Jump to content

Recommended Posts

Posted

Brave Ragazze.

E' stata un'emozione fortissima ascoltare queste parole in chiesa, mi è tornato il magone a rileggerle.

Questo era il Vostro allenatore, questo era il nostro Mangu

Seguite i Suoi insegnamenti, sarete le migliori donne, mogli, mamme del mondo.

:clap[1]::clap[1]::clap[1]:

  • Replies 603
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Posted

Le tue grida dalla panchina... una volta abbiamo dovuto finire la partita a porte chiuse perché ti eri arrabbiato troppo con larbitro ed era successo un finimondo.

Posso immaginare la scena con molta facilità...

Posted

Mi avete spaccato in due in chiesa e lo avete fatto ancora. Ma vi ringrazio perché non è nascondendo il dolore sotto il tappeto che le cose migliorano. Migliorano ricordando ogni singolo momento che bella persona abbiamo avuto la fortuna di conoscere

Grazie ragazze

Posted

Grazie " ragazze del Mangu " : uno pensa di essere forte , composto nel dolore e poi saltate fuori voi con quelle parole lette in chiesa e tutto va a rotoli. Lacrime a fiumi .

Posted

In questi giorni, la testa è un turbinio di ricordi, pianti e sorrisi. Continuiamo a sentire la tua voce, le tue battute, a rivedere immagini di momenti trascorsi insieme..

Indimenticabili i ricordi dei giochi internazionali, i tuoi scherzi, quando ci ha chiamato al telefono per dirci “se vedemo in corridoio”, fingendo di essere uno spagnolo. Le risate e le cantate insieme. A volte ci sgridavi all’improvviso per dirci che era il momento di fare silenzio e un secondo dopo ridacchiavi per farci capire che ci avevi preso in giro, o forse che non ti prendevi sul serio o forse per farci stare zitte senza sgridarci.. O magari tutte queste cose insieme.

Ricordiamo le urla per la preparazione atletica, i mille suicidi perché eravamo sempre a chiacchierare e poi non ci rimaneva fiato per correre.

Le tue grida dalla panchina... una volta abbiamo dovuto finire la partita a porte chiuse perché ti eri arrabbiato troppo con l’arbitro ed era successo un finimondo.

Ci portavi in partita sempre come se fosse la finale delle olimpiadi, o la partita decisiva per il campionato di serie A.

Eravamo importanti per te e per noi era scontato esserlo. Certe cose si capiscono meglio da grandi. Niente di tutto quello che ci hai regalato era scontato. Il basket è arrivato come un regalo e come un regalo sei arrivato anche tu. Ti sei preso cura di noi in quegli anni più terribili per un educatore. Quando si attraversa a pieno l’adolescenza e si arriva a diventare grandi, almeno per un po’.

Ci vuole coraggio a prendersi cura di un gruppo di ragazzine scalmanate così. Ti sei dedicato a insegnarci come si gioca a basket, come si lotta in campo, cosa vuol dire essere una squadra. Come per volersi bene bisogna avere il coraggio di parlare e di litigare. Hai reso i nostri momenti spogliatoio magici. E gli allenamenti dopo le partite tremendi. E anche tremendamente belli.

Curavi il gruppo, la squadra e parlavi con ciascuna di noi interessandoti della nostra vita. Non mancavano mai i momenti di divertimento. Facevi il matto e ci suggerivi di farlo con te. Controllavi se avevamo il coraggio di divertirci, il coraggio di lanciarci, il coraggio di vivere e di dare il massimo.

Tu hai avuto questo coraggio e hai giocato fino all’ultimo senza risparmiarti. Pochi giorni fa ci hai detto “ragazze, godetevi la vita perché è bella”. Senza piangerti addosso ci hai lasciato un messaggio di speranza. Ci hai salutato in un sorridente giorno di primavera, la domenica del Vangelo di Lazzaro. Come se da lassù avessero voluto dirci “non vi preoccupate, niente è accaduto che non volessimo anche Noi” - E ora ti immaginiamo a far casino e coinvolgere tutti in questo nuovo mondo.

Grazie perché ci hai regalato questa famiglia che è la nostra squadra. Grazie per il bene che ci hai voluto. Grazie per esserti donato gratuitamente e averci mostrato “come si fa”

Le tue ragazze..

Dovete essere forti come lo è' stato Lui fino alla fine.....

Posted

In questi giorni, la testa è un turbinio di ricordi, pianti e sorrisi. Continuiamo a sentire la tua voce, le tue battute, a rivedere immagini di momenti trascorsi insieme..

Indimenticabili i ricordi dei giochi internazionali, i tuoi scherzi, quando ci ha chiamato al telefono per dirci se vedemo in corridoio, fingendo di essere uno spagnolo. Le risate e le cantate insieme. A volte ci sgridavi allimprovviso per dirci che era il momento di fare silenzio e un secondo dopo ridacchiavi per farci capire che ci avevi preso in giro, o forse che non ti prendevi sul serio o forse per farci stare zitte senza sgridarci.. O magari tutte queste cose insieme.

Ricordiamo le urla per la preparazione atletica, i mille suicidi perché eravamo sempre a chiacchierare e poi non ci rimaneva fiato per correre.

Le tue grida dalla panchina... una volta abbiamo dovuto finire la partita a porte chiuse perché ti eri arrabbiato troppo con larbitro ed era successo un finimondo.

Ci portavi in partita sempre come se fosse la finale delle olimpiadi, o la partita decisiva per il campionato di serie A.

Eravamo importanti per te e per noi era scontato esserlo. Certe cose si capiscono meglio da grandi. Niente di tutto quello che ci hai regalato era scontato. Il basket è arrivato come un regalo e come un regalo sei arrivato anche tu. Ti sei preso cura di noi in quegli anni più terribili per un educatore. Quando si attraversa a pieno ladolescenza e si arriva a diventare grandi, almeno per un po.

Ci vuole coraggio a prendersi cura di un gruppo di ragazzine scalmanate così. Ti sei dedicato a insegnarci come si gioca a basket, come si lotta in campo, cosa vuol dire essere una squadra. Come per volersi bene bisogna avere il coraggio di parlare e di litigare. Hai reso i nostri momenti spogliatoio magici. E gli allenamenti dopo le partite tremendi. E anche tremendamente belli.

Curavi il gruppo, la squadra e parlavi con ciascuna di noi interessandoti della nostra vita. Non mancavano mai i momenti di divertimento. Facevi il matto e ci suggerivi di farlo con te. Controllavi se avevamo il coraggio di divertirci, il coraggio di lanciarci, il coraggio di vivere e di dare il massimo.

Tu hai avuto questo coraggio e hai giocato fino allultimo senza risparmiarti. Pochi giorni fa ci hai detto ragazze, godetevi la vita perché è bella. Senza piangerti addosso ci hai lasciato un messaggio di speranza. Ci hai salutato in un sorridente giorno di primavera, la domenica del Vangelo di Lazzaro. Come se da lassù avessero voluto dirci non vi preoccupate, niente è accaduto che non volessimo anche Noi - E ora ti immaginiamo a far casino e coinvolgere tutti in questo nuovo mondo.

Grazie perché ci hai regalato questa famiglia che è la nostra squadra. Grazie per il bene che ci hai voluto. Grazie per esserti donato gratuitamente e averci mostrato come si fa

Le tue ragazze..

In chiesa, adesso, ovunque: Bravissime fie...e daghea!!! ^_^

Peace and Love da Venezia

Posted

Ci tenevo a salutarti in "casa tua"....ciao Mangu!

Ti ringrazio a nome di tutto il forum e della famiglia di Mangu

Posted

Bellissimo articolo, "cattivissimo".

Bravo Paolo

complimenti e grazie.

Posted

potete postare il testo dell'articolo?

grazie

Posted

grazie a chi ha postato l'articolo e soprattutto al cattivissimo che lo ha scritto...

lo so che non ami gli abbracci e lo rispetto, ma ti abbraccerei volentieri comunque...

Posted

Ormoni impazziti nella primavera.

no...

affetto

amicizia

comunque, tanto per non fartelo mancare anche oggi.... :angel:

pirla

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...