con vero amor, porgendo valida e pronta ed aspettando aita negli alterni perigli e nelle angosce della guerra comune. Ed alle offese dell'uomo armar la destra, e laccio porre Al vicino ed inciampo, stolto crede così qual fora in campo cinto d'oste contraria, in sul più vivo incalzar degli assalti, gl'inimici obbliando, acerbe gare imprender con gli amici, e sparger fuga e fulminar col brando infra i propri guerrieri. Così fatti pensieri quando fien, come fur, palesi al volgo, e quell'orror che primo contra l'empia natura strinse i mortali in social catena, fia ricondotto in parte da verace saper, l'onesto e il retto conversar cittadino, e giustizia e pietade, altra radice avranno allor che non superbe fole, ove fondata probità del volgo così star suole in piede quale star può quel ch'ha in error la sede.
EmaZ Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 Sono a casa. Sono partito per andare a lavorare. Non sono arrivato al lavoro. Un giorno di ferie messo nel cesso. Guarda il lato positivo Oggi i tuoi colleghi non ti han dovuto sopportare
Giulio Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 Oggi avrei fatto meglio a stare a casa. Visite in azienda?
Virgus Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 Visite in azienda? hey ... riesco a scrivere anche con una mano sola
Giulio Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 (edited) hey ... riesco a scrivere anche con una mano sola Io pensavo alla visita di un autobus di procaci modelle svedesi... ...ma sempre con una mano sola avresti scritto! Edited December 19, 2006 by Giulio
Silver Surfer Posted December 19, 2006 Posted December 19, 2006 Sì, ma a Stoccolma se la tirano di bestia...
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