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VareseFansBasketNews

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]C'è un primo traguardo parziale da cogliere per la capolista Cimberio in occasione della trasferta di Pesaro che inaugurerà il 2013 biancorosso.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il testa-coda odierno sul campo dell'ultima della classe Scavolini (ore 18,15 all'Adriatic Arena, diretta su Rete55 Sport) potrebbe regalare con un turno d'anticipo il platonico titolo di campione d'inverno, ma soprattutto lo status di testa di serie numero 1 nel tabellone di partenza delle Final Eight della Coppa Italia che sarà composto dopo l'ultima di andata di domenica prossima. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma la sfida su un campo tabù da oltre 15 anni (l'ultima vittoria varesina in riva all'Adriatico risale al 14 dicembre 1997) regala tanti spunti di rilievo, a dispetto del pronostico sulla carta "segnato" visti i 20 punti di vantaggio della truppa di Vitucci nei confronti della Vuelle. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In casa biancorossa il match odierno sarà il primo senza capitan Ebi Ere, fermato per almeno tre settimane da un problema muscolare al polpaccio sinistro nel match di fine 2012 contro Cremona. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Con l'alter ego Bruno Cerella ancora ai box (è slittato di altre due settimane il ritorno in palestra e a questo punto i tempi di recupero dell'oriundo coincideranno probabilmente con quelli dell'ala nigeriana), Varese dovrà sopperire all'assenza pesante del suo giocatore di maggior esperienza pescando in panchina le risorse tecniche e agonistiche per non perdere il ritmo da prima della classe. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque spazio in quintetto a Erik Rush e più minuti per Polonara e De Nicolao, modificando gli assetti radicati per rotazioni e scelte tattiche che tanti dividendi hanno pagato per quasi 4 mesi. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In settimana coach Vitucci ha provato a lungo le varie soluzioni alternative con relative alchimie tattiche per far tornare i conti su entrambi i lati del campo e lo stesso tecnico veneziano si è detto curioso dell'impatto della squadra nella nuova situazione “forzosa”. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dall'altra parte ci sarà una Scavolini vogliosa di riscatto, vista una situazione di classifica allarmante (ultimo posto solitario con due sole vittorie in 13 partite e una serie aperta di 10 stop in fila di cui cinque in casa); il restyling dell'organico è tuttora in pieno svolgimento con gli arrivi della guardia-ala Kinsey (un passato tra Nba ed Eurolega) e del play Thomas, preludio dell'innesto dell'ultima ora di Rok Stipcevic, cui il nuovo coach Zare Markovski (subentrato a fine novembre a Ticchi ma ancora senza vittrorie) affiderà compiti da regista titolare e leader del gruppo. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La versione attuale della Scavolini sembra dunque poter contare su un potenziale superiore a quello fotografato dalla classifica e dai soli 70,2 punti di media, e in particolare il play croato - per la seconda volta in 15 giorni avversario di Varese - ci terrà a lasciare subito il segno pur con soli due giorni di lavoro con i nuovi compagni. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la Cimberio il compito da sbrigare è sempre lo stesso, legato alla capacità di imporre aggressività e ritmi elevati per esaltare la sua “cavalleria leggera” contro una squadra che ha ali agili come Barbour e Mack e lunghi di stazza come Crosariol e Bryan. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma conterà soprattutto l'inizio, nel quale la truppa di Vitucci dovrà far valere la fiducia nei propri mezzi contro un'avversaria decisa a voltare pagina ma ancora priva di una identità ben precisa.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]L’ultima volta che Marino Zanatta si era ritrovato a parlare di Varese, erano uscite cose belle e vere. Tanto che Frank Vitucci, dopo averle lette le fece proprie rilanciandole e ricordandole in una serie di interviste successive. Conviene rinfrescare la memoria, allora: anche perché in mezzo c’è stata un po’ di roba da raccontare: un derby a Milano vinto, un primato in classifica, un titolo di campione d’inverno sempre più vicino. «Intanto - dice il grande Marino - fatemi mandare un messaggio speciale al mio amico Bob Morse, che compie gli anni. Sessantatre primavere e non sentirle, ma a tirare il gruppo dei vecchi compagni sono sempre io: cuore malandato, ma non mollo».[/size][/font][/color][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Il primato non pesa»[/b][/font][/size][/color]
    [color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Non molla, Zanatta: un po’ come questa Varese, che tiene botta lassù in cima alla classifica. «E noi - dice l’ex Ignis - continuiamo a godercela: questo primato resterà sempre un piacere e un onore, mai un problema o un’ossessione. Ecco il segreto di Varese». E allora via con la domanda da un milione di euro: quanto durerà questo sogno? «Finché questi ragazzi si ricorderanno di giocare come una squadra, perché solo così possono vincere. Un po’ come in cucina: per cucinare un buon piatto di pasta ci vogliono gli ingredienti migliori, ci vuole la bravura del cuoco che li mette insieme, ci vogliono i tempi giusti».[/font][/size][/color]
    [color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Come un piatto di spaghetti»[/b][/font][/size][/color]
    [color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ecco, la Cimberio come un piatpiatto di spaghetti: «Un ottimo piatto di spaghetti, il piatto più buono del mondo. Riuscitissimo, grazie a tutti ma soprattutto grazie a questi giocatori: hanno capito che non devono dimostrare niente a nessuno, hanno capito che armonia significa vedere il tuo compagno che fa una bella cosa. Godiamocela: mal che vada, perderanno una partita. Che non cancellerebbe tutto il bene fatto fino ad oggi». Intanto, i momenti difficili sembrano essere arrivati: l’infortunio di Ere è una tegola mica da ridere. «Verrà a mancare un giocatore importante, anche se in questa squadra sono tutti importanti: sarebbe stata la stessa cosa se si fosse fatto male Polonara o De Nicolao. Non sarà[/font][/size][/color]
    [color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]un’assenza lunga, e credo che la squadra riuscirà a tamponare il problema». La società è stata chiara e perentoria, nel non voler andare sul mercato a caccia di un sostituto a tempo: «E ha fatto benissimo: darà fiducia a chi finora ha giocato meno, e chissà che tra un mese non ci ritroveremo un Rush più convinto e più pronto. La squadra reagirà: noi abbiamo vinto una Coppa dei Campioni senza Meneghin. L’importante è che Ere recuperi con calma, perché gli infortuni muscolari sono subdoli».[/font][/size][/color]
    [color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Noi eravamo Varese»[/b][/font][/size][/color]
    [color=#2F2A2B][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Intanto da Cantù arrivano le parole di Trinchieri: Varese come il Verona di Bagnoli, può arrivare in fondo e stupire tutti. «Fa piacere che il coach di Cantù abbia cambiato idea, visto che qualche mese fa sosteneva che saremmo crollati presto. Ma è normale che sia così, perché la squadra ha convinto tutti strada facendo: e io credo sia partito tutto dalla vittoria di Brindisi. Sotto di sette punti a meno di un minuto dalla fine, quella rimonta ha cambiato la testa di tutti». Tutto, poi è stato un crescendo: «La squadra ha trovato la consapevolezza giusta, la convinzione di essere forte: non ha pietà, non molla nulla. Come il barbaro Brenno quando invase Roma, e mettendo la sua spada sul piatto disse “Vae Victis, guai ai vinti”». E domani, ecco di nuovo Stipcevic: «E chissenefrega. Rok è un buon giocatore, ci mancherebbe: ma quando una squadra è forte come Varese, gli avversari non contano. Nikolic in allenamento non ci faceva mai giocare cinque contro cinque, per abituarci a non considerare gli avversari: avremmo giocato con l’Armata Rossa, il Real Madrid o Milano non sarebbe cambiato nulla. Perché noi eravamo noi, noi eravamo Varese». ■[/font][/size][/color][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Se saremo veramente bravi, domani a Pesaro potremmo sfruttare l'occasione per accrescere le nostre risorse tecniche in chiave futura[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Frank Vitucci parte dall'assenza di Ebi Ere per introdurre il tema della trasferta di domani sul campo di Pesaro. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la prima volta la Cimberio si trova ad affrontare una situazione non ottimale in termini di organico, ma il coach biancorosso è convinto che nelle pieghe del gruppo ci siano risorse sufficienti per sopperire alla defezione del capitano: «Per la prima volta dovremo scendere in campo in una situazione diversa rispetto a quella cui siamo abituati. Starà a noi trovare chiavi differenti nel gioco per sopprerire a un'assenza importante; però nel breve periodo siamo in grado di sopperire a una defezione pesante e sono certo di poter contare su elementi capaci di affrontare e superare la problematica contingente». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tante le possibilità alternative a disposizione di Vitucci per mascherare l'assenza di Ere: dal maggior spazio a Erik Rush (sostituto naturale del nigeriano) allo spostamento di Achille Polonara nello spot di ala piccola, fino all'assetto con 3 piccoli utilizzando Andrea De Nicolao, Mike Green e Adrian Banks in un quintetto "speedy". [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tutte cose sulle quali Varese ha lavorato in allenamento (in mattinata partenza per Pesaro, rifinitura finale nel pomeriggio nelle Marche). Alla fine comunque il coach veneziano "legge" come una opportunità di crescita la necessità di adeguarsi all'assenza del capitano: «Sono molto incuriosito di scoprire le risposte della squadra: se saremo veramente bravi, potrebbe essere l'occasione per aumentare le nostre risorse in chiave futura. Da una situazione estremamente stabile dovremo forzatamente cercare soluzioni diverse anche a livello tattico: mi piace dare alla squadra l'idea di essere camaleontico, proponendo cose nuove dopo aver messo fondamenta solide. Se siamo svegli a reagire agli stimoli di questa novità forzosa potremo aggiungere qualcosa di nuovo ed utile al nostro bagaglio in vista della seconda parte della stagione». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E il test Pesaro nasconde comunque delle insidie a dispetto dei 20 punti di differenza tra due squadre che viaggiano agli estremi opposti della classifica: «La Scavolini sta ancora cercando una sua identità dopo aver cambiato allenatore e tre giocatori, ma logicamente sta facendo il possibile per restare in serie A: dobbiamo prepararci ad affrontare una squadra che essendo in piena trasformazione ha molte facce differenti. Dovremo mantenere il più possibile il controllo del ritmo per imporre il nostro basket a prescindere dalle scelte degli avversari». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Frank Vitucci è conscio di trovarsi di fronte un'avversaria decisa ad invertire la rotta dopo 10 sconfitte in fila, ma confida che il mix di fiducia, solidità mentale e concentrazione della Cimberio possa disinnescare sin dall'avvio la voglia di riscatto della Scavolini: «Così come Cremona, anche Pesaro ha un potenziale maggiore rispetto alla classifica: domani inserirà il terzo giocatore nuovo nelle ultime tre gare e tutti i nuovi arrivati sono elementi di buon livello. Sicuramente non ci facilita il compito, ma l'esperienza della partita con Milano ci ha insegnato qualcosa: sappiamo di dover affrontare l'impegno con il cipiglio giusto. Pesaro è squadra dall'elevato potenziale offensivo, sappiamo che ci aspetta una partita faticsa sul piano dell'energia difensiva, ma la zoccolo duro garantito dalla consistenza acquisita nel corso di questi mesi ci dà sicurezza su quello che dobbiamo fare». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Cambiano le comparse ma la trama è la stessa. Le comparse sono gli avversari, la trama è quella avvincente, anzi vincente di una Cimberio che dà spettacolo, incurante del risultato, che vien da sé, come esito naturale del suo applaudito campionario. Sarà anche una sensazione ma tale è la facilità con la quale procura piaceri e passioni sugli spalti.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Alla fine il punteggio, al sicuro, passa in secondo piano, semmai stupisce che Milano prima e Cremona poi abbiano rimediato (e mai termine fu più giusto) soltanto sei e dieci punti di scarto.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A corto di argomenti critici, non avendone spunti, seppur la perfezione non esiste o se esiste essa viene dall'osservazione, non si può fare a meno di ripetere vecchie impressioni che vanno ben oltre la constatazione di una realtà trionfale come dimostra la classifica e secondo le quali Varese sembra vantare un rapporto privilegiato con il canestro a differenza di formazioni che, pur non subendo battutoni, faticano a scaldare il cotone.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Evidentemente la difesa biancorossa corrisponde al contegno di uomini che, una volta catapultatisi nel fronte opposto, trasformano il tabellone nemico in un tiro a segno del luna park, ben distinguendosi per serenità d'animo e scioltezza conclusiva dai loro antagonisti, eccezion fatta per i sardi di Sacchetti, anch'essi straordinari per istinto offensivo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Che Banks fosse un bomber lo si sapeva ma in questo momento, probabilmente, segnerebbe anche a luci spente, tant'è la sua sensibilità con il canestro che capta da certe piastrelle e ad alzo di tiro, telecomandato.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gli altri, più sicuri di un conto in banca, sono i soliti ammirati atleti, in particolare Dunston, la più bella e assoluta rivelazione del campionato, tanto da far pensare che l'abbiano "fabbricato" su misura e così speciale come non se ne trovava in stagioni di incomprensibili rinunce a un pivot vero. Ed era arcinoto il qualitativo mestiere di Green ed Ere, accantonati o ignorati dai grandi club ma pescati con vista giusta e lunga da Vescovi e Vitucci per rinfrescare l'aria di Masnago. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Problemi, dunque, non ce ne sono, anzi uno c'è dovendo la Cimberio fare a meno per un mese dell'infortunato Ere. Un'assenza da classica tegola che cade in testa se pensiamo agli equilibri di squadra garantiti dall'americano ma, cercando nella rifornita miniera biancorossa, Vitucci trova fondate speranze di recuperare quanto prima Cerella (magari pronto per Venezia) puntando nel frattempo, tra le rotazioni, su un maggiore impiego di Polonara (foto Blitz). Il quale, senza farsi irretire dalla propria straripante e frenetica voglia di affermazione, potrà dare più continuità al proprio spaventoso talento, come evoca il suo contratto triennale con possibilità di uscita per la Nba, il che la dice lunga su determinate attese. Giovani italiani così, di immense prospettive, se ne trovano con il lanternino: tocca al marchigiano, vero padrone del suo futuro, pure in un ambiente ideale come quello di Varese oggi, consacrarsi nel tempo. Piace sempre un sacco De Nicolao il quale, in rapporto al proprio spazio e alle sue annunciate qualità (seppur già rosee), fornisce in ogni gara un vero plusvalore rispetto a quello ritenuto equo sul mercato per età e trascorsi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vuoi mettere De Nicolao con Poeta che, probabilmente, costa tre volte? L'uno è sempre reattivo e puntuale nel suo impiego, l'altro si trova spesso in altalena, fra alti (esaltanti) e bassi (sconcertanti).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Teniamoci stretto il giovincello.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]"Respect!" Adrian Banks si veste da Otis Redding e, come il famoso bluesman, urla forte le sue ragioni al campionato italiano. Il torneo tricolore ascolta e s'inchina dinanzi a un giocatore che in pochi mesi è diventato uno dei protagonisti più importanti (quasi 17 punti a partita) imponendosi a suon di prestazioni entusiasmanti.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dopo i 26 punti, frutto di puro talento, con cui ha fatto a fette l'intero reparto esterni dell'EA7 Milano, ecco i 22 realizzati in totale leggerezza contro la Vanoli Cremona.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Banks continua a crescere ma allo stesso tempo ha chiaro il suo ruolo all'interno del gruppo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Sono solo uno dei dodici che tenta di rendersi utile e, di più, sono orgoglioso di esser parte di questo gruppo vincente. Quel che stiamo facendo da agosto mi riempie di soddisfazione e, più di tutto, mi piace partecipare all'evoluzione della squadra. Un nucleo di giocatori che da diversi mesi, senza forzature né obblighi, mettono in comune talento, tanto lavoro in allenamento, dedizione, determinazione e voglia di vincere. La chimica è più che buona e l'armonia raggiunta rapidamente in campo rappresentano lo specchio di ciò che ci lega anche lontano dal parquet».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Lei, però, si erge sempre più a punto di riferimento per la capolista.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Dopo le sofferenze patite all'inizio della stagione che, lo ricorderete, mi avevano costretto a saltare parte della preparazione, adesso sto bene, mi alleno con buona continuità da diverse settimane e mi sento in buona forma. Inoltre, sto iniziando a capire il “senso” del basket italiano e di un campionato che richiede tanto sotto tutti i punti di vista. Quindi, mi sembra del tutto normale dare il massimo per questa Cimberio».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A questo punto emergono, se così volete chiamarle, le “Memorie di Adriano”, ovvero il desiderio di “rispetto!”: quello che Banks cerca dalla sua avventura italiana e non ha ha ricevuto nel corso della sua ultima fermata in Israele.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Laggiù la pallacanestro ha una visione “Maccabicentrica” e l'interesse di tutti ruota solo intorno alle gesta della squadra di Tel Aviv. Non ci sono rispetto né considerazione per le altre squadre e gli altri giocatori contano ben poco. Quindi, è naturale andare alla ricerca di altre situazioni tecniche che, nel caso mio e di Bryant Dunston, si sono materializzate con l'offerta dall'Italia. Così, dopo un paio di buoni campionati in Belgio e, appunto, in Israele, giocando però in modo molto individuale, sentivo che era arrivato il momento di alzare il livello e chiedere qualcosa in più a me stesso. Varese, in quest'ottica, costituisce l'approdo ideale: ottima formazione, giustamente ambiziosa e vogliosa di lanciare sfide».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vicinissimi al giro da boa da primi in classifica: quali club l'hanno impressionata?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Senza alcun dubbio Siena che ha una struttura fisico-atletica di alto livello. Contro la MPS ho il ricordo di una gara durissima. Vedendoli giocare in Eurolega ho la sensazione di un gruppo con altri margini di miglioramento».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Aprirete il 2013 a Pesaro: un testa-coda che sulla carta pare agevole.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«In questo girone d'andata ho imparato a diffidare di ciò che, in Italia, è definito “facile”. In ogni caso, ci penserà il coach Vitucci a tenere elevato il nostro livello di attenzione. Frank è bravissimo nello “stressare” la squadra al punto giusto e, non a caso, al di là dei risultati, finora non abbiamo mai sbagliato approccio. Di sicuro non capiterà a Pesaro».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La squadra corre, salta, segna, schiaccia, e alla fine vince. Coinvolgendo i tifosi, che si godono lo spettacolo beandosi dell’energia degli interpreti del "Cimberio style": in campo ci si diverte e lo stato d’animo si trasmette anche in tribuna, che con il suo entusiasmo ed il suo calore carica a mille i giocatori. Un circolo virtuoso che rende a mille in classifica, non soltanto in termini di punti in cassaforte ma anche in quella delle presenze a Masnago: 4520 spettatori per oltre 65mila euro di incasso per una sfida dall’appeal sulla carta relativo come quella contro la Vanoli sono un dato decisamente eclatante per ribadire la "febbre da primato" che sta contagiando Varese. Di sicuro è un altro indicatore che ribadisce la bontà delle strategie estive nel costruire una squadra in grado di regalare emozioni alla gente con un basket vigoroso ed intenso. Poi la "filiera" Vescovi-Lo Nero- Coppa, passando dalla scelta di Vitucci come "condottiero" e alla sapienza di Simone Giofrè sul mercato, ha costruito un gioiellino che sta andando oltre ogni aspettativa: proprio nella continuità di rendimento ad alto livello mostrata in partite potenzialmente "rischiose" per chi non è abituato a stare a lungo al vertice della classifica si mostra lo spessore delle ambizioni biancorosse. Ora l’orizzonte temporale indicato dal tecnico veneziano guarda più avanti rispetto al primato di metà stagione: l’obiettivo del coach biancorosso è quello di consolidare questa leadership solitaria sempre meno episodica e sempre più legittima, mettendo altro fieno in cascina in vista di un girone di ritorno nel quale Varese dovrà rendere le visite alle inseguitrici Siena, Cantù e Sassari. Ma creare un "buco" ancor più[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]profondo rispetto agli attuali 8 punti di margine sul quinto posto (chiudere tra le prime quattro significherebbe il fattore-campo almeno nel primo turno playoff e superare i quarti spalancherebbe le porte di accesso all’Eurocup) significherebbe mettersi al riparo da brutte sorprese di ogni genere, auspicando che la fine del 2012 non abbia lasciato in dote un brutto regalo legato all’infortunio di capitan Ere. Di sicuro però a supporto di squadra e società si è creata una situazione ambientale "ad hoc" per esaltare una squadra che ha "sposato" la sua città: il "sistema Varese" è fatto anche di un pubblico che mette a proprio agio giocatori e famiglie, mischiando la ritrovata passione degli "aficionados" di un tempo (assidua la presenza in parterre di Toto ed Edoardo Bulgheroni) all’entusiasmo delle nuove generazioni coinvolte dall’eccitante stile di gioco praticato dalla squadra più vincente ed allo stesso tempo più prolifica del campionato (87,7 di media per la truppa di Vitucci). Ora nella lista dei buoni propositi per il 2013 c’è l’auspicio di monetizzare non soltanto in termini di presenze in tribuna e nuovi soci del consorzio, ma anche nel dare una svolta decisiva al "comparto-chiave" degli sponsor. Più Varese farà bene sul campo attraendo consensi ed attenzioni, e più facile sarà uscire dall’attuale impasse - tra gli spazi mancanti e le molte scadenze al 30 giugno 2013 - che potrebbe costringere la società biancorossa a compiere dolorose rinunce e a fare qualche passo indietro in futuro. Oggi il sole splende "a tutto tondo", se il barometro resterà sul "bello stabile" fino al termine della stagione attuale sarà più facile spazzare le incertezze per un futuro mai così legato a filo doppio ai risultati della squadra e all’entusiasmo da alimentare tra vecchi e nuovi investitori.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]VARESE - (G.S.) Capodanno sul tetto del basket italiano per la Cimberio, che supera in scioltezza anche Cremona e mantiene la leadership solitaria della classifica. La legge del PalaWhirlpool vale anche nei confronti della Vanoli, che pur giocando una partita orgogliosa senza rassegnarsi mai alla supremazia della capolista deve inseguire sin dall’avvio (14-2 al 3’ e 34-18 al 13’) in una partita "marchiata" dall’abituale concentrazione messa in campo dai padroni di casa. Fuochi d’artificio anticipati di 24 ore per i biancorossi, che dopo il "Buon Natale" di Assago celebrano anche la fine del 2012 con la solita gara fatta di energia, corsa e basketchampagne (53% dal campo e 115-74 la valutazione). Una ricetta vincente che coinvolge ed appassiona gli oltre 4500 spettatori di Masnago: l’applausometro fa registrare gli acuti di maggior rilievo per Adrian Banks - inarrestabile con le sue soluzioni acrobatiche (9/10 da 2, 4/6 ai liberi e 3 assist) - e Bryant Dunston, signore assoluto delle aree colorate. Ma come al solito è l’intero collettivo varesino a funzionare in maniera sinfonica. E con Siena che inciampa a Venezia il primato biancorosso è ancor più solido, col traguardo "intermedio" del titolo di Inverno e dello status di testa di serie numero 1 nel tabellone delle Final Eight ormai ad un passo (basteranno due punti tra la trasferta di Pesaro - contro una Scavolini sola all’ultimo posto con 11 sconfitte in fila sul groppone - e la chiusura casalinga contro Venezia). Subito imponente la presenza difensiva di Dunston per una Cimberio che approccia con la giusta concentrazione sull’asse perimetrale Green-Banks: l’ex Netanya è già a quota 8 dopo un quarto e col play di Philadelphia che spazza via di forza il minuscolo Johnson i padroni di casa piazzano un clamoroso 14-2 nei primi 3’. Dopo il time-out di Gresta però la Vanoli trova migliori equilibri con l’ingresso di Vitali e Kotti (16-12 al 6’ con l’azzurro efficace in post basso e in difesa su Green). Il regista biancorosso si incarta su un paio di situazioni arbitrali svantaggiose e il tecnico che gli costa il secondo fallo dopo 7’30” riavvicina ulteriormente gli ospiti; spazio all’asse De Nicolao-Polonara con una immediata sferzata di energia che aumenta il ritmo. La Cimberio capitalizza ripetutamente il suo predominio a rimbalzo (42-28 totale con 16 secondi tiri di cui 11 a metà gara per i biancorossi) e rilancia la fuga sul 27-16 dell’11’; due falli a carico anche per Dunston in avvio del secondo quarto, ma Varese continua a “mordere” su tutti i palloni vaganti ed alzando vorticosamente il numero dei possessi macina progressivamente una Vanoli visibilmente[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]in difficoltà nel reggere il ritmo dei padroni di casa (34-18 al 13’ con Banks che viaggia alla media di punto al minuto). E anche a fronte di qualche sbavatura difensiva interna con Peric e Stipanovic a farsi sentire, Varese gioca un numero di[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]possessi semplicemente troppo elevato perché Cremona possa effettivamente tornare in partita, con gli ottimi spunti offensivi di Rush e Talts che riportano i padroni di casa a distanza di sicurezza (49-36 al 18’ dopo il 36-28 del 15’). Dopo la pausa lunga tornano Green e Dunston e la partita non cambia copione con la Cimberio che trova soluzioni fluide (60-46 al 24’); sul calo di tensione biancorossa però la Vanoli ha il merito di farsi trovare pronta con una fiammata di Peric che[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]vale il 61-55 del 27’, ma una tripla “da capitano” di Ere e l’energia sui due lati del campo del pivot ex Fordham (9 punti e 15 di valutazione nel quarto) riportano Varese verso vantaggi rassicuranti. E l’accoppiata interna Dunston-Talts chiude meglio gli spazi in difesa “stampando” il massimo vantaggio casalingo sul 77-61 del 32’; Cremona prosegue comunque a battersi con il primo canestro di Harris e un altro dardo di Jackson a limare fino al 77-69 del 34’, ma altri due guizzi di un imprendibile Banks e una tripla di Sakota ben costruita da Green archiviano la pratica sull’86-72 del 36’. Poi è grande festa con Frank Vitucci e Renzo Cimberio omaggiati dai cori della Curva Nord e solito giro di campo sulle note della "Marcia Trionfale": il 2012 si saluta così, ma la stagione è ancora lunghissima e questa Varese vuole scrivere altre pagine esaltanti...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](12 punti; 2/3 2p; 2/4 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Guarito dal febbrone pre natalizio, si getta sul parquet con fare leonino. I tiri segnati lo aiutano a prendere fiducia, il resto viene da sé.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](22 punti; 9/10 2p; 0/0 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Da domenica scorsa segna continuativamente anche bendato, legato, spalle al canestro, inserito coattivamente in una centrifuga. Ha una pulizia di movimento mirabile e un'autostima in spiccata crescita: fantascientifico.

    [b]ERIK RUSH [/b](6 punti; 0/3 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Parecchi minuti di utilizzo con una difesa meno efficace del solito. Fatica contro gli esterni cremonesi e si carica di penalità.

    [b]JANAR TALTS [/b](5 punti; 1/5 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Dopo aver tenuto testa al gigante Bourussis, ora non ha più paura. Tira in maniera sfrontata da ogni dove e, di tanto in tanto, buca la retina. Recupera tre palloni e si diverte come un bambino.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Spacca in due la partita con la consueta dose di energia. Gagliardo e coraggioso, strappa la bellezza di sei rimbalzi e si prende il lusso di schiacciare. Piccoli play-maker talentuosi crescono.

    [b]MIKE GREEN [/b](16 punti; 4/8 2p; 0/1 3p; 8/10 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Ormai è palese che sia ampiamente sopra la media dei registi del campionato. Leadership e carisma al servizio dei compagni, con alcune forzature forse evitabili.

    [b]EBI ERE [/b](8 punti; 2/4 2p; 1/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]In calo fisiologico dopo un inizio anno da copertina su tutti i quotidiani, non lesina nemmeno un'unghia di impegno. Oggi si è dedicato alla difesa e al controllo del fortino, dalla prossima tornerà a sparare munizioni nelle mura nemiche.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](5 punti; 1/3 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]L'impatto con il match è da immortalare. Nella ripresa, stranamente, si nasconde un po' e si limita al diligente compito di lungo atletico. Pronto a scatenarsi dopo i botti di fine anno.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](16 punti; 5/5 2p; 0/0 3p; 6/9 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Più affidabile dei bund tedeschi e più sorridente di un santone indiano, veleggia sui ferri e annichilisce la concorrenza. Non osiamo immaginare a quali vette possa ambire nelle serate che contano...

  • Nicolò Cavalli
    La tempra della grande squadra sembra aver apposto il suo marchio di fuoco sulla corazza di capitan Ere e compagni. A stupire, nel piacevole pomeriggio di Masnago, sono l'autorità, le tenacia mentale e fisica dei ragazzi terribili di Vitucci, la facilità con cui una partita – dal pronostico scontato – non dia adito nemmeno a mezza insidia.
    Basta una Varese al 50% del suo potenziale, lontana dalla percentuale migliore al tiro e dall'assennatezza della serate più sfavillanti, per incamerare due punti pesanti e per candidarsi al ruolo di regina d'inverno. Titolo che non rimane negli annali, ma non per questo meno gradito.

    [i][b]Notevole prova di squadra. [/b][/i]I padroni di casa incominciano l'opera con due ottimi tiri dalla media, difese spaziali e controllo dei tabelloni, è subito 6-0. Un paio di fiammate di un ispirato Banks e il “gancione” di Sakota mettono le cose in chiaro: Varese in meno di tre minuti ha mandato a bersaglio tutto il quintetto e conduce 14-2. La Vanoli – richiamata a dovere da coach Gresta – alza la testa con i tiri pesanti di Jackson e di Johnson, quindi Kotti completa l'ottimo spezzone bianco-azzurro con il canestro del 14-10.
    I prealpini proseguono la rottura con qualche pallone perso di troppo, dall'altra parte Vitali mena le danze con personalità e induce un Mike Green eccessivamente su di giri al fallo tecnico (16-14).
    La linea verde varesina produce ottimi frutti su ambo i lati del campo, con l'uomo volante Polonara (tripla da ferma e stoppata colossale) a far impazzire le tribune di Masnago, ancora una volta gremite. Due canestri di rapina di Banks, già killer della banda Armani, allargano la forbice fino al 25-16 di fine quarto.

    [i][b]Una sana brezza di gioventù. [/b][/i]Il momento magico della truppa di Vitucci offre alla platea l'ennesima entrata vincente dell'ex capocannoniere del campionato israeliano e la schiacciata – questa è una novità – del piccolo De Nicolao. Sul 32-18 la [i]standing ovation[/i] è già realtà, utile anche a zittire l'incessante concerto di trombette eseguito dai fedelissimi tifosi cremonese. Come da copione, la Cimberio cade nella tentazione di ubriacarsi con le bollicine dello spettacolo e viene punita con un break di 0-6 per la sua vanità. La Vanoli ritrova fiducia con i primi sussulti di Harris (terzo miglior marcatore della serie A, stasera irriconoscibile) e Stipanovic, il punteggio si rifà equilibrato sul 36-28. Rush ed Ere fanno pendere più marcatamente l'ago della bilancia verso il piatto casalingo, Gianni Talts buca la retina da tre per il “gol” del 44-32. Gli ospiti racimolano punti con i piccoli Vitali (buonissima la prestanza dell'ex infante prodigio ora emigrato in provincia) e Johnson (49-38), Varese non capitalizza un paio di possessi e il disavanzo alla pausa lunga si attesta sulle dodici unità: 50-38.

    [i][b]Cremona ha il merito di non demordere. [/b][/i]La scarsa verve dalla lunetta della Cimberio (21/29 complessivo, ma per lunghi tratti il dato rimane sotto gli standard) non permette di prendere il largo, anche perché Stipanovic tiene in vita i suoi con due centri da distanza ravvicinata, 54-42. Il distacco resta invariato per qualche azione, finché Cremona sfrutta gli errori da sotto di Varese per guadagnare fiducia: una “bomba” e un ciuffo dalla media di Jackson scrivono il 60-53. La capolista si affida allora alla concretezza di Green per scacciare i fantasmi della rimonta e dei time-out non chiamati da Vitucci (non è la prima volta). Ere segna dalla sua mattonella prima di uscire per uno scontro di gioco, quindi Dunston danza nell'area colorata per siglare il 68-57. Peric (16 punti + 5 rimbalzi) mostra quintali di energia, Jackson si lancia in contropiede, poi per fortuna Super Dunston si mangia il ferro con il 2+1 che vale il 72-61 dell'ultima mini pausa.

    [i][b]Nel segno di Sakota. [/b][/i]In apertura di ultima frazione la Cimberio è saggia a sfruttare il credito arbitrale spettante per diritto naturale ai capo classifica: piovono tiri liberi e il tassametro corre fino al 77-61. Le “riserve” varesine sono un po' appannate dai minuti in panchina, tanto da lasciare aperto qualche spiraglio di rincorsa dei corregionali. Jackson, a tratti incontenibile con i suoi 22 punti, pesca dal perimetro il dardo del 79-70, reso meno doloroso da quattro punti del mattatore Banks. Un assist al bacio di Green per Sakota chiude virtualmente i conti sullo 86-72, il bis del buon Dusan cancella l'avverbio.

    Le compagini non lasciano nulla di intentato, così la sfida rimane valida tecnicamente fino alla fine. Tempo buono per la pioggia di applausi, per la sciarpata del muro umano della curva e per l'immancabile coro, “la capolista se ne va”, stabilmente al numero uno della hit parade delle feste. Esattamente un anno orsono, la Cimberio imbarcava acqua da tutte le parti nel derby casalingo perso nettamente contro Cantù. Questa volta il giro di campo, per l'[i]high five[/i] ai tifosi, ha il sapore dello spumante tenuto in frigo e finalmente stappato. Alla temperatura giusta, nei bicchieri più eleganti, con gli amici più cari. Con il tintinnio del più semplice dei brinidisi: che il 2013 regali le stesse soddisfazioni al popolo biancorosso.

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