Jump to content

VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Trenta minuti di pura sofferenza sportiva: palloni persi in sequenza, rimbalzi lasciati all'avversario, dettagli trascurati. Poi d'un tratto Varese ha assunto il volto della capolista, macinando energia e punti. L'Acea si è sciolta, perdendo per falli la batteria dei lunghi (Czyc, Lawal, Jones), e ha concesso il fianco alla capolista.

    La Cimberio questa sera ringrazia un meraviglioso Sakota (21 punti e 5/7 dalla lunga) e cuore di capitano Ere (capace ricucire lo strappo nella fuga capitolina). Dopo un primo tempo di vivida tensione in cui i ragazzi di Vitucci hanno condotto (35-32 alla pausa lunga) ma non sono riusciti ad andare in fuga, nella ripresa Roma ha accelerato con Goss e Taylor fino a toccare i quattro punti di vantaggio. A quel punto Dunston è diventato un fattore, occupando l'area e costringendo la formazione di Calvani a rifugiarsi in sbilenchi tiri dall'arco: 3/21 totale. Nel finale, dopo l'ultimo tentativo di rimonta laziale, il leader Green – stasera un pò sottotono – ha assestato i colpi decisivi. Dopo una nottata di difficoltà sotto le plance (33-41), di “braccino” tennistico e di poca fluidità, i biancorossi si sveglieranno comunque domattina con la consapevolezza di poter tornare i grandi.

    Ventiquattro ore e poi sapremo se potremo continuare a sognare a occhi aperti: il popolo di Masnago vorrebbe destarsi dai voli onirici il più tardi possibile...

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Non si può ingannare la verità. Che, oggi come oggi, non ammette confronto tra la Cimberio e l'EA7 se non attraverso comparazioni esaltanti per l'una e mortificanti per l'altra. La squadra di Vitucci, pur dentro un rendimento cercato e voluto come pretende un match da vincere, si concede persino quel divertimento che dà spettacolo, al di là di momenti in cui dimostra di saper soffrire per parare il ritorno degli avversari, almeno quanto basta per seppellirli di nuovo tra le proprie imbarazzanti pochezze.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque, importa poco l'imponenza di un organico per nomi e valori di mercato, anche se poi, in realtà, talenti in casa Armani non se ne trovano, a parte quello di Langford (che sembra chiedersi dove mai sia capitato), quando di fronte è schierata una vera squadra, forte di testa e di gambe, sciolta e serena, spesso capace di rendere facili anche le cose che appaiono difficili in casa d'altri.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]È, dunque, nitido il ritratto della Cimberio di fronte alla legge del campo che, da buon giudice, accerta le forze di una squadra e le debolezze dell'altra senza possibilità di equivoci o sconti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Milano, ritoccata in alcuni suoi elementi, salvo toppare di nuovo con un inconsistente Bremer per la serie "un errore tira l'altro", s'era forse illusa - anche battendo avversari normali e impressionabili - d'aver trovato un'identità da grande squadra mentre sotto le Prealpi l'attesa del derby di Coppa Italia, così fatalmente decisivo, grondava forse di paure ipocondriache dopo il pesante stop di Siena. Il campo ha presto sgombrato ogni dubbio mostrando la solita e dominante Cimberio, mirabile per quella sua spigliatezza fatta gioco. Ed è questa la squadra che conosciamo e amiamo, tecnica e atletica, vivace e tosta in ogni suo elemento da posto giusto nel momento giusto. Qualche sana forzatura se la può permettere uno come Mike Green (foto Blitz), capace di esaltarsi all'infinito pur restando una gara intera o quasi sul parquet a dispetto di quelle teorie di impiego, anzi di riposo per salvaguardare ogni energia fisica.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ora c'è Roma da battere in vena d'una rivincita, accarezzabile di slancio, seppur la squadra di Calvani possieda ben altri contenuti, persino abbastanza somiglianti a quelli biancorossi. La finale è lì, da afferrare per giocarsi una coppa che manca da quarant'anni nella nostra storia e che questa Varese si meriterebbe.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]La Cimberio prova a saltare di slancio anche il secondo ostacolo stasera al Forum di Assago (ore 17.45) nella prima semifinale della Coppa Italia 2013. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3]Di fronte ai biancorossi di Frank Vitucci ci sarà la sorpresa Acea Roma, capace di eliminare Cantù, testa di serie numero 4: per Ere e soci sarà una ghiotta occasione per "vendicare" lo stop di due mesi fa in campionato, quando i capitolini di Marco Calvani costrinsero Varese alla prima sconfitta stagionale dopo 20 vittorie consecutive. E la posta in palio è davvero stuzzicante, con la possibilità di accedere alla finalissima di domani e concretizzare l'esaltante stagione di vertice che la Cimberio ha saputo costruire a suon di vittorie. [/size]
    [size=3]L'entusiasmante successo nel derby con Milano - premiato anche dal boom negli ascolti Tv, oltre 210mila spettatori contando i dati di La7D e Sportitalia2, polverizzando il precedente record di Varese-Sassari a quota 131mila - ha cancellato immediatamente i dubbi emersi dopo lo stop di domenica scorsa a Siena e dimostrato al "salotto buono" del basket italiano che il primato in classifica della truppa di Vitucci è una realtà conclamata e non certo una casualità. [/size]
    [size=3]E ora la Cimberio si affaccia su territori inesplorati nel terzo millennio: l'ultima semifinale di Coppa Italia risale infatti al 1999, nell'era dei Roosters, e la vittoria di giovedì sera è la prima assoluta nella versione Final Eight, le cui precedenti apparizioni dal 2004 al 2007 si erano sempre chiuse al primo turno (e l'ultimo successo risale al 1973). [/size]
    [size=3]Il fatto che la semifinale proponga la rivelazione Roma e non invece un altro derby contro Cantù non deve indurre la truppa biancorossa a cadere nell'errore di credere che "il più è fatto" dopo il successo contro la favorita Milano. Di certo il ricordo della sconfitta del PalaTiziano servirà come monito a Varese che si troverà di fronte l'unica squadra della serie A in grado di pareggiare il suo notevole potenziale atletico. E così come è stata "terapeutica" la sconfitta di Siena, allo stesso modo la sfida di campionato dovrà servire a Ere e compagni ad evitare gli errori fatali nel match del PalaTiziano. [/size]
    [size=3]Il pericolo pubblico numero 1 è certamente Gigi Datome, ora come ora MVP italiano della serie A a 18,1 punti e 5,6 rimbalzi di media con una consacrazione da stella di prima grandezza e il sogno NBA per la prossima stagione. Ma nelle file dell'Acea plasmata con mirabile efficacia dal g.m. Alberani e da coach Calvani ci sono altri elementi di valore, dall'ex di turno Phil Goss (12,7 punti e 3,1 assist) al frizzante asse play-pivot formato dal rookie Taylor e dall'esplosivo Lawal (13,6 punti e 8,5 rimbalzi per l'unico giocatore che nell'arco della stagione corrente ha "messo sotto" Dunston sul piano atletico). Tra spirito di rivalsa e voglia di impresa però la Cimberio avrà gli stimoli giusti per cercare di proseguire l'avventura al Forum e guadagnarsi le luci della ribalta per il terzo e decisivo atto di domani sera... [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]ASSAGO (Milano) - Alla faccia dei pronostici, confermando la cabala che dal 2000 ad oggi ha sempre visto la testa di serie numero 1 eliminare la numero 8, Frank Vitucci (foto Blitz) si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo la seconda vittoria esterna di Varese al Forum di Assago. «Ad un certo punto - dice - sembrava la cronaca di una morte annunciata: vero che Milano è una grande squadra ma era paradossale che si parlasse solo di loro e non di noi che ci siamo meritati il primo posto nel tabellone delle Final Eight. Dunque a dispetto dei bookmakers che ci davano sfavoriti abbiamo giocato una partita molto attenta, e soprattutto siamo stati bravissimi ad imparare subito la lezione di domenica a Siena, dove non abbiamo certo iniziato con l'attenzione e la ferocia che ci ha contraddistinto qui ad Assago. Una sconfitta - ahimè - terapeutica che ci è servita molto: sono molto contento di come abbiamo interpretato la partita e dopo un gran primo tempo non ci siamo mai disuniti, gestendo bene i falli di Dunston ed Ere e mostrando all'inizio dell'ultimo quarto quanto volessimo fare nostra questa sfida». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E come prevedibile a segnare in maniera decisiva il match è stato il duello “di centrocampo” tra i due Green: «Era la sfida chiave, non solo e non tanto per quello che sanno produrre individualmente ma per come fanno rendere la squadra. Mike è stato bravissimo a sfruttare bene il vantaggio fisico su Marques, sicuramente il riposo del terzo quarto gli ha fatto bene e poi è stato molto intelligente nella gestione delle soluzioni e dei tempi nel finale». [/size]
    [size=3]Insomma una Cimberio capace di consacrare la sua leadership in classifica superando con autorità assoluta la squadra di casa: «A questo punto della stagione abbiamo certezze abbastanza acquisite: rimaniamo una sfidante delle squadre costruite per vincere, sicuramente siamo più avanti di quello che prevedevamo ad inizio stagione ma se siamo primi un motivo ci sarà: a Siena abbiamo pagato dazio ma contro Milano abbiamo dimostrato di valere la nostra classifica».[/size]
    [size=3]Sul fronte opposto Sergio Scariolo - fallito il secondo obiettivo stagionale dopo l'uscita dall'Eurolega - sposta ulteriormente in avanti l'appuntamento pensando ai playoff: «Complimenti a Varese che ha giocato un'ottima partita: sono stati più intensi e più duri di noi e sinceramente non mi aspettavo una prova così opaca da parte nostra. Ma questa è una squadra ricostruita da poche settimane e sono sicuro che saremo competitivi per i playoff». [/size]
    [size=3]G.S.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]ASSAGO (Milano) - Il derby delle Final Eight di Coppa Italia finisce come i 2000 tifosi varesini speravano, anelavano, attendevano: una larghissima, autorevole, gradevole e limpida vittoria ottenuta contro un pronostico forse frettolosamente confezionato da altri. Finisce con una grandissima Cimberio che, in versione Crudelia Demon, avvelena i teneri cucciolotti milanesi apparsi ancora una vola inadeguati e totalmente distanti dal livello per cui vorrebbero pretenziosamente battersi. Varese che abbatte l'EA7 è la stessa, anzi, è addirittura meglio di quella vista prima di Natale, sempre signora del campo, sempre padrona di tutte le situazioni, con Mike Green che (favoloso MVP della gara) abusa visibilmente dell'Olimpia con cifre conclusive che sarebbero roba da ipotetico codice... penale del basket: oltre ai 23 punti, 10 falli subiti, 10 assist, 35 di valutazione e una leadership diffusa, visibile, a tratti stordente. “Capo” di una Cimberio che chiude con una prestazione corale da cineteca.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Al via Varese colpisce subito duro (10-6) sull'asse Green-Dunston con Mike che, come da libro, porta Marques sulle tacche e Dunston che salta sistematicamente Radosevic. Nel giro di due azioni il coach meneghino Scariolo rivoluziona l'assetto ma non cambia l'inerzia della gara sempre nelle mani della Cimberio che, brava a sfruttare la maggior velocità di Banks contro Basile, chiude il primo quarto avanti: 21-14. Polonara, cinque di fila, sigla il primo vantaggio in doppia cifra (26-16 al 12'), Rush lavora bene in difesa su Hairston e la coppia Green-De Nicolao apre benissimo il campo per il 32-18 al 15'.[/size]
    [size=3]La Cimberio è oggettivamente padrona del campo contro una EA7 che della partita, in difesa come in attacco, non ha capito ancora nulla.[/size]
    [size=3]Milano sta a galla (37-27 al 18') grazie a qualche incursione solitaria di Hairston, ma appena Varese cambia ancora ritmo, il team di Scariolo arranca rivelando le consuete, paurose incongruenze tecniche e amnesie mentali sulle quali la Cimberio affonda morsi da squalo di Banks il quale sulla sirena fissa un clamoroso +19 (46-27) e un fantascientifico 76% da 2. Nota bene: con zero (0) contropiedi, quindi, 16 canestri costruiti solo eseguendo i giochi alla perfezione.[/size]
    [size=3]Dopo la pausa Milano mette da parte l'idea di una pallacanestro nella metà campo e accetta il gioco veloce dei varesini che, tranquilli, con Ere, Green e Polonara da 3 punti mantengono il vantaggio: 57-39. Milano a questo punto si affida alle uniche armi possibili per rientrare: il tiro dall'arco e il gioco interno di Bourussis. Il 4/7 da 3 dei milanesi nel periodo dà fiato al break 3-15 e alla rimonta EA7 (60-54) contro una Varese che, unico errore in un match quasi perfetto, per qualche azione perde la presa sul match.[/size]
    [size=3]Poi ecco la scossa per tornare in vita e urlare a tutti: ci siamo ancora, più duri e forti che mai. L'interruttore lo alza Erik Rush con una potente schiacciata al volo a correggere un tiraccio fuori tempo e fuori ritmo di Sakota. Da lì avanti (66-58 al 30') la Cimberio riprende il suo basket sinfonico con Mike Green - vero gigante del match - che annichilisce il suo omonimo, gli "spara" due triple in faccia e dà il via (72-59 al 32') all'estasi varesina.[/size]
    [size=3]Milano, confusa e infelice, priva della più elementare consistenza difensiva, sprofonda sotto i colpi chirurgici di una Cimberio che di fronte ha avversari con la lingua spugnosa e la salivazione azzerata. Varese, invece, leggera, un canestro via l'altro dall'arco (6/9 nel quarto) neanche fosse al tiro a segno del luna park, si diverte a sgretolare l'Olimpia: 80-63 al 35'. Addirittura Polonara, dopo l'ennesima tripla, chiede quasi scusa e lancia un messaggio ai tifosi: ci vediamo sabato. Per la semifinale contro Roma. Il meglio deve ancora venire...[/size]
    [size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]È qui che ti vogliamo, bella come sei stata, sino a domenica scorsa.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Non una sfida né un appello, solo un augurio d'amore per Varese che, stasera, affronta un derby che già vale una stagione. Quarti di finale di Coppa Italia, come dire d'un primo fatale barrage verso una frontiera prestigiosa, d'un trofeo che impreziosisce qualsiasi albo d'oro, anche d'un club con una storia già gloriosa.[/size]
    [size=3]Di fronte c'è una potenza come Milano, molto "pacifista" per mesi ma in pieno riarmo nelle ultime settimane, evidentemente capace di esercitare un certo magnetismo nei favori di pronostico al di là di un fattore campo che c'è e che non c'è, risultando spesso il Forum un'enorme vigna per chi vi capitava, deciso a vendemmiare.[/size]
    [size=3]L'autunno, molto raggelante in entusiasmi e ambizioni, sembra alle spalle, sepolto da una "nuova" Armani, cambiatasi d'abito più volte - roba firmata, degna del suo emporio - per essere adeguata alle proprie credenziali di presentazione. [/size]
    [size=3]Sino a qualche tempo fa Sergio Scariolo (foto Blitz) e i suoi uomini sembravano vagare come fantasmi tra l'essere e l'apparire, alla ricerca di una dimensione reale e continua, quindi spesso pensosi a mani vuote, se non addirittura bocciati in economia e architettura, come accadde di fronte a una Cimberio molto meno costosa nelle sue scelte di mercato e più redditizia tecnicamente con Mike Green e soci sacerdoti d'un bel gioco.[/size]
    [size=3]Ora, gira e rigira, stai a vedere che Milano ha trovato la sua vera anima, strappandola da un limbo malinconico, se non a volte comico, per un paradiso ancora tutto da scalare e conquistare mentre lassù troneggia ancora la Cimberio, meritevole di santificazione, almeno sino alla trasferta di Siena, roba da domenica delle ceneri. Ora però ogni storia s'azzera, valendone una nuova, da gara secca e cruciale, soprattutto, indifferente a quella "summa" di valori spiattellata, si diceva, per mesi e mesi sul campo da una splendida Varese cui bisogna fortemente credere, quand'anche il tifoso più passionale, assalito nei propri pensieri dalle feroci giocate di Siena, comincia a chiedersi se le gioiose cavalcate biancorosse siano soltanto un bel sogno dal brusco risveglio.[/size]
    [size=3]Capibile è l'emotività, se s'accompagna a oggettive constatazioni di possibili difficoltà e scalfitture alla distanza, ma la marcia della squadra, fra auree sicurezze, deve pur significare qualche cosa per una pari continuità.[/size]
    [size=3]L'EA7, non c'è dubbio, evoca imponenza attraverso il suo fondamentalismo "strutturale", coperta com'è - in ogni ordine di spazio e posto - da elementi di grande spessore fisico e tecnico, non senza però il rischio di vedersi frantumare in tanti pezzi il suo troppo... di tutto, come le è capitato spesso.[/size]
    [size=3]Questa sera tocca a Frank Vitucci e ai suoi uomini verificarne l'impatto in un momento di ben altra vitalità per la presenza di Marques Green, agile e scaltro regista, d'un collettivo che aveva bisogno di un leader vero alle proprie spalle. Guai però ad aver paura: la Cimberio che conosciamo, sciolta ed elegante nel suo modo d'essere in campo, ha di che per imporsi. A patto d'essere più cattiva in difesa, a costo di picchiar duro e, soprattutto, senza tarli in testa di fronte per la prima volta a una sfida così decisiva.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Inizia col botto l'avventura della Cimberio Varese nel tabellone della Coppa Italia. Stasera al Forum di Assago (ore 20,30) la formazione di Frank Vitucci metterà subito in discussione il suo status da testa di serie numero 1 sfidando i padroni di casa dell'EA7 Milano in quella che è sicuramente la sfida più incerta ed equilibrata dei quarti di finale. Cinque anni dopo l'ultima apparizione alle Final Eight, Varese torna in Coppa Italia con il desiderio di legittimare le sue ambizioni “da grande” nel grande appuntamento che catalizzerà fino a domenica l'attenzione di tutto il movimento tricolore. Di per sé la partecipazione alla kermesse del Forum è una grande ribalta per il progetto “Varese nel Cuore” e una vetrina importante per tutti gli atleti della compagine biancorossa, che nell'accattivante formula ad eliminazione diretta (in caso di vittoria stasera la Cimberio tornerà in campo sabato alle 17,45 contro la vincente di Cantù-Roma) potrebbero trovare la spinta ideale per esaltare la loro voglia di impresa. E l'equilibratissimo tabellone tennistico ad otto squadre di una edizione sulla carta senza padroni può davvero regalare un posto al sole ad una Cimberio che arrivando da “prima della classe” all'appuntamento di Assago vuol cercare di far valere la sua mentalità da sfidante affamata di gloria nella corsa alla coccarda tricolore 2013. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma per arrivare lontano Varese dovrà superare subito un test decisamente impegnativo come quello contro Milano, qualificatasi per il rotto della cuffia con l'ultimo posto disponibile ma ora in grande ascesa dopo l'innesto di Marques Green e decisa a riscattare lo stop casalingo del derby del 23 dicembre sfatando la cabala che dal 2000 a oggi ha sempre visto la numero 1 del tabellone prevalere contro la numero 8. La squadra di Vitucci dovrà dimostrare di avere fatto rapidamente tesoro della lezione subita domenica a Siena e affrontare con la mentalità tipica della “sfida senza domani” un'EA7 che ha ritrovato fiducia e morale grazie alle ultime 4 vittorie consecutive. Certamente sarà un'Olimpia diversa rispetto a quella battuta al Forum la sera dell'antivigilia di Natale con mezza squadra debilitata dall'influenza e Sakota ai box: l'addizione in regia del “folletto” ex Avellino - già vincitore della Coppa Italia 2008 - e del veterano Bremer ha dato più fluidità alla manovra e aumentato il volume del contropiede, rigenerando gli incursori Langford e Hairston e aumentando l'impatto del mastodontico Bourousis dentro l'area. Insomma con le opportune correzioni in corsa (dentro Green ed i rientranti Bremer e Radosevic per Cook, Stipcevic ed Hendrix) la squadra di Scariolo - che stasera riattiverà anche Gentile dopo 40 giorni di stop, ancora out invece Basile - sta iniziando a mostrare quel potenziale da favorita d'obbligo che tutti gli addetti ai lavori le riconoscevano alla vigilia del campionato; E la Coppa Italia col favore del fattore-campo è una occasione ghiotta per cancellare la delusione della rapida uscita di scena in Eurolega: la sfida di stasera con Varese rappresenta dunque un test importante per verificare se il poker di vittorie recenti era legato allo spessore relativo delle avversarie, oppure se l'EA7 ha davvero “svoltato” verso il ruolo di leader del movimento tricolore. Logico dunque che Cecco Vescovi sposti sull'Olimpia il peso dei favori del pronostico: la Cimberio dà il meglio di sé nei panni della sfidante, ed anche stasera si propone come tale in una sorta di “finale anticipata” che potrebbe costituire però un bel trampolino di lancio verso la finale vera in caso di vittoria...[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Veloce sul campo, addirittura imprendibile fuori. Iwan Bisson, prototipo dell'ala moderna, vero antesignano del ruolo di “4 tattico”, era presente quel pomeriggio del 1973, quando l'Ignis delle meraviglie completava nel miglior modo possibile una memorabile stagione. Quella in cui vinse tutto ciò che era stato messo in palio: scudetto, Coppa dei Campioni e, appunto, Coppa Italia. L'ultima della pluridecorata storia del club.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Dico la verità: quel pomeriggio, a Brescia, io e miei compagni avevamo solo voglia di chiudere una stagione semplicemente fantastica con un “triplete” che aveva definitivamente consacrato l'Ignis come una delle migliori squadre di tutti i tempi. Però, proprio per tali ragioni, l'annata era stata stressante e tanto per cambiare molto faticosa, con la consueta coda dello spareggio contro il Simmenthal Milano che vincemmo 74-70. Così, arrivati in grande forma all'appuntamento bresciano, ci sbarazzammo facilmente del Saclà Asti (94-65) per andare sparati a goderci qualche giorno di vacanza. Pochi, in realtà, perché subito dopo la fine del campionato arrivavano le convocazioni per la Nazionale e, via, si ricominciava un'altra volta a sudare».[/size]
    [size=3]Lei, raccontano, quell'«andare sparati» lo prese fin troppo sul serio.[/size]
    [size=3]«Scommetto - chiede con un sorriso Iwan - che il “delatore” è Massimo Lucarelli, vero? In effetti, appena entrati in autostrada per fare ritorno a Varese venni superato da una Ferrari ed io, che in quel periodo avevo il piede pesante sull'acceleratore, alla guida della mia Porsche ingaggiai un duello rusticano sul filo dei 230 all'ora col ferrarista che, ovviamente, non voleva saperne di farsi da parte. Arrivati in un attimo alle porte di Milano, tra un folle sorpasso e l'altro, le nostre strade di separarono, mentre al mio fianco stava Bob Morse, che in seguito mi accorsi essere paralizzato dalla paura. Sui sedili posteriori stava “Lucky” che, invece, divertendosi come un matto mi prendeva in giro perché, a suo dire, avevo perso la corsa».[/size]
    [size=3]Torniamo al basket giocato e alla Coppa Italia edizione 2013: quali le sue previsioni per la Cimberio?[/size]
    [size=3]«Varese arriva al match di domani al Forum di Assago dopo la sconfitta di Siena ma, ne sono convinto, dallo stop subìto con i toscani saprà trarre importanti motivazioni e il giusto atteggiamento mentale per affrontare una Milano che, dopo essere stata la squadra più deludente della stagione, grazie ai cambi effettuati in corsa inizia a mostrare qualcosa di buono. Ciò detto, il mio tifo sarà tutto per Varese e non solo per motivi sentimentali. Mi piace che una squadra come la Cimberio si ritrovi a sfidare ad armi pari la ricchissima EA7 nonostante un budget infinitamente ridotto rispetto a quello meneghino. Quello lanciato da Varese è un segnale chiaro per tutto l'ambiente e anche un messaggio di speranza: lavorando bene, con intelligenza, si può riempire il gap economico e giocarsela a viso aperto contro chiunque. In tal senso è giusto attribuire grandi meriti allo staff tecnico varesino, ma soprattutto alla squadra dirigenziale: Vescovi e Lo Nero in testa».[/size]
    [size=3]Tecnica e tattica: quali i duelli chiave del derby?[/size]
    [size=3]«Il risultato sarà determinato dallo scontro a "centrocampo" tra i due Green e sotto canestro tra Bourissis e Dunston. Insomma, come da tradizione, tra Milano e Varese vincerà chi farà meglio sull'asse play-pivot e se la Cimberio riuscirà a superare l'ostacolo, anche psicologico, arriverà fino in fondo».[/size]
    [size=3]A questo punto, completi per noi il tabellone dei pronostici per i quarti di finale.[/size]
    [size=3]«Cantù-Roma: Cantù, con Mancinelli già in forma, è favorita. Siena-Reggio Emilia: Mps senza dubbio. Sassari-Brindisi: il quarto più spettacolare con un pronostico che, in una gara secca, è da tripla. Ma il mio cuore dice Meo Sacchetti: uomo serio e grande allenatore».[/size]
    [size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Sconfitta più sonora non poteva essere. I ragazzi di Vitucci subiscono una severa lezione al cospetto dei pluricampioni di Italia. Tanto di cappello a Siena che, nonostante qualche assenza e i rumors societari in un contesto scomodo, risponde da grande squadra e domina fin dall'inizio.
    Il duo Brown-Hackett mette in crisi Green, Moss è indemoniato su ambo i lati del campo, l'ex Kangur (4/6 dal perimetro) affossa i biancorossi nell'unico tangibile tentativo di rimonta. Alla Cimberio non basta la prova generosissima del solito Dunston (20 punti+ 8 rimbalzi).

    Il più dieci maturato dagli uomini di Banhi nella prima frazione si dilata fino al 52-34 della pausa lunga: i verdi sono più reattivi e concentrati, Varese è titubante in attacco e spara a salve dall'arco. Nella ripresa il copione rimane il medesimo, la MPS annulla ogni tentativo di recupero prealpino e mantiene un distacco sempre rassicurante. Solo nell'ultima frazione, con i discreti guizzi di Sakota ed Ere a dare manforte a Dunston, la gara torna in equilibrio quando la capolista torna a crederci sul meno sette (72-65). Tre dardi dall'arco dei verdi – due di Kangur e uno di Hackett – chiudono i conti e Varese non può nemmeno salvare la dote di sette punti, maturata a Masnago ad ottobre, per il doppio confronto.

    Tra quattro giorni la Cimberio sarà chiamata al riscatto nel difficile quarto di coppa Italia nella final-eight di Milano. Se i momenti di disattenzione e di poco raziocinio potranno essere cancellati con la tensione del tipico match da “dentro o fuori”, d'altro canto la spia rossa dell'energia desta molte preoccupazioni: il calo fisico sembra perdurare da qualche settimana e i tempi per il recupero stringono.

×
×
  • Create New...