ROOSTERS99 Posted June 8, 2014 Posted June 8, 2014 Sotto si trova lettera aperta di Andrea Schiavi miglior allenatore votato alle finali nazionali under 19 che se ne va perché a Varese e' impossibile far lavorare le persone che fanno giocare chi merita invece di chi è raccomandato......e così proseguiremo ad avere un settore giovanile scarso.... Avrei voluto scrivere ancora tante pagine di storia sportiva a livello giovanile in nome e per conto di Varese. Avrei voluto riportare in alto (dove merita) una città che ha il Basket nel dna. Avrei voluto offrire la mia passione e le mie competenze per il luogo che mi ha visto crescere e maturare come persona. Undici mesi fa sono tornato a Varese con un progetto ambizioso di unione, di condivisione, di crescita e di sviluppo in nome e per conto dei giovani della città di Varese. Il percorso è stato coinvolgente e intrigante anche se molto complesso. I grandi risultati sportivi ottenuti sul campo (doppie finali nazionali raggiunte, giocatori convocati nelle varie selezioni regionali e nazionali, grandi riconoscimenti da parte di moltissimi addetti ai lavori) sono solo parte delle belle cose accadute in questi mesi. I miglioramenti degli atleti e un clima sempre più benevolo nei confronti dell’attività che stavamo perpetuando sono quello che mi porto a casa di più caro e vivo rispetto ad una esperienza che oggi purtroppo finisce. Dopo le Finali Nazionali Under 17 che inizieremo in questi giorni nelle marche, Varese rimarrà la mia città di nascita e di crescita personale ma non sarà più la città dove alleno. Delle tante cose belle successe ringrazio innanzitutto le due persone che fin dall’inizio hanno creduto in me volendomi a tutti i costi, che sono Adalberto Tessarolo e Francesco Vescovi. A loro il mio più sentito ringraziamento personale per avermi dato la possibilità di salire in sella ad un progetto importante che Varese aspettava da anni. Ringrazio di cuore i miei più stretti collaboratori nella gestione concreta del Supergruppo del Campus ad iniziare da Paolo Conti, Bruno Bianchi e Silvano Tavian, referenti insieme a me delle squadre. Grazie mille anche a tutte le persone che a vario titolo hanno dato una mano per cui le cose funzionassero bene ad iniziare dalla persona che mi ha voluto più bene come Gianni Asti, proseguendo con Armando Crugnola, Giovanni Todisco, Franco Passera, Romano Pagani, Marco Cattalani e tutti gli allenatori e i dirigenti di Robur e Pall. Varese. Ringrazio tutti i genitori degli atleti che mi hanno conosciuto e più o meno apprezzato. So di essere una persona che chiede molto e capisco le difficoltà nel comprendere fino in fondo certe mie scelte e decisioni. Grazie di cuore a tutti quei papà e mamme che in questo ultimo periodo mi sono stati particolarmente vicini e addirittura si stavano prodigando per cercare di propagandare un’idea di unione che a mio parere rimane l’unica possibilità per fare le cose bene (o benissimo) a Varese. In ultimo un pensiero particolare ai ragazzi che ho allenato. Ho cercato di mettere al centro di ogni scelta, prima le persone, poi i giocatori. Ho cercato di migliorare gli aspetti tecnici e tattici ma dando priorità (soprattutto all’inizio dell’anno) all’impegno incondizionato, agli atteggiamento positivi sopra qualsiasi cosa, all’importanza dei rapporti, alla crescita del gruppo… Pur nella normalità di persona che sbaglia, ho cercato in tutti i modi di dare l’esempio. Con qualcuno ho ottenuto grandi risultati e grandi soddisfazioni, con altri il percorso è stato più difficile, ma non per questo meno significativo. Finire dopo solo un anno un lavoro che pensavo potesse veramente radicarsi nei pensieri di Dirigenti, Allenatori, Giocatori, Genitori mi dispiace tantissimo. Ringrazio tanto anche il Dott. Carlo Nicora, che in questo ultimissimo periodo si è prodigato per cercare di costruire una Robur del futuro un po’ più giovane e meno conservatrice rispetto al passato coinvolgendomi. I riscontri e i pensieri di qualche dirigente (anche in questo senso) non sono stati positivi e in effetti il rammarico più grande dell’esperienza di Varese è quello di non essere riuscito a convincere tutti delle potenzialità che erano dentro l’idea che avevo. Con l’addio a Varese finisce una pagina breve ma molto intensa della mia esperienza sportiva come allenatore. Spero (nei prossimi giorni) di trovare un posto dove poter svolgere al meglio la mia passione, quella di far giocare (bene) la gente a Basket. Alè....avanti così.....
Maurizio Posted June 8, 2014 Posted June 8, 2014 Che schifo. Avanti così, manteniamo un settore giovanile che non produce giocatori .
Silver Surfer Posted June 8, 2014 Posted June 8, 2014 Ah, a proposito...tempo fa si parlava di Donta Smith, vero...? http://www.eurobasket.com/boxScores/Israel/2014/0608_2732_159.asp
Ponchiaz Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Secondo me alla Robur dovrebbero scrivere di meno e chiarirsi di più a patelle.
Giobbo Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Giusto per curiosità, chi è il centro dell'Hapoel Holon di quest'anno?
Silver Surfer Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Isaac Rosefelt? http://basketball.eurobasket.com/team/Israel/Hapoel_Holon/436?Page=1
marisa Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Sotto si trova lettera aperta di Andrea Schiavi miglior allenatore votato alle finali nazionali under 19 che se ne va perché a Varese e' impossibile far lavorare le persone che fanno giocare chi merita invece di chi è raccomandato......e così proseguiremo ad avere un settore giovanile scarso.... Avrei voluto scrivere ancora tante pagine di storia sportiva a livello giovanile in nome e per conto di Varese. Avrei voluto riportare in alto (dove merita) una città che ha il Basket nel dna. Avrei voluto offrire la mia passione e le mie competenze per il luogo che mi ha visto crescere e maturare come persona. Undici mesi fa sono tornato a Varese con un progetto ambizioso di unione, di condivisione, di crescita e di sviluppo in nome e per conto dei giovani della città di Varese. Il percorso è stato coinvolgente e intrigante anche se molto complesso. I grandi risultati sportivi ottenuti sul campo (doppie finali nazionali raggiunte, giocatori convocati nelle varie selezioni regionali e nazionali, grandi riconoscimenti da parte di moltissimi addetti ai lavori) sono solo parte delle belle cose accadute in questi mesi. I miglioramenti degli atleti e un clima sempre più benevolo nei confronti dell’attività che stavamo perpetuando sono quello che mi porto a casa di più caro e vivo rispetto ad una esperienza che oggi purtroppo finisce. Dopo le Finali Nazionali Under 17 che inizieremo in questi giorni nelle marche, Varese rimarrà la mia città di nascita e di crescita personale ma non sarà più la città dove alleno. Delle tante cose belle successe ringrazio innanzitutto le due persone che fin dall’inizio hanno creduto in me volendomi a tutti i costi, che sono Adalberto Tessarolo e Francesco Vescovi. A loro il mio più sentito ringraziamento personale per avermi dato la possibilità di salire in sella ad un progetto importante che Varese aspettava da anni. Ringrazio di cuore i miei più stretti collaboratori nella gestione concreta del Supergruppo del Campus ad iniziare da Paolo Conti, Bruno Bianchi e Silvano Tavian, referenti insieme a me delle squadre. Grazie mille anche a tutte le persone che a vario titolo hanno dato una mano per cui le cose funzionassero bene ad iniziare dalla persona che mi ha voluto più bene come Gianni Asti, proseguendo con Armando Crugnola, Giovanni Todisco, Franco Passera, Romano Pagani, Marco Cattalani e tutti gli allenatori e i dirigenti di Robur e Pall. Varese. Ringrazio tutti i genitori degli atleti che mi hanno conosciuto e più o meno apprezzato. So di essere una persona che chiede molto e capisco le difficoltà nel comprendere fino in fondo certe mie scelte e decisioni. Grazie di cuore a tutti quei papà e mamme che in questo ultimo periodo mi sono stati particolarmente vicini e addirittura si stavano prodigando per cercare di propagandare un’idea di unione che a mio parere rimane l’unica possibilità per fare le cose bene (o benissimo) a Varese. In ultimo un pensiero particolare ai ragazzi che ho allenato. Ho cercato di mettere al centro di ogni scelta, prima le persone, poi i giocatori. Ho cercato di migliorare gli aspetti tecnici e tattici ma dando priorità (soprattutto all’inizio dell’anno) all’impegno incondizionato, agli atteggiamento positivi sopra qualsiasi cosa, all’importanza dei rapporti, alla crescita del gruppo… Pur nella normalità di persona che sbaglia, ho cercato in tutti i modi di dare l’esempio. Con qualcuno ho ottenuto grandi risultati e grandi soddisfazioni, con altri il percorso è stato più difficile, ma non per questo meno significativo. Finire dopo solo un anno un lavoro che pensavo potesse veramente radicarsi nei pensieri di Dirigenti, Allenatori, Giocatori, Genitori mi dispiace tantissimo. Ringrazio tanto anche il Dott. Carlo Nicora, che in questo ultimissimo periodo si è prodigato per cercare di costruire una Robur del futuro un po’ più giovane e meno conservatrice rispetto al passato coinvolgendomi. I riscontri e i pensieri di qualche dirigente (anche in questo senso) non sono stati positivi e in effetti il rammarico più grande dell’esperienza di Varese è quello di non essere riuscito a convincere tutti delle potenzialità che erano dentro l’idea che avevo. Con l’addio a Varese finisce una pagina breve ma molto intensa della mia esperienza sportiva come allenatore. Spero (nei prossimi giorni) di trovare un posto dove poter svolgere al meglio la mia passione, quella di far giocare (bene) la gente a Basket. aggiungerei anche questa... http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=290387
Ponchiaz Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 (edited) Due cose un po' diverse. La prima, bella lettera su di una situazione spiacevole e secondo me non priva di conseguenza per tutti. La seconda, il delirio di una checca isterica in cerca di visibilità. Edited June 9, 2014 by Ponchiaz
Maurizio Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Ma il succo è un passo indietro se non due nella gestione del settore giovanile, il famoso serbatoio della prima squadra, ad oggi in stile colabrodo.
Giobbo Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Isaac Rosefelt? http://basketball.eurobasket.com/team/Israel/Hapoel_Holon/436?Page=1 Sai com'è, visto l'andazzo delle due stagioni passatw... Sai com'è?
Ale Div. Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Ma il succo è un passo indietro se non due nella gestione del settore giovanile, il famoso serbatoio della prima squadra, ad oggi in stile colabrodo. mah, leggendo l'articolo di Giesse di oggi sulla prealpa, sembra sia il contrario, almeno per Pall Va. Meneghin responsabile del settore giovanile è un bel premio per un ragazzo che in questi anni ha fatto molto bene, ma soprattutto mi piace l'impostazione che vuole Vescovi: "di certo non è un problema di risultati, che a me non interessano assolutamente, mi importa invece il tipo di lavoro che viene impostato ed il rapporto con i ragazzi perché l'aspetto educativo a mio avviso è fondamentale (...) Questo tipo di programmazione è determinante per far maturare i ragazzi (...)"
Silver Surfer Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Sai com'è, visto l'andazzo delle due stagioni passatw... Sai com'è? ...proprio per qs., ridevo... Dopo Dunston ed Hassell...Isacco? No, ehh! Climax discendente? Si scherza, dai!
Maurizio Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 mah, leggendo l'articolo di Giesse di oggi sulla prealpa, sembra sia il contrario, almeno per Pall Va. Meneghin responsabile del settore giovanile è un bel premio per un ragazzo che in questi anni ha fatto molto bene, ma soprattutto mi piace l'impostazione che vuole Vescovi: "di certo non è un problema di risultati, che a me non interessano assolutamente, mi importa invece il tipo di lavoro che viene impostato ed il rapporto con i ragazzi perché l'aspetto educativo a mio avviso è fondamentale (...) Questo tipo di programmazione è determinante per far maturare i ragazzi (...)" Bah
Maurizio Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Meneghin ottima persona , carisma e personalità non gli difettano. Poi devi lavorare bene. Giusto non guardare ai risultati, MM da anni vince scudetti su scudetti nelle giovanili ma non si vede un suo prodotto ad alto livello. L'aspetto educativo ed il rapporto con il ragazzo sono cazzate che servono a mascherare e giustificare determinate scelte. Scouting , anche a livello giovanile, poi si punta su chi ha i numeri, non su chi ha santi in paradiso.
Ponchiaz Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Ovviamente il problema non può mai essere analizzato da una prospettiva business, mi raccomando.
silas Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 il problema vero che a Varese vanno avanti i FIGLI DI.... e parlo per esperienza personale. Hanno addirittura inventato "una nuova squadra" per far giocare i soliti figli di... qualcuno che (forse) conta. Infatti a Varese (dopo il Menego) c'è solo tristezza, e non hanno prodotto (con questa mentalità un solo mezzo campione). Purtroppo però sarà sempre così...perché fino a quando conteranno solo le conoscenze e le amicizie (oltre a vari cayenne e mercedes) e non le facoltà atletiche e l'impegno la pallacanestro Varese rimarrà senza nuove leve . Non credo che Andrea potrà cambiare questa impostazione del settore giovanile ...quanti non figli di dovranno allenarsi a Gazzada o Daverio solo per far posto ad altri più scarsi ma più introdotti???
Tim basset Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 il problema vero che a Varese vanno avanti i FIGLI DI.... e parlo per esperienza personale. Hanno addirittura inventato "una nuova squadra" per far giocare i soliti figli di... qualcuno che (forse) conta. Infatti a Varese (dopo il Menego) c'è solo tristezza, e non hanno prodotto (con questa mentalità un solo mezzo campione). Purtroppo però sarà sempre così...perché fino a quando conteranno solo le conoscenze e le amicizie (oltre a vari cayenne e mercedes) e non le facoltà atletiche e l'impegno la pallacanestro Varese rimarrà senza nuove leve . Non credo che Andrea potrà cambiare questa impostazione del settore giovanile ...quanti non figli di dovranno allenarsi a Gazzada o Daverio solo per far posto ad altri più scarsi ma più introdotti??? Hai perfettamente centrato il problema, e un allenatore che ha per la prima volta lasciato fuori i 'figli di' e' durato poco ma in un anno ha portato due squadre gli under 17 e 19 alle finali nazionali .... Adesso vediamo che combina il nostro ex presidente....
Franz#12 Posted June 9, 2014 Posted June 9, 2014 Intanto... http://www3.varesenews.it/sport/finali-under-17-il-campus-comincia-bene-290473.html
silas Posted June 10, 2014 Posted June 10, 2014 e comunque.... Lettere al direttore da varesenews Le mie dimissioni da RoburinoRoberto Pacchetti contesta il benservito che la storica società varesina ha dato a coach Andrea Schiavi | Stampa | Invia | Scrivi Scrivere quando si è arrabbiati comporta dei rischi. Li corro volentieri. Annuncio le mie dimissioni da roburino, e lo dico con il cuore ferito. Mi dimetto perché la Robur et Fides non è più la stessa, e non è solo questione di tempi che cambiano. L’impressione, da fuori, è che il potere sia in mano a persone che, a mio giudizio strettamente personale e decisamente sindacabile, mal si ispirano ai principi fondanti della società. Il caso è recente, riguarda l’esonero (non mi viene un altro termine in mente quando uno viene lasciato a casa, fresco padre di una bimba) di Andrea Schiavi, probabilmente uno dei migliori allenatori di settore giovanile in Italia, non solo per titoli vinti ma per giocatori formati. La storia è semplice e mi limito ai fatti, senza le opinioni: Schiavi (che è uno dei miei migliori amici, lo dico subito) viene chiamato lo scorso anno, dopo una corte serrata, strappato a concorrenti agguerriti, per tornare a Varese, guidare le giovanili ma soprattutto per cercare di fare il famoso “accordo” di cui si parla da 30 anni, ovvero il progetto di fusione dei vivai di Robur et Fides e Pallacanestro Varese. Un’impresa che è molto lontana dall’essere centrata. Un anno dopo viene di fatto cacciato, nonostante la proposta portata in consiglio – termine democratico, ma in Robur solo teorico - contempli la sua figura come allenatore della prima squadra e responsabile del settore giovanile. La proposta viene bocciata, senza appello. Scelte, certo, che non si discutono in un cda di una società normale. Ma la Robur et Fides ha sempre detto di essere diversa, di avere certi valori, la famiglia, le persone, le qualità umane e tutte queste belle cose. Ho trascorso alla Robur et Fides oltre un decennio, meraviglioso. Da vice allenatore ad allenatore del settore giovanile, da assistente in prima squadra a dirigente, poi sempre tifoso, da lontano. Ho seguito da giornalista le vicende della prima squadra, ho coltivato amicizie vere, che mi sono servite per diventare adulto. Ho scritto ricordi (apprezzati, lo dico senza falsa modestia) di giganti del basket come Dante Trombetta, Gianni Asti e Giancarlo Gualco ma adesso sono molto deluso dal nuovo, anzi vecchio corso. Da buon giornalista avrei dovuto sentire la controparte in causa, cioè l’amico Cesare Corti, attuale “dominus” di via Marzorati, che per inciso è stato mio apprezzato dirigente accompagnatore ed è sicuramente un eccellente imprenditore. Non l’ho fatto perché non ne ho titolo, né potevo essere certo io, che non vivo la realtà quotidiana, a cercare di fargli cambiare idea. Sarà lui, se vorrà, su queste colonne, a spiegare i motivi della sua scelta che io qui discuto, contesto, rifiuto perché è una scelta al ribasso, di corto respiro, di poca prospettiva. Mi sono ripromesso di parlare solo bene di chi è stato mandato via e di non parlare male di chi è rimasto e prenderà il suo posto, anche se avrei tutti gli elementi per farlo. In molti mi hanno parlato di un clan, formato da persone non altissime di statura, fisica e morale, e da giovani che non vogliono cambiare ruolo e dettano legge all’interno della società. Ma dovrei verificare di persona, non posso e non voglio farlo. In un caso di rimarrei molto male. La mia è una protesta pacifica, mi dimetto senza porre condizioni per tornare roburino. La società esiste dal 1902 se perde un roburino doc non succede nulla. Sono sicuro che Gianni Asti mi perdonerà e ricordandolo con rimpianto ho un’unica consolazione: passando a vita migliore non ha visto il triste spettacolo di questi giorni (peraltro mi risulta che nei giorni della sua malattia non abbia visto o sentito spesso i protagonisti di questo golpe in salsa varesina).Gli avrebbe fatto male al cuore, un cuore di roburino, della Robur di una volta. 8/06/2014 Roberto Pacchetti P.s. Non cambierà mai. Ne parliamo da 30 anni ma solo i figli di chi (forse) a varese conta o cerca di contare....vanno avanti ...per poi perdersi
alberto Posted June 11, 2014 Posted June 11, 2014 questo potrebbe sparigliare un po' le carte... http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/basket-federazione-rischia-sanzione-da-ue-troppi-italiani-nel-campionato/1022690/
Guest Posted June 11, 2014 Posted June 11, 2014 1 - Dal punto di vista della UE il problema non è "troppi italiani" ma il limite sui posti disponibili per i cittadini UE 2 - C'è un sistema molto facile e molto logico per risolvere il problema: siccome si eccepisce sulla forma e non sulla sostanza, anziché il bizantino "3+4+5" che è poi l'oggetto del contendere, passare al 6+6 con i sei stranieri liberi (e in tal modo ci sarebbe il 50 per cento di posti potenzialmente disponibili per i cittadini UE, anche se ça va sans dire che quasi tutti i 6 sarebbero americani; ma per la legge basta la forma, e tra le altre cose si limiterebbero i casi di passaporti europei farlocchi per gli americani) e i 6 formati in Italia dall'altra parte.
Guest Posted June 11, 2014 Posted June 11, 2014 Eucapì, ma visto che il problema c'è, serve anche una soluzione...
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