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Film, filmoni e filmacci


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  • 5 months later...
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Full-Immersion di cinema tra ieri ed oggi.

- Il gioiellino: film di inchiesta, quasi documentaristico, ispirato al caso-Parmalat. Interessante e purtroppo vero. Quattro passi nel delirio della Finanza creativa, assopendo e lasciando mano a mano perdere le remore morali e legali. Figura centrale: il Rag. Botta (Servillo), permeato da un Calvinismo morale straziante che lo porterà a scelte azzardate apparentemente a favore della totale ed incondizionata dedizione aziendale, ma in realtà scorrette e negative per la stessa e per i risparmiatori/investitori.

- Cigno Nero: straordinario ed emozionante film dedicato al doppio che alberga nel Genere Umano ed Animale, ed alla necessità di neutralizzare e zittire una parte di noi per poter fare delle scelte di crescita. Grandissima regia di Aronofsky. Consigliatissimo.

Edited by Silver Surfer
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  • 3 weeks later...
  • 1 month later...

Ad uso e consumo dei presenti alla pizzata di ieri sera (Casbah inside).

Ahahahah...che ridere...certo che gli americani sono proprio degli zuzzurelloni... -_-:ph34r::D

Sta per uscire un film con Mel Gibson e Jodie Foster, in cui lui è un imprenditore la cui azienda fallisce e va in depressione e la moglie (la Foster) lo lascia.

Lui incomincia una nuova vita... con la marionetta di un castoro!

Ma come viene in mente una trama simile? Sono basito, pensavo fosse uno scherzo

Tra l'altro il film si chiama pure "The beaver", e sapere che Mel Gibson si consolerà tenendo un beaver in mano credo farà sorridere più di qualche statunitense...

beaver.jpg

Ma poi come si fa a chiamare un film The Beaver, visto il doppio senso.

E' come se chiamassero un film italiano serio l'uccello o la patata.

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  • 1 month later...
  • 7 months later...

Mi sono imbattuto casualmente in qs.ciclo di film francesi su Rai4, ciclo "All'ultimo respiro": una sorpresa...fantastici ed intriganti soprattutto gli ultimi 2 visionati, ovvero Black Box e Non dirlo a Nessuno.

Consiglio spassionatamente la visione delle repliche i prox 2 martedì, alle 22.45: puntare il video-recorder, divertimento assicurato! :lol::rolleyes:

http://www.rai4.rai.it/dl/Rai4/programma.h...87-6d00486425fb

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Black Box.

Oggi, alle 2245 su Rai4. Caldamente consigliato. :rolleyes:

Black Box (2005): sorprendente psico-thriller orchestrato con ritmo attorno a un sapiente uso del colpo di scena. Tratto dal romanzo di Tonino Benacquista La Boîte noire, prodotto da Luc Besson e diretto da Richard Berry, il film è interprato da José Garcia, specialista della commedia splendidamente a proprio agio anche in ambito drammatico, e dalla star internazionale Marion Cotillard. Dopo un terribile incidente d’auto, l’impiegato Arthur Seligman si risveglia privo di memoria. Un’infermiera ha lo però ascoltato a lungo parlare nel sonno e ha trascritto le sue parole in un quaderno: attraverso queste tracce frammentarie, un’inconscia “scatola nera” della sua vita, il protagonista cerca di ricostruire il proprio passato, scoprendolo cupo e segnato da molti traumi irrisolti. Ancora non pienamente padrone della propria coscienza, l’uomo si trova però improvvisamente accusato d’omicidio.

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  • 2 weeks later...
La sinistra è come mia zia

Mi sono chiesto per giorni perché tutti mi dicono che The Artist è un film bellissimo. Vince premi in tutto il mondo, e il suo protagonista raccoglie consensi e simpatia. Poi, la settimana scorsa, Jonathan Franzen ha detto con convinzione serena che l’ebook è un danno per la società, e noi siamo ostaggi dei nostri iPhone. Poiché Franzen è uno scrittore grandissimo (anche se il fatto che da qualche anno vada sulle montagne a guardare per ore gli uccelli, mi ha parecchio insospettito), e poiché dice le identiche cose che dice mia zia che ha più di ottant’anni (anche mia zia è una persona colta e intelligente), ho capito perché piace tanto The Artist, sia a mia zia sia (probabilmente) a Franzen. Vale a dire, sia al ceto medio riflessivo di sinistra, sia agli intellettuali più sostanziosi che lo rappresentano.

The Artist può essere sintetizzato in questo modo: vi racconto una storia, dice il regista, alla maniera antica, i film come si facevano una volta, che erano muti. E però la storia riguarda proprio la fine della maniera antica: il momento di passaggio dal film muto al sonoro. Un grande divo del muto reagisce così all’avvento del sonoro: urla che il nuovo porterà solo danni. Una presa di posizione radicale e a dire la verità un po’ stupida, molto velleitaria, e del tutto conservatrice: scrive, produce, gira e distribuisce un film muto. È come quel tale produttore di carrozze che guardò con disprezzo l’invenzione del motore. Il suo tentativo fallisce miseramente, intanto che i film sonori hanno un successo inarrestabile, e la nuova diva del sonoro pure. La quale però si innamora proprio di lui e vuole salvarlo, per almeno quattro caratteristiche che lo rendono irresistibile: è cocciuto, reazionario, vecchio e destinato alla sconfitta.

In un film del genere, il ceto medio riflessivo, mia zia, gli intellettuali, Franzen, dovrebbero istintivamente e senza alcuna esitazione stare dalla parte dei produttori del sonoro. Sono loro che mettono in moto il progresso, inventano il nuovo, cercano strade inesplorate, danno nuove opportunità, rendono più complessa, più viva, più vicina, una forma d’arte. Invece il film spinge a stare dalla parte del reazionario un po’ stupido che non ha nessuna intenzione di accogliere il progresso.

Ma di che cosa ci si commuove? Ecco la questione. Si può avere addirittura nostalgia del cinema muto? No. Nemmeno il pensiero reazionario arriva a questo. Ma il punto è un altro: il film produce un’adesione emotiva senza precedenti, incarna qualcosa che è nel profondo dei propri pensieri e dei propri sentimenti. Lo fa nella forma e nella sostanza, e quindi immerge pienamente in uno spirito reazionario chemira al cuore. E quindi fa sciogliere. Addirittura, si può dire che non ci si commuove del dolore del personaggio, ma del fatto che rappresenta esattamente come ci sentiamo noi: il mondo va, inventa diavolerie, noi tentiamo di frenare e non ci riusciamo.

Nella sostanza, mia zia ottantenne, Franzen, il ceto medio riflessivo e gli intellettuali che lo rappresentano passano tutta la vita a difendere il cibo come si faceva una volta, le piccole librerie di quartiere con l’odore dei vecchi libri, il telefono fisso. Pierluigi Bersani e Susanna Camusso difendono l’articolo 18, altri le vecchie lire, Michel Platini e Diego Maradona, gli sceneggiati in bianco e nero, la commedia all’italiana, la bicicletta, il vedo non vedo dell’erotismo contro la sfacciataggine di oggi. C’è perfino chi rimpiange la Democrazia cristiana, era meglio Andreotti, e Cirino Pomicino non era così male; c’è chi comunica a tutti sui blog che vuole stare su un’isola deserta per non comunicare più con nessuno. Chi dice che le informazioni in Internet sono troppe, autodenunciando così la sua incapacità di saperle selezionare. E chi ti dice con arroganza che legge soltanto i classici. Chi sostiene, come Paola Mastrocola, che gli studenti di oggi sono tutti ignoranti. E se qualcuno, come Alessandro Baricco, fa uno sforzo di complessità per analizzare con partecipazione «i ragazzi di oggi» (come diceva Eros Ramazzotti), non può fare a meno di chiamarli, affettuosamente, barbari.

Tutti, tutti almeno una volta alla settimana sentono di dover comunicare al mondo di sentirsi estranei al presente. Tutti, insomma, hanno una gran voglia di sentirsi incompresi e isolati come The Artist. Ovviamente in questo elenco disordinato e parziale ci sono valori oggettivi (e non parlo solo di Platini). Però poi se si ragiona così si finisce per fare film sulla bellezza del passato, e per giunta per farli come si facevano in passato. E poi questo film fa sciogliere in lacrime chi va a vederlo. Ed è proprio questa la novità — mi sembra: finora, abbiamo assistito a una pressione logica delle idee reazionarie; più spesso, a una veste irrazionale, poco comprensibile ma di cui bisognava prendere atto. Questo film fa un passo ulteriore: è costruito per coinvolgere lo spettatore complice sul piano emotivo. È la prima opera-manifesto che seduce i reazionari emotivamente, che li fa commuovere al pensiero di se stessi e delle proprie lotte.

Tutti (o quasi tutti) quelli che pensano e riflettono e vanno ai festival culturali e scrivono libri e li leggono, in questi anni, credono sia loro dovere fare resistenza al nuovo. Il ceto medio riflessivo, sul quale abbiamo fatto affidamento per la ricostruzione di un Paese civile e innovato, pensa che la soluzione sia semplice: opporsi alle tecnologie, non concedere al nemico (il progresso) nemmeno un centimetro del territorio (la conservazione del passato). Del resto, a dirla tutta, anche Franzen scrive romanzi bellissimi, il cui unico difetto sta nel fatto che tendono (consapevolmente) a sembrare dei romanzi alla Zola. Ma pare che questo sia proprio il suo pregio. Tutto bene, tranne per due cose: il fatto che il ceto medio riflessivo, gli intellettuali che lo rappresentano, mia zia e Franzen erano stati chiamati al mondo per spingerlo in avanti e non per tenere premuto il freno. E la seconda: ma noi tutti, qui, nel presente, allora, cosa ci stiamo a fare?

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  • 3 months later...

Molto forte, incredibilmente vicino, visto ieri sera all'Impero, tornando da Torino.

Molto molto bello.

Un ragazzino affetto da disturbi delle capacita' relazionali (Sindrome di Asperger), perso il padre nel dramma dell'11/09/2001, si mette alla ricerca di un fantomatico 6. Distretto che il padre gli aveva fatto credere fosse sparito negli anni dalla mappa di NY e di una serratura di una chiave che ha trovato in una piccola anfora del padre...

Bellissimo cammeo di un muto Max Von Sidow in grado di creare una relazione intensa nipote/nonno costruita sulle emozioni.

Consigliatissimo.

Edited by Silver Surfer
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  • 7 months later...
  • 4 weeks later...

Qualche giorno fa ho visto su RAI 4 un FILMONE - a mio parere:

RUBIN HURRICANE CARTER

Interpretato magistralmente - altro mio parere - da DENZEL WASHINGTON.

E' la storia - VERAMENTE ESISTITA - di un pugile che diventa campione del mondo (se non ricordo male !) ma che poi viene accusato INGIUSTAMENTE di omicidio e condannato all' ergastolo.

Un poliziotto che ce l' aveva con lui da tanti anni è stato il principale artefice della falsificazione delle prove ecc..

Se c' è qualcuno che è interessato a vederlo non rivelo il finale !!

HURRICANE - Film BELLISSIMO - che a me ha trasmesso per 2-3 giorni una grande energia positiva !!

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In HURRICANE una delle frasi più belle che ricordo è quella pronunciata dal protagonista/pugile (Denzel W.):

" è stato l' odio che mi ha fatto entrare in prigione, e sarà l' amore che mi farà uscire "

Ne consiglio la visione, anche a quelli che odiano/detestano il pugilato ed il suo ambiente, poichè ci sono poche scene

di boxe e la maggior parte sono di vita normale, fuori dal ring.

Per me questo film va dritto dritto nella categoria FILMONI !

P.S. = può andare bene vederlo in questi giorni poichè aiuta a dimenticare la delusione di Domenica ! :ahappy::doh[1]:

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In HURRICANE una delle frasi più belle che ricordo è quella pronunciata dal protagonista/pugile (Denzel W.):

" è stato l' odio che mi ha fatto entrare in prigione, e sarà l' amore che mi farà uscire "

Ne consiglio la visione, anche a quelli che odiano/detestano il pugilato ed il suo ambiente, poichè ci sono poche scene

di boxe e la maggior parte sono di vita normale, fuori dal ring.

Per me questo film va dritto dritto nella categoria FILMONI !

P.S. = può andare bene vederlo in questi giorni poichè aiuta a dimenticare la delusione di Domenica ! :ahappy::doh[1]:

ho visto il film, grazie RobertoPG per la segnalazione! bellissimo davvero!

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  • 7 months later...

Segnalo due pellicole viste in questi giorni che ho particolarmente gradito:

Su Sky, DJANGO UNCHAINED, di Quentin Tarantino, western moderno che fa il verso al genere prodotto negli anni '70.

Bella colonna sonora con brani originali e ripescaggi da film del passato (fantastica sigla finale con la mitica colonna sonora di "Lo chiamavano Trinità")

Django_Unchained_BLUWORLD.jpg

Al cinema, RUSH, di Ron Howard, la storia della epica sfida del 1976 tra Lauda e Hunt, girata con maniacale (e quasi perfetta !) "somiglianza" dei personaggi e dei luoghi.

A me, grande amante della F1 deglia anni '70, è piaciuto tantissimo ; amerei conoscere il parere di chi non ha vissuto in prima persona quegli anni.

rush.jpg

Edited by ROOSTERS99
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Al cinema, RUSH, di Ron Howard, la storia della epica sfida del 1976 tra Lauda e Hunt, girata con maniacale (e quasi perfetta !) "somiglianza" dei personaggi e dei luoghi.

A me, grande amante della F1 deglia anni '70, è piaciuto tantissimo ; amerei conoscere il parere di chi non ha vissuto in prima persona quegli anni.

Io la F1 degli anni '70 non l'ho vissuta, purtroppo... Ieri sera ho visto Rush, il film è davvero fatto bene, coinvolgente fino alla fine, cosa difficile da ottenere quando il finale è ovviamente noto.

E' stato bello vedere la storia di una rivalità vera e fantastica raccontata così bene...ed è stato bello vedere una F1 che poco ha a che fare con quella odierna, ma che è il modo di correre che piace a me ^_^

Bel film e bella F1!

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