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7 ore fa, Giobbo dice:

Quello che mi salta all’occhio è l’istinto ad attaccare e andare a rimbalzo dal lato debole. Ricorda Reyes in questo.

Sono d'accordo.

Da rivedere, però, contro le difese molto più fisiche, organizzate e "meno farfallone" di casa nostra.

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10 ore fa, Giesse2 dice:

 

E' un po' più complicato di così, ed i riflessi condizionati di noi europei rendono difficile afferrare l'enorme divario culturale tra le due sponde dell'oceano.

La firma di un giocatore in assenza del coach dà però la misura di quanto il ruolo dell'allenatore abbia un valore completamente diverso rispetto a quello al quale siamo abituati noi.

Ma c'è di più. Molto di più. A partire dai famosi "valori non negoziabili" con cui chiunque entra nel mondo Pall.Varese deve confrontarsi (ed accettarli). 

L'algoritmo non è solo un metodo per scegliere i giocatori in base a determinati parametri di rendimento statistico offensivo e difensivo. E' l'oracolo di Delfi che stabilisce, per filo e per segno, quali tattiche di gioco offensivo e difensivo utilizzare, in funzione dell'indice Points per Possession. E logicamente, in funzione di questo stile di gioco che abbiamo imparato a vedere ed apprezzare lo scorso anno, servono interpreti adatti alla pace degli 80 e più possessi, al contropiede sistematico, al tiro da 3 punti (meglio se dagli angoli), al primo tiro aperto da prendere in transizione, ai lunghi che non vanno in post basso ma fanno slip the pick (finta di blocco e taglio fulmineo verso il ferro), al divieto di raddoppio sul post basso in difesa, ai cambi sistematici tra 2 3 e 4, allo show del lungo sul pick&roll in difesa.

Ce ne sono altri, di questi valori non negoziabili sul piano tecnico. E poi ci sono i metodi di lavoro in allenamento, dal singolone dalle 11 alle 14, al player development personalizzato, a tantissime partite e partitelle (le cui statisttiche vanno nell'algoritmo che calcola i cambi ed i quintetti predeterminati), ad una gestione molto "player-friendly" dei carichi di lavoro e delle sedute di allenamento, compreso il doppio riposo lunedì e giovedì con allenamenti facoltativi individuali per chi vuole.

Sicuramente mi dimentico qualcosa, ma questo pacchetto va accettato di default da qualsivoglia allenatore sia interessato a guidare l'OJM di Scola. Se non sposi queste idee, non ti prendo. Nessun italiano è in grado di allenare così, per abitudine, cultura e mentalità. E neppure tutti gli americani hanno questa capacità: per questo è stato preso Brase, che padroneggiava già l'algoritmo dagli anni di Houston (e non a caso lo ha preso Philadelphia, dove c'è quel Morey che l'algoritmo lo ha inventato, e con Rivers non lo ha fatto per 3 anni, ma ora Nurse è un altro di quella religione). Ed è per questo che arriverà un altro allenatore da algoritmo che dovrà mettere in pratica gli ordini di scuderia, nè più e nè meno come Brase.

Che dal canto suo è stato bravissimo a creare il clima giusto con i giocatori per trasformare in una alchimia magica l'aspetto tecnico dell'algoritmo. E nelle pieghe delle regole ferree, a trovare qualche piccolo aggiustamento per lenire alcune storture e correggere certe situazioni tattiche in corsa. Alla base, così come nel 2022/23, delle scelte tecniche e di mercato della stagione 2023/24. Però il fattore umano non è numerabile, e questo è un big if.

Ma l'allenatore non deve capire come gestire l'algoritmo. Deve fare quello che l'algoritmo gli dice di fare: nelle scelte di gioco, e nei cambi. L'allenatore dell'IOJM è come un pilota di Formiula 1 che guida la macchina, ma la tattica di gara la decidono dai box, in funzione dei dati dell'elettronica. E quindi guida con lo stile e nella direzione che gli vengono indicate da altri. 

Va bene tutto ma a me sembra che , per esempio , la Sassari di Sacchetti giocasse in modo molto simile alla Varese di Scola (non scrivo Brase perché da quello che scrivi è come se non contasse nulla…..) .

E Sacchetti immagino che “algoritmo” non sapesse neanche scriverlo .

Questo per dire dire che si può giocare alla Brase senza l’algoritmo scegliendo però i giocatori giusti e lasciandoli liberi (come faceva Sacchetti) . 

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8 ore fa, Giobbo dice:

Quello che mi salta all’occhio è l’istinto ad attaccare e andare a rimbalzo dal lato debole. Ricorda Reyes in questo.

Sembra che sappia tirare, rimane come per tutti gli sconosciuti il dubbio dell’adattamento atletico.

Anche vero che l’algoritmo, che prescinde dal difendere, un po’ aiuta a mascherare. In attacco invece andrà visto 

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3 minuti fa, Wind of change dice:

Questa mattina Giesse parla di un Biligha molto vicino, con lo stesso giocatore che attende di sapere chi sarà il nostro nuovo coach.

Owens intanto pare indirizzato a Napoli...

Niente NBA o Eurolega? Strano però

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4 minuti fa, Wind of change dice:

Questa mattina Giesse parla di un Biligha molto vicino, con lo stesso giocatore che attende di sapere chi sarà il nostro nuovo coach.

Owens intanto pare indirizzato a Napoli...

"Molto vicino" non l'ho scritto da nessuna parte, però. 

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Invece non essendoci nessuna notizia su Brown deduco che sia definitivamente perso visto che ieri è scaduta la deadline.

Posted (edited)
10 minuti fa, alep77 dice:

Invece non essendoci nessuna notizia su Brown deduco che sia definitivamente perso visto che ieri è scaduta la deadline.

Ma quale deadline?

E dove non c'è notizia su Brown?

Edited by Giesse2
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6 minuti fa, alep77 dice:

Invece non essendoci nessuna notizia su Brown deduco che sia definitivamente perso visto che ieri è scaduta la deadline.

La deadline a Varese, con gli americani, è sempre +/- 20 giorni... colando miele in caso di addio...

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20 minuti fa, Jordan dice:

Va bene tutto ma a me sembra che , per esempio , la Sassari di Sacchetti giocasse in modo molto simile alla Varese di Scola (non scrivo Brase perché da quello che scrivi è come se non contasse nulla…..) .

E Sacchetti immagino che “algoritmo” non sapesse neanche scriverlo .

Questo per dire dire che si può giocare alla Brase senza l’algoritmo scegliendo però i giocatori giusti e lasciandoli liberi (come faceva Sacchetti) . 

Mi si perdoni, ma qual'è il nesso con ciò che ho scritto?

Nel senso: il prodotto finito era simile, anche se non analogo, perchè la Dinamo aveva lo stesso concetto dello spacing con i 4 piccoli (usando SAnders per aprire il campo) e il matitone Lawal (no post basso tante schiacciate), però ad esempio aveva due handlers intercambiabili come Dyson e Logan, mentre Varese utilizza lo schema 1-3-1 (un play, tre intercambiabili che possono attaccare dal palleggio e creare per gli altri, un pivot al quale è vietato palleggiare).

Ma è totalmente diverso il processo decisionale che ha portato al prodotto finito. Là si costruì una squadra per Meo con i giocatori adatti al suo modo di vedere il basket (che è di chi lo gioca, ricordo). Qui la scelta di campo, basata sulle analisi statistiche, arriva da chi lo allenatore lo assume. Non solo gli fa la squadra, ma gli scrive le regole su come farla giocare, e su chi far giocare (con i cambi programmati).

Siccome qui si gioca con l'algoritmo per scelta inderogabile della proprietà, ci vuole un allenatore che accetti le regole non negoziabili dell'algoritmo, sappia padroneggiarlo e metterlo in pratica. Come ha fatto Brase.

Tutto ciò non è una critica a Brase, nè una diminuzio del suo valore, che come già spiegato è stato fondamentale, sul piano della chimica umana, per il successo del sistema. Ma ribadisco: l'allenatore dell'OJM di Scola è un esecutore, non un ideatore.

Poi se si torna alla riga 1 della pappardella precedente, alzo le mani e mi ritiro in buon ordine.

 

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2 minuti fa, Giesse2 dice:

Ma quale deadline?

Jemoli in un'intervista ha detto che entro il 20 luglio si attendeva la risposta definitiva di Brown in un senso o nell'alteo

  • ok 1
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8 minuti fa, alep77 dice:

Jemoli in un'intervista ha detto che entro il 20 luglio si attendeva la risposta definitiva di Brown in un senso o nell'alteo

Perdonami, ma al netto che le uniche date vincolanti sono quelle delle escapes* (* Brase a parte), questa situazione valeva nel precedente scenario con Brase...

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12 minuti fa, Giesse2 dice:

Perdonami, ma al netto che le uniche date vincolanti sono quelle delle escapes* (* Brase a parte), questa situazione valeva nel precedente scenario con Brase...

Vincolanti si, ma se la società dice ufficialmente che aspettano Brown fino al 20 Luglio e non oltre....poi se adesso non vale più perchè la situazione Brase ha cambiato tutto meglio.

Posted
11 ore fa, Giesse2 dice:

 

E' un po' più complicato di così, ed i riflessi condizionati di noi europei rendono difficile afferrare l'enorme divario culturale tra le due sponde dell'oceano.

La firma di un giocatore in assenza del coach dà però la misura di quanto il ruolo dell'allenatore abbia un valore completamente diverso rispetto a quello al quale siamo abituati noi.

Ma c'è di più. Molto di più. A partire dai famosi "valori non negoziabili" con cui chiunque entra nel mondo Pall.Varese deve confrontarsi (ed accettarli). 

L'algoritmo non è solo un metodo per scegliere i giocatori in base a determinati parametri di rendimento statistico offensivo e difensivo. E' l'oracolo di Delfi che stabilisce, per filo e per segno, quali tattiche di gioco offensivo e difensivo utilizzare, in funzione dell'indice Points per Possession. E logicamente, in funzione di questo stile di gioco che abbiamo imparato a vedere ed apprezzare lo scorso anno, servono interpreti adatti alla pace degli 80 e più possessi, al contropiede sistematico, al tiro da 3 punti (meglio se dagli angoli), al primo tiro aperto da prendere in transizione, ai lunghi che non vanno in post basso ma fanno slip the pick (finta di blocco e taglio fulmineo verso il ferro), al divieto di raddoppio sul post basso in difesa, ai cambi sistematici tra 2 3 e 4, allo show del lungo sul pick&roll in difesa.

Ce ne sono altri, di questi valori non negoziabili sul piano tecnico. E poi ci sono i metodi di lavoro in allenamento, dal singolone dalle 11 alle 14, al player development personalizzato, a tantissime partite e partitelle (le cui statisttiche vanno nell'algoritmo che calcola i cambi ed i quintetti predeterminati), ad una gestione molto "player-friendly" dei carichi di lavoro e delle sedute di allenamento, compreso il doppio riposo lunedì e giovedì con allenamenti facoltativi individuali per chi vuole.

Sicuramente mi dimentico qualcosa, ma questo pacchetto va accettato di default da qualsivoglia allenatore sia interessato a guidare l'OJM di Scola. Se non sposi queste idee, non ti prendo. Nessun italiano è in grado di allenare così, per abitudine, cultura e mentalità. E neppure tutti gli americani hanno questa capacità: per questo è stato preso Brase, che padroneggiava già l'algoritmo dagli anni di Houston (e non a caso lo ha preso Philadelphia, dove c'è quel Morey che l'algoritmo lo ha inventato, e con Rivers non lo ha fatto per 3 anni, ma ora Nurse è un altro di quella religione). Ed è per questo che arriverà un altro allenatore da algoritmo che dovrà mettere in pratica gli ordini di scuderia, nè più e nè meno come Brase.

Che dal canto suo è stato bravissimo a creare il clima giusto con i giocatori per trasformare in una alchimia magica l'aspetto tecnico dell'algoritmo. E nelle pieghe delle regole ferree, a trovare qualche piccolo aggiustamento per lenire alcune storture e correggere certe situazioni tattiche in corsa. Alla base, così come nel 2022/23, delle scelte tecniche e di mercato della stagione 2023/24. Però il fattore umano non è numerabile, e questo è un big if.

Ma l'allenatore non deve capire come gestire l'algoritmo. Deve fare quello che l'algoritmo gli dice di fare: nelle scelte di gioco, e nei cambi. L'allenatore dell'IOJM è come un pilota di Formiula 1 che guida la macchina, ma la tattica di gara la decidono dai box, in funzione dei dati dell'elettronica. E quindi guida con lo stile e nella direzione che gli vengono indicate da altri. 

Grazie per la risposta, il tempo dedicato e la precisione di quanto scritto.

Tutto quanto indicato tatticamente dall'algoritmo e da te elencato è perfettamente individuabile nella Varese dello scorso anno, a partire dal divieto di raddoppio sul post basso in difesa, forse la cosa per noi più difficile da vedere come scelta tattica.

Scendendo di livello nel contributo alla conversazione, da parte mia non posso che limitarmi ad osservare quanto avviene sul campo cercando di capirci il possibile; credo che il "big if" lo scorso anno abbia fatto la differenza, non ricordo di aver visto spesso squadre con quella coesione di gruppo e con la voglia di giocare assieme che aveva Varese lo scorso anno, grazie anche alla capacità di scelta "umana" dei giocatori in fase di mercato.

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3 minuti fa, alep77 dice:

Vincolanti si, ma se la società dice ufficialmente che aspettano Brown fino al 20 Luglio e non oltre....poi se adesso non vale più perchè la situazione Brase ha cambiato tutto meglio.

Case history del concetto "le parole sono importanti", fermo restando il concetto di cui sopra (senza Brase i parametri cambiano).

"Penso che entro il 20 luglio si andrà a risolvere la situazione, in un senso o nell’altro".

Ora, io non leggo da nessuna parte che aspettano Brown fino al 20 luglio e non oltre.

 

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Adesso, A Song of Two Humans dice:

Grazie per la risposta, il tempo dedicato e la precisione di quanto scritto.

Tutto quanto indicato tatticamente dall'algoritmo e da te elencato è perfettamente individuabile nella Varese dello scorso anno, a partire dal divieto di raddoppio sul post basso in difesa, forse la cosa per noi più difficile da vedere come scelta tattica.

Scendendo di livello nel contributo alla conversazione, da parte mia non posso che limitarmi ad osservare quanto avviene sul campo cercando di capirci il possibile; credo che il "big if" lo scorso anno abbia fatto la differenza, non ricordo di aver visto spesso squadre con quella coesione di gruppo e con la voglia di giocare assieme che aveva Varese lo scorso anno, grazie anche alla capacità di scelta "umana" dei giocatori in fase di mercato.

E questo è un valore non numerabile, aggiungendo inoltre che l'approccio players-friendly nei metodi di lavoro paga se trovi "brave persone" che non ci marciano sopra.

Come ovviamente nel caso della Varese 22/23.

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  • ok 1
Posted (edited)
10 ore fa, Giobbo dice:

Quello che mi salta all’occhio è l’istinto ad attaccare e andare a rimbalzo dal lato debole. Ricorda Reyes in questo.

la differenza principale resta l'atletlismo. Reyes andava su a reazione (soprattutto dopo la dieta...) mcdermott diciamo che fa un pò più fatica...

 

Ma i tagli dal lato debole sembrano essere di grande lettura....

Edited by CERVO
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1 ora fa, Jordan dice:

Va bene tutto ma a me sembra che , per esempio , la Sassari di Sacchetti giocasse in modo molto simile alla Varese di Scola (non scrivo Brase perché da quello che scrivi è come se non contasse nulla…..) .

E Sacchetti immagino che “algoritmo” non sapesse neanche scriverlo .

Questo per dire dire che si può giocare alla Brase senza l’algoritmo scegliendo però i giocatori giusti e lasciandoli liberi (come faceva Sacchetti) . 

Mi pare sia stato Sacripanti a sottolineare che il gioco di Varese fosse meno libero di quanto sembrasse e credo avesse ragione.

Sulla parte evidenziata ho parzialmente rettificato la mia impressione iniziale nel corso del tempo. Credo che la libertà nel sistema Scola non stia tanto nel "cosa fare" (come invece pare più evidente nel sistema Sacchetti), bensì sia soprattutto una libertà di testa che ti consente di giocare in binari più rigidi di quelli di Meo, ma liberi dalla paura di sbagliare per non dover essere sostituiti al primo errore. E davvero non è per niente poco e soprattutto difficile da vedere applicato.

Credo che in comune i due sistemi abbiano soprattutto il fatto che in campo sostanzialmente si debbano divertire loro per primi.

P.S. Non fosse nettamente fuori da ogni parametro della squadra di sviluppo, quanto mi divertirei con Logan 10' in campo nel sistema Scola.

  • Like 1
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2 minuti fa, A Song of Two Humans dice:

Mi pare sia stato Sacripanti a sottolineare che il gioco di Varese fosse meno libero di quanto sembrasse e credo avesse ragione.

Sulla parte evidenziata ho parzialmente rettificato la mia impressione iniziale nel corso del tempo. Credo che la libertà nel sistema Scola non stia tanto nel "cosa fare" (come invece pare più evidente nel sistema Sacchetti), bensì sia soprattutto una libertà di testa che ti consente di giocare in binari più rigidi di quelli di Meo, ma liberi dalla paura di sbagliare per non dover essere sostituiti al primo errore. E davvero non è per niente poco e soprattutto difficile da vedere applicato.

Credo che in comune i due sistemi abbiano soprattutto il fatto che in campo sostanzialmente si debbano divertire loro per primi.

P.S. Non fosse nettamente fuori da ogni parametro della squadra di sviluppo, quanto mi divertirei con Logan 10' in campo nel sistema Scola.

Logan smette, cerca un posto da scout NBA...

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Vedere Biligha al posto di Owens mi sembrerebbe un upgrade : Biligha è più "protettore del ferro" rispetto a Tariq  e con più soluzioni in attacco.

Andare con 4 stranieri significherebbe restare un po' corti , ma facendo il sacrificio "Biligha" e con pochi soldi a disposizione credo che non sia possibile fare altrimenti.

Per i nuovi arrivati , come sempre, bisognerà aspettare almeno novembre per capirne il reale valore

Posted (edited)
1 ora fa, CERVO dice:

la differenza principale resta l'atletlismo. Reyes andava su a reazione (soprattutto dopo la dieta...) mcdermott diciamo che fa un pò più fatica...

 

 

Oeh...

McMarmott???

Edited by UNSELD
Posted

Tutto davvero interessante.

Il mio dubbio è: ma se una buona parte del lavoro lo fa l'algoritmo, perché 2 coach, uno italiano e l'altro straniero?

Solo per possibili problemi di adattamento di Brase? 

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