spiff Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Il vero scandalo è stato proprio vedere tanta solidarietà a un ministro (ex?) della giustizia che aveva appena attaccato ignobilmente gli stessi magistrati. Piccolo particolare: dell'inchiesta in corso nessuno di tali "signori" conosceva anche solo una virgola, ma i giudizi sono piovuti inesorabili....sul nulla!! Con le solite frasette stereotipate ("giustizia a orologeria", "emergenza democratica" ecc.) Ma andatevene un po' tutti quanti a -biiip-!!! Articolo di Travaglio: "Siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni. Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv. Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio
tatanka Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 A me tutta questa solidarietà a priori a Mastella sembra una cagata politica e/o un non voler minimamente prendere in questione il "problema etico" della nostra politica. Infatti è stata bipartisan, come tutte le cosa più ignobili.
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 Dai, Mastella è tutto fuor che un santo, ma la magistratuta NON è meglio della politica e questa inchiesta mi puzza, ma parecchio.......... Dimmi tu, piuttosto Tat, ma tu sei con Mastella o Tonino ?? O sei come Prodi che sta con entrambi per non fare i bagagli ???
Les Claypool Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 A me tutta questa solidarietà a priori a Mastella sembra una cagata politica e/o un non voler minimamente prendere in questione il "problema etico" della nostra politica. Infatti è stata bipartisan, come tutte le cosa più ignobili. Come la soldidarietà al papa? Scherzooooooooo, è solo una battutaccia! A me fa venire il voltastomaco sentire frasi tipo "frangie estremiste della magistratura" e via dicendo, lo trovo ignobile e pericoloso in una maniera allucinante. La prossima volta che mi faranno una multa per divieto di sosta mi rifiuterò di pagare gridando al complotto ordito da frangie estremiste dei vigili urbani.
spiff Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Per me questa inchiesta è solo aria fresca. Nemmeno i magistrati sono esenti da colpe, intendiamoci. Ma qui hanno arrestato un partito intero, un sistema di potere e clientele. Sulle singole persone si esprimeranno i giudici. Ma la "monnezza" iniziamo a smaltirla.
spiff Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Come la soldidarietà al papa? Scherzooooooooo, è solo una battutaccia! A me fa venire il voltastomaco sentire frasi tipo "frangie estremiste della magistratura" e via dicendo, lo trovo ignobile e pericoloso in una maniera allucinante. La prossima volta che mi faranno una multa per divieto di sosta mi rifiuterò di pagare gridando al complotto ordito da frangie estremiste dei vigili urbani. Soprattutto se gli levi le "i"!! A peggiorare il tutto, il fatto che a farlo sia stato proprio il ministro della giustizia!
Les Claypool Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Soprattutto se gli levi le "i"!! A peggiorare il tutto, il fatto che a farlo sia stato proprio il ministro della giustizia! Vado dietro alla lavagna...
tatanka Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Dai, Mastella è tutto fuor che un santo, ma la magistratuta NON è meglio della politica e questa inchiesta mi puzza, ma parecchio.......... Dimmi tu, piuttosto Tat, ma tu sei con Mastella o Tonino ?? O sei come Prodi che sta con entrambi per non fare i bagagli ??? Su questo argomento con Tonino tutta la vita !!!!!!!!
spiff Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Vado dietro alla Carfagna... Les, è "forzista"!!!
tatanka Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Mastella e La Sapienza spinfono il 3D verso i 3000 post e pagina 200.
alberto Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Mastella e La Sapienza spinfono il 3D verso i 3000 post e pagina 200. anche l'ortografia...
Les Claypool Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Les, è "forzista"!!! E allora? C'è ancora più gusto a "punirla"!
Les Claypool Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Questa è la politica in Italia, un pregiudicato potrebbe decidere le sorti del paese. E noi stiamo qui a menarcela e a discutere tra destra sinistra, alto basso sopra e sotto...... "ROMA — Attovagliato in un ristorante del centro della capitale, il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi racconta agli amici: «Clemente sapeva da giorni che i magistrati si sarebbero mossi contro la moglie e i suoi. Ha tentato di capire se si poteva evitare di giungere fino a questo punto, ma ormai i magistrati non rispondono più alla politica, come accadeva un tempo». Vero. Tant'è che il Guardasigilli non sapeva che nel calderone giudiziario ci sarebbe finito anche lui. Ma gli altri segnali li aveva percepiti. E con tale forza che l'altro ieri pomeriggio piuttosto che parlarne con Prodi aveva preferito telefonare all'amico di un tempo, Silvio Berlusconi. Il quale si è dimostrato assai comprensivo, anche se dopo quel colloquio non ha mancato di sottolineare: «Se il Guardasigilli del mio governo si fosse trovato in queste condizioni, figuriamoci come ci avrebbero sparato addosso». Ma con il ministro della Giustizia il Cavaliere è stato assai gentile. Tanto da dire ai suoi: «A questo punto lasciamo perdere la riforma elettorale che Clemente non vuole: la linea è referendum o elezioni». Linea dalla quale non rifugge neanche il Guardasigilli: «Sono pronto ad affrontare le urne », ha detto ai suoi. Nel centrosinistra, ieri, è suonato subito il campanello d'allarme. A dispetto di Prodi che diceva: «Tranquilli si risolverà in qualche giorno ». Un ragionamento analogo andava facendo il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni: «Vediamo prima le carte, perché se le cose si limitano alla tentata concussione nei confronti di Bassolino non vedo la ragione per cui Mastella debba restare fermo sulle dimissioni». Al momento, però questa è la linea del Guardasigilli. «Ragazzi, se voi pensate che io stia scherzando vi sbagliate di grosso», ha detto al vicesegretario del Pd Dario Franceschini e ad Antonello Soro e Maurizio Migliavacca. La paura è che ora Mastella possa saltare al di là della barricata e andare con Berlusconi. «Ci sto ragionando, devo ancora riflettere sul da farsi», ha detto il Guardasigilli a Prodi. Frasi non proprio rassicuranti. Ma ancora nulla è perso. C'è Paolo Cento, sottosegretario verde all'Economia, che è convinto che «il fattore C di Prodi sia fondamentale perché un Mastella indagato non può rischiare di finire in carcere facendo chiudere prematuramente la legislatura». La verità, però, è che nessuno sa bene che cosa il ministro abbia intenzione di fare. Walter Veltroni ha riunito il gruppo dirigente ristretto del Pd dopo un incontro con il Partito democratico campano: «Qui ci vogliono grandi segnali di discontinuità altrimenti rischia tutta la classe politica. Tra l'altro non possiamo andare contro la magistratura dopo che per anni abbiamo detto che la politica deve tenersi fuori dalle vicende giudiziarie». Eppure è stato proprio Veltroni uno dei primi a solidarizzare con Mastella, appena ha saputo che Sandra Lonardo era agli arresti domiciliari. «E' come il mandante degli omicidi di mafia che è il primo a mandare la corona di fiori ai parenti delle vittime. D'altronde Walter non può non comportarsi così perché su di lui grava il sospetto che voglia fare fuori Prodi», è stata la chiosa di Bobo Craxi. Peppino Caldarola, democratico di rito veltroniano, è convinto che «un Guardasigilli ostaggio dei magi-strati non possa restare al suo posto, perché è chiaro che sarà sempre sotto ricatto». E ieri osservava: «Certo a questo punto se io fossi Mastella me ne andrei con Berlusconi e farei cadere il governo». Una preoccupazione, questa, che è stata espressa anche al piano nobile di Palazzo Madama. Il presidente del Senato Franco Marini, che è un politico di lungo corso e che conosce bene il ministro, ieri ha spiegato che un'opzione del genere è «possibile». E non ha nascosto il timore che il Guardasigilli possa lasciare la maggioranza. Ma anche dentro Forza Italia c'è invece chi la pensa come Cento ed è convinto che un Mastella indagato è un Mastella «reso inoffensivo». Dal Quirinale, intanto, si monitora la situazione con una certa preoccupazione. Prodi ha un'idea: alla peggio, si terrà l'interim alla Giustizia, ma questo potrebbe essere un azzardo. Il Guardasigilli è l'unico ministro citato in costituzione e fare come se niente fosse prendendo le sue deleghe non sarebbe roba da poco. Mastella, che è volato da sua moglie, ha seguito la giornata con il cellulare rigorosamente spento (salvo accenderlo per sentire la segreteria telefonica). Il ministro ha apprezzato fino a un certo punto la solidarietà dei colleghi della maggioranza: «Ci sono stati anche tanti silenzi». Troppi, secondo il capogruppo dell'Udeur Mauro Fabris. Del resto, l'imbarazzo nel-l'Unione è palpabile. Rifondazione è spaccata. C'è chi difende il ministro e chi ritiene che non si possa sposarne la causa. Il vice di Veltroni, Franceschini, ieri camminava rasente i muri di Montecitorio. «Farò come Forlani, parlerò tanto senza dire niente», premetteva ai giornalisti pur di levarseli di torno. Soro a un certo punto sembrava addirittura far finta di parlare al cellulare pur di deviare altrove la curiosità dei cronisti. Nel frattempo, dalla Campania, di fronte a un Prodi che insisteva, prima della notizia che l'indagine riguarda anche il suo ministro, Mastella continuava a dire: «Le mie sono dimissioni irrevocabili». Qualcuno, nell'Unione, criticava il premier che si sta spendendo troppo per il Guardasigilli, ma un uomo pratico comer il viceministro del Mezzogiorno Sergio D'Antoni spiegava che Prodi non può fare altro: «I senatori dell'Udeur sono tre: se escono dalla maggioranza il governo cade». Se escono, appunto. Un'eventualità di cui Mastella ha parlato sia con Berlusconi, l'altro ieri, sia con Prodi, ieri, senza però sciogliere definitivamente l'enigma: «Certo a volte mi chiedo che cosa ci sto a fare in una maggioranza di cui posso diventare il capro espiatorio quando serve». A fine serata ieri, circolava una notizia rassicurante: potrebbe essere Fabris a prendere il posto di Mastella nel governo e la partita si chiuderebbe lì. Salvo che qualche ora più tardi il Guardasigilli ripeteva ai pochi con cui ha parlato: «Di fronte a un attacco indegno come questo, per difendermi sono disposto anche ad affrontare le urne...»."
tatanka Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 anche l'ortografia... ero in dubbio fra spingono e spiffono
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 E allora? C'è ancora più gusto a "punirla"! ...e saresti tu a "punirla" ??
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 Questa è la politica in Italia, un pregiudicato potrebbe decidere le sorti del paese. E noi stiamo qui a menarcela e a discutere tra destra sinistra, alto basso sopra e sotto...... "ROMA — Attovagliato in un ristorante del centro della capitale, il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi racconta agli amici: «Clemente sapeva da giorni che i magistrati si sarebbero mossi contro la moglie e i suoi. Ha tentato di capire se si poteva evitare di giungere fino a questo punto, ma ormai i magistrati non rispondono più alla politica, come accadeva un tempo». Vero. Tant'è che il Guardasigilli non sapeva che nel calderone giudiziario ci sarebbe finito anche lui. Ma gli altri segnali li aveva percepiti. E con tale forza che l'altro ieri pomeriggio piuttosto che parlarne con Prodi aveva preferito telefonare all'amico di un tempo, Silvio Berlusconi. Il quale si è dimostrato assai comprensivo, anche se dopo quel colloquio non ha mancato di sottolineare: «Se il Guardasigilli del mio governo si fosse trovato in queste condizioni, figuriamoci come ci avrebbero sparato addosso». Ma con il ministro della Giustizia il Cavaliere è stato assai gentile. Tanto da dire ai suoi: «A questo punto lasciamo perdere la riforma elettorale che Clemente non vuole: la linea è referendum o elezioni». Linea dalla quale non rifugge neanche il Guardasigilli: «Sono pronto ad affrontare le urne », ha detto ai suoi. Nel centrosinistra, ieri, è suonato subito il campanello d'allarme. A dispetto di Prodi che diceva: «Tranquilli si risolverà in qualche giorno ». Un ragionamento analogo andava facendo il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni: «Vediamo prima le carte, perché se le cose si limitano alla tentata concussione nei confronti di Bassolino non vedo la ragione per cui Mastella debba restare fermo sulle dimissioni». Al momento, però questa è la linea del Guardasigilli. «Ragazzi, se voi pensate che io stia scherzando vi sbagliate di grosso», ha detto al vicesegretario del Pd Dario Franceschini e ad Antonello Soro e Maurizio Migliavacca. La paura è che ora Mastella possa saltare al di là della barricata e andare con Berlusconi. «Ci sto ragionando, devo ancora riflettere sul da farsi», ha detto il Guardasigilli a Prodi. Frasi non proprio rassicuranti. Ma ancora nulla è perso. C'è Paolo Cento, sottosegretario verde all'Economia, che è convinto che «il fattore C di Prodi sia fondamentale perché un Mastella indagato non può rischiare di finire in carcere facendo chiudere prematuramente la legislatura». La verità, però, è che nessuno sa bene che cosa il ministro abbia intenzione di fare. Walter Veltroni ha riunito il gruppo dirigente ristretto del Pd dopo un incontro con il Partito democratico campano: «Qui ci vogliono grandi segnali di discontinuità altrimenti rischia tutta la classe politica. Tra l'altro non possiamo andare contro la magistratura dopo che per anni abbiamo detto che la politica deve tenersi fuori dalle vicende giudiziarie». Eppure è stato proprio Veltroni uno dei primi a solidarizzare con Mastella, appena ha saputo che Sandra Lonardo era agli arresti domiciliari. «E' come il mandante degli omicidi di mafia che è il primo a mandare la corona di fiori ai parenti delle vittime. D'altronde Walter non può non comportarsi così perché su di lui grava il sospetto che voglia fare fuori Prodi», è stata la chiosa di Bobo Craxi. Peppino Caldarola, democratico di rito veltroniano, è convinto che «un Guardasigilli ostaggio dei magi-strati non possa restare al suo posto, perché è chiaro che sarà sempre sotto ricatto». E ieri osservava: «Certo a questo punto se io fossi Mastella me ne andrei con Berlusconi e farei cadere il governo». Una preoccupazione, questa, che è stata espressa anche al piano nobile di Palazzo Madama. Il presidente del Senato Franco Marini, che è un politico di lungo corso e che conosce bene il ministro, ieri ha spiegato che un'opzione del genere è «possibile». E non ha nascosto il timore che il Guardasigilli possa lasciare la maggioranza. Ma anche dentro Forza Italia c'è invece chi la pensa come Cento ed è convinto che un Mastella indagato è un Mastella «reso inoffensivo». Dal Quirinale, intanto, si monitora la situazione con una certa preoccupazione. Prodi ha un'idea: alla peggio, si terrà l'interim alla Giustizia, ma questo potrebbe essere un azzardo. Il Guardasigilli è l'unico ministro citato in costituzione e fare come se niente fosse prendendo le sue deleghe non sarebbe roba da poco. Mastella, che è volato da sua moglie, ha seguito la giornata con il cellulare rigorosamente spento (salvo accenderlo per sentire la segreteria telefonica). Il ministro ha apprezzato fino a un certo punto la solidarietà dei colleghi della maggioranza: «Ci sono stati anche tanti silenzi». Troppi, secondo il capogruppo dell'Udeur Mauro Fabris. Del resto, l'imbarazzo nel-l'Unione è palpabile. Rifondazione è spaccata. C'è chi difende il ministro e chi ritiene che non si possa sposarne la causa. Il vice di Veltroni, Franceschini, ieri camminava rasente i muri di Montecitorio. «Farò come Forlani, parlerò tanto senza dire niente», premetteva ai giornalisti pur di levarseli di torno. Soro a un certo punto sembrava addirittura far finta di parlare al cellulare pur di deviare altrove la curiosità dei cronisti. Nel frattempo, dalla Campania, di fronte a un Prodi che insisteva, prima della notizia che l'indagine riguarda anche il suo ministro, Mastella continuava a dire: «Le mie sono dimissioni irrevocabili». Qualcuno, nell'Unione, criticava il premier che si sta spendendo troppo per il Guardasigilli, ma un uomo pratico comer il viceministro del Mezzogiorno Sergio D'Antoni spiegava che Prodi non può fare altro: «I senatori dell'Udeur sono tre: se escono dalla maggioranza il governo cade». Se escono, appunto. Un'eventualità di cui Mastella ha parlato sia con Berlusconi, l'altro ieri, sia con Prodi, ieri, senza però sciogliere definitivamente l'enigma: «Certo a volte mi chiedo che cosa ci sto a fare in una maggioranza di cui posso diventare il capro espiatorio quando serve». A fine serata ieri, circolava una notizia rassicurante: potrebbe essere Fabris a prendere il posto di Mastella nel governo e la partita si chiuderebbe lì. Salvo che qualche ora più tardi il Guardasigilli ripeteva ai pochi con cui ha parlato: «Di fronte a un attacco indegno come questo, per difendermi sono disposto anche ad affrontare le urne...»." Fonte ?? Repubblica ????
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 2008-01-17 09:49 Prodi riferira' alla Camera alle 14,30 ROMA - Il presidente del Consiglio Romano Prodi verrà a riferire in aula alla Camera alle 14,30 sul caso Mastella. E' stato reso noto durante la conferenza dei capigruppo che si è appena conclusa. Riferisci che vi levate dalle palle !!
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 Su questo argomento con Tonino tutta la vita !!!!!!!! Converrai quindi che Udeur e IdV non POSSONO stare nello stesso governo........
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 APPOGGIO ESTERNO - A proposto di una possibile crisi di governo, Mastella ha spiegato che il suo partito darà «appoggio esterno» e sarà fedele alla coalizione, anche se, non dovendo più accettare compromessi, «saremo più esigenti su alcune questioni di politica internazionale o interna». Ma il dato di fatto, ha ribadito, «è che nel governo noi non ci siamo».
tatanka Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Converrai quindi che Udeur e IdV non POSSONO stare nello stesso governo........ Ieri Castelli incalzava Tonino dicendo: "Perchè rimani in questo governo?" E Tonino, mettendosi le mani nei capelli: "Se penso a chi tornerebbe ...... "
tatanka Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 APPOGGIO ESTERNO - A proposto di una possibile crisi di governo, Mastella ha spiegato che il suo partito darà «appoggio esterno» e sarà fedele alla coalizione, anche se, non dovendo più accettare compromessi, «saremo più esigenti su alcune questioni di politica internazionale o interna». Ma il dato di fatto, ha ribadito, «è che nel governo noi non ci siamo». Mastella ha strarotto le palle. Che senso ha dire che il suo partito nel Governo non c'è più perchè la moglie è ai domiciliari, lui indagato e la sua famiglia, naturale ed acquisita è accusata di essere una associazione a delinquere?
Ponchiaz Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Questo in che modo è diverso da quello che si sapeva già prima?
davide Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 2008-01-15 21:25 ANNULLATA VISITA DEL PAPA ALLA SAPIENZA ROMA - Visita annullata di Benedetto XVI alla Sapienza di Roma, manderà solo un messaggio. Dopo giorni di contestazioni e polemiche per la partecipazione del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico, il Vaticano ha preferito "soprassedere all'evento". Decisione presa Oltretevere, ufficialmente a "seguito delle ben note vicende di questi giorni", ma sulla quale in realtà avrebbe pesato il timore di disordini in città. Anche se da parte italiana è stato assicurato che non sono mai esistiti motivi di sicurezza, come ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato. E del resto alla stessa conclusione era giunto in mattinata il comitato provinciale per la sicurezza, al quale aveva partecipato anche la sicurezza vaticana. "Ritengo che il Papa non abbia ravvisato condizioni di serenità", ha sottolineato Amato Al "fragoroso" plauso degli studenti ("l'annullamento è vittoria della laicità") protagonisti principali della contestazione a Ratzinger e che in mattinata avevano anche occupato la sede del rettorato, si è contrapposta una vera e propria bufera politica: l'opposizione ha parlato di "vergogna ed indignazione" chiamando in causa la responsabilità della sinistra e addirittura la mancanza di democrazia. "Ancora una volta - ha detto Silvio Berlusconi - la libertà nel nostro Paese ha subito una grave ferita da parte di una ideologia settaria e faziosa". Ma anche esponenti del centro sinistra hanno parlato di "grave pagina di oscurantismo" come ha detto Luciano Violante. Per Fini, sono ferite le coscienze degli italiani. Il premier Romano Prodi ha risposto dando "solidarietà forte e convinta" al Papa, condannando le "dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia". Numerosi esponenti del governo, in particolare il ministro Fabio Mussi, e della maggioranza si sono rammaricati per l'annullamento della visita, mentre di "scelta opportuna" ha parlato al contrario il leader del Ps Enrico Boselli e una "ottima notizia" l'ha definita il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi. Plauso anche da Arcigay, da sempre molto critico su Papa Ratzinger. Di contro, secondo la Cei il Papa è stato "oggetto di un gravissimo rifiuto che manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale". Da parte dei professori di fisica 'dissidenti', autori fin da novembre delle lettere contro la visita del papa che hanno dato il via alle polemiche, è arrivata, in ogni caso, la precisazione che nel loro intervento non era presente alcun intento di censura nei confronti del Papa. Il rettore della Sapienza Renato Guarini, che pure aveva mediato con gli studenti per dare loro uno spazio per manifestare, ha detto di rispettare la decisione della Santa Sede "anche se con rammarico: l'incontro con il Papa poteva rappresentare un momento importante di riflessione per credenti e non credenti su problemi etici e civili, quale l'impegno per l'abolizione della pena di morte, che sono la linfa vitale del nostro lavoro didattico e di ricerca". E ha parlato di "cattivi maestri" in relazione alle responsabilità iniziali della contestazione. Contestazione che non sembra esaurirsi con la decisione del Papa e che registra una singolare coincidenza: proprio il 15 gennaio di 40 anni fa, si ebbe il primo "segnale" del Sessantotto con un volantinaggio non violento in piazza San Pietro degli studenti dell'università Cattolica. Roma, intanto, si prepara a vivere domani altre giornate di tensione all'università: gli studenti hanno deciso di mantenere le iniziative di protesta "laica" di domani e dopodomani, mentre Forza Nuova si è convocata alla Sapienza giovedì in "difesa della libertà di parola" del Papa. Giuliano Ferrara, infine, si è candidato a porre "un piccolo argine culturale e civile" a "questa vergogna incancellabile" organizzando una serata di "conversazione laica sulla libertà di parola così banalmente e violentemente tradita dai soliti chierici". V-E-R-G-O-G-N-A !! vergogna per cosa? è stato il papa a rinunciare. vergogna? sì certo, per la costante e continua genuflessione di tutte (o quasi) le forze politiche al vaticano. questo sì che è nauseante. Nonostante i 60 studenti su 120.000 e i 69 docenti su 4.500, nessuno ha mai tolto al papa il diritto di parola. Diritto di parola (cosa che peraltro i media italiani gli hanno sempre ampiamente garantito) che Ratzinger avrebbe potuto esercitare giovedì in tutta tranquillità, ma rinunciare e passare per vittima è stato un colpo di scena che gli ha fruttato un clamoroso ritorno in termini di immagine Una mossa da maestro a livello politico, peraltro facilitata dalla maldestra lettera dei 69. analisi lucida e correttissima. ma no, molto più facile e populistico gridare "vergogna!"... Avrebbe potuto partecipare e affrontare il dissenso. La questione dell'ordine pubblico è una minchiata, nessuno sarebbe andato oltre una protesta pacifica. Oppure non è permesso essere in disaccordo con il papa perchè è infallibile? il papa, da buon monarca assoluto, parla solo in presenza di una folla adorante. Oh Les, avrà o no il Papa il diritto di mandare a cagare tutti, piccoli-galilei-crescono e studentimodellodistokazzo o no ?? ne ha tutto il diritto. così come "tutti, piccoli-galilei-crescono e studentimodellodistokazzo" hanno il diritto di mandare a cagare lui. si chiama democrazia, ed è una cosa che all'interno delle mura vaticane, pur con tutta la sapienza ()che vi si concentra, non è ancora stata appresa... Vero. Ma bene ha fatto il Papa a non rischiare di tenere il suo monologo in Università mentre fuori volano lacrimogeni e magari qualche carica di Polizia. Non penso che l'occasione l'abbia persa lui, avrà mille altri palcoscenici più importanti per monologare. L'occasione l'ha persa l'Università ed anche i fackinorosi che avrebbero potuto criticare e contestare in modo più intelligente e con miglior ritorno di immagine. è proprio qui il punto. nei giorni scorsi ho sentito enormi cagate tipo "è stata persa un'occasione di dialogo", ma chi ha rinunciato ad intervenire è stato lui... la verità è quella che leasir ha scritto nel suo post, solo che in questa italietta genuflessa al vaticano non si può dire.
ROOSTERS99 Posted January 17, 2008 Author Posted January 17, 2008 Ieri Castelli incalzava Tonino dicendo: "Perchè rimani in questo governo?" E Tonino, mettendosi le mani nei capelli: "Se penso a chi tornerebbe ...... " Che scuse del cazzo....... non mollano la poltrona a nessun costo, anche lo sfascio del paese che dovrebbero governare.........
Virgus Posted January 17, 2008 Posted January 17, 2008 Davide , tu parli di democrazia ma io di democratico in questa vicenda non ci vedo nulla , ma proprio nulla .
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