ROOSTERS99 Posted February 6, 2009 Author Posted February 6, 2009 Non mettiamo in bocca a Grillo parole che non ha detto .....Continuiamo invece a difendere questa classe politica, linda e immacolata ed esente da critiche .... L' "esule a Lugano" ha detto prorpio quello, anzi.... deppiù direi. La cosa che non stà nè in cielo nè in terra è che io abbia pagato settimana scorsa 107 € di canone RAI, per poi beccarmi sulla seconda rete nazionale, in prima serata, quei due fenomeni da baraccone di Santoro e Travaglio, e una lunga messa in onda dei deliri dell' "esule"... Affanculo !!!
corny Posted February 6, 2009 Posted February 6, 2009 L' "esule a Lugano" ha detto prorpio quello, anzi.... deppiù direi.La cosa che non stà nè in cielo nè in terra è che io abbia pagato settimana scorsa 107 € di canone RAI, per poi beccarmi sulla seconda rete nazionale, in prima serata, quei due fenomeni da baraccone di Santoro e Travaglio, e una lunga messa in onda dei deliri dell' "esule"... Affanculo !!! Un esule che in RAI ci appare poco o per niente ...... Continua pure a pensare che per fortuna ci sono Rete4, Italia1 e Canale5 del buon Silvio. Certo i problemi della Rai sono gli "scomunicati" berlusconiani non il fatto che si sia eletto un presidente RAI di 86 anni e che per giochi politici prima si sia eletto un signor nessuno che poi tutti volevano dimissionario. Dobbiamo cambiare radicalmente la classe politica. Perchè non mettiamo un limite alle possibilità di essere eletti in parlamento? Magari solo per 3 legislature? Il ricambio dovrebbe essere assicurato. Certo ce se aspettiamo qualcosa in questo senso da parte dei nostri politici stiamo freschi.
ROOSTERS99 Posted February 6, 2009 Author Posted February 6, 2009 (edited) Un esule che in RAI ci appare poco o per niente ......Continua pure a pensare che per fortuna ci sono Rete4, Italia1 e Canale5 del buon Silvio. Certo i problemi della Rai sono gli "scomunicati" berlusconiani non il fatto che si sia eletto un presidente RAI di 86 anni e che per giochi politici prima si sia eletto un signor nessuno che poi tutti volevano dimissionario. Dobbiamo cambiare radicalmente la classe politica. Perchè non mettiamo un limite alle possibilità di essere eletti in parlamento? Magari solo per 3 legislature? Il ricambio dovrebbe essere assicurato. Certo ce se aspettiamo qualcosa in questo senso da parte dei nostri politici stiamo freschi. No corny... fai il bravo ..... Primo, mai sostenuto "per fortuna ci sono Rete4, Italia1 e Canale5 del buon Silvio"; la schifezza è su tutte le televisioni, ma mi risulta davvero mal sopportabile su quella pubblica. Secondo, mi pare di aver chiaramente biasimato la situazione della Commisione di Vigilanza ed anche l' elelzione del suo quasi novantenne presidente (non è il presidente della Rai...). Aggiungo che la fine del tuo post è da me del tutto condivisa. Edited February 6, 2009 by ROOSTERS99
Ponchiaz Posted February 12, 2009 Posted February 12, 2009 L'università dei baroni: ecco come funziona Un viaggio tra truffe, favori e abusi di potere: i meccanismi perversi delle fabbriche di cultura italiane MILANO – Sconcertante, devastante o umiliante? E’ difficile trovare gli aggettivi giusti per descrivere al meglio lo stato dell’università italiana dopo aver letto Un Paese di Baroni, il libro appena uscito di Davide Carlucci e Antonio Castaldo su «truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l’università italiana» (editore Chiarelettere). Non un romanzo, purtroppo. Ma una lunga, dettagliata e approfondita inchiesta con nomi, cognomi, date, pochissime opinioni e tanti fatti. La copertina del libro-inchiesta Un’inchiesta che lascia senza fiato: perché se è vero che tutti sanno (o dicono di sapere) che è prassi comune e diffusa che per avere certe cattedre e varcare certe soglie occorra essere figlio di, amico di o sponsorizzato da, è altrettanto vero che leggere 309 pagine che raccontano di privilegi, concorsi truccati, reti di parentele intrecciate, infiltrazioni mafiose, gerarchie nazionali su chi comanda e dove, criteri gerontocratici di scelta, lobby bianche, rosse e nere, intrecci politici ed economici nella selezione dei docenti fa un effetto devastante. Non solo per i professori, ricercatori e dottori coinvolti nelle inchieste documentate nel libro ma per tutti quelli che pur a conoscenza di un «sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione fino ad oggi lo hanno accettato. L’importante era non fare i nomi» scrivono i due autori. Ora ci sono anche quelli, nero su bianco. Ma forse anche questo cambierà di poco la questione. Il sistema pare così tanto incancrenito da autoalimentarsi e sopravvivere da solo. Anche se delle crepe cominciano a intaccare il muro di gomma dell’università italiana. Carlucci e Castaldo (tutti e due giornalisti; il primo a Repubblica, il secondo al Corriere della Sera) raccontano infatti, accanto all’università dei privilegi, anche quella di chi lavora seriamente tutti i giorni e per pochi soldi. E soprattutto riportano le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati, contro un «sistema fortissimo basato molto sull’obbedienza e poco sul merito». Citando i sempre più numerosi casi di intercettazioni fai da te di studenti, aspiranti ricercatori o docenti che si sono presentati nell’università dei baroni a colloquio con i prof muniti di registratori portatili per memorizzare «le regole del gioco». Negli ultimi anni proprio queste intercettazioni hanno portato a più di un’inchiesta contro prepotenze e abusi. Alcuni in Italia si chiedono ancora perché nelle graduatorie sulle migliori università del mondo, i nostri atenei facciano sempre una pessima figura. Inutile chiederselo dopo aver letto questo libro. Peggio: frustrante. Paolo Bertinetti, preside della facoltà di lingue e letteratura a Torino afferma di «non aver mai conosciuto nessuno che sia diventato professore solo in base ai propri meriti». Stefano Podestà, ex ministro dell’Università nel 1996 ha dichiarato: «I rettori italiani? La metà di loro è iscritta alla massoneria». Mentre, dati alla mano, Carlucci e Castaldo scrivono che «i rettori hanno famiglia in 25 delle 59 università statali italiane. Quasi il 50% (il 42,3 per l’esattezza) ha nella medesima università un parente stretto, quasi sempre un altro docente». Più chiara ancora la ricostruzione di un dialogo tra docenti nella deposizione rilasciata all’autorità giudiziaria da Massimo Del Vecchio, professore di matematica a Bari – «Se non vengo io, tu non sarai nominato preside» – «Che cosa vuoi in cambio?» – «Due miei parenti falli entrare…». Carlo Sabba, uno dei professori che si è ribellato al sistema dei concorsi truccati, conclude amaramente: «Se non si spezza questa catena, i giovani saranno a immagine e somiglianza di chi li ha arruolati, e tutto rimarrà uguale». Il libro-inchiesta di Carlucci e Castaldo vuole essere «un’istantanea sullo stato dell’università Università Statale di Milano. Dibattito degli studenti su legge 133 (Paolo Poce) italiana e delle èlite che la governano, nel momento di più profonda decadenza della sua storia». Nel volume si ripercorrono le vicende che hanno portato intere dinastie familiari alla conquista di tutte le cattedre disponibili nelle città italiane «calpestando tante volte il merito e eludendo le regole democratiche; con intere bande di cattedratici che si sono spartite il territorio proprio come fa la mafia; raccontando il sistema dei baroni e la fitta trama di scambi tra potere politico e mondo universitario. Il tutto a detrimento di chi crede nelle università e nell’eccellenza dello studio con i centinaia di professori, ricercatori e lettori che nonostante i soprusi e le generali storture di un sistema che non funziona, resistono e lavorano». I due hanno deciso di dedicare il loro lavoro ai «tanti <ribelli> che in questi ultimi anni hanno denunciato abusi, aperto blog e siti internet contro il malcostume accademico, scrivendo spesso con nomi e cognomi ai quotidiani nazionali e ai tantissimi professori e ricercatori onesti grazie ai quali l’Italia è ai primissimi posti di una speciale classifica di merito stilata dalla rivista Nature nel 2004 calcolata in base alla proporzione tra investimenti ricevuti e qualità delle pubblicazioni delle principali riviste di ricerca internazionale: nonostante i pochi soldi, i concorsi truccati, la corruzione e molto altro i ricercatori italiani ottengono risultati eccezionali. Incredibile ma vero». Viene solo da chiedersi allora, visto che la degenerazione universitaria è direttamente proporzionale alla cattiva qualità della ricerca, che Paese saremmo se le terribili storture denunciate in questo libro sull' università non ci fossero. Visto che «da qualche decennio si assiste ad un’autentica degenerazione della logica del privilegio e per un po’chi voleva far carriera si è adeguato, chi non ha trovato spazio ha cercato un’occasione all’estero, altri hanno gettato la spugna e hanno ripiegato sulla professione privata, sull’insegnamento nelle scuole superiori, oppure sono caduti in depressione». Cosa sarebbe l’Italia se tutti quelli che sono andati via o non sono riusciti ad entrare e lo meritavano avessero potuto studiare e fare ricerca nelle università del nostro Paese? Occupazione all' Università La Sapienza - (Vincenzo Tersigni / Eidon) L’inchiesta si fa viva. Viene descritto nei dettagli il “sistema mafioso” che vige all’interno di alcune università (caso limite a Messina, dove «le indagini hanno mostrato le infiltrazioni mafiose e della ‘ndrangheta» e «la cosca Morabito è penetrata profondamente all’interno della Facoltà di medicina e chirurgia» come scrive il pm Gratteri della dda di Reggio Calabria). Viene raccontato come agisce la massoneria in cattedra («A Bologna ci sono due lobby, massoneria e Cl. Controllano la sanità e la facoltà di Medicina. E’ sempre stato così. E’ uno spaccato inquietante» dice Libero Mancuso, ex magistrato, assessore comunale a Bologna). Viene spiegato il meccanismo della grande truffa dei concorsi («C’è l’assenza di qualsiasi trasparenza nello stabilire chi merita e chi no. Pilotare i concorsi è una pratica assolutamente sicura e quasi indolore. I docenti sanno di partecipare a un teatrino. Il nome di chi deve vincere si conosce in anticipo. Talvolta è davvero la migliore delle scelte possibili. Altre volte decisamente no. Ma la domanda è: se già si conosce il vincitore perché spendere tanti soldi per indire i concorsi?» scrivono Carlucci e Castaldo). Si scende poi nei dettagli della Parentopoli d’Italia (Tre esempi soli tra i tanti? «A Roma il rettore è Luigi Frati, ex preside di facoltà di Medicina dove c’era la moglie, ex professoressa di liceo diventata ordinario, il figlio, chiamato a insegnare sotto la presidenza del padre, e la figlia, laureata in giurisprudenza…A Napoli nelle facoltà di Economia e Commercio della Federico II sono state rintracciate 140 parentele accademiche su un totale di 877 docenti...A Bari a Economia imperversano famiglie come i Massari: otto i docenti con questo cognome, tutti imparentati tra loro»). Si spiegano i meccanismi delle commistioni dei poteri trasversali, poteri politici e interessi economici che determinano assunzioni e vincitori di concorsi. Tutto sempre più spesso inter nos. Basta leggere cosa dice il Cnvsu, il Comitato di valutazione universitaria: il 90,2% dei docenti vincitori di concorso dal 1999 al 2007 provenivano dallo stesso ateneo che aveva messo a bando la cattedra. Con l’autonomia universitaria del 1999 poi (finanziaria e contabile) si sono moltiplicati i docenti e i corsi di laurea più bizzarri. Gli insegnamenti sono raddoppiati: da 85mila a 171mila. Con una proliferazione che non ha eguali nel mondo: in Italia esistono 24 facoltà di Agraria, in California tre, in Olanda solo una. Forse è anche per tutto questo che secondo i dati Ocse del settembre 2008 solo il 17% della popolazione italiana tra i 24 e i 34 anni ha conseguito una laurea (contro la media dei paesi Ocse del 33%) e solo il 45% degli iscritti arriva alla laurea, meno del Cile e del Messico e sotto la media Ocse del 69%? «Continuiamo così – direbbe il Nanni Moretti dell’ormai storica battuta del film “Bianca” – facciamoci del male». Iacopo Gori www.corriere.it ---------------------------------------- Nausea senza fine. Postato in Grazie Tatanks, ma ovviamente nausea bipartisan.
Ale Div. Posted February 12, 2009 Posted February 12, 2009 Tutte le bugie di Walter: "Mi ha scritto Obama" Ma era il testo fotocopia inviato al Turkmenistan di Tony Damascelli Nemmeno Nando Meniconi. Nemmeno Alberto Sordi in Un americano a Roma. Era l’8 febbraio scorso quando la notizia fece il giro delle redazioni e venne titolata, grossa così, sui giornali, non tutti: «Obama scrive a Veltroni». Seguiva il testo dell’epistola, «Grazie per le tue congratulazioni per la mia elezione come presidente degli Stati Uniti. Ho molto apprezzato il tuo messaggio. Gli Stati Uniti e l’Italia devono far fronte a una serie di sfide che credo riusciremo ad affrontare meglio insieme» e via andare con carezza finale, tipo cartolina dalle vacanze estive: «Ti mando i miei più sinceri saluti». Entusiasmo e brindisi in casa di Walter e tra i colleghi di partito, era la grande prova che Washington aveva svoltato, Barack Obama e il suo new deal a sinistra, fine del vassallaggio, inizio dell’amicizia tra compagni, Walter dopo aver rinunciato a partire per l’Africa, era felice come un bambino di aver ricevuto la cartolina dall’America. Purtroppo nessuno aveva immaginato che alla Casa Bianca non ci sono soltanto lo Studio Ovale, la cuccia per il cane o la stanza per la suocera del presidente, da qualche parte esiste anche un ciclostile, una fotocopiatrice, sicuramente un computer. E si sono messi a fare gli straordinari; le stelle sono tante, milioni di milioni, così anche quelli che si erano congratulati (tutti) con il neoeletto e per loro andavano messe giù due righe di ringraziamento, in fotocopia. Così la segreteria di Stato ha preso a consultare la rubrica, controllando indirizzi, nominativi, codici postali e ha provveduto alla bisogna diplomatica, lavorando day and night. La stessa storica lettera, proprio la stessa, parole e pensieri, baci e abbracci, sbianchettando soltanto il Paese di riferimento, è stata dunque inviata all’indirizzo di Belgrado di Boris Tadic, presidente della Repubblica serba. Non soltanto ai serbi, «ma anche», come direbbe Veltroni Walter, a chi si è dichiarato indipendente unilateralmente dalla Serbia, vale a dire i kosovari di Pristina nella persona del premier Hashim Thaci. Fatto trenta non si poteva non fare trentuno, dunque, ciclostilato anche per il premier macedone Branko Crvenkovski, a seguire ringraziamenti per Lech Kaczynski presidente della Polonia e al Primo Ministro Donald Tusk. Stessa parole di amicizia e fratellanza per Ekmeleddin Ihsanoglu, segretario generale dell’Organizzazione della conferenza islamica, a ruota, nel gruppo compatto, Gurbanguly Berdimuhammedow, presidente del Turkmenistan e per non farsi mancare nulla anche i capi politici di Trinidad e Tobago e poi di Grenada. Un copia e incolla chilometrico, Obama se l’è sbrigata in fretta, va capito. Vista la crisi economica ha preferito risparmiare sui francobolli. Walter Veltroni, collezionista di figurine, pensava di averne una in esclusiva. Ha scoperto, con altri mille, che, come minimo, è una tripla.
ROOSTERS99 Posted February 12, 2009 Author Posted February 12, 2009 Tutte le bugie di Walter: "Mi ha scritto Obama" Ma era il testo fotocopia inviato al Turkmenistandi Tony Damascelli Nemmeno Nando Meniconi. Nemmeno Alberto Sordi in Un americano a Roma. Era l’8 febbraio scorso quando la notizia fece il giro delle redazioni e venne titolata, grossa così, sui giornali, non tutti: «Obama scrive a Veltroni». Seguiva il testo dell’epistola, «Grazie per le tue congratulazioni per la mia elezione come presidente degli Stati Uniti. Ho molto apprezzato il tuo messaggio. Gli Stati Uniti e l’Italia devono far fronte a una serie di sfide che credo riusciremo ad affrontare meglio insieme» e via andare con carezza finale, tipo cartolina dalle vacanze estive: «Ti mando i miei più sinceri saluti». Entusiasmo e brindisi in casa di Walter e tra i colleghi di partito, era la grande prova che Washington aveva svoltato, Barack Obama e il suo new deal a sinistra, fine del vassallaggio, inizio dell’amicizia tra compagni, Walter dopo aver rinunciato a partire per l’Africa, era felice come un bambino di aver ricevuto la cartolina dall’America. Purtroppo nessuno aveva immaginato che alla Casa Bianca non ci sono soltanto lo Studio Ovale, la cuccia per il cane o la stanza per la suocera del presidente, da qualche parte esiste anche un ciclostile, una fotocopiatrice, sicuramente un computer. E si sono messi a fare gli straordinari; le stelle sono tante, milioni di milioni, così anche quelli che si erano congratulati (tutti) con il neoeletto e per loro andavano messe giù due righe di ringraziamento, in fotocopia. Così la segreteria di Stato ha preso a consultare la rubrica, controllando indirizzi, nominativi, codici postali e ha provveduto alla bisogna diplomatica, lavorando day and night. La stessa storica lettera, proprio la stessa, parole e pensieri, baci e abbracci, sbianchettando soltanto il Paese di riferimento, è stata dunque inviata all’indirizzo di Belgrado di Boris Tadic, presidente della Repubblica serba. Non soltanto ai serbi, «ma anche», come direbbe Veltroni Walter, a chi si è dichiarato indipendente unilateralmente dalla Serbia, vale a dire i kosovari di Pristina nella persona del premier Hashim Thaci. Fatto trenta non si poteva non fare trentuno, dunque, ciclostilato anche per il premier macedone Branko Crvenkovski, a seguire ringraziamenti per Lech Kaczynski presidente della Polonia e al Primo Ministro Donald Tusk. Stessa parole di amicizia e fratellanza per Ekmeleddin Ihsanoglu, segretario generale dell’Organizzazione della conferenza islamica, a ruota, nel gruppo compatto, Gurbanguly Berdimuhammedow, presidente del Turkmenistan e per non farsi mancare nulla anche i capi politici di Trinidad e Tobago e poi di Grenada. Un copia e incolla chilometrico, Obama se l’è sbrigata in fretta, va capito. Vista la crisi economica ha preferito risparmiare sui francobolli. Walter Veltroni, collezionista di figurine, pensava di averne una in esclusiva. Ha scoperto, con altri mille, che, come minimo, è una tripla. ....
marko Posted February 12, 2009 Posted February 12, 2009 (...)Nemmeno Nando Meniconi (...) vergogna! meniconi???? e chi cazzo è meniconi MERICONI... MERICONI, cazzo... come se scrivessi che i protagonisti de I Promessi Sposi sono enzo&luciana... voto a damascelli : 2 ! veltroni non so chi sia, ma un bel 2 se lo cucca anca lù...
ROOSTERS99 Posted February 12, 2009 Author Posted February 12, 2009 (edited) vergogna! meniconi???? e chi cazzo è meniconi MERICONI... MERICONI, cazzo... come se scrivessi che i protagonisti de I Promessi Sposi sono enzo&luciana... voto a damascelli : 2 ! veltroni non so chi sia, ma un bel 2 se lo cucca anca lù... Sicuro sicuro marko ?? No perchè il nome del famoso personaggio dell' Albertone lo si trova scritto in molti modi diversi Mericoni, Meniconi, Meliconi, Moriconi...... Bah !! Edited February 12, 2009 by ROOSTERS99
marko Posted February 12, 2009 Posted February 12, 2009 (edited) Sicuro sicuro marko ?? No perchè il nome del famoso personaggio dell' Albertone lo si trova scritto in molti modi diversi Mericoni, Meniconi, Meliconi, Moriconi...... Bah !! sicuro sicuro, mai... ma al 99% sì... Ferdinando 'Nando' Mericoni, in arte Santi Bailor (sulla trascrizione del nome d'arte ho qualche dubbio in più ) però, con l'idioma de a capitale, nun è che ce mastichi troppo bisogna chiedere conferma ai nostri Sertar, Joe e Ottimo Massimo... http://www.youtube.com/watch?v=WQW7NmamAiw...=1&index=25 oppure http://www.youtube.com/watch?v=Za7IvIdF8oQ beccati i due del pubblico dopo l'entrata alla Gin Chelli! (1' e 13") (mi ribalto sulla sedia tutte le volte che lo vedo... ) Edited February 12, 2009 by marko
Il Briatore Delle Prealpi Posted February 12, 2009 Posted February 12, 2009 sicuro sicuro, mai... ma al 99% sì...Ferdinando 'Nando' Mericoni, in arte Santi Bailor (sulla trascrizione del nome d'arte ho qualche dubbio in più ) però, con l'idioma de a capitale, nun è che ce mastichi troppo bisogna chiedere conferma ai nostri Sertar, Joe e Ottimo Massimo... http://www.youtube.com/watch?v=WQW7NmamAiw...=1&index=25 oppure http://www.youtube.com/watch?v=Za7IvIdF8oQ beccati i due del pubblico dopo l'entrata alla Gin Chelli! (1' e 13") (mi ribalto sulla sedia tutte le volte che lo vedo... ) Che beeeellooooo il mio film preferito da piccolino...lo riguardavo seeempre...altro che dragon ball........
ROOSTERS99 Posted February 19, 2009 Author Posted February 19, 2009 Per inviare deputati a Strasburgo è invece necessario superare il quorum del 4% Europee, contributi anche a chi non passa Approvato emendamento Pd, i rimborsi saranno elargiti a tutte le forze politiche che superano il 2% ROMA - L'assemblea del Senato ha approvato, nell'ambito della legge sull'«election day» (che accorpa le elezioni amministrative a quelle europee, che si devono svolgere entro il 7 giugno), l'emendamento presentato dai senatori del Pd Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi che prevede l'abbassamento al 2% della soglia dei voti validi per ottenere contributi a titolo di rimborso delle spese per la campagna elettorale. Il provvedimento è passato in prima lettura con 252 voti a favore e due astensioni. L'intera riforma della legge elettorale per le europee ha invece ottenuto 230 voti a favore, 15 contro e 11 astensioni. CONTRIBUTI SALVI - Grazie a questa modifica, anche i partiti che non raggiungeranno il quorum del 4%, necessario per ottenere seggi nell’Europarlamento, potranno accedere ai fondi pubblici. La decisione è arrivata sull'onda delle polemiche per l'introduzione del quorum del 4% per la ripartizione dei seggi italiani per l'Assemblea di Strasburgo e Bruxelles e delle accuse mosse ai partiti principali, il Pdl e il Pd, accusati di voler letteralmente «far fuori» le voci fuori dal loro coro. Fino ad oggi, infatti, la nomina degli eurodeputati (che avviene secondo regole che ogni Paese stabilisce da sè) era stabilita sulla base di un sistema proporzionale puro, che consentiva a molte più forze politiche di avere propri rappresentanti nel parlamento comunitario. Lo sbarramento del 4% , invece, terrà fuori i cosiddetti «cespugli», i movimenti politici più piccoli che, a meno di clamorosi exploit, non potranno neppure sperare nell'elezione di un solo proprio rappresentante, a meno di accordarsi tra loro unendo forze ed elettori. Un po' come avviene per le elezioni politiche italiane: lo sbarramento, nell'ultima tornata, ha comportato l'esclusione di forze politiche come Verdi, Rifondazione, Prc e La Destra. IL NODO DEI RIMBORSI - L'esclusione, senza l'approvazione dell'emendamento di oggi, avrebbe comportato anche la mancata concessione dei contributi a titolo di rimborso elettorale, con la conseguenza di una drastica diminuzione delle entrate su cui gli stessi partiti basano la propria sopravvivenza (alcuni contano poi sui versamenti degli stessi deputati eletti, che cedono al partito una parte dei propri emolumenti). La critica a questo meccanismo partiva dunque dal fatto che i partiti più piccoli sarebbero stati penalizzati sia dal punto di vista della rappresentanza, sia da quello della stessa sussistenza economica, a vantaggio delle forze politiche maggiori che si sarebbero al contrario trovate a beneficiare di maggiori fondi e di un numero maggiore di euro-seggi. La norma che stabilisce una soglia più bassa per i contributi cerca di riportare un minimo di equilibrio perlomeno nella ripartizione delle risorse economiche, anche se per molti partiti minori il 2% rischia di essere comunque una soglia invalicabile. SIMBOLI PIU' GRANDI - Un'altra proposta approvata, su iniziativa del relatore Lucio Malan, i simboli elettorali sulla scheda sono maggiorati nelle dimensioni fino al diametro di 30 millimetri, per favorire la scelta degli elettori anziani o con difficoltà di vista. A. Sa. 19 febbraio 2009 Grazie Tatanka !
corny Posted February 19, 2009 Posted February 19, 2009 .... Il provvedimento è passato in prima lettura con 252 voti a favore e due astensioni. L'intera riforma della legge elettorale per le europee ha invece ottenuto 230 voti a favore, 15 contro e 11 astensioni..... Grazie Tatanka, grazie Alberto, grazie a tutti quanti .........
tatanka Posted February 20, 2009 Posted February 20, 2009 Grazie Tatanka ! A parte che, come detto da Corny, devi ringraziare tutti, te stesso compreso, vorrei far notare come senza emendamento il rimborsi per iu partiti con meno del 4% sarebbero andati ai partiti con percentuale superiore al 4 e non risparmiati. Sui rimborsi e sui pianisti mi sa che abbiamo veramente un partitone unico.
ROOSTERS99 Posted February 20, 2009 Author Posted February 20, 2009 (edited) Sì, sì .....ma la mozione è del PD..... Edited February 20, 2009 by ROOSTERS99
Virgus Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 Complimenti a Franceschini per il discorso sereno , ricco di contenuti innovativi e di proposte , con cui ha iniziato il proprio mandato .
ROOSTERS99 Posted February 23, 2009 Author Posted February 23, 2009 Complimenti a Franceschini per il discorso sereno , ricco di contenuti innovativi e di proposte , con cui ha iniziato il proprio mandato . E' già morto prima di nascere. Scissione in 3/4 mesi....
corny Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 E' già morto prima di nascere.Scissione in 3/4 mesi.... Mah, si diceva così anche di B. dopo la sconfitta elettorale del 2006 ....... Sconfitta questa che come quella del 1996 sembra aver rimosso dalla memoria
ROOSTERS99 Posted February 23, 2009 Author Posted February 23, 2009 (edited) Mah, si diceva così anche di B. dopo la sconfitta elettorale del 2006 ....... Lo dicevano solo quelli che ci speravano...... Edited February 23, 2009 by ROOSTERS99
corny Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 Lo dicevano solo quelli che ci speravano...... Per me B. deve solo ringraziare il precedente governo che pensando che ormai Silvio fosse alla canna del gas non ha fatto una legge sul conflitto d'interessi che non permettesse a B. di presentarsi a future elezioni se non nudo e immacolato .....
Ponchiaz Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 Per me B. deve solo ringraziare il precedente governo che pensando che ormai Silvio fosse alla canna del gas non ha fatto una legge sul conflittod'interessi che non permettesse a B. di presentarsi a future elezioni se non nudo e immacolato ..... ...per rivincerle comunque. Il problema è un altro. (cit.)
davide Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 ...per rivincerle comunque.Il problema è un altro. (cit.) Le avrebbe sicuramente rivinte. Ed è vero: "il problema è un altro". La legge sul conflitto di interessi non andrebbe fatta per impedire allo psiconano di vincere le elezioni. Di solito è lui quello che fa questo genere di leggi...
corny Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 ...per rivincerle comunque.Il problema è un altro. (cit.) E' indubbio che il problema è un'altro ...... Era solo per rispondere a Roo sul fatto che il Pd oggi è a pezzi. Difficile in politica dare per scontato qualsiasi cosa.
Virgus Posted February 23, 2009 Posted February 23, 2009 Difficile in politica dare per scontato qualsiasi cosa. Bhà. Difficile trovare qualcosa di più scontato del discorso di insediamento di Franceschini .
Ale Div. Posted February 24, 2009 Posted February 24, 2009 La legge sul conflitto di interessi non andrebbe fatta per impedire allo psiconano di vincere le elezioni. Di solito è lui quello che fa questo genere di leggi... D'accordissimo. Oltre tutto, ANCHE tanti candidati/eletti forti del PD sarebbero fuori dal parlamento e impossibilitati ad agire direttamente per i propri interessi personali ................
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