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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](12 punti; 2/3 2p; 2/4 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Guarito dal febbrone pre natalizio, si getta sul parquet con fare leonino. I tiri segnati lo aiutano a prendere fiducia, il resto viene da sé.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](22 punti; 9/10 2p; 0/0 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Da domenica scorsa segna continuativamente anche bendato, legato, spalle al canestro, inserito coattivamente in una centrifuga. Ha una pulizia di movimento mirabile e un'autostima in spiccata crescita: fantascientifico.

    [b]ERIK RUSH [/b](6 punti; 0/3 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Parecchi minuti di utilizzo con una difesa meno efficace del solito. Fatica contro gli esterni cremonesi e si carica di penalità.

    [b]JANAR TALTS [/b](5 punti; 1/5 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Dopo aver tenuto testa al gigante Bourussis, ora non ha più paura. Tira in maniera sfrontata da ogni dove e, di tanto in tanto, buca la retina. Recupera tre palloni e si diverte come un bambino.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Spacca in due la partita con la consueta dose di energia. Gagliardo e coraggioso, strappa la bellezza di sei rimbalzi e si prende il lusso di schiacciare. Piccoli play-maker talentuosi crescono.

    [b]MIKE GREEN [/b](16 punti; 4/8 2p; 0/1 3p; 8/10 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Ormai è palese che sia ampiamente sopra la media dei registi del campionato. Leadership e carisma al servizio dei compagni, con alcune forzature forse evitabili.

    [b]EBI ERE [/b](8 punti; 2/4 2p; 1/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]In calo fisiologico dopo un inizio anno da copertina su tutti i quotidiani, non lesina nemmeno un'unghia di impegno. Oggi si è dedicato alla difesa e al controllo del fortino, dalla prossima tornerà a sparare munizioni nelle mura nemiche.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](5 punti; 1/3 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]L'impatto con il match è da immortalare. Nella ripresa, stranamente, si nasconde un po' e si limita al diligente compito di lungo atletico. Pronto a scatenarsi dopo i botti di fine anno.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](16 punti; 5/5 2p; 0/0 3p; 6/9 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Più affidabile dei bund tedeschi e più sorridente di un santone indiano, veleggia sui ferri e annichilisce la concorrenza. Non osiamo immaginare a quali vette possa ambire nelle serate che contano...

  • Nicolò Cavalli
    La tempra della grande squadra sembra aver apposto il suo marchio di fuoco sulla corazza di capitan Ere e compagni. A stupire, nel piacevole pomeriggio di Masnago, sono l'autorità, le tenacia mentale e fisica dei ragazzi terribili di Vitucci, la facilità con cui una partita – dal pronostico scontato – non dia adito nemmeno a mezza insidia.
    Basta una Varese al 50% del suo potenziale, lontana dalla percentuale migliore al tiro e dall'assennatezza della serate più sfavillanti, per incamerare due punti pesanti e per candidarsi al ruolo di regina d'inverno. Titolo che non rimane negli annali, ma non per questo meno gradito.

    [i][b]Notevole prova di squadra. [/b][/i]I padroni di casa incominciano l'opera con due ottimi tiri dalla media, difese spaziali e controllo dei tabelloni, è subito 6-0. Un paio di fiammate di un ispirato Banks e il “gancione” di Sakota mettono le cose in chiaro: Varese in meno di tre minuti ha mandato a bersaglio tutto il quintetto e conduce 14-2. La Vanoli – richiamata a dovere da coach Gresta – alza la testa con i tiri pesanti di Jackson e di Johnson, quindi Kotti completa l'ottimo spezzone bianco-azzurro con il canestro del 14-10.
    I prealpini proseguono la rottura con qualche pallone perso di troppo, dall'altra parte Vitali mena le danze con personalità e induce un Mike Green eccessivamente su di giri al fallo tecnico (16-14).
    La linea verde varesina produce ottimi frutti su ambo i lati del campo, con l'uomo volante Polonara (tripla da ferma e stoppata colossale) a far impazzire le tribune di Masnago, ancora una volta gremite. Due canestri di rapina di Banks, già killer della banda Armani, allargano la forbice fino al 25-16 di fine quarto.

    [i][b]Una sana brezza di gioventù. [/b][/i]Il momento magico della truppa di Vitucci offre alla platea l'ennesima entrata vincente dell'ex capocannoniere del campionato israeliano e la schiacciata – questa è una novità – del piccolo De Nicolao. Sul 32-18 la [i]standing ovation[/i] è già realtà, utile anche a zittire l'incessante concerto di trombette eseguito dai fedelissimi tifosi cremonese. Come da copione, la Cimberio cade nella tentazione di ubriacarsi con le bollicine dello spettacolo e viene punita con un break di 0-6 per la sua vanità. La Vanoli ritrova fiducia con i primi sussulti di Harris (terzo miglior marcatore della serie A, stasera irriconoscibile) e Stipanovic, il punteggio si rifà equilibrato sul 36-28. Rush ed Ere fanno pendere più marcatamente l'ago della bilancia verso il piatto casalingo, Gianni Talts buca la retina da tre per il “gol” del 44-32. Gli ospiti racimolano punti con i piccoli Vitali (buonissima la prestanza dell'ex infante prodigio ora emigrato in provincia) e Johnson (49-38), Varese non capitalizza un paio di possessi e il disavanzo alla pausa lunga si attesta sulle dodici unità: 50-38.

    [i][b]Cremona ha il merito di non demordere. [/b][/i]La scarsa verve dalla lunetta della Cimberio (21/29 complessivo, ma per lunghi tratti il dato rimane sotto gli standard) non permette di prendere il largo, anche perché Stipanovic tiene in vita i suoi con due centri da distanza ravvicinata, 54-42. Il distacco resta invariato per qualche azione, finché Cremona sfrutta gli errori da sotto di Varese per guadagnare fiducia: una “bomba” e un ciuffo dalla media di Jackson scrivono il 60-53. La capolista si affida allora alla concretezza di Green per scacciare i fantasmi della rimonta e dei time-out non chiamati da Vitucci (non è la prima volta). Ere segna dalla sua mattonella prima di uscire per uno scontro di gioco, quindi Dunston danza nell'area colorata per siglare il 68-57. Peric (16 punti + 5 rimbalzi) mostra quintali di energia, Jackson si lancia in contropiede, poi per fortuna Super Dunston si mangia il ferro con il 2+1 che vale il 72-61 dell'ultima mini pausa.

    [i][b]Nel segno di Sakota. [/b][/i]In apertura di ultima frazione la Cimberio è saggia a sfruttare il credito arbitrale spettante per diritto naturale ai capo classifica: piovono tiri liberi e il tassametro corre fino al 77-61. Le “riserve” varesine sono un po' appannate dai minuti in panchina, tanto da lasciare aperto qualche spiraglio di rincorsa dei corregionali. Jackson, a tratti incontenibile con i suoi 22 punti, pesca dal perimetro il dardo del 79-70, reso meno doloroso da quattro punti del mattatore Banks. Un assist al bacio di Green per Sakota chiude virtualmente i conti sullo 86-72, il bis del buon Dusan cancella l'avverbio.

    Le compagini non lasciano nulla di intentato, così la sfida rimane valida tecnicamente fino alla fine. Tempo buono per la pioggia di applausi, per la sciarpata del muro umano della curva e per l'immancabile coro, “la capolista se ne va”, stabilmente al numero uno della hit parade delle feste. Esattamente un anno orsono, la Cimberio imbarcava acqua da tutte le parti nel derby casalingo perso nettamente contro Cantù. Questa volta il giro di campo, per l'[i]high five[/i] ai tifosi, ha il sapore dello spumante tenuto in frigo e finalmente stappato. Alla temperatura giusta, nei bicchieri più eleganti, con gli amici più cari. Con il tintinnio del più semplice dei brinidisi: che il 2013 regali le stesse soddisfazioni al popolo biancorosso.

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    [color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Quindici anni di pallacanestro chiusi in una stanza, da Novara a Varese, con il marchio Cimberio a garanzia di una passione fuori dal comune. Libri, fotografie, targhe e ricordi: la storia di uno sponsor che non è mai stato solo uno sponsor. E nel mettere il naso in casa del Cavalier Renzo Cimberio può capitare di fare scoperte inattese: può capitare di scoprire, ad esempio, che il morbo sano del basket non è cosa solo del patron. La moglie Maria Grazia, per esempio: perfettamente calata nel suo ruolo di first lady, appassionatissima conoscitrice di tutto ciò che è biancorosso. Oggi si gioca contro Cremona e dopo il derby di Milano sembra di prepararsi a una passeggiata: la signora Maria Grazia ammonisce tutti («Sarà durissima, occhio») e poi racconta l’universo Cimberio, visto dall’alta metà del cielo.[/size][/font][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]L’inizio con Borgomanero[/b][/font][/size][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L’inizio con Borgomanero «Non è vero - dice - che in casa si è sempre masticato pallacanestro: anzi. Fino a una ventina d’anni fa se ne parlava poco: Roberto giocava nella squadra del De Filippi a Varese, ma io e Renzo saremo andati a vedere forseuna partita. Poi, qualcosa è cambiato». È successo che si è acceso un fuoco, di quelli che poi fanno fatica a spegnersi: «Abbiamo iniziato con Borgomanero e non ci siamo più fermati: da quell’anno il basket è diventato qualcosa di importante, qualcosa con cui fare i conti tutti i giorni». Anni nelle serie minori, il salto in LegaDue con Novara prima di arrivare a Varese: una retrocessione, una LegaDue vinta, qualche anno a vivacchiare fino alla stagione in corso. «Io e mio marito ormai siamo diventati quasi maniaci: vediamo la partita al palazzetto, torniamo a casa e se si è vinto ce la riguardiamo subito. La sera della partita andiamo a letto alle tre e sono io a insistere per rivederla subito: perché dal vivo si perdono sfumature importanti».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Eravamo a Dubai...»[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Senza basket, ora, non si può più stare: «Lo scorso anno - dice Maria Grazia Cimberio - io e mio marito eravamo a Dubai a passare le vacanze di Natale: però la squadra giocava e noi non potevamo rinunciare alla partita. In albergo c’era un computer da cui ascoltavamo la diretta radio: purtroppo le casse erano chiuse in un armadietto sotto al tavolino e per sentire qualcosa bisognava abbassarsi. Chiunque sia passato per la hall dell’albergo durante la partita, ha assistito alla seguente scena: marito e moglie seduti davanti a un computer, con la testa infilata sotto alla scrivania. Per Varese, questo e altro».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Spero di cucinare molto»[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio, oggi. «Questa è di gran lunga la stagione più bella, da quando c’è una squadra con il nostro nome sulle maglie: la miglior Cimberio della storia, senza dubbio. Lo scorso anno il mio preferito era Diawara, ma in questa squadra scelgo Dunston: perché è forte e perché, ragazzi, che fisichino». Una squadra, un allenatore: «Vitucci è super perché è una persona normale, non fa il gasato, sa tenere i piedi per terra sempre: ero seduta di fianco a lui alla cena di Natale e abbiamo parlato di tutto». E allora viene naturale parlare di futuro, chiedere del domani: «Per il momento, divertiamoci: io sono la tifosa numero uno, sono aggiornatissima su quello che fanno i giocatori perché li seguo su Facebook e su Twitter. Tutte le mattine leggo i giornali e preparo la rassegna stampa per mio marito che poi archivia tutto, e quando mio figlio Roberto è in viaggio per lavoro lo aggiorno in tempo reale sull’andamento delle partite con il mio fidato tablet».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Perfetto: ma come finirà? «Dico una cosa: prima del derby di Milano avevo promesso che in caso di vittoria avrei invitato a pranzo da me degli amici (tifosi e un giornalista) con le rispettive famiglie. E ho mantenuto il mio impegno. Per quanto riguarda il futuro, la faccio molto semplice: spero di dover cucinare molto». ■[/font][/size][/color][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Masnago come il Salone delle Feste. Che s'addice al periodo, di vero furore per gli amati padroni di casa e il loro appassionato seguito, carico di pazza gioia. Questione di ore per un bel brindisi a un anno nuovo e vita vecchia (quella degli ultimi mesi), ci sembra questo l'augurio migliore da porgere a tutta la Cimberio, dal presidente in poi, sino ai più oscuri lavoratori perché, se così accadesse, sulla scia di una marcia quasi trionfale, la squadra di Vitucci (foto Blitz), in giugno, si giocherebbe qualche cosa di impensabile (tempo fa) e di innominabile (oggi), almeno per scaramanzia. Ma non entriamo ora nella valle dei pronostici, si è a metà cammino, quindi conviene restare "schisci", magari fingendo per regnare anche se oggi come oggi un po' di trionfalismo sembra ammesso, giustificato dalle lussuose referenze che la Cimberio si è conquistate sul campo grazie a "mani pulite", "schiena dritta" e grande amor proprio. Tutte doti queste che, legate a ai talenti originali nonché ispirate da una straordinaria serenità di intenti, non abbondano in altri campi della vita. Dunque, un po' di vanità è ammessa, se non altro per i tifosi che sempre hanno creduto nella loro Pallacanestro, sopportando i momenti bui, da non confondersi con vanagloria che è un'altra cosa e che ha nulla da spartire con un fiero compiacimento per la propria realtà che, nel raggiungere l'auge, ne ha scavalcate tante e in pochi mesi, lasciandole fors'anche stupite. Sicuramente sbalordita, anche per se stessa, ci sembra l'Armani che, puntando sul derby per una sua grande riscossa, è uscita ancor più ferita, tra lacrime e sangue. Guarire, così com'è, non le sarà facile, anzi per ora ci sembra impossibile, sempre che non la si cambi faccia... [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A insidiare Varese per uno speciale futuro sono rimaste in tre: innanzitutto Sassari che le assomiglia per scioltezza realizzativa ma con una minor completezza di squadra, Siena di cui dobbiamo ricrederci proprio per la sua composizione, priva di spiccati talenti, come in passato, ma profonda nel suo collettivo che, duro ed efficace, ha messo insieme una forte identità, infine Cantù che, ancora alla ricerca di un ideale regista, staremo a vedere sto' Anderson, vanta pur sempre una sua durezza competitiva. Prima di stappare lo spumante c'è però da affrontare un'ultima fatica, almeno così si definisce ogni lavoro, anche il più piacevole e divertente. A Masnago s'affaccia Cremona che, dato il suo organico e vista la sua classifica, non ha certo la stoffa di guastafeste ma che nemmeno può essere presa per uno Yo-yo nascondendo ogni gara possibili e subdoli imponderabili, chiamali, se vuoi, episodi. [/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un ultimo cenno lo merita Gianmarco Pozzecco per il suo modo d'essere allenatore, molto naif e non potrebbe essere diversamente, conoscendo il tipo, sicuramente è raro, anzi unico nel suo genere, pure nella sconfitta della sua Upea a Barcellona Pozzo di Gotto attraverso l'abbraccio finale con tecnico e tifosi avversari, spesso, nella storia di quel derby, tra barricate a musi duri. [/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Non sappiamo ancora se Pozzecco diventerà un grande coach ma, dal suo esordio, ha dimostrato di essere opposto a tutti i suoi colleghi proprio nel riuscire a trasformare gli antagonismi più accesi in distensioni ironiche e scanzonate. Con lui cambia l'atmosfera, come si vorrebbe per una partita di basket che, pur sempre, resta un gioco.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La Cimberio vuole chiudere col botto nel congedo casalingo dell'anno solare ormai agli sgoccioli: stasera a Masnago (palla a due alle ore 18,15) sarà ospite la pericolante Vanoli Cremona. Dopo il bel regalo natalizio confezionato ai tifosi biancorossi con il “sacco del Forum” la truppa di Vitucci (Banks nella foto Blitz in alto) è attesa da un altro derby lombardo, anche se l'appeal - per tradizione e spessore dell'avversaria di turno - è ovviamente ben diverso rispetto al big-match di domenica scorsa a Milano. Ma Varese è decisa a proseguire nella sua corsa solitaria al vertice, e il match casalingo contro la Vanoli sembra l'occasione propizia per lanciare la volata verso il primato di metà stagione che varrebbe lo “status” di testa di serie numero 1 nel tabellone della Coppa Italia (nelle ultime due gare dell'andata la Cimberio sarà di scena sul campo del fanalino di coda Pesaro e poi ospiterà Venezia).[/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un ciclo che Frank Vitucci vorrebbe sfruttare appieno in vista di un inizio del girone di ritorno irto di insidie (vedi le trasferte di Siena e Cantù a cavallo della Coppa Italia). In sede di pronostico la sfida con Cremona sembra da “uno fisso” visti i 14 punti di differenza in classifica; ma la ragione principale della leadership solitaria della Cimberio è la capacità di tenere sempre al massimo concentrazione ed intensità prescindendo dal valore dell'avversario, dunque anche stasera Ere e soci dovranno presentarsi all'appuntamento senza cali di energia a dispetto della “sbornia” di entusiasmo successiva al raid di Milano. Dal canto proprio la Vanoli potrà giocare a mente sgombra una partita nella quale comunque vada ha poco da perdere dopo le recenti vittorie casalinghe contro Venezia e Pesaro che hanno puntellato la classifica. L'obiettivo primario di Cremona è quello di mantenere la categoria dopo un'estate sofferta tra iscrizione in extremis ed una squadra costruita in economia pescando a piene mani dalla LegAdue. Un organico plasmato da Attilio Caja nel doppio ruolo di coach e GM, anche se poi il tecnico pavese - artefice delle ultime due salvezze del club lombardo - è stato esonerato a sorpresa con la promozione del vice Luigi Gresta. Con la nuova gestione tecnica la Vanoli ha adottato una filosofia più votata alla corsa, alzando di conseguenza la produzione offensiva; il riferimento principale è l'ala Harris (terzo marcatore della serie A a 18,0 punti di media), la trazione è comunque posteriore con l'esplosione di Luca Vitali (11,1 punti di col 53% da 3 ma ben 18,5 con Gresta in panchina) a togliere minuti al piccolo ma razzente play Johnson, mentre la batteria degli esterni è completata dalla guardia Jackson (12,2 punti di media) e dal veterano Ruini. Sotto canestro ci sono il massiccio pivot Stipanovic (7,4 punti e 8,4 rimbalzi di media), l'agile ala-pivot Peric aggiunto in corsa a fine ottobre e i nazionali finlandesi Huff e Kotti come rincalzi. Una partita da vincere con la consueta ricetta fatta di intensità, energia, concentrazione difensiva e ritmo elevato, bissando l'autorità e la sicurezza con cui la Cimberio aveva battuto tre settimane fa Montegranaro.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Abbiamo buttato via troppo tempo nel cercare capire quale fosse il segreto di questa Varese che sa solo vincere, convinti di trovare chissà quale formula magica. Dopo qualche mese e tante vittorie abbiamo capito che non c’è nessun segreto, anzi: che ce ne sono tanti. Uno di questi segreti? Si chiama Simone Giofrè, di mestiere guarda quintalate di dvd e segue tutti i campionati del mondo a caccia di giocatori bravi che costino poco. È arrivato a Varese un annetto fa portandosi dietro la macchia delle sue origini canturine. «Dopo un anno di Varese - racconta - sto iniziando a conoscere la gente e le persone: questa è una piazza esigente perché ha vissuto un passato di successi irripetibili, il pubblico di Masnago quando parla di basket sa quel che dice. Perché questa è una città dalla grande cultura cestistica e la cosa non accade ovunque: ci sono posti acculturati, altri meno. A Varese la gente ne capisce, e lavorare qui è meraviglioso».[/size][/font][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]I tifosi fanno bene a sognare[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un anno e qualche mese, che nel gergo dello sport significano una stagione e mezza: ma rispetto al campionato scorso, sembra passata un’eternità. «Un anno fa - concorda Giofrè - la situazione era un po’ critica: la squadra non era bella ed[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]esuberante come la gente avrebbe voluto o come è invece quella attuale. Abbiamo avuto delle difficoltà tecniche, a partire dalla sostituzione di Justin Hurtt, ma nonostante tutto l’obiettivo playoff è stato raggiunto». Quest’anno, è tutto diverso: «Le cose stanno andando talmente bene che davvero c’è poco da aggiungere: dico solo che i tifosi fanno benissimo a sognare e a pensare in grande, perché è il loro mestiere. Noi invece siamo obbligati a tenere i piedi per terra e vivere alla giornata: per cui, per quanto mi riguarda, il futuro è solo Cremona».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Frank condottiero[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Avanti con la caccia ai segreti, che a volte sono solo dei nomi: Frank Vitucci. «Guardo i nomi dei nostri giocatori e vedo che c’è un solo top player, un solo fuoriclasse: è Vitucci. Questo per farvi capire la sua importanza all’interno del nostro[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]sistema. È il condottiero, non scende in campo ma è come se lo facesse perché tutti i suoi giocatori lo seguono. E non per diritto acquisito, ma perché i giocatori gli hanno riconosciuto questo ruolo». Da fuori, il coach biancorosso sembra un varesino fatto e finito: riservato, lavoratore, pacato. «È una persona molto educata, estremamente esigente: io lo conoscevo poco, ma appena abbiamo iniziato a lavorare insieme ci siamo trovati in un attimo. Avrebbe potuto tenermi in disparte e arrogarsi il diritto di costruirsi da solo la squadra, invece mi ha coinvolto e mi ha dato grandissima fiducia».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Non finirà mai[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ogni volta che si parla con uno che fa il lavoro di Giofrè, ci si sente dire la frase: «Stiamo lavorando per il futuro». Ma è sempre davvero così? «È proprio così - conferma - anche se questo non significa che siamo sul mercato. Ma da quando abbiamo firmato Cerella che è stato l’ultimo acquisto dell’estate, ci siamo subito proiettati sul futuro: perché non si può mai dormire sugli allori e bisogna sempre essere pronti a tutto. Nel 2008 vidi Dunston, Green e Banks giocare insieme in un torneo e mai avrei pensato di trovarli tutti e tre nella mia squadra quattro anni dopo. Questo significa che ora, magari senza saperlo, stiamo già lavorando per il 2016». E quando gli si chiede come andrà a finire quest’anno, Giofrè sorride: «Stiamo facendo un viaggio bellissimo, una di quelle vacanze dove ogni giorno è più bello del giorno prima e non vedi l’ora di svegliarti per vivere un’altra avventura. Anche volendo, non pensi mai a come andrà a finire». ■[/font][/size][/color][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nessun volo pindarico dopo il derby di Milano, tenendo ben chiare le priorità immediate legate alla sfida con Cremona e all'orizzonte temporale fissato al termine del girone d'andata. [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Idee chiare per Frank Vitucci, che non si lascia tentare dalla grande vetrina creatasi attorno alla Cimberio all'indomani del raid di Assago («Scudetto? Non ci penso e non mi interessa se gli altri ne parlano, per me contano la sfida con la Vanoli e in generale le prossime tre gare», afferma il coach veneziano). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque massima attenzione in vista della gara casalinga che chiuderà il 2012 biancorosso: «Il match con Cremona apre un ciclo di gare estremamente importanti per consolidare la nostra leadership in classifica. Soprattutto in questo primo impegno casalingo è richiesta grande concentrazione: affronteremo una squadra che ha aggiustato il roster in corso d'opera e al momento la classifica non dice la verità sul suo valore. Fisicamente gli allenamenti post natalizi sono serviti a recuperare tutti gli elementi dal virus influenzale, dunque sul piano della salute siamo sereni. La chiave fondamentale sarà come sempre legata alla difesa: per noi l'attacco viene di conseguenza rispetto alla prestazione in retroguardia e così dovrà essere anche domani. Dunque giocheremo per dare il massimo, con grande rispetto della Vanoli e del pubblico che verrà a Masnago». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vitucci ferma il suo orizzonte temporale alla fine del girone di andata senza dare però peso al titolo di campione d'inverno e guarda al match contro la Vanoli come occasione per compiere ulteriori progressi: «Al di là del tabellone delle Final Eight o del titolo di inverno, mi interessa accumulare più punti possibili e staccare il secondo gruppo in funzione di un avvio del ritorno molto impegnativo, con due trasferte consecutive alla vigilia della Coppa Italia. Il mio sguardo si ferma alle prossime tre partite, poi dal match casalingo con Brindisi si aprirà un ciclo diverso. La gara di domani è importante per provare a guadagnare qualcosa di nuovo, che sia un aspetto legato alla mentalità oppure un aspetto tecnico o tattico: affronteremo una squadra che vanta un roster di buon livello e viene da una vittoria importante, non dovremo trascinarci ma usare questa occasione per crescere, come abbiamo fatto altre volte». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E contro un'avversaria che dopo il cambio di alleatore ha adottato una filosofia più offensiva il coach veneziano chiede ai suoi di imporre la consueta identità fatta di energia a tutto campo e ritmo elevato: «La scelta di Cremona mi ha un po' sorpreso: Attilio Caja è un ottimo allenatore ed essendo passato anch'io dall'esperienza dell'esonero spiace sempre per chi ci rimette il posto. Nel breve periodo succede spesso che il cambio di guida tecnica dia una spinta diversa, ma se ci sono sofferenze strutturali nel lungo periodo i problemi emergono egualmente. La Vanoli sta segnando di più e ha sfruttato bene le due gare interne giocando buone partite a Sassari e Siena, e gioca una buona pallacanestro con elementi temibili nell'1 contro 1. Ma quella contro Cremona è una delle occasioni in cui bisogna imporsi, dimostrando consistenza, impatto e personalità nel fare la partita e controllare le operazioni». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Vittoria che vale doppio per la Cimberio nel derby numero 164 sul campo di Milano. Anche perché la truppa di Frank Vitucci ha dovuto prevalere su due avversari: oltre all'EA7 infatti i biancorossi hanno dovuto lottare anche con una fastidiosa influenza che ha serpeggiato in spogliatoio tra sabato e domenica, appiedando Dusan Sakota e togliendo forze a Ere, Dunston, Polonara, De Nicolao e Rush. [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Soddisfazione doppia dunque per il presidente Cecco Vescovi nella disamina post-partita: «Perdere una partita così sentita per un fattore esterno come quel virus influenzale che ha contagiato mezza squadra sarebbe stato veramente ingiusto; invece il gruppo ha dato ulteriore dimostrazione di solidità. Abbiamo giocato una partita di grande sostanza ed energia senza piangerci addosso e alla fine il campo ha espresso un verdetto meritato. Nonostante i problemi di organico e le condizioni non perfette di molti elementi, la squadra ha espresso il solito gioco; quelli che stavano bene come Green e Banks hanno disputato una partita strepitosa, mentre lo stesso Talts, come giustamente ha sottolineato capitan Ere in spogliatoio a fine gara, ha dato solidità a un reparto che senza Sakota e con Polonara e Dunston in condizioni precarie invece ha retto ottimamente l'urto contro avversari fisicamente più grossi». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E a fine gara gli oltre 1.500 tifosi varesini hanno festeggiato con grande trasporto il bellissimo regalo natalizio confezionato dalla squadra: «Una bellissima serata anche sotto il profilo dell'entusiasmo del pubblico che ci ha seguìto in massa ad Assago. Però, adesso mettiamo tutto da parte e pensiamo a Cremona: non dobbiamo commettere l'errore di pensare di essere così forti da poterci permettere di prendere sottogamba partite che possono sembrare facili. Ma la nostra forza è stata proprio quella di aver sempre dimostrato la capacità di rimanere sul pezzo contro chiunque».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E davanti ai novemila spettatori del Forum, con la ribalta nazionale della Tv, la Cimberio capolista ha riscosso unanimi consensi guadagnandosi una ulteriore patente di credibilità nel suo ruolo da capolista.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Di solito quando si cambiano giocatori c'è una reazione emotiva importante: certamente Milano ci sperava molto e il rischio di subire il contraccolpo di una sua sferzata di energia ci poteva essere. Invece siamo stati bravi ad essere noi stessi, imponendo il nostro ritmo e scegliendo noi i temi su cui portare la sfida. Tutte cose che possono aver sbalordito quelli che non ci vedono all'opera tutti i giorni, non certo chi vede quotidianamente lavorare da quattro mesi con la stessa energia questi ragazzi». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E l'aspetto della mentalità vincente da mettere in campo contro qualsiasi avversario è una chiave fondamentale per i successi biancorossi: «Che non siamo una meteora ormai è chiaro per tutti, allo stesso tempo non lo diventeremo col passare del tempo se manterremo questo tipo di atteggiamento. La mentalità giusta per andare lontano è quella di non alzare mai la testa e considerarsi arrivati e affrontare ogni impegno con la fame di chi non si accontenta mai: era la grande qualità della Siena dominatrice delle ultime stagioni, pur con ovvie differenze rispetto a quello squadrone».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In ogni caso neppure il raid del Forum distoglie Vescovi dalla necessità di vivere alla giornata, sempre in attesa di novità positive sul fronte sponsor: «Guardiamo all'impegno di domenica contro Cremona che ci avvicinerebbe al primato a metà stagione, utile più che altro per il tabellone di partenza delle Final Eight pur volendo evitare Milano che a febbraio potrebbe essere diversa da quella di oggi. Gli sponsor mancanti? Ad oggi non ci sono novità e la cosa fa pensare: la stagione è lunga anche per quello ma se a fine anno la situazione non cambiasse qualche riflessione dovrà essere fatta».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Se Milano è da scudetto, Varese l'ha già vinto. L'osservazione, per dire di un confronto fra le due squadre, sorge spontanea allorquando si continua a dare crediti titolati a questa EA7 nonostante concezioni e gestioni discutibili nonché, puntualmente e di fatto, umiliata - al di là del punteggio - da una Cimberio fluente nei giochi e dominante nell'autorevolezza.[/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi come oggi, se dovessimo navigare tra comparazioni di competitività, non c'è proprio storia tra le due formazioni: Varese mostra grande scioltezza e sicurezza per iniziative individuali e di gruppo a immagine di una pallacanestro che le assicura un alto rendimento attraverso un gratificante spettacolo, mentre Milano sbuffa e arranca in ogni soluzione, alla faticosa ricerca di un buon diavolo che faccia canestro quando serve per soggiogare gli avversari. Se l'una, molto serena, ha tutti i fili che fanno luce, l'altra, assai depressa, li ha staccati o peggio fulminati.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'idea di un paio di ritocchi, spacciati per cambiamento, l'uno in panchina con il solo Frates alla porta (almeno per ora), l'altro in campo con la novità Bremer, un cavallo di ritorno senza scalpitii di classe a suo ricordo, è così crollata, come la casa dei porcellini, di fronte alle devastanti folate di Banks il cui solo sospiro, in area avversaria, era già un uragano. L'americano, sempre ficcante in stagione, ma stavolta con addosso i lustrini del leader assoluto, ha esaltato la bellezza di Varese e deliziato la platea spopolando fra le ombre di Scariolo, atleti orfani di idee e personalità.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gioia di vivere un match da una parte, oppressione di paura dell'errore dall'altra, questione - se vuoi - di fiducia o serenità, ma essa solitamente sgorga, e non improvvisamente, da fonti di pura qualità. Che la Cimberio, ovviamente, possiede e sin dal suo costituirsi al primo raduno, quindi attraverso un efficace lavoro su basi promettenti per una crescita di identità, sempre più di eccellenza.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sempre in tema di paragoni vien da osservare ancora che se l'accreditata e invano attesa Milano ha l'aria di portare sulle spalle tutto il peso del mondo, ebbene Varese dà esattamente l'idea opposta, disinvolta com'è nel sollevarselo e trastullarselo, divertendosi.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Prendiamo Gentile e Melli, quindi De Nicolao e Polonara, tutti giovani azzurri: i primi due danno la sensazione di sentirsi già campioni, insomma degli arrivati salvo poi sul campo apparire stanchi e tristi, persino esauriti, mentre i nostri ragazzi, preannunci a parte, volano sul parquet sulle ali dell'aspirazione, decisi a diventare grandi giocatori nella squadra che ebbe la felice intuizione di sceglierli e nella quale, ben impiegati da Vitucci, sono già protagonisti, alla pari dei leader americani.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Si profila una fine d'anno coi botti per Cecco Vescovi, da sempre caro agli sportivi della propria città, quindi per i signori del consorzio, proprio nella stagione fatalmente decisiva di un triennale di intenti e obiettivi, a costruzione di una continuità ambiziosa nonché per Vitucci il quale ha saputo celermente far diventare un solido gruppo tante spiccate individualità per mestiere, talento e giovani speranze.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ovviamente ne godono i tifosi, finalmente fieri di una squadra che onora il bel nome che un po' tutti, ciascuno nei propri ruoli, si portano addosso.[/font][/size][/size][/font][/color]

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