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VareseFansBasketNews

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Il nome di Charlie Yelverton resta nell'aria come un assolo di sax: passano gli anni, ma è talmente bello che non se ne vuole andare. Lui è uno dei più grandi talenti che abbiano mai calcato i parquet di casa nostra, interprete strepitoso di una pallacanestro vissuta senza fiato, genio e follia, coerenza e testa alta in tutti i gesti che hanno caratterizzato la sua vita.[/size][/font]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Seduto all'inno Usa[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Campione d'Europa e d'Italia con la maglia di Varese, virtuoso del basket e anima libera. Nel 1973, da stella della Nba, decise di restare seduto durante l'esecuzione dell'inno americano per protesta contro la guerra in Vietnam firmando così la sua condanna a peregrinare in giro per l'Europa perché gli Usa non lo vollero più. Una fortuna per Varese, che grazie al fenomeno di New York vinse una Coppa dei Campioni (1975) e uno scudetto (1978). «Nel 1975 - racconta oggi - venni chiamato da Sandro Gamba per giocare come straniero di coppa: vincemmo il trofeo senza perdere una partita, e mi domando perché quando si parla delle squadre più forti di sempre si cita la Milano di D'Antoni e non quella Ignis». [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Taxista a New York per sbarcare il lunario, campione, sassofonista. La sua città natale non l'ha dimenticato e giusto in mese fa lo ha chiamato per premiarlo, inserendolo nella Hall of fame dei più grandi giocatori della storia di New York. «È stata una bella soddisfazione, e quando sono arrivato la prima cosa che mi hanno detto è stata: "Ma come mai non avevamo ancora pensato a te?". Hanno inserito il mio nome in una lista dove c'erano i più grandi di sempre, gente che nella Nba ha giocato a lungo e ha pure vinto: bello».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Il mio basket»[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi Charlie vive a Ispra e tifa Varese. «Vedo le partite in tv e mi diverto, e credo che questo sia il segreto della Cimberio: divertono e si divertono, giocando il basket che piace a me. Quale? Penetra e scarica, tiro da fuori, corsa». Il filo sottile che continua a legare Yelveron a Varese porta fino all'attualità più stretta: Bryant Dunston, il miglior centro del campionato, è un prodotto di Fordham: l'università del Bronx dove Yelverton è diventato grandissimo. «Quando Isaac me l'ha detto ho pensato che il mondo è veramente piccolissimo. Ho letto che lui mi conosceva perché aveva letto il mio nome sul muro del College dove ci sono tutti i più grandi. Ho visto giocare questo ragazzo, e non capisco per quale motivo non sia riuscito a trovare spazio nella Nba: forse è un po' bassino, ma ha due braccia lunghissime e una grande mobilità: mi piace, mi piace».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Arriverà in fondo»[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Charlie e il suo sax, con il quale allietava lo spogliatoio ai tempi della Mobilgirgi e che ancora oggi lo accompagna nei locali della provincia o in giro per l'Italia: come quando Yelverton è andato a suonare tra i terremotati dell'Aquila. Per lui il basket è sempre stato come musica: «Armonia: questo deve avere uno spartito e questo deve avere una squadra. Ho visto la Cimberio e mi sembra che l'armonia non manchi, perché quando una squadra vince così tante partite in trasferta significa che lo spogliatoio è forte e solido». [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E allora che parli il cuore del tifoso, che risponda alla domanda che tutti quanti si stanno facendo: ma quanto durerà questo sogno meraviglioso? «Io sono convinto che questa squadra possa arrivare fino in fondo, perché è partita forte e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Ne sono convinto, e lo spero». E poi, l'augurio di Yelverton che va controcorrente: del resto, da uno come lui bisogna aspettarselo. «Auguro a Vitucci di perdere una partita quanto prima, perché spesso le sconfitte servono più di una vittoria». [/font][/size]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]E' Bryant Dunston il giocatore più dominante della serie A italiana. Non si tratta di una sensazione espressa dopo la stellare prestazione di Biella con cui il centro statunitense è entrato tra i record-men storici della società varesina. Ma è un dato ricavato dalle statistiche di Lega Basket, nelle quali il centro del 1986 è quasi onnipresente in tutte le voci individuali migliori. A partire da quelle di valutazione e “plus-minus”, il dato che riassume i numeri positivi e negativi vede il pivot statunitense della Cimberio in vetta alla classifica generale con un indice di 24,7 a partita. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E allo stesso tempo la classifica che riassume le variazioni del punteggio alla presenza in campo di ogni giocatore indica che con Dunston sul terreno di gioco Varese ha uno scarto positivo medio di 13,2 punti a partita. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma il lungo ex Hapoel Holon furoreggia in tutte le statistiche individuali: tra i marcatori della serie A è all'ottavo posto con 16,3 punti di media pur con soli 8,9 tentatiti a partita (unico sotto i 10 tiri di media tra i primi 30 della classifica realizzatori) grazie all'ottimo 69,4% di media (e 13 dei suoi 43 canestri da 2 sono frutto di schiacciate). [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il pezzo forte del gioco di Dunston resta però la difesa, della quale rappresenta una vera e propria architrave: il centro statunitense è terzo tra i rimbalzisi (8,4), primo stoppatore (2,0) e terzo nei recuperi (2,7) con una inesauribile “fame” di palloni vaganti che rappresenta la caratteristica migliore del suo repertorio. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Certo lo stile di gioco è dispendioso sul piano dei falli, ma se – come è accaduto a Biella – gli avversari lo attaccano relativamente (una sola penalità commessa per un giocatore che viaggiava a 3,4 di media) la sua presenza dentro l'area può dare il giusto tono di energia a tutta la retroguardia biancorossa. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un rendimento davvero stellare, anche se ottenuto nelle pieghe di un sistema di gioco “ad hoc” per esaltare le caratteristiche dei singoli: se l'impatto atletico di Dunston è in grado di esaltare le doti da incursori degli esterni biancorossi accendendo spesso e volentieri il motore del contropiede, sono le qualità di passatore delle guardie – e in particolare quelle di Green - a esaltare la mobilità del pivot statunitense. Anche in questo caso il supporto dei numeri lo conferma: il 57% dei punti segnati (ben 66 su 114) dal lungo americano sono infatti prodotti dagli assist dei compagni. Di certo grande merito va alla coppia Giofrè-Vitucci per aver “scovato” il centro del 1986 in Israele e poi averlo convinto in occasione del viaggio alla Summer League di Orlando ad accettare la proposta di Varese. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Alla fine la decisione di preferire la ribalta del campionato italiano con l'emergente Cimberio alla vetrina internazionale dell'Eurolega proposta da Chalon in un torneo però meno competitivo come quello francese sta pagando dividendi in chiave futura per un giocatore che dopo la laurea nel 2008 aveva iniziato la carriera professionistica nel “rifugio dorato” – lucroso ma tecnicamente modesto – della Corea del Sud. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E dopo le comparsate a Salonicco (6,2 punti e 3,8 rimbalzi) e Hasharon (7,7 punti e 5,0 rimbalzi) e la stagione in ascesa ad Holon (14,5 punti più 9,0 rimbalzi e 1,8 stoppate), pare proprio che Dunston – lavoratore instancabile e ragazzo serissimo – abbia trovato il giusto mix tecnico e ambientale per esplodere proprio a Varese… [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Quel che si semina d'estate si raccoglie in autunno aspettando le messi di primavera. Non è una prassi contadina, facendo a pugni le stagioni, ma sicuramente questa regola vale per la nostra Pallacanestro che ha vissuto un'estate da favola.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E da favola resta la scoperta di Bryant Dunston, non un pivot qualsiasi, come da anni mancava sotto il Sacro Monte per un'incomprensibile inosservanza di leggi cestistiche, ma un vero asso dei tabelloni. Già, dopo errori più diabolici che umani commessi nel tempo, Varese s'è riscattata superbamente e con gli interessi riuscendo a far sua una meraviglia del mondo (dei canestri) come lo è Dunston (foto Blitz), semplicemente perfetto, anzi infallibile a Biella, anche e persino intimidatore in difesa per avversari cui spesso è rimasto il colpo in canna al suo cospetto.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ed è proprio il pivot a fare la differenza, persino umiliante per pivottoni che gli si oppongono con aria spavalda ma presto restituiti alla ragione di un'inferiorità manifesta non possedendo uguali capacità tecniche, essenziali nel raffinare potenza e atletismo pur senza essere cime di statura.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Già ci immaginiamo i dirigenti di altri club che, pur costretti dalla loro prosopopea a credere nelle scelte fatte, non possono non invidiare le strategie d'una società sin qui magari soltanto considerata per quel po' di riguardo dovuto al nome che si porta addosso.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Stavolta, e finalmente, Varese può compiacersi del merito dei suoi strateghi e tecnici, ben piazzata lassù nella sua torre, non proprio eburnea, per aver sudato la sua svolta (anche con un po' di fortuna, prerogativa che aiuta i forti) nell'esordio di Brindisi ritrovandosi leggera sulle ali del suo vincente abbrivio di precampionato sino a saltare ogni ostacolo attraverso tensioni diverse ma con un unico risultato.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Non esiste alcun segreto: sin qui la sua superiorità modulata di gara in gara, non essendo tutte fatte con lo stampino per una diversa competitività d'opposizione degli avversari, appare chiara in eccellenti solisti che trovano forza e armonia in un gruppo ben gestito da Vitucci il quale, mai zitto in panchina, sembra persino incontentabile.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A Biella, in verità, qualcuno ha steccato o comunque non ha mostrato l'acuto che sta nelle proprie corde ma, per dire della grandezza biancorossa come della pochezza piemontese, sono bastati i soli Green e Dunston, veri predatori nell'altro campo ad esaltazione del classico asse play-pivot che resta un'altra virtù da "antico testamento" del basket e non senza il solito lucido apporto di De Nicolao.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nulla, dunque, viene per caso, se non da lontano attraverso scelte felici e mirate.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dopo sette giornate Varese non conosce sconfitta che non s'aspetta, a differenza di Sassari, ripresasi dopo il raid di Brindisi o di Bologna che cade miseramente laddove gli uomini di Vitucci si sono imposti a mani basse, e di Venezia che passa al Forum dopo un naufragio in laguna, affondata dalla modesta Montegranaro di Recalcati.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La costosissima Milano va avanti testardamente e rovinosamente tra i suoi colossali equivoci d'una squadra senza una mente che la guidi ritrovandosi poi, tra altalenanti rendimenti in una stessa gara, senza anima. Ora l'Armani sta a meno otto (ma che freddo fa?) facendo presupporre, a meno di cataclismi nella "stagione regolare", un distacco incolmabile nei confronti di una Cimberio che, è il caso dire, s'è fatta un'invidiabile posizione.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]L'aria del vertice della classifica non dà alla testa della Cimberio che con le convincenti vittorie esterne di Caserta e Biella legittima il primato solitario. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma l'attenzione dell'ambiente biancorosso, a partire da quella del presidente Cecco Vescovi, è già riservata al big-match di domenica prossima contro la diretta inseguitrice Sassari: «L'esame delle ultime due trasferte è stato superato a pieni voti visto che in entrambe le partite abbiamo mostrato sicurezza nell'imporre la solidità del nostro impianto di gioco. Adesso proveremo a capitalizzare nelle prossime due gare casalinghe, a partire dalla sfida di domenica contro Sassari: sarà certamente un match molto interessante e spettacolare tra due club che si assomigliano molto per filosofia e hanno portato una ventata d'aria fresca ai vertici del campionato». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E il rendimento eccellente della squadra continua ad alimentare l'entusiasmo dell'ambiente: domenica a Biella “mini-esodo” di oltre 600 persone al seguito della truppa di Vitucci, poi festeggiata da una cinquantina di tifosi al rientro in città in tarda serata quando i giocatori sono scesi dal pullman. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E in vista dell'attesa sfida contro il Banco Sardegna Vescovi si attende un “colpo d'occhio” importante sulle tribune del PalaWhirlpool: «L'atmosfera che si respira in città è un grande stimolo ed è stato bello il saluto dei tifosi alla squadra di ritorno da Biella; domenica spero di replicare il grande pubblico del derby contro Cantù vista l'appetibilità di una sfida in cui si affrontano le due squadre più belle del campionato. Battere Sassari ci darebbe 4 lunghezze di vantaggio sulla seconda e una ulteriore spinta verso le Final Eight di Coppa Italia». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Di certo comunque dopo 7 partite in archivio la Cimberio e la stessa Dinamo non possono più essere considerate meteore, ma sono ormai realtà conclamate di alta classifica: «Non è detto che a maggio Varese e Sassari saranno ancora al comando, ma col girone d'andata ormai quasi a metà è evidente che non siamo un fuoco di paglia. Poi c'è da capire se le grandi attualmente in difficoltà riusciranno a trovare la strada giusta, ma intanto abbiamo messo tanto fieno in cascina: dobbiamo solo continuare su questa strada senza mal di testa o nausee da alta quota». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nelle pieghe dell'oliatissimo collettivo biancorosso spiccano le prestazioni di valore assoluto di Bryant Dunston, che con il “partitone” di Biella (21 punti, 9/9 al tiro e 36 di valutazione) ha nuovamente scalato le classifiche statistiche della serie A (quarto nella percentuale da 2, terzo nei rimbalzi, primo nelle stoppate e secondo nei recuperi): «Bryant sta fornendo prestazioni superlative nel contesto del sistema della squadra: in meccanismi che girano a mille è logico che certe individualità balzino all'occhio. In attacco raccoglie quello che i suoi compagni gli creano ma l'aspetto più importante è il suo lavoro difensivo che ci permette tanta energia e grande spinta in campo aperto». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il presidente biancorosso trova dunque note positive sotto ogni profilo, compresa quella del consorzio che cresce (ieri ufficializzato l'ingresso di Waste Italia); mancano però sempre all'appello i due sponsor di maglia che garantirebbero la chiusura del budget coprendo il 5 per cento ancora mancante. «L'impegno costante dal 16 agosto ad oggi è la chiave che garantisce alla squadra la continuità necessaria per ottenere questi risultati frutto della serietà e della costanza del lavoro. Speriamo a questo punto che i risultati arrivino anche per la società: il consorzio si arricchisce sempre di più ma i due spazi sulla maglia rimangono vuoti. L'auspicio è che la ribalta garantita dal bel gioco e dal primato in classifica possa stimolare nuovi partner a legarsi ad una realtà capace di ottenere risultati e divertire la gente».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]«Caserta e Biella, una faccia una razza...»: parafrasi che riassume il senso sostanzialmente analogo delle due vittorie esterne sui campi delle "pericolanti" Juve ed Angelico con le quali la Cimberio ha dimostrato la sostanza tutt’altro che casuale del suo primato in classifica. Sono bastati 8 minuti di "tempesta perfetta" (clamoroso 21-0 a cavallo tra terzo e quarto periodo) per piegare la resistenza dei padroni di casa e intascare con autorità il quarto successo esterno su altrettante trasferte stagionali. E anche al Lauretana Forum la difesa di Varese, guidata da un Dunston sontuoso nella serata in cui avversari "leggeri" non lo hanno caricato di falli, è stata la grande protagonista di un successo che conferma la mentalità "da grande" di una squadra capace di stare sempre "sul pezzo" dal punto di vista della concentrazione difensiva. Che poi in attacco - almeno a metà campo - si possa fare meglio per scelte e lucidità lo si dice sin dalla prima giornata, ma è altrettanto vero che il ritmo supersonico "forzato" dalla costante energia della truppa di Vitucci permette a Varese di nascondere possibili "ghirigori" in fase di costruzione del gioco con l’aumento del numero dei possessi chiave neppure troppo segreta dei successi biancorossi. Certo un Dunston così fa davvero impressione, soprattutto per il volume di gioco che il lungo del 1986 è in grado di produrre a supporto dell’azione di una squadra davvero sostanziosa nella sua azione. E le due vittorie "in stereofonia" sul campo di squadre di bassa classifica amplificano un primato in classifica che ormai a[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]metà del girone d’andata si può concretamente considerare legittimo: tra le qualità delle squadre di vertice la concentrazione e la mentalità vincente messa in campo contro ogni avversario sono fondamentali per avere continuità di rendimento in classifica, e in un campionato che nasconde insidie ad ogni angolo la Cimberio finora è stata l’unica a imporre solo certezze. E con le Final Eight di Coppa Italia già virtualmente in tasca visti gli 8 punti di vantaggio guadagnati in sole 7 gare sul nono posto, ora il calendario continua la discesa proponendo una doppietta casalinga gustosa contro Sassari e Reggio Emilia che potrebbe preludere ad un ulteriore "ritocco" della serie aperta (attualmente a quota 18 contando anche il precampionato). Un primato che continua ad alimentare il grande entusiasmo che si respira attorno alla truppa biancorossa in una città che torna a sognare in grande per la prima volta in assoluto nel terzo millennio. Gli ottocento spettatori al seguito in occasione del terzo "sacco di Biella" in tre anni danno la misura della "febbre della Cimberio" che si respira in città attorno alla frizzante squadra di Frank Vitucci.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E ora si scalda il clima in vista del big-match[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]del prossimo turno contro la diretta inseguitrice Banco Sardegna Sassari: nella prima apertura domenicale del "tempio" di Masnago - si giocherà alle 20 in diretta Tv - atteso un colpo d’occhio in stile derby contro Cantù per la sfida tra i due attacchi più prolifici delle squadre migliori - contestualmente, e non casualmente, anche le più belle - della serie A 2012/2013. Poi che Varese e Sassari siano ancora al vertice a maggio 2013 lo dirà solo il tempo, ma per ora la sfida di domenica al PalaWhirlpool rappresenta un ulteriore test di maturità per una squadra che non vuole rallentare la sua corsa soliaria..[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Varese crudele, cinica e cattiva. Varese che, come fanno le grandi squadre, prima ti regala illusioni, poi quando meno te lo aspetti (42-41 per Biella al 22’) ti spara in faccia un diretto che ti lascia a terra tramortito. Varese che dai petali di rosa e dai morbidi tappeti stesi per il cammino di Biella nel secondo quarto, passa ai carboni ardenti, ai pezzi di vetro, al filo spinato del terzo periodo. La vittoria della Cimberio sul parquet piemontese, limpidissima come l’acqua dello sponsor biellese, arriva dopo un primo tempo fatto di laboriosi alti e bassi che costringono il team biancorosso a spendere litri di sudore. Peraltro già messi in preventivo. Ma questa Cimberio, che sa cambiare pelle, mentalità e atteggiamento tattico in corso d’opera, dopo l’intervallo lungo rientra in campo con tutte le carte della scala reale già in mano e trascinata da un asso di cuori come Brian “Dunkston” - no, non è un errore di battitura e, del resto, 9/9 al campo, con 7 schiacciate spiegano tutto -, incoronano il lungo varesino come il vero “King of the rim” (Re dei tabelloni) del campionato al punto che la sua prestazione farebbe urlare un classico “He’s so sweeeeet!”. Dunque, innamorata pazza del suo centrone e con le finezze garantite dalla coppia Green-Ere, Varese incamera la settima vittoria consecutiva grazie ad un terzo quarto da cineteca col quale chiude anzitempo anche la pratica “idrica”. Dieci minuti fatti di tutto il bello ed il buono che il basket sa regalare: difesa dura individuale e di squadra, attacco corale, brillante e variegato nelle sue tante soluzioni. Cercare il pelo nell’uovo – vedi la giornata no in attacco di Polonara, vedi qualche svarione di troppo in difesa nel primo tempo -, sembra esercizio ingeneroso nei confronti di una Varese magari non perfetta, ma sempre fresca, sincera, mai cestisticamente retorica o banale. Insomma: un esercizio da lasciare ai sofisti e agli incontentabili di professione. Biella è al via con Robinson, Johnson (alla prima apparizione in maglia Angelico), Chrysikopoulos, Brackins e Mavunga mentre Varese parte con i consueti Green, Banks, Ere, Sakota, Dunston e corre subito avanti (2-7) grazie ad un Dunston assolutamente dominante fin dalle prime battute. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Il recupero biellese (8-12 al 5’) è agevolato dagli errori di Ere e Green che sbagliano tiri aperti, ma le folate di Banks e le terrificante presenza di Dunston ristabiliscono le distanze: 11-21 al 9’. Jeremaz, che rileva Johnson, garantisce più ordine alla manovra Angelico, ma la Cimberio in difesa va ad ondate concedendo comodi viaggi fino al ferro ai piccoli rossoblu per il 21-24 al 13’. Varese allunga l’elastico con Rush (tripla del 21-30), ma Biella risponde colpo su colpo con un basket arrembante e ricco di energia sui due lati del campo con Varese che, là dietro, non si danna l’anima lasciando ben 25 punti nel periodo e spazi invitanti per i colpi di “Chrysi” e i giochi sulle tacche di Brackins che Sakota non riesce a tenere. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]In attacco, poi, le scelte di Green, che abusa del palleggio, non sono esattamente deliziose (2/7 alla pausa lunga) anche sul piano del ritmo per una Varese che produce solo 11 tiri. CosìBiella, con un semplice palla lunga e pedalare, rientra in partita e dopo l’intervallo mette per la prima volta la testa avanti con Brackins: 40-39. Ma la Cimberio della ripresa è quella del quintetto “piccolo” e atletico - Green, Banks, Ere, Polonara e Dunston – che aggrappata al suo fantastico Dunston, un “Big Mama” che tiene incollati alla perfezione difesa e attacco, inizia a macinare gioco. Quello giusto. In difesa, dopo il 42-41 di Robinson al 22’, Dunston chiude l’area col[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]catenaccio e urla un perentorio “Di qui, non si passa!”. In attacco Brian, evidente arrabbiato con i ferri biellesi, pianta una schiacciata dietro l’altra e con le giocate, adesso sì precise e determinate di Green e di Ere, Varese vola verso un “angelico”, straripante, parziale di 16 a 0 che lascia di ghiaccio tutto il LauretanaForum per il 42-59 al 30’. Biella adesso, come già ci aveva detto in settimana coach Cancellieri è una comprensibile sequela di volti sfiduciati. Ragazzi sbatacchiati da una parte all’altra che non ci provano nemmeno più contro una Cimberio che, invece, agile e leggerissima con le triple di De Nicolao e Rush allarga lo strappo fino al ventello: 44-65 al 32’. Con le premesse mentali già descritte la gara è ampiamente finita con Varese che, dopo aver applaudito a scena aperta l’uscita di Dunston, si diverte nemmeno fosse in amichevole e chiude in totale controllo sul 60-77.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Lucaweb
    Inizio partita deciso, utile a prendere le prime lunghezze di vantaggio. Divario un pò ad elastico, ma pur sempre in controllo da parte degli uomini di Vitucci. Ottimo l'impatto ad inizio partita del duo Banks-Dunston, col secondo che continuerà a martellare gli avversari per tutto il resto della partita.

    Difficoltà nel secondo quarto con una Varese pasticciona che favorisce il rientro dei padroni di casa. In questo frangente la partita viaggia a contatto ravvicinato, con Biella che appare più convinta di poter dire qualcosa in questa partita. Palle perse e distrazioni difensive continueranno anche per una buona metà di terzo periodo, con Biella che nei primissimi minuti di avvio ripresa mette anche la testa avanti in un paio di occasioni. Saranno questi gli unici vantaggi dei padroni di casa in questo incontro.

    L'accelerazione nel corso del terzo periodo produce il vero break della partita, con Varese che spinge sul pedale del gas tra palle recuperate e conseguente gioco in velocità che facilita l'immediato vantaggio in doppia cifra. Varese chiude il periodo col devastante parziale di 20 a 4.
    Il resto è già una partita col finale scontato. Varese arriva anche oltre i 20 punti di vantaggio per chiudere davvero il scioltezza una partita giocata con grande autorità ed il piglio della grande squadra.

  • pxg14
    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Adesso in città un po' tutti masticano pallacanestro, pure con quell'incanto che vale una meravigliosa riscoperta.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tifosi a parte, sempre vicini alla squadra, anche nelle delusioni, questa Cimberio è riuscita a far scendere in campo la storia, quella d'una società che ha fatto cultura per molte generazioni: una cultura che, dal secolo scorso, sembrava avvizzita.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sarà anche un momento magico, seppur di là dallo svanire in fretta come dal sognare un'Impresa, certo è che Dunston (foto Blitz) e compagnia hanno saputo intrecciare le proprie prodezze sul campo con racconti da favola fuori, nella vita di tutti i giorni d'una città che ha ritrovato il suo antico verbo. Come aver scoperto il buon vino dopo anni di spuma.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A colpire l'immaginario popolare è la disinvolta attitudine nel far canestro insita nei biancorossi di maggior talento i quali, nell'esercitare le proprie offensive, in un'armonia di gruppo, danno l'impressione di riuscirvi attraverso assalti leggeri e vincenti. Ovviamente non sempre segnano, anzi e talvolta talune conclusioni sembrano scarabocchi ma, rispetto agli avversari sin qui affrontati, tranne che una grande squadra, in tutti i sensi, come Cantù (ugualmente messa sotto), sembrano possedere un maggior feeling con il canestro al di là di schemi e strategie che la gente normale, gratificata da risultati che fanno notizia, lascia volentieri ai tecnici o quei a tifosi che, come accade nel calcio, affogano nelle formule pur di apparire grandi intenditori. Si può anche intimidire in difesa ma se non si segna fioccano le incompiute, dunque c'è una sola regola aurea: fare canestro.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ebbene Varese, giudicandola sin qui, sembra rispettare questo essenziale comandamento proprio grazie ai punti nelle mani che avevano potenzialmente i suoi uomini seppur non senza legittimi interrogativi al cambio italiano che poi, in realtà, in particolare per Dunston e Banks e in fondo anche per Ere, scomparso dalla scena del nostro campionato, ha più o meno confermato rilanciando peraltro il potenziale del giovane Polonara. I punti nelle mani saranno pure una nostra fissazione e fors'anche una baggianata per molti ma se, ad esempio, i dirigenti di Siena ne fossero stati tarlati, non avrebbero messo insieme una squadra da scudetto e da qualificazione in Eurolega con protagonisti Moss, Kangur, Sanikidze, Carraretto, Razic e Ress i quali, tutti insieme, si ritrovano con medie punti suppergiù uguali a quelle dei soli Dunston e Banks. Nessuno allora si meravigli se i campioni di molti anni, persino totalitari nel loro potere, stanno adesso intruppati in classifica.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Detto questo, non si può giurare di conseguenza su fiumane di punti e di successi per la Cimberio che oggi a Biella, pur contro una squadra battuta quest'estate come un materasso nonché malconcia in classifica, dovrà difendere la sua immacolata condizione di capolista da una possibile reazione locale, del tipo "ultima spiaggia". Già, un onere della prova in più per questa Cimberio che vuol costruirsi un futuro da grande.[/font][/size]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La Cimberio fa rotta verso Biella andando in cerca del “settebello”: stasera al Lauretana Forum (ore 18,15 con diretta su Rete55 Sport) la formazione biancorossa proverà a consolidare il suo primato solitario sul campo del fanalino di coda della serie A. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Partita sulla carta abbordabile ma non priva di insidie, pur su un parquet recentemente prodigo di soddisfazioni (Varese è tornata dal Piemonte con i due punti in tasca in tre delle ultime quattro sfide) e con un foltissimo drappello di tifosi al seguito che proveranno ad alimentare una inaspettata ma esaltante leadership della classifica. [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Chiarissimo il messaggio di coach Frank Vitucci nella conferenza stampa pre-partita: ha esortato Green e compagni a replicare lo stesso approccio determinante per fare bottino domenica scorsa sul campo di Caserta: «Pur contro una squadra diversa per caratteristiche tecniche l'aspetto mentale è simile a quello della gara contro la Juve, dunque mi aspetto la stessa applicazione e la stessa energia difensiva di domenica scorsa per un'altra prova di maturità da parte della squadra» ha affermato il coach veneziano. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E alla vigilia delle due gare casalinghe contro Sassari e Reggio Emilia, la Cimberio vuole proseguire nella sua lunghissima striscia aperta (sommando anche il precampionato giunta a quota 17 successi consecutivi) mostrando di aver già acquisito il piglio della grande sotto il profilo della mentalità e della concentrazione. [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque il copione dovrà essere analogo a quello della trasferta della scorsa settimana in Campania, con i biancorossi chiamati a imporre aggressività difensiva ed energia sin dalle battute iniziali per “disinnescare” la voglia di riscatto di un'Angelico rinvigorita dall'innesto dell'esperta guardia Trey Johnson. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Rispetto alle due sfide di precampionato vinte nettamente dalla Cimberio (91-65 al Trofeo Lombardia e 89-73 al Memorial Parmigiani di Malnate), l'ingaggio del duttile esterno del 1984 – che ha preso il posto del “rookie” Ramone Moore – è l'unica novità saliente per la truppa piemontese, orfana sin dalle fasi iniziali della stagione dell'ex capitano azzurro Matteo Soragna (costretto ai box fino a Natale da un infortunio a una spalla). [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E senza il veterano che doveva fungere da raccordo tra piccoli e lunghi, la squadra di Massimo Cancellieri ha faticato parecchio a concretizzare un potenziale tecnico complessivamente discreto, mostrando grandi affanni quando il clima agonistico sale di tono. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A livello di individualità l'Angelico vanta comunque elementi non disprezzabili come il play-guardia Robinson (15,0 punti di media) e i lunghi dalle mani morbide Brackins (13,5 punti col 67% da 2) e Mavunga (13,5 punti e 6,7 rimbalzi). [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora l'innesto di Johnson – che pure giocherà con due due soli allenamenti nelle gambe – dovrà aumentare la qualità offensiva del penultimo attacco della serie A (69,8 punti col 24% da 3) visto che i giovani esterni Jaramaz, Laganà e Chrysikopulos hanno stentato a trovare spazi da protagonisti e i veterani Jurak e Chiacig sotto canestro garantiscono un apporto offensivamente relativo. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Insomma, una ghiotta occasione per mettere altro fieno in cascina e alimentare classifica ed entusiasmo dei tifosi alla vigilia del big-match con Sassari… [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size]

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