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Bobby Jones (ex Teramo) terzo USA del Pilla a MTG, niente da dire....si è fatto fare una squadra con una grande forza d'impatto!!!

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Alla fine non è molto diverso da quello che succede nel calcio, dove i brasiliani e i sudamericani in generale trovano sempre il modo di avere un passaporto italiano, spagnolo o portoghese... e non sempre in maniera lecita (basti ricordare Recoba e Veron). Forse il fenomeno è solo numericamente superiore.

Mica vero, il calcio si è dato regole precise...

Articolo 15 – Principi

1 Qualunque persona che possiede una nazionalità permanente che non dipenda dalla residenza in un certo paese è idonea a giocare per squadre nazionali dell’Associazione di quel paese.

2 Ad eccezione delle condizioni specificate nell’art. 18 sotto riportato, qualunque calciatore che abbia già partecipato ad un incontro (sia per intero che in parte) nell’ambito di una competizione ufficiale di qualunque categoria o di qualunque tipo di calcio per una Associazione non può giocare una partita internazionale per una squadra rappresentativa di un’altra associazione.

Articolo 16 – Nazionalità che dà diritto ai calciatori di rappresentare più di una Associazione

Un calciatore che, nei termini dell’art. 15, è titolato a rappresentare più di una Associazione a seconda della sua nazionalità, può giocare in un incontro internazionale per una di queste Associazioni sole se, oltre ad avere una rilevante nazionalità, soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:

(a) E’ nato sul territorio della Associazione interessata;

(:unsure: Sua madre naturale o il padre naturale sono nati nel territorio dell’Associazione interessata;

© La nonna o il nonno è nato sul territorio della Associazione interessata;

(d) Ha vissuto in modo continuativo sul territorio della Associazione interessata per almeno due anni.

Articolo 17 – Acquisizione di una nuova nazionalità

Qualunque calciatore che si riferisce all’art. 15 par. 1 per assumere una nuova nazionalità e che non ha giocato un calcio a livello internazionale in conformità all’art. 15 par. 2 sarà idoneo a giocare per una nuova squadra nazionale solo se soddisfa una delle seguenti condizioni:

(a) E’ nato nel territorio dell’Associazione interessata;

(:huh: La sua madre naturale o il suo padre naturale sono nati nel territorio dell’Associazione interessata;

© Sua nonna o suo nonno sono nati nel territorio dell’Associazione interessata;

(d) Egli ha vissuto continuativamente per almeno cinque anni dopo il raggiungimento del 18° anno di età nel territorio della Associazione interessata.

Articolo 18 – Cambio di Associazione

1 Se un calciatore ha più di una nazionalità, o se un calciatore acquisisce una nuova nazionalità, o se un calciatore è idoneo a giocare per più rappresentative nazionali in base alla sua nazionalità, egli può, fino al suo 21° compleanno, e solo una volta, chiedere di cambiare Associazione per la quale è idoneo a giocare partite internazionali per l’Associazione di un altro paese di cui possiede la nazionalità, a patto che sussistano le seguenti condizioni:

(a) Non abbia giocato in una gara internazionale di serie “A” (per tutta o per parte della sua durata) per l’Associazione a cui appartiene, e se al momento della sua prima completa o parziale apparizione in una gara internazionale di una competizione ufficiale per l’Associazione a cui appartiene, egli era già in possesso della nazionalità della squadra rappresentativa per la quale vorrebbe giocare.

(:o Egli non è autorizzato a giocare per la sua nuova Associazione in nessuna competizione ufficiale alla quale abbia già partecipato per la sua vecchia Associazione.

2 Se un calciatore, schierato in campo dalla sua Associazione in una gara internazionale, in conformità a quanto stabilito dall’art. 15 par. 2, perde definitivamente la nazionalità di quel paese senza il suo consenso o contro la sua volontà in seguito ad una decisione presa dalle autorità governative, egli potrà richiedere il permesso di giocare per un’altra Associazione della quale possegga la nazionalità o la abbia già acquisita.

3 Qualunque calciatore che abbia il diritto di cambiare Associazione in conformità ai par. 1 e 2 sopra citati, deve presentare una richiesta scritta alla segreteria generale della FIFA. La Commissione per lo Status del Calciatore deciderà in merito alla richiesta. La procedura sarà svolta in conformità al Regolamento della Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie. Dal momento in cui il calciatore ha fatto la sua domanda, egli non può più giocare per una squadra rappresentativa fino a quando la sua richiesta non è stata esaminata.

Posted (edited)

Hawkins dovrebbe tornare a MM :unsure:

ma come, tutti gli insulti che ha preso in finale non li ha sentiti?

Edited by joe
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ma infatti, non capisco perchè questi discorsi (giusti) non nascono nelle stanze dei bottoni ma solo sui forum...

5 stranieri liberi, anche tutti Usa e 5 Italiani.

Ci vuole tanto? non vedo molti interessi in ballo da impedire una cosa così logica!!!

Non si può fare. Il limite lo puoi mettere sugli extra-comunitari (e resiste perchè finora nessun extra-comunitario ha avviato un azione legale), non sui comunitari che devono, per leggere, essere equiparati agli italiani nel mercato del lavoro (non solo nel basket).

In realtà il limite totale è il risultato del limite massimo degli extra incrociato con il minimo di Italiani di formazione da mettere a referto. Il numero di comunitari (ora europei) deriva dallo scarto tra gli altri due.

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Alla fine non è molto diverso da quello che succede nel calcio, dove i brasiliani e i sudamericani in generale trovano sempre il modo di avere un passaporto italiano, spagnolo o portoghese... e non sempre in maniera lecita (basti ricordare Recoba e Veron). Forse il fenomeno è solo numericamente superiore.

I passaporti di Green, Jabeer & Co non sono falsi. Sono perfettamente regolari.

Così come lo sono i passaporti di tanti argentini, brasiliani, statunitensi con un nonno italiano (o spagnolo, portoghese o quello che è).

L'unico passaporto palesemente irregolare è quello di Pietraroccia.

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Hawkins dovrebbe tornare a MM :o

ma come, tutti gli insulti che ha preso in finale non li ha sentiti?

Questi vogliono battere Siena con gli scarti di Siena?

Fisicamente sono messi bene, contando anche i Lituani e Mancinelli (se dovesse giocare da 3 sarebbe oversize).

Ma, visto il QI cestistico medio, possono solo correre, correre, correre.

Sperando che ai tre USA a furia di correre manchi il fiato per litigare.

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Hines (quello di Veroli) fa il salto LegA2-Eurolega accasandosi al Bamberg. Vedremo cosa ci siamo persi

Siena si prende Malik Hairston (nuovo Sato?)

Edited by joe
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Hines (quello di Veroli) fa il salto LegA2-Eurolega accasandosi al Bamberg. Vedremo cosa ci siamo persi

Siena si prende Malik Hairston (nuovo Sato?)

Hines mi sarebbe piaciuto parecchio..e poteva essere una valida alternativa ad Heytvelt.

Ora speriamo davvero nell'arrivo del lungo "romano"

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CJ Wallace vola in Spagna al Gran Canaria

Edited by joe
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Bjelica va al Caja Laboral Vitoria...Treviso incassa quasi un milione di € di buy out...

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Ufficiale, David Hawkins torna a Milano

Serie A

............

Coach Piero Bucchi ritiene l’arrivo di Hawkins: “E’ un giocatore che ha disputato un’ottima stagione qui a Milano due anni fa, lasciando un ottimo ricordo sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista umano e caratteriale. Si tratta di un mattone importante nell’ottica della costruzione di una squadra solida e il suo ritorno ci consentirà di allestire una formazione competitiva ai massimi livelli. Il suo ritorno mi rallegra perché, al di là del fatto che sia stato via per un anno, ha comunque mantenuto un grande feeling con Milano e con l’Olimpia”.

:lol: :lol: :lol::D:ike: :ike: ;):cheer::doh[1]:

Edited by joe
Posted (edited)
Come possono sperare di raggiungere Siena comprando i giocatori che i toscani scartano?

Attenzione, non scartato: è il giocatore che ha rifiutato il rinnovo a cifre più basse.

Evidentemente la voglia di vincere che aveva è stata saziata quest'anno e gli basta, la "famina" di dindini invece no.

Edited by Giobbo
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Attenzione, non scartato: è il giocatore che ha rifiutato il rinnovo a cifre più basse.

Evidentemente la voglia di vincere che aveva è stata saziata quest'anno e gli basta, la "famina" di dindini invece no.

Mah, a me non fa impazzire. Certo, a Varese lo vorrei domani, ma per una squadra che vuole davvero vincere e fare una EL dignitosa secondo me ci sono strade migliori che strapagare il cannabico.

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Epperò hanno una panchina che definire insufficiente è poco, Solomon in chiara fase discendente Sow e White- che pur faranno bene con Sacchetti - non li definirei valori assoluti...

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La Ford al fianco della Dinamo Sassari

Il marchio della casa di Detroit torna sulle maglie di serie A dopo 28 anni

La Polisportiva Dinamo comunica ufficialmente che sarà il marchio Ford a sposarsi in qualità di sponsor al progetto biancoblu in occasione dello storico debutto nella Lega A di basket 2010-2011.

A distanza di quasi 30 anni dall’ultima fortunata apparizione sul parquet, nella stagione ‘82-‘83 al fianco del team di Cantù vincitore della Coppa dei Campioni, la prestigiosa casa automobilistica americana fondata nel 1903 a Detroit ha deciso di tornare nel basket, puntando sul progetto Dinamo proprio nell’anno del cinquantenario della società sassarese, coinciso con la vittoria playoff in Legadue e l’approdo nella massima serie della palla a spicchi tricolore.

L’intervento della Ford, già vicina a manifestazioni sportive di alto livello come il World Rally Champion e la Champions League di calcio, è stato decisivo per consentire alla Dinamo di disputare il suo primo campionato di Lega A, evento di riconosciuta ed assoluta importanza per la città di Sassari, l’intera Sardegna, lo sport ed il movimento cestistico isolano, che proprio grazie al sostegno ed al supporto della Ford potrà ulteriormente crescere, svilupparsi ed affrontare una sfida attesa sin dal 1960.

La storica casa automobilistica fondata da Henry Ford contribuisce quindi a scrivere la storia della pallacanestro sassarese, con l’ormai noto “ovale blu” a fondersi al biancoblu della maglia, in un sogno sportivo diventato realtà che ora Dinamo e Ford attendono di vivere assieme alla ribalta della Lega A.

Guest Paul The Rock
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La Ford al fianco della Dinamo Sassari

Il marchio della casa di Detroit torna sulle maglie di serie A dopo 28 anni

La Polisportiva Dinamo comunica ufficialmente che sarà il marchio Ford a sposarsi in qualità di sponsor al progetto biancoblu in occasione dello storico debutto nella Lega A di basket 2010-2011.

A distanza di quasi 30 anni dall’ultima fortunata apparizione sul parquet, nella stagione ‘82-‘83 al fianco del team di Cantù vincitore della Coppa dei Campioni, la prestigiosa casa automobilistica americana fondata nel 1903 a Detroit ha deciso di tornare nel basket, puntando sul progetto Dinamo proprio nell’anno del cinquantenario della società sassarese, coinciso con la vittoria playoff in Legadue e l’approdo nella massima serie della palla a spicchi tricolore.

L’intervento della Ford, già vicina a manifestazioni sportive di alto livello come il World Rally Champion e la Champions League di calcio, è stato decisivo per consentire alla Dinamo di disputare il suo primo campionato di Lega A, evento di riconosciuta ed assoluta importanza per la città di Sassari, l’intera Sardegna, lo sport ed il movimento cestistico isolano, che proprio grazie al sostegno ed al supporto della Ford potrà ulteriormente crescere, svilupparsi ed affrontare una sfida attesa sin dal 1960.

La storica casa automobilistica fondata da Henry Ford contribuisce quindi a scrivere la storia della pallacanestro sassarese, con l’ormai noto “ovale blu” a fondersi al biancoblu della maglia, in un sogno sportivo diventato realtà che ora Dinamo e Ford attendono di vivere assieme alla ribalta della Lega A.

Sarebbe bello sapere a quanto ammonta la sponsorizzazione. Certo è che non si tratta certo di uno sponsor da "4 soldi"...

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