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D'accordissimo.

Oltre tutto, ANCHE tanti candidati/eletti forti del PD sarebbero fuori dal parlamento e impossibilitati ad agire direttamente per i propri interessi personali ................

D'accordissimo. La legge dovrebbe essere uguale per tutti.

Sappiamo benissimo invece (lodo Alfano) che per alcuni è più uguale che per altri...

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Sappiamo benissimo invece (lodo Alfano) che per alcuni è più uguale che per altri...

Italia l'unico paese dove viene processato e condannato il corrotto ma non il corruttore .......

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Fraintesa la frase del premier sulla Sorbona. E la tv francese rinvia il programma

E il video «scagiona» Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy

Berlusconi non alluse a Carla. Ma Canal Plus non si scusa

Soltanto quanto viene pronunciato a microfoni aperti dovrebbe fare fede, non i sussurri o la loro interpretazione, tanto più quando la traduzione linguistica potrebbe ingenerare confusione. E' vero che Silvio Berlusconi ha spesso smentito o corretto anche registrazioni ufficiali dei suoi interventi, ma questa volta risulta davvero difficile sostenere che abbia pronunciato all'orecchio di Nicolas Sarkozy la frase «C'est moi qui t'ai donné ta femme» (io ti ho dato la tua donna), con allusione greve alle origini italiane di Carla Bruni.

La battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del presidente del Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al punto che

due eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno portato il caso alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa ripetuta alla dignità delle donne.

Ma se si riascolta più volte la registrazione, separando le parole con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase effettivamente detta da Berlusconi a Sarkozy, in lingua francese e un po' distante dal microfono, risulta in tutta evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho studiato alla Sorbona), come del resto aveva subito precisato l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, smentendo la trasmissione di Canal Plus che ha colto l'occasione della battutaccia per eleggere in diretta Berlusconi il «relou de l'année», definizione idiomatica di difficile traduzione, che starebbe per «uomo più greve dell'anno». Il corrispondente del Corriere della Sera è stato invitato ieri a riascoltare la registrazione e a darne un'interpretazione. La domanda fondamentale è: la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona? Dato che in francese il nome della famosa università parigina si scrive con due enne, per il gioco degli accenti può suonare effettivamente come «donna». L'intento di Yann Barthes, il giornalista autore della trasmissione, era (ed è ancora, anche se il programma è stato rinviato) di confermare l'interpretazione iniziale, ritornando così sulla polemica con maggiori supporti tecnici e linguistici. Ma l'«accanimento sonoro» conforta l'impressione che la registrazione non possa dare adito a ulteriori equivoci.

Tanto più che la frase di Berlusconi s'inserisce nel momento ufficiale della conferenza stampa in cui Sarkozy stava dando notizia degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che abbiamo sentito. Stiamo continuando a lavorare sulla registrazione e torneremo sull'argomento ». Insomma, almeno per ora, niente scuse né imbarazzi. In attesa di un «grand jury» del suono, è il caso di smentire una famosa battuta di Giulio Andreotti: «A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca». Non è sempre così.

Massimo Nava

04 marzo 2009

Sono basito, coi tempi che corrono, per quante energie vengono profuse dai "giornalisti" per simili cagate (francesismo) !

Assolutamente "geniale "poi la posizione delle eurodeputate del Pd !! :lol::lol: ....o meglio... :g[1]::P

Edited by ROOSTERS99
  • 1 month later...
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Un po' perchè mi faceva tristezza vedere questo thread fuori dalla prima pagina vi racconto un episodio di burocrazia massima.

Per alcune scartoffie necessarie alla mia residenza in Cina devo fornire un certo certificato legalizzato dal consolato cinese. Fino a qui va bene.

Ora il consolato cinese dice che lo vuole prima legalizzato dalla prefetura italiana, benissimo se non che un domanda nasce spontanea: sarà il caso che la prefettura legalizzi un documento emesso DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA?

Non so...

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Un po' perchè mi faceva tristezza vedere questo thread fuori dalla prima pagina vi racconto un episodio di burocrazia massima.

Per alcune scartoffie necessarie alla mia residenza in Cina devo fornire un certo certificato legalizzato dal consolato cinese. Fino a qui va bene.

Ora il consolato cinese dice che lo vuole prima legalizzato dalla prefetura italiana, benissimo se non che un domanda nasce spontanea: sarà il caso che la prefettura legalizzi un documento emesso DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA?

Non so...

Vedrai che te lo legalizzano pure, col casino che c'è nella burocrazia elefantiaca nazionale.... ;)

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Lo chiederei al consolato cinese.

Ho telefonato, hanno chiesto che qualcuno legalizzi la mia voce per parlarmi.

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Annozero tv dell'odio.

14/04/2009 |

Non si era levata foglia, in tutta una settimana. Nessuno, nemmeno Di Pietro o Beppe Grillo, avevano detto "ba" contro la protezione civile, i soccorsi, il modo di operare del governo dopo il terremoto in Abruzzo. E non certo per bontà d'animo: non c'era -evidentemente- molto d criticare. Michele Santoro invece c'è riuscito, col valido aiuto dello smilzo Travaglio.

E' stato in grado di costruire la sua Annozero mettendo sul banco degli imputati, gira che ti rigira, il solito Berlusconi. Ora Santoro è sotto inchiesta, il direttore generale nuovo di zecca, Mauro Masi, e il presidente Paolo Garimberti si vedranno in settimana per valutare il da farsi. Sul parere dell'azienda è pronta a esprimersi anche la Vigilanza, dice il presidente Sergio Zavoli, che sottolinea la necessità, nei programmi di inchiesta, di «dar voce a istanze diverse». «Parlare delle inefficienze non vuol dire criticare quelli che hanno prestato soccorso, vuol dire criticare la macchina organizzativa», si schermisce ora Marco Travaglio, accusato di fare sciacallaggio e una tv dell'odio, insieme col compagno Michele. Una tv pubblica «indecente, l'unica cosa stonata in questa tragedia», come l'ha definita Gianfranco Fini. «La tv pubblica non può comportarsi in questo modo», ha detto Berlusconi, mentre ancora girava per i campi tenda pieni zeppi di famiglie distrutte. Piena solidarietà alla protezione civile perfino dai vertici Rai.

Ma c'è chi riesce a difendere Santoro, gridando all'editto bulgaro bis. La radicale Emma Bonino, il leader Idv Antonio Di Pietro («Berlusconi e i suoi sodali possono permettersi di infangare Annozero solo perché dall'altra parte c'è un'opposizione molle», un colpo al cerchio e uno alla botte), Usigrai («Difenderemo la libertà di fare domande e avere risposte», dice il segretario Carlo Verna) e Federazione nazionale della stampa. «Indecente non è un programma giornalistico che fa domande», arringa il presidente Roberto Natale, bensì pretendere che l'informazione Rai non si interroghi «su eventuali responsabilità». Dimentica, Natale, che compito del giornalista è farsi le domande, ma non avere già in testa le risposte. Le domande retoriche, quelle, non valgono.

Albina Perri

____________________________________________________________

Cacchio....per farsi bacchettare anche da Fini...... :o:o:rolleyes:

Mi chiedo se qualcuno ha avuto lo stomaco di seguire quella puntata, e se magari ci dice il suo parere......

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www.mirorenzaglia.org

I conti degli Agnelli

14th apr 2009

Alessandro Grandi

Venerdì 10 aprile, pagina 27 della Repubblica: “Non solo yacht e golf, ecco il decalogo per stanare i re del lusso”. Un’intera pagina dedicata alla lotta contro gli evasori fiscali. Stesso giorno, stesso quotidiano, pagina 31: «Anche mia madre tenuta all’oscuro dell’eredità», mezza pagina sulla causa intentata da Margherita Agnelli [foto sotto] per ottenere la parte dell’eredità del padre Gianni che, a suo avviso, sarebbe stata occultata per favorire i figli che Margherita ha avuto da Alain Elkann, penalizzando lei e i figli del secondo matrimonio con il nobile russo De Pahlen.

Il problema non è se Margherita Agnelli ha ragione o meno a proposito di una spartizione interna alla famiglia (ha sicuramente ragione, ma a decidere sarà il tribunale di Torino…), ma è che la richiesta è basata su documenti che indicano depositi all’estero per oltre 2 miliardi di euro. Denaro che, evidentemente, l’Avvocato avrebbe nascosto al fisco italiano.

Eppure, di fronte a una cifra di questa consistenza, tutti hanno fatto finta di niente. Con i giornali impegnati ad occuparsi dei pettegolezzi relativi alla dinasty Agnelli, alla saga di quella che è stata la famiglia più potente del Paese. Margherita vuol vendicarsi di Alain? O la causa è il frutto di una faida religiosa tra l’ordosso De Pahlen e l’ebreo Elkann? Che rapporti ci sono tra i figli delle prime nozze e quelli delle seconde? E come ha potuto Margherita mettersi contro la madre e i figli?

Nulla, neppure una riga su come sono stati costituiti questi fondi all’estero. Da dove derivano i soldi? Quanto è stato dichiarato? Quando sono stati creati? Mentre la Fiat incassava fiumi di denaro pubblico? Il gruppo chiedeva soldi alle banche, a fronte di un indebitamento pazzesco, e Gioanin Lamiera (come veniva chiamato l’Avvocato a Torino) nascondeva 2 miliardi di euro in conti esteri?

Molto meglio, evidentemente, interrogarsi sull’ultima fiamma di Lapo, sul matrimonio della sorella, su come sta migliorando l’italiano del fratello. Tutti i quotidiani trasformati in una sorta di Novella duemila, di Chi, di Di più. Magari arriverà anche un Tapiro a qualcuno dei protagonisti della vicenda. Perché, per il resto, per la famiglia vige l’impunità più totale.

Sarà per questo che, di fronte alle pretese di Margherita, il resto della famiglia ha preferito andare al processo (purché si svolgesse a Torino e non in Svizzera, come richiesto dalla ribelle), invece di arrivare alla più classica e silenziosa trattativa familiare. Tanto gli Elkann amano la ribalta, le foto sui giornali, il mondo dei paparazzi. Soprattutto quando si può giocare in casa.

Abituati a fare i propri comodi senza trovare ostacoli. Nelle grandi come nelle piccole cose. Dalla richiesta di denaro pubblico per l’azienda, sino al parcheggio selvaggio di Lapo che abbandona la sua Ferrari azzurrina appena scorge un divieto di sosta. L’arroganza del potere, dell’impunità. Quella che porta a non soffermarsi sui dettagli nelle comunicazioni societarie alla Consob («ma solo nell’interesse dell’azienda e della proprietà familiare», hanno spiegato i vertici sotto accusa a Milano) e che, secondo Margherita, ha portato non solo a nascondere all’estero una fortuna, ma anche a non volerla spartire con l’erede che ha prferito la Svizzera e la Russia alla Torino degli intrighi

.... 'ffettivamente ....

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:lol::lol::lol:^_^

....pensa che ieri sera mi ha perfino telefonato (con l' aziendale, si intende...) per la gioia !!! :P;)

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GRAZIE TATANKA !!!

Chi sa , sa !

:lol::lol:^_^

E grazie Jake ! ;)

non so se ho capito...

ma ho come l'impressione che mastella abbia dei nipoti sotto le prealpi

vergogna!!! :lol:

:P

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Cassano Magnago

Negozi aperti il 25 Aprile, le comunioni "battono" la Liberazione

L'Anpi non vuole alimentare polemiche, mentre l'ex senatrice Pellegatta si dice "indignata" per la decisione dell'amministrazione. Marina Noce, catechista e dell'Anpi, invece non ci vede "nulla di strano"

Ci sono le comunioni, il 25 aprile i negozi staranno aperti. La deroga è stata concessa dal primo cittadino Aldo Morniroli: prima in via eccezionale a parrucchieri ed estetisti, poi a tutti i commercianti del centro. La decisione è stata dettata dalla coincidenza della Festa della Liberazione con la celebrazione delle prime comunioni in una delle tre parrocchie cittadine. La richiesta è arrivata dai parrucchieri, la cui clientela (mamme, nonne e bambini) il giorno prima dell’evento fanno a gara per acconciarsi. Il sindaco, viste le pressioni degli altri commercianti, ha allargato la deroga all’apertura a tutte le altre attività commerciali del centro, iniziativa che altrove, a Milano ad esempio, ha creato polemiche e dibattito. A Cassano, terra di dualismi spesso radicali (ogni 25 Aprile si scatena la bagarre, che sia la mancata programmazione di Bella Ciao tra i canti del corteo o l’inaugurazione delle targhe dei caduti), la notizia non ha colto di sorpresa i cassanesi. «Indignata» si dice Maria Pellegatta, già senatrice dei Verdi-Pdci e membro del direttivo cittadino dell’Anpi, mentre l’esponente storico dell’associazione partigiana cassanese Amleto Noce non vuole alimentare le polemiche. Più accondiscendente Marina Noce, figlia di Amleto, membro dell’Anpi lei stessa e catechista: «Succede spesso che le comunioni siano programmate in queste date – spiega -. È giusto andare dal parrucchiere per mettersi in ordine, non vedo nulla di strano».

23/04/2009

redazione@varesenews.it

Ma qual è il problema? Che festa c'è? :DB)B)

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Ma qual è il problema? Che festa c'è? :rolleyes::angel:;)

è la festa di san marco e, a cassano, terra di forte immigrazione veneta, è molto sentita... :P

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W il 26 aprile e la promozione.....

( SGRATTTTTTTTTTTTTT)

Carambaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!!

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Cassano Magnago

Negozi aperti il 25 Aprile, le comunioni "battono" la Liberazione

L'Anpi non vuole alimentare polemiche, mentre l'ex senatrice Pellegatta si dice "indignata" per la decisione dell'amministrazione. Marina Noce, catechista e dell'Anpi, invece non ci vede "nulla di strano"

Ci sono le comunioni, il 25 aprile i negozi staranno aperti. La deroga è stata concessa dal primo cittadino Aldo Morniroli: prima in via eccezionale a parrucchieri ed estetisti, poi a tutti i commercianti del centro. La decisione è stata dettata dalla coincidenza della Festa della Liberazione con la celebrazione delle prime comunioni in una delle tre parrocchie cittadine. La richiesta è arrivata dai parrucchieri, la cui clientela (mamme, nonne e bambini) il giorno prima dell’evento fanno a gara per acconciarsi. Il sindaco, viste le pressioni degli altri commercianti, ha allargato la deroga all’apertura a tutte le altre attività commerciali del centro, iniziativa che altrove, a Milano ad esempio, ha creato polemiche e dibattito. A Cassano, terra di dualismi spesso radicali (ogni 25 Aprile si scatena la bagarre, che sia la mancata programmazione di Bella Ciao tra i canti del corteo o l’inaugurazione delle targhe dei caduti), la notizia non ha colto di sorpresa i cassanesi. «Indignata» si dice Maria Pellegatta, già senatrice dei Verdi-Pdci e membro del direttivo cittadino dell’Anpi, mentre l’esponente storico dell’associazione partigiana cassanese Amleto Noce non vuole alimentare le polemiche. Più accondiscendente Marina Noce, figlia di Amleto, membro dell’Anpi lei stessa e catechista: «Succede spesso che le comunioni siano programmate in queste date – spiega -. È giusto andare dal parrucchiere per mettersi in ordine, non vedo nulla di strano».

23/04/2009

redazione@varesenews.it

Ma qual è il problema? Che festa c'è? :lol::lol::lol:

Maria Pellegatta? Ahahahahahah ma è quella che scrive su Varesenews credendosi una autorità? pietà pietà pietà..

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Buon 25 Aprile, da Hong Kong.

Piove che dio la manda, si parte stasera. Giornata lunga...

W la liberazione.

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