tricky Posted July 13, 2009 Posted July 13, 2009 Centrale elettrica a Crotone, indagato Pecoraro Scanio 13/07/2009 Una centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas nel comune di Scandale, nel crotonese, mette neiguai l'ex ministro Pecoraro Scanio. Sono 16 gli avvisi di garanzia notificati dai Carabinieri e la Guardia di Finanza lunedì mattina tra Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria e Roma. Tra i destinatari, appunto, anche l'ex ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il parlamentare Pino Galati, ex sottosegretario alle attività produttive e l'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravallotti. L'indagine, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni, riguarda i finanziamenti pubblici. I reati - Le accuse ipotizzate a vario titolo sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alla concussione, al falso, al riciclaggio di denaro e all'’abuso d’ufficio. Indagati anche l'ex assessore regionale all'Ambiente Diego Tommasi, funzionari dello stesso ente e vari imprenditori e un magistrato in servizio al Tribunale amministrativo della Calabria. Sincero? Non l'ho mai sopportato. Se fosse colpevole un pizzico mi provocherebbe soddisfazione
Ponchiaz Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 il vaticano: «Il tg3 rispetti il pontefice» «Quattro gatti per il Papa», bufera sul Tg3 Di Bella: «Costante rispetto per la Chiesa» Merlo (Pd) critica la testata per un servizio sul Pontefice. Il direttore si difende: «Grande attenzione per Ratzinger» ROMA - Bufera sul Tg3 per un servizio su Benedetto XVI andato in onda domenica sera. «Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti... che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po' di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole». Il riferimento del vaticanista era ai due gattini, uno grigio un po' malandato e uno bianco e nero, dal pelo lucido e folto, che il Pontefice dovrebbe trovare nella villetta di Les Combes, in Val d'Aosta, dove Ratzinger trascorrerà un periodo di riposo (guarda). Ma lo scivolone ironico del giornalista del Tg3 sui «due gatti» e i «proverbiali quattro» ha fatto andare su tutte le furie il vicepresidente della Vigilanza Rai Giorgio Merlo (Pd), il quale ha accusato la testata, parlando di «deriva anticlericale, singolare e volgare». «Stupiscono - ha scritto Merlo in una nota - le parole contenute nel servizio andato in onda ieri sera alla edizione delle 19 del Tg3». «La linea editoriale del Tg3 è stata sempre caratterizzata da grande attenzione e rispetto per il magistero della Chiesa e la figura del Pontefice» ha replicato il direttore della testata Antonio Di Bella. «Mi sento di ribadire tale impegno di fronte alla cortese ma ferma polemica dell'onorevole Merlo» ha aggiunto. «Prendo atto delle dichiarazioni del direttore del Tg3 Di Bella - fa sapere Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana - e mi auguro quindi che il telegiornale della terza rete sia sempre, come egli dice, effettivamente caratterizzato da attenzione e rispetto per la Chiesa e per la figura del Papa». Benedetto XVI in partenza per la val d'Aosta (Fotogramma) «VATICANISTA RICHIAMATO FORMALMENTE» - «Un passaggio del servizio di ieri sulle vacanze del Papa - ha voluto precisare Di Bella - può avere indotto l'onorevole Merlo o altri a ritenere che tale rispetto sia venuto a mancare. Così non è. Anche per questo, subito dopo il giornale di ieri sera, prima ancora di qualsiasi polemica, ho richiamato formalmente il vaticanista. Il collega mi ha assicurato che non era sua intenzione ironizzare, o peggio irridere il Pontefice, come d'altronde non ha mai fatto in passato». «Mi sento quindi di ribadire l'impegno del Tg3 a una rinnovata attenzione per le questioni vaticane a al massimo rispetto per la figura del Santo Padre, come d'altronde testimoniato dalla copertura impeccabile di tutte le sue ultime iniziative, in particolare - ha concluso Di Bella - l'incontro con il presidente Obama cui il Tg3 ha dedicato la rilevanza che meritava». «NESSUN GATTO A LES COMBES» - Polemiche a parte, l'indiscrezione sui due gattini che il Pontefice troverà a Les Combes sarebbe falsa. Stando almeno a quanto spiega il sindaco di Introd, Osvaldo Naudin. «Non ci sono gatti nello chalet del Papa e nemmeno nei dintorni» ha assicurato il primo cittadino del comune valdostano. ----------------------www.corriere.it------------- Certo che Di Bella se lo e' scelto in gamba il vaticanista, ma....mandarlo un po' a leggere le notizie al televideo no?
corny Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 il vaticano: «Il tg3 rispetti il pontefice»«Quattro gatti per il Papa», bufera sul Tg3 Di Bella: «Costante rispetto per la Chiesa» Merlo (Pd) critica la testata per un servizio sul Pontefice. Il direttore si difende: «Grande attenzione per Ratzinger» ROMA - Bufera sul Tg3 per un servizio su Benedetto XVI andato in onda domenica sera. «Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti... che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po' di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole». Il riferimento del vaticanista era ai due gattini, uno grigio un po' malandato e uno bianco e nero, dal pelo lucido e folto, che il Pontefice dovrebbe trovare nella villetta di Les Combes, in Val d'Aosta, dove Ratzinger trascorrerà un periodo di riposo (guarda). Ma lo scivolone ironico del giornalista del Tg3 sui «due gatti» e i «proverbiali quattro» ha fatto andare su tutte le furie il vicepresidente della Vigilanza Rai Giorgio Merlo (Pd), il quale ha accusato la testata, parlando di «deriva anticlericale, singolare e volgare». «Stupiscono - ha scritto Merlo in una nota - le parole contenute nel servizio andato in onda ieri sera alla edizione delle 19 del Tg3». «La linea editoriale del Tg3 è stata sempre caratterizzata da grande attenzione e rispetto per il magistero della Chiesa e la figura del Pontefice» ha replicato il direttore della testata Antonio Di Bella. «Mi sento di ribadire tale impegno di fronte alla cortese ma ferma polemica dell'onorevole Merlo» ha aggiunto. «Prendo atto delle dichiarazioni del direttore del Tg3 Di Bella - fa sapere Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana - e mi auguro quindi che il telegiornale della terza rete sia sempre, come egli dice, effettivamente caratterizzato da attenzione e rispetto per la Chiesa e per la figura del Papa». Benedetto XVI in partenza per la val d'Aosta (Fotogramma) «VATICANISTA RICHIAMATO FORMALMENTE» - «Un passaggio del servizio di ieri sulle vacanze del Papa - ha voluto precisare Di Bella - può avere indotto l'onorevole Merlo o altri a ritenere che tale rispetto sia venuto a mancare. Così non è. Anche per questo, subito dopo il giornale di ieri sera, prima ancora di qualsiasi polemica, ho richiamato formalmente il vaticanista. Il collega mi ha assicurato che non era sua intenzione ironizzare, o peggio irridere il Pontefice, come d'altronde non ha mai fatto in passato». «Mi sento quindi di ribadire l'impegno del Tg3 a una rinnovata attenzione per le questioni vaticane a al massimo rispetto per la figura del Santo Padre, come d'altronde testimoniato dalla copertura impeccabile di tutte le sue ultime iniziative, in particolare - ha concluso Di Bella - l'incontro con il presidente Obama cui il Tg3 ha dedicato la rilevanza che meritava». «NESSUN GATTO A LES COMBES» - Polemiche a parte, l'indiscrezione sui due gattini che il Pontefice troverà a Les Combes sarebbe falsa. Stando almeno a quanto spiega il sindaco di Introd, Osvaldo Naudin. «Non ci sono gatti nello chalet del Papa e nemmeno nei dintorni» ha assicurato il primo cittadino del comune valdostano. ----------------------www.corriere.it------------- Certo che Di Bella se lo e' scelto in gamba il vaticanista, ma....mandarlo un po' a leggere le notizie al televideo no? Avrà pure fatto dell'ironia il vaticanista del TG3 ma ha detto una cosa sacrosanta, le parole del papa ultimamente cadono sempre nel vuoto .....
Ponchiaz Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 Ovviamente non era quello il mio punto. Se dico: il presidente Obama ha tenuto un discorso leggero come l'aria che gli passa fra le orecchie sarei stato cazziato o no... Si puo' ovviamente fare cronaca anche senza fare dell'ironia per altro squallida e totalmente fuori luogo.
ROOSTERS99 Posted July 14, 2009 Author Posted July 14, 2009 B. XVI dice, ineffetti, cose di non facilissima comprensione alla media della popolazione/vaticanisti di rai3, cosa che certo non autorizza a facile e becera ironia... Rai, niente di tutto... e ridtatemi il canone !!
ROOSTERS99 Posted July 14, 2009 Author Posted July 14, 2009 (edited) Grillo senza vergogna, patetico. Fantastico ! Finalmente Bersani e Franceschini hanno un collega con cui misurarsi. "...il Pd forse ha davvero bisogno di una terapia d'urto come quella che gli propone Ignazio Marino: una terapia dolorosa, perché non mediata dalle sinecure del politichese. Oppure è costretto a inseguire la via del ritorno alle origini che gli prospettano Bersani e D'Alema: l'elogio del vecchio apparato («Invincibile, diciamo», per il leader Maximo) e quella del vecchio circolo in cui tutti si conoscono, e in cui le regole sono chiare, perché a redigerle sono gli stessi fondatori. Dietro il paradosso Grillo, e dietro il darkside di Bianchini, invece, si agita il canovaccio di uno spettacolo diverso. Il sogno del Pd di Veltroni e Franceschini e il rito delle primarie aperte a tutti, avevano un’ambizione smisurata, quella di essere come un concerto rock a cui chiunque può prendere parte, purché paghi il biglietto. Se chiuderanno la porta a Grillo, Franceschini e Veltroni tradiranno il più antico comandamento dello spettacolo: The show must go on. E consegneranno al mattatore anti-sistema, ancora una volta, la loro scena. Se il Pd fosse un partito che non ha paura del suo vuoto identitario, Grillo entrerebbe nella sezione di Arzachena, pagherebbe i suoi sedici euro, e prenderebbe uno zero virgola, come il contadino no global Jose Bovè quando si candida all'Eliseo. Mentre se i dirigenti del Pd temono che possa vincere, vuol dire che c'è qualcosa che non va nel loro copione. " Luca Telese Edited July 14, 2009 by ROOSTERS99
Leasir Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 Ovviamente non era quello il mio punto.Se dico: il presidente Obama ha tenuto un discorso leggero come l'aria che gli passa fra le orecchie sarei stato cazziato o no... Si puo' ovviamente fare cronaca anche senza fare dell'ironia per altro squallida e totalmente fuori luogo. leggendola così mi pare una delle solite battute del mitico "Piccolo Creti" che imperversa nei tg regionali lombard
davide Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 Ovviamente non era quello il mio punto.Se dico: il presidente Obama ha tenuto un discorso leggero come l'aria che gli passa fra le orecchie sarei stato cazziato o no... Si puo' ovviamente fare cronaca anche senza fare dell'ironia per altro squallida e totalmente fuori luogo. Insomma, l'esempio che fai tu non calza molto. Quello sarebbe stato un insulto alla persona, la battuta del vaticanista invece no. Ad ogni modo, mi piacerebbe che le stesse "attenzioni" fossero rivolte allora a tutti i personaggi pubblici. Non vedo perchè il papa debba avere un trattamento diverso. Ciò che non va bene per B4x4, non deve andare bene nemmeno per gli altri.
Ponchiaz Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 leggendola così mi pare una delle solite battute del mitico "Piccolo Creti" che imperversa nei tg regionali lombard Totalmente d'accordo. Non a caso il "Piccolo Creti" e' relegato al rango di guitto rionale.
marko Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 (...) lascia stare lo stregone... dove sei? sempre in quella fogna? ragazzo, mi raccomando, OCCHI APERTI E CHIAPPE STRETTE, non farci stare in pensiero!
corny Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 lascia stare lo stregone...dove sei? sempre in quella fogna? ragazzo, mi raccomando, OCCHI APERTI E CHIAPPE STRETTE, non farci stare in pensiero! Che aria tira da quelle parti? Ribadisco il pensiero di Marko <<OCCHI APERTI E CHIAPPE STRETTE>>
Leasir Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 Totalmente d'accordo.Non a caso il "Piccolo Creti" e' relegato al rango di guitto rionale. Beh, c'è chi usa fare battute altrettanto grette ma è "relegato" al rango di Presidente del Consiglio
davide Posted July 14, 2009 Posted July 14, 2009 lascia stare lo stregone...dove sei? sempre in quella fogna? ragazzo, mi raccomando, OCCHI APERTI E CHIAPPE STRETTE, non farci stare in pensiero! Che aria tira da quelle parti?Ribadisco il pensiero di Marko <<OCCHI APERTI E CHIAPPE STRETTE>> Grazie del pensiero ragazzi. Quando ho risposto ancora non sapevo di quanto accaduto, se no, come dice marko, avrei ignorato lo stregone. Io sto chiuso sempre nella base, a Kabul, quindi piuttosto tranquillo. Il mio pensiero va invece a tutti quei ragazzi e a tutti i miei colleghi che sono sempre o cmq spesso in giro, rischiando (loro sì) la pelle, com'è successo a quei 4 ragazzi vicino a Farah. Agosto sarà un bagno di sangue.
ROOSTERS99 Posted July 15, 2009 Author Posted July 15, 2009 Grazie del pensiero ragazzi.Quando ho risposto ancora non sapevo di quanto accaduto, se no, come dice marko, avrei ignorato lo stregone. Io sto chiuso sempre nella base, a Kabul, quindi piuttosto tranquillo. Il mio pensiero va invece a tutti quei ragazzi e a tutti i miei colleghi che sono sempre o cmq spesso in giro, rischiando (loro sì) la pelle, com'è successo a quei 4 ragazzi vicino a Farah. Agosto sarà un bagno di sangue. Spero tanto, ma tanto davvero che tu ti sbagli.... ed abbi sempre cura di te ! Fatemi qui spendere due parole di cordoglio per Alessandro Di Lisio, caduto mentre faceva il suo lavoro. RIP.
ROOSTERS99 Posted July 15, 2009 Author Posted July 15, 2009 Afghanistan: perché aumentano gli attacchi alle nostre truppe michele.zurleni Martedì 14 Luglio 2009 Rahimullah Yusufzai conosce la storia (e la cronaca) della guerra in Afghanistan come pochi altri. Così, questo giornalista, collaboratore del prestigioso quotidiano pachistano The News, commentatore dei più importanti network televisivi internazionali, Bbc in testa, risponde senza indecisioni alla domanda se, dopo l’agguato in cui ha perso la vita un paracadutista (guarda la MAPPA) della Folgore, gli attacchi contro le truppe italiane aumenteranno: “Sì, ce ne saranno altri” dice al telefono da Kabul. “Non saranno intensi come gli assalti lanciati contro le truppe americane e inglesi nel sud del Paese, ma attentati come quello in cui è rimasto ucciso il vostro soldato saranno sempre all’ordine del giorno nelle zone orientali e occidentali dell’Afghanistan. Attenzione, vi avverto: non fatevi illusioni, non sembra che la forza dei talebani sia diminuita” chiosa il cronista, autore di saggi e articoli sui fondamentalisti islamici. Anzi. Secondo Rahimullah Yusufzai, l’attacco alla pattuglia italiana dimostra che i talebani hanno espanso la loro presenza anche in regioni che, fino a poco tempo fa, venivano considerate sicure. La loro tattica di guerriglia è chiara. “Siccome le truppe occidentali non escono dalle loro basi se non per spostarsi, i talebani li attaccano utilizzando mine anti carro e anti uomo che vengono messe ai bordi della strada e fatte esplodere al passaggio dei convogli” spiega il giornalista. “L’altra tattica che usano è quella degli agguati a questo convogli militari, ma mai condotti in modo da esporsi inutilmente. I talebani usano lanciagranate. Oppure, mandano dei kamikaze che si fanno saltare in aria… Quello che voglio dire è che sono tutti azioni di guerriglia, mai scontri aperti. Dove loro hanno quasi sempre la meglio”. È anche per questo motivo (per dare una svolta alla guerra dal punto di vista politico e militare, per uscire dal empasse della guerriglia mordi e fuggi) che due settimane fa il comando militare statunitense ha lanciato un’offensiva nella Valle di Helmand, nella parte meridionale dell’Afghanistan. È la “battaglia di Barack Obama”, quella che dovrebbe - nei piani del presidente - cambiare le sorti del conflitto. “Sì, in effetti è lo scontro più importante da almeno un paio di anni a questa parte” afferma Rahimullah Yusufzai. “Migliaia di soldati contro centinaia di talebani. Se quest’ultimi perdessero Helmand, per loro sarebbero guai, guai seri”. E’ dalle loro basi posizionate in questa valle strategica che pianificano gli attacchi contro gli obiettivi occidentali. Per ora, l’offensiva vede l’affermazione degli americani. Ma, la vittoria finale potrebbe sfuggire loro di mano, sembra voler dire il nostro interlocutore. “Allo stato attuale i talebani sono stati cacciati da un certo numero di distretti di quella zona. Sospinti dalle truppe della Nato, si sono ritirati. Ma lo sapete … - prosegue Yusufzai - questa è la tattica dei guerriglieri. Si ritirano, aspettano che i nemici entrino nei villaggi che controllavano, e poi le attaccano. Anche in questo caso, mi sembra che venga usata questa tattica. Li faranno entrare e poi contrattaccheranno”. Per ora, quindi, gli americani hanno raggiunto qualche vittoria dopo 15 giorni di avanzata tra le alte guglie delle montagne afghane. Ma la domanda è: dopo averli presi, riusciranno a mantenere i capisaldi talebani? “Difficile, non impossibile. Una cosa è certa, questa è la battaglia decisiva per la guerra” conferma il cronista. Lì ad Helmand si combatte con forza. A Farah, dove è morto, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, si muore per i mordi e fuggi dei fondamentalisti islamici. _______________
davide Posted July 15, 2009 Posted July 15, 2009 Spero tanto, ma tanto davvero che tu ti sbagli.... ed abbi sempre cura di te !Fatemi qui spendere due parole di cordoglio per Alessandro Di Lisio, caduto mentre faceva il suo lavoro. RIP. Quest'anno è già il più sanguinoso, dall'inizio della guerra, luglio e agosto sono da sempre i mesi più "caldi" e quest'anno ci sono pure le elezioni... Cmq grazie Afghanistan: perché aumentano gli attacchi alle nostre truppemichele.zurleni Martedì 14 Luglio 2009 Rahimullah Yusufzai conosce la storia (e la cronaca) della guerra in Afghanistan come pochi altri. Così, questo giornalista, collaboratore del prestigioso quotidiano pachistano The News, commentatore dei più importanti network televisivi internazionali, Bbc in testa, risponde senza indecisioni alla domanda se, dopo l’agguato in cui ha perso la vita un paracadutista (guarda la MAPPA) della Folgore, gli attacchi contro le truppe italiane aumenteranno: “Sì, ce ne saranno altri” dice al telefono da Kabul. “Non saranno intensi come gli assalti lanciati contro le truppe americane e inglesi nel sud del Paese, ma attentati come quello in cui è rimasto ucciso il vostro soldato saranno sempre all’ordine del giorno nelle zone orientali e occidentali dell’Afghanistan. Attenzione, vi avverto: non fatevi illusioni, non sembra che la forza dei talebani sia diminuita” chiosa il cronista, autore di saggi e articoli sui fondamentalisti islamici. Anzi. Secondo Rahimullah Yusufzai, l’attacco alla pattuglia italiana dimostra che i talebani hanno espanso la loro presenza anche in regioni che, fino a poco tempo fa, venivano considerate sicure. La loro tattica di guerriglia è chiara. “Siccome le truppe occidentali non escono dalle loro basi se non per spostarsi, i talebani li attaccano utilizzando mine anti carro e anti uomo che vengono messe ai bordi della strada e fatte esplodere al passaggio dei convogli” spiega il giornalista. “L’altra tattica che usano è quella degli agguati a questo convogli militari, ma mai condotti in modo da esporsi inutilmente. I talebani usano lanciagranate. Oppure, mandano dei kamikaze che si fanno saltare in aria… Quello che voglio dire è che sono tutti azioni di guerriglia, mai scontri aperti. Dove loro hanno quasi sempre la meglio”. È anche per questo motivo (per dare una svolta alla guerra dal punto di vista politico e militare, per uscire dal empasse della guerriglia mordi e fuggi) che due settimane fa il comando militare statunitense ha lanciato un’offensiva nella Valle di Helmand, nella parte meridionale dell’Afghanistan. È la “battaglia di Barack Obama”, quella che dovrebbe - nei piani del presidente - cambiare le sorti del conflitto. “Sì, in effetti è lo scontro più importante da almeno un paio di anni a questa parte” afferma Rahimullah Yusufzai. “Migliaia di soldati contro centinaia di talebani. Se quest’ultimi perdessero Helmand, per loro sarebbero guai, guai seri”. E’ dalle loro basi posizionate in questa valle strategica che pianificano gli attacchi contro gli obiettivi occidentali. Per ora, l’offensiva vede l’affermazione degli americani. Ma, la vittoria finale potrebbe sfuggire loro di mano, sembra voler dire il nostro interlocutore. “Allo stato attuale i talebani sono stati cacciati da un certo numero di distretti di quella zona. Sospinti dalle truppe della Nato, si sono ritirati. Ma lo sapete … - prosegue Yusufzai - questa è la tattica dei guerriglieri. Si ritirano, aspettano che i nemici entrino nei villaggi che controllavano, e poi le attaccano. Anche in questo caso, mi sembra che venga usata questa tattica. Li faranno entrare e poi contrattaccheranno”. Per ora, quindi, gli americani hanno raggiunto qualche vittoria dopo 15 giorni di avanzata tra le alte guglie delle montagne afghane. Ma la domanda è: dopo averli presi, riusciranno a mantenere i capisaldi talebani? “Difficile, non impossibile. Una cosa è certa, questa è la battaglia decisiva per la guerra” conferma il cronista. Lì ad Helmand si combatte con forza. A Farah, dove è morto, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, si muore per i mordi e fuggi dei fondamentalisti islamici. _______________ Qualche imprecisione, in quest'articolo. La più grossa: Farah non è mai stata considerata zona sicura, anzi, esattamente l'opposto. E' pericolosa quanto la confinante Helmand, da cui molti di loro si ritirano, confluendo nella zona degli italiani, appunto. Poi ci dice che la forza dei talebani (altra imprecisione, ci sono una varietà di "insorti", non solo i talebani) non sembra diminuita: bella scoperta, basta leggere i giornali.... Cmq ringraziamo i Lince, che hanno salvato e stanno salvando un sacco di vite, nonostante la morte del primo caporalmaggiore Di Lisio.
alberto Posted July 15, 2009 Posted July 15, 2009 hanno aumentato alcuni contingenti per il periodo pre e post elettorale. anche un mio amico in legione straniera francese è lì da un paio di settimane e ci starà fino a febbraio... almeno, spero per lui!!
ROOSTERS99 Posted July 29, 2009 Author Posted July 29, 2009 il mestiere di magistrato non è un abito che si dismette e si butta via» Giustizia, De Magistris in aspettativa L'eurodeputato: «Lascerò la toga, ma i tempi delle dimissioni non me li faccio dettare da nessuno» ROMA- La magistratura non la lascia. Almeno per ora. L'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, adesso eurodeputato con l'Italia dei valori, all'annuncio della sua candidatura aveva definito la propria scelta irreversibile, spiegando che non sarebbe più tornato a indossare la toga. Adesso, invece, torna sui suoi passi: non lascia la toga, ma chiede e ottiene una aspettativa. Il Csm, infatti, ha dato il via libera a partire dal 14 luglio e per tutta la durata del mandato. Un «atto dovuto», spiegano a Palazzo dei marescialli. LA SCELTA- «Il mestiere di magistrato che ho svolto per quindici anni non è un abito che si dismette e si getta via», lo scrive De Magistris sul suo sito internet (www.luigidemagistris.it). Per lui, questo lavoro «è un sentire, una aspirazione, una vocazione che permane, una volta maturata, per tutta la vita. Mi sento magistrato dentro e sempre mi sentirò tale. Purtroppo, mi è stato impedito di continuare a svolgere questo mestiere e ne ho dovuto prendere atto. Detto questo, confermo che non rientrerò in magistratura e che mi dimetterò. Ma i tempi delle mie dimissioni non me li farò indicare o dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza». L'ormai ex magistrato ci tiene a precisare che « sono in aspettativa senza retribuzioni e senza contributi e, visto che mi dimetterò, anche la progressione di anzianità non avrà valore. Per quanto riguarda il presunto 'lodò di cui potrei usufruire perchè in aspettativa, si tratta di una notizia infondata: i processi disciplinari a cui sono sottoposto non vengono azzerati dall'aspettativa, al contrario lo sarebbero dalle dimissioni». LE REAZIONI- «È molto grave che i magistrati che entrano in politica possano un giorno fare rientro nella categoria. La terzietà non è più un valore. Il caso De Magistris ne è sinistra conferma». Lo sottolinea in una nota Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. 28 luglio 2009
ROOSTERS99 Posted July 31, 2009 Author Posted July 31, 2009 (edited) venerdì 31 luglio 2009, 07:00 SOTTO IL VELO DELLA D'ADDARIO di Salvatore Tramontano Contrordine compagni. Ancora una volta il respiro corto dell’antiberlusconismo si ritorce come un boomerang letale sui suoi artefici. Come l’apprendista stregone di Walt Disney, i giustizialisti della sinistra si ritrovano prigionieri del turbinoso valzer di scope che hanno avviato. Contrordine: dopo una lunga estate passata a scrivere domande nuove, vecchie (o semplicemente demenziali) siamo curiosi di vedere se il prepensionato commissario Davanzoni oggi, su La Repubblica ci farà leggere la lista dei quesiti che il quotidiano di largo Fochetti ha approntato per quella vigorosa e proba pattuglia di partiti del centrosinistra pugliese finiti nelle inchieste tra protesi, appalti e pantaloni non abbottonati. Sì, perché in Puglia c’è un governatore, Nichi Vendola, che è stato costretto ad azzerare la sua giunta. Per dissidi ideologici? Per dispute sull’identità del comunismo? No. Molto più prosaicamente perché metà degli assessori glieli aveva azzoppati una inchiesta giudiziaria. Con un piccolo dettaglio: su Silvio Berlusconi non esiste alcun capo di imputazione (al massimo può essere considerato vittima di alcuni dei personaggi in questione) mentre sulla giunta dell’Unione comincia ad incombere qualche ipotesi di reato. Berlusconi andava mascariato con il sospetto, i nuovi tangentisti, più o meno democratici, invece, vanno protetti con l’immunità legale e giornalistica. Siamo curiosi di sapere cosa ha da chiedere il commissario Davanzoni a proposito dell’esponente del centrosinistra che prendeva un aereo con Patrizia D’Addario verso destinazioni esotiche (da Foggia, però, per non farsi vedere). Cosa ha da chiedere Ezio Mauro su quel vicepresidente della giunta Pugliese che se ne andava a caccia di escort nella casa del dottor Tarantini. E che destino strano, poi, questo Tarantini. Quando intrufola una prostituta a casa del Cavaliere, per La Repubblica non è un raggiratore, ma un genio del male dedito ad un sodalizio criminale con la sua vittima. E quando invece alletta gli esponenti del centrosinistra con svaghi erotici e prebende, ritorna prudentemente «l’imprenditore Tarantini», uomo da trattare con cautela, con spirito garantista, al pari dei suoi co-imputati. Dicono: non ci sono ancora sentenze. Ma se il governatore della Puglia Nichi Vendola, invocando la questione morale ha cacciato il suo vice Frisullo, ci dovrà pure essere una sentenza politica, o no? Intanto scopriamo che l’assessore Tedesco, uno di quegli spaventevoli signori delle tessere che un tempo la sinistra combatteva, e che oggi invece mette in prima squadra, avrà le spalle coperte dall’immunità parlamentare che gli viene da una provvidenziale elezione. Anche lui è stato cacciato da Vendola, appena letta qualche agenzia di stampa che lo riguardava. Il cuore simbolico di questo pasticcio mediatico è sicuramente Patrizia D’Addario, dietro il cui velo i moralizzatori del gruppo Espresso hanno provato a nascondere il marcio del Pd e compagni. Quella stessa Patrizia D’Addario che forse andranno a vedere fino a Parigi con il torpedone, pur di non perdersi lo spettacolino allestito sui bagliori parassitari di una inchiesta scandalo, annunciato da una locandina che pare una copertina del vecchio Satanik. Un tempo la sinistra prendeva i torpedoni per andare alle marce e ai funerali dei leader, oggi si emoziona per un numerino a luci rosse stile Pigalle, travestito da battaglia di libertà. Ma adesso che scattano le perquisizioni il gioco truccato si svela. La battaglia di libertà evapora nella premonizione di un ennesimo scandalo rosso, non a luci rosse. ______________________ Sanitopoli rossa: ecco lo scandalo che volevano coprire Bari - E' l'inchiesta sugli appalti pubblici della sanità pugliese. Ma anche dell'intreccio tra droga, escort, festini, mafia e politica. E questa mattina i magistrati della procura di Bari hanno battuto un nuovo colpo. I bilanci dei partiti politici del centrosinistra della Puglia vengono acquisiti dai carabinieri nell’ambito dell’indagine del pm Desirè Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario. Le acquisizioni vengono fatte nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, Lista Emiliano. Voto di scambio Gli accertamenti disposti dal magistrato, che ha firmato decreti di esibizione di documentazione, riguardano l’ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti in riferimento al periodo compreso dal 2005 a oggi, comprese le ultime elezioni al Comune di Bari. I militari hanno acquisito anche tutta la documentazione relativa ai contratti e ai rapporti "intrattenuti dai partiti con gli istituti di credito". Viene ipotizzato formalmente per la prima volta il reato di voto di scambio (art.96 Dpr 361/56) nel provvedimento con cui il pm della Dda ha ordinato di acquisire i bilanci e la documentazione relativa ai rapporti con le banche. L’ipotesi di reato riguarda solo alcuni degli indagati e fa riferimento a voti elettorali che essi avrebbero chiesto in cambio della promessa di varie utilità. Per questo tipo di reato la norma prevede la reclusione da uno a quattro anni. Indagati L’inchiesta del pm della Dda verte sulla gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario, sulle nomine dei primari e sul presunto intreccio mafia, politica e affari e che, tra gli altri, ha anche convocato e ascoltato in una audizione di cinque ore il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Tra manager delle Asl pugliesi, dirigenti della Regione e politici sono circa 20 gli indagati in questa inchiesta, tra loro l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco (Pd), ora senatore. Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa; per alcuni reati si ipotizza l’aggravante di aver favorito un’associazione mafiosa. Il pm vuole verificare se nei bilanci siano stati regolarmente iscritti tutti i finanziamenti ricevuti dal mondo imprenditoriale. Anche questa ipotesi investigativa si baserebbe su intercettazioni telefoniche. Il sistema Tedesco è recentemente subentrato al Senato dopo l’elezione del senatore De Castro al parlamento europeo. Tedesco si dimise il 6 febbraio scorso ancor prima di ricevere un avviso di garanzia e fu immediatamente sostituito nella giunta regionale da Tommaso Fiore. Sotto inchiesta ci sono sia le aziende di fornitura di materiale sanitario che fanno capo ai figli dell’ex assessore sia le aziende che fanno capo alla famiglia Tarantini. Accertamenti sono stati fatti soprattutto sugli appalti della Global System Hospital di Tarantini nelle Asl Bari e Bat. Gli altri indagati Insieme a Tarantini tra gli imprenditori da tempo coinvolti nell’inchiesta del pm Digeronimo vi sono Dante Columella, amministratore della Tradeco di Altamura (Bari) che da un ventennio opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti (anche sanitari) e ha gestito a lungo la discarica di Altamura e Diego Rana, imprenditore di Bisceglie (Bari) che opera nel settore della riabilitazione domiciliare. Perquisito il Policlinico Contemporaneamente alla nuova accelerazione nell’inchiesta sulla sanità pugliese da parte del pm Digeronimo i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito perqusizioni e sequestri di atti nel Policlinico di Bari, nei reparti di Ortopedia e di Neurochirurgia. Inizialmente l’inchiesta condotta dal pm Giuseppe Scelsi riguardava solo presunte tangenti e appalti di protesi (al centro ancora le società di Tarantini Technohospital e Global System Hospital). In seguito, le intercettazioni di Gianpaolo Tarantini hanno fatto nascere un altro filone sul giro di feste con politici ed escort. Da qui, l’indagine e l’iscrizione del 34enne imprenditore barese nel registro degli indagati con l’accusa di induzione alla prostituzione, fascicolo al cui margine è emersa la vicenda degli incontri della escort Patrizia D’Addario con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Forniture ospedaliere Diagnosi forzate per prescrivere determinate terapie al fine di far acquistare un numero cospicuo di costose protesi vertebrali dalle società dell’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Nel nuovo filone d’indagine coinvolto il direttore di Neurochirurgia del Policlinico, Pasqualino Ciappetta. Il professore avrebbe indotto alcuni suoi giovani collaboratori, che hanno con il tempo occupato i posti chiave del reparto, a forzare diagnosi e a prescrivere protesi al fine di far acquistare dalle società di Tarantini "stabilizzatori della colonna vertebrale" il cui prezzo è compreso tra i 18mila e i 30mila euro. I medici che non rispettavano la linea impartita da Ciappetta sarebbero stati emarginati. I militari hanno sequestrato numerose cartelle cliniche, computer e hanno compiuto verifiche su un microscopio apparentemente non censito nel reparto che Tarantini avrebbe ceduto (non si sa a quale titolo) alla struttura. Archiviazione Infine, in uno dei filoni di indagini delle quattro inchieste sulla sanità il pm ha chiesto l’archiviazione per i tre imprenditori Gianpaolo Tarantini, Cosimo Catalano ed Enrico Intini e per l’ex manager dell’Asl Bari Lea Cosentino. Questa parte dell’inchiesta riguardava la presunta turbativa d’asta di un appalto del valore di 55 milioni di euro per la gestione della pulizia negli ospedali dell’Asl Bari _____________________________________________________ Forse D'Alema non pensava esattamente a questo quando prevedeva nuove scosse dalla Puglia..... Edited July 31, 2009 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted July 31, 2009 Author Posted July 31, 2009 venerdì 31 luglio 2009, 07:00 Travaglio mette la foglia di fico alle bugie dell’Idv di Filippo Facci Ciò che talvolta mi rende simpatico Marco Travaglio - capitò anche un’altra volta, avevo 41 di febbre - sono quegli episodi in cui dimostra che ci fa e non ci è: quegli episodi cioè che sono rivelatori del copione che ha deciso coerentemente di recitare anche quando la commedia lo imbarazza palesemente. Cioè: immaginatevi le sofferenze di chi fa sempre le pulci alle coerenze altrui - tizio disse questo, ora dice quest'altro - e al tempo stesso ha deciso di schierarsi anima e core con Antonio Di Pietro: potete immaginare le giornate che passa? Potete prefigurarvi le auto-censure, l’auto-regime, la rimozione di chi ogni volta deve riuscire a sostenere un moralistoide che dice ogni cosa e il suo contrario nell’arco di pochi giorni? Difendere l’indifendibile non è da tutti, qualche volta oltretutto è impossibile: e il più delle volte, quando l’incoerenza e la buffonaggine le vedrebbe anche Ray Charles, Travaglio si limita a tacere e a parlar d’altro; ma quando il troppo è troppo eccolo sbottare anche lui e ridivenire umano, quasi simpatico come tutto ciò che ci fa un po’ ridere. Tonino almeno è Tonino: ma quando comincia a generare cloni caricaturali allora il troppo stroppia davvero. Cioè: lo si sapeva che Di Pietro e De Magistris attribuivano alla parola data il medesimo valore, cioè nessuno: ma che l’allievo riuscisse a superare il maestro in così poco tempo ha messo in crisi persino lo stomaco di ferro di Mortimer Travaglio. La vicenda la conoscete. Di Pietro disse che non avrebbe candidato inquisiti e De Magistris lo era. E va be’. Tonino presentò poi il neo candidato De Magistris, il 17 marzo scorso, il quale disse: «La mia è una scelta irreversibile, anche qualora non dovessi essere eletto». Gli fece eco Di Pietro, accanto a lui: «De Magistris si dimetterà dalla magistratura subito dopo le elezioni, lo assicuro. Per noi questa è una regola non scritta che ci applichiamo, non un generico richiamo. Noi applichiamo la legge morale». Un mese più tardi De Magistris non si era ancora dimesso, ma guai a dubitare: «Sarebbe inopportuno un mio ritorno, perché la scelta dell’attività politica è per me definitiva». Una volta eletto a Bruxelles, a lasciare la toga non ci ha pensato minimamente. Due giorni fa ne ha dato conferma il Csm, che ha messo in aspettativa l’ex pm di Catanzaro come da lui espressamente richiesto: e buonanotte ai suonatori. Ecco allora Travaglio intervistato dal Riformista: «De Magistris si dimetterà, lo ha promesso e lo farà... e il fatto che magari lo farà tra un mese non mi sembra un problema». Non gli sembra un problema. Sembra convinto, Travaglio: al diavolo quei cattivoni secondo i quali avrebbe lanciato un avvertimento su ordine di Tonino. Certo, che fatica: è durissima la vita dell’Ugo Intini di Antonio Di Pietro. Il 30 dicembre scorso, per esempio, Travaglio dovette dire delle cose che neanche a drogarlo: «È giunta notizia delle dimissioni di Cristiano Di Pietro dall’Italia dei Valori per un paio di semplici raccomandazioni: un gesto di grande dignità». Una dignità mai vista: le dimissioni erano finte, Cristiano si era dimesso dal partito ma non da consigliere provinciale, si tenne cioè carica e stipendio; oltretutto aveva lasciato il partito solo dopo le proteste dei militanti e dopo esser finito su tutti i giornali per un’intercettazione telefonica di cui si vociferava da mesi, e di cui il padre era a conoscenza da un anno e mezzo. E comunque si tenne la carica di consigliere comunale a Montenero di Bisaccia. Dura la vita del Travaglio. Il 16 gennaio scorso, poi, mentre tutti i giornali sparavano la notizia di Cristiano indagato, lui fischiettava e scriveva del processo Andreotti. Su Cristiano, niente. Poi disse alla Stampa: «Io non confondo chi ha preso mazzette, che è un reato, con una semplice raccomandazione». Quindi Cristiano non doveva dimettersi anche da consigliere provinciale? «Non c’è niente di penalmente rilevante». Cioè: era indagato per corruzione e abuso d’ufficio e turbativa d’asta, ma non c’era niente. Basta dirlo. Luigi De Magistris si dimetterà dalla magistratura: basta dirlo. Infatti l’aveva detto anche lui.
corny Posted July 31, 2009 Posted July 31, 2009 venerdì 31 luglio 2009, 07:00 SOTTO IL VELO DELLA D'ADDARIO di Salvatore Tramontano Contrordine compagni. Ancora una volta il respiro corto dell’antiberlusconismo si ritorce come un boomerang letale sui suoi artefici. Come l’apprendista stregone di Walt Disney, i giustizialisti della sinistra si ritrovano prigionieri del turbinoso valzer di scope che hanno avviato. Contrordine: dopo una lunga estate passata a scrivere domande nuove, vecchie (o semplicemente demenziali) siamo curiosi di vedere se il prepensionato commissario Davanzoni oggi, su La Repubblica ci farà leggere la lista dei quesiti che il quotidiano di largo Fochetti ha approntato per quella vigorosa e proba pattuglia di partiti del centrosinistra pugliese finiti nelle inchieste tra protesi, appalti e pantaloni non abbottonati. Sì, perché in Puglia c’è un governatore, Nichi Vendola, che è stato costretto ad azzerare la sua giunta. Per dissidi ideologici? Per dispute sull’identità del comunismo? No. Molto più prosaicamente perché metà degli assessori glieli aveva azzoppati una inchiesta giudiziaria. Con un piccolo dettaglio: su Silvio Berlusconi non esiste alcun capo di imputazione (al massimo può essere considerato vittima di alcuni dei personaggi in questione) mentre sulla giunta dell’Unione comincia ad incombere qualche ipotesi di reato. Berlusconi andava mascariato con il sospetto, i nuovi tangentisti, più o meno democratici, invece, vanno protetti con l’immunità legale e giornalistica. Siamo curiosi di sapere cosa ha da chiedere il commissario Davanzoni a proposito dell’esponente del centrosinistra che prendeva un aereo con Patrizia D’Addario verso destinazioni esotiche (da Foggia, però, per non farsi vedere). Cosa ha da chiedere Ezio Mauro su quel vicepresidente della giunta Pugliese che se ne andava a caccia di escort nella casa del dottor Tarantini. E che destino strano, poi, questo Tarantini. Quando intrufola una prostituta a casa del Cavaliere, per La Repubblica non è un raggiratore, ma un genio del male dedito ad un sodalizio criminale con la sua vittima. E quando invece alletta gli esponenti del centrosinistra con svaghi erotici e prebende, ritorna prudentemente «l’imprenditore Tarantini», uomo da trattare con cautela, con spirito garantista, al pari dei suoi co-imputati. Dicono: non ci sono ancora sentenze. Ma se il governatore della Puglia Nichi Vendola, invocando la questione morale ha cacciato il suo vice Frisullo, ci dovrà pure essere una sentenza politica, o no? Intanto scopriamo che l’assessore Tedesco, uno di quegli spaventevoli signori delle tessere che un tempo la sinistra combatteva, e che oggi invece mette in prima squadra, avrà le spalle coperte dall’immunità parlamentare che gli viene da una provvidenziale elezione. Anche lui è stato cacciato da Vendola, appena letta qualche agenzia di stampa che lo riguardava. Il cuore simbolico di questo pasticcio mediatico è sicuramente Patrizia D’Addario, dietro il cui velo i moralizzatori del gruppo Espresso hanno provato a nascondere il marcio del Pd e compagni. Quella stessa Patrizia D’Addario che forse andranno a vedere fino a Parigi con il torpedone, pur di non perdersi lo spettacolino allestito sui bagliori parassitari di una inchiesta scandalo, annunciato da una locandina che pare una copertina del vecchio Satanik. Un tempo la sinistra prendeva i torpedoni per andare alle marce e ai funerali dei leader, oggi si emoziona per un numerino a luci rosse stile Pigalle, travestito da battaglia di libertà. Ma adesso che scattano le perquisizioni il gioco truccato si svela. La battaglia di libertà evapora nella premonizione di un ennesimo scandalo rosso, non a luci rosse. Tutto questo non sposta di una virgola il fatto che Berlusconi abbia deliberatamente e reiteratamente mentito..... Dai Roo, persino i milanisti più sfegatati hanno ormai capito che è meglio non fidarsi delle parole del premier .... Siete rimasti in pochi.
tricky Posted July 31, 2009 Posted July 31, 2009 Tutto questo non sposta di una virgola il fatto che Berlusconi abbia deliberatamente e reiteratamente mentito.....Dai Roo, persino i milanisti più sfegatati hanno ormai capito che è meglio non fidarsi delle parole del premier .... Siete rimasti in pochi. In realtà...sono rimasti in molti. Moltissimi
ROOSTERS99 Posted July 31, 2009 Author Posted July 31, 2009 Tutto questo non sposta di una virgola il fatto che Berlusconi abbia deliberatamente e reiteratamente mentito.....Dai Roo, persino i milanisti più sfegatati hanno ormai capito che è meglio non fidarsi delle parole del premier .... Siete rimasti in pochi. Mentito ? E' andato con minorenni ?? Se poi parliamo di calcio......... magari il Cav smammasse il MMMMilan e si dedicasse (con 1/100 del budget !!) alla Pallacanestro Varese......
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