pxg14 Posted October 6, 2011 Posted October 6, 2011 Solo poche parole per tutti voi (con la promessa che sarà un intervento una tantum) e in particolare per rispondere all'amico che sostiene di essersi un po' stufato di quello che scrivo sul Corriere della Sera. Ovviamente il suo pensiero è legittimo, ci mancherebbe altro: tot capita, tot sententia, dicevano i latini. Eppure, vorrei dirvi quanto segue:- Avendo 51 anni, quasi 52, ahimé, ho avuto la fortuna di vedere, oltre a una Varese un po' diversa da quella di oggi (ma confido che il progetto varato l'anno scorso proceda a dovere: siamo sulla buona strada, secondo me), un basket ben differente da quello che ci propinano la Lega di serie A (ma anche la Fip, obiettivamente, senza per questo attaccare Dino, mio compagno di viaggio nel suo libro autobiografico) e Sabatini. Sono cresciuto vedendo all'opera i grandi "padri" del basket italiano, gente che aveva una visione e, soprattutto, la capacità di sacrificare l'interesse personale in funzione dell'utile del movimento. Questa caratteristica si è persa da mo' e, purtroppo, i risultati si vedono. Nel concreto: in 33 anni che faccio questo mestiere (esordio: 1978, alla Prealpina, come collaboratore; primo contratto: 1982, alla Gazzetta; 1989: passaggio al Corriere), ho avuto sì la fortuna di raccontare di grandi e splendide imprese (Parigi 1999, Stoccolma 2003 e Giochi olimpici 2004, per dire; oppure lo scudetto 1999 di Varese e, riahimé, gli anni d'oro di... Milano) ma anche di solenni inculate. Più inculate che grandi imprese, per la verità... Ecco, mi sono un po' rotto i coglioni. Vorrei, come mi capita nella scherma, parlare di basket solo in positivo. Ma purtroppo i tempi e gli uomini del basket, da un bel po' di tempo non lo permettono. O consentono, se va bene, solo qualche buona "stagione" inframezzata da gravi periodi di magra. Il basket italiano si è accartocciato su se stesso e il dramma è che non ne sta rendendo conto, secondo ma a causa anche di una certa "tolleranza" da parte dei colleghi dei media. La riprova è proprio la vicenda Bryant, che, di ora in ora (ma ero certo che sarebbe andata così) mi sta dando sempre più ragione: com'è possibile fidarsi di Sabatini, persona anche creativa e vulcanica ma - questo dice la sua storia di presidente - sostanzialmente inconcludente di fronte a tutti i grandi progetti che ha lanciato? E poi, com'è possibile non accorgersi del mostro che si sarebbe creato, con una violazione palese (checché ne dica il caro amico Limardi su Superbasket), del principio di equità competitiva e del rispetto di un campionato, perché, signori, stiamo parlando di un campionato e non di un circo o di un'esibizione (quale alla fine sarà l'apparizione di Kobe in Italia, ammesso ci sia davvero). E poi: quale bestialità è chiedere i soldi a tutti per finanziare l'ingaggio di un giocatore destinato a sbilanciare i valori? Ma siamo seri.... E non regge nemmeno la foglia di fico che ci sarebbero vantaggi e ritorni economici importanti per tutti; torte di soldi da dividere, insomma,,,, A parte che i conti di Sabatini sarebbero tutti da verificare (su alcuni aspetti la fa molto facile e scontata), a me pare che tutta la sua operazione fosse esattamente l'applicazione al basket della famosa frase di Ricucci "fare il frocio con il culo degli altri". Eh, no, non passa, come avrebbe detto un altro virtussino (di ben altro spessore), l'avvocato Porelli. E, difatti, non è passata. Per fortuna del basket, aggiungo io, che, finita questa ciucca d'inizio autunno sarà costretto a misurarsi con i problemi che lo affliggono. Non faccia né il Geremia né la Cassandra. I problemi sono proprio quelli che ho indicato (anzi, ce ne sono molti di più). Piaccia, o non piaccia, è così. Un saluto a tutti voi Flavio Vanetti (fvanetti@corriere.it) Quoto al 100%
SteveNashaVarese Posted October 6, 2011 Posted October 6, 2011 Idea geniale che mi é venuta leggendo la risposta di Vanetti, e che non capisco come non sia venuta a Sabatini: la Kobe-Lotteria! Tutti club ci mettono 300 k di euro, e di partita in partita si estrae a sorte il club in cui giocherà Bryant di volta in volta: un po' di Kobe noi oggi, un po' di Kobe a qualcun altro domani. Non è geniale?
hammer70 Posted October 6, 2011 Posted October 6, 2011 Solo poche parole per tutti voi (con la promessa che sarà un intervento una tantum) e in particolare per rispondere all'amico che sostiene di essersi un po' stufato di quello che scrivo sul Corriere della Sera. Ovviamente il suo pensiero è legittimo, ci mancherebbe altro: tot capita, tot sententia, dicevano i latini. Eppure, vorrei dirvi quanto segue:- Avendo 51 anni, quasi 52, ahimé, ho avuto la fortuna di vedere, oltre a una Varese un po' diversa da quella di oggi (ma confido che il progetto varato l'anno scorso proceda a dovere: siamo sulla buona strada, secondo me), un basket ben differente da quello che ci propinano la Lega di serie A (ma anche la Fip, obiettivamente, senza per questo attaccare Dino, mio compagno di viaggio nel suo libro autobiografico) e Sabatini. Sono cresciuto vedendo all'opera i grandi "padri" del basket italiano, gente che aveva una visione e, soprattutto, la capacità di sacrificare l'interesse personale in funzione dell'utile del movimento. Questa caratteristica si è persa da mo' e, purtroppo, i risultati si vedono. Nel concreto: in 33 anni che faccio questo mestiere (esordio: 1978, alla Prealpina, come collaboratore; primo contratto: 1982, alla Gazzetta; 1989: passaggio al Corriere), ho avuto sì la fortuna di raccontare di grandi e splendide imprese (Parigi 1999, Stoccolma 2003 e Giochi olimpici 2004, per dire; oppure lo scudetto 1999 di Varese e, riahimé, gli anni d'oro di... Milano) ma anche di solenni inculate. Più inculate che grandi imprese, per la verità... Ecco, mi sono un po' rotto i coglioni. Vorrei, come mi capita nella scherma, parlare di basket solo in positivo. Ma purtroppo i tempi e gli uomini del basket, da un bel po' di tempo non lo permettono. O consentono, se va bene, solo qualche buona "stagione" inframezzata da gravi periodi di magra. Il basket italiano si è accartocciato su se stesso e il dramma è che non ne sta rendendo conto, secondo ma a causa anche di una certa "tolleranza" da parte dei colleghi dei media. La riprova è proprio la vicenda Bryant, che, di ora in ora (ma ero certo che sarebbe andata così) mi sta dando sempre più ragione: com'è possibile fidarsi di Sabatini, persona anche creativa e vulcanica ma - questo dice la sua storia di presidente - sostanzialmente inconcludente di fronte a tutti i grandi progetti che ha lanciato? E poi, com'è possibile non accorgersi del mostro che si sarebbe creato, con una violazione palese (checché ne dica il caro amico Limardi su Superbasket), del principio di equità competitiva e del rispetto di un campionato, perché, signori, stiamo parlando di un campionato e non di un circo o di un'esibizione (quale alla fine sarà l'apparizione di Kobe in Italia, ammesso ci sia davvero). E poi: quale bestialità è chiedere i soldi a tutti per finanziare l'ingaggio di un giocatore destinato a sbilanciare i valori? Ma siamo seri.... E non regge nemmeno la foglia di fico che ci sarebbero vantaggi e ritorni economici importanti per tutti; torte di soldi da dividere, insomma,,,, A parte che i conti di Sabatini sarebbero tutti da verificare (su alcuni aspetti la fa molto facile e scontata), a me pare che tutta la sua operazione fosse esattamente l'applicazione al basket della famosa frase di Ricucci "fare il frocio con il culo degli altri". Eh, no, non passa, come avrebbe detto un altro virtussino (di ben altro spessore), l'avvocato Porelli. E, difatti, non è passata. Per fortuna del basket, aggiungo io, che, finita questa ciucca d'inizio autunno sarà costretto a misurarsi con i problemi che lo affliggono. Non faccia né il Geremia né la Cassandra. I problemi sono proprio quelli che ho indicato (anzi, ce ne sono molti di più). Piaccia, o non piaccia, è così. Un saluto a tutti voi Flavio Vanetti (fvanetti@corriere.it)
Quindici Posted October 6, 2011 Posted October 6, 2011 Solo poche parole per tutti voi (con la promessa che sarà un intervento una tantum) e in particolare per rispondere all'amico che sostiene di essersi un po' stufato di quello che scrivo sul Corriere della Sera. Ovviamente il suo pensiero è legittimo, ci mancherebbe altro: tot capita, tot sententia, dicevano i latini. Eppure, vorrei dirvi quanto segue:- Avendo 51 anni, quasi 52, ahimé, ho avuto la fortuna di vedere, oltre a una Varese un po' diversa da quella di oggi (ma confido che il progetto varato l'anno scorso proceda a dovere: siamo sulla buona strada, secondo me), un basket ben differente da quello che ci propinano la Lega di serie A (ma anche la Fip, obiettivamente, senza per questo attaccare Dino, mio compagno di viaggio nel suo libro autobiografico) e Sabatini. Sono cresciuto vedendo all'opera i grandi "padri" del basket italiano, gente che aveva una visione e, soprattutto, la capacità di sacrificare l'interesse personale in funzione dell'utile del movimento. Questa caratteristica si è persa da mo' e, purtroppo, i risultati si vedono. Nel concreto: in 33 anni che faccio questo mestiere (esordio: 1978, alla Prealpina, come collaboratore; primo contratto: 1982, alla Gazzetta; 1989: passaggio al Corriere), ho avuto sì la fortuna di raccontare di grandi e splendide imprese (Parigi 1999, Stoccolma 2003 e Giochi olimpici 2004, per dire; oppure lo scudetto 1999 di Varese e, riahimé, gli anni d'oro di... Milano) ma anche di solenni inculate. Più inculate che grandi imprese, per la verità... Ecco, mi sono un po' rotto i coglioni. Vorrei, come mi capita nella scherma, parlare di basket solo in positivo. Ma purtroppo i tempi e gli uomini del basket, da un bel po' di tempo non lo permettono. O consentono, se va bene, solo qualche buona "stagione" inframezzata da gravi periodi di magra. Il basket italiano si è accartocciato su se stesso e il dramma è che non ne sta rendendo conto, secondo ma a causa anche di una certa "tolleranza" da parte dei colleghi dei media. La riprova è proprio la vicenda Bryant, che, di ora in ora (ma ero certo che sarebbe andata così) mi sta dando sempre più ragione: com'è possibile fidarsi di Sabatini, persona anche creativa e vulcanica ma - questo dice la sua storia di presidente - sostanzialmente inconcludente di fronte a tutti i grandi progetti che ha lanciato? E poi, com'è possibile non accorgersi del mostro che si sarebbe creato, con una violazione palese (checché ne dica il caro amico Limardi su Superbasket), del principio di equità competitiva e del rispetto di un campionato, perché, signori, stiamo parlando di un campionato e non di un circo o di un'esibizione (quale alla fine sarà l'apparizione di Kobe in Italia, ammesso ci sia davvero). E poi: quale bestialità è chiedere i soldi a tutti per finanziare l'ingaggio di un giocatore destinato a sbilanciare i valori? Ma siamo seri.... E non regge nemmeno la foglia di fico che ci sarebbero vantaggi e ritorni economici importanti per tutti; torte di soldi da dividere, insomma,,,, A parte che i conti di Sabatini sarebbero tutti da verificare (su alcuni aspetti la fa molto facile e scontata), a me pare che tutta la sua operazione fosse esattamente l'applicazione al basket della famosa frase di Ricucci "fare il frocio con il culo degli altri". Eh, no, non passa, come avrebbe detto un altro virtussino (di ben altro spessore), l'avvocato Porelli. E, difatti, non è passata. Per fortuna del basket, aggiungo io, che, finita questa ciucca d'inizio autunno sarà costretto a misurarsi con i problemi che lo affliggono. Non faccia né il Geremia né la Cassandra. I problemi sono proprio quelli che ho indicato (anzi, ce ne sono molti di più). Piaccia, o non piaccia, è così. Un saluto a tutti voi Flavio Vanetti (fvanetti@corriere.it) Beh, che dire... Ho letto il tuo intervento - mi permetto di darti del tu, visto il clima amichevole che si respira in questo forum, nonostante le discussioni spesso animate che lo animano - e mi è preso un colpo. Ieri al lavoro ho cercato velocemente una tua mail, perché volevo spiegare quello che poi mi è uscito, di fretta, nell'intervento che ho scritto qui: e invece, dove non sono arrivato io, è arrivato varesefansbasket. Bellissimo. Partendo dal presupposto che sulla vicenda Bryant sono d'accordo con te al 100% (come forse si ricorderà qualcuno avevo riportato il punto di vista dagli States, dove era evidente da subito la pagliacciata), volevo spiegare meglio la mia opinione sull'articolo dell'altro giorno. Io seguo il basket da molto meno tempo, però se ripenso alle sfide degli anni novanta, al livello di gioco, ai protagonisti che si vedevano ogni domenica, è evidente che adesso stiamo peggio. Anche dal punto di vista organizzativo e promozionale - ovvero, la Lega - sono stati commessi errori talmente grossolani che sembrano siano stati compiuti da qualcuno che passava di lì per caso, e la cosa più preoccupante è che non si impara niente neanche dal recente passato, visto ciò che è successo nelle ultimissime settimane. Per cui, nel merito l'articolo era corretto: ci sono molte cose che non vanno ed è doveroso sottolinearle. Però: c'è anche qualcosa che va bene? O, anche semplicemente, che va? Per me sì...dalla Siena ormai stabilmente al vertice europeo, alla Milano che sembra almeno aver scoperto la logica nel fare mercato, a, purtroppo per noi, Cantù, che torna in Eurolega, alle piccole o medie realtà di provincia, che da Varese a Pesaro, da Biella a Montegranaro, passando per Sassari e Treviso, non riescono proprio a far diminuire la passione dei loro tifosi, spesso grazie a scelte coraggiose. Ecco, in un articolo di presentazione del campionato mi sarei aspettato anche un accenno a tutto questo, al perché, nonostante tutto, siamo ancora qui a parlare del campionato di basket italiano. Non l'ho trovato, e mi è dispiaciuto. Oggi ho letto le interviste a Meucci e Proli: forse se una cosa così fosse stata fatta, d'accompagnamento, l'altro giorno, ci sarebbe stata bene. Comunque sia, ti ringrazio per il tuo intervento. Che, spero, non sarà l'ultimo. Forza Varese!
tricky Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Idea geniale che mi é venuta leggendo la risposta di Vanetti, e che non capisco come non sia venuta a Sabatini: la Kobe-Lotteria!Tutti club ci mettono 300 k di euro, e di partita in partita si estrae a sorte il club in cui giocherà Bryant di volta in volta: un po' di Kobe noi oggi, un po' di Kobe a qualcun altro domani. Non è geniale? Chiedi a Roberto. Lo sostengo da giorni. Ho il copyright
SteveNashaVarese Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Chiedi a Roberto. Lo sostengo da giorni. Ho il copyright Maestro!
tricky Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Maestro! Non sono maestro. È solo che se a qualcuno viene in mente di farlo davvero voglio una percentuale... Sabba ragionerebbe così
SteveNashaVarese Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Non sono maestro. È solo che se a qualcuno viene in mente di farlo davvero voglio una percentuale... Sabba ragionerebbe così GRAN Maestro!!!
Roberto Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Solo poche parole per tutti voi (con la promessa che sarà un intervento una tantum) e in particolare per rispondere all'amico che sostiene di essersi un po' stufato di quello che scrivo sul Corriere della Sera. Ovviamente il suo pensiero è legittimo, ci mancherebbe altro: tot capita, tot sententia, dicevano i latini. Eppure, vorrei dirvi quanto segue:- Avendo 51 anni, quasi 52, ahimé, ho avuto la fortuna di vedere, oltre a una Varese un po' diversa da quella di oggi (ma confido che il progetto varato l'anno scorso proceda a dovere: siamo sulla buona strada, secondo me), un basket ben differente da quello che ci propinano la Lega di serie A (ma anche la Fip, obiettivamente, senza per questo attaccare Dino, mio compagno di viaggio nel suo libro autobiografico) e Sabatini. Sono cresciuto vedendo all'opera i grandi "padri" del basket italiano, gente che aveva una visione e, soprattutto, la capacità di sacrificare l'interesse personale in funzione dell'utile del movimento. Questa caratteristica si è persa da mo' e, purtroppo, i risultati si vedono. Nel concreto: in 33 anni che faccio questo mestiere (esordio: 1978, alla Prealpina, come collaboratore; primo contratto: 1982, alla Gazzetta; 1989: passaggio al Corriere), ho avuto sì la fortuna di raccontare di grandi e splendide imprese (Parigi 1999, Stoccolma 2003 e Giochi olimpici 2004, per dire; oppure lo scudetto 1999 di Varese e, riahimé, gli anni d'oro di... Milano) ma anche di solenni inculate. Più inculate che grandi imprese, per la verità... Ecco, mi sono un po' rotto i coglioni. Vorrei, come mi capita nella scherma, parlare di basket solo in positivo. Ma purtroppo i tempi e gli uomini del basket, da un bel po' di tempo non lo permettono. O consentono, se va bene, solo qualche buona "stagione" inframezzata da gravi periodi di magra. Il basket italiano si è accartocciato su se stesso e il dramma è che non ne sta rendendo conto, secondo ma a causa anche di una certa "tolleranza" da parte dei colleghi dei media. La riprova è proprio la vicenda Bryant, che, di ora in ora (ma ero certo che sarebbe andata così) mi sta dando sempre più ragione: com'è possibile fidarsi di Sabatini, persona anche creativa e vulcanica ma - questo dice la sua storia di presidente - sostanzialmente inconcludente di fronte a tutti i grandi progetti che ha lanciato? E poi, com'è possibile non accorgersi del mostro che si sarebbe creato, con una violazione palese (checché ne dica il caro amico Limardi su Superbasket), del principio di equità competitiva e del rispetto di un campionato, perché, signori, stiamo parlando di un campionato e non di un circo o di un'esibizione (quale alla fine sarà l'apparizione di Kobe in Italia, ammesso ci sia davvero). E poi: quale bestialità è chiedere i soldi a tutti per finanziare l'ingaggio di un giocatore destinato a sbilanciare i valori? Ma siamo seri.... E non regge nemmeno la foglia di fico che ci sarebbero vantaggi e ritorni economici importanti per tutti; torte di soldi da dividere, insomma,,,, A parte che i conti di Sabatini sarebbero tutti da verificare (su alcuni aspetti la fa molto facile e scontata), a me pare che tutta la sua operazione fosse esattamente l'applicazione al basket della famosa frase di Ricucci "fare il frocio con il culo degli altri". Eh, no, non passa, come avrebbe detto un altro virtussino (di ben altro spessore), l'avvocato Porelli. E, difatti, non è passata. Per fortuna del basket, aggiungo io, che, finita questa ciucca d'inizio autunno sarà costretto a misurarsi con i problemi che lo affliggono. Non faccia né il Geremia né la Cassandra. I problemi sono proprio quelli che ho indicato (anzi, ce ne sono molti di più). Piaccia, o non piaccia, è così. Un saluto a tutti voi Flavio Vanetti (fvanetti@corriere.it) Una bellissima morale che avrebbe avuto piu' senso una settimana fa', un po' troppo facile adesso con la certezza in tasca del fallimento dell' affaire Kobe ( non saresti mai uscito settimana scorsa con queste parole con lo spauracchio che Sabatini riuscisse a portare veramente Kobe in Italia). Ma si sa', ed e' per questo che ho voluto sottolineare forse la frase piu' interessante di tutto lo scritto, la maggior parte dei giornalisti hanno dimenticato, aime' forse in un mondo perfetto, che dovrebbero essere testimoni della verita' sui giornali (ed il fatto che tu lo sottolinei, ti eleva ai miei occhi per un attimo sopra la media). E invece? Convivono e mangiano per garantirsi un presente di tarallucci e vino, con quelli che questo mondo lo stanno portando verso il baratro. Non sarebbe ora di cambiare il modo di fare il proprio lavoro? Non sarebbe ora di gridare allo scandalo la' dove ci sono veramente scandali che paralizzano tutto il movimento? Cosa serve ridicolizzare Sabatini adesso, quando lo stesso Sabatini non e' altro che il miglior prodotto che si possa abbinare alle regole schizzofreniche di questo nostro basket moderno? Basta con le critiche effimere( buone solo ad accendere il camino d' inverno) si faccia spazio, anche a costo di perdere la voce, alle tematiche che perterebbero veramente ad un equita' sportiva garantita ad ogni livello. Siate ogni giorno piu' propositivi. Troppo difficile?
MarkBuford Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Una bellissima morale che avrebbe avuto piu' senso una settimana fa', un po' troppo facile adesso con la certezza in tasca del fallimento dell' affaire Kobe ( non saresti mai uscito settimana scorsa con queste parole con lo spauracchio che Sabatini riuscisse a portare veramente Kobe in Italia).Ma si sa', ed e' per questo che ho voluto sottolineare forse la frase piu' interessante di tutto lo scritto, la maggior parte dei giornalisti hanno dimenticato, aime' forse in un mondo perfetto, che dovrebbero essere testimoni della verita' sui giornali (ed il fatto che tu lo sottolinei, ti eleva ai miei occhi per un attimo sopra la media). E invece? Convivono e mangiano per garantirsi un presente di tarallucci e vino, con quelli che questo mondo lo stanno portando verso il baratro. Non sarebbe ora di cambiare il modo di fare il proprio lavoro? Non sarebbe ora di gridare allo scandalo la' dove ci sono veramente scandali che paralizzano tutto il movimento? Cosa serve ridicolizzare Sabatini adesso, quando lo stesso Sabatini non e' altro che il miglior prodotto che si possa abbinare alle regole schizzofreniche di questo nostro basket moderno? Basta con le critiche effimere( buone solo ad accendere il camino d' inverno) si faccia spazio, anche a costo di perdere la voce, alle tematiche che perterebbero veramente ad un equita' sportiva garantita ad ogni livello. Siate ogni giorno piu' propositivi. Troppo difficile? Te la stai prendendo con uno dei pochi che ha scritto che "l'affare Kobe" era una baggianata praticamente da subito...
Roberto Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Te la stai prendendo con uno dei pochi che ha scritto che "l'affare Kobe" era una baggianata praticamente da subito... Non me la sto' prendendo proprio con nessuno. Da uno a dieci la mia incazzatura va' a nove solo per Lu-cagarri, dovresti ormai saperlo. Lu-cagarri prodotto si', di regole sbagliate.
tricky Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Non me la sto' prendendo proprio con nessuno.Da uno a dieci la mia incazzatura va' a nove solo per Lu-cagarri, dovresti ormai saperlo. Lu-cagarri prodotto si', di regole sbagliate. ti vorrei vedere in volto quando domenica sera Lu-cagarri infila il tap-in del +1 sulla sirena al Forum
Roberto Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 ti vorrei vedere in volto quando domenica sera Lu-cagarri infila il tap-in del +1 sulla sirena al Forum Sarebbe il trionfo delle regole sbagliate.
Roberto Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 Shermadini: Pana-->Cantù. Era ora. Curiosissimo di vederlo a queste latitudini, dopo averne apprezzato le doti un paio d' anni fa'.
rob Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 ti vorrei vedere in volto quando domenica sera Lu-cagarri infila il tap-in del +1 sulla sirena al Forum una roba del genere l'ha fatta marcelone damiao qualche anno or sono. le probabilità che capiti ancora... a garri... sono meno che infinitesimali!
alberto Posted October 7, 2011 Posted October 7, 2011 ! adesso voglio andare a vedere la partite della stella rossa... ma che casino fanno???? :hyper: :hyper:
Ale Div. Posted October 8, 2011 Posted October 8, 2011 adesso voglio andare a vedere la partite della stella rossa...ma che casino fanno???? :hyper: :hyper: Ma non te li ricordi i fumogeni??? Avanti popolo alla riscossa la stella rossa la stella rossa !! Ci furono momenti di tensione :-) in curva sud
alberto Posted October 8, 2011 Posted October 8, 2011 Ma non te li ricordi i fumogeni???Avanti popolo alla riscossa la stella rossa la stella rossa !! Ci furono momenti di tensione :-) in curva sud certo che me li ricordo, ma pensavo fossero i "boys" della stella rossa, invece tutto il palazzo è così!!! delirio!!! :hyper: :hyper:
Maurizio Posted October 8, 2011 Posted October 8, 2011 Intanto Teramo tiene testa a Siena, non male per una squadra che dovrebbe essere in Lega2. Tra l'altro Wanamaker stà disputando un buon incontro, mi sa che abbiamo tenuto il negretto sbagliato....
uccellodirovo Posted October 8, 2011 Posted October 8, 2011 ...but Wanamaker?? Noi si che abbiamo l'occhio per quelli forti!!! Ma vaff............
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