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Bucchi, Caserta ha una marcia in più

11/07/2008 09:12

- Gazzetta di Caserta -

Abbiamo raccontato la favola della Juve, l’abbiamo raccontata in mille modi diversi, con toni caldi, accesi, fino ad arrivare al degno finale della post season. Coach Frates, dopo aver “strizzato” l’occhio ai playoff, ci si era tuffato con la consapevolezza di guidare una squadra con profondità d'organico. Il problema, forse, era quello di definire una rotazione flessibile ma costante e così è stato. Non più cristalli preziosi ma fragili, bensì uomini spietati a scoprire i loro attacchi, a volte addirittura incontenibili in difesa, capaci di rimettersi in carreggiata, arrivando dritti alla meta prestabilita da tempo. Oggi ha risposto alle nostre domande l’ex allenatore dell'Eldo Napoli, Piero Bucchi, ora approdato a Milano, trascinando nella sua avventura una furia a rimbalzo come Rocca.

Se dovesse raccontarci la Serie A e la LegaDue di questa stagione che parole userebbe?

«La massima serie, puntando su ben quattro americani, dà la possibilità - commenta il nuovo tecnico dell’Armani Jeans - di allestire delle buone squadre, anche quando non si ha a disposizione un ricco budget. Nell’arco di un anno ci sono state delusioni, sorprese, compagini-rivelazioni e tutto questo ha contribuito a rendere il campionato più vivo e interessante. La LegaDue ha portato nel suo grembo un risultato atteso e meritato: la promozione della Juve Caserta. Me l’aspettavo, considerando l’impegno societario degli ultimi anni. Sarà interessante assistere al ritorno della Pepsi e all’entrata della Carife Ferrara nel campionato che verrà».

L’abbiamo vista più di una volta al Palamaggiò. Cosa ha pensato in quei momenti?

«In tempi non sospetti, mentre parlavo con Betti, ho ribadito quanto fosse importante aver costruito una squadra così esperta, con l’ambizione lecita di compiere il famoso salto di categoria. Nella stagione regolare c’è stato più di un imprevisto, è vero, ma nei playoff ogni incertezza è svanita e Caserta è davvero esplosa così come sapeva e doveva fare. Ho avuto la conferma di quello che era già nella mia testa».

Le pedine determinanti in canotta bianconera?

«Diaz, Childress e Frosini».

Torniamo a lei. Una nuova città, una nuova sfida.

«E’ per me un onore essere arrivato a Milano. Non volevo lasciarmi sfuggire una simile occasione: ringrazio Napoli e il presidente Maione perché, avendo ancora un anno di contratto in terra partenopea, mi ha lasciato andare, intuendo alla perfezione le mie esigenze».

La Juve di Frates lascia una realtà più piccola, per imbattersi in una più grande. Cosa conta per la permanenza in LegaA?

«Innanzitutto scegliere gli americani che possano proporre soluzioni interessanti, senza dimenticare che, in questo sport, occorre mantenere il giusto equilibrio - conclude l’ex coach Eldo -. A Caserta ho sempre visto una muraglia incredibile di persone a fare da cornice alle partite e sono sicuro che, con l’appoggio del pubblico e l’entusiasmo che si addice ad una neo promossa, espugnare il parquet del Palamaggiò sarà un’impresa».

Se dovessimo chiederci cosa ha rappresentato la promozione, potremmo rispondere così: “Credo sia stata la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni”.

Alessia Giunta

siccome non lo considero l'ultimo degli allenatori, trovo utile ricordare i tre nomi che ha indicato per misurare il polso della varese ventura...

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Bucchi, Caserta ha una marcia in più

11/07/2008 09:12

- Gazzetta di Caserta -

Abbiamo raccontato la favola della Juve, l’abbiamo raccontata in mille modi diversi, con toni caldi, accesi, fino ad arrivare al degno finale della post season. Coach Frates, dopo aver “strizzato” l’occhio ai playoff, ci si era tuffato con la consapevolezza di guidare una squadra con profondità d'organico. Il problema, forse, era quello di definire una rotazione flessibile ma costante e così è stato. Non più cristalli preziosi ma fragili, bensì uomini spietati a scoprire i loro attacchi, a volte addirittura incontenibili in difesa, capaci di rimettersi in carreggiata, arrivando dritti alla meta prestabilita da tempo. Oggi ha risposto alle nostre domande l’ex allenatore dell'Eldo Napoli, Piero Bucchi, ora approdato a Milano, trascinando nella sua avventura una furia a rimbalzo come Rocca.

Se dovesse raccontarci la Serie A e la LegaDue di questa stagione che parole userebbe?

«La massima serie, puntando su ben quattro americani, dà la possibilità - commenta il nuovo tecnico dell’Armani Jeans - di allestire delle buone squadre, anche quando non si ha a disposizione un ricco budget. Nell’arco di un anno ci sono state delusioni, sorprese, compagini-rivelazioni e tutto questo ha contribuito a rendere il campionato più vivo e interessante. La LegaDue ha portato nel suo grembo un risultato atteso e meritato: la promozione della Juve Caserta. Me l’aspettavo, considerando l’impegno societario degli ultimi anni. Sarà interessante assistere al ritorno della Pepsi e all’entrata della Carife Ferrara nel campionato che verrà».

L’abbiamo vista più di una volta al Palamaggiò. Cosa ha pensato in quei momenti?

«In tempi non sospetti, mentre parlavo con Betti, ho ribadito quanto fosse importante aver costruito una squadra così esperta, con l’ambizione lecita di compiere il famoso salto di categoria. Nella stagione regolare c’è stato più di un imprevisto, è vero, ma nei playoff ogni incertezza è svanita e Caserta è davvero esplosa così come sapeva e doveva fare. Ho avuto la conferma di quello che era già nella mia testa».

Le pedine determinanti in canotta bianconera?

«Diaz, Childress e Frosini».

Torniamo a lei. Una nuova città, una nuova sfida.

«E’ per me un onore essere arrivato a Milano. Non volevo lasciarmi sfuggire una simile occasione: ringrazio Napoli e il presidente Maione perché, avendo ancora un anno di contratto in terra partenopea, mi ha lasciato andare, intuendo alla perfezione le mie esigenze».

La Juve di Frates lascia una realtà più piccola, per imbattersi in una più grande. Cosa conta per la permanenza in LegaA?

«Innanzitutto scegliere gli americani che possano proporre soluzioni interessanti, senza dimenticare che, in questo sport, occorre mantenere il giusto equilibrio - conclude l’ex coach Eldo -. A Caserta ho sempre visto una muraglia incredibile di persone a fare da cornice alle partite e sono sicuro che, con l’appoggio del pubblico e l’entusiasmo che si addice ad una neo promossa, espugnare il parquet del Palamaggiò sarà un’impresa».

Se dovessimo chiederci cosa ha rappresentato la promozione, potremmo rispondere così: “Credo sia stata la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni”.

Alessia Giunta

siccome non lo considero l'ultimo degli allenatori, trovo utile ricordare i tre nomi che ha indicato per misurare il polso della varese ventura...

Esattamente! Sono sempre più convinto che (auspicando una conferma di Galanda), l'americano vado inserito nello spot di guardia/ala piccola, piuttosto che in quello di ala grande. A mio avviso la squadra più equilibrata e competitiva (in base alle risorse disponibili) sarebbe strutturata così:

CHILDRESS

X (U.S.A.)

BOSCAGIN

X (COMUNITARIO)

GALANDA

----------------------

Passera

Gergati *

Genovese

Martinoni

Antonelli *

* la scelta di Gergati proprio non la capisco, avendo già una coppia di play (Childress-Passera) di super-lusso per la a2, avrei preso una guardia fisicata (mi fido del Pilla, sperem... ;) )

** possibilmente se ci fossere un po' di $ di spendere punterei su un centro più grosso ed espero e girerei in prestito Antonelli alla Robur.

Posted (edited)

11.07.2008. 13:16

In Legadue, Scafati, dopo un tentativo con Gioulekas, ci prova con l'ex-nazionale Sandro De Pol per il ruolo di 3-4. Livorno vuole ricomporre la coppia di lunghi già vista l'anno scorso a Pavia mettendo accanto a Bagnoli Cristiano Masper, mentre il cambio della guardia titolare Rimini lo pesca in B1 con Giacomo Gurini, nell'ultima stagione a Fossombrone. Pavia, viceversa, si è definitivamente arresa di fronte al muro alzato dalla Virtus Siena sulle partenze di Tomasiello e De Min.

Paolo De Persis

Edited by corny
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Joe Bunn a Imola, previsti 30elli x lui e x il suo diretto avversario.

ma il nano che gioca centro?

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11.07.2008. 13:16

In Legadue, Scafati, dopo un tentativo con Gioulekas, ci prova con l'ex-nazionale Sandro De Pol per il ruolo di 3-4. Livorno vuole ricomporre la coppia di lunghi già vista l'anno scorso a Pavia mettendo accanto a Bagnoli Cristiano Masper, mentre il cambio della guardia titolare Rimini lo pesca in B1 con Giacomo Gurini, nell'ultima stagione a Fossombrone. Pavia, viceversa, si è definitivamente arresa di fronte al muro alzato dalla Virtus Siena sulle partenze di Tomasiello e De Min.

Paolo De Persis

vabbeh.. ma il fiato dove lo trova quel pover ' uomo?

Posted
Lo tiene tutto x la partita contro Varese...vuoi vedere che ci fà un trentello ???

va bene, basta che gli altri non segnino e la partita la vinciamo noi. B)

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Jumanjj a Mil-ano.

Se lo pagano puntualmente (e Armani non sembra avere problemi in merito) e farà vedere per tutta la stagione quanto mostrato a Napoli (con qualche pausa "sindacale"), questo è un ottimo acquisto. Forse tornare a comprare i giocatori che hanno finito la carriera NBA (decorosa) e non solo quelli scartati, anche se più giovani, potrebbe essere una buona politica in un campionato sempre più scarso...

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Se lo pagano puntualmente (e Armani non sembra avere problemi in merito) e farà vedere per tutta la stagione quanto mostrato a Napoli (con qualche pausa "sindacale"), questo è un ottimo acquisto. Forse tornare a comprare i giocatori che hanno finito la carriera NBA (decorosa) e non solo quelli scartati, anche se più giovani, potrebbe essere una buona politica in un campionato sempre più scarso...

Conta prenderli buoni e con la testa giusta, aldilà della carriera che hanno avuto in NBA.

Posted
Conta prenderli buoni e con la testa giusta, aldilà della carriera che hanno avuto in NBA.

Vero, ma uno con una dignitosa carriera NBA come Jumaine Jones deve avere anche il minimo di testa che serve per gestirsi e reggere la competizione in quell'ambiente.

Giocatori "scartati" (tipo Hodge) a volte vengono scartati per il fisico o perchè sanno fare benino tutto e nulla benissimo (e in europa spaccano), ma altre volte proprio perchè non ci stanno con la testolina (e per far bene qui devono essere gestiti benissimo).

Molti storcono il naso quando arriva un quasi trentenne o, peggio, un ultra trentenne, ma uno come Jones (che è del 79) che ha giocato 8 stagioni in NBA con 20 minuti di media a partita secondo me da garanzie molto più solide di un pocopiù che ventenne appena uscito dal college o da uno scartato dopo un anno di NBA o poco più (Hodge e Brown) che pensa di venire qui a insegnare basket.

Inoltre con i contratti annuali ingaggiare un giovane USA non garantisce nessun ritorno e contratti a più lungo termine sono un rischio, soprattutto considerando come il rendimento di molti americani dipende moltissimo dall'ambiente (vedi, ad esempio, gli ex-biellesi Gaines e Daniels...).

Posted
Vero, ma uno con una dignitosa carriera NBA come Jumaine Jones deve avere anche il minimo di testa che serve per gestirsi e reggere la competizione in quell'ambiente.

Giocatori "scartati" (tipo Hodge) a volte vengono scartati per il fisico o perchè sanno fare benino tutto e nulla benissimo (e in europa spaccano), ma altre volte proprio perchè non ci stanno con la testolina (e per far bene qui devono essere gestiti benissimo).

Molti storcono il naso quando arriva un quasi trentenne o, peggio, un ultra trentenne, ma uno come Jones (che è del 79) che ha giocato 8 stagioni in NBA con 20 minuti di media a partita secondo me da garanzie molto più solide di un pocopiù che ventenne appena uscito dal college o da uno scartato dopo un anno di NBA o poco più (Hodge e Brown) che pensa di venire qui a insegnare basket.

Inoltre con i contratti annuali ingaggiare un giovane USA non garantisce nessun ritorno e contratti a più lungo termine sono un rischio, soprattutto considerando come il rendimento di molti americani dipende moltissimo dall'ambiente (vedi, ad esempio, gli ex-biellesi Gaines e Daniels...).

Ok, però non è che funzioni sempre così, c'è caso e caso.

Guest Paul The Rock
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La Pallacanestro Olimpia Armani Jeans Milano è lieta di comunicare di aver siglato un accordo per le prossime due stagioni con la guardia francese di 193 cm Yohann Sangaré (Asvel Villeurbanne).

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