[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Le mani di Dule (5/7 da 3 punti) accarezzano il favoloso 13/25 da 3 complessivo con cui Varese cancella gli imbarazzi di una gara faticata e intossicata nei muscoli e nella testa dai tatticismi di Roma, scaltra nel togliere a Green e soci giochi, riferimenti interni (11/29 da 2) e ritmo lungo tutto il campo. In un match in cui toppano due attesi protagonisti come Banks, serata spenta, e Datome, decisamente inguardabile, Varese paga gli alti e bassi di Polonara (15' bruttini) e deve lavorare tanto per rimettere in piedi due star come Ere e Green, comunque determinanti al momento giusto, e Dunston, dominante nella parte conclusiva del match.[/size]
[size=3]Il buon avvio della Cimberio (5-0 al 2') sembra presagio di un'agile cavalcata, ma i giochi interni di Lawal rimettono subito in gara Roma (5-6) che fin dalla prime battute stende sul tavolo verde il suo piano tattico: addormentare la gara, togliere alla Cimberio il suo proverbiale gioco in velocità e con una sarabanda di difese infilare macigni nei meccanismi offensivi biancorossi.[/size]
[size=3]Mentre Dunston e Lawall si annullano con falli reciproci, Varese soffre lo “slow” dei romani e sta a galla solo grazie alle triple (4/7). La zona-press ordinata da Calvani dopo ogni rimessa dal fondo manda in confusione Varese e, levando il pallone delle mani dei costruttori di gioco varesini, costringe il terzetto Green-Banks-De Nicolao ad una presenza abbastanza opaca. Così Varese per restare in testa si appoggia alla seratona di Sakota col serbo che - 10 di fila nel secondo quarto - regala ai suoi un vantaggio in doppia cifra: 25-15 al 14'.[/size]
[size=3]Allungo effimero perché Roma, con Taylor in palla, colpisce duro in vernice, mentre Varese perdendo addirittura due palloni di fila dalla rimessa aiuta e non poco il rientro dei giallorossi: 32-30 al 18'.[/size]
[size=3]La Cimberio non riesce a togliersi di dosso la “colla” che Roma continua a spargere in abbondanza e, anzi, subisce il sorpasso firmato dall'ex Phil Goss: 40-44 al 24'. L'ovvio time-out chiamato da Vitucci restituisce al campo una Cimberio totalmente “devota” a Sakota: Dule con altre due triple “brekka” l'8-0 che allontana solo i timori (48-44 al 28') ma non cancella Roma che inizia il periodo decisivo a +1: 52-53.[/size]
[size=3]L'Acea, sempre efficace sotto i cristalli (8/13 da 2), tiene le redini fino al 34' (59-61), ma sull'ultima scarica di Sakota (5 punti fila per il 65-61) sente scricchiolare le sue fondamenta anche perché, a differenza di Varese, dalla linea dei 3 punti combina solo disastri. E quando, al 37', deve dire ciao a Lawall e Jones per 5 falli, sente che l'ora del giudizio sta per scoccare inesorabile. Varese, infatti, gioca benissimo i possessi determinanti capitalizzando tutta l'astuzia e il mestiere di Mike Green, il quale, dopo aver subìto fallo a rimbalzo difensivo, converte i liberi e sulla successiva imperiosa stoppata rifilata da Dunston a Taylor (5 “blocked” per Bryant) infila il triplone (71-63) subito bissato da Ebi che fanno finalmente saltare per aria tutte le tensioni e indesiderate inquietudini.[/size]
[size=3]Sul 74-66, a 2 minuti dalla sirena, i tifosi varesini prima tirano un sospiro di sollievo, poi si scatenano e infine, legittimamente, iniziano a sognare l'impresa. Quattro decenni di attesa giustificano entusiasmo e felicità.[/size]
[size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]
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