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Meno male che non e' successo in Italia, avremmo discusso per eoni della pista e mica della pista.

Sfiga, it is what it is.

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http://www.lastampa.it/2014/01/02/multimedia/sport/meribel-in-sci-sulla-pista-che-nasconde-insidie-JJAkuIw5yArDTn3LE1XFxJ/pagina.html

Il video girato con gli sci sul luogo dell' incidente; che ne dici Vi ?

A me pare demenziale non transennare quel settore...e anche buttarcisi dentro, eh....

Il video mi fa venire da vomitare e quindi non son riuscito a vederlo tutto , in ufficio poi non ho l'audio , ma questo mi sa che è un vantaggio .

In ogni caso la pista è palinata , si è quasi in piano e c'è un fottio di gente : per rompere un casco da sci di , immagino , ottima qualità in quel posto li bisogna andare forte . Probabilmente molto forte .

Guardiamo il lato positivo : non ha fatto male ad altra gente.

In bocca al lupo ma ( probabilmente ) la colpa è solo sua.

Edited by Virgus
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Sport
08/01/2014
Schumacher, il film della discesa:
“Non ha commesso imprudenze”
La telecamera montata sul casco conferma che l’ex pilota non andava veloce

Michael Schumacher non ha commesso alcuna imprudenza prima dell’incidente sulle piste di sci di Meribel. È quanto rivelano le immagini della telecamera che aveva sul casco, secondo le prime informazioni trapelate dagli inquirenti di Grenoble.

La telecamera che Michael Schumacher aveva installato sul suo casco ha filmato l’incidente e le immagini sono al vaglio degli inquirenti. La presenza della telecamera era stata resa nota venerdì, ma non era ancora chiaro se il congegno funzionasse oppure no al momento dell’incidente. Le immagini sono state consegnate dalla famiglia di Schumi agli investigatori.

La telecamera conferma dunque che Schumi non andava veloce. Un elemento determinante su cui i pareri non erano fino a oggi concordanti. Secondo i medici di Grenoble lo choc alla testa poteva essere avvenuto solo ad alta velocità. Secondo un turista tedesco, che sostiene di aver ripreso a sua volta la scena, Schumi andava invece «ad una velocità massima di 20 km/h». Ed anche la portavoce della famiglia, Sabine Kehn, ha più volte ripetuto negli ultimi giorni che Schumi sciava ad andamento contenuto.

Intanto, in attesa di un nuovo punto della magistratura, fissato per questa mattina, e nella pioggia inarrestabile di vere e false notizie sulle condizioni di salute del marito, la moglie di Michael, Corinna Schumacher, ha chiesto ai media di farsi da parte e di lasciare Grenoble per permettere ai medici di fare il loro lavoro. «Per favore sosteneteci nella lotta comune con Michael - ha scritto la donna in una nota ai media -. È importante per me che i medici e l’ospedale siano lasciati tranquilli perché possano lavorare in pace. Fidatevi delle loro dichiarazioni e lasciate stare la clinica. Lasciate tranquilla anche la nostra famiglia». Un centinaio di cronisti avevano affollato il piazzale dell’ospedale di Grenoble la settimana scorsa. Sono poco più di una decina i camioncini delle tv stazionati nel parcheggio destinato ai media. Alla voce di Corinna si è unita anche quella dell’Associazione dei giornalisti tedeschi (DJV), che in un comunicato ha chiesto di «rispettare il dolore delle vittime e i sentimenti dei cari». Le condizioni di Michael Schumacher restano critiche ma stabili, anche se ieri è stato annunciato un «lieve miglioramento».

Edited by ROOSTERS99
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Visto il "luogo" (area rocciosa non battuta e non transennata/segnalata tra 2 piste), il "movente" (soccorso a qualcuno) e le "circostanze" ( non andava veloce, nessuna improdenza) io dico

sfiga pazzesca e cazzi acidi per i gestori degli impianti e/o costruttori del casco indossato da Shumy.

Edited by ROOSTERS99
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Visto il "luogo" (area rocciosa non battuta e non transennata tra 2 piste), il "movente" (soccorso a qualcuno) e le "circostanze" ( non andava veloce, nessuna improdenza) io dico

sfiga pazzesca e cazzi acidi per i gestori degli impianti e/o costruttori del casco indossato da Shumy.

A mio avviso ni l'un ni l'otr.

Il procuratore ha dichiarato che le norme di sicurezza sono state rispettate e che dalle indagini Shumacher si è infilato in quel posto volontariamente , il casco aveva certamente l' omologazione di legge quindi credo sia semplicemente un incidente simile a tanti altri che avvengono in montagna : distrazione , imprudenza e sfiga.

A Shumacher è andata ( molto relativamente ) bene , al ragazzo di casale litta no.

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A mio avviso ni l'un ni l'otr.

Il procuratore ha dichiarato che le norme di sicurezza sono state rispettate e che dalle indagini Shumacher si è infilato in quel posto volontariamente , il casco aveva certamente l' omologazione di legge quindi credo sia semplicemente un incidente simile a tanti altri che avvengono in montagna : distrazione , imprudenza e sfiga.

A Shumacher è andata ( molto relativamente ) bene , al ragazzo di casale litta no.

No davvero !! :bye:

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A mio avviso ni l'un ni l'otr.

Il procuratore ha dichiarato che le norme di sicurezza sono state rispettate e che dalle indagini Shumacher si è infilato in quel posto volontariamente , il casco aveva certamente l' omologazione di legge quindi credo sia semplicemente un incidente simile a tanti altri che avvengono in montagna : distrazione , imprudenza e sfiga.

A Shumacher è andata ( molto relativamente ) bene , al ragazzo di casale litta no.

Concordo in pieno. Era a 8 metri dal bordo della pista, probabilmente pensava di scavallare via in scioltezza la neve fresca e si è piantato su un pietrone che l'ha catapultato.

Sfiga + imprudenza...ora non so se per lui sia meglio restare vivo o no...e lo dico con cognizione di causa

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Sì al netto che il collega scomparso a San Domenico era fuori dalle piste, da solo, senza l'ARVA.

Io credo che con tutta la passione che legittimamente si può avere, un padre di un bambino e un quarto dovrebbe evitare di mettersi in queste situazioni.

Comunque, è morto per cui non si può che augurargli di riposare in pace.

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Sì al netto che il collega scomparso a San Domenico era fuori dalle piste, da solo, senza l'ARVA.

Io credo che con tutta la passione che legittimamente si può avere, un padre di un bambino e un quarto dovrebbe evitare di mettersi in queste situazioni.

Comunque, è morto per cui non si può che augurargli di riposare in pace.

Distrazione , imprudenza e sfiga.

Appunto.

Quoto tutto.

  • 2 weeks later...
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Nei forum specifici circolano brutti rumors .

Ma brutti brutti .

E rimandano alla vicenda del compianto Leo David.

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Nei forum specifici circolano brutti rumors .

Ma brutti brutti .

E rimandano alla vicenda del compianto Leo David.

Porco tutto..... :(

  • 1 month later...
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Aspettando la nuova stagione ormai alle porte....vorrei dire che la Williams Martini mi pare una gran figata !!

Brabham+martini+blanche.png

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Da oggi col Gp d'Australia inizia la nuova stagione...speriamo sia più avvincente delle ultime (e ci vuole poco)...le nuove regole dovrebbero proprio garantire un equilibrio maggiore e nuovi valori in campo

Edited by simon89
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La Redbull sarà costretta a correre con tre gomme?

Ma ...paiono essere in difficoltà....paiono...

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Edited by ROOSTERS99
  • 2 weeks later...
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26/03/2014

L’ex capo-medico della Formula 1:
per Schumacher prepariamoci al peggio
Gary Hartstein: «Condizioni aggravate da disattenzioni durante i soccorsi»

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londra

Preziosi minuti sprecati a causa «di una serie di disattenzioni» che rischiano di risultare fatali a Michael Schumacher. Un inutile volo in elicottero al più vicino pronto soccorso prima del trasporto all’ospedale di Grenoble. Un coma lungo tre mesi dal quale non si sa quando, né se mai, si sveglierà’. «Bisogna prepararsi al peggio», come suggerisce un bollettino medico stazionario nella sua crtiticita’ che di giono in giorno indebolisce ogni speranza.

È questo il contenuto dell’intervista-denuncia che Gary Hartstein, capo-medico della Formula Uno dal 2005 al 2012, ha rilasciato al tabloid britannico Sun. Parole che suonano come una pesantissima accusa a chi ha prestato soccorso a Schumacher sulle nevi di Meribel lo scorso 29 dicembre. Da allora il sette volte iridato non si è più svegliato: se le sue condizioni apparivano già critiche dopo l’incidente, il quadro clinico si è drammaticamente aggravato a causa «di una serie di disattenzioni», prima tra tutte l’inutile passaggio all’ospedale di Moutiers.

«Non si trasporta un paziente con un sospetto trauma cranico in una struttura che non dispone di un reparto di neurochirurgia», ha denunciato Hartstein, oggi a capo del pronto soccorso dell’ospedale universitario di Liegi, che ha citato «fonti solitamente impeccabili» per le sue rivelazioni.

Hartstein, 58 anni, ha conosciuto e lavorato con Schumacher durante i suoi sette anni al seguito delle gare di Formula Uno, ma è rimasto comunque sorpreso dall’affetto che ancora oggi i tifosi manifestano al pilota tedesco. «Ho visto con i miei occhi interi circuiti pieni di magliette e cappellini rossi, tutti per Michael. Ho sempre saputo che era adorato ovunque - le parole del medico statunitense -. Ma sono esterrefatto dalla profondità e dalla persistenza dell’amore dei suoi tifosi. Penso però che bisogna cominciare a prepararsi al peggio, la mancanza di aggiornamenti da parte del suo entourage ci sta dando la possibilità di cominciare a distaccarci da lui».

Secondo Hartstein, che basa le sue dichiarazioni sui rari bollettini medici emessi dall’ospedale francese e da qualche confidenza racconta tra colleghi, Schumi ha perso molti chili, almeno un terzo del suo peso corporeo, e presto potrebbe essere trasferito in un centro specializzato di terapia intensiva. Indiscrezioni che finora non hanno trovato conferma tra l’entourage del tedesco. Settimana scorsa la sua portavoce aveva rivelato che è in corso una fase di graduale risveglio dal coma, non specificando però la tempistica: «Durerà il tempo necessario». Uno spiraglio di ottimismo che non convince la stampa tedesca secondo cui lo staff medico avrebbe già informato la moglie Corinna che Michael è destinato a restare in stato vegetativo permanente per il resto dei suoi giorni, a meno che non succeda un miracolo. Una tragica prospettiva condivisa dallo stesso Hartstein.

:bye:

Edited by ROOSTERS99
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E' la cosa a cui tutti pensiamo purtroppo.

Certo che questo ex medico ha come fonti delle indiscrezioni e non c'entra nulla con il team che ha in cura Shumi. A che pro rilasciare l'intervista?

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MILANO - I sogni di un ragazzino verso il marchio più riconoscibile al mondo, il Cavallino rampante della Ferrari. La passione coltivata attraverso i social network. Poi la battaglia legale e il mito che crolla. Ci sono questi elementi nella storia di Sammy Wasem e della sua pagina Facebook sulla casa di Maranello, insieme a discussioni più ampie su diritti di proprietà intellettuale, tutela dei marchi e utilizzo dei nuovi mezzi di condivisione.

La vicenda è raccontata dall'agenzia Usa Bloomberg, che spiega come Sammy Wasem fosse un quindicenne quando allestì la sua pagina Facebook dedicata alla Ferrari. Ora, a sei anni di distanza, le due parti sono in causa perché Sammy Wasem e il padre Olivier hanno citato il Cavallino Rampante, lamentando l'infrazione del diritto di copyright a seguito dell'aver perso il controllo del loro sito. D'altra parte, Ferrari ha accusato la famiglia di aver usato in maniera impropria il marchio, ad esempio per pubblicizzare del merchandising non legato alla Ferrari o per scopi privati, come l'invio di messaggi d'invito al diciottesimo compleanno di Sammy Wasem.

"Non hanno scrupoli, hanno avuto il coraggio di portar via i sogni di un ragazzo", ha detto Sammy in un'intervista. "Il problema non è con Facebook o con i nostri fan, ma con quelli che cercano di usare il marchio Ferrari e i diritti dell'azienda per far soldi", rispondono da Maranello dove non risulta sia instaurata alcuna causa. Ma per Olivier Wasem, la famiglia non ha fatto
soldi vendendo alcunché online.

Bloomberg sottolinea che l'approccio della casa automobilistica a questa vicenda, giunta allo scontro, è opposto rispetto a quello che ha tenuto in un caso simile Coca-Cola, che ha finito per assumere i fan che avevano creato le pagine. La ricostruzione del caso parte dal fatto che le regole di Facebook permettono agli utenti di creare fan page sui marchi che preferiscono, mentre le pagine ufficiali devono essere amministrate dalla compagnia. I Wasem, che sono anche piloti da corsa a livello amatoriale, hanno ricevuto una prima mail nel marzo del 2009 da parte di Ferrari, con la quale la casa di Maranello si complimentava per il loro lavoro sul social network, che li aveva portati a raggiungere 500mila fan in un anno. La casa italiana diceva allora che "sfortunatamente questioni legali ci costringono ad assumere formalmente l'amministrazione della fan page". Secondo il legale Joris van Manen, sentito dall'agenzia Usa ed esterno al caso, nessuno ha il diritto di reclamare un sito in questo modo.

I Wasem hanno comunque accettato di fare della loro pagina quella ufficiale per i fan del Cavallino. Ma raccontano che a Maranello hanno deciso di nominare alcuni gestori del sito senza dar loro notizia; in cambio, hanno ricevuto l'offerta per una affiliazione perenne al club Scuderia e dei loghi da poter utilizzare. Per quattro anni, hanno continuato a lavorare sulla pagina senza siglare alcun accordo, anche dal punto di vista economico, che magari potesse aiutarli a finanziare l'attività delle corse amatoriali. Alla fine hanno perso i loro diritti di amministrazione della pagina e - nel febbraio 2013 - hanno avviato una causa civile sostenendo di aver diritto a un compenso per le loro 5.500 ore di lavoro sulla pagina. Ma per il legale van Manen il loro errore è stato quello di non aver siglato un contratto scritto - con i termini finanziari - prima di aver dato l'ok a trasformare la loro pagina di fan in quella ufficiale. A Ginevra è in corso intanto l'analisi del caso, sul fronte penale. La famiglia americana ha chiesto almeno 11 milioni di dollari di rimborso e che si faccia luce sul ruolo di Facebook.
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MILANO - I sogni di un ragazzino verso il marchio più riconoscibile al mondo, il Cavallino rampante della Ferrari. La passione coltivata attraverso i social network. Poi la battaglia legale e il mito che crolla. Ci sono questi elementi nella storia di Sammy Wasem e della sua pagina Facebook sulla casa di Maranello, insieme a discussioni più ampie su diritti di proprietà intellettuale, tutela dei marchi e utilizzo dei nuovi mezzi di condivisione.

Mi pare che lo stesso problema sia sorto negli anni scorsi con i club di tifosi e collezionisti. E un caso simile ha riguardato anche il Varese calcio, che fece chiudere (o inglobò) una pagina amatoriale nata prima di quella ufficiale.

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