tricky Posted October 13, 2011 Posted October 13, 2011 Basta dai...questo post ha stufato anche me, tanto parliamo tra sordi... T'arrendi?
Virgus Posted October 13, 2011 Author Posted October 13, 2011 (edited) Mah...Quod erat demostrandum Cos'è ? L' idioma in uso l'ultima volta che avete vinto qualcosa prima di Calciopoli ? Edited October 13, 2011 by Virgus
ROOSTERS99 Posted October 13, 2011 Posted October 13, 2011 Tiè, Bangu, beccati questa..... Martedì 11 Ottobre 2011 18:11 Dopo Vieri anche Massimo De Santis agisce legalmente contro l'Inter per essere stato "spiato e dossierato" in modo invasivo, con "accertamenti molto approfonditi", per usare le parole di Cipriani nel report "Operazione Ladroni". De Santis aveva offerto all'Inter la possibilità di una soluzione diversa, ricordano i suoi legali nell'esposto: "... Con raccomandata datata 15 settembre 2010, contestava formalmente alla società resistente la violazione dei propri diritti personalissimi, all’uopo chiedendo un congruo risarcimento e, non ricevendo alcun riscontro, essendo costretto a promuovere la presente vertenza". L'esposto evidenzia un autentico vivisezionamento della vita privata di De Santis, un dossieraggio senza limiti che ha riguardato anche la moglie, la figlia ("una minore!", evidenziano i legali), e che ha coinvolto anche chiunque, in quel periodo, sia venuto in contatto telefonico con l'ex arbitro. Una vita scandagliata, come si legge nell'esposto: "E' vero che nell’ambito di tale dossier, furono eseguite le seguenti attività nei confronti del Dott. De Santis, dei suoi familiari (compresa la moglie, Sig.ra DG, e la figlia minore, OMISSIS), dei suoi amici e dei suoi conoscenti: appostamenti; analisi all’anagrafe tributaria (immobili e redditi 1998, 1999, 2000 e 2001), al casellario giudiziario, alla motorizzazione (veicoli di proprietà), presso le banche (in cui vi erano titolarità di conti correnti) e presso le strutture alberghiere; indagini su eventuali cariche e partecipazioni all’interno di società; ... in particolare, fu intercettata l’utenza telefonica n. 335/6372*** intestata al Dott. De Santis, con conseguente analisi del traffico telefonico e annotazione manoscritta dei tabulati". I legali di De Santis non hanno dubbi, alla luce dei documenti acquisiti anche in altri procedimenti ed allegati all'esposto: "Alla luce di quanto sopra, appare pertanto sicuramente illecito il comportamento della società resistente, la quale, agendo in totale spregio di tutti i principi in materia di riservatezza e di privacy – tutelati, come detto, sia a livello nazionale (dalle disposizioni contenute nel d.lgs. n. 196/2003, Codice della protezione dei dati personali, emanata in continuità con la precedente L. n. 675/1996), sia a livello internazionale (dall’art. 8 della Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo: 'Diritto al rispetto della vita privata e familiare') – ha sottoposto arbitrariamente a controllo la vita privata del ricorrente (nonché dei suoi conoscenti, amici e familiari), rendendolo inconsapevolmente vittima di una situazione perniciosa e mortificante.... [...] Né può non considerarsi, al fine di correttamente desumere il maggior disvalore della condotta illecita posta in essere dalla società resistente, che le azioni illecite 'di intrusione' nella vita familiare del Dott. De Santis sono state il frutto di una preliminare e preordinata condotta illecita che la F.C. Internazionale era solita realizzare con modalità analoghe (disponendo liberamente degli apparati e del personale della Telecom e delle società private di investigazione ad essa collegate), non solo nei confronti dell’odierno ricorrente, ma anche di altri soggetti". Qui i legali allegano un passaggio della deposizione di Cipriani relativa al dossieraggio di Vieri e Jugovic (pagina 24 dell'esposto). A pagina 28 dell'esposto si cita anche quel "modello 45" protetto meglio del Santo Graal e del quale i legali chiedono l'acquisizione nella fase di istruttoria: "3.2.4. Da ultimo, è opportuno evidenziare che la società resistente non si è limitata solo alla raccolta illecita dei dati personali del Dott. De Santis, ma li ha utilizzati per presentare un esposto dinanzi la Procura della Repubblica di Milano per denunciare presunte condotte illecite (frode in competizioni sportive) poste in essere dal ricorrente (esposto che ha generato il procedimento rubricato con R.G.N.R. 131238/2004 e che, peraltro, successivamente alle valutazioni operate dal P.M., Dott. Ilda Boccassini, è stato archiviato e di cui la scrivente difesa chiede l’acquisizione al presente giudizio, non essendo riuscita ad estrarne copia pure a fronte di un’apposita istanza di autorizzazione alla visione degli atti depositata in data 3 febbraio 2011 al suddetto P.M. ed al Procuratore Generale della Repubblica di Milano, Dott. Bruti Liberati – doc. 13)". Di questo famoso fascicolo, aperto ed archiviato dalla Boccassini, si è a lungo discusso nell'ambito del processo Calciopoli, e ci torneremo su a breve con un'analisi più approfondita perché sono tanti i personaggi che vi hanno a che fare, ma per ora invitiamo a rilevare che è interessantissima la ricostruzione dei legali di De Santis, i quali ricordano la deposizione di Moratti resa a Borrelli il 3 ottobre 2006, in stile "Nente sacciu", la versione di Tavaroli nel suo interrogatorio del 29 settembre 2006, quelle di Cipriani prima ai pm e poi in aula. Moratti ha sempre scansato la responsabilità dell'Inter come ispiratrice dell'apertura del fascicolo da parte della Boccassini, ma per i legali di De Santis non ci sono dubbi, per di più alla luce di quanto affermato da persona che Moratti lo conosce bene, lo frequenta molto, e ne è socio: Tronchetti Provera. Ebbene nella sua deposizione del 9 marzo 2010 nell'ambito del processo Telecom condotto dal GUP Mariolina Panasiti, Tronchetti Provera ha dichiarato: "Massimo Moratti e Facchetti si ponevano la questione di come si può fare e cosa fanno le altre squadre, e me ne parlarono. Dico: 'Mah, provate a sentire questi della Sicurezza, nostri, se hanno un’idea, perché avranno qualcuno che li controlla o qualcuno che li accompagna, non ne ho idea'. Creai il canale diretto e il rapporto diretto, con loro, e tutto questo... Moratti aveva richiesto immediatamente un aiuto alla Procura della Repubblica, perché c’era un arbitro che raccontava di strane storie a Facchetti, però questo arbitro cambiò idea, non raccontò più nulla e quindi cadde, il tutto... La prima cosa che fece Massimo Moratti fu di andare dalla dottoressa Boccassini a raccontare questa vicenda. La dottoressa Boccassini gli suggerì di fare venire questo giovane arbitro a denunciare la cosa". Moratti, "scontento" della FIGC, dopo la relazione di Palazzi, al punto da dire che lui lavorava per i suoi tifosi e "non per certa gente", il Moratti poi paladino difensore della stessa FIGC dalle azioni della "cattivona" Juventus: "Non mi sembra una cosa bella che una squadra italiana denunci la propria Federazione e un’altra squadra italiana alla Uefa", avrebbe prima perseguito la via giudiziaria e poi negato davanti a Borrelli dicendo che era una "intenzione" di Facchetti? Sembrerebbe di sì, a sentire Tronchetti. Come al solito davanti a due versioni opposte non facciamo come certa stampa e scriviamo con forza: o ha ragione Moratti o Tronchetti, non si scappa. La soluzione del giallo la conosce solo la pm Boccassini. Dopo anni ed anni siamo ancora qui ad interrogarci su chi abbia realmente presentato un esposto o una denuncia che abbiano indotto la Boccassini ad aprire un fascicolo, perché noi all'idea che la pm apra un fascicolo di sua iniziativa, e che chiami Nucini per trascorrere qualche ora "per parlare di calcio", come ha detto il Nucini versione 2.0, non ci vogliamo credere. I legali di De Santis hanno cercato di svelare il mistero chiedendo quel fascicolo, chiedendone l'acquisizione anche nel processo Calciopoli, ma dalla Procura di Milano non hanno cavato un fascicolo dal buco. Chi poteva svelare il mistero già nel 2006 era Borrelli ma, mentre chiese ed ottenne da Torino un modello 45 relativo ad un interrogatorio della Fazi, come da lui ammesso nell'audizione al Senato del settembre 2006, non ritenne opportuno seguire la stessa strada con le sue ex pm e Procura per vederci chiaro su quella possibile elusione della clausola compromissoria, violazione del Codice di Giustizia Sportiva che, all'epoca, ottobre 2006, era caduta in prescrizione, l'ennesima (una più una meno), per la società Inter, ma non ancora per il tesserato Moratti, ammesso siano vere le parole di Tronchetti Provera. _______________________ Io credo che ne vedremo ancora di molt e di Belle.......
Ponchiaz Posted October 15, 2011 Posted October 15, 2011 Ciao Mangu, cosa succede agli onesti quest'anno...
ROOSTERS99 Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 (edited) Ciao Mangu, cosa succede agli onesti quest'anno... ...succede che , vuoi mettere andar giù solo per "meriti" propri..... Oh, .....sarà mica colpa di Moggi e della cupola ??? Dai Bangu, coraggio.... Edited October 16, 2011 by ROOSTERS99
Mangusta Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 Vi ringrazio per il vostro sostegno...in questo momento difficile dove dobbiamo lottare contro tutto e tutti la nostra fede si fortifica ancor di più, fossi in voi aspetterei ad esultare sai com'è...!!!
Mangusta Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 Ciao Mangu, cosa succede agli onesti quest'anno... Molto semplice, un mix di errori come: 1. il gruppo storico è ormai datato e non regge i ritmi 2. i giovani acquistati non sono all'altezza di reggere i vertici delle grandi competizioni 3. tanti, ma tanti infortuni 4. la Cupola sta lavorando per danneggiarci ancor di più...
Maurizio Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 Molto semplice, un mix di errori come:1. il gruppo storico è ormai datato e non regge i ritmi 2. i giovani acquistati non sono all'altezza di reggere i vertici delle grandi competizioni 3. tanti, ma tanti infortuni 4. la Cupola sta lavorando per danneggiarci ancor di più... Vedi il lato positivo, l'anno prossimo, una partita dell' Inter, la puoi vedere a Varese......
ROOSTERS99 Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 Molto semplice, un mix di errori come:1. il gruppo storico è ormai datato e non regge i ritmi 2. i giovani acquistati non sono all'altezza di reggere i vertici delle grandi competizioni 3. tanti, ma tanti infortuni 4. la Cupola sta lavorando per danneggiarci ancor di più... 5. senza l' eliminazione fisica degli avversari, tornate al vostro standard ... non vincere MAI !!
Mangusta Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 5. senza l' eliminazione fisica degli avversari, tornate al vostro standard ... non vincere MAI !! aria fritta la tua...cambia musica...
Mangusta Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 Vedi il lato positivo, l'anno prossimo, una partita dell' Inter, la puoi vedere a Varese...... dai un pò più di fantasia...puoi fare di meglio...
Maurizio Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 dai un pò più di fantasia...puoi fare di meglio... Ok, il prossimo anno,in A vedrai il Varese, però potrai andare a Gubbio a vedere la Beneamata....
Mangusta Posted October 22, 2011 Posted October 22, 2011 Il Tiranno Arroccato Nel Castello Di Sabbia E adesso abbiamo capito … Abbiamo finalmente compreso su quali fondamenta poggi il regno del feudale restauratore di ataviche tirannie, nostro signore dei ventinove-meno-due scudetti scippati, al secolo Andreagnelli. Il maniero imperioso esibito con tronfia protervia, fra fallaci vessilli sventolati come pubblica istigazione alla disobbedienza ed all’odio, è stato costruito sulla sabbia e l’argilla di sogni fugaci e perversioni ossessive. Solide fondamenta per il nuovo regno e per il corso dei futuri trionfi, non c’è che dire … Tecnicamente, si tratta di acciaio non conforme alle prescrizioni normative. Beh, nulla di nuovo, tutto sommato: considerato che la non conformità alla legge pare circostanza ciclicamente ricorrente in casa Juventus. Chissà come mai … Come le ispezioni dell’Autorità Giudiziaria, dai Carabinieri alle Fiamme Gialle: un Auricchio ieri ed un altro oggi, come pure domani. Scagnozzi sicuramente manovrati dal nemico interista, che l’ennesimo infido agguato ha, anche stavolta, di soppiatto orchestrato. Dalla Benemerita alla Beneamata, insomma: la mania di persecuzione porterà ancora a quello, sempre a quello, statene certi. GLI AVVISI DI GARANZIA NOTIFICATI IN BIANCONERO Ed intanto, assistiamo ad una nuova esibizione di avvisi di garanzia, anche stavolta spiccati – ma guarda un po’ – a carico di persone accuratamente selezionate dai vertici bianconeri per la cura dei propri interessi societari: la triade costruttrice di vittorie ieri, i costruttori del nuovo stadio oggi. Che singolare coincidenza … E, come sempre, mefistofelico spunta dagli inferi il demone investigativo per antonomasia, quel Guariniello al soldo morattiano, intuibile, probabile, anzi incontrovertibile … L’orrida creatura inquirente, espressione esponenziale della persecuzione, della vessazione, dell’intimidazione inflitta per mano delle toghe nere ed azzurre. In mezzo, ancora una volta, c’è lei, la Juventus: eterna parte lesa dagli eventi giudiziali di turno … Vittima improbabile, come la qualità ascritta al suo acciaio. Acciaio testato e garantito, asseverano sul fronte bianconero. Eppur non conforme. Rispondono gli altri. Dal doping a calciopoli, fino allo stadio sottoposto a controllo cautelare – casomai crollasse -, la società degli Agnelli non cessa mai di ritagliarsi in modo autoreferenziale il ruolo di persona offesa. La Juventus vittima e carnefice al tempo stesso. Vittima delle proprie colpe e carnefice degli altri. Ed ogni volta, ci tocca ascoltare lo stesso identico ritornello: ‘’noi non abbiamo fatto niente, anzi chiederemo i danni per tutto questo’’. Una litania parossistica che ha, da tempo immemore ormai, sfondato il muro dell’umana sopportazione. Una nenia proferita con la voce dispotica di chi non riconosce altra autorità all’infuori della propria autarchia. SERIE B TUTTA LA VITA...SALVATECI E SCIOGLIETE TANTA VERGOGNA
Mangusta Posted October 25, 2011 Posted October 25, 2011 Il Falò Della Credibilità OLTRE OGNI LIMITE - LECCE MILAN e GALLIANI AL TELEFONO Non penso, sinceramente, che la parola credibilità sia in qualsiasi modo associabile al calcio italiano degli ultimi anni, se non per definirne lo stesso come sua negazione. Il baraccone del campionato di serie A — portato alla rovina nel breve volgere di due decenni — può essere definito credibile soltanto da chi, in assoluta malafede, ha tutto l’interesse a far sì che i suoi lettori, i suoi spettatori e i suoi abbonati/tifosi continuino ad assistere a uno spettacolo che di sportivo non ha più nulla — non a caso, infatti, ho scelto di adoperare la parola spettacolo. Ciò nonostante, sono convinto che — al di là dei (grandissimi) piccoli interessi di cortile, domenica sia accaduto qualcosa che, veramente, dovrebbe impedire a chiunque e a chicchessia — persino ai più infognati in questo sistema — di usare quella parola. Mai, mai più. Nell’indifferenza pressoché totale (su cui tornerò tra poco), domenica è andata in onda la fine ingloriosa non tanto del calcio italiano — che è finito già da tempo — quanto della possibilità e delle poche residue speranze che il baraccone si possa in qualche modo rianimare. E l’indifferenza, badate bene, non è soltanto un sintomo della malattia: ormai né è diventata una concausa, un terreno arido su cui impiantare in assoluta libertà qualsiasi concetto, qualsiasi prassi, qualsiasi buffonata, godendo dell’immunità garantita dal fatto — disperante — che nessuno ormai ci fa più nemmeno caso. Ciò che è accaduto domenica a partire da mezzogiorno, nell’anticipo all’ora di pranzo tra Lecce e Milan, ha dell’incredibile, eppure non solo non ho letto una sola riga su un giornale o ascoltato una sola parola in una trasmissione, ma — cosa infinitamente più preoccupante — mi sono reso conto che a capire che si era oltrepassato ogni limite dello scandalo, probabilmente, non c’era stato nessuno. Non so, a questo punto, quanti se ne siano resi conto. Domenica abbiamo assistito in diretta televisiva al padrone di una squadra che, convinto — a ragione almeno su un episodio e solo su un episodio, si badi bene — di aver subito un torto, passava l’intero primo tempo al cellulare. Non ci è dato sapere con chi stesse parlando, e nemmeno ci interessa: ciò che ci interessa è che tutti — compresi i disperati telecronisti di SKY — hanno immaginato che stesse contattando qualcuno per chiedere lumi e porre rimedio. Eh sì, in telecronaca al commentatore tecnico sono proprio sfuggite le parole “porre rimedio”. L’OTTIMISMO DELL’ETERNO PIVELLO Ci siamo messi a mangiare sorridendo e chiedendoci come avrebbero fatto a fargli recuperare non un gol, non due, ma addirittura tre. In preda a un ottimismo che non mi è proprio, mi sono addirittura lanciato in un esagerato: “Tre non riescono a farglieli fare.” Mi sbagliavo. Sono quarant’anni che seguo il calcio, eppure ancora mi sbaglio come un pivello qualsiasi. Perché, alla fine, si trattava di di porre rimedio. E, puntualmente, rimedio è stato posto. Dopo un primo tempo nella normalità — ivi compreso l’errore ai danni del Milan — in cui l’arbitro Peruzzo non aveva ritenuto opportuno estrarre cartellini né gialli né rossi — ivi compreso un intervento assassino di Ambrosini, tra parentesi — ecco che nei primi minuti della ripresa i giocatori del Lecce si vedono sventolare tre cartellini tre ai primi tre interventi fallosi che compiono. Il messaggio è chiaro: la musica è cambiata, evidentemente non si può permettere al Milan di perdere questa partita. E infatti, il primo gol del celebratissimo Boateng arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo che non c’è. La cosa interessante — e nauseante — è che l’arbitro all’inizio concede giustamente la rimessa dal fondo, poi cambia idea a seguito delle proteste dei giocatori del Milan. Sarebbe incredibile, se non fossimo in Italia. Dai telecronisti SKY arriva solo un laconico: “Gliel’avrà detto qualcuno.” Con i giocatori del Lecce che ormai non intervengono più in pressing — a questo servono i tre cartellini in pochi minuti, lo ricordo a tutti coloro che pensano che gli arbitri possano condizionare un incontro soltanto con un rigore o un’espulsione — Peruzzo aggiunge un bel carico: né lui né i suoi due assistenti, incredibilmente, si accorgono della posizione clamorosa di fuorigioco attivo di Aquilani, che di fatto impedisce a Benassi di veder partire il tiro del tre a due. Con il resto non vi annoio: riassumo il tutto constatando semplicemente che, nel secondo tempo, al Lecce non è stato permesso di giocare, che i minuti di recupero sono stati assurdamente tre nel primo tempo e ancora più assurdamente tre nel secondo, che ogni azione del Lecce è stata fermata da Peruzzo quando non ci riuscivano i giocatori del Milan. E tutto questo, in un movimento calcistico che è ancora al centro del ludibrio internazionale per l’uso truffaldino di tessere telefoniche, dopo che un dirigente del Milan aveva trascorso quarantacinque minuti al telefono (cosa che, ma che strano, non ha fatto nella ripresa). Sotto gli occhi di tutti. Sotto gli occhi di giornalisti e commentatori. Sotto i nostri occhi di telespettatori. Soprattutto i nostri. Perché passino i giornalisti e i commentatori, che hanno il loro tornaconto editoriale, di pubblico e quant’altro, ma noi dovremmo almeno avere un sussulto. Qualcosa che non faccia capire a questi che possono davvero fare quello che vogliono. Che tristezza.
ROOSTERS99 Posted October 25, 2011 Posted October 25, 2011 Ma perchè non ci dici mai che è l' autore di cotante "perle " ?
Silver Surfer Posted October 26, 2011 Posted October 26, 2011 Per contrastare una visione univoca pro-Inter, eccone una, con citazione della fonte, pro-Moggi, tramite l'arringa dell'avvocato Paolo Trofino, difensore di Luciano Moggi: Farò una richiesta subordinata al collegio, leggerò telefonate inedite ma lo farò per chiedere al tribunale, in via subordinata ai sensi del 523 6° comma cpp, qualora non siate ancora convinti della innocenza di Moggi, di sospendere la discussione finale e di disporre la trascrizione delle nuove telefonate che vi indicherò, perché la difesa deve dimostrare al tribunale che quelle telefonate sono necessarie. Non farò polemiche, anche se ce ne sarebbero da fare. In 35 anni di professione, ne ho viste di tutti i colori ma qui sono state veramente eccezionali queste anomalie, il superamento dell'indagine su quello che si doveva per forza trovare. Un processo che nasce senza notizia di reato, non c’è il reato, ma c’è il responsabile: Moggi. Ci sono avvenimenti sconcertanti! Sono state autorizzate intercettazioni illegittime, forse Moggi era il capro espiatorio ideale, modesto ferroviere che aveva conquistato la scena calcistica con grande intelligenza. Era l’uomo che senza mezzi riusciva a fare grandi cose, non era simpatico perché era il più bravo di tutti. Nessuno sapeva fare le squadre come lui. E comincia un processo con le dichiarazioni di Baldini che il pm non hanno nemmeno il coraggio di chiamare davanti a voi e il processo comincia con le chiacchiere di Baldini. Se prendete la telefonata Baldini-Mazzini, riferimento Castagnini, Baldini dice una cosa sconcertante, dando la prova che già parlava con i carabinieri: "Non ho fatto il tuo nome, ho fatto altri nomi ma il tuo non l’ho fatto, io ti salverò". Non è che aveva in animo di denunciare qualcosa che non andava, di moralizzare, ma di impadronirsi del potere. E quel dato è inquietante. È inquietante che prima di mettere in piedi l’indagine si parli con un teste che ha un odio profondo per Moggi. Baldini ha detto a Moggi che era uomo di nessun pregio. Vorrei rispondere a Baldini che Agnelli, nel '94, chiamò quest’uomo a guidare una squadra piena di debiti e vuota di successi e che Giovanni Agnelli prima di parlare con i grandi del mondo, la mattina alle 6 e mezza, la prima telefonata la faceva a Moggi. Altro che uomo di nessun pregio. Nel 2006 io sostenni davanti a quella giustizia rudimentale che è la giustizia sportiva, e lo ha detto anche l'ex giudice Benedetto, uno di loro, che c’erano centomila telefonate, che ne avevano posto a base di quel procedimento solo 35 e che l’innocenza di Moggi era in quelle altre non messe a disposizione. Da allora sono passati gli anni, c'è voluto il lavoro di Nicola Penta, che è stato bravissimo. Sapete quante sono 171mila telefonate? Io ho provato a fare una media con i miei collaboratori. Se ogni telefonata durasse 3 minuti e mezzo per ascoltarle ci vuole un anno e sei mesi senza dormire di notte, senza interruzione. Ma vi rendete conto in che posizione minorata siamo stati noi? Ecco perché ancora oggi escono ogni giorno telefonate nuove. E sono telefonate che voglio leggervi subito perché ci chiariamo l’idea su tutto il processo. Tre telefonate inedite che seguono la telefonata tra Carraro e Bergamo che conoscete. Le ultime telefonate. Prima telefonata: Bergamo-Rodomonti. Bergamo non mette in campo alcun atteggiamento specifico, ma incoraggia Rodomonti su quella che potrà essere la gara. "In questo momento, se hai un dubbio pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti" gli dice ad un certo punto. Finisce qui ma ce n’è un’altra successiva. Questi investigatori hanno messo in campo una macchina investigativa degna di miglior causa. Seconda telefonata, Bergamo-Fazi: "Ci ho parlato, è andata". E Bergamo racconta la telefonata con Rodomonti. E la Fazi: "Quest’anno la Juve vince lo scudetto perché non c’è nessuno...", e Bergamo "ma se stasera perdessero con l’Inter…". Ohibò: ma Bergamo non era uno degli organizzatori e promotori di questa associazione che aveva l’obiettivo finale di far vincere la Juventus? In una telefonata privata dice "se perdesse con l’Inter..." e la Fazi: "Mamma mia, che Dio volesse". Ma la Fazi fa parte dell’associazione a delinquere, secondo i pm! Ma ci rendiamo conto della follia di questa accusa? "Ma come fa a perdere che l'Inter è morta", dice la Fazi, e Bergamo "Stasera giocano senza Trezeguet e Del Piero". Non dice “giochiamo”, ma “giocano”… e a malincuore concludono che la Juventus è forte. Da questa telefonata il teorema dell’accusa si frantuma perché abbiamo appreso che, a parte il fatto che Bergamo tifa Milan in maniera sfegatata, nelle telefonate abbiamo appreso che a casa Bergamo l’8 maggio si piangeva dopo la partita contro, Juve e la moglie era ancora più distrutta di lui. Ci sono altre telefonate sfuggite. Auricchio ha dichiarato di averle ascoltate tutte e di averle catalogate. E sono scappate queste qui, ma la cosa grave è che sono collegate ad un episodio grave. Rodomonti fa un errore gravissimo a svantaggio della Juventus perché non espelle Toldo per un fallo che, pacificamente, era da rosso. E sapete chi ce lo dice? Collina, quello che voleva incontrava Galliani nel ristorante di Meani. Collina in altra telefonata, sempre sfuggita agli attenti investigatori, dice a Pairetto che era "rosso diretto". Ma ancora veramente vogliamo discutere dell’esistenza della cupola e dell’associazione? Qui abbiamo la prova del contrario! C’è anche una Rodomonti-Pairetto in cui l’arbitro ammette di aver sbagliato. Qui è stato prosciolto Carraro all'udienza preliminare ed è un grande risultato. Il problema è che Carraro, prosciolto, è l’unico in questo processo che ha fatto un pressione indebita! C’è la richiesta di Carraro a Bergamo, la telefonata a Radomonti di Bergamo, il commento con la Fazi, il commento di Collina e l’ammissione di errore, ebbene la Juventus era quella che doveva essere favorita, perché resti in vita l’accusa di associazione. Bergamo-Fazi, con Bergamo a Francoforte, e chiama la Fazi che chiede con chi gioca la Juventus. Anche in questo caso la Fazi esprime la speranza che la Juventus perda e poi "Racalbuto sta con il Milan". Racalbuto è un altro associato, eppure la Fazi dice: "Non gli farà mica male al Milan per quello che hanno fatto per il figlio". Quindi abbiamo un associato che, quando va ad arbitrare la squadra mia concorrente, sappiamo che non gli farà male! Quindi tre associati, Bergamo, Fazi e Racalbuto che tifano espressamente per la squadra mia concorrente! Ma che roba è? Quelle telefonate sono facilmente consultabili: voi potete ascoltarle sul supporto magnetico C’è poi la leggenda delle designazioni e delle griglie. C’è una telefonata tra Bergamo e Meani in cui Bergamo chiede a Meani chi mandare come quarto uomo. Moggi non ha mai fatto alcuna richiesta di questo tipo. Le designazioni degli assistenti. Mettono bocca Meani, Cararro, Abete, Galliani, Meani, Facchetti, Martino Manfredi, Foti. Prima della 16a tra Pairetto e Governato. Pairetto anticipa al dirigente la griglia che sarà resa nota solo un’ora dopo. Sì, il Brescia Calcio che è costituito parte civile in questo processo e chiede svariate decine di milioni di risarcimento. Manfredi Martino parlava di designazioni con Meani, che diceva: "Mandami due cavallini buoni", mandami Tizio o mandami Caio, e allora io mi chiedo: che potere aveva costui di decidere arbitri o guardalinee? Anche perché in altre occasioni Meani si congratula con Martino per le designazioni! E lo ringrazia anche! E noi stiamo qui a difendere Moggi per la cupola, ma non abbiamo una sola telefonata in cui egli fa una richiesta del genere a Bergamo o Pairetto! Telefonata Moggi-Pairetto in cui Moggi chiede: "A Viareggio chi ci mandate Messina? e allora non ci volete far vincere nemmeno il trofeo di viareggio?", Moggi in questo caso, in cui non vi è sorteggio ma designazione diretta, mica dice "mandami un altro che Messina non ci piace". No, fa solo una considerazione! Mendacio e silenzio. Martino è stato colto in un mendacio clamoroso e nulla è stato detto dai pm. Sa quale è la gravità? In piena indagine, mentre nessuno sapeva delle indagini, Manfredi Martino dice a Meani: "Di questo parliamo da vicino, perché c’è gente che ci ascolta". E che ne sapeva delle intercettazioni? E questo signore è colui che ha detto che era impossibile che a mezzogiorno si sapesse dell’esito dei sorteggi. Noi abbiamo la prova che egli mandava sms a Meani alle undici e mezzo! Ma su questi sms il giudice dell’abbreviato ha condannato Giraudo. Narducci sull’episodio di Moggi che parla con la segretaria, che gli comunica gli arbitri e lui dimostra di conoscerli già, dice che non poteva saperli per telefono perché non c’erano telefonate precedenti che glielo comunicavano. Narducci dimostra di non sapere che Moggi non era un uomo, era una multinazionale che camminava insieme a varie persone, Secco era la sua ombra e quindi ben poteva essere che uno dei suoi assistenti avesse ricevuto la comunicazione da qualcuno presente al sorteggio. Il potere mediatico. Se prendiamo il decreto di citazione a giudizio si parla anche del presunto controllo dei media. Moggi era il più corteggiato dai media perché la sua presenza spostava gli indici di ascolto e, certamente, la sua presenza non era finalizzata all’intento dell’associazione ma alla tranquillità della sua squadra. Non a difesa di sodali o associati ma a difesa della Juventus! Moggi difendeva gli arbitri perché per quella maledetta legge della compensazione aveva paura che se uno aveva arbitrato a favore poteva essere condizionato la volta successiva ed arbitrare contro. Ignazio Scardina è qui da 5 anni, ha visto la sua vita stravolta per un episodio di una chiarezza estrema, si mette in mezzo ad un diverbio tra Pieroni e Moggi, è uno sfogo, eppure lui è qui davanti a voi! Il sequestro mai avvenuto. A Moggi è stato contestato addirittura un sequestro di persona! Gli hanno dato lo stesso capo di imputazione dell’anonima sarda. Se si fosse letta la telefonata tra Paparesta e Pairetto delle 23.45 avrebbero sentito l’arbitro dire che alla fine della gara c’era stata un po’ di tensione nello spogliatoio, che non c’era granchè da scrivere sul caso e che era presente l’osservatore. Questo episodio è un espidio fantasma che non è mai avvenuto, partorito da una telefonata di Moggi che dice "li ho chiusi nello spogliatoio". Galliani parlava con gli assistenti. Moggi ha dichiarato che si muoveva per difendere la Juventus dal Milan, i pm dicono il contrario. Vi è un'intercettazione sull'utenza intestata al Milan del 31.5.2005: Meani parla con Galliani e dice: "So che ha parlato con Puglisi" (a proposito dell'accusa secondo la quale solo Moggi parlava con gli assistenti e gli arbitri); e Meani chiede a Galliani se può spingere per mettere degli uomini nelle commissioni dilettanti, "Così abbiamo un po’ di controllo anche nelle serie inferiori". E Galliani: "Spinga, spinga". Questo significa avere un sistema che noi non abbiamo! E Meani, visto che ci troviamo, con Galliani è uno che di richieste ne fa e osa. Parla con tutti gli arbitri. Meani e Galliani sono anche persone che hanno messo in campo iniziative su quella che era la posizione di Moggi. Egli è raggiunto da un’accusa quando nel processo c’è una prova schiacciante di carattere opposto. Il caso Pisanu. L’amicizia di Moggi con il ministro Pisanu! Il ministro che sa che Moggi è un personaggio di rilievo del mondo del calcio e che nel momento della morte del Papa si confronta con un amico dell’infanzia, è una cosa strana? Moggi è il direttore generale della Juventus e parla come dg, tanto che pensa alle spese sostenute dalle squadre per raggiungere i ritiri e dice: "Spostiamo la giornata al giorno dopo". Poi scopriamo che c’è una telefonata tra Galliani e Meani in cui Galliani dice che la giornata era slittata di una settimana e che così avrebbero recuperato Kakà; e Galliani dice: "Pensa che io dormo… e perché quel figlio di puttana di Moggi voleva spostarla di un giorno…". E sulla base di questi presupposti si è costruito un altro castello di cartapesta, sulla base di una frase di Pisanu che dice: "Aiutiamo la Torres". Che cosa significa per Moggi aiutare una squadra di serie inferiore? Significa mandare dei giovani in prestito ed infatti bastava vedere che quell’anno due giovani della Juve andarono a giocare nella squadra sarda! Moggi aveva una specie di alone nel mondo del calcio. Addirittura Ancelotti diceva che poteva prevedere i sorteggi del campionato e Collina stesso dice: "Vedete che quello millanta, si butta. Quante volte ci ha preso ma tantissime altre volte no, è uno che ci prende per il culo"...e poi, scusatemi, ma gli input al computer per il calendario li dava? la Lega Calcio, no? E chi c’era al vertice della Lega?? E dopo l’errore di Siena Meani dice al telefono con Galliani "Ho urlato ai designatori che nel dubbio contro il Milan si sta giù con la bandierina!". Avete mai sentito Moggi dire una cosa del genere? Mirate? Meani chiese di non ammonire Nesta. Depositeremo una serie di statistiche sulle percentuali di vittoria o sconfitta con arbitri amici e nemici: 1,82 con gli amici, 2,80 con i presunti nemici. Sulle ammonizioni mirate poi vi daremo una statistica che ci dice che sulle espulsioni a favore la Juve è all’ultimo posto, sulle ammonizioni mirate è quinta! E su questo si è già detto abbastanza anche in riferimento alla qualità dei giocatori ammoniti del Bologna, e poi De Santis non amminisce i tre diffidati del Milan prima di Milan-Juventus, che erano Seedorf, Nesta e Rrui Costa. E poi dobbiamo ascoltare la telefonata tra Meani e De Santis, con Meani che chiede di non ammonire Nesta!!! Sim 'e Napule. Schede riservate. Qui abbiamo altri associati, come Pieri: decine di telefonate delle schede e Parma-Milan la fa vincere ai rossoneri. Credo che non bisogna spendere nessun'altra parola oltre a quello detto da Prioreschi. È evidente che esiste una inutilizzabilità degli atti realtivamnete alla violazione della rogatoria. Questo non necessita di alcuna prova. Quello che ci ha detto Auricchio qui è solo infantile. Il maresciallo Nardone ci ha detto che sono andati nel negozio di De Cillis in Svizzera. Non so come si possa superare la inutilizzabilità, tra le tante violazioni messe in campo questa è la più grave. E sugli interrogatori? Cuttica dice che è stato sentito per 5 ore e mezzo con domande incalzanti. Qui non vogliamo parlare contro i carabinieri ai quali teniamo. Ma questi interrogatori sterminati che hanno prodotto una paginetta di verbalizzazioni che senso hanno? In America e Inghilterra si sarebbe sollevata una protesta popolare in questo caso! Le schede sono inutilizzabili ma vogliamo parlarne perché non ci spaventano. Anche qui la procura ha messo in campo una forzatura. Non chiediamo la nullità della vostra ordinanza sulla competenza territoriale. Voi avete deciso sulla base di un fatto: che la scheda era stata data da Moggi a Napoli, non sapevate di Bertolini che le aveva comprate. Prima di darla la scheda va comprata, quindi la competenza sarebbe stata diversa, ma siamo stanchi e vogliamo una decisione. Tra le tante anomalie di questo processo abbiamo anche avuto che due "prime lame" (Narducci e Beatrice, ndr) della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, che potevano essere impiegate per altri reati, si sono occupati di questo! Il "segreto" di Pulcinella. Moggi è una persona capace, con intelligenza superiore alla media. Egli decide di essere un criminale e di avere una linea riservata. La cupola è di Moggi e lui la dirige. Ma Moggi, a capo di una cupola segretissima, e con una capacità economica notevole, fa acquistare le schede dalla Juventus, una spesa di poche centinaia di euro, all’ultimo fattorino della squadra. E Bertolini non va al negozio a ritirare una busta riservata e chiusa. No, va sapendo cosa comprava, e più di lui lo sapeva la segretaria Gastaldi, che fa salti mortali per trovare i soldi in contanti nello store Juventus! E lo sa Capobianco, lo sanno le due segretarie Lella e Morena! Il segreto di Pulcinella. Compra le schede con le trombe! E quindi tutti sanno che quelle schede servivano per tutelare la Juventus! E qui c’è un’altra anomalia. Nell’interrogatorio fatto ai carabinieri Moggi dichiarò che quelle schede servivano per il mercato e per evitare lo spionaggio, io ero presente e ricordo il particolare, perché quando finimmo l’interrogatorio contestai a Moggi di non avere allargato il tema dello spionaggio industriale. Ma quando ho letto la trascrizione dell’interrogatorio non vi era traccia di quella dichiarazione!!! Non c’era, ma è certo che Moggi comprava le schede non per sé, ma le comprava davanti a tutti perché servivano per uno scopo lecito!!! C'erano spioni in giro. L’acquisto e la vendita dei giocatori è la vita di una società di calcio ed era la cosa che più interessava a Moggi. una società può fallire per un acquisto sbagliato! E Moggi era terrorizzato dallo spionaggio industriale e la sciocchezza detta dal pm che il mercato si fa ad agosto è enorme. Il mercato si fa sempre tutti i giorni dell’anno e Moggi era uno che non trascurava niente. È o non è l’epoca del fascicolo 'Ladroni', delle intercettazioni Telecom, è o non è l’epoca dello spionaggio di una squadra che spesso e volentieri sbagliava le campagne acquisti? Dove sono le telefonate di calciomercato? Ebbene, ma avete mai sentito Moggi parlare di mercato in tutte le 171 mila telefonate agli atti? Può mai essere che uno come lui non parli mai con un procuratore o con addetti ai lavori di mercato? E questa è la prova schiacciante! C’è un argomento contrario? E poi, Signor presidente, noi che siamo questa organizzazione criminale, che dobbiamo riunirci per decidere la linea, mi volete dire noi che abbiamo questa linea riservata perché per convocare le riunioni non la usiamo? E sui metodi di attribuzione è già stato detto tutto, io dico solo che esse non servivano all’associazione. Quello che poteva essere una valutazione diversa, ad esempio quella fatta dall’avvocato della Figc che dice che già avere una scheda riservata era reato, viene smentita da De Gregorio nell’abbreviato, il quale dice che il semplice possesso della scheda non è reato. Ma, signor presidente, perché l’arbitro doveva avere una scheda? Qualcuno ha avuto vergogna di dire che ha accettato un regalo, magari per parlare con l’innamorata o per risparmiare quattro telefonate… Si dice che prima di Atalanta-Milan ci sono molti contatti tra Moggi e Bertini. Ebbene quella gara finisce 1 a 2 (e non 1 a 1 come scritto nella informativa, una distrazione) per il Milan che segna al secondo 46 del quarto minuto di recupero, dopo che Bertini ne aveva concessi 3, quindi fuori tempo massimo; inoltre sbaglia a non espellere Nesta per fallo da ultimo uomo. Fiorentina-Milan del 1 maggio 2005, con una mancata concessione di rigore alla Fiorentina. Vi è una telefonata tra De Santis e Meani... Dopo Atalanta–Milan Moggi si lamentò dell’arbitraggio di Bertini che aveva anche mancato di espellere Nesta. Ma Bertini non era un nostro amico? Non era un associato? Ma c’è logica in tutto questo?? Trofino chiede di concludere la prossima volta, la Casoria lo concede e fissa l’udienza dell’otto novembre
Federico Posted October 26, 2011 Posted October 26, 2011 Ma perchè non ci dici mai che è l' autore di cotante "perle " ? Certe"perlate", mi verrebbe da dire. Sono tifoso juventino e il Milan mi resta molto poco simpatico, ma trovo questo articolo "una cagata pazzesca" (e mi faccio 92 minuti di applausi da solo)
Mangusta Posted October 26, 2011 Posted October 26, 2011 Ma perchè non ci dici mai che è l' autore di cotante "perle " ? A parte mettere faccine che ridono leggi mai ? Più volte ho citato la fonte...comunque andate e sbizzarritevi FABBRICA INTER un sito vero di interisti veri, di opinioni vere...mica come la casta del VFB P.S. Caro Silver l'avvocato di Moggi è da arrestare tanto quanto Moggi...SI VERGOGNI DI ESISTERE!!!
Mangusta Posted October 26, 2011 Posted October 26, 2011 Certe"perlate", mi verrebbe da dire.Sono tifoso juventino e il Milan mi resta molto poco simpatico, ma trovo questo articolo "una cagata pazzesca" (e mi faccio 92 minuti di applausi da solo) Ocio...chi si loda s'imbroda...
ROOSTERS99 Posted October 26, 2011 Posted October 26, 2011 A parte mettere faccine che ridono leggi mai ? Più volte ho citato la fonte...comunque andate e sbizzarriteviFABBRICA INTER un sito vero di interisti veri, di opinioni vere...mica come la casta del VFB P.S. Caro Silver l'avvocato di Moggi è da arrestare tanto quanto Moggi...SI VERGOGNI DI ESISTERE!!! Ammetto....non leggo.....leggo poco...pronti, via son 3 vaccate filate e smetto.... ...ma la fonte non la metti ...forse a ragion veduta !! Poi devi anche spiegare coma cavol farebbe un "interista vero " ad avere "opinioni" ..... ( e giù faccine !!)
Mangusta Posted October 27, 2011 Posted October 27, 2011 Ammetto....non leggo.....leggo poco...pronti, via son 3 vaccate filate e smetto.......ma la fonte non la metti ...forse a ragion veduta !! Poi devi anche spiegare coma cavol farebbe un "interista vero " ad avere "opinioni" ..... ( e giù faccine !!) Oh oh oh oh sveglia... te l'ho scritta FABBRICA INTER...forza adesso vai leggi e insulta...
Ponchiaz Posted October 27, 2011 Posted October 27, 2011 La cosa più bella e' gli interisti sono tornati ad occuparsi a tempo pieno di complotti essendo stati relegati al giusto posto in campionato. Per il resto non mi fido della giustizia, anche se la mia opinione e' decisamente chiara.
ROOSTERS99 Posted October 27, 2011 Posted October 27, 2011 Oh oh oh oh sveglia... te l'ho scritta FABBRICA INTER...forza adesso vai leggi e insulta... Fabbrica Inter !!!! Mi sa che non leggerò più del tutto !!! Oh, comunque..grande prova a Bergamo !! Se quel rembambi non sbaglia il rigore.....
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