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Finalmente qualcuno che ci prova

 

Burns vuole giocare da italiano e manderà alla FIP un'istanza bonaria. Una sentenza gli dà ragione 

Christian Burns potrebbe causare un cambiamento radicale nel campionato italiano di pallacanestro. L’americano di passaporto italiano (per matrimonio) infatti, grazie al suo avvocato ed ai suoi agenti della Win Basketball, SantrolliRidolfi, ha intenzione di cavalcare una pronuncia del Consiglio di Stato che reputa illegittima ed incostituzionale la distinzione tra passaportati e italiani formati.

Burns, che oggi è “passaportato” nel campionato italiano, vuole essere riconosciuto italiano a tutti gli effetti nel massimo campionato di Serie A. Quindi vuole essere assimilato al cosiddetto “formato”, ossia un giocatore che abbia giocato per almeno 4 anni in un settore giovanile italiano, a prescindere dal luogo di nascita.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, secondo una delibera federale del 2008, solo i “formati” possono giocare nella quota italiani nel numero minimo di cinque contratti all’interno dei due format al momento disponibili (3+4+5 o 5+5).

Quindi Burns viene considerato, nonostante il passaporto italiano, come comunitario in Italia. L’avvocato dell’ala, che dal suo arrivo ha svoltato la stagione di Brescia, vuole però far cadere questa distinzione, che la FIP introdusse per limitare la pratica dei passaporti e proteggere i vivai, impugnando una sentenza del Consiglio di Stato del 2014.

In quella decisione Chauncey Campanaro chiedeva di essere equiparato all’italiano formato per potersi costruire una carriera i Italia. Campanaro ha giocato pochissimo in Italia (13 gare con Pistoia) ma il suo ricorso è andato avanti fino alla sentenza che che ha dichiarato illegittima per le norme della Comunità Europea (art. 20 del Trattato) e incostituzionale per la legge italiana la distinzione passaportato/formato.

"Invieremo alla Fip una istanza bonaria chiedendo che adegui il regolamento alla sentenza del CdS nel rispetto della lettera e dello spirito dell'art. 20 del Trattato UE che sancisce come diritto incomprimibile lo status di cittadino della comunità europea. Non abbiamo intenti belligeranti, vorremmo comporre la questione in via stragiudiziale, perciò ci aspettiamo che la Federazione proceda spontaneamente inserendo nei temi all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Federale l'adeguamento del regolamento alle norme UE nonché ai diritti costituzionalmente garantiti. Se la Fip vorrà resistere sulle sue posizioni anche dopo questo secondo passaggio, procederemo per le strade che ci riconosce la legge” ha detto l’avvocato Vicario a La Gazzetta dello Sport.

Vicario non ha intenzione di rivolgersi al Tar ma è pronto comunque ad andarci nel caso in cui la FIP decidesse di non adeguarsi. “Non siamo qui per proclamare guerra alla Fip o anticipare giudizi. Una soluzione logica sarebbe un vantaggio per tutti" ha aggiunto Vicario, sempre a La Gazzetta dello Sport. La speranza di Burns è di avere una risposta positiva entro giugno, quando riaprirà il mercato. Altri giocatori con passaporto italiano ma senza la possibilità di giocare da italiani sono Jeff Brooks (passaporto italiano in arrivo in estate per matrimonio), Jarrius Jackson e Bruno Fitipaldo, appena finito al Galatasaray o Alex Acker di Cantù. Giocatori invece come Cerella, Lauwers, Juan Fernandez o Callahan vengono considerati italiani perché “sanati” da una delibera del maggio del 2012.

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questa cosa che la fip decida al di sopra di qualunque norma nazziu e internazziunala non l'ho mai capita.

troppo potere nelle mani di personaggi che ingrassano nei meandri della burocrazia.

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1 hour ago, simon89 said:

Finalmente qualcuno che ci prova

 

Burns vuole giocare da italiano e manderà alla FIP un'istanza bonaria. Una sentenza gli dà ragione 

Christian Burns potrebbe causare un cambiamento radicale nel campionato italiano di pallacanestro. L’americano di passaporto italiano (per matrimonio) infatti, grazie al suo avvocato ed ai suoi agenti della Win Basketball, SantrolliRidolfi, ha intenzione di cavalcare una pronuncia del Consiglio di Stato che reputa illegittima ed incostituzionale la distinzione tra passaportati e italiani formati.

Burns, che oggi è “passaportato” nel campionato italiano, vuole essere riconosciuto italiano a tutti gli effetti nel massimo campionato di Serie A. Quindi vuole essere assimilato al cosiddetto “formato”, ossia un giocatore che abbia giocato per almeno 4 anni in un settore giovanile italiano, a prescindere dal luogo di nascita.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, secondo una delibera federale del 2008, solo i “formati” possono giocare nella quota italiani nel numero minimo di cinque contratti all’interno dei due format al momento disponibili (3+4+5 o 5+5).

Quindi Burns viene considerato, nonostante il passaporto italiano, come comunitario in Italia. L’avvocato dell’ala, che dal suo arrivo ha svoltato la stagione di Brescia, vuole però far cadere questa distinzione, che la FIP introdusse per limitare la pratica dei passaporti e proteggere i vivai, impugnando una sentenza del Consiglio di Stato del 2014.

In quella decisione Chauncey Campanaro chiedeva di essere equiparato all’italiano formato per potersi costruire una carriera i Italia. Campanaro ha giocato pochissimo in Italia (13 gare con Pistoia) ma il suo ricorso è andato avanti fino alla sentenza che che ha dichiarato illegittima per le norme della Comunità Europea (art. 20 del Trattato) e incostituzionale per la legge italiana la distinzione passaportato/formato.

"Invieremo alla Fip una istanza bonaria chiedendo che adegui il regolamento alla sentenza del CdS nel rispetto della lettera e dello spirito dell'art. 20 del Trattato UE che sancisce come diritto incomprimibile lo status di cittadino della comunità europea. Non abbiamo intenti belligeranti, vorremmo comporre la questione in via stragiudiziale, perciò ci aspettiamo che la Federazione proceda spontaneamente inserendo nei temi all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Federale l'adeguamento del regolamento alle norme UE nonché ai diritti costituzionalmente garantiti. Se la Fip vorrà resistere sulle sue posizioni anche dopo questo secondo passaggio, procederemo per le strade che ci riconosce la legge” ha detto l’avvocato Vicario a La Gazzetta dello Sport.

Vicario non ha intenzione di rivolgersi al Tar ma è pronto comunque ad andarci nel caso in cui la FIP decidesse di non adeguarsi. “Non siamo qui per proclamare guerra alla Fip o anticipare giudizi. Una soluzione logica sarebbe un vantaggio per tutti" ha aggiunto Vicario, sempre a La Gazzetta dello Sport. La speranza di Burns è di avere una risposta positiva entro giugno, quando riaprirà il mercato. Altri giocatori con passaporto italiano ma senza la possibilità di giocare da italiani sono Jeff Brooks (passaporto italiano in arrivo in estate per matrimonio), Jarrius Jackson e Bruno Fitipaldo, appena finito al Galatasaray o Alex Acker di Cantù. Giocatori invece come Cerella, Lauwers, Juan Fernandez o Callahan vengono considerati italiani perché “sanati” da una delibera del maggio del 2012.

Bytes e tempo sprecato: il fact checking in Italia non lo fa proprio più nessuno? Ma perchè non ci si va a leggere le motivazioni della sentenza Campanaro (id est "caso di specie") prima di pontificare sul nulla?

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2 minuti fa, Giesse dice:

Bytes e tempo sprecato: il fact checking in Italia non lo fa proprio più nessuno? Ma perchè non ci si va a leggere le motivazioni della sentenza Campanaro (id est "caso di specie") prima di pontificare sul nulla?

Giesse pensaci tu! 

E magari , già che ci siamo, il budget di Cdo. :D

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Eno.

Spiegazione e link usciranno nelle sedi opportune. 

E comunque, siccome la sentenza è on line, basta fare la fatica di cercarla.

Ribadisco: il fact checking è importante, come diceva Nanni Moretti delle parole.

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1 ora fa, Giesse dice:

Eno.

Spiegazione e link usciranno nelle sedi opportune. 

E comunque, siccome la sentenza è on line, basta fare la fatica di cercarla.

Ribadisco: il fact checking è importante, come diceva Nanni Moretti delle parole.

Cioè Giesse, intendi dire che non essendo Burns nato in Italia ma trattenuto all'estero da cause di forza maggiore, come fu per il giovane Campanaro, non ci siano gli estremi per valutare il suo caso alla stessa stregua? 

A me sembra che, aldilà dei singoli percorsi, l'aspetto di incostituzionalità cui si fa riferimento ricorra già laddove per la società civile la persona è italiana e per la Federazione Italiana Pallacanestro no, Acker, Burns, Jackson o Johnson che sia, solo per non aver fatto 4 anni di giovanili in Italia... Tu la pensi diversamente? 

 

 

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Non conta quel che penso io, ma come la pensa la FIP, che l'ha derubricata a "caso di specie".

Dopodichè la stessa UE riconosce il principio della specificità dello sport e la tutela dei vivai (I.e. concetto di "homegrown players" che ha portato allo sviluppo del concetto di giocatore formato anzichè di passaporto)...

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Il 18/1/2017 at 12:14, Silver Surfer dice:

Grassetto: non ricordavo qs.fatto...chi erano gli adepti...? :rolleyes::o

Wes era un exNba dei Lakers,la Rana che lo sostitui' era inferiore, certo andava gestito  meglio ma Sacco non era in grado di farlo,poi la sua carriera lo ha dimostrato...Grande Wes, talento puro.

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Il 18/1/2017 at 10:11, Ponchiaz dice:

In effetti poi pensandoci, mi è venuto un esempio che può avvalorare la tua opinione.

La squadra che arrivò in finale nel 1990 aveva esattamente queste caratteristiche.

In particolare c'era quello straniero serio professionista...come si chiamava...ah sì: Wes Matthews, ricordi? Io ricordo una volta che non so per quale motivo, si calò i pantaloni e lasciò l'allenamento mostrando il culo a Sacco. Mi ricordo di un Sacchetti che organizzava "Il circolo del the delle 5" e portava un gruppo di suoi fedeli dalla parte opposta del campo durante l'allenamento. Rusconi poi era amico di tutti, ancora oggi (che versa in pessime condizioni) i compagni fanno a gara ad aiutarlo.

Fu grazie ad amicizia e serietà, e non erronamente al fatto che 5 uomini erano in doppia cifra di media di cui due in DOPPIA DOPPIA di media, che arrivammo in finale. Purtroppo facemmo la cazzata di sostituire quel serio professionista di Wes con quel pazzo cocainomane di Johnson, l'ambiente ne risentì e perdemmo.

 

Uno così lo farei giocare anche con il perizoma ..spiegami ma se prendeva tutta sta coca come mai non lo hanno mai beccato ai controlli in tutta la sua carriera?

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29 minutes ago, Wes Matthews said:

Uno così lo farei giocare anche con il perizoma ..spiegami ma se prendeva tutta sta coca come mai non lo hanno mai beccato ai controlli in tutta la sua carriera?

Guarda..... come puoi capire anche io stravedevo per Wes Matthews ma qui ti sbagli...... Wes arrivò a Varese proprio perché in NBA era stato fermato per il suo "vizietto"....

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1 minuto fa, wes dice:

Guarda..... come puoi capire anche io stravedevo per Wes Matthews ma qui ti sbagli...... Wes arrivò a Varese proprio perché in NBA era stato fermato per il suo "vizietto"....

Allora se lo si sapeva perché fu preso? Voglio dire se prendi Maradona poi te lo tieni,nel bene e nel male,o no?

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1 minuto fa, cuore che brucia dice:

L'unica cosa che è cambiata con DJ è il salvadanaio vuoto

 

Per quel budget ci stava Kevin Murphy che avevamo seguito 5 anni fa e che male non fa in D-LEAGUE..

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2 minuti fa, Wes Matthews dice:

Per quel budget ci stava Kevin Murphy che avevamo seguito 5 anni fa e che male non fa in D-LEAGUE..

Si andra'  fino alla fine con questa rosa sperando in un mezzo miracolo. Stasera i risultati delle altre lasciano ancora aperta qualche possibilita' ma riusciamo a vincere quando non conta mentre tra Torino e Sassari zero punti fanno malissimo.

Posted
10 minuti fa, cuore che brucia dice:

Si andra'  fino alla fine con questa rosa sperando in un mezzo miracolo. Stasera i risultati delle altre lasciano ancora aperta qualche possibilita' ma riusciamo a vincere quando non conta mentre tra Torino e Sassari zero punti fanno malissimo.

Il commento su RadioLupo alla fine "il pubblico di Masnago si sta amaramente abituando alle sconfitte"..su questo certi dirigenti ci campano..

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