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VareseFansBasketNews

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Sarà che all'orizzonte si profila un'altra giornata a suo modo storica, con la partita di domani a Biella che verrà ricordata come quella del grande esodo (più di ottocento i tifosi varesini al seguito). Sarà che questa Cimberio continua a strizzare l'occhio al passato, rinverdendo vecchie emozioni e bruciando record. Sarà che nella foto che c'è qui di fianco c'è tanta di quella storia e tanta di quella poesia - Zanatta, Sacchetti, Augusto Ossola - che non potevamo far finta di nulla «Io, il Meo e Marino siamo amici: amici da sempre»: a parlare è Augusto Ossola, storico dirigente biancorosso e soprattutto cantore principe dell'epopea della Grande Varese. «Ci siamo trovati - racconta - tutti e tre prima del derby con Cantù, Marino come al solito ha fatto una battutaccia sulla mia veneranda età: siamo scoppiati a ridere, e il vostro fotografo ha immortalato la scena».[/size][/font]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un grande fattore in comune[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tre volti che parlano di passato: «Io, insieme a quei due, ho passato parecchi anni: e che anni. Penso ai tempi della DiVarese, con Sacchetti che arrivò a Varese nel 1985 per restare qui sette stagioni: annate strepitose, il basket più bello e divertente che si fosse mai visto, la gente che impazziva». E ormai sono in tanti a dire che questa Cimberio e quella DiVarese si assomigliano un sacco: «La penso anch'io così: le analogie sono tante, ma dipendono tutte da un grande fattore comune. Questa squadra, esattamente come quella di allora, costruisce le sue fortune nelle quattro mura dello spogliatoio: gruppi solidissimi, gruppi di amici, ragazzi che si divertono dentro e fuori dal campo. La DiVa era così, e mi sembra così anche questa Cimberio». Ma non è tutto, le analogie tra le due squadre continuano: «L'allenatore: e non parlo di bravura o di qualità, ma dell'unione perfetta tra squadra e coach. I giocatori della DiVarese erano una cosa sola con il loro allenatore, prima Sales e poi Isaac: tanto che anche il coach era diventato un idolo osannato dai tifosi. Vitucci mi pare sia sulla stessa strada: i suoi giocatori lo seguono, riconoscono il suo ruolo e la solidità del gruppo parte dalla sua testa, dal coach». -[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gli scherzi e i cicli della storia[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ancora sui parallelismi tra oggi e allora, tra Cimberio e DiVarese: «Prima del derby con Cantù - continua Ossola - riflettevo su una cosa: tre grandi giocatori di quella squadra oggi sono affermati interpreti del basket di casa nostra. Sacchetti allenatore amatissimo a Sassari, Vescovi grande presidente, Ferraiuolo preziosissimo nel suo ruolo di manager: io credo che questo non sia accaduto per caso». Non lo crede nessuno: «Giambattista Vico diceva che la storia è ciclica: io aggiungo che a volte, la storia, aggiunge degli effetti strani e imprevedibili. Vederli tutti insieme, lunedì scorso, è stato un re- gaio per chi li ha amati da giocatori». Eppure quella squadra mitica non riuscì a vincere nulla: «Allora c'erano due squadroni come Milano e Pesaro, noi arrivavamo sempre dietro per un soffio. A volte perché gli altri erano stati più forti, altre volte perché più fortunati, altre volte per sbaglio: penso al piede sulla riga di Cook in duella semifinale con Pesaro, per esempio».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Manca Ere, c'è Banks. E così via[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Questa è un'altra DiVarese che cambierà il finale? «Sono passati solo due mesi, però sognare non costa nulla Ci sono tutte le condizioni per arrivare in fondo: un grande allenatore, non a caso è stato il coach dell'anno, e una squadra che lo segue». E le individualità: «Dunston è un grande, ma a fare la differenza è il fatto che questa è una squadra dalle mille risorse: manca Ere, c'è Banks. Manca Sakota e c'è Polonara». Domani, a Biella: «Varese potrà anche perdere, ma non prenderà sottogamba l'impegno. Me lo sento: andranno là per vincere».[/font][/size]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]«Considero Frank Vitucci un mio caro amico, ma sarei pronto a dargli anche un morso se questo servisse per far vincere la mia Angelico Biella!».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Parole che non si possono equivocare quelle usate da Massimo Cancellieri (foto Blitz), coach di Biella, nel presentare, seppur con una battuta un po' forte, il clima del match contro la Cimberio. Clima che, va da sé, sarà infuocato perché se lo “scalpo” di Varese ormai fa gola a tutti, figurarsi a una squadra come l'Angelico che, oltre ad avere un disperato bisogno di punti, sente in pieno la strana atmosfera di quello che potremmo definire “derby extraterritoriale”.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Affronteremo la capolista, a casa nostra, in un BiellaForum che - dice Cancellieri - sarà molto probabilmente strapieno; e il fatto che la prima della classe sia la Cimberio, una formazione nei confronti della quale c'è una grande rivalità, è un aspetto tutt'altro che incidentale. La nostra gente si aspetta un'impresa e la mia banda di ragazzi non potrà che trarre vantaggio dall'avere intorno un impianto “ululante” e capace di trasmettere una fortissima carica emotiva. Insomma, detto in altri termini: dovremo attaccarci a tutto per cercare di battere una Varese che, in questo momento, rispetto a noi, è oggettivamente di un altro pianeta».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]- Dopo averla vista e affrontata in prestagione a Malnate, avrebbe scommesso su una Cimberio così scoppiettante?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Il precampionato è un'altra storia e, in quel periodo, la mia concentrazione era fissata solo su Biella. Tuttavia in quell'occasione avevo già ricavato la sensazione che Varese fosse una squadra lunga, equilibrata nelle rotazioni, interessante nei suoi valori tecnici e atletici. Poi, è chiaro, penso che nemmeno il più ottimista tra i tifosi della Cimberio avrebbe scommesso su un avvio così fulminante ma, devo dire, meritato. Non bisogna dimenticare che Varese finora ha superato brillantemente prove tecniche diversissime tra loro passando dalla pallacanestro pirotecnica dei 120 punti di Brindisi a quella di stampo europeo apprezzata nel match contro Cantù. Il tutto mostrando un'adattabilità sorprendente per una squadra nuovissima. Segnali che mettono nero su bianco una certezza: questa Varese “sa sempre come si fa”».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]- E la sua Angelico?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Noi, non ancora... Del resto, basta guardare il “verde” del nostro quintetto - Laganà classe '93, Mavunga '90, Chrysikopoulos '92, Brackins '87 e Robinson '86 - per comprendere come la strada verso la piena maturazione e una completa consapevolezza tecnica del mio gruppo sia ancora lunga. I ragazzi lavorano duro in palestra e si applicano con impegno straordinario, ma a questo livello nessuno ti fa sconti e il gap in termini d'esperienza lo paghi per intero. Così, ecco spiegato il motivo per cui questi ragazzi, quando sono in difficoltà, non sanno ancora trovare la forza mentale per reagire. La realtà è che in questo momento ci manca maledettamente un giocatore-faro come Soragna. La figura di Matteo, in una squadra giovane come la mia, assolve la fondamentale funzione di elemento equilibratore. Quello che al momento giusto effettua un passaggio illuminante, scocca il tiro decisivo, recupera il pallone più importante e, quando serve, fa un fallo duro. Tutte giocate che si imparano solo col tempo. Peccato che Soragna non sarà in campo prima di un paio di mesi e che i miei giovanotti di tempo a disposizione per crescere ne abbiano poco».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]- Quindi, quali le prospettive per domani?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Varese è prima in classifica, più forte, solida e in grandissima forma, ma noi avremo le motivazioni per provarci e scenderemo in campo per quella che potrebbe essere la “giornata dei sogni”. Il sogno di fermare i numeri 1 e strappare due punti che per noi potrebbero valere il triplo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Si iscrive anche Janar Talts (foto Blitz) al “partito dei sorpresi” per il primato solitario in classifica della Cimberio. Il centro estone, giunto in città a metà settembre dopo gli impegni con la sua Nazionale, si è trovato proiettato nel contesto di una squadra che già in precampionato mostrava un potenziale interessante. Ma non si aspettava una Varese così brillante e incisiva nel giro di tre soli mesi: «Quando sono arrivato ho trovato un gruppo molto compatto; quel che abbiamo fatto in settembre è stato notevole, ma il campionato è imprevedibile perché in questi tre anni mi sono reso conto che il concetto “puoi vincere contro chiunque e perdere contro chiunque” non è una frase fatta ma una realtà. Serviva il riscontro delle partite vere e alla prova del campo sono arrivate conferme importanti: siamo una squadra molto solida e competitiva, stiamo facendo un ottimo lavoro sfruttando il potenziale».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'unico reduce della passata stagione legge così le principali differenze tra la Cimberio di Recalcati e quella di Vitucci. «La differenza principale sta nelle qualità atletiche del gruppo: tanto dinamismo e un roster ricchissimo di talento offensivo in tutti i ruoli, mentre sul piano della mentalità e della concentrazione è difficile fare una comparazione, perché anche nella scorsa annata lavoravamo duro e davamo il massimo, pur con una squadra completamente diversa. Ciò su cui il coach insiste è giocare con lo stesso piglio contro chiunque e la gente lo apprezza. Attorno a noi c'è entusiasmo, amplificato dalla vittoria contro Cantù. Cercheremo di proseguire su questa strada per regalare altre soddisfazioni ai tifosi».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nelle pieghe dei due organici completamente diversi il ruolo di Talts è comunque rimasto sostanzialmente analogo: dare sostanza e fisicità in difesa. Con la differenza che quest'anno deve partire dalla panchina e “coprire le spalle” a Dunston. «Cerco di fare la mia parte interpretando al meglio il ruolo richiesto dall'allenatore. Il mio compito è difendere forte e proteggere l'area contro i lunghi avversari, dando il cambio quando serve a Dunston. Sto ancora cercando di trovare la mia posizione e sono convinto di poter fare molto meglio, ma credo che a Caserta abbia iniziato a fare la mia parte».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In vista della trasferta di domenica a Biella (con i padroni di casa impegnati in una corsa contro il tempo per tesserare entro le 11 odierne il nuovo acquisto Trey Johnson), Talts ribadisce la necessità di evitare cali di concentrazione, nonostante il match testa-coda sul campo dell'ultima della classe: «La classifica non conta nulla, dovremo andare in campo con la stessa mentalità da battaglia che ci ha permesso di battere Siena e Cantù al PalaWhirlpool. Quello di Biella è un campo difficile, servirà una prova corale di alto livello come in tutte le partite di questo campionato nel quale nessuno regala niente».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Piace anche a Marino Zanatta la Cimberio frizzante e reattiva. L'ex giocatore della grande Ignis, poi g.m. e presidente ai tempi di DiVarese e Ranger, apprezza la coralità e il gioco spumeggiante della formazione di Frank Vitucci: «La squadra è bellissima, e sottolineo il termine “squadra” perché in passato c'era la somma di tante individualità, mentre adesso si vede un gruppo vero in cui gli italiani portano entusiasmo e aggressività. Appena ho visto Dunston ho pensato subito: “Che bel giocatore, mi ricorda Kevin Magee”: Bryant mi ha fatto una bella impressione, è atletico e agile, lotta sempre al massimo ed è un elemento di grande energia e positività».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Da ex addetto ai lavori, Zanatta propone la sua ricetta per evitare di sovraccaricare la squadra di aspettative e continuare a garantirle la spinta giusta nella corsa al vertice: «Sono contento in particolar modo per Cecco Vescovi, e per Renzo Cimberio che da tanti anni investe risorse nel basket e vede finalmente ripagati i suoi sforzi: complimenti a chi ha pensato e gestisce questa squadra in grado di di regalare emozioni alla città. Ora è giusto che tutti si godano questo momento di grande entusiasmo, però la cosa da fare è vivere al massimo questo periodo positivo senza mettere pressione. Guardare troppo in là sarebbe un errore: cerchiamo di battere le mani e far sentire amati questi giocatori sapendo che arriveranno momenti difficili ma dovremo superarli col sorriso sulle labbra».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tra le varie edizioni del passato cui la Cimberio è stata paragonata, l'ex dirigente biancorosso indica la prima DiVarese, quella del 1986/'87, partita senza troppe aspettative e poi prima a fine regular season: «Il paragone è azzeccato sul piano dello spirito e della mentalità, perché quella squadra giocò per due anni una pallacanestro bellissima e spensierata sfidando a viso aperto le big. Venivamo da anni di lavoro con un tecnico super a livello didattico come Riccardo Sales, ma la sua signorilità evidentemente contagiava anche la squadra e allora andammo in cerca di un tecnico di grande personalità. Ma prima Peterson e poi Tanjevic ci dissero di no, allora io e Toto Bulgheroni pensammo che Joe Isaac fosse la persona giusta per gestire quel gruppo».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi, intanto, l'ex giocatore varesino (foto Blitz a destra), assiduo frequentatore del PalaWhirlpool, si gode nuovamente una Varese da vertice: «Con Augusto Ossola ci gustiamo questa squadra ricordando l'armonia che c'era allora. Si parla sempre di chimica di squadra ma solo al momento in cui i giocatori si trovano in spogliatoio sai se il minestrone con 10 ingredienti che hai messo insieme è buono o cattivo. E non è questione di soldi: l'anno che spendemmo di più fu quello della retrocessione... Di sicuro, alla base ci sono persone capaci come Vescovi e Vitucci e lo spessore caratteriale di una squadra che sulla scorta del precampionato ha acquisito grande fiducia in se stessa e non si dà mai per vinta come ha dimostrato a Brindisi».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Flashback, what a feeling! Mamma che bella la Ranger, imperversava fin dentro la pancia a cavallo tra 1989 e 1990. Un bello superiore, oggettivo, valido al di là del fatto che s'era giovani e l'entusiasmo cavalcava la vita. Dai, torniamo al sentimento, che stagione e che sfiga. Punto fermo, estremo: se Wes Matthews avesse avuto un cervello vincevamo lo scudetto. Due volte campione Nba con i Lakers, mica a fare tappezzeria, Wes passò su Varese per 13 partite abbagliando dall'alto d'una classe enorme. Peccato ci fosse la quinta tetra, Pingestibilità che costrinse la società al taglio dopo un pugno a Oscar e uno sputo all'arbitro all'Ali Star Game, culmine di molto altro. [/size][/font]

    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]En passant, narra la leggenda il fruttivendolo della Brunella avanzi ancora soldi da lui. L'addio sotto Natale, era Varese-Reggio Emilia, resterà negli annali: una sfilata nel parterre, un palazzetto a inneggiare l'idolo e una proprietà, Toto Bulgheroni, contestata. L'essenza di Wes in due minuti. Oggi, anno 2012, è dolce relazionarsi alla Stella in tasca che avrebbe arriso con una decade d'anticipo. A ben vedere, le possibilità ci sarebbero state perché Frankie Johnson, la rana per tutti, era un ottimo play.[/size][/font]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A lui piacevano i suoi «rangers», li chiamava così e vagli a spiegare che era lo sponsor. La mazzata giunse con l'infortunio a Meo Sacchetti in garadue di finale con Pesaro: la Scavo divenne imbattibile e portò a casa serie (3-1) e titolo (il secondo). In epoca recente, è stato divertente per chi scrive parlarne con Valter Scavolini durante un'intervista pallavolisitica: disse «ma a Varese pensate ancora a quello?». [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Eh... sì. Quello mancò, la consacrazione, la sublimazione d'una coppa alzata: non andò a frutto quell'anno, era l'ultimo utile e il prosieguo lo testimoniò. Un lavoro d'ingegno e scienza iniziato con la Finanziaria, consorzio ante litteram, dopo il disimpegno dei Borghi a inizio Ottanta. Bulgheroni, da solo al comando nel giro di due stagioni, costruì un gruppo fantastico attorno al tandem Sacchetti- Thompson, arrivati nel 1984, e all'ascesa del giovane Cecco Vescovi, la prima ala bianca con fisicità e velocità da nero. Tante finali, solo sberle: due di Coppa Italia con Pesaro e Caserta, gridano ancora vendetta, una di Korac contro una[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Milano troppo potente, e la già citata corsa scudetto dove s'impose l'odiata litania Cook- Gracis-Daye-Magnifico-Costa. [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Quel progetto sportivo, non ebbe quanto poi ottenne la seconda costruzione made in Bulgheroni, partita a metà anni Novanta: la goccia per fare traboccare il vaso della gioia. Poco, ma tantissimo in termini assoluti. La Ranger iniziò il cammino con sette vittorie, perse all'ottava in casa da Montecatini, quasi lo stesso passo della Cimberio: ai Vitucci boys, auguriamo di mostrarsi degni di Johnson- Sacchetti-Vescovi-Thompson-Rusconi, allenanti da Giancarlo Sacco presente attraverso la bella penna di Francesca Amendola. Più grande complimento non potrebbe esserci, perciò giù la testa e pedalare.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Samuele Giardina[/font][/size]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](G. S.) - Quanto vale in chiave scudetto l'attuale primato solitario di una Cimberio imbattuta dal 16 agosto a dispetto di un roster rivoluzionato per 9 decimi e costruito prima di tutto per giocare un basket spensierato e frizzante? [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La domanda inizia a girare, non solo a Varese dove la leadership assoluta mancante da 13 anni sta contribuendo a riaccendere entusiasmi sopiti da troppo tempo attorno al “fenomeno-basket”, ma anche tra gli addetti ai lavori del mondo del basket che dopo aver assistito alla supersfida di lunedì sera tra Siena e Milano hanno ribadito il concetto di un campionato ad oggi senza padroni. Nonostante le differenze ancora ampie a livello di possibilità economiche, la “forbice” tra le big conclamate e il plotone delle outsiders capeggiato dalla truppa di Vitucci sembrano essersi sensibilmente ridotte, anche se l'istantanea dei rapporti di forza di inizio novembre – con 24 partite ancora da giocare – ha ovviamente valore relativo a 7 mesi di distanza dai playoff. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La stessa Cimberio possiede ancora margini di miglioramento legati al “jolly” Cerella da inserire in corsa nelle rotazioni che Frank Vitucci ha scoperto più sostanziose dopo le buone risposte fornite a Caserta da Rush e Talts (foto Blitz), ma è innegabile che le tre “grandi” di Eurolega hanno dalla loro un teorico potenziale ancora da capitalizzare appieno. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In particolare la vittoria del PalaSclavo ha rilanciato le quotazioni dell'EA7, che nonostante i 6 punti di svantaggio dall'attuale capolista solitaria resta l'ovvia favorita considerando la qualità elevatissima del suo roster e il mix di fisicità e profondità della panchina a disposizione di coach Scariolo, armi che avranno un peso potenzialmente risolutivo nei playoff al meglio di 7 partite fin dai quarti di finale. E la Cantù sconfitta in volata a Masnago ha ancora ampi margini di crescita quando avrà definito meglio le gerarchie di un roster rivoluzionato durante l'estate, mentre la sfortuna di Jerry Smith (frattura del piede sinistro contro Avellino) potrebbe trasformarsi nell'occasione per compiere un ulteriore salto di qualità con la scelta di un play più affidabile e solido sui due lati.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La stessa Siena già superata dalla Cimberio nel primo “test-verità” passato a pieni voti dalla truppa di Vitucci ha ancora margini per rilanciare la sua candidatura per il vertice: certo ad oggi la rifondazione estiva lascia più di qualche dubbio, ma con Eze e Kemp da riportare al pieno regime fisico e un regista d'esperienza che sappia disciplinare gli estri solitari di Bobby Brown la Montepaschi avrà ancora cartucce da sparare.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Poi non bisogna dimenticare le altre outsider guidate dal Banco Sardegna di Meo Sacchetti, senza dimenticare l'Umana Venezia regina del mercato ma in ritardo sul piano della chimica che però ha uomini e mezzi per ribaltare l'impasse attuale. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Varese ha messo già tanto fieno in cascina e ha dalla sua l'entusiasmo di una piazza rigenerata dal “basket-champagne” di Frank Vitucci e la serenità di un gruppo capace di rimanere sempre “sul pezzo” a dispetto di una posizione di classifica inebriante. E soprattutto una forza mentale che deriva da una "leggerezza" garantita da un fattore ambientale in grado di sostenere al meglio la corsa al vertice di una squadra che vuole continuare a stupire il più a lungo possibile... [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]C'è anche Edoardo Bulgheroni nel “partito degli entusiasti” per il ritorno di Varese al comando solitario della classifica della serie A. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il presidente dei Roosters della Stella, l'ultimo a portare il club prealpino ai vertici del basket italiano, analizza differenze e parallelismi tra l'attuale Cimberio e l'indimenticabile squadra dello Scudetto 1998/99: «Noi eravamo reduci da una semifinale scudetto e avevamo cercato di rinforzare un gruppo già competitivo, mentre per quel che ne so al momento attuale Varese sta viaggiando ben al di sopra delle aspettative. Un primato ovviamente inatteso ma gradiditissimo, che per me è motivo di grande contentezza; logico che sarà difficile continuare così fino alla fine, ma il pensiero comune "prima o poi scoppieranno" era la stesso che fuori da Varese gli scettici esprimevano nei confronti di quei Roosters. L'augurio che ci facciamo tutti è che l'analogia possa essere di buon auspicio…».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'ex presidente biancorosso, oggi lontano dal mondo del basket ma ancora appassionato e spesso presente in parterre a Masnago, applaude senza riserve la nuova Varese sottolineando soprattutto la soddisfazione dello spettatore nel vedere all'opera una squadra che diverte e si diverte: «Fino a oggi non si può muovere alcun appunto, tutte le componenti hanno fatto il massimo e lo stesso Vitucci mi sembra particolarmente audace: basti pensare al derby contro Cantù quando ha lasciato in campo i giovani italiani nel momento decisivo.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La squadra ha grande atleticità, qualità fondamentale per essere vincenti, e sulle facce dei giocatori e dei tifosi ci sono sempre sorrisi e voglia di divertirsi: in fondo assistere ad uno spettacolo piacevole è quel che vuole l'abbonato o chi paga il biglietto, e dentro e fuori dal campo c'è un'atmosfera bellissima». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E l'auspicio di Bulgheroni è che l'ossatura della Cimberio attuale possa costruire il nucleo base di una squadra in grado di durare nel tempo: «Al giorno d'oggi programmare a medio-lungo termine è molto difficile ma quella attuale potrebbe essere una squadra in grado di durare qualche anno: c'è bisogno di capitalizzare l'entusiasmo di queste prime giornate non raccogliendo solo i risultati attuali ma cercando di porre basi per qualcosa di concreto, sfruttando la voglia di crescere di Polonara e De Nicolao. Costruire nel tempo è motivo di affezione ed è umano che la gente si leghi particolarmente agli italiani, da varesino è l'augurio che mi faccio». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Lecito però chiedersi quanto potrà durare il primato solitario della Cimberio: e da ex dirigente di alto livello Bulgheroni indica la strada per andare lontano nel ruolo da “outsider di lusso”: «Sono stato operatore in questo settore e so bene che nel corso di una stagione intera è fisiologico che prima o poi il meccanismo possa incepparsi: un calo di forma, un piccolo infortunio o una sconfitta inattesa vanno messe in preventivo, la cosa importante è non spaventarsi ed essere pronti a ripartire di slancio perché una doccia fredda ogni tanto può servire per ridare gas». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Infine, da manager, l'ex presidente dei Roosters sottolinea l'importanza di “cavalcare l'onda”per dare ulteriore vigore al consorzio, unico modo per competere con le “big” economiche così come la sua “Impresa Sportiva” ai tempi: «E' il sistema giusto per fare squadra al di fuori del campo: in questo momento bisognerebbe creare tante piccole iniziative per le aziende che sostengono il progetto e cavalcare l'entusiasmo collettivo. La strada è quella giusta, basta insistere ed i risultati arriveranno…». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Superata a pieni voti la prova di maturità con una prestazione di sostanza sul parquet del PalaMaggiò. Non brillante ma quantomai concreta, la Cimberio strappa elogi al presidente Cecco Vescovi: «Prima della partita ero preoccupato per la salute dei giocatori, perché il campo scivolosissimo era veramente pericoloso. In tali condizioni al limite della praticabilità eravamo noi, in quanto squadra atletica e amante dei ritmi alti, i più penalizzati. Però siamo stati bravi ad affrontare l'impegno con la giusta mentalità contro un'avversaria numericamente ridotta. Abbiamo sempre tenuto il muso avanti, controllando senza troppi problemi e alla distanza abbiamo costruito l'allungo vincente grazie alla solidità della difesa».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oltretutto, la notizia dello scivolone casalingo di Sassari contro la matricola Enel ha regalato a Varese il primato tanto inatteso quanto esaltante, che eguaglia il record del 1989/'90 (primo posto solitario dopo 6 turni) e riportando i colori biancorossi in cima al campionato dopo 13 anni (ultimo primato solitario alla giornata 23 della stagione 1998/'99).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Abbiamo pensato prima di tutto a mettere in tasca due punti importanti, poi Brindisi ha fatto il regalo... Certo, il primato fa piacere perché è un premio all'opera quotidiana di staff e giocatori. Però dovremo avere la forza di non pensarci più di tanto, consapevoli che d'ora in avanti tutte le avversarie giocheranno al massimo per fermare la capolista. E anche partite sulla carta facili come quella di domenica a Biella nasconderanno insidie da evitare».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Rivedere Varese sul trono solitario della serie A riaccende sogni sopiti da troppo tempo nella mente dei tifosi, ma il presidente biancorosso evita di guardare troppo avanti: «Stiamo mettendo fieno in cascina, inutile fare calcoli o tabelle dopo sei partite e sette mesi prima dei playoff. Vedremo che cosa succederà più avanti: se ci saranno occasioni da cogliere ci faremo trovare pronti. Vedo e sento di problemi di vario tipo da altre parti, ma noi rimaniamo concentrati sulla nostra situazione e, visto che fra 30-40 giorni avremo un Cerella in più da inserire, sono convinto che Varese abbia ancora margini di crescita. Già a Caserta abbiamo avuto un contributo utile da Rush e Talts; confido che possano aumentare il loro rendimento».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il massimo dirigente ammette comunque la sua sorpresa per i risultati oltre ogni aspettativa della truppa di Vitucci: «Man mano che vedi lavorare la squadra e crescere il gruppo, ti rendi conto che i presupposti per far bene erano quelli giusti, ma nessuno di noi si aspettava un rendimento del genere. Analogie con i Roosters del 1999? Quello era un gruppo reduce da una semifinale scudetto, noi abbiamo costruito tutto daccapo e finora è andato tutto per il verso giusto. Vedremo quanto dura. Il momento è positivissimo e con un calendario buono cercheremo di farlo durare più a lungo possibile, però servirà sempre massima attenzione all'avversario di turno senza guardare la classifica».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Via lustrini e paillettes delle sfide contro le "superbig", ecco la tuta blu adatta ad una partita di sacrificio come quella del PalaMaggiò . Varese si adatta alla bisogna e pur con una prova decisamente meno scintillante rispetto a quelle che hanno piegato in serie Siena, Bologna e Cantù torna con i due punti "in saccoccia" anche da Caserta . Certo la prestazione biancorossa non è stata delle più brillanti, complice anche un parquet modello pattinodromo che condiziona soprattutto gli americani (più attenti a stare in piedi che ad attaccare il ferro nel primo tempo). Per fortuna il giovane Polonara - con la freschezza e la sfrontatezza dei suoi 21 anni - non si fa remore nell’attaccare il ferro con la consueta energia, e in un match nel quale si segna col contagocce i suoi 22 punti in 27’ sono acqua pura nel "deserto" di un attacco poco fluido. Ma alla fine la Cimberio fa semplicemente quel che serve per vincere contro un’avversaria menomata in corso d’opera dalle perdite di Chatfield e Michelori : ossia si aggrappa ad una difesa che sale di tono col passare dei minuti, togliendo spazio ai fucilieri ospiti nella ripresa (solo 22 punti di cui 8 nei 10’ conclusivi) e stabilmendo il minimo stagionale di bottino concesso agli avversari. Certo il basket della squadra di Vitucci è piacevole, frizzante e scintillante; ma i suoi bottini elevati - al di là del match di ieri sera - sono frutto dell’applicazione e dell’aggressività della sua "cavalleria leggera". E non a caso il dato dei punti subiti nelle 6 vittorie di Varese è in costante discesa: dopo i 110 dell’overtime di Brindisi si passa agli 83 di Avellino , poi i 67 di Siena , i 74 di Bologna , i 73 di Cantù e i 56 di ieri. E poco importa se la vittoria sofferta di Varese rischia di essere una delle ultime gare "tirate" di una Juve Caserta comunque encomiabile per applicazione nonostante i gravi problemi societari (il rischio concreto è quello di una "diaspora" dei giocatori migliori nel giro di qualche settimana). In un campionato così equilibrato e livellato, dove la capolista Sassari può scivolare in casa contro il fanalino di coda Brindisi se la concentrazione non è al 100 per cento, la differenza in favore della Cimberio la fa la continuità di rendimento, prima di tutto a livello mentale. Proprio la capacità della squadra di Vitucci di "fare legna" in qualsiasi situazione e contro qualsiasi avversario regala a Varese un primato in classifica da capogiro per un ambiente "depresso" da 12 anni con poche emozioni dopo l’indimenticabile Stella dei Roosters; ma mentre l’ambiente sogna in grande la squadra mostra nuovamente la sua capacità di mantenere concentrazione ed energia nell’approccio alle partite, siano esse contro avversarie di alta o di bassa classifica. Oggi, qui ed ora dunque la Cimberio è la più forte del lotto; ma a 24 giornate dalla fine l’istantanea del 4 novembre vale il giusto visto che fino a prova contraria lo scudetto si assegna a giugno 2013 e tutte le big - stasera occhio a Siena-Milano con l’EA7 decisa ad invertire un trend negativo di tre stop in fila tra campionato ed Eurolega - hanno margine di crescita tecnica e disponibilità economiche per eventuali correzioni di mercato. Intanto però Varese si gode un primato solitario che mancava da 23 anni e almeno per ora torna a regnare sul basket italiano come ai tempi belli degli anni ’80 e ’90. Era quello che la "triade" Vescovi-Coppa-Lo Nero chiedeva in estate e lo ha ottenuto a tempo di record.[/size][/font][/size][/font][/color]

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