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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Una sfida interminabile, tra una squadra affermata ma devastata dagli infortuni e un'altra ricca di talento ma con poco sale in zucca, premia la seconda. Perché in un gioco dispendioso come la pallacanestro è impossibile tenere il campo con solo sette uomini arruolabili. Soprattutto se due di essi non lasciano praticamente mai il [i]parquet [/i](leggi Green e Dunston) e altri due (Polonara e Sakota) si perdono in inezie proprio nella serata in cui sarebbe servito un copione privo di macchia. Ere e Banks mancano come il pane a tavola, come il cuscino a letto, come l'ombrello in una serata di pioggia: puoi farne a meno, ma non è la stessa cosa.
    Guidata coraggiosamente dai suoi sherpa, la Cimebrio arriva quasi a scalare l'Himalaya prima di doversi fermare a pochi metri dalla vetta. L'applauso consolatorio, tributato a fine gara dai fedelissimi, lenisce la delusione ma non cancella il primo stop casalingo della stagione.

    [i][b]Il piano partita al risparmio non è percorribile. [/b][/i]Vitucci opta per la scelta di partire con Polonara da “tre” per preservare Rush, unico possibile cambio nel reparto piccoli. Varese, pur correndo a qualche giro in meno del consueto, assesta un bel 7-0 con Dunston, De Nicolao e con la schiacciata volante – un classico – del prode Achille. Szewczyk (uno che si spera segni poco, non per antipatia ma per non dover scrivere il suo nome bizzarro troppe volte: stavolta accade il contrario e il polacco è l'indiscusso MVP) e Diawara, ex applaudito con grande calore, accorciano sul 9-5; la Cimberio rimane bloccata complice un Dunston ad efficacia intermittente. Il secondo fallo di De Nicolao, speso per eccesso di foga già a metà fazione, è un campanello d'allarme che precede il primo vantaggio lagunare: tripla di Clark, contropiede di Kuba per il 11-12 e sacrosanto time-out chiamato da Vitucci. Tra palloni persi e tiri beffardamente sputati dal ferro, Varese vede Venezia scappare grazie alla mano infuocata di Clark, è 15-20. Due viaggi alla lunetta, concretizzati da Rush e Dunston, valgono il meno uno, poi l'alieno con la maglia numero 5 del'Umana (14 punti in un quarto, e meno male che il “passaportato” bulgaro era dato claudicante) scrive dall'arco il 19-23.

    [i][b]Poca difesa e ancor meno buona sorte. [/b][/i]Venezia prova ad azzannare la preda alla giugulare e plana sul più dodici: 19-31, frutto dei canestri di Bowers, Szewczyk e Clark. Polonara e Green ridanno fiato a Masnago, la difesa di Varese è pressoché inesistenti ma il gap si riduce a sette lunghezze. La terna arbitrale ci mette del suo con i proverbiali “due pesi e due misure” (i tiri liberi assegnati a Bowers sono grotteschi), Polonara e Talts rincarano la dose con due finte azioni di contenimento che consentono a Rosselli di vagare allegro per l'area colorata prealpina: 26-38. Green dapprima predica nel deserto, quindi il vento del nord, soffiato da Rush e Talts, raffredda la grinta oro-granata e scalda il popolo del PalaWhirlpool (34-40). Il polacco – quello dal nome arzigogolato – e il serbo-greco – Sakota – si scambiano i guizzi del 39-45, poi Varese spara a slave dai sette metri consentendo agli ospiti una nuova accelerazione con l'ottimo Rosselli. Nel finale il sottomano di Dunston viene vanificato dalla tripla, fortunosa a dir poco, di Szewczyc: il distacco maturato alla pausa lunga, 42-51, non appare dei più agevoli da colmare. Soprattutto in ragione del mostruoso 8/12 da tre della Reyer.

    [i][b]Una reazione degna della capolista. [/b][/i]Una gestione meno frenetica ed energica dell'attacco, su ambo i lati del campo, produce una lunga aridità realizzativa. Il primo “goal” della ripresa arriva dopo tre minuti, a firma di Diawara, e ovviamente è da tre punti. La doppia cifra nelle palle perse, presto raggiunta a causa di un distratto Polonara e di un esausto Green, smorza le speranze di rincorsa bianco-rossa. Young si iscrive al tabellino con il facile canestro del 44-58, due segnature del colossale Dunston, mai domo, valgono il meno dieci. L'Umana, tornata su percentuali da globo terrestre, prova a mantenere il vantaggio con l'attenzione spasmodica ai dettagli, la Cimberio cerca l'impresa galvanizzata da un tifo da pelle d'oca e da una sequenza di tiri liberi. Dopo il fugace meno otto, faticosamente agguantato, la truppa decimata targata Varese si lecca le ferite per due ingenuità difensive: 52-64. Sul finire della frazione, i ragazzi gettano il cuore oltre l'ostacolo e osano l'imponderabile: De Nicolao torna pungente, Dunston viene malmenato ma non perde freddezza dalla linea della carità, Rush inventa un canestro antiestetico ma utile alla causa sulla sirena. I punti di gap sono soltanto quattro, 62-66.

    [i][b]Venezia prova in tutti i modi a perderla, quasi ci riesce. [/b][/i]Il sacro fuoco dell'entusiasmo diventa flebile, soffocato da quattro punti di Bulleri e da un paio di attacchi senza capo né coda. De Nicolao rianima d'un tratto la Cimberio con la tripla del 65-70, però Rush manca il colpo che avrebbe scritto addirittura il meno due. Così il baldo polacco e il redivivo Rosselli consegnano nuovamente un tesoretto alla Reyer: 65-74. I lagunari perdono il senno e, con una serie di nefandezze, rimettono in carreggiata la capolista. I due play-maker di Vitucci mostrano una leadership da copertina (anche se, per onor di cronaca, gli sbagli dalla lunetta dell'ex canturino peseranno nel computo finale), Sakota sigla il meno uno con un pallone che gli casca fra le mani. In seguito due idee inopinate dello stesso Dusan e di Green (tiri logici rifiutati, scarico successivo nella mani dell'Umana) offrono occasioni ghiotte che Szewczyc – 49 di valutazione, doppia doppia, dominio sovrano – non si lascia scappare.
    Il pareggio, frutto di puro orgoglio e volontà, arriva a quota 78, però la repentina tripla di Clark riconsegna le redini del match agli uomini di Mazzon. Venezia spreca l'impossibile, sull'80-81 il dardo dell'ottimo De Nicolao non buca la retina, e l'Umana torna sul più tre. La sciarada di tiri liberi non cambia le distanze, finché Varese non commette un'infrazione di cinque secondi sulla rimessa. La tripla sulla sirena di Green, valida solo per le statistiche, ha un retrogusto beffardo.

    L'Avremmo conservata volentieri per una gara da vincere in volata.
    Forza e coraggio, gli infortunati torneranno e il viaggio a Lordes darà i suoi benefici. Ma il calendario scorre lento lento, con la paura che in questo lungo gennaio la mala sorte tolga a Ere e compagni un primato sin qui meritatissimo.

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Michele Lo Nero lancia un appello ai tifosi varesini in vista del match casalingo di domani contro Venezia. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Senza gli oltre 30 punti di media garantiti dagli infortunati Ebi Ere e Adrian Banks, la Cimberio dovrà confidare sulla spinta supplementare del “sesto uomo” di Masnago per difendere l'imbattibilità del PalaWhirlpool, unico campo di tutta la serie A ancora inviolato. «Mai come domani avremo bisogno della spinta del nostro pubblico per girare nel senso giusto una partita non sicuramente semplice - afferma il presidente di “Varese nel Cuore” - Abbiamo piena fiducia negli elementi che scenderanno in campo, ai quali abbiamo chiesto di dare qualcosa di più del solito per sopperire alle difficoltà legate agli infortuni. Ma chiediamo ai nostri tifosi di sostenere con ancor più entusiasmo del solito i ragazzi in vista di questa partita nella quale c'è bisogno del loro sostegno per superare un momento difficile».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il massimo dirigente del consorzio chiede dunque un'affluenza massiccia a Masnago e un contributo “vocale” importante, chiedendo ai tifosi di ripagare la squadra delle emozioni forti vissute in questi tre mesi e mezzo al vertice della classifica: «I ragazzi hanno dato tanto e attorno a loro si è creato un grande entusiasmo, ora c'è bisogno che i tifosi facciano sentire il loro affetto e il loro calore alla squadra per sopperire agli attuali problemi di infortuni. Certo i riscontri delle presenze in tribuna sono un dato oltremodo soddisfacente: a prescindere dalla riduzione degli omaggi, aumentare il numero degli spettatori era una delle priorità della nuova gestione. Il merito principale va ovviamente a Frank Vitucci e alla squadra ma sono convinto che le iniziative degli anni passati rivolte prima di tutto a famiglie e giovani abbiano contribuito a migliorare il colpo d'occhio e il calore del PalaWhirlpool rispetto agli anni passati». [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E un altro aspetto caro a Michele Lo Nero è quello delle iniziative per portare la squadra a contatto con la gente, tema da sempre caro al presidente di “Varese nel Cuore”: «Condurre i giocatori sul territorio ha portato un duplice vantaggio: prima di tutto abbiamo fatto conoscere la squadra alla gente portandola direttamente a contatto senza dover venire a Masnago, e poi abbiamo cercato di far capire ai ragazzi la realtà in cui sono calati e per la quale lottano ogni domenica. E sono certo che anche queste iniziative abbiano contribuito ad avvicinare il territorio alla Pallacanestro Varese; sappiamo benissimo che stiamo ancora percorrendo una strada e c'è ancora tanto da fare, però vogliamo continuare sulla rotta intrapresa perché la comunione di intenti aiuta a superare i momenti difficili». [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E i riscontri positivi al botteghino, con un incremento consistente di presenze e di incassi rispetto al 2011/2012, fanno sorridere Lo Nero non solo per quanto riguarda il bilancio: «La netta crescita di spettatori e paganti non fa bene soltanto alle casse della società: parliamo di numeri importanti ma che non cambiano radicalmente la situazione. Però avere un pubblico sempre più vasto è un elemento di soddisfazione per proprietari e sponsor che aumentano la visibilità del loro investimento e ci permettono di proporre un progetto più accattivamente ai partner attuali e futuri». [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Infine il presidente del consorzio fa il punto sulle tappe future che aspettano “Varese nel Cuore”: «Martedì è in programma un consiglio di amministrazione nel quale decideremo la data della prossima assemblea: sarà un passaggio importante nel quale attendiamo le risposte dei proprietari sulle proposte per lo sviluppo futuro che abbiamo fatto a dicembre. Nei prossimi mesi dobbiamo programmare il biennio 2013-2014, le risposte che avremo da febbraio a maggio permetteranno la corretta pianificazione della gestione sportiva. A prescindere dalle strategie future rimarrà analoga la politica di muoverci solo sulla base delle risorse disponibili». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Largo ai giovani…... per amore o per forza.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Pallacanestro Varese, nell'ambito dell'attuale emergenza infortuni, si affida anche al contributo degli elementi “fatti in casa” per superare il momento più critico.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E allora anche i 20enni Nicola Bertoglio e Jacopo Balanzoni e il 18enne Shadi Ambrosini, i tre elementi aggregati alla prima squadra del coach Frank Vitucci sin dal pre-raduno compiuto dal 6 al 14 agosto a cura del suo assistente Stefano Bizzozi, potranno avere il loro momento di gloria, quantomeno in allenamento.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In questi giorni, infatti, i tre giovani svolgono per intero anche il lavoro nel 5 contro 5.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E per motivi di ruolo e qualità tecniche non è detto che la guardia reclutata in tenerà età da Cassano Magnago non possa anche ritagliarsi qualche spazio di gioco nelle prossime due partite casalinghe contro Venezia e Brindisi, in cui l'emergenza infortuni ridurrà a sette gli effettivi disponibili, di cui tre soli esterni (Green, De Nicolao e Rush) e quattro lunghi, al di là del possibile “doppio utilizzo” di Polonara tra ala piccola e ala forte.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il tiratore del 1993, apprezzato dallo staff tecnico per impegno e applicazione, aveva comunque già tenuto il campo senza affatto sfigurare per qualche minuto nelle amichevoli disputate nel mese di settembre.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Più difficile per la concorrenza nel ruolo che possa invece trovare spazio Balanzoni, figlio d'arte dell'ex bomber delle Minors varesine degli anni Ottanta, primo frutto concreto in prima squadra della collaborazione tra Pallacanestro Varese e il consorzio Robur-Campus nelle cui giovanili è cresciuto sdoppiandosi fino allo scorso anno tra DNC e categoria Under 19. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il 18enne Ambrosini, ancora in età giovanile ma “distaccato” interamente con la serie A senza doppio impegno con l'Under 19 congiunta affidata a Giulio Besio, ha buoni mezzi atletici ma pare ancora troppo acerbo per ritagliarsi minuti in serie A.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Allo stesso modo il discorso vale anche per Edoardo Vescovi (figlio del presidente Cecco, dunque altro figlio d'arte) e Filippo Testa, i due membri dell'Under 17 inseriti da martedì nel gruppo di lavoro di Vitucci.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In ottica futura, però, si tratta probabilmente dei due migliori prospetti del settore giovanile biancorosso.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Da oggi comunque la Cimberio avrà a disposizione un elemento in più per aumentare la qualità degli allenamenti: si aggregherà al gruppo biancorosso l'americano Marcus Neal, 26enne guardia con passato nelle leghe minori europee (Macedonia, Ungheria e Slovacchia), già visto lo scorso anno con lo stesso ruolo da sparring partner a Teramo e Brindisi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'atleta statunitense, sbarcato ieri a Malpensa, sarà soltanto un ospite per la squadra di Vitucci, auspicando di farsi conoscere in Italia ed essere pronto per spuntare un eventuale futuro ingaggio in LegAdue.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Facciamo un po’ d’ordine. Perché tra gente infortunata, giocatori che devono rientrare, calendari da studiare per capire quanto durerà l’emergenza, viene il mal di testa. E allora è arrivato il momento di capire (e far capire) come, quanto e dove peseranno i tre incidenti capitati nell’ordine a Bruno Cerella, Ebi Ere e Adrian Banks.[/size][/font][/color][/size][/font][/color]

    [color=#2F2A2B][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]BRUNO CERELLA[/b][/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Frattura da stress al piede [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Rientro previsto: Coppa Italia (7 febbraio) [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]È il cruccio più grosso. Arrivato in estate portandosi dietro un grave infortunio al ginocchio, si pensava di vederlo in campo a dicembre dopo un lavoro di rieducazione portato avanti senza fretta e senza ossessioni (tanto la squadra vinceva). Le cose si stavano mettendo per il meglio: la prima convocazione, la prima apparizione in panchina. Poi, quando la data del rientro era stata decisa e fissata (il derby di Milano), la doccia fredda: frattura da stress al piede Un guaio che capita a chi si sottopone a lunghe riabilitazioni, e che ha costretto l’italo argentino a un nuovo stop: stampelle, rieducazione, attesa. Cerella sta recuperando, lentamente (molto): con un filo di ottimismo, si può pensare di vederlo per la prima volta in maglia biancorossa in occasione delle Final Eight di Coppa Italia che si terranno a Milano.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]EBI ERE[/b][/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Distrazione al polpaccio[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Rientro previsto: Avellino-Cimberio (27 gennaio)[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E qui le notizie sono buone. Perché se inizialmente l’infortunio del capitano (probabilmente l’elemento più insostituibile dello scacchiere di Vitucci) sembrava davvero grave, gli ultimi esami sostenuti lasciano spazio a un sano ottimismo. Il muscolo incriminato, infatti sta guarendo più in fretta del previsto: giusto ieri il capitano ha ricominciato a lavorare in piscina, e nel giro di una settimana potrebbe tornare in palestra e riprendere in mano il pallone. Ma qual è la data per il rientro di Ebi? Qualcuno ipotizza un recupero lampo per la gara interna (difficilissima) con Brindisi prevista per domenica 20 gennaio, noi ci andremmo più cauti: perché con gli infortuni muscolari non si scherza. Ere tornerà in campo nella[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]successiva trasferta di Avellino, e sarà poi prontissimo a giocare le finali di Coppa Italia al Forum di Assago.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]ADRIAN BANKS[/b][/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Distorsione alla caviglia[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Rientro previsto: Coppa Italia[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif](7 febbraio)[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]È l’infortunio più serio, quello che più di tutti ha spaventato i tifosi biancorossi: perché si è davvero temuto il peggio, con la possibilità fondata che la caviglia stortata da Banks durante la partita di Pesaro si fosse rotta. Lunedì gli esami, che hanno fatto tirare un mezzo sospiro di sollievo: nessuna frattura, ma una fortissima distorsione che ha interessato tutti i legamenti della caviglia. Il giocatore si sta già sottoponendo alle terapie del caso, continua a sentire molto dolore, ma l’infortunio è recuperabile. Ci vorrà un mese (scarso dicono gli ottimisti, abbondante dicono i realisti): dipenderà da come riuscirà a reagire il giocatore alle prime terapie. Coppa Italia? Vitucci dovrà inventarsi qualcosa per tappare i buchi, almeno per le prossime quattro partite: Venezia e Brindisi in casa, le trasferte di Avellino e Siena. Oggi arriverà un elemento che darà una mano negli allenamenti, e l’orientamento della società èquello di attendere ancora una settimana prima di decidere se prendere qualcuno da schierare in campo. Si vuole valutare la situazione dopo la partita con Venezia, e capire quanto veloce sarà il recupero di Ere. Ma l’idea è quella di rimanere così, e dare fiducia e minuti a Rush[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]e De Nicolao: che sfrutteranno questo mese per crescere ancora di più. ■ Francesco Caielli[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Primo traguardo parziale per la Cimberio che si appresta a doppiare il capo di metà stagione regolare. La vittoria esterna di Pesaro ha infatti consacrato aritmeticamente il primato al termine del girone d'andata e la formazione di Frank Vitucci (nella foto Blitz con Adrian Banks), con un turno d'anticipo sulla conclusione della fase ascendente, si è dunque laureata campione d'inverno. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ovviamente si tratta di un titolo privo di valore concreto, ma è comunque un segnale importante relativo allo spessore e alle ambizioni della capolista.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Negli ultimi 20 campionati di serie A, infatti, solo tre volte la squadra transitata per prima sotto lo striscione di metà stagione regolare non ha poi conquistato lo scudetto al termine dei playoff. E tra le 17 squadre campioni d'inverno e poi anche d'estate ci sono anche i Roosters di Carlo Recalcati, l'ultima compagine varesina ad aver chiuso l'andata al comando della classifica: si risale dunque al “magico” 1998/99 per trovare Varese sul tetto del basket italiano, in quella circostanza Meneghin e soci chiusero la fase ascendente con 12 vittorie su 13 partite (il campionato prevedeva infatti sole 14 squadre e 26 partite). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Da allora il miglior piazzamento assoluto era stato il quarto posto del 2003/2004, in occasione dell'idillio iniziale dell'era-Cadeo con 9 vittorie in fila interrotte proprio all'ultima di andata dalla Scavolini Pesaro. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il titolo di inverno di Varese ha anche un'altra valenza, interrompendo i sei anni di egemonia incontrastata di Siena che dal 2007 al 2012 aveva girato regolarmente solitaria a metà stagione confermandosi poi nei playoff (in due occasioni addirittura imbattuta a metà stagione). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per ritrovare Varese al vertice del campionato al giro di boa bisogna risalire addirittura alla stagione 1980/81 con il compianto Elio Pentassuglia in panchina (la Turisanda accumulò 28 punti nell'andata e chiuse a quota 54 la regular season ma venne eliminata in semifinale dai futuri campioni d'Italia di Bologna). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nella storia di Varese comunque il piazzamento di fine regular season non ha sempre avuto importanza preponderante: i Roosters della Stella scesero dal primo posto "intermedio" al terzo finale salvo poi compiere una strepitosa cavalcata in crescendo nei playoff; al contrario la DiVarese di Vescovi e Ferraiuolo chiuse per due volte consecutive al primo posto il cammino “regolare” (stagioni 1986/87 e 1987/88) ma in entrambi i casi fu eliminata in semifinale (rispettivamente da Milano e Pesaro, poi vincitrici dello scudetto). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora la truppa di Vitucci vuole far leva sul fattore-campo di Masnago nelle prossime due gare da affrontare in emergenza contro Venezia e Brindisi: mantenere l'imbattibilità del PalaWhirlpool - ad oggi l'unico campo inviolato della serie A - significherebbe allungare ulteriormente il passo in vista di un ritorno ricco di insidie, con 8 trasferte nelle ultime 14 gare tra cui le sfide sui campi delle avversarie dirette Siena, Cantù e Sassari. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Subdola e maligna la sorte. Impossibile da schivare quando ti piomba addosso, anche se possiedi robusti anticorpi. Qualche cosa di simile sta accadendo a questa travolgente Cimberio dovendoci chiedere quali peccati abbia commesso, se non battere gli avversari e impadronirsi del campionato, il che è una virtù, per meritarsi dal destino un doppio e impietoso castigo. Fioccano le maledizioni, vien da dire, da classico malocchio, essendo numerosa la schiera dei mittenti, tutti avversari attardati e trafelati al suo inseguimento, ovviamente interessati alla sua resa. Ora con Ere e Banks fuori, a quanto pare, più o meno un mese si farà a gara per approfittare delle sue disgrazie, come sempre però accade nello sport ad antagonisti favoriti da esse e senza averle augurate. Dunque, una così imponente Cimberio rischia di più con la Croce Rossa che con Sassari, Siena e Cantù, allarmata com'è più dagli infortuni che dai suoi avversari.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un colpo basso della sorte, non c'è che dire, difficile da sopportare per la valenza dei due americani la cui presenza, sin qui, ha prodotto ben oltre trenta punti a gara in dote al gruppo, spesso rassicurato negli equilibri del gioco dal loro modo di essere sul campo, vigoroso e trascinante, prorompente e spettacolare e senza mai rubare la scena ai compagni, infondendo semmai a tutti molta serenità e sicurezza.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Non è facile, si diceva, rinunciarvi anche se per un periodo fors'anche accettabile. Mettete per esempio Sassari senza Thornton né uno dei Diener, che sarebbe dei sardi? Il paragone ci sta nell'accostamento di valore fra questi atleti anche se bisogna convenire che la Cimberio prevale, come dimostra la classifica stessa, per l'evidenza di una più completa e solida ossatura di squadra vantando indubbiamente più protagonisti, chiamali, se vuoi, titolari, per spessore e talento. E lo ha dimostrato a Pesaro facendosi scivolare di dosso e con facilità la pur animosa e temeraria Scavolini proprio in virtù della propria chiara identità di forza. Stipcevic, in preda ad acceso antagonismo nei confronti dell'invisa Cimberio, è finito sul lastrico proprio nella sua qualità più spiccata, il tiro dall'arco, fallendone sette su otto. La farina del diavolo finisce in crusca? Così sembra...[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora, di fronte a una sequenza di squadre da affrontare come Venezia, Brindisi (entrambe a Masnago), quindi come Avellino e Siena in trasferta, non si può che recriminare su perdite così vistose, peraltro nel momento in cui Varese, facendo il vuoto dietro di sé, stava per diventare padrona assoluta del suo futuro, da grande. Resta tuttavia grande la consapevolezza di un gruppo cestisticamente e moralmente inappuntabile, quindi capace di reagire con incredibile fierezza, attraverso magari strade più faticose, per battere così tanta sfortuna.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Niente celebrazioni per il titolo d'inverno in casa Cimberio. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A tenere banco all'indomani del successo esterno di Pesaro che ha riportato Varese sul tetto della serie A al “giro di boa” della stagione 13 anni dopo i Roosters della Stella è l'infortunio alla caviglia sinistra di Adrian Banks. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il responso degli esami specialistici svolti dall'atleta statunitense ha escluso la possibilità di una frattura, ma l'entità del danno è comunque seria (“trauma distorsivo di terzo grado” dal referto medico) e la prognosi attuale prevede uno stop di almeno quattro settimane, mettendo a rischio la presenza dell'esterno di Memphis - secondo miglior marcatore della squadra di Frank Vitucci a 16,0 punti di media - per le Final Eight di Coppa Italia in programma dal 7 al 10 febbraio. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una brutta tegola per la Cimberio, pur parzialmente compensata dalle buone notizie che arrivano sul conto di Ebi Ere: l'esame di controllo ha evidenziato una situazione migliore del previsto ed è probabile che l'atleta nigeriano possa già iniziare ad allenarsi a metà della prossima settimana. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E se Ere tornasse alla piena efficienza fisica in tempi inferiori alle quattro settimane preventivate dopo lo stiramento al polpaccio riportato contro Cremona, non ci sarà probabilmente bisogno di ricorrere al mercato per un eventuale sostituto temporaneo di Banks, anche se la società è attiva per trovare elementi da aggregare per alzare la qualità degli allenamenti.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Stiamo muovendoci per cercare elementi in grado di darci una mano nel lavoro in palestra, mentre per quanto riguarda il mercato bisogna andarci cauti - spiega il presidente Cecco Vescovi - Non facciamoci prendere dalla frenesia per queste possibilità offerte dai regolamenti: una volta, quando i tesseramenti erano chiusi, si faceva fronte alle emergenze con le risorse interne; con ogni probabilità faremo così considerando questa emergenza come una opportunità di crescita per quelli che finora hanno avuto meno spazio. Dovremo stringere i denti per qualche settimana ma potremo uscirne più forti a gioco lungo». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La priorità contingente è di aggiungere almeno un rinforzo “da allenamento”, mentre per l'ipotesi mercato si naviga a vista: se i progressi di Ere saranno confermati e il decorso di Banks non riserverà ulteriori sorprese (la situazione potrebbe evolversi meglio del previsto, ma l'articolazione lesionata è quella che già diede problemi in precampionato) non si farà ricorso al mercato, tenendo conto che nel giro di un paio di settimane dovrebbe finalmente tornare in gruppo anche Bruno Cerella («Ma non abbiamo alcuna intenzione di forzare i tempi con lui, perché si rischierebbe di compiere ulteriori passi indietro e magari perderlo per l'intera stagione», afferma Vescovi).[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nel frattempo comunque si monitora la disponibilità sul mercato delle guardie, tenendo conto che qualsiasi aggiunta sarebbe un extra-budget e il solo tesseramento di uno straniero ha un costo fisso aggiuntivo a quello del contratto di 11500 euro. E comunque non è facile trovare un elemento “pronto all'uso” in tempi rapidi disponibile ad accettare un solo mese di contratto garantito.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Lucaweb
    Primi due periodi a stretto contatto con Varese che fatica a trovare le chiavi per mettere la testa avanti. Altra tegola (ad aggiungersi all'assenza di Ere) l'infortunio di Banks che uscirà senza più rientrare.
    Varese tuttavia ha nel proprio dna vincente la capacità di scovare risorse anche nei momenti difficili.
    E' una fiammata nel corso del terzo periodo con le giocate di Polonara, gli assist di Mike Green, un Dunston finalmente incisivo e la brillantezza di De Nicolao, il momento decisivo dell'incontro col divario che si amplia oltre i dieci punti. Il resto è una partita in controllo contro un avversario decisamente pieno di problemi, ancorchè volenteroso, poco incisivo e molto pasticcione.

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Basta un imponderabile, come lo è un infortunio, per disseminare interrogativi su un cammino trionfale. L'assenza di Ere equivale, in soldoni, a una perdita di punti pesanti e di solidità difensiva, referenze che sin qui hanno efficacemente contribuito a quell'esaltante equilibrio di squadra cui, per qualche settimana, la Cimberio dovrà opporre rimedi da pronto soccorso. Fortunatamente la miniera biancorossa è varia e ben rifornita di materie prime di valore, già estratte - si fa per dire - in altre occasioni e con un certo successo da Vitucci, quindi adatte all'uso, ancorché più lungo che in passato. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Rush, per esempio, non è malaccio: tiro ne ha, fa pure ciuff dall'arco ma, nelle sue apparizioni, lunghe come gli spot in tivù, ha mostrato molto self-control, forse troppo, dando l'impressione di muoversi sul parquet in punta di piedi per non disturbare i conducenti, cioè i titolari più valenti. Ora però a Rush si chiede meno timidezza e più decisione, cioè spregiudicatezza in attacco e aggressività in difesa, insomma dovrà mostrare all'occorrenza il mestiere di un veterano al fronte. Nelle rotazioni, in sovrapposizioni di ruoli, diventerà ancor più attivo Polonara, il quale non avrà bisogno di attimi fuggenti, almeno in testa sua, per far esplodere il proprio spaventoso e noto talento. Insomma ognuno dovrà fare gli straordinari per non accusare quel maltolto dalla sorte, rappresentato da una trascinante intensità difensiva nonché dai 16 punti di media che restano chiusi nella cassaforte di Ere.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Come sta Pesaro, lo si sa: a galla ma in brutte acque, se non che Franco Del Monaco, suo appassionato presidente, è corso ai ripari cambiando carte e mazziere dopo tante mani perse a un gioco come il basket che non è rubamazzetto e al quale non puoi presentarti a casaccio. Non sappiamo come navigasse effettivamente la società marchigiana l'estate scorsa, sicuramente la squadra (persi alcuni spiccati talenti) parve subito raccogliticcia per scelte all'ingrosso, fors'anche obbligate da una pesante revisione di spesa salvo poi, di questi tempi, a campionato tristemente inoltrato per una piazza così folta ed esigente, tagliare e rammendare qua e là.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi la Scavolini ci prova spingendosi in un osare che può persino apparire anacronistico di fronte a una Varese mai più bella di così, da una dozzina d'anni in qua.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Che a Pesaro abbiano smarrito la cognizione della realtà? La domanda è pertinente, anche se immaginiamo l'animosità d'una squadra in aspra lotta per non retrocedere con tutte le implicazioni di circostanza, relative all'assenza del terrificante Ere e all'atteso progresso di Tarence Kinsey e Torey Thomas (11 punti di media a testa ai loro esordi) ma soprattutto al debutto di Stipcevic, arrabbiatissimo (con la Cimberio) e alla riscossa dopo essersi schiodato dalla mortificante panchina di Milano.[/font][/size][/size][/font][/color]

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